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      Aggiornamento   15/10/2017

      Oggi inizia l'aggiornamento del forum v2018. Potrebbero verificarsi problemi e il forum potrebbe rimanere per pochi minuti non raggiungibile.
      Comunicherò successivamente con un topic in sezione news tutte le novità.  
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scacchi

GLOUCESTER. RINVENUTA MONETA "UNICA" DEL XI SECOLO

Risposte migliori

scacchi

salve

E' stata rinvenuta, vicino Gloucester, una moneta "unica" del Regno di Guglielmo il Conquistatore, risalente al 1077-1080.

The hammered silver coin was found by metal detectorist Maureen Jones just north of the city in November.
Experts from the Portable Antiquities Scheme said the find "filled in the hole" in the dates the Gloucester mint was known to have been operating.
The coin, which dates from 1077-1080, features the name of the moneyer Silacwine and where it was minted.
The Portable Antiquities Scheme said that until the coin was discovered, there were no known examples of William I coins minted in Gloucester between 1077-1080.
"The discovery of this coin therefore proves that the mint was in operation throughout the whole reign of William I," it said.
Ms Jones, who found the coin, is a member of Taynton Metal Detecting Club.
"I went out with two other ladies to an open field and that's where I found it," she said.
"I know it's a silver hammered coin but I didn't recognise the king.
"It's quite amazing."
Kurt Adams, finds liaison officer for the Portable Antiquities Scheme, said the penny coin would have been "quite valuable" at the time that it is thought to been lost by its owner more than 900 years ago.
It is due to be returned to Ms Jones shortly.

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Modificato da scacchi
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numismaticadott

Molto interessante,

grazie per la segnalazione!

Dario :good:

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Claudio I

Che bel colpo di fortuna............................

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ciosky68
Supporter

grazie tante

R.

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chievolan

Ho ben capito .... ma la moneta è stata restituita alla signora Jones?

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incuso
Supporter

Ho ben capito .... ma la moneta è stata restituita alla signora Jones?

La legislazione inglese è differente dalla nostra. Mi sembra di capire che lo stato abbia un diritto di prelazione ma di fatto ciò che si rinviene è di proprietà di chi lo ritrova e/o del proprietario del fondo.

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rick2

La legislazione inglese è differente dalla nostra. Mi sembra di capire che lo stato abbia un diritto di prelazione ma di fatto ciò che si rinviene è di proprietà di chi lo ritrova e/o del proprietario del fondo.

esatto c e` il diritto di prelazione e lo stato o un ente di diritto pubblico ha la facolta di comprare il pezzo o il ripostiglio al prezzo di mercato

cosa che facilita` l emersione dei ritrovamenti

questo e` il 7 ritrovamento importante del 2012 che e` avvenuto nell archeologicamente povera inghilterra

quanta roba e` stata trovata ed e` emersa in italia ?

meditate gente meditate

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Paleologo

Quindi adesso abbiamo una meravigliosa moneta unica, decontestualizzata. Tutte le informazioni che poteva fornire in quanto parte di un contesto archeologico, precisamente databile in quanto la moneta è essa stessa datata e in Inghilterra c'erano le renovationes periodiche (quindi la moneta fornisce sia il terminus post quem che quello ante quem), sono andate a farsi fottere. Dal punto di vista antiquario è fantastico (specialmente per chi se la vende), dal punto di vista archeologico e della conoscenza è un danno. Non è tutto oro quello che luccica.

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scacchi

salve

contina una polemica che non porterà a nulla se non dividere sempre di piu le posizioni

i cercatori delinquenti distruttori e gli studisi salvatori vedi monete sparite da medaglieri e musei vari

possibile che non si trovi il modo di fare proposte costruttive per superare le posizioni?

sono daccordo con paleologo per la perdita di dati

la signora ha avuto comunque la possibilità di denuncire il ritrovamento senza rischiare se non un elogio e credo che gli studiosi hanno potuto analizzare sia la moneta che il contesto

non penso che sarebbero andati in quel luogo a girare ore per tirar fuori tappi e stagnole e decotestualizzarle

comunque meglio che lasciare quel tipo di bene indisponibile dello stato a distruggersi finire coperto da cemento e asfalto o peggio in una macina per ghiaia come sta succedendo all'area sepolcrale ritrovata nella mia zona e che avevo segnalato nel forum tempo fa

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rick2

Quindi adesso abbiamo una meravigliosa moneta unica, decontestualizzata. Tutte le informazioni che poteva fornire in quanto parte di un contesto archeologico, precisamente databile in quanto la moneta è essa stessa datata e in Inghilterra c'erano le renovationes periodiche (quindi la moneta fornisce sia il terminus post quem che quello ante quem), sono andate a farsi fottere. Dal punto di vista antiquario è fantastico (specialmente per chi se la vende), dal punto di vista archeologico e della conoscenza è un danno. Non è tutto oro quello che luccica.

ti metti a fare polemica ?

certo non e` una situazione ottimale , pero` almeno la moneta e` emersa al contrario di quello che succede da voi in italia dove non emerge mai niente nonostante secondo voi ci sia molta piu` roba che non qui

non solo ma avendo un sistema che favorisce l emersione non abbiamo neanche tutta l archeomafia e i tombaroli che invece pullulano li da voi (e uso i tuoi dati di un altra discussione che citavano in una sola cittadina fuori di roma circa 1000persone coinvolte)

poi non continuiamo a pensare che per trovare queste cose si scavano zone archeologiche, perche` non riuscite ad accettare che questa roba si trova anche in zone non archeologiche , in mezzo ai campi per esempio dove sono sottoposte ad azione corrosiva dei fertilizzanti chimici

d altronde ai bei tempi le banche non esistevano e quando sotterravano qualcosa lo facevano in luoghi non abitati molto spesso.

meno male che qui la gente e` piu` aperta e non la pensa come te

se poi vuoi ancora discutere facciamolo con i fatti

e vediamo cosa e` uscito qui nel 2012 in termini di ritrovamenti e cosa e` uscito in italia

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uzifox

Quindi adesso abbiamo una meravigliosa moneta unica, decontestualizzata. Tutte le informazioni che poteva fornire in quanto parte di un contesto archeologico, precisamente databile in quanto la moneta è essa stessa datata e in Inghilterra c'erano le renovationes periodiche (quindi la moneta fornisce sia il terminus post quem che quello ante quem), sono andate a farsi fottere. Dal punto di vista antiquario è fantastico (specialmente per chi se la vende), dal punto di vista archeologico e della conoscenza è un danno. Non è tutto oro quello che luccica.

Domanda da profano: ma non basta che venga indicato all'archeologo dove è stata trovata la moneta per ovviare a questi problemi e poi lui si fa tutti gli studi che vuole sul luogo? La stratigrafia di cui ho sentito parlare tante volte è così..."labile" che basta una buca per distruggere tutto?

Saluti

Simone

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rick2

Domanda da profano: ma non basta che venga indicato all'archeologo dove è stata trovata la moneta per ovviare a questi problemi e poi lui si fa tutti gli studi che vuole sul luogo? La stratigrafia di cui ho sentito parlare tante volte è così..."labile" che basta una buca per distruggere tutto?

Saluti

Simone

se scavi in un sito archeologico di sicuro , se vai col MD in un campo arato no di sicuro

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karnescim

Sono daccordo su molte cose che dice Rick ma lo stesso vorrei porgli una domanda che "magari" potrebbe stemperare la polemica, almeno spero.

La domanda è questa, quanto spende l'Inghilterra per "riscattare" quei beni archeologici (non solo monete) e se secondo te l'Italia li ha anche lei da utilizzare per questi scopi, poi tutto il resto sono mulini a vento....

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rick2

Sono daccordo su molte cose che dice Rick ma lo stesso vorrei porgli una domanda che "magari" potrebbe stemperare la polemica, almeno spero.

La domanda è questa, quanto spende l'Inghilterra per "riscattare" quei beni archeologici (non solo monete) e se secondo te l'Italia li ha anche lei da utilizzare per questi scopi, poi tutto il resto sono mulini a vento....

meno di quello che spende l Italia per monitorare il commercio illecito (forze dell ordine e tribunali son piuttosto costosi) e di questo ne son piuttosto sicuro

quando viene trovato qualcosa c e` anche la possibilita` che si apra una colletta privata per far restare il tesoro al museo locale dove e` stato trovato oppure che chi le ha scoperte le doni ad un museo

ti faccio un esempio di un ripostiglio di 40 aurei trovati in uno scavo a londra e donati dalla societa` di costruzioni McAlpine al Museum of London dove sono esposti.

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Paleologo

contina una polemica che non porterà a nulla se non dividere sempre di piu le posizioni

@@scacchi non t'arrabbiare! :)

Non sto dicendo che chi va col metal è brutto e cattivo, sto dicendo che un certo modo di usare il metal, che in Inghilterra e legale e da noi no, ha vantaggi (perché a volte fa emergere materiale che altrimenti sarebbe rimasto sconosciuto) ma anche svantaggi (perché non siamo sempre nelle condizioni del campo in cui gli strati superficiali sono sconvolti da decenni di arature profonde, di cui si parlava prima).

Però una cosa secondo me ce la dobbiamo ricordare: l'archeologia (ma anche la storiografia! guarda la mia firma...) è cambiata completamente negli ultimi cinquant'anni. Il 99% del materiale che si ritrova in uno scavo non ha nessun valore antiquario, ma fornisce una quantità immensa di informazioni che fino a pochi decenni fa ci sognavamo, e che ci permettono veramente di ricostruire la vita dei nostri antenati nella sua globalità. Ma per fare questo è necessario che uno scavo sia condotto a regola d'arte, visto che quasi tutta l'informazione deriva dal contesto archeologico, cioè dalle connessioni tra gli oggetti e dalle proprietà di questi all'interno dello scavo (dove, come, insieme a cosa). Questo è il motivo per cui sottrarre materiale a un contesto archeologico produce un danno: una volta sottratto l'oggetto, il suo contesto (che non può essere registrato semplicemente facendo una buca per terra per tirare fuori una moneta) non è più riproducibile, non può più essere ricreato, perché ogni intervento su un contesto archeologico è irreversibile. E questo è anche il motivo del divorzio tra interesse antiquario e interesse storico-archeologico. Un secolo fa archeologi e antiquari (e insieme a questi i collezionisti) per lo più si interessavano della stessa cosa: l'eccezionalità artistica e monumentale. In sostanza appartenevano tutti alla grande famiglia della storia dell'arte. Ora la situazione è completamente diversa, quel genere di collaborazione che c'era un secolo fa non può essere riprodotta oggi, perché l'archeologia è cambiata completamente, va costruita una collaborazione nuova, su basi diverse, per l'obbiettivo comune della tutela.

Per chi vuole approfondire, suggerisco un titolo: Prima lezione di archeologia, di Daniele Manacorda, Laterza 2009. Costa 10 euro, è snello, si legge bene e fa capire molte cose (grazie @@monbalda ;)).

E per la storiografia: Una rivoluzione storiografica. La scuola delle "Annales" (1929-1989), di Peter Burke, Laterza 2007. Idem come sopra. Dopo aver letto entrambi si capisce quanto i due aspetti sono collegati.

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Paleologo

La stratigrafia di cui ho sentito parlare tante volte è così..."labile" che basta una buca per distruggere tutto?

@@uzifox: magari no, se siamo in una situazione da "campo arato" come quella descritta sopra. Ma purtroppo (o piuttosto per fortuna!) non siamo mica sempre in questa situazione. C'è una discussione recente di questo forum che fa capire come una singola monetina, purché ritrovata all'interno di una stratigrafia intatta, ben registrata e bene interpretata, può veramente cambiare la storia:

Il denario di Monte Adranone

E' una discussione abbastanza tecnica, ma vi prego di leggerla perché fa capire veramente molte cose. Quanti fratelli del denario di Monte Adranone ci sono in giro, e l'informazione che si portavano dietro è perduta per sempre?

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acraf

Quando gli americani avevano iniziato gli scavi archeologici della collina di Morgantina, una altura completamente disabitata, negli anni '50-60 con grande quantità di reperti anche preziosi, molti tombaroli sono stati in attesa di tempi opportuni.

Appena avuta l'occasione, con l'allentamento della sorveglianza, sono andati con metal detectors e con ruspe e hanno letteralmente sbancato interi tratti della collina, rovinando per sempre la stratigrafia per ulteriori indagini archeologiche.

Voi naturalmente obiettate che si tratta comunque di un'area definita di interesse archeologico e che non doveva essere toccata da profani e che invece, per stare al livello dell'Inghilterra, bastava setacciare semplici campi di nessun interesse archeologico.

Bene, i tombaroli siciliani, che non sono sprovveduti, si sono allontanati dalla collina di Morgantina e hanno studiato altre alture non molto lontane, ma che potevano avere un minimo di interesse strategico, anche per il passaggio di genti e truppe. Sulla superficie non c'erano ruderi o reperti affioranti, ma solo alcuni campi agricoli e in parte piccoli frutteti.

Grazie soprattutto ai metaldetector hanno trovato interi tesori e ripostigli, comprese serie complete delle monete di Sikeliotan e denari e quinari della prima serie repubblicana, di ottima conservazione, come anche argenti siracusani dell'ultima repubblica (subito prima della conquista del 211 ad opera dei Romani) che finirono sul mercato antiquario. Si era negli anni '80-'90.....

Abbiamo perso fondamentali informazioni, che avrebbero forse risolto finalmente la questione della datazione del primo denario romano..... Sono emerse queste monete sul mercato, ma completamente decontestualizzate e del tutto prive di valore scientifico, salvo quello commerciale.

Ha ben ragione Paleologo circa la grave frattura che si è creata tra interesse antiquario e interesse storico-archeologico. Ormai l'interesse economico ha stravolto tutto, fino a creare finanche tutta una serie di falsificazioni.

Sicuramente per i rottami di fine impero ancora si riesce a comprare a poco e infatti non si preoccupano finora di farne falsi moderni (mentre esistono falsi d'epoca), ma resta sempre il problema di capire meglio i contesti storico-archeologici.

Chiudiamo l'infinita diatriba tra la situazione inglese e quella italiana, che non porta da nessuna parte e mi ha semplicemente nauseato.

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scacchi

non trovo motivi per essere arrabiato

e grazie dei suggerimenti di approfondimento

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Paleologo

Scusatemi se sarò brusco (e se ripeterò alcuni concetti già esposti da @@acraf, ma ho visto il suo post solo dopo avere terminato il mio) ma visto che @@rick2 ha ricominciato imperterrito a martellare su questa questione, come prima e più di prima, mi sembra giusto rispondergli direttamente e con un minimo di dettaglio.

@@rick2: La legislazione inglese del PAS è un buona soluzione, applicabile a un paese come l'Inghilterra di tradizione fortemente libertaria, con una quantità tutto sommato modesta di beni archeologici nel sottosuolo (lo hai detto tu stesso), un elevato senso civico, e una rete capillare di funzionari addetti alla tutela dei beni culturali. Ricordiamoci che, ad eccezione di quanto si qualifica come "tesoro" (sostanzialmente ritrovamenti di oro e argento), la registrazione dei ritrovamenti al PAS è volontaria e non obbligatoria. Ricordiamoci anche che di tutti i source countries (paesi nel cui sottosuolo si possono fare ritrovamenti archeologici) l'Inghilterra è l'unica che ha una legislazione così liberale; prova a inguattarti un sesterzio trovato in Francia col MD e vedi se non ti fanno un culo a tarallo.

Dire che la legislazione inglese è buona e quella italiana è cattiva, e che quella inglese andrebbe presa di peso e trasferita in Italia, è una solenne cazzata. Per una serie interminabile di ragioni.

1. Motivazioni storiche e giuridiche. Per poter applicare una legislazione "all'inglese" bisognerebbe prima cambiare il principio base della proprietà statale dei nuovi ritrovamenti, che esiste dal 1909. Perché esiste? Perché l'Italia nell'ottocento, insieme a pochi altri paesi mediterranei che guarda caso adesso hanno tutti legislazioni restrittive (più restrittive di quella italiana) era il supermarket dell'antiquariato: vieni, compri, paghi (per lo più poco) e porti a casa. Casa che stava proprio nella liberale Inghilterra, che spesso si comportava negli altri paesi come non si sarebbe mai comportata a casa propria, o in Francia, o in Germania, o negli Stati Uniti. Possiamo discutere se questo concetto della proprietà pubblica dei nuovi ritrovamenti sia giusto o sbagliato, ma è quello in vigore e non mi sembra proprio sia in programma di cambiarlo. E tutto sommato a me viene da pensare che in fondo tutta quella roba che sta da mezzo metro sotto terra in giù è la mia storia, la mia cultura, la mia identità, le ossa dei miei antenati... pensare che arriva uno che magari ragiona come un collezionista di tappi di bottiglia, sgancia la mazzetta e si porta via tutto... c'è qualcosa che non quadra.

2. Motivazioni organizzative. Il sistema della tutela dei beni culturali in Italia è in crisi già adesso, per problemi di scarsa efficienza e di scarse risorse. E tu allora che proponi? Di generare un flusso alluvionale di nuovi ritrovamenti (visto che quei personaggi che tu citavi, che incidentalmente erano 10.000 e non 1000, non se lo faranno certo dire due volte...); nuovi ritrovamenti che devono essere registrati, catalogati, periziati, valutati; bisogna accertare se sono davvero nuovi ritrovamenti e non vengono dalla cantina di un tombarolo (ma accertarlo come?); bisogna decidere se esercitare la prelazione, e con quali fondi... il tutto nei tempi del silenzio/assenso obbligatori per la pubblica amministrazione. In pratica una sanatoria dell'illegalità e una liberalizzazione totale di fatto, l'abdicazione a qualunque tentativo di governare il processo in un'ottica di bene comune. Se era questo l'obiettivo, il metodo per realizzarlo è eccellente.

3. Gestione della fase di transizione. Vediamo un po' che cosa succederebbe nella fase del switchover. Ieri era vietato; oggi è permesso. Mi metto nella testa di uno di quei 10.000 sopra ricordati: "meglio che mi sbrigo, qui nel giro di sei mesi i prezzi di questa roba crolleranno, visto che ormai tutti possono andare a scavare"... carovane di bobcat sull'autostrada, tutti col metal in spalla e pala e piccone nel bagagliaio. Chi pensi che si avvantaggerebbe di più di questa nuova situazione, i detectoristi della domenica o i "professionisti"? E questi pensi che si faranno molti problemi di andare a scavare nelle zone archeologiche, e poi a dichiarare che il bronzetto etrusco l'hanno trovato nell'orto di casa? Tanto chi li becca? Ci vai tu a presidiare le zone archeologiche nella prima settimana dopo la liberalizzazione?

4. "Emersione". Caro rick2, qui non c'è da fare "emergere" proprio niente. Bastano già gli scavi archeologici ufficiali di emergenza a tirar fuori una quantità di materiale che chissà se mai potrà essere catalogato, studiato, esposto e valorizzato. Non ci prendiamo per i fondelli, tutta l'Italia è zona archeologica. Qualche mese fa cominciano a costruire una villetta a cinquanta metri da casa mia, ed esce un gruppo di sepolture del I secolo, con ossa e tutto. Fanno un buco a due passi da Roma in previsione di un progetto edilizio e trovano la villa di Valerio Messalla. Per tua stessa affermazione le monete imperiali romane già presenti sul mercato sono milioni, ma secondo te non bastano per le esigenze del collezionismo? Al limite, non avrei problemi a valutare che una quota del materiale presente nei musei, quello ripetitivo e del tutto decontestualizzato, dopo essere stato debitamente inventariato e catalogato possa essere immesso sul mercato, se proprio non ti basta mai. Quello che ancora sta sottoterra, mi permetti che preferisco che venga scavato con tutti i crismi, quando possibile e dove possibile, per i motivi che ho scritto al punto 1. sopra, in modo che possa sviluppare tutto il suo potenziale di informazioni sul passato? Oppure tu fai parte del gruppo dei collezionisti di tappi di bottiglia?

5. Archeomafie. Liberalizzando l'uso del MD si combattono le archeomafie: altra immensa fregnaccia. Le archeomafie sono piuttosto ben organizzate, sanno cosa e dove cercare, sanno come piazzare la "merce" e dei detectoristi della domenica se ne sbattono allegramente. O piuttosto gli faresti un bel favore, alle archeomafie, visto che gli metteresti a disposizione un bello schermo, inconsapevole e gratuito, di detectoristi della domenica per fare fumo, organizzarsi gli affari loro e ripulire il "prodotto" col silenzio/assenso della pubblica amministrazione. Leggiti I predatori dell'arte perduta di Fabio Isman (@@fabio.isman) e dimmi se questi qua gliene po' fregà de meno delle monetine del basso impero, sarebbe come dire: liberalizziamo gli spinelli per combattere il traffico di armi.

Di motivazioni potrei trovarne altrettante ma sto scrivendo da un'ora. Quindi riassumo: la proposta di applicare la legislazione inglese all'Italia non è solo irrealizzabile e sbagliata: è proprio inutile. Allora, ci dai un taglio?

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Paleologo

non trovo motivi per essere arrabiato

e grazie dei suggerimenti di approfondimento

grazie a te :)

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g.aulisio

Domanda da profano: ma non basta che venga indicato all'archeologo dove è stata trovata la moneta per ovviare a questi problemi e poi lui si fa tutti gli studi che vuole sul luogo? La stratigrafia di cui ho sentito parlare tante volte è così..."labile" che basta una buca per distruggere tutto?

Alla prima domanda: No.

Alla seconda: Si'.

Modificato da g.aulisio

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g.aulisio

C'é veramente cosi' tanto da dire? Nel Regno Unito il tombarolo, in quanto figura criminale, non esiste. Questo é certo. Semplicemente perchè il tombarolo é legalizzato. Dopodiché, cosa vuol dire "emergere"? Che qualcuno, dopo aver sfondato tutto quello che era in grado di dare il contesto del ritrovamento in termini di informazioni, si presenta ad un ufficio pubblico col suo "tesoro" (cosi' é definito dalla legislazione inglese, e questo già la dice lunga - meditate, gente, meditate...) per poterselo vendere legalmente?

Beh, tali "emersioni" possono interessare un collezionista, o un commerciante. Per chi intende la numismatica come un campo di studio é esattamente frustrante quanto l'opera di un tombarolo.

Detto questo certo é che la demonizzazione del MD, in quanto strumento, é assolutamente folle. Il fatto che se molti reperti metallici hanno potuto riposare tranquillamente tra le zolle per secoli, ora se la vedono male a causa della sempre maggiore quantità di fertilizzanti (e non solo) chimici, molto spesso corrosivi, di cui i nostri campi ricevono tributo, é evidente.

Andrebbe, ritengo, fatta una seria riflessione circa un utilizzo "scientifico" e di emergenza di questo strumento. In Francia é già in atto.

Niente a che vedere in ogni caso con l'hobby (o la professione) della detection inglese...

Modificato da g.aulisio

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luke_idk
Supporter

C'é veramente cosi' tanto da dire? Nel Regno Unito il tombarolo, in quanto figura criminale, non esiste.

Non si chiamerà così, ma prova a violare la loro di legislazione e ho idea che te la passerai peggio che qua... e con tempi più rapidi e certezza della pena. Non è proprio il bengodi per i criminali :D

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luke_idk
Supporter

Scusatemi se sarò brusco (e se ripeterò alcuni concetti già esposti da @@acraf, ma ho visto il suo post solo dopo avere terminato il mio) ma visto che @@rick2 ha ricominciato imperterrito a martellare su questa questione, come prima e più di prima, mi sembra giusto rispondergli direttamente e con un minimo di dettaglio.

@@rick2: La legislazione inglese del PAS è un buona soluzione, applicabile a un paese come l'Inghilterra di tradizione fortemente libertaria, con una quantità tutto sommato modesta di beni archeologici nel sottosuolo (lo hai detto tu stesso), un elevato senso civico, e una rete capillare di funzionari addetti alla tutela dei beni culturali. Ricordiamoci che, ad eccezione di quanto si qualifica come "tesoro" (sostanzialmente ritrovamenti di oro e argento), la registrazione dei ritrovamenti al PAS è volontaria e non obbligatoria. Ricordiamoci anche che di tutti i source countries (paesi nel cui sottosuolo si possono fare ritrovamenti archeologici) l'Inghilterra è l'unica che ha una legislazione così liberale; prova a inguattarti un sesterzio trovato in Francia col MD e vedi se non ti fanno un culo a tarallo.

Dire che la legislazione inglese è buona e quella italiana è cattiva, e che quella inglese andrebbe presa di peso e trasferita in Italia, è una solenne cazzata. Per una serie interminabile di ragioni.

1. Motivazioni storiche e giuridiche. Per poter applicare una legislazione "all'inglese" bisognerebbe prima cambiare il principio base della proprietà statale dei nuovi ritrovamenti, che esiste dal 1909. Perché esiste? Perché l'Italia nell'ottocento, insieme a pochi altri paesi mediterranei che guarda caso adesso hanno tutti legislazioni restrittive (più restrittive di quella italiana) era il supermarket dell'antiquariato: vieni, compri, paghi (per lo più poco) e porti a casa. Casa che stava proprio nella liberale Inghilterra, che spesso si comportava negli altri paesi come non si sarebbe mai comportata a casa propria, o in Francia, o in Germania, o negli Stati Uniti. Possiamo discutere se questo concetto della proprietà pubblica dei nuovi ritrovamenti sia giusto o sbagliato, ma è quello in vigore e non mi sembra proprio sia in programma di cambiarlo. E tutto sommato a me viene da pensare che in fondo tutta quella roba che sta da mezzo metro sotto terra in giù è la mia storia, la mia cultura, la mia identità, le ossa dei miei antenati... pensare che arriva uno che magari ragiona come un collezionista di tappi di bottiglia, sgancia la mazzetta e si porta via tutto... c'è qualcosa che non quadra.

2. Motivazioni organizzative. Il sistema della tutela dei beni culturali in Italia è in crisi già adesso, per problemi di scarsa efficienza e di scarse risorse. E tu allora che proponi? Di generare un flusso alluvionale di nuovi ritrovamenti (visto che quei personaggi che tu citavi, che incidentalmente erano 10.000 e non 1000, non se lo faranno certo dire due volte...); nuovi ritrovamenti che devono essere registrati, catalogati, periziati, valutati; bisogna accertare se sono davvero nuovi ritrovamenti e non vengono dalla cantina di un tombarolo (ma accertarlo come?); bisogna decidere se esercitare la prelazione, e con quali fondi... il tutto nei tempi del silenzio/assenso obbligatori per la pubblica amministrazione. In pratica una sanatoria dell'illegalità e una liberalizzazione totale di fatto, l'abdicazione a qualunque tentativo di governare il processo in un'ottica di bene comune. Se era questo l'obiettivo, il metodo per realizzarlo è eccellente.

3. Gestione della fase di transizione. Vediamo un po' che cosa succederebbe nella fase del switchover. Ieri era vietato; oggi è permesso. Mi metto nella testa di uno di quei 10.000 sopra ricordati: "meglio che mi sbrigo, qui nel giro di sei mesi i prezzi di questa roba crolleranno, visto che ormai tutti possono andare a scavare"... carovane di bobcat sull'autostrada, tutti col metal in spalla e pala e piccone nel bagagliaio. Chi pensi che si avvantaggerebbe di più di questa nuova situazione, i detectoristi della domenica o i "professionisti"? E questi pensi che si faranno molti problemi di andare a scavare nelle zone archeologiche, e poi a dichiarare che il bronzetto etrusco l'hanno trovato nell'orto di casa? Tanto chi li becca? Ci vai tu a presidiare le zone archeologiche nella prima settimana dopo la liberalizzazione?

4. "Emersione". Caro rick2, qui non c'è da fare "emergere" proprio niente. Bastano già gli scavi archeologici ufficiali di emergenza a tirar fuori una quantità di materiale che chissà se mai potrà essere catalogato, studiato, esposto e valorizzato. Non ci prendiamo per i fondelli, tutta l'Italia è zona archeologica. Mesi fa cominciano a costruire una villetta a cinquanta metri da casa mia, ed esce un gruppo di sepolture del I secolo, con ossa e tutto. Fanno un buco a due passi da Roma in previsione di un progetto edilizio e trovano la villa di Valerio Messalla. Per tua stessa affermazione le monete imperiali romane già presenti sul mercato sono milioni, ma secondo te non bastano per le esigenze del collezionismo? Al limite, non avrei problemi a valutare che una quota del materiale presente nei musei, quello ripetitivo e del tutto decontestualizzato, dopo essere stato debitamente inventariato e catalogato possa essere immesso sul mercato, se proprio non ti basta mai. Quello che ancora sta sottoterra, mi permetti che preferisco che venga scavato con tutti i crismi, quando possibile e dove possibile, per i motivi che ho scritto al punto 1. sopra, in modo che possa sviluppare tutto il suo potenziale di informazioni sul passato? Oppure tu fai parte del gruppo dei collezionisti di tappi di bottiglia?

5. Archeomafie. Liberalizzando l'uso del MD si combattono le archeomafie: altra immensa fregnaccia. Le archeomafie sono piuttosto ben organizzate, sanno cosa e dove cercare, sanno come piazzare la "merce" e dei detectoristi della domenica se ne sbattono allegramente. O piuttosto gli faresti un bel favore, alle archeomafie, visto che gli metteresti a disposizione un bello schermo, inconsapevole e gratuito, di detectoristi della domenica per fare fumo, organizzarsi gli affari loro e ripulire il "prodotto" col silenzio/assenso della pubblica amministrazione. Leggiti I predatori dell'arte perduta di Fabio Isman (@@fabio.isman) e dimmi se questi qua gliene po' fregà de meno delle monetine del basso impero, sarebbe come dire: liberalizziamo gli spinelli per combattere il traffico di armi.

Di motivazioni potrei trovarne altrettante ma sto scrivendo da un'ora. Quindi riassumo: la proposta di applicare la legislazione inglese all'Italia non è solo irrealizzabile e sbagliata: è proprio inutile. Allora, ci dai un taglio?

Finalmente una spiegazione esaustiva della propria posizione. Grazie.

Naturalmente, nulla osta a migliorare la legislazione e, soprattutto, l'organizzazione (ma in quest'ultimo caso, non ho alcuna speranza).

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