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gpittini

Acquedotti

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gpittini
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DE GREGE EPICURI

Secondo S.W.Stevenson (A Dictionary of Roman Coins) le prime condotte d'acqua furono programmate a Roma nel 313 a.C., e realizzate non molti anni dopo.

Le testimonianze monetali sono pero' molto successive, e abbastanza scarse. La cosiddetta AQUA MARCIA e' quella portata nella citta' da Quinto Marcio; l'acquedotto relativo fu realizzato dal 179 al 169 a.C., e venne successivamente riparato e ingrandito.Ce lo ricorda il bel denario repubblicano di L. Marcius Philippus, del 56 a.C. (Varesi 394; RRC 425/1). Al D., la testa e' di Anco Marzio; al R:, statua equestre (si suppone dell'antenato Q.Marcius) su acquedotto a 5 archi, con la scritta AQUA MAR.

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gpittini
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Rovescio.

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gpittini
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Non ho trovato altro fino a Traiano (ma forse altri possono colmare eventuali lacune). Traiano emette dei bronzi per l'AQUA TRAIANA: questo acquedotto esisteva gia', ma venne restaurato dall'imperatore, che lo porto' fino all'Aventino, per dare acqua ai bagni e per altri usi pubblici e privati. In quel periodo, il console Sesto Julio Frontino compilo' una descrizione accurata degli acquedotti esistenti e delle relative ristrutturazioni.

Sul R della moneta, il genio del fiume e' sdraiato in una caverna o sotto un archivolto, e tiene in mano una pianta acquatica. Il sesterzio e' C 20, RIC 463, ma quello che vi mostro e' un dupondio, in condizioni non ottimali.

post-4948-0-51011700-1352392823_thumb.jp

Edited by gpittini

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gpittini
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Rovescio.

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gpittini
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Non avendo trovato altro, ho visto che sul Price-Trell (Coins and their cities) sono citati diversi acquedotti, tutti pero' su monete provinciali. In molti casi l'immagine e' quella di un dio fluviale, ed a mio avviso la corrispondenza con un acquedotto e' dubbia. Le immagini "certe" dovrebbero essere queste:

- Cilicia, Anazarbo, Price fig. 81

- Asia, Dorylaeum, Alessandro Severo, Price fig. 78

- Epiro, Buthrotum, Nerone, Price fig. 80; ma anche Augusto (quello che vi mostro).

Per Antiochia al Meandro (Gallieno, Price fig. 82), non e' chiaro se si tratti proprio dell'acquedotto, o del ponte sul Meandro.

Ho trovato in Wildwinds solo la moneta di Buthrotum; ma spero che altri riescano a completare questa carrellata con un po' di storia e qualche altra immagine.

post-4948-0-54055000-1352393426_thumb.jp

Edited by gpittini
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Illyricum65

Ciao Gianfranco,

anche il Tameanko segnala le monete da te postate o segnalate.

Manca un asse (RIC 450) e un denario di Alessandro Severo con la stessa iconografia (RIC 59) ovvero rappresentanti un tempio-fontana (nymphaeus) costruito come terminale dell'Aqua Alexandrina.

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Per Buthrotum (Epiro) allego la moneta di Nerone:

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Ciao

Illyricum

:)

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Emilio Siculo

Ciao a tutti,

un’altra tipologia in cui si potrebbe trovare – secondo alcuni – un riferimento ad un acquedotto è quella della “INDVLGENTIA AVGG IN CARTH[AGINEM]”, presente su molti nominali (asse, sesterzio, denario, aureo; sotto un denario con Caracalla al dritto dal web) dei Severi e già oggetto di discussione sul forum.

post-14104-0-80311900-1352662166_thumb.j

La rappresentazione al rovescio è costituita dalla Dea Celeste seduta su leone in corsa verso destra, che regge scettro e (alternativamente) un fulmine o un tamburo; in basso, si nota l’acqua che sgorga da una roccia a sin. In esergo: “INDVLGENTIA AVGG IN CARTH”.

La c.d. dea Celeste/Cibele è la divinità cartaginese per eccellenza (l’attributo del fulmine in quanto “celeste”) ed il leone può simboleggiare l’Africa.

Secondo alcuni commentatori, la moneta farebbe riferimento ad un acquedotto realizzato o ristrutturato a Cartagine sotto Settimio Severo. Il RIC invece fa semplicemente menzione di generici benefici che sarebbero stati attribuiti a Cartagine, probabilmente nell’anno in cui si festeggiava il secolo nuovo (204dC?).

La tipologia in questione è stata già oggetto di precedenti discussioni sul forum. Ne cito due:

http://www.lamoneta....dulgentia-augg/

http://www.lamoneta....severo-denario/

In particolare, in considerazione della tematica della presente discussione, mi riallaccio a quanto già scritto da Illyricum65 nella seconda di queste discussioni:

“Da una fonte (che al monmento non trovo) avevo trovato un riferimento al fatto che l'acqua sgorgante dalle rocce raffigurata era quella che alimentava l'acquedotto. Altre fonti smentiscono il riferimento della moneta alla condotta idrica, ma la maggior parte vi si riferisce.

Ho trovato riferimento ad un articolo in merito ad INDVLGENTIA IN CARTH:

"Probabili significati della scritta INDVLGENTIA AVGG IN CARTHAGINEM ed INDVLGENTIA AVGG IN ITALIAM su alcune monete di Setttimio Severo e Caracalla", in "Rivista Italiana di Numismatica", LXXXI,1979, pp. 103-114.

non leggebile dal web....

Nella valle dello ouadi Miliane si trovano gli imponenti resti dell'acquedotto più lungo mai costruito dai Romani che portava le acque alla città di Cartagine. Per la sua costruzione fu necessario un grande intervento di ingegneria civile che durò parecchi anni.

Costruito sotto Adriano tra il 120 e il 131 e restaurato nel 203 da Settimio Severo, fu danneggiato dai Vandali e ricostruito in epoca bizantina. Le acque furono convogliate verso la città direttamente dalle sorgenti della regione di Zaghouan l'antica romana Ziqua lungo un percorso che si snodava per 132 Km.

Di quell'imponente costruzione che si snodava nel bel mezzo della pianura cartaginese restano oggi ampi tratti nella campagna. La struttura dell'acquedotto era a una semplice arcata su cui scorreva il canale che trasportava l'acqua.

I resti mostrano l'imponenza di questa arcate che si sviluppano in altezza anche oltre i 10 metri. L'acquedotto fu rovinato dagli arabi durante l'assedio di Cartagine nel 698, ma fu riattivato dai Fatimidi nel X sec. e restaurato nel XIII da el-Mostancir, cui risalgono numerose deviazioni. Per tutta la sua lunghezza, l'acquedotto mostra differenti tecniche di costruzione, testimonianza dei numerosi restauri subiti. Le parti più antiche sono in blocchi di pietra, quelle più recenti in mattoni o terracotta.

Nel segmento in direzione di Oudna si può ancora riconoscere una serie di arcate sormontate dal condotto a volta in pietra.

In conclusione, sebbene una semplice raffigurazione su un rovescio monetale non sia sufficiente a sostenere la realizzazione di un acquedotto di cui non si avrebbero testimonianze storiche (questa è la conclusione cui giunge l’ottimo Curtis Clay su FAC, a meno di aggiornamenti di cui non sono al corrente), si potrebbe considerare quanto segue:

  • la serie “INDVLGENTIA AVGG IN ITALIAM” è rappresentata senza alcun riferimento all’elemento acqua (Italia turrita su globo);
  • l’iconografia della Dea Celeste/Cibele non è indissolubilmente legata con l’elemento acqua;
  • non è da escludere sistematicamente la possibilità che una serie monetale sia rimasta quale unica testimonianza di un’opera pubblica quale un acquedotto, al pari di altri edifici antichi rappresentati su monete e ancora non identificati.

In ogni caso, sia che si preferisca immaginare la costruzione/ristrutturazione di un acquedotto da parte di S. Severo sia che ci si limiti a semplici benefici di altro tipo, non è difficile immaginare la positiva predisposizione di questo imperatore verso Cartagine, una volta considerata la sua origine africana (Leptis Magna; sotto: arco di S. Severo a Leptis Magna).

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Ciao a tutti

ES

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