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Ancora sul benzotriazolo...


Risposte migliori

Ciao a tutti,

tempo fa ho sperimentato - direi con successo - l'utilizzo del benzotriazolo per bloccare il cancro del bronzo.

Tutta la letteratura in merito, a dire il vero non molta, parla di trattamenti che vanno dal paio d'ore ai 2-5 giorni, a seconda della gravità del caso.

Ad ascoltare il detto "melius abundare quam deficiere", sarei portato a pensare che è meglio lasciare le montete a bagno per qualche giorno anzichè per qualche ora.

Domanda: quali potrebbero essere le conseguenze di una immersione troppo prolungata di una moneta in soluzione alcohol-benzotriazolo?

Che la patina viene danneggiata? o altro?

Grazie e ciao

Gico

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Staff
Ad ascoltare il detto "melius abundare quam deficiere", sarei portato a pensare che è meglio lasciare le montete a bagno per qualche giorno anzichè per qualche ora.

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Quando si parla di monete antiche penso proprio che quel detto sia da applicare esattamente al contrario.

Partire con le soluzioni poco invasive, che presentano rischi di potenziale danneggiamento ridottissimi per poi proseguire, in caso di scarsi riscontri, con quelle più rischiose delle quali si ignorano gli effetti.

Salvare una moneta dal cancro è una priorità e salvarla preservandone il più possibile l'integrità è la cosa migliore.

Sugli effetti dovuti ad un bagno prolungato in benzotriazolo non ti so dire con precizione, procederei comunque con estrema cautela.

Modificato da Rapax
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Awards

Ciao gico, io uso normalmente il benzotriazolo, la maggior parte delle volte anche senza la presenza di cancro.

Il benzotriazolo stabilizza i processi di ossidazione, prevenendo quindi un eventuale cancro.

Parlando con un laboratorio di restauro, mi consigliavano comunque di non eccedere.

Addirittura loro mi parlavano di un'immersione di pochi minuti o al massimo un'ora.

Credo che un'ora basti al benzotriazolo per compiere il suo lavoro.

Una volta tolta dal benzotriazolo, spazzolata e risciacquata con acqua demineralizzata, il cancro dovrebbe essere vinto, altrimenti puoi ripetere l'operazione, anche se non credo ce ne sia bisogno.

Come ti diecevo, addirittura i restauratori mi parlavano di pochi minuti, anche perchè il benzotriazolo va in soluzione in alcool o meglio ancora acetone, che hanno una viscosità minore dell'acqua e penetrano con maggior facilità all'interno di pori o fessure. ;)

Io solitamente non supero i 45 minuti di immersione, e nel caso in cui non sia presente cancro, anche meno.

Il tutto andrebbe poi, una volta stabilizzati i processi interni, bloccato con l'uso della cera microcristallina. ;)

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A mio avviso ci sono almeno due motivi per cui non conviene o è inutile allungare il tempo di trattamento:

1) l’interazione con la patina

2) l’effetto barriera del film BTA-Cu

1) Interazione con la patina

Il benzotriazolo (BTA) è sostanzialmente inattivo sull’ossido di rame (I) o cuprite, lo strato rosso bruno generalmente più a contatto con il metallo. Al contrario interagisce con la malachite (carbonato basico di rame (II)) scurendola. In qualche caso è stato notato lo sviluppo di una certa lucentezza sulla patina delle monete. Protrarre troppo a lungo il trattamento con BTA è quindi potenzialmente dannoso sulla patina.

2) Effetto barriera del film BTA-Cu

Quando si tratta un oggetto di rame o sue leghe con il BTA occorre considerare due aspetti: l’azione di rimozione dei cloruri e le proprietà inibenti delle corrosioni attive da questi ioni (cancro del bronzo). Dei due effetti, il secondo è quello prevalente. I due meccanismi principali di interazione del BTA con gli ioni del metallo agiscono in direzione opposta rispetto all’obbiettivo di eliminare i cloruri dell’oggetto affetto da “cancro”.

Il meccanismo di azione iniziale del (BTA) è la complessazione degli ioni Cu(II) con rilascio di ioni cloruro Cl- nella soluzione (azione su paratacamite e atacamite). Il BTA è inoltre attivo anche verso gli ioni Cu(I) (ad esempio della nantokite) con il quale forma complessi molto stabili che tendono a formare un film protettivo sulla superficie della moneta. Se da un lato questo film inibisce o rallenta la corrosione futura della moneta trattata, in fase di trattamento ha lo svantaggio di rallentare progressivamente la rimozione dei cloruri dal manufatto.

Effettuando una unica immersione dell’oggetto da trattare si stabilisce cioè, prima o poi, un equilibrio tra il desorbimento e assorbimento, e la velocità di solubilizzazione dei cloruri va a zero (ma non per questo si ha la certezza che questi anioni siano stati eliminati del tutto). In queste condizioni non c’è alcuna convenienza a protrarre oltre il trattamento.

Nei casi in cui l’oggetto è fortemente aggredito da corrosioni attive, a mio avviso conviene quindi procedere prima del trattamento con BTA, ad un trattamento differente che rimuova il grosso dei cloruri (ad esempio sesquicarbonato, acqua distillata o anche meccanico) ed utilizzare il BTA prevalentemente per le sue proprietà inibitorie, non quelle di movimentazione dei cloruri.

Uno dei modi possibili per verificare se vengono rilasciati nella soluzione ancora cloruri (ossia sapere se il trattamento è stato portato a completezza o meno) è quello di misurarne la concentrazione. Poiché non tutti sono attrezzati per eseguire il dosaggio, si può avere una stima qualitativa mediante soluzione di nitrato di argento (meglio nitrato d’argento in acido nitrico). Se l’aggiunta di poche gocce all’acqua di lavaggio post trattamento provoca la formazione di cloruro d’argento, di aspetto fioccoso/filamentoso, bianco) siamo in presenza di un trattamento incompleto. Questa reazione è utile quando si usano altri trattamenti chimici (ad esempio con sesquicarbonato), ma nel caso del BTA il risultato può essere ambiguo. Occorre infatti tenere a mente la presenza del film protettivo che su ho descritto al di sotto del quale potrebbero ancora essere presenti cloruri non in grado di diffondere attraverso il film; sebbene protetti dall’umidità e quindi inattivi, potrebbero nel tempo riattivarsi se il film perdesse di continuità. E’ consigliabile perciò sempre monitorare nel tempo le monete trattate.

Luigi

PS: BTA, nitrato d’argento ed acido nitrico sono sostanze chimiche pericolose; attenersi alle procedure per la manipolazione/smaltimento indicate nelle schede di sicurezza dei prodotti.

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Luigi grazie mille per la spiegazione scientifica. ;)

Adesso è tutto più chiaro, anche nei minimi dettagli.

In poche parole ogni moneta potrebbe richiedere il proprio tempo di immersione no?

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