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  2. ACERBONI GABRIELLA

    1/4 di dollaro oro 1850

    Buon giorno nikita e grazie. Senza dubbio appena possibile manderò delle immagini. La mia incompetenza informatica mi impedisce di farlo subito, provvederò quando arriverà l'aiuto. Nuovamente grazie e a risentirci.
  3. AndreaMCMLXXVIII

    Spariranno molte monete d'argento?

    Io ho sempre prediletto spendere molto di piu per le monete (se parlimo ad rsempio hli scudi) se NC o rare... e puntando a stato sopra il bb. Per i comuni scudi ai tempi le prendevo Bb a 20 euro giusto per averle.. ma oggi 60 euro è il triplo... assurdo comprarle L'argento prevedono aumento... E anche l'oro. La domanda da porsi è con che ritmo
  4. Ciao @ARES III so perfettamente che in Italia è ben diverso come spiegato bene sul forum e riportato anche nell'articolo. La speranza è che parlandone sempre più ci si possa rendere conto che forse un cambio di rotta sarebbe opportuno per evitare scavi clandestini, azioni di tombaroli, incrementare il mercato illegale. Ovviamente i fattori positivi sarebbero innumerevoli anche per lan ostra storia perché non oso immaginare quanto materiale non venga messo a disposizione del pubblico per paura di incappare in denuncia o comunque problemi giudiziari. Senza parlare di tutto ciò che poi entra comunque nel mercato irregolarmente. Credo che regolamentare sia sempre una scelta più saggia piuttosto che proibire/vietare. Dopotutto ritengo che la storia sia un patrimonio pubblico e non del demanio.. Ovviamente è un opinione personale.
  5. Si sono autentiche e nell'ultimo anno hanno avuto un notevole incremento di valore🙂.
  6. Alex Cinquantenario

    5 lire 1870 Roma

    Aveva più che altro scudi Belgi e monete francesi...metalli non nobili molto usurati e argenti contraffatti...
  7. Alan Sinclair

    5 lire 1870 Roma

    Io non la prenderei
  8. santone

    5 lire 1870 Roma

    Lascia perdere .........
  9. https://www.stilearte.it/tesori-ritrovati-da-privati-differenze-italia-gran-bretagna/
  10. https://www.stilearte.it/tesori-ritrovati-da-privati-differenze-italia-gran-bretagna/
  11. raimondo10

    Busta Regno Unito

    Ciao a tutti. Posto questa piccola busta che dovrebbe essere del Regno Unito e vorrei avere delle informazioni, grazie.
  12. lorluke

    Spariranno molte monete d'argento?

    Confermi ciò che scrivo. Se i “collezionisti” non sono nemmeno disposti a comprare al fino, allora è inutile lamentarsi che poi queste monete finiscano per essere fuse. Anche un compro-oro soltanto una manciata di mesi fa comprava queste monete a molto meno rispetto ad oggi ma ciò che conta è il presente… Oppure si può rimanere in attesa di tempi migliori e sperare che l’argento e l’oro crollino del 20-30% ma la vedo dura!
  13. Alex Cinquantenario

    5 lire 1870 Roma

    Eh...il padrone della bancarella non sarebbe così contento, già il fatto che gli chiedessi di fotografarla l'ha fatto rabbuiare🤨...mi è parsa leggerina rispetto agli scudi che ho a casa ma la mia mano non è una bilancia precisa al grammo. 😅
  14. Oggi
  15. Serve il link. PS: si ricorda che in Italia esistono delle normative differenti a quelle della Gran Bretagna, quindi si raccomanda di leggerle e rispettarle.
  16. Serve il link.
  17. didrachm

    5 lire 1870 Roma

    Tiralo fuori da quella bustina e lo pesi.
  18. nikita_

    Raccolta banconote pubblicitarie

    Per la pubblicità è stata presa a modello questa banconota israeliana da 100 lirot del 1968.
  19. AndreaMCMLXXVIII

    Spariranno molte monete d'argento?

    per gli scudi del regno in argento in qualita basse MB fino a BB concordo con chi dice che in effetti molte finiranno in fusione da parte dei commercianti, ne hanno a tonnellate ed è la scelta piu logica non penso ci possa essere interesse da parte dei collezionisti per scudi comuni in BB a 60 euro (moneta che pochi anni fa prendevi facilmente a 20). diverso discorso per stati SPL e FDC anche per monete comuni
  20. lorluke

    Spariranno molte monete d'argento?

    Non credo che sia un dramma. Anch'io ho iniziato con gli euro e poi mi sono gradualmente spostato ad altro. Anche perché, se non si hanno familiari appassionati di numismatica (come nel mio caso), è altamente probabile che lo stimolo venga dalla monetazione circolante in quel dato momento (nel Paese in cui si abita o durante qualche viaggio). Se tutte queste divisionali vengono mandate a fusione dagli stessi numismatici è perché l'offerta è ancora nettamente superiore rispetto alla domanda. Quando questi oggetti diventeranno ambiti non soltanto per il metallo di cui sono costituiti ma anche perché qualche collezionista li cerca seriamente, ecco allora che questo fenomeno si fermerà. Ma ripeto, la colpa non è di chi vende ma del fatto che mancano (o sono pochissimi) i collezionisti di queste monetazioni...
  21. lorluke

    Spariranno molte monete d'argento?

    È quello che scrivevo. Alla fine, non può essere che un privato (più che collezionisti, li definirei speculatori dell'ultima ora) ti offra addirittura meno di quello che ti può garantire un compro-oro. Con tutto che in una trattativa tra privati c'è sempre il rischio che dall'altro lato possa esserci un truffatore... A questo punto chi non ha la fortuna di vivere in un grande centro, dove normalmente sono presenti periti numismatici, è naturale che finisca a vendere ad un compro-oro o attività di questo genere. Poi diciamo anche che la forte crescita dei metalli preziosi può aver accentuato un fenomeno che però già esisteva, visto che sono anni che queste divisionali della Repubblica, San Marino e Vaticano (comprese anche le 500 lire caravelle sotto lo SPL) vengono scambiate al prezzo del fino... Per me è più grave la perdita di sterline, marenghi o scudi di 150-200 anni fa. Una volta, forse anche per una questione culturale, si aveva il buongusto di garantire un certo plus-valore rispetto all'intrinseco. Ora, a parità di oro, costano di più i lingotti di metallo puro! Per questo, purtroppo, viene tutto fuso...
  22. fapetri2001

    Posta Militare- lettera dalla Somalia

    Buongiorno Angelo e PostOffice, vi ringrazio per il tag ma sono impossibilitato ad aiutarvi momentaneamente(non so quanto momentaneamente) si sono aggiunti altri seri problemi a quelli precedenti e il tempo per la filatelia al momento non c'è Angelo, contatta questa email - [email protected], ti risponderà, per ora saluti Fabio
  23. Scopre una moneta d’oro rarissima. La deve restituire? No. Guadagnerà 300 mila euro. Come funziona il sistema dei ritrovamenti d’oggetti preziosi o antichi in Gran Bretagna? Come in Italia? Un pomeriggio qualunque in una fattoria del Devon, tra campi arati e prati che respirano il vento dell’Inghilterra rurale, un uomo armeggia con cura tra la terra umida. Non è un archeologo professionista, ma un ambientalista, un appassionato di storia, che da anni coltiva una passione insolita: il metal detecting. Quel giorno, la fortuna sorride a Michael Leigh‑Mallory. Tra la zolla di terreno e le radici, il suo strumento emette un segnale distinto: ciò che scopre è un piccolo disco dorato che racchiude oltre sette secoli di storia. È un penny d’oro di Enrico III, coniato nel 1257, durante un tentativo del re di riportare la moneta aurea al centro della vita economica del suo regno. La monetazione d’oro non ebbe successo: l’esperimento durò meno di un anno e oggi si conoscono solo otto esemplari, di cui due fuori dalle collezioni istituzionali. Michael Leigh‑Mallory mostra la moneta dal valore elevatissimo Michael Leigh‑Mallory non è un numismatico professionista, ma la sua sensibilità e la sua attenzione al contesto storico lo hanno portato a scoprire una moneta di valore eccezionale e importanza scientifica. Ha due figli, ai quali ha dichiarato di voler destinare parte del guadagno derivante dalla vendita della moneta per la loro educazione e formazione, sottolineando che la scoperta rappresenta per lui un contatto diretto con la storia. La moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden, signore di Hemyock Manor, vicino al luogo del ritrovamento. Nel XIII secolo, De Hyden aveva pagato 120 grammi d’oro al re per evitare il servizio di giuria e altre cariche pubbliche, successivamente partecipò alla campagna di Enrico III in Galles del 1257, finanziata con l’emissione di questi penny d’oro, 37.000 dei quali furono distribuiti per sostenere la spedizione, testimonianza di come la monetazione aurea fosse percepita come strumento di potere e obbligo sociale. Le monete furono coniate per circa un anno e la maggior parte fu rapidamente ritirata dalla circolazione o fusa, rendendo questi penny straordinariamente rari e preziosi oggi. La moneta d’oro, recto e verso, di grande valore perchè ne sono rimasti pochissimi esemplari Il sistema che ha regolato il ritrovamento di Leigh‑Mallory è il Treasure Act, legge britannica che disciplina la gestione dei ritrovamenti di oggetti di valore archeologico o numismatico. In base a questa normativa gli oggetti preziosi vengono immediatamente segnalati e valutati da esperti che ne confermano autenticità e importanza storica. Se un museo o un’istituzione pubblica decidono di acquisire il reperto, colui che ha portato alla luce l’oggetto riceve una ricompensa proporzionale al valore di mercato dell’oggetto. Di fatto la cifra è equivalente a quella di mercato. La legge liberale consente quindi di salvaguardare il patrimonio culturale e contemporaneamente di ricompensare chi contribuisce alla sua scoperta, incentivando il rispetto delle regole e la collaborazione tra privati e istituzioni. E’ proprio per questo che il treasure act è un’altra dimostrazione palese del rapporto armonioso e virtuoso tra Cittadino e Stato, e Stato e Cittadino – e mettiamo tutto maiuscolo per sottolineare l’equivalenza valoriale dei termini – che divengono una stessa entità. Il Cittadino non è considerato un ladro potenziale, ma un buon membro dello Stato, sino a prova contraria. E lo Stato non è un’entità staccata, grifagna, sempre pronta ad aggredire il Cittadino che si sente estromesso, ma è l’insieme di Cittadini. Un ordinamento diverso da quelli, meno liberali, che conosciamo direttamente. Il caso di Leigh‑Mallory permette di spiegare più nel dettaglio il sistema britannico dei ritrovamenti: tutti gli oggetti sospetti o preziosi devono essere segnalati, ogni ritrovamento viene esaminato da archeologi, numismatici e funzionari dei musei, se il reperto è riconosciuto come tesoro nazionale può essere acquisito da collezioni pubbliche, il cercatore riceve una ricompensa proporzionale al prezzo di vendita, gli oggetti acquisiti vengono catalogati, studiati e conservati, e questo sistema ha l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio senza penalizzare chi contribuisce a scoprirlo. Nel caso in cui l’oggetto non venga riconosciuto come Tesoro, esso può essere venduto dal cercatore, che divide la cifra a metà con il proprietario del terreno. In Italia, invece, il quadro normativo è profondamente diverso. Non è possibile svolgere ricerca archeologica, nemmeno nei campi arati, che non presentano più stratigrafie. Secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, tutti i ritrovamenti di interesse storico, archeologico o artistico appartengono allo Stato o alla Regione e devono essere immediatamente denunciati. Il ritrovatore non può trattenere l’oggetto anche se lo ha scoperto casualmente. La legge prevede sanzioni per chi non comunica il ritrovamento. In caso contrario può scattare un’accusa di furto ai danni dello Stato. I premi previsti per chi si imbatte casualmente in un reperto archeologico sono esigui e, in genere, difficili da ottenere, spesso limitati ai casi maggiori e cioè alla possibilità di esporre il reperto in una collezione pubblica. Non esiste un meccanismo equivalente alla ricompensa proporzionale al valore di mercato che in Gran Bretagna permette al metal detectorista di ricevere una cifra significativa. Questo differenzia profondamente i due sistemi: il Regno Unito valorizza la passione dei ritrovatori, la loro collaborazione con esperti e la possibilità di ottenere un beneficio economico, mentre l’Italia tutela in modo rigoroso il patrimonio ma non prevede incentivi economici reali, il che può scoraggiare la collaborazione e rendere più complesso il recupero di reperti archeologici da parte di privati. Forse è per questo che in Italia le notizie di ritrovamenti da parte di privati sono quasi nulle? Quanto non verrà tutelato dai ritrovatori proprio per evitare problemi? Quanto verrà – oggi – risepolto o gettato in discarica – negli ultimi anni i casi sono frequenti – proprio per timore dello Stato? Quanti reperti verranno distrutti – ancora – durante gli scavi? Ma torniamo alla moneta ritrovata. Dal punto di vista storico, i penny d’oro di Enrico III rappresentano una fase unica nella monetazione inglese, quando il re tentò di ristabilire la fiducia nella moneta aurea, coniando esemplari che fossero riconoscibili, durevoli e funzionali a sostenere operazioni militari e fiscali. Il fatto che oggi si conoscano solo otto esemplari sopravvissuti e che la maggior parte sia conservata in musei o collezioni private rende la scoperta di Leigh‑Mallory un evento eccezionale, capace di unire la fortuna, la passione personale e l’importanza storica. Il penny ritrovato è oggi la moneta singola più preziosa mai scoperta in Gran Bretagna, la moneta medievale britannica più costosa in assoluto, e un esempio tangibile di come la storia viva possa emergere dalla terra sotto i nostri piedi, tra i campi e le fattorie che ancora custodiscono segreti del passato. Leigh‑Mallory ha commentato: “È davvero miracoloso come sia sopravvissuto a tre quarti di millennio relativamente indenne. Come ogni appassionato che continua a sognare, quel giorno il mio desiderio si è avverato, e sono stato proprio io il più fortunato.” Questa scoperta mostra come la passione, la conoscenza storica e la fortuna possano convergere in un momento straordinario. Un piccolo disco d’oro diventa il filo conduttore tra il XIII secolo e il presente, tra il destino di un nobile medievale e quello di un moderno ambientalista, tra la legge britannica e quella italiana, mostrando come la regolamentazione possa influenzare il valore umano ed economico di una scoperta. Gli elementi chiave della vicenda si possono riassumere in riga: il ritrovista Michael Leigh‑Mallory è un ambientalista con due figli, scopre un penny d’oro di Enrico III coniato nel 1257, la moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden signore di Hemyock Manor che pagò oro al re per evitare cariche pubbliche, il reperto viene venduto all’asta per £648.000 con ricompensa netta per il ritrovista di circa 300.000 euro, il sistema britannico incentiva la segnalazione e premia il ritrovista mentre il sistema italiano prevede obbligo di denuncia e premio simbolico ma non ricompensa proporzionale, la scoperta è la moneta medievale britannica più preziosa e oggi fa parte del patrimonio storico studiato e conservato. Per amministratori. Ho pubblicato 2 volte per errore la stessa discussione. Potete eliminare questa per favore?
  24. nikita_

    1/4 di dollaro oro 1850

    Ciao, esistono i quarti di dollaro con su scritto CALIFORNIA tipo: California fractional ¼ - United States – Numista Qualche immagine però non guasterebbe.
  25. caravelle82

    5 lire 1870 Roma

    Bravissimo. Bordo stretto e discontinuo, idem perlinatura irregolare. Falso moderno.
  26. Conio

    Sito per acquisto sterline

    Me ne puoi suggerire qualcuno. Ti ringrazio ma non lo ritengo un canale affidabile per molti motivi.
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