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attila650

Costo di emissione di una banconota per lo stato

Risposte migliori

attila650

Salve a tutti, è la prima volta che posto in questa sottosezione per porvi un quesito che ha animato una discussione con un amico ieri sera.

Dato che sono ignorante in materia non ho potuto rispondere con cognizione di causa, vi sarò grado se mi chiarirete le seguenti due questioni (la discussione sarà letta anche dal mio amico):

Quanto costa allo stato emittente una banconota da 100 euro? si intende costo finale allo stato non il solo costo di produzione (coincidono le due cose?)

relativamente a questa domanda mi sarebbe utile anche sapere se la zecca è interamente di proprietà pubblica o meno.

La seconda domanda è più semplice: cosa è il signoraggio bancario? c'è una relazione con i contenuti della prima domanda?

Alessandro

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heineken79

Ti rispondo anche se sul signoraggio ci sono tante discussioni qui e in rete ed ognuno dice la sua, sparandola a volte anche grossa.

Quindi per gli approfondimenti ti consiglio di fare da solo in modo da formarti un'opinione: qui rischiamo di "scannarci" come al solito.

Sulla prima domanda invece possiamo andare tranquilli: sfruttando le economie di scala e, nel caso dell'Euro p.es., ripartendo ed ammortizzando le spese in brevetti tecnologici fra tanti paesi ed in un lasso di tempo piuttosto ampio, un biglietto viene a costare molto ma molto meno di quello che è il suo valore facciale. La differenza nominale-costo è appunto detto signoraggio.

http://it.wikipedia....iki/Signoraggio

Il costo puro di un biglietto da 100 pare si aggiri sui 3 cent, anche se forse azzarderei qualcosina di più per via che non esiste solo la stampa, la carta e l'inchiostro, ma ci sono costi fissi, del personale e come detto tecnologici. Non direi comunque più di qualche euro.

L'IPZS Spa, che produce monete, banconote, carte valori ed altro materiale ad alto contenuto tecnologico ha come azionista unico il MEF (Min. Economia e Finanze).

Modificato da heineken79

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apulian

Sulle banconote in euro non ho mai trovato informazioni sui costi di stampa

Ricordo un articolo sui franchi svizzeri dove si parlava di costo per banconota pari a 20-30 centesimi di franco

In ogni caso, un costo lontano anni luce dal valore facciale

Sul sito della BNS c'è un interessante articolo che analizza le fasi di produzione dei franchi elvetici

http://www.snb.ch/en/iabout/cash/current/id/cash_current_prod

Le banconote in polimero, invece, costano di più... dal 30 al 50%, se non ricordo male

In compenso, però, i biglietti di plastica durano di più di quelli di carta, seppur con risultati a volte poco gradevoli (maneggiato banconote rumene che dopo 4 anni di circolazione erano scolorite fino al bianco della plastica)

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attila650

Salve a tutti, grazie per le vostre risposte, io sono davvero ignorante in materia e le vostre risposte sono interessanti anche per me. Vi invio in questo post i dubbi del mio amico, Stefano si chiama:

SULLE BANCONOTE C'È SCRITTO "banca d'Italia " CHE È UNA SPA!!!! Mentre sulle lire c'era scritto "repubblica italiana". Quindi banca d'Italia presta le banconote all'Italia al 3% di interessi!!!!!

SCONVOLGENTE SE A LEI COSTANO POCHI CENTSIMI!!!

Per completezza:

"[banca d'italia] Le quote di partecipazione al suo capitale sono per il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private, per il 5,67% di enti pubblici (INPS eINAIL)[3]."

"Con D.P.R. del 12 dicembre 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre, viene cambiato l'articolo 3 dello Statuto dell'istituto che così recitava: «In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici».[8]. Il decreto è firmato dal presidente del Consiglio Romano Prodi, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa.

Con questa modifica è stata eliminata l'ultima norma che prevedeva la presenza dello stato in Bankitalia, pur non essendo mai stata fatta rispettare da nessun governo.

Il 28 novembre 2006 l'Assemblea straordinaria dei partecipanti al capitale della Banca d'Italia approva il nuovo statuto. Il nuovo articolo abroga il vincolo del controllo pubblico di Banca d'Italia, e dei soggetti che possono possedere delle quote, la cui titolarità resta disciplinata dalla legge. Non sono in vigore norme che disciplinano i soggetti ammessi alla partecipazione del capitale."

"Al 31 gennaio 2008 l'elenco dei principali partecipanti, indicato sul sito, è il seguente: Partecipante Quote Voti Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3% 50 UniCredito Italiano S.p.A. 22,1% 50 Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3% 42 Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2% 41 INPS 5,0% 34 Banca Carige S.p.A. 4,0% 27 Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8% 21 Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5% 19 Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2,1% 16 Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A.

E infine:

cosa c'è di vero in quanto scritto qui?:

http://www.disinformazione.it/intervistasaba.htm

un caloroso grazie a quanti vorranno rispondere.

Alessandro

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heineken79

L'articolo me lo leggo con calma e poi ti do la mia opinione.

Sulle banconote in Euro non c'è scritto Banca d'Italia, ma BCE...

Sulle vecchie banconote in lire c'era scritto Banca d'Italia e non Repubblica Italiana, che invece era solo sui biglietti di stato emessi dal Tesoro in occasione di penuria di circolante metallico.

La Banca d'Italia è una SPA i cui azionisti sono in maggioranza le altre banche commerciali e a sua volta ha una quota nella BCE.

L'anomalia, ancora una volta tutta italiana, è che, dopo la privatizzazione delle banche che prima erano pubbliche, passate poi sotto il controllo delle fondazioni bancarie, il controllato e il controllore sono lo stesso soggetto.

La Banca d'Italia non presta niente a nessuno.

Dal suo sito:

La funzione di emissione

La Banca d’Italia emette le banconote in euro in base ai principi e alle regole fissati nell’Eurosistema.

Nell'ambito dell'Eurosistema, la Banca d'Italia produce la quantità di banconote in euro ad essa assegnata, immette le banconote in circolazione e provvede al ritiro e alla sostituzione dei biglietti deteriorati, partecipa all'attività di studio e sperimentazione di nuove caratteristiche di sicurezza dei biglietti, contribuisce alla determinazione dei quantitativi da produrre e alla definizione di indirizzi comuni per quanto riguarda la qualità della circolazione e l'azione di contrasto della contraffazione.

In Italia le monete in euro sono coniate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in qualità di ente emittente, provvede alla loro distribuzione sul territorio nazionale avvalendosi delle Filiali della Banca d'Italia.

Aggiungo: a sua volta in contropartita lo Stato ha un conto a debito su Bankitalia pari all'ammontare delle banconote circolanti. Le monete sono emesse direttamente dallo Stato.

Capitolo signoraggio su Bankitalia con sentenza di Cassazione:

http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio

Modificato da heineken79

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heineken79

Provo con l'articolo citando qualche passo e commentandolo.

La premessa è che è una trascrizione di un'intervista di tal Marco Saba, del centro studi monetari, patrocinato dall'avv. Marra, avvocato ed ex (?) amante esoterico (sic) di Sara Tommasi....... Quindi sono opinioni di parte.

Nel momento in cui la Banca Centrale compra delle cose utilizzando questa moneta, che a lei è costata pochissimo (il costo tipografico è la carta filigranata e inchiostri) ottiene un potere di acquisto enorme che solo lei può avere. Quindi per quanto riguarda la carta-moneta solamente la Banca Centrale che la emette gode di questo beneficio.

Compra delle cose??? mica siamo dal panettiere, la BCE gli acquisti non li fa con la cartamoneta che emette ma con le risorse proprie come una qualsiasi azienda bancaria.

La Banca Centrale nella parte del bilancio che riguarda il passivo non scrive il costo tipografico di emissione delle banconote ma il valore nominale! Cosicché quello che in realtà è un attivo, il Signoraggio, diventa un passivo per la banca! Quindi non è tassabile, viene evaso, ecc… Questo potere equivale alla quantità di carta-moneta che è in circolazione.

Molto confuso... Il valore nominale è iscritto fra i passivi (giustamente) perchè il pubblico che detiene le banconote ha un credito nei confronti della Banca (la vecchia clausola pagabile a vista al portatore ne è un'esemplificazione). L'intervistato si è dimenticato di dire che in contropartita, come ho detto, c'è un conto dello Stato che garantisce l'emissione della carta che intrinsecamente non vale nulla o poco.

Il signoraggio è appannaggio dello Stato così come lo era del signore medievale che emetteva moneta (da cui il nome), l'esecutore era lo zecchiere come oggi lo sono le banche centrali, cioè dei semplici intermediari.

Ciò è dovuto al fatto che il Ministero del Tesoro quando vende i Buoni del Tesoro alla Banca Centrale, invece di pagare anche lui le banconote al costo tipografico (costi irrisori) in realtà le paga al costo nominale indicato sopra, più gli interessi, perché paga con i Buoni del Tesoro.

La confusione aumenta. Il Tesoro non vende titoli alla Banca Centrale nè essa, per statuto, può sottoscriverli direttamente. Deve rivolgersi come tutti gli operatori al mercato secondario seguendo la legge domanda / offerta.

Il Tesoro, nel mercato primario in cui la sottoscrizione dei titoli avviene, li colloca con un meccanismo d'asta aperto a tutti anche al piccolo risparmiatore.

Il resto dell'articolo tratta del signoraggio partendo da presupposti a mio avviso errati (vedi l'avvertenza e i consigli del mio primo post) e continua con farneticazioni secondo cui le banche commerciali creano moneta dalla sera alla mattina e varie teorie complottiste. Ma se è un complotto perchè io e gli altri ne siamo sempre a conoscenza?

Le banche creano denaro virtuale giocando con la leva, i derivati, spendendo soldi che (forse) avranno in futuro e le operazioni di ingegneria finanziaria spinta. L'emissione di cartamoneta e il signoraggio non c'entrano nulla.

Il mio consiglio è quello di leggere testi seri ed imparziali sull'argomento che spieghino in fondo i meccanismi dei processi senza gridare al complotto, e poi in seguito formarsi un'opinione.

Che è, nè più nè meno, quello che ho fatto io.

Modificato da heineken79

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attila650

Ciao Heineken79,

grazie della tua articolata risposta, adesso parlo per me dato che l'argomento si è fatto molto interessante.

Mi sono letto un po di cose, premetto che penso che tutto quello che viene scritto sul complottismo sia carta straccia pertanto mi interessa solo quello che vedo e che sento.

Alla fine dei conti mi sono letto quanto scritto sul sito della banca d'italia e ne deduco che il reddito da signoraggio non è dello stato ma delle banche (in italia soggetti privati ad oggi).

oltretutto sono cifre ingenti....

lo sapevo che era meglio non sapere :help:

Alessandro

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azaad

Io faccio parte della selva di persone che crede che il miglior modo per conoscere la verità, sia cercarsela da soli.

Copio un estratto di wikipedia, mettendo in evidenza la parte più importante. Sarei lieto che i più esperti dell'argomento chiarissero la veridicità delle affermazioni riportate.

Nei paesi dell'area euro, il reddito da signoraggio viene incassato dai governi dei paesi membri per il conio delle monete metalliche, e dalla Banca centrale europea (BCE) per la stampa delle banconote, che emette in condizioni di monopolio[63]. Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE alle varie banche centrali nazionali[64] in ragione della rispettiva quota partecipazione (per la Banca d'Italia ad esempio il 12,5%[65]).

I singoli governi nazionali provvedono in seguito a prelevare gran parte di tali redditi dalle banche centrali tramite il prelievo fiscale[66]. In taluni casi, come per la Bank of England, essendo la banca centrale completamente di proprietà statale, il reddito derivato dall'emissione delle banconote viene indirettamente incamerato interamente dal governo[67]. Tuttavia, anche nei casi di banche centrali non completamente di proprietà statale (come la Banca d'Italia), la gran parte degli utili prodotti viene versata allo Stato.[68]Mentre nel caso delle monete metalliche il reddito consiste nella differenza tra il valore nominale delle monete metalliche emesse e il costo per produrle, nel caso dell'emissione di monete non metalliche il reddito consiste negli interessi maturati sui titoli acquistati a fronte dell'emissione di moneta. Tali redditi, incamerati dalla banca centrale, servono a pagarne i costi e le imposte sull'emissione di moneta. Il reddito da signoraggio viene in gran parte incamerato dal governo che ha concesso alla banca centrale il diritto di emettere base monetaria in condizioni di monopolio.

Se è realmente come scritto, non dovrebbe esserci nulla di preoccupante, o no?!

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attila650

Io faccio parte della selva di persone che crede che il miglior modo per conoscere la verità, sia cercarsela da soli.

Copio un estratto di wikipedia, mettendo in evidenza la parte più importante. Sarei lieto che i più esperti dell'argomento chiarissero la veridicità delle affermazioni riportate.

Nei paesi dell'area euro, il reddito da signoraggio viene incassato dai governi dei paesi membri per il conio delle monete metalliche, e dalla Banca centrale europea (BCE) per la stampa delle banconote, che emette in condizioni di monopolio[63]. Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE alle varie banche centrali nazionali[64] in ragione della rispettiva quota partecipazione (per la Banca d'Italia ad esempio il 12,5%[65]).

I singoli governi nazionali provvedono in seguito a prelevare gran parte di tali redditi dalle banche centrali tramite il prelievo fiscale[66]. In taluni casi, come per la Bank of England, essendo la banca centrale completamente di proprietà statale, il reddito derivato dall'emissione delle banconote viene indirettamente incamerato interamente dal governo[67]. Tuttavia, anche nei casi di banche centrali non completamente di proprietà statale (come la Banca d'Italia), la gran parte degli utili prodotti viene versata allo Stato.[68]Mentre nel caso delle monete metalliche il reddito consiste nella differenza tra il valore nominale delle monete metalliche emesse e il costo per produrle, nel caso dell'emissione di monete non metalliche il reddito consiste negli interessi maturati sui titoli acquistati a fronte dell'emissione di moneta. Tali redditi, incamerati dalla banca centrale, servono a pagarne i costi e le imposte sull'emissione di moneta. Il reddito da signoraggio viene in gran parte incamerato dal governo che ha concesso alla banca centrale il diritto di emettere base monetaria in condizioni di monopolio.

Se è realmente come scritto, non dovrebbe esserci nulla di preoccupante, o no?!

messaggio di Stefano:

nel tuo commento la risposta a chi guadagna sul signoraggio è nel primo comma "nei paesi...monopolio":

il signoraggio sulle monete metalliche va tutto allo stato: briciole se consideri che 1cent costa circa 3cent per essere prodotto.

il signoraggio sulle banconote va alle banche ed ai suoi azionisti (tra cui non è incluso nessun governo): pensa ai costi di produzione delle banconote da 500€ ed al loro valore nominale.

la domanda rimane la stessa: quanto costa all'italia farsi stampare una banconota da 100€?

Modificato da attila650

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azaad

Si, ma nel testo che ho riportato in neretto e nei vari link, si dice che alla fine l'utile viene comunque in gran parte versato allo stato come tassazione.

in particolare leggo che :

Le percentuali riconosciute allo Stato italiano, calcolate sull'utile lordo (e comprendenti quindi alnche le imposte sul reddito), oscillano tra il 98% e il 73%.

Se così fosse il signoraggio sarebbe quasi inesistente. O meglio, il signoraggio se lo cucca quasi totalmente lo stato, non la banca.

Modificato da azaad

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heineken79

Si, ma nel testo che ho riportato in neretto e nei vari link, si dice che alla fine l'utile viene comunque in gran parte versato allo stato come tassazione.

in particolare leggo che :

Le percentuali riconosciute allo Stato italiano, calcolate sull'utile lordo (e comprendenti quindi alnche le imposte sul reddito), oscillano tra il 98% e il 73%.

Se così fosse il signoraggio sarebbe quasi inesistente. O meglio, il signoraggio se lo cucca quasi totalmente lo stato, non la banca.

E' scritto nelle note che azaad ha riportato.

Il signoraggio da sempre è stato ad esclusivo vantaggio di chi emette (o se volete garantisce) la moneta, cioè lo stato.

Che poi venga incamerato dalle banche e poi riversato sotto forma di prelievo fiscale o in altro modo, non cambia la sostanza. Io ho cercato di semplificare al massimo un argomento molto difficile su cui molti tendono a speculare, nel senso classico del termine (cioè fare congetture).

Questo almeno è quello che è scritto su tutti i manuali universitari che ho avuto modo di studiare tempo fa.

E' ovvio che per questo servizio di emissione / distribuzione / trattamento della cartamoneta la banca vuole veder riconosciuta una percentuale a titolo di guadagno. E direi che è pure giusto, viste anche le cifre percentuali molto basse.

Ciò che è strano è che la Banca d'Italia sia una società di diritto pubblico con azionisti di maggioranza privati. Dovrebbe essere 100% del Tesoro. Ma qui rischiamo di andare oltre e mi fermo.

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attila650

ho studiato un po il bilancio della banca d'italia e l'utile nel 2010 potrebbe essere stato versato al 90% allo stato....

http://www.bancadita...ne_bilancio.pdf

Alessandro

P.S: quindi per ogni banconota da 100 euro emessa lo stato ricava circa 90 euro

Modificato da attila650

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