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  1. Ultima ora
  2. E' una brutta patacca da bancarella.
  3. Non capisco cosa c'entri il titolo di questa discussione, con le monete postate?
  4. Buongiorno, sono monete comuni, senza particolare valore commerciale. Le uniche con un pooco di valore sono le 500 lire Caravelle, a peso d'argento, secondo quotazione corrente. Sarebbe interessante vedere l'anno del due lire Impero.
  5. L'mmagine è presa da quel sito, in basso a destra si vede ancora il logo @ WWW cgb fr Ad ogni modo è un bel falso d'epoca.
  6. incuso

    Moneta 500 lire caravelle

    Sommi le 3 cifre che ti sono state date e togli il 15% 🤔 Sui 44 euri. Anche se secondo me il 15% in meno è ottimista, ho visto offrire di meno
  7. Oggi
  8. gennydbmoney

    1 lira1813

    Buongiorno,direi tra i 100 e i 150 euro...
  9. Carlo.

    S.O.S. Metcalf

    Osservandoli nell'insieme, per quanto tutti dovrebbero far parte del Gruppo A, le differenze sono molte nella figura dell'angelo, busto corto e busto lungo, gambe dritte "a triangolo" e gambe arcuate, testa triangolare o ovale.. Peccato che, per quel poco che abbiamo visto dal Chareyron, si sofferma più sul rovescio e sulle legende, e qui dovremmo trovarci secondo la sua classificazione nel n°3 (secondo tipo) A/ + VRBS VALENTIAI, R/ croix pommetée + S APOLLINARS - postérieur à 1032, o nel n°4 (terzo tipo) A/ + VRBS VALENTIAI, R/ croix terminée par des croissants rentrés + S APOLLINARS, a seconda dei casi. Sinceramente credo che manchi ancora una parte di studio che consenta di accoppiare in sottotipi i dritti e i rovesci..
  10. Don peppe

    1 lira1813

    Nessuno ha un idea sul prezzo?
  11. Buongiorno @Ulpianensis Servirebbero anche i dati ponderali, visto che chiedi un parere sull'autenticità. Da foto, a me sembrerebbe coniata. In ogni caso, per fare esercizio, Metcalf Gruppo A; Chareyron n°3 A/ + VRBS VALENTIAI, R/ croix pommetée + S APOLLINARS - postérieur à 1032.
  12. ARES III

    Sinai: scoperto un tempio del dio Pelusio

    Scoperto nel Sinai il tempio del dio Pelusio: un santuario riscrive la storia di Pelusium Dopo sei anni di scavi a Tell el-Farama, nel nord del Sinai, una missione egiziana ha identificato i resti di un edificio sacro dedicato al dio locale Pelusio. Il complesso, con un grande bacino circolare collegato a un ramo del Nilo, rivela nuovi elementi sul ruolo religioso e culturale dell’antica città di Pelusio (o Pelusium). Una scoperta archeologica nel nord del Sinai potrebbe contribuire a ridefinire il ruolo religioso e culturale dell’antica città di Pelusio (o Pelusium) nel Mediterraneo orientale. Dopo sei anni di scavi nel sito di Tell el-Farama, corrispondente alla storica Pelusio, una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità ha portato alla luce i resti di un edificio religioso dedicato al dio locale Pelusio (o Pelusium). Secondo quanto comunicato dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, la struttura rinvenuta presenta caratteristiche architettoniche inedite e documenta un importante intreccio culturale tra tradizioni egizie e modelli architettonici di epoca ellenistica e romana. Il ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, ha sottolineato come la scoperta confermi l’importanza archeologica e strategica dell’area del Sinai settentrionale, ricca di siti ancora poco indagati e potenzialmente rilevanti per la ricerca storica. Il ministero ha inoltre ribadito l’intenzione di proseguire gli scavi e le indagini scientifiche nel sito per ampliare le conoscenze sulla regione. I resti di un edificio religioso dedicato al dio locale Pelusio nel sito di Tell el-Farama. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità I resti di un edificio religioso dedicato al dio locale Pelusio nel sito di Tell el-Farama. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità I resti di un edificio religioso dedicato al dio locale Pelusio nel sito di Tell el-Farama. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità Per Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, il ritrovamento contribuisce a chiarire la posizione occupata da Pelusio nell’antichità. La città costituiva infatti un punto di passaggio tra Egitto e il Levante e svolgeva un ruolo importante nella diffusione di idee religiose e culturali nel mondo antico. Le evidenze archeologiche indicano inoltre una continuità d’uso dell’edificio compresa tra il II secolo a.C. e il VI secolo d.C., con modifiche architettoniche limitate nel corso dei secoli. Mohamed Abdel-Badi, responsabile del Settore Antichità Egizie presso il Consiglio Supremo delle Antichità, ha indicato che il complesso sacro è caratterizzato da un grande bacino circolare con un diametro di circa 35 metri, collegato a un ramo del Nilo pelusiaco. La vasca veniva riempita con acqua carica di limo del fiume, elemento che suggerisce un preciso valore simbolico. Il nome della divinità Pelusio deriverebbe infatti dal termine greco “pelos”, che significa “fango” o “argilla”. Intorno al bacino si sviluppa un articolato sistema di canali destinati al deflusso delle acque, mentre al centro è stata individuata una base quadrata che potrebbe avere sostenuto una statua monumentale della divinità. I resti di un edificio religioso dedicato al dio locale Pelusio nel sito di Tell el-Farama. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità I resti di un edificio religioso dedicato al dio locale Pelusio nel sito di Tell el-Farama. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità Il responsabile della missione, Hisham Hussein, direttore dell’Amministrazione centrale per le Antichità del Basso Egitto e del Sinai, ha spiegato che le indagini archeologiche nel sito sono iniziate nel 2019, quando la missione identificò una porzione limitata, pari a circa il 25 per cento, di una struttura circolare costruita in mattoni rossi. In una prima fase l’edificio era stato interpretato come possibile sede del consiglio cittadino. Le campagne di scavo successive hanno però consentito di mettere in luce l’intero complesso e di comprenderne la funzione. Il monumento presenta infatti un articolato sistema di cortili, cisterne e canali d’acqua, oltre a ingressi multipli situati sui lati orientale, meridionale e occidentale; il settore settentrionale risulta invece gravemente danneggiato. Il riesame scientifico, svolto anche in collaborazione con studiosi internazionali tra cui l’archeologo Jean-Yves Carrez-Maratray dell’Università della Sorbona di Parigi, ha portato alla conclusione che la struttura non fosse un edificio civile, bensì una installazione sacra legata a rituali religiosi connessi all’acqua. https://www.finestresullarte.info/archeologia/scoperto-nel-sinai-tempio-del-dio-pelusio-santuario-riscrive-la-storia-di-pelusium
  13. Veduta aerea di una piccola porzione degli scavi presso il cimitero di Mayrtup, in Cecenia In Russia, nella Cecenia, scoperta la città medievale di Magas, capitale degli Alani Nel corso di estesi scavi di archeologia preventiva presso il cimitero di Mayrtup, per la realizzazione del gasdotto Novogrozny–Serzhen-Yurt, su una superficie di circa 350 ettari, i ritrovamenti di un’équipe russa fanno pensare a un importante centro urbano fortificato Roberto Mercuzio Una scoperta archeologica nel Sud della Russia sta suscitando entusiasmo nella comunità accademica mondiale, poiché i ricercatori ritengono di aver portato alla luce la città medievale di Magas, a lungo ritenuta perduta, un tempo capitale del potente stato degli Alani. La scoperta è avvenuta nella Cecenia, Caucaso settentrionale, nel corso di estesi scavi presso il cimitero di Mayrtup. Un progetto di archeologia preventiva legato allo sviluppo infrastrutturale si è trasformato in quello che gli esperti definiscono uno dei ritrovamenti storici più significativi degli ultimi decenni nella regione. Il sito, secondo quanto riportano gli archeologi russi, si sviluppa su circa 350 ettari, estensione che lo rende il maggior insediamento medievale mai identificato nel Caucaso settentrionale. La vastità del complesso, unita alla ricchezza di reperti, tra cui monete e strutture funerarie, suggerisce che non si tratti semplicemente di un insediamento, ma di un importante centro urbano fortificato. I ricercatori dell’Accademia Russa delle Scienze, guidati dal capo spedizione Vladimir Malashev, fanno notare che le caratteristiche del sito corrispondono perfettamente alle descrizioni storiche di Magas. Tra queste figurano le sue dimensioni, la posizione strategica e le testimonianze della sua importanza economica e politica. La presenza di monete è particolarmente significativa: indica un’economia sviluppata e possibili legami commerciali al di là della regione circostante. Tali reperti rafforzano la teoria secondo cui l’insediamento ricopriva un ruolo centrale nella società medievale degli Alani. Le testimonianze storiche su Magas risalgono al IX-XI secolo, principalmente attraverso gli scritti di cronisti arabi come Ibn Rustah e Al-Bakri. L’Alania era un potente regno che dominò alcune zone del Caucaso durante il primo Medioevo. I testi indicano che Magas si trovava a circa tre giorni di viaggio dal regno di Sarir, che si ritiene fosse situato nell’odierno Daghestan. La posizione geografica del sito appena scoperto corrisponde esattamente a queste descrizioni. Per secoli, storici e archeologi hanno discusso sull’esatta ubicazione di Magas, proponendo vari siti in tutta la regione. Nessuno di essi però ha fornito una combinazione di prove archeologiche e testuali così convincente come il complesso di Mayrtup. Al di là della sua potenziale identificazione come Magas, il sito costituisce una straordinaria finestra sull’evoluzione degli insediamenti umani nella regione. Gli archeologi riferiscono che l’area contiene strati culturali che vanno dal Calcolitico (Età del Rame) fino al tardo Medioevo. Ciò significa che il sito è stato abitato ininterrottamente per migliaia di anni, e costituisce una documentazione sull’evoluzione delle civiltà, delle tecnologie e delle strutture sociali. Secondo i ricercatori, una tale continuità è rara e offre un’opportunità senza paragoni per studiare lo sviluppo storico a lungo termine nel Caucaso. Gli scavi erano stati inizialmente condotti nell’ambito dei lavori preparatori per la realizzazione del gasdotto Novogrozny–Serzhen-Yurt https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/In-Russia-nella-Cecenia-scoperta-la-citta-medievale-di-Magas-capitale-degli-Alani Legendary Lost Medieval City Discovered in Chechnya May Rewrite the History of the North Caucasus A groundbreaking archaeological discovery in southern Russia is stirring excitement across the global academic community, as researchers believe they may have uncovered the long-lost medieval city of Magas — once the capital of the powerful Alanian state. The discovery was made in the Chechen Republic, part of the North Caucasus, during extensive excavations at the Mayrtup burial ground. What initially began as a rescue archaeology project tied to infrastructure development has evolved into what experts are calling one of the most significant historical finds in the region in decades. A Monumental Find According to Russian archaeologists, the site spans approximately 350 hectares, making it the largest known medieval settlement ever identified in the North Caucasus. The sheer scale of the complex, combined with a wealth of artifacts—including coins and burial structures—suggests that this was not merely a settlement, but a major fortified urban center. Researchers from the Russian Academy of Sciences, led by expedition head Vladimir Malashev, have pointed out that the characteristics of the site closely align with historical descriptions of Magas. These include its size, strategic location, and evidence of economic and political significance. The presence of coinage is particularly telling, indicating a developed economy and possible trade connections beyond the immediate region. Such findings reinforce the theory that the settlement held a central role in medieval Alanian society. Tracing the City of Magas Historical references to Magas date back to the 9th–11th centuries, primarily through the writings of Arab chroniclers such as Ibn Rustah and Al-Bakri. These sources describe Magas as the capital of Alania, a powerful kingdom that dominated parts of the Caucasus during the early medieval period. The texts note that Magas was located roughly a three-day journey from the kingdom of Sarir, believed to have been situated in what is now Dagestan. Intriguingly, the geographical position of the newly discovered site corresponds closely with these accounts. If confirmed, this would solve a long-standing historical mystery. For centuries, historians and archaeologists have debated the exact location of Magas, proposing various sites across the region. However, none have provided as compelling a combination of archaeological and textual evidence as the Mayrtup complex. Layers of Civilization Beyond its potential identification as Magas, the site offers a remarkable window into the evolution of human settlement in the region. Archaeologists report that the area contains cultural layers spanning from the Chalcolithic (Copper Age) through to the late medieval period. This means the site was inhabited continuously for thousands of years, reflecting shifting civilizations, technologies, and social structures. According to researchers, such continuity is rare and provides an invaluable opportunity to study long-term historical development in the Caucasus. The excavations were originally conducted as part of preparatory work for the Novogrozny–Serzhen-Yurt gas pipeline. These types of “rescue excavations” often yield important findings, but few have produced results of this magnitude. Costume elements and jewelry from 6th-century AD burial complexes at Mayrtup. Credit: Institute of Archaeology of the Russian Academy of Sciences (RAS) Alans The Alans were a nomadic and later semi-settled Iranian-speaking people who rose to prominence between the 1st millennium BCE and the medieval period. Known for their skilled cavalry, trade networks, and strategic presence across the Eurasian steppe and the Caucasus, they played a key role in connecting different regions culturally and economically. At their height, the Alans established a powerful political entity in the North Caucasus, with Magas believed to have served as their political and administrative center. Their legacy is considered important for understanding the early medieval history of Eurasia and the development of societies in the Caucasus region. Rewriting the History of the Caucasus The implications of this discovery extend far beyond regional history. The Alanian civilization played a crucial role in connecting Europe and Asia through trade, culture, and migration. Identifying its capital could significantly deepen our understanding of medieval geopolitics and cultural exchange across Eurasia. Moreover, the find could reshape the historical narrative of Chechnya and the wider Caucasus, filling gaps in a period where written records are limited. Researchers emphasize that continued excavations will be essential to confirm whether the site is indeed Magas. Modern Magas: A Name Reborn Interestingly, the name Magas lives on today in Magas, the modern capital of the Republic of Ingushetia. Established in the 1990s, the city was deliberately named after the legendary medieval capital, reflecting a desire to reconnect with the region’s ancient heritage. While the modern city is relatively small and newly built, the historical Magas—if this discovery proves accurate—would represent a vastly older and more influential urban center. What Comes Next Archaeologists plan to continue their work at the site, using advanced dating techniques and further excavation to test their hypothesis. If confirmed, the discovery could become one of the most important archaeological breakthroughs in Russia in recent years. For now, the “lost city” of Magas remains a tantalizing possibility—but one that is closer than ever to becoming historical fact. TASS Cover Image Credit: Kurgan 3 (6th century AD), within which domestic pits from a 10th–13th century settlement are recorded at Mayrtup. Credit: Institute of Archaeology of the Russian Academy of Sciences (RAS) https://arkeonews.net/legendary-lost-medieval-city-discovered-in-chechnya-may-rewrite-the-history-of-the-north-caucasus/
  14. Albser

    Raccolta di rebus attinenti alla Numismatica

    T orna d'oro vino ? Si = tornado rovinosi Buongiorno! Albser
  15. Ieri
  16. Salve a tutti! Con questo post non vi chiedo un’identificazione, è già evidente… ma vi chiederei - per quanto, lo so, da foto è sempre difficile - cosa ne pensate dell’aspetto generale… vi sembra coniata o fusa? potrebbe essere “buona” o ha la faccia della patacca? Grazie a chi vorrà intervenire!
  17. Ulpianensis

    S.O.S. Metcalf

    Ma allora ce n’è, di questa tipologia… non ne avevo mai visti, ma cerca cerca… …e sembrano proprio E.T.😂…
  18. apollonia

    Matematica e geometria nei giochi enigmistici

    Coppie di dadi Potete tirare due dadi normali, entrambi con sei facce numerate da 1 a 6, oppure due dadi speciali, uno con cinque facce numerate da 1 a 5 e uno con sette facce numerate da 1 a 7. Quale coppia scegliete per avere la maggior probabilità di ottenere 7? apollonia
  19. esperanto

    Raccolta di rebus attinenti alla Numismatica

    Buonanotte
  20. apollonia

    I cani

    apollonia
  21. Volevo un vostro parere riguardo a questa banconota su autenticita e rarita, acquistata da un asta francese ma di difficile catalogazione tramite gigante.la serie sul gigante arriva al 1452.questa e 1735.cgb la cataloga p018c con decreto 20 dic 1888.sulla banconota si intravede forse 20 dic 1888 ma non è assolutamente chiaro.grazie
  22. @Ajax Never say never 😁 Buonanotte 😉
  23. @Ale75, Non avrei mai pensato che questo esemplare potesse essere ancora identificato! Mille grazie e buona notte , Ajax
  24. apollonia

    Raccolta di rebus attinenti alla Numismatica

    In questo rebus già presentato al #12954 è raffigurato Pan che tiene fra le mani lo strumento musicale che ha preso nome da lui, il flauto di Pan. Siringa è l’altro nome dello strumento, preso da Siringa, una ninfa dell’Arcadia figlia del dio fluviale Ladone della quale Pan si era perdutamente innamorato. La fanciulla però non solo non condivideva il suo amore, ma quando lo vide fuggì inorridita, terrorizzata dal suo aspetto caprino. Era infatti Pan più simile a un animale che ad un uomo in quanto il corpo era coperto da ispido pelo; dalla bocca spuntavano delle zanne ingiallite; il mento era ricoperto da una folta barba; in fronte aveva due corna e al posto dei piedi aveva due zoccoli caprini. Inseguita da Pan, Siringa correva a perdifiato, ma quando si rese conto che non poteva sfuggirgli, pregò suo padre perchè le mutasse l'aspetto in modo che il dio non potesse riconoscerla. Ladone, straziato dalle preghiere della figlia, la trasformò in una canna nei pressi di una grande palude. Pan cercò di afferrarla, ma la trasformazione avvenne sotto i suoi occhi. Afflitto, abbracciò le canne ma più nulla poteva fare per Siringa. A quel punto recise una canna, la tagliò in tanti pezzetti di lunghezza diversa e li legò assieme. Fabbricò così uno strumento musicale al quale diede il nome della sventurata fanciulla che, pur di non sottostare al suo amore, fu condannata a vivere per sempre come una canna. Da allora Pan tornò a vagare nei boschi correndo e danzando con le ninfe e a spaventare i viandanti che attraversavano le selve: al dio si attribuivano infatti i sordi rumori che si udivano la notte (da qui il detto "timor panico" o semplicemente "panico"). apollonia
  25. DFP

    Vaticano 2025

    👍
  26. Ciao @Ajax guarda se fosse questa provinciale di Plautilla per Anazarbo in Cilicia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/84586
  27. Federico21

    Vaticano 2025

    Non credo in banca d'Italia (ma non ne sono certo). Però vedendo il rotolino sembra essere stato confezionato da una ditta che si occupa di distribuzione di monete (ad esempio a filiali bancarie, supermercati...).
  28. iracondo

    Risultato dopo soli 6 mesi di velluto

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