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Fabrizio19

Archeologia...una cosa bellissima, MA.....?

Risposte migliori

Fabrizio19

Buonasera a tutti, son qui oggi per raccontarvi una storia........................

Tanti anni fa (30 per la precisione) ero un giovane ragazzino terribile :girl_devil: da sempre appassionato delle cose antiche e misteriose che apparivano come per incanto nei campi coltivati, amabilmente raccolte dai contadini (ai quali sistematicamente le "scippavo" ehhehehhe :girl_devil: ) che si accingevano a coltivare i loro campi.........

C'era e c'è ancora un luogo che da tempo immemore viene chiamato "le cocce", dal dialetto ciociaro che significa cocci come penso che si capisca, il quale era disseminato di cocci di ogni genere, dai pezzi di anfore, tegole, mattoni,ecc.ecc.

Noi, poco più che ragazzini passavamo le giornate a raccogliere e fantasticare su questi pezzetti di terracotta..........chissà che funzione avevano, chi li aveva usati, ecc. ecc......

Abbiamo frequentato quei luoghi per anni, poi una volta cresciuti (avevamo si e no 15 anni) abbiamo ipotizato che quei luoghi forse potevano avere un qualche interesse di natura archeologica e potevano raccontare uno stralcio di storia locale e visto che abito in un paese di poco più di 20.000 abitanti (cosa molto più semplice che in una grande Città ) ci siamo recati in comune a far presente all'allora ASSESSORE alla CULTURA le nostre ipotesi (era se non ricordo male il 1987)........tralascio i commenti della persona.......la quale ci disse che avrebbe approfondito la cosa.

Passarono i mesi nell'assoluto silenzio, dopo qualche tempo tornammo alla carica, ma come la volta precedente venimmo rassicurati che della cosa si stavano interessando persone competenti in materia.

Noi nel frattempo avevamo raccolto i nostri "preziosi" cocci e li avevamo portati al Rettore del Santuario di S. Maria a Fiume, un bellissimo santuario del mio paese, eretto nel 1070 circa sulle rovine delle terme romane dedicate a Faustina (Divae Faustinae), moglie dell'allora imperatore Antonino Pio (distante dalle COCCE circa 1 Km),

.....anche il sacerdote in questione cercò per varie vie di dar consiglio agli allora AMMINISTRATORI del mio comune, ma invano.

Tutto cadde nel dimenticatoio fino a quando alla metà degli anni '90 si pose per noi il problema della TAV.......è si ragazzi, il tracciato della TAV coincideva perfettamente con il nostro campo alle COCCE, andammo al comune per segnalare la cosa, ma ci venne risposto che a suo tempo vennero fatti degli accertamenti e non era plausibile che questo campo poteva essere di un qualche interesse archeologico.........

Rassicurati tornammo a casa e per qualche tempo non se ne parlò più.................

Un giorno.................... l'allora Rettore del Santuario ci chiamo per dirci una cosa FAVOLOSA,

"ragazzi mente effettuavano gli scavi per dei piloni per la superveloce (TAV) sul "vostro" campo hanno trovato delle mura romane !!!!!!!!!"

Ma come ????? Come è possibile ???

MA NON DOVEVA ESSERE UN APPEZZAMENTO DI TERRENO AGRICOLO SENZA ALCUN VALORE ARCHEOLOGICO ???????????

Fiduciosi che a questo punto con un'indagine archeologica di un certo rilievo finalmente si sarebbe fatta chiarezza sul SITO DELLE COCCE, aspettavamo i risvolti.....................

I risvolti ci furono, venne individuata una villa Romana di età imperiale....

queste sono le ricostruzioni............

6ir1cl.jpg

4lsrpy.jpg

14aeiye.jpg

2u72543.jpg

30vcbcy.jpg

http://pietroalviti.wordpress.com/2012/04/22/archeologia-a-ceccano-il-punto-della-situazione/

( visto che non aveva interesse archeologico il sito),

vennero trovati reperti per riempire 200 casse, ma il tracciato non venne modificato, venne permesso di posare i piloni e continuare con l'OPERA...TAV......

Comunque, si sperava, che almeno le 200 CASSE di reperti sarebbero state utilizzate per dar modo alla collettivita di sapere cosa ci fosse sul territorio dove vivono, siamo nel 2012 quasi 2013 (son passati 15 anni) e ancora le casse sono negli scantinati di Palazzo Antonelli (Il comune)........ci sono ancora tutte ? spero di si.........

http://www.ceccano2012.net/cultura/121-per-non-dimenticare-ritrovamenti-archeologici-tav.html

Modificato da Fabrizio19
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Mirko8710

Bella storia, grazie di avercela raccontata. :good:

Mi c'entra una citazione degli 883 ne "Gli anni"... "Stessa storia, stesso posto, stesso bar"...

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Fabrizio19

Grazie Fabrizio per aveci reso partecipe.

Ciao Daddo............................la storia non finisce qui....

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Utente.Anonimo3245

Grazie Fabrizio per aveci reso partecipe.

Ciao Daddo............................la storia non finisce qui....

Aspettiamo il resto allora...ciao Fabrizio. Giò

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Indiana Henry

che tristezza sapere che la nostra Storia viene gestita in modo così approssimativo (eufemismo)...

anche io attendo di avere notizie confortanti!

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acraf

Solita storia delle numerose casse lasciate in deposito e spesso nel dimenticatoio.

Chissà se poi ci sono stati anche rinvenimenti monetari.....

Attendiamo molto volentieri gli sviluppi della vicenda.

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Liutprand
Supporter

Storia emblematica, come questa ce ne sono a centinaia che, purtroppo, non vengono raccontate.

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Vincenzo

Un immane senso di vergogna nel sentire queste vicissitudini.

Qualche domanda.

Ma i tecnici avvertiti erano della Soprintendenza?

O meglio il nullaosta per far costruire la TAV è avvenuto dopo un'indagine della Soprintendenza ed è stato firmato dal funzionario di zona?

Oppure il politico disse di aver avvertito la Soprintendenza, ma ciò non è avvenuto?

Domando, perchè la situazione mi pare fra l'assurdo e il paradossale, considerato il rinvenimento.

Vincenzo.

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DarkShrine

Bella storia, io per lavoro faccio l'archeologo e ti posso dire che, per "l'epoca" è tanto che la cosa sia stata scavata(tristemente) , le ragioni della politica in italia le conosciamo tutti..e l'interesse economico spesso prevale..comunque mi preme ricordare che...a noi archeologi interessa e deve interessare:

1)il DATO e NON l'OGGETTO: è molto più importante sapere che su quel sito era presente un insediamento piuttosto che decine di casse di reperti

2).avere il dato quantitativo e cronologico dei rinvenimenti..piuttosto che spendere moltissimi soldi per musealizzare il tutto(che poi...avete visto tutti come finiscono le cose musealizzate)

3) solitamente, la prassi è quella di documentare tutto in modo accurato e poi procedere alla rimozione del materiale nell'area interessata ai lavori(se non è un sito di natura eccezionale)

Rendiamoci conto che se dovessimo musealizzare tutti gli insediamenti che vengono alla luce negli scavi archeologici non avremmo posto per costruire le opere del nostro presente.

La storia del tuo campo delle cocce è una classica storia come tantissime altre, ammiro il vostro impegno per interessarvi a preservarla e l'epilogo è stato mediamente felice, ora fossi al vostro posto io..più che lamentarmi delle casse negli scantinati cercherei di insistere perchè il comune si faccia consegnare una copia della relazione di scavo e cerchi di farne una pubblicazione..allora lo scavo sarà servito a qualcosa e sarà il giusto coronamento dei vostri sforzi.

Modificato da DarkShrine
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Vincenzo

E' anche vero, che l'idea di archeologia esposta brillantemente da DarkShrine è fondata sulla Scuola Processualista, nella quale io stesso mi sono formato, ma da cui ho preso le distanze, pur Non aderendo completamente alla Scuola Post-Processualista.

Nessuno nega il valore del dato, anzi, esso è fondante, ma non necessariamente l'oggetto da cui deriva il dato, privo di quest'ultimo è un'oggetto vuoto.

Altrimenti, hanno pienamente ragione gli storici dell'arte quando definiscono noi archeologi, "manovali dell'arte", incapaci di andare al di là.

Tornando al sito in questione, pur non avendolo indagato personalmente, da quanto letto, mi pare o pareva, non del tutto esente da interesse archeologico e degno di essere tutelato. Ma su questo posso sbagliarmi.

Vincenzo.

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DarkShrine

Non mi lego totalmente fondamentalmente alla scuola processualista, ma personalmente per quanto mi piacciano gli oggetti..mi interesso molto più al dato che deriva da essi :) io ritengo che il nostro ruolo sia quello di interpretare e ricostruire le azioni dinamiche che hanno formato il deposito statico...siamo un pò anche investigatori, almeno per quanto mi riguarda..ogni volta che affronto un contesto mi pongo sempre il quesito iniziale del "io..al loro posto, nel loro contesto e con i loro mezzi...cos'avrei fatto?"

Ho avuto purtroppo modo di notare che tanti aderenti completamente alla post-processuale tendono a negare le evidenze a favore delle personali interpretazioni,,e più hanno "nome"..più hanno potere..più son guai :)

L'oggetto non resta vuoto in se..ma ci sono oggetti che hanno più "valore" di altri...vuoi per rarità od uso specifico...

Tante volte si tende a dare troppo valore agli anforacei ed a reperti che a livello qualitativo non hanno significato finendo per creare i perduti magazzini dei musei, finendo per innalzare una barriera invalicabile dagli interessati e ad uso unico di addetti "rapaci" e creando quella mentalità, a mio avviso, errata...che preclude gli studi privati al grido di "è tutto dello stato" (ma a che pro...se lo stato non fa che trascurarlo?)

Oggettivamente..puoi considerare arte un opera leonardesca...non puoi mettere sullo stesso piano un anfora da trasporto ^^

Gli storici dell'arte dovrebbero star fuori dal nostro campo..perchè è la loro interpretazione, il loro modo di non comprendere il nostro modo di operare..diciamo, senza nessuna insinuazione, la loro abitudine a lavorare con lo "straordinario" ed il fatto che presiedano anche i nostri ministeri...a complicarci tante volte le cose.

Io mi auguro vi sia presto un'apertura...almeno per quanto riguarda la libera vendita di reperti presenti nei magazzini in infinite quantità e già studiati..ma anche affidati a studi privati...perchè credo sarebbe una svolta epocale sia per la diffusione della cultura, sia per la cura che un oggetto in mano ad un vero appassionato riceverebbe(sempre fermo restando l'obbligo di eventuale restauro, conservazione ed eventuale esposizione quando serve)...molto diversa dall'abbandono al disfacimento nelle casse, magari in sacchetti mal protetti, sia..in ultima analisi...a livello economico, si potrebbero così raccogliere fondi per nuovi scavi e pubblicazioni....inizierebbe così finalmente un vero rinascimento culturale per quanto riguarda il nostro ambito lavorativo.

Poi..per dirla alla post processuale..questa è la mia idea :) il bello del nostro lavoro è il continuo dibattito.

Tornando al discorso relativo al post...Vincenzo, non so da quanti anni scavi, ma anche tu come me avrai assistito o sentito parlare..di comportamenti non proprio "rigidi" degli addetti alle sopr...purtroppo siamo in Italia... poi dipende anche dalla zona del rinvenimento...un pavimento a mosaico policromo...ma anche monocromatico...dalle mie parti sarebbe considerato eccezionale..mentre nella zona di Frosinone è quasi la norma, quindi viene di conseguenza considerato diversamente.
Non possiamo parlare comunque senza sapere bene quale parte è stata intaccata...forse sono andati ad intervenire solo su alcune strutture periferiche oppure...come ho già avuto modo di vedere...hanno provveduto allo smontaggio ed al riposizionamento delle strutture (io sono fondamentalmente contrario a questa prassi..ma ultimamente sembra andare bene a molti funzionari che in questo modo non si creano inimicizie tra le grandi ditte di costruttori con cui hanno spesso a che fare)

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