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  2. Nella GU di ieri si trovano i due decreti di emissione per i 5 euro d'argento proof con elementi colorati per i 100 anni di Napoli e Fiorentina. https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio?dataPubblicazioneGazzetta=2026-02-07&numeroGazzetta=31&elenco30giorni=true
  3. sul libro di Varesi c'è la foto di uno scudo d'oro R4, 5000/12000
  4. Buona domenica a tutti. Mi trovo sempre in sintonia con il pensiero di @Fondamentale, per me è ribadisco per me, ogni moneta che differisce dalla moneta base, è una variante. Il termine variante non piace? Allora la chiameremo corretta, sbagliata, difforme ma sempre diversa è. Chiaramente, sempre per me, è giusto che venga annoverata nei cataloghi. Non è "tifo da stadio" come alcuni lo vorrebbero far passare, per sminuirne l'importanza, ma semplici ed evidenti opinioni concordanti. Si, per me la 6 su 5 è una bella variante. Saluti, Sergio.
  5. Dalla mia modesta esperienza dovuta alla lettura di testi a stampa e manoscritti, ma non da collezionista, ho potuto comprendere che in zecca quello che contava non era la precisione dell'impronta nella realizzazione dell'elemento grafico ed epigrafico, bensì le sole caratteristiche tecniche limitate al materiale, diametro e peso. Infatti, non ho mai letto (correggetemi se sbaglio) che vi fosse in zecca una figura che vigilasse la qualità dell'impronta. La cura dell'impronta è limitata alla qualità dell'impressione, come riporta un documento che ho letto, ma - mi ripeto - non sull'accuratezza delle legende e delle immagini. "bastando per le monete una sufficiente polizia, e proprietà, non iscompagnata da que’ difetti d’impressione, che potrebbero o non farla ben conoscere, o confonderla con altre, che fuor della Zecca avessero potuto essere alterate." E ancora: "Signore, i Vostri Reali interessi esigon, che la moneta sia coniata con una certa esattezza; perciocché i difetti ch’essa porta seco nell’uscir dalla Zecca, son quelli, che più incoraggiscono i frodatori a tosarla" Emblematiche le seguenti parole, dove la moneta non otteneva la stessa cura della medaglia: "non è suscettibile di quella somma perfezione, che si dee cercare soltanto nelle opere di gusto, a cagion d’esempio, in una medaglia".
  6. non ci vedo nulla di male (tanto meno patologico) se uno vuole mettere in collezione le varianti oppure farsi una collezione solo di varianti, anzi la trovo una tendenza molto interessante ed intrigante ....in america è cosa mooooolto diffusa da decenni, ...e poi perchè non dirlo: le varianti di una moneta valgono il doppio e spesso anche un x10 del valore di una derivata da conio standard.
  7. Samuele Fekri Tadrous

    Contromarca asse di Augusto

    Salve a tutti e buona domenica. Volevo chiedervi un parere su questa contromarca triskele su questo asse di Augusto. Sono affascinato dal mondo delle contromarche e vorrei saperne il significato. Grazie mille a chi risponderà!
  8. No, fino ad esaurimento, probabilmente hanno esaurito o semplicemente hanno fatto casino
  9. E' vero, esiste questa corsa alla variante. A tratti la ritengo anche patologica. Sui canali di vendita più in vista quest'anno (Aste, Ebay etc.) c'è stata una proliferazione di punti, doppi punti, puntini e simili per alcune monete, e per altre inspiegabilmente no, come la Piastra di FRANCESCO I per esempio... meno male, qualche moneta si salva da questa tendenza alla variante tipografica
  10. macs

    Vaticano 2025

    no
  11. Qualcosa mi dice che è un quarto di unità di Alessandro Magno. Vorrei provare a chiedere ad @apollonia se ne riconosce i tratti da quel poco che ne rimane 😊 https://www.acsearch.info/search.html?term=Ae+11mm+Alexander+quiver&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
  12. Sono assolutamente d'accordo,la zecca era un'azienda e come tale aveva l' obbiettivo di ridurre i costi, quindi il discorso del riutilizzo mi trova pienamente d'accordo,il problema è che negli ultimi tempi c'è una ricerca spasmodica della variante a tutti i costi,non si può definire variante ogni minima diversità a prescindere,sta al collezionista imparare e capire se si ha di fronte una vera variante e soprattutto se è degna di nota,e per me una correzione dell' ultimo numero della data non è una variante ma solo il modo di risparmiare per non creare un nuovo conio,che poi questa correzione la troviamo solo su questo conio è un' altro discorso che, volendo,si può anche approfondire... Poi come ho scritto prima ognuno ha le proprie idee... Non so di che anni siamo il tuo gigante e il tuo Nomisma,la prima edizione del Magliocca mi sembra fosse del 2018 , quindi è probabile che alcune varianti siano assenti ma nel nuovo aggiornamento del manuale delle monete di Napoli edito da Nomisma ci sono 3 varianti per la 96,ma se non aggiorni i tuoi cataloghi non puoi affermare che le tue varianti siano inedite...
  13. grc55

    Vaticano 2025

    accesso alla pagina bloccato?
  14. Oggi
  15. Passato oggi in Asta ANTIVM questo Tornese di Filippo II con vistoso foro. Descritto come Magliocca 127. Personalmente non lo ritengo coincidere con quel riferimento. Altra variante non censita? Pareri a riguardo?
  16. Porto a conoscenza degli appassionati di falsi d'epoca Borbonici un bel Tarì del 1855 con ancora parte dell'argentatura. Apparso all'Asta ANTIVM di oggi. Era presente anche un falso della Piastra 1838 piuttosto malridotto.
  17. Ciao @apples62 questa è veramente disastrata...nella prima foto mi sembra ci sia un volto verso destra...tu riesci a distinguere cosa potrebbe essere raffigurato anche nell altra?
  18. pandino

    Vaticano 2024

    Sì certo, c'è anche scoramento per come stanno andando le cose (ce l'abbiamo noi che siamo semplici appassionati, figuriamoci loro che li vendono per campare), ma resta cmnq il fatto che le vendita aperte a tutti in qualche modo li "penalizzano", almeno per le monete da 20-30€, sui cui i margini di guadagno sono minimi
  19. pienamente d'accordo con te, ...la fretta e non solo, io ci aggiungerei molto personale con poca o nulla esperienza in zecca, e controlli quasi nulli in molte monete circolanti!!! "So che c'è qualcuno che non vorrebbe annoverarla nelle varianti e ritengo lecita ogni posizione" ...trovo molto difficile digerire questo, un catalogo deve essere imparziale e non censire quello che gli piace e altro no. In questo caso della 1796 (6su5) non censirla è un grave errore alla luce di quello che hai evidenziato prima ("Ho ipotizzato una rarità semplice, solo R, perché nel mio archivio di Piastre del 1796, il 12% circa è la 6 su 5"). Un 12% delle 1796 sono con data corretta, non sapevo, un numero molto alto per non essere censita e segnalata come variante degna di citazione in un catalogo.
  20. Non credo che sia questione di guadagno ridotto. Tre commercianti di Milano mi han detto espressamente che non comprano più perché sono più i casini ad acquistare che altro, oltre al fatto di non poter più acquistare in loco.
  21. Come sono certo tu già saprai, @gennydbmoney le monete raccontano storie, tecniche, necessità estetiche, adattamenti, linguaggio, e tanto tanto altro. Ne converrai. Per esempio, come una Piastra del 1805 HSIP racconta di un addetto alla punzonatura dei caratteri distratto ed un supervisore ancor più distratto, un punto può raccontare altro (scelte tipografiche, elementi di ancoraggio per le dime per il corretto distanziamento delle lettere ed altro) questa Piastra con la data corretta, come le altre che hanno questa caratteristica in altri millesimi, sono in grado di raccontare una storia che parte sempre da un concetto: la NECESSITA'. Per necessità hanno dovuto prendere un conio che era stato approntato per il 1795, ma che probabilmente non era stato mai usato (verrò smentito felicemente se si troverà una moneta del 95 con quel conio) al quale è stata operata un'azione di precisione nel piazzare bene la cifra 6 sul 5, forse per fretta e per non dover creare da zero un nuovo conio, forse per spirito incline al riutilizzo, che però non si è manifestato mai nella stesura dei conii delle Piastre di Ferdinando IV. Per questo motivo lo ritengo un unicum degno di nota. So che c'è qualcuno che non vorrebbe annoverarla tra le varianti e ritengo lecita ogni posizione, ma ho la convinzione che la numismatica sia una disciplina capace di raccontare svariati aspetti e farci calare nelle realtà ormai distanti da noi e, perché no, capace di farci emozionare nel raccontare queste storie davanti ad un buon brandy con amici appassionati (o non). Chiamiamola come vogliamo. Io per semplicità e per manifesta pigrizia nel cercare un termine che possa dare valore ad un aspetto degno di nota la continuerò a chiamare "Variante".
  22. moro nicola

    Moneta da identificare

    Grazie mille Ale 75
  23. TychoBrahe

    SANMARINO 2026

    Ma non c’era un termine fino al 31 gennaio?
  24. Guarda io la vedo in media conservazione, aspetterei il giudizio di chi conosce meglio questa moneta se vuoi un giudizio più centrato. Sicuramente baffo e capelli al dritto e corona, collare e foglie al rovescio in zecca erano diverse.
  25. Da queste immagini sembra proprio un tallero inglese. La sequenza della coda centrale è chiaramente 1-2-1 tipica appunto, in queste coniazioni contemporanee, dei talleri britannici. Il periodo di coniazione va dal 1936 agli anni '60.
  26. semplicemente in cataloghi che io ho visionato non risultano, gigante, nomisma, e neppure sul magliocca (mi ha confermato un amico che lo possiede) che risultano le varianti in mio possesso. Ci sarà tempo anche per loro per un approfondimento qui nel forum su queste strane varianti, tempo al tempo, sono molto incasinato in altre cose e ho poco tempo per le monete adesso.
  27. Sono censite 3 varianti per la piastra del 96,ma la tua domanda è atipica,come fai ad affermare che hai "almeno" 3 varianti non ancora censite da nessuno (parole tue) se poi non sai quante ne sono censite?...
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