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È vero?
penna invisibile ha risposto a un topic di penna invisibile inviato in Richiesta Identificazione/valutazione/autenticità
Ciao a tutti qualcuno per favore mi può dire se quello che dice questo link qui sotto È vero? Secondo voi è un sito affidabile? Anche i valore sono veri? https://share.google/UEqqXJ8OW17j6m37I Grazie in anticipo 😁😁 -
1 Dirham argento quadrato (1202-1237?)
Ulpianensis ha risposto a un topic di NeroCupo inviato in Altre Monete Medievali
Aggiungo ancora di essere riuscito a procurarmi questo… non so se sia ancora protetto da diritti, per cui a chi interessasse mi contatti via e-mail! -
Da Aden... col piroscafo!
PostOffice ha risposto a un topic di Regium inviato in Filatelia e Storia Postale
Intanto aggiungo un'altra immagine dell' annullo per paragone... Premetto, ...che come in tutte le cose il "prezzo" lo decide chi vende e il "valore" lo stabilisce chi compra. Parlando di collezionismo non di un bene di prima necessità ma quindi di una velleità, credo che per dare una risposta precisa e obbiettiva bisogna decidere in che modo si vende, dove si vende e a chi si vende. Intanto i valori di catalogo: il francobollo delle emissioni generali con soprastampa COLONIE ITALIANE e' catalogato viaggiato su busta/cartolina dall' Unificato 135.00€, a questo ci devi aggiungere i due annulli ""nitidi"" (la nitidezza degli annulli e' un altro plus valore) che io calcolo sui 20/30€ dopo aver sfogliato qualche catalogo d'asta e non avendo un catalogo preciso di riferimento, + la bellezza della cartolina che ripeto è ottenuta da una fotografia e pertanto e' animata e popolata di personaggi, altro plus valore. I valori di catalogo fanno capire che c'è una rarità.. e l' oggetto non si trova dietro l'angolo. E' sicuramente una cartolina che puo' essere venduta in un' asta non al mercatino delle pulci, e già questo da una prima scrematura di chi può essere un probabile acquirente. A me personalmente non interessa e non sono d'accordo con il discorso che si fa in Italia, che la Filatelia vale sul mercato il 10 o 20 % del valore di catalogo, .....in quanto oggi con le varie piattaforme di vendita internazionali si puo' mettere l' oggetto in vendita su una vetrina mondiale.. dove la scala di valori di chi guarda e' sicuramente più alta. Personalmente non la lascerei andare per meno di 80€. .. se per questa cifra non c'è un interesse vile mercantile.. me la tengo !!! Avro' arricchito il mio ego, il mio sguardo.. la mia collezione. -
Ciclone, onde, sabbia spostata. Passeggiata a mare con brivido in Sardegna. Scoprono due tombe. Forse fenicie. I corredi sparsi dalla risacca. Arrivano i carabinieri. Tombe di una vasta necropoli? A che città si riferivano? Le prime risposte 22 Gennaio 2026 La spiaggia appare dopo la tempesta come un foglio riscritto dal mare. La sabbia è stata spostata, scavata, ribaltata dall’energia insistente delle onde e del vento, e ciò che normalmente resta sepolto torna per un momento alla luce. È accaduto così a Sa Colonia, sul litorale di Domus De Maria, nella Sardegna sud-occidentale: una mareggiata violenta ha eroso l’arenile e ha fatto riaffiorare due tombe fenicie, insieme a frammenti ceramici e altri reperti archeologici. Non un ritrovamento casuale in un luogo qualunque, ma un’emersione quasi inevitabile in un tratto di costa che da millenni è un punto di contatto fra mare, commercio e insediamento umano. Domus De Maria si trova a breve distanza dalla costa di Chia, in un’area che guarda verso il Canale di Sardegna, una delle grandi vie di transito del Mediterraneo antico. Cagliari dista poco più di cinquanta chilometri, raggiungibile seguendo la linea del litorale meridionale; il promontorio su cui sorge l’antico sito di Bithia domina ancora oggi la spiaggia, con i suoi resti archeologici affacciati sul mare. Sa Colonia si stende proprio ai piedi di questo rilievo, in una posizione che non è mai stata neutra: approdo naturale, luogo di passaggio, spazio di margine fra terra e acqua, dunque ideale anche per le necropoli costiere. Le tombe emerse appartengono con ogni probabilità a una necropoli fenicia, collegata all’abitato di Bithia, una delle più importanti fondazioni fenicie della Sardegna meridionale. Il fenomeno che le ha portate alla luce è lo stesso che, ciclicamente, accompagna la storia degli scavi costieri: l’erosione marina. Le onde asportano strati di sabbia che per secoli hanno protetto strutture e sepolture, rivelandole improvvisamente e rendendole al tempo stesso fragili. Per questo l’intervento delle autorità è stato immediato: la segnalazione ha attivato i carabinieri e la Soprintendenza, con la messa in sicurezza dell’area e la prospettiva di uno scavo scientifico controllato. Per comprendere il significato di questo ritrovamento occorre allargare lo sguardo. I Fenici arrivarono in Sardegna tra il IX e l’VIII secolo a.C., spinti dalla necessità di creare una rete di scali commerciali nel Mediterraneo occidentale. Provenivano dalle città-stato della fascia levantina – Tiro, Sidone, Biblo – lungo le coste dell’attuale Libano e della Siria, un territorio povero di risorse agricole ma straordinariamente ricco di competenze nautiche e mercantili. La Sardegna offriva metalli, soprattutto piombo e argento, ma anche una posizione strategica per le rotte verso la Penisola Iberica e il Nord Africa. In un primo momento i Fenici non fondarono città nel senso pieno del termine, ma empori e scali stagionali, spesso in prossimità di promontori e baie protette. Bithia rientra in questa logica: un insediamento costiero, con porto naturale, facilmente collegabile alle rotte che attraversavano il Canale di Sardegna. Nel corso dei secoli, questi scali si trasformarono in veri centri urbani, con abitati stabili, santuari, necropoli e un territorio organizzato. Tra il VI e il V secolo a.C. l’influenza di Cartagine rafforzò ulteriormente la presenza fenicia, inaugurando la fase che gli archeologi definiscono punica. Le tombe emerse a Sa Colonia si collocano con buona probabilità in questo arco cronologico, quando Bithia era una comunità strutturata, inserita in una rete commerciale mediterranea. Le necropoli fenicie e puniche sono spesso collocate fuori dall’abitato, lungo le vie di accesso o in prossimità della costa, e questo spiega la loro presenza sull’arenile attuale. All’epoca della deposizione, la linea di costa era diversa; ciò che oggi è spiaggia poteva essere un lieve pendio sabbioso o una zona marginale, separata dall’abitato ma non lontana. Bithia è uno dei nomi antichi più densi e stratificati della Sardegna meridionale. La città sorse tra IX e VIII secolo a.C. come fondazione fenicia, in un punto strategico della costa sud-occidentale, presso l’attuale Domus De Maria, affacciata sul Canale di Sardegna. La scelta del sito non fu casuale: un promontorio facilmente difendibile, un approdo naturale, la vicinanza a stagni costieri e a vie di penetrazione verso l’interno, in un territorio già frequentato dalle comunità nuragiche. In origine Bithia fu probabilmente un emporio commerciale, uno scalo stagionale inserito nella rete fenicia che collegava Levante, Nord Africa, Sicilia e Iberia. Con il tempo, tra VII e VI secolo a.C., l’insediamento si stabilizzò, dotandosi di un abitato permanente, di aree sacre e di necropoli, soprattutto lungo i margini costieri. In questa fase la città entrò pienamente nella sfera punica, sotto l’influenza di Cartagine, pur mantenendo una forte continuità con le tradizioni fenicie originarie. Bithia prosperò tra V e III secolo a.C., come nodo commerciale e marittimo, fino alla conquista romana della Sardegna nel 238 a.C.. In età romana la città non scomparve: fu riorganizzata, mantenne funzioni portuali e residenziali e restò abitata almeno fino alla tarda antichità, tra IV e V secolo d.C., quando iniziò un progressivo abbandono legato al mutamento delle rotte, alla crisi economica e all’insicurezza delle coste. Dal punto di vista archeologico, le vestigia della città sono reali, diffuse e ben documentate, anche se in parte frammentarie. Subito all’interno dell’area costiera, sul promontorio che domina la spiaggia di Sa Colonia, sono visibili resti di abitazioni, muri in opera irregolare, tracce di impianti urbani e materiali ceramici fenici, punici e romani. Le necropoli si estendevano invece lungo la fascia costiera e oggi sono in parte sommerse o coperte dalla sabbia, motivo per cui le mareggiate continuano a restituire tombe e reperti. L’ipotesi etimologica più condivisa dagli studiosi collega il toponimo Bithia alla radice semitica byt / bēt (𐤁𐤕), che significa “casa”, “dimora”, “luogo abitato”. È una radice estremamente comune nelle lingue semitiche (ebraico bayit, aramaico beth), spesso usata nei toponimi per indicare un insediamento stabile o un luogo riconosciuto come centro abitato. In questo senso, Bithia significherebbe “la casa”, “il luogo dell’insediamento”, o più liberamente “il centro abitato per eccellenza” in un tratto di costa segnato da approdi stagionali. Dal punto di vista archeologico, una tomba fenicia si distingue chiaramente da una sepoltura autoctona sarda. Le tradizioni funerarie locali più antiche, come le domus de janas, risalgono al Neolitico e all’età del Bronzo e sono tombe ipogee scavate nella roccia, spesso collettive, con ambienti articolati e decorazioni simboliche. Le tombe fenicie, invece, sono generalmente fosse semplici, talvolta rivestite, scavate nella sabbia o nella roccia tenera, destinate a una singola deposizione o a un numero limitato di individui. Un altro elemento distintivo è il rito funerario. Nelle fasi più antiche della presenza fenicia è attestata la cremazione, con resti combusti deposti in urne o contenitori ceramici; in epoche successive diventa più frequente l’inumazione. In entrambi i casi, il defunto è accompagnato da un corredo funerario: anfore, coppe, brocche, piccoli oggetti di uso quotidiano o simbolico. La tipologia delle ceramiche, la loro decorazione e l’impasto permettono agli archeologi di riconoscere immediatamente l’appartenenza culturale e di datare la sepoltura con una buona precisione. Nei dintorni di Sa Colonia, il paesaggio archeologico è particolarmente denso. Oltre a Bithia, l’area di Chia conserva resti di età nuragica, punica e romana, a testimonianza di una continuità di frequentazione lunga millenni. Dopo la conquista romana della Sardegna nel 238 a.C., molti centri fenicio-punici continuarono a vivere, trasformandosi progressivamente. Bithia rimase attiva anche in età romana, prima di essere abbandonata tra la tarda antichità e l’alto Medioevo, quando mutarono le rotte commerciali e le condizioni di sicurezza del territorio. La fine dei Fenici, in Sardegna come nel resto del Mediterraneo occidentale, non fu una scomparsa improvvisa, né un esodo collettivo. Fu piuttosto un processo lungo di trasformazione e fusione, in cui identità, lingue e pratiche culturali cambiarono senza mai spezzarsi del tutto. I Fenici non “se ne andarono” dalla Sardegna. Dopo la fase delle prime fondazioni tra IX e VIII secolo a.C., le comunità costiere si radicarono stabilmente, intrecciando rapporti continui con le popolazioni locali nuragiche. Già in età arcaica si assiste a matrimoni misti, scambi di tecniche, contaminazioni religiose, come dimostrano i santuari condivisi, l’adozione di divinità comuni e la circolazione di oggetti che uniscono stili fenici e tradizioni indigene. A partire dal VI secolo a.C., il mondo fenicio occidentale entrò progressivamente nell’orbita di Cartagine. È in questo momento che, più correttamente, si parla di Punici: non di nuovi arrivati, ma dei discendenti delle comunità fenicie locali, ormai profondamente mediterranee e occidentali. In Sardegna questo passaggio non comportò una rottura, bensì una ristrutturazione politica e militare, con un controllo più diretto del territorio costiero e delle vie interne. Quando Roma conquistò la Sardegna nel 238 a.C., i Fenici — o meglio, i Punici — non furono eliminati né espulsi. Continuarono a vivere nelle città costiere, parlando la loro lingua, praticando i loro culti e mantenendo tradizioni secolari. Le iscrizioni puniche continuano fino all’età imperiale, segno di una persistenza culturale straordinaria. Progressivamente, però, la romanizzazione impose il latino come lingua pubblica, il diritto romano, nuovi modelli urbani e amministrativi. https://www.stilearte.it/tombe-fenicie-scoperte-sardegna-ciclone-harry/
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Gennaio 2026 / Giugno 2026 - Calendario incontri/conferenze del Centro Culturale Numismatico Milanese.
Parpajola ha aggiunto un nuovo link in Segnalazione mostre, convegni, incontri e altro
Il Centro Culturale Numismatico Milanese ha il piacere di comunicare il programma delle attività per i mesi da gennaio a giugno 2026. Un programma ricco di conferenze, con relatori provenienti dal mondo accademico, commerciale e amatoriale, che toccano tutti i periodi della monetazione italiana. Si ricorda che agli incontri e conferenze posso partecipare tutti e che tutte le conferenze potranno anche essere seguite da remoto per mezzo della piattaforma google meet. Vi aspettiamo numerosi!!-
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- monetazione romana
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Bollettino di Numismatica online
demonetis ha risposto a un topic di giollo2 inviato in Bibliografia numismatica, riviste e novita' editoriali
Buongiorno. Chiedo ai ben informati (in particolare a @numa numa) se la pubblicazione dei Bollettini si sia arenata, dato che è da molto tempo ferma al n. 77. Grazie. -
Spariranno molte monete d'argento?
Carlo. ha risposto a un topic di DB48 inviato in La piazzetta del numismatico
non riesco a inserire il link diretto (il pdf poi pesa 10MB), ma lo trovi qui, tra le riviste storiche messe a disposizione dalla Società Numismatica Italiana. quello cui ho fatto riferimento io è l'annuario di Rinaldi 1946 (l'elenco lo trovi da pagina 48 del pdf in poi) saluti, Carlo https://www.socnumit.org/le-riviste-storiche-di-numismatica/ -
1 Dirham argento quadrato (1202-1237?)
Carlo. ha risposto a un topic di NeroCupo inviato in Altre Monete Medievali
Non è affatto poco! Grazie! - Oggi
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Spariranno molte monete d'argento?
Ptr79 ha risposto a un topic di DB48 inviato in La piazzetta del numismatico
Con il ritmo a cui crescono i debiti pubblici delle economie occidentali, sarei stupito a vedere il prezzo delle materie prime più preziose crollare o tornare indietro a tanti anni fa. poi per carità tutto può succedere.. basta vedere i cataloghi di anni fa, i prezzi delle monete degli anni 90, chi ha comprato e tenuto sicuramente non ha buttato via i propri soldi -
VARIETA' nella Repubblica Italiana
elledi ha risposto a un topic di el cigarro inviato in Tecniche, varianti ed errori di coniazione
Date evanescenti e mancanza di segno di zecca sono molto comuni, soprattutto per il 1978...sono difetti di conio...mentre i 9 diversi delle date delle lire 100 piccole sono varianti, molto comuni- 36 commenti
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50 lire Carlo Alberto 1836
elledi ha risposto a un topic di Aries97 inviato in Monetazione degli Stati Preunitari (1800-1860)
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1 Dirham argento quadrato (1202-1237?)
Ulpianensis ha risposto a un topic di NeroCupo inviato in Altre Monete Medievali
Purtroppo ne avrei condivisi ancora un paio, ma sono troppo grandi… allego i link per chi può essere interessato: https://shs.hal.science/halshs-00967214v1/document https://al-qantara.revistas.csic.es/index.php/al-qantara/article/view/12/12 -
1 Dirham argento quadrato (1202-1237?)
Ulpianensis ha risposto a un topic di NeroCupo inviato in Altre Monete Medievali
النبي فقط Io ho fatto poco, ho soltanto tradotto e riassunto quello che ho letto qua e là!😅 Però posso condividere un po’ di documentazione a cui ho attinto… soprattutto dall’ultimo articolo! Il Maghreb almoravide e almohade.pdf The Almohad revolution and the Mahdi.pdf Sacred Cubes within Sacred Spheres.pdf -
Spariranno molte monete d'argento?
m_77 ha risposto a un topic di DB48 inviato in La piazzetta del numismatico
Certo, ho ancora la lista di quando chiedevo in giro e ti riporto le monete/medaglie italiane: Medaglia IPZS V Centenario della Scoperta dell'America 1992, Medaglie IPZ Snoopy "Un Pensiero" 1995, Monete Mondiali Calcio 1990 500L & 200L, Medaglia IPZS ECU 1995 -
Trifollaro si è registrato sul forum
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Spariranno molte monete d'argento?
uzifox ha risposto a un topic di DB48 inviato in La piazzetta del numismatico
Ciao. Puoi postare tutto l'elenco per favore? Se poi riesce a mettere tutto l'articolo sarebbe ancora più interessante. Grazie! Saluti Simone -
Bisante ossidionale per Cipro
417sonia ha risposto a un topic di gigetto13 inviato in Monete della Serenissima Repubblica di Venezia
Ciao Paolo Complimenti! sarebbe utile che tu comunicassi il peso di ciascun esemplare per la statistica del nostro @gigetto13. Grazie e saluti luciano -
Novità IPZS Collezione 2026
Carlo. ha risposto a un topic di xmabi2 inviato in Euro Monete da collezione Italiane e delle altre Zecche Europee.
Ormai siamo quasi a fine mese, secondo me la prossima settimana almeno una email la mandano. -
TRE DENARI DI SETTIMIO SEVERO DEL TESORO DI NIZY LE COMTE
califfo64 ha risposto a un topic di califfo64 inviato in Monete Romane Imperiali
TE LA MANDO IN PRIVATO -
Raccolta di rebus attinenti alla Numismatica
vv64 ha risposto a un topic di apollonia inviato in Agorà
Portar a termine straordinari lavori Buona notte, Valerio -
Curiosità nella lingua italiana: aforismi, battute, aneddoti, ecc.
apollonia ha risposto a un topic di apollonia inviato in Agorà
Allo specchio Il cosiddetto test dello specchio è utilizzato per verificare il possesso di facoltà di autoconsapevolezza degli animali: gli unici in grado di riconoscersi vedendo la loro immagine riflessa sono le scimmie antropoidi, i tursiopi, le orche, gli elefanti, la gazza europea e il cavallo. Il fatto che il cavallo sia uno degli animali in grado di riconoscersi nel test allo specchio mi ricorda un episodio che riguarda Bucefalo, il famoso cavallo di Alessandro Magno. Una volta Alessandro non rimase soddisfatto di come Apelle, il grandissimo pittore suo ritrattista personale, aveva raffigurato Bucefalo in un dipinto. Apelle fece condurre l’animale vicino al quadro per un confronto e Bucefalo, come vide il quadro, emise un breve e profondo nitrito in segno di gradevole emozione e di apprezzamento. "Il cavallo di vostra Maestà sembra conoscere la pittura meglio di voi!", commentò Apelle. Bisogna dire che Alessandro non ne ebbe a male, anzi, apprezzava così tanto Apelle e la sua arte che sopportò altre punzecchiature del genere. Non solo, ma quando, dopo aver incaricato l’artista di ritrarre Campaspe, la sua concubina favorita, vide il ritratto e capì che Apelle se n’era innamorato perdutamente, invece di arrabbiarsi come ci si poteva aspettare dal suo carattere impetuoso, Alessandro la offrì in dono all’artista per dimostrare l’apprezzamento dell’opera e la sua convinzione che la bellezza dovesse appartenere di diritto al genio. apollonia -
GC Le monete più attraenti di Alessandro Magno
apollonia ha risposto a un topic di apollonia inviato in Monete greche: Grecia
Asta Classical Numismatic Group, LLC Triton XXIX 13-14 Jan 2026 https Lot 399. Estimate: 10 000 USD. Realized: 19 000 USD PTOLEMAIC KINGS of EGYPT. Ptolemy II Philadelphos, with Arsinöe II, Ptolemy I, and Berenike I. 285-246 BC. AV Mnaïeion – 'Oktadrachm' (26mm, 27.69 g, 12h). Alexandreia mint. Struck circa 272-261/0 BC. Conjoined busts of Ptolemy II and Arsinöe II right; Ptolemy is diademed and draped, Arsinöe is diademed and veiled; AΔEΛΦΩN above, shield to left / Conjoined busts of Ptolemy I and Berenike I right; Ptolemy is diademed and draped, Berenike is diademed and veiled; ΘEΩN above. CPE 313; Svoronos 603; Olivier & Lorber dies 12/– (unlisted rev. die); SNG Copenhagen 132; BM inv. 1964,1303.3 (same obv. die); Du Chastel 294 (same obv. die); Kraay & Hirmer 801; Westmoreland 52 (this coin). Trace deposits, minor marks. Good VF. From the Westmoreland Collection, purchased from Noble Numismatics. Ex Property of a Lady [Giovanna Adda Coen] (Part II, Christie's, 8 October 1985), lot 404 (professionally conserved since); Victor A. Adda (†1965) Collection. apollonia -
Bronzi provinciali romani e mitologia greca
apollonia ha risposto a un topic di apollonia inviato in Monete Romane Provinciali
Zeus Numismatics, Auction 3, 11 Jan 2020, lot 279 Lot 279. Starting price: 20 GBP. Price realized: 45 GBP. PHRYGIA. Eumeneia. Tiberius (AD 14-37).AE Bronze. ΣΕΒΑΣΤΟΣ, bare head right / OVAΛEPIOΣ/ ZMEPTOPIΞ/ EVMENEΩN, bull butting right.RPC I 3144. Condition: Very Fine. Weight: 4.8 gr. Diameter: 18 mm. Iscrizione al dritto “Augusto” e al rovescio “Valerio Zmertofix, degli Eumeniani” (magistrato). apollonia -
Martin_Zilli ha iniziato a seguire RobertoRomano
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paolobalda si è registrato sul forum
- Ieri
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Una moneta per imperatore
fullons ha risposto a un topic di fullons inviato in Monete Romane Imperiali
Un buon inizio 2026 a tutti La collezione si è estesa a una siliqua di Teodosio II. È un pezzo che cercavo da molto tempo e va a coprire un periodo molto complicato. In pratica nel 408-409 governarono l'Impero Romano ben 4 imperatori: Teodosio II, Onorio, Arcadio, Costantino III e il suo cesare Costante III. Sebbene la storiografia moderna presenti Costantino III come usurpatore di fatto questo era stato riconosciuto da Onorio distinguendosi da altri personaggi come Prisco Attalo, Massimo, Giovino e Sebastiano motivo per cui c'è l'ho tra i personaggi da inserire nella collezione. -
Bisante ossidionale per Cipro
paolobalda ha risposto a un topic di gigetto13 inviato in Monete della Serenissima Repubblica di Venezia
Mi aggiungo alla discussione con l'immagine di tre esempi di bisanti ossidionali che conservo nella mia collezione. Il terzo, di difficile lettura, è un bisante ribattuto. Tanto nel D che nel R vengono riportate entrambe le legende, quella centrale e quella di contorno. L'immagine del leone marciano è indistinguibile. -
Nicopoli sull'Istro
apollonia ha risposto a un topic di gpittini inviato in Monete Romane Provinciali
Questa della CNG Electronic Auction 542 è molto simile alla tua. Roman Provincial MOESIA INFERIOR, Nicopolis ad Istrum. Septimius Severus. AD 193-211. Æ Assarion (18mm, 3.32 g, 7h). Laureate head right / Eight-rayed star. HH&J, Nikopolis 8.14.48.4; AMNG I 1440; Varbanov 2580. Dark green patina. VF. apollonia
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