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  1. Gaetano95

    Gaetano95

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/27/13 in Risposte

  1. Salve a tutti, vi posto un altro degli acquisti fatti a Castellammare che mi ha reso veramente molto soddisfatto. Ringrazio @@dareios it e @@francesco77 perchè senza di loro per due motivi diversi non l'avrei potuta avere :P Cosa ne pensate? Inoltre mi sembra che sia dello stesso conio di questa del catalogo per via della X di REX che si sovrappone alla croce all'inizio della lagenda ed anche per le schiacciature sulla croce al rovescio :) Fonte Cataloghi Online Fonte Cataloghi Online Gaetano
    4 punti
  2. C'è da dire che la frode avveniva nei locali della Zecca ad opera degli stessi zecchieri....................vi riporto un documento del Sambon che spero può far piacere leggere nel quale vi sono molte risposte alle domande fatte da Oedema al post nr.5 ed il perchè poi e successivamente si diede corso alla coniazione dei Gigliati con la ghianda e quelli con il giglio..........buona lettura !! Roberto d’Angiò non apportò alcuna innovazione al sistema monetario stabilito negli ultimi anni da Carlo II e negli ordini per il conio delle monete si riferisce sempre alle Norme con cui erano state coniate “de mandato recolende memorie divi avi nostri”; si legge infatti in documento del luglio 1317, riguardo alla coniazione dei Gigliati “et liga prediciorum carolenormn argenti sit de untiis undecim et sterlinos III argenti fini prò Ijualibet libra ponderis eorumdein et reliqtmm sii de here puro et quod qiiilihet carolenits argenteus sit insti et ordinati ponderis videlicet tareno-rmn quatuor et grana decem nec non quod carolenses ipsi.... argenti sint eiusdem tenute et lige sicut fuernnt carolenses.... argenti duduni cusi de mandato recolende memorie divi avi nostri Jerusalem et Sicilie regis illustris”. Ma sebbene i regi editti prescrivessero per i Gigliati lega e peso eguali a quelli di Carlo II, soltanto gli zecchieri, poco curandosi di quelle ingiunzioni, emisero moneta di scarsa lega e di peso sempre più scadente, sicché da gr. 3,93 il Gigliato fu ridotto man mano a gr. 3,80 con circa gr. 3,53 di fino e ancor meno. Le malversazioni nelle zecche del Regno erano già incominciate durante il governo di Carlo II, giacché le doviziose società di mercatanti e banchieri toscani che tennero l'appalto delle zecche, lo ebbero spesso in guarentigia di forti somme prestate al sovrano (Carlo II aveva abbandonato completamente agli appaltatori della zecca i diritti di Signoria sulla moneta) e profittarono delle difficoltà in cui trovaronsi Carlo II e Roberto di restituire quelle somme, per prendere una perniciosa ingerenza nell'amministrazione delle principali entrate del fisco. Richiamo nel doc. del 1317, perchè la moneta fosse veramente “insti et ordinati ponderis” è indizio assai significativo delle disoneste pratiche di quei zecchieri. Nel 1317, si ordinò di porre nel campo della moneta un simbolo distintivo che permettesse di determinare le responsabilità degli zecchieri e poiché sul finire del mese di dicembre del 1319, il popolo si mosse a tumulto a cagione delle malversazioni degli zecchieri e del triste stato in cui era ridotta la moneta d'argento, il governo si adoprò con buone promesse a calmare quel giusto risentimento, e furono dati ai giustizieri delle Provincie ordini severi per frenare la “rasio sive demolitio uiomtae”, assegnandosi il premio di 20 Augustali a coloro che denunciassero i falsificatori o tosatori dei Carlini; il 2 gennaio del 1320, il duca di Calabria, allora vicario generale del reame, decretò che in tutte le province del Regno fossero eletti quattro ufficiali incaricati di verificare il peso dei Carlini, prescrivendo che tutti quelli di peso inferiore, fossero ritirati dal commercio; nel settembre del 1321 fu fatto coniare un nuovo gigliato di miglior peso dell'antecedente e, perchè si potesse agevolmente distinguere il nuovo conio, vi si fece incidere, nel campo del diritto un giglio invece della ghianda, impressa sull'emissione del 1317-1319, in quell'occasione, furono fatti verificare i campioni dei pesi del Carlino, fissandosi il peso dell'acino col grano di frumento; i Carlini vecchi si calcolavano a ragione di 75 per oncia, siccome rilevasi da doc. del 1317, pubbl. dal Minieri Riccio (Studi sui fase. Atig., pag. 9). “Pecunia soluta est ad diversas rationes videlicet de carolrms iiliatis ad rationun 60 per unciam, de carolenis argenteis veteribus ad rationem jj per unciam”. Il conio dei Carlini fu continuato, sempre “conm aggiore attività”, e in un documento del 1326 leggiamo che si era dovuto aumentare il numero degli operai a cagione della gran copia di gigliati che si coniavano nella zecca di Napoli; l'incremento della monetazione d'argento era dovuto al favore che godevano nell'Oriente latino i gigliati napoletani; il conio dei Robertini per l'Oriente divenne allora una vera speculazione. Le cose però non andavano meglio che nel 1318 e ne è indizio un documento del 10 giugno 1342, dal quale apprendiamo che, essendosi verificate nuove frodi, e trovandosi pesi scarsi, furono fatti eseguire nuovi campioni ponderali e spediti a tutti i giustizieri. (Arch. vol. XLI, n. 2346).
    3 punti
  3. Vi faccio vedere qualcosa che non ha a che fare con le nostre amate monetine ma con il nuovo Papa. Il giorno dell'elezione invece dei vari cartoni di spongebob e scoobydoo abbiamo guardato la diretta dal vaticano in attesa della fumata, questo nonostante le veementi proteste dei bambini, con mia sorpresa mio figlio più grande che ha 7 anni ne è rimasto talmente colpito da fare poi un disegno col nuovo Papa sulla finestra assieme ai vari cardinali, ha anche insistito perchè lo mandassi al Papa perchè lo vedesse. Alla fine ho cercato l'indirizzo su internet e l'ho spedito, senza aspettarmi nulla ovviamente e invece............. Hanno risposto, con tanto di complimenti per il disegno e benedizione per tutta la famiglia, la lettera non è di quelle prestampate, ci sono i nostri nomi e l'indirizzo, bravi davvero, è firmata dall'assessore, Monsignor Peter Wells. Chissà se il disegno l'ha visto davvero il Papa ? In ogni caso diventa un bellissimo ricordo, da incorniciare e mettere nella camera dei bambini. Se sapevo che rispondevano potevo anche chiedere una raccomandazione per entrare finalmente nelle liste dell'UFN.............
    3 punti
  4. buonaserra a tutti.......volevo convidere con voi queste qualche visione di una piccola piscia.......diventata gigante per via della benedizione del cielo questi pocci giorni.........vedere del vivo e ancora piu impressionnate ,accompagnato del frombo terribile che risonna come tamburo ne tutta la vale........una visione de un posto duro d'accesso,visione fermata ne la nuvola di sciuma di quella forza de la natura.........!!... :) ...........
    2 punti
  5. Davvero interessante questa discussione. Inserisco anch'io l'unico grosso non italico presente nella mia modesta raccolta. In mano la patina è iridescente. Questa è la descrizione del catalogo (NAC 58 del 4 aprile 2011): COINS OF THE KNIGHTS OF ST. JOHN RHODES Hélion de Villeneuve 1319-1346 26th Grand Master Nationality: French Gigliato . AR 3.92g. Obv. Grand Master kneeling to left, head facing front, before patriarchal cross on base and two steps; Rev. Floriated cross with shield of the Order at the end of each limb. Schlumberger, plate IX, 17. Attractively toned. An exceptionally nice example, good extremely fine Purchased from Baranowsky, Roma 1965.
    2 punti
  6. Anche a me sono piaciuti entrambi gli articoli;quello di Adolfos e Paleologo l'ho trovato utile ma anche doveroso verso una monetazione,quella del Denaro provisino del Senato Romano, che presentava molte incognite;mentre quello di giamba e dabbene l'ho trovato molto istruttivo per conoscere aspetti storici di determinati personaggi che caratterizzarono i luoghi in cui vissero e che lo fecero anche coniando o monete o,come nel caso dell'articolo,gettoni monetali.
    2 punti
  7. Il fatto che la storia etrusca ti abbia sempre appassionato, e che questo, mi sembra di capire, é il sostrato su cui si ancora la tua "voglia di collezionare" mi sembra un'ottima cosa. Sono conscio che la visione sia molto personale, ma ritengo che il collezionismo in ambiti quale quello di cui stiamo parlando (ma per la monetazione classica in generale) o é in qualche modo strumentale e direi "accessorio" ad un'attività di studio, o si configura come come un'attività finalizzata ad allineare in bell'ordine costose figurine Panini, in un album che non si completerà mai. Nel primo caso l'appagamento deriva dai risultati dello studio, nel secondo.. non ne ho idea. Non credo francamente che il passaggio attraverso il collezionismo di monete moderne o contemporanee sia obbligato, tutt'altro. Cio' che credo sia fondamentale é un approccio volto alla "ricerca", unita alla consapevolezza che non esistono album standardizzati su cui allineare le figurine, che il materiale é scarso, caro (ed ogni tentazione di cercare "scorciatoie" é da scacciare come il demonio), ed il più delle volte mal conservato. E che si spenderà molto più in libri che in monete, salvo un giorno abbandonare le monete, intendo quelle "possedute", per dedicarsi solo alla ricerca. Per rispondere alle tue domande: monete etrusche ne trovi abbastanza comunemente nelle aste, in Italia ed all'estero, ai prezzi e nelle condizioni che potrai vedere tu stessa consultando i vari cataloghi on line, o i siti che in qualche modo ne rappresentano gli archivi. Dopodiché, sulla base di una serie di fattori, puoi decidere di acquistare una moneta, e cominciare a studiarla, allargando progressivamante il perimetro dello studio, o di cercare di avere quanto meno un quadro generale della monetazione e fare quindi scelte più mirate onde avere stimoli per approfondire aspetti particolari. Non esiste una "ricetta" che abbia un valore universale. E' una questione molto personale.
    2 punti
  8. Anche se questo in spagnolo che consigliamo. Quasi 500 pagine di immagini e dati. Scaricare gratis. http://www.numismatica-visual.es/2013/03/catalogo-del-euro-edicion-abril-2013/ Spero vi piaccia. Saluti dalla Spagna.
    1 punto
  9. L'estate era calda, di quelle che o sei al mare o stai sotto il ventilatore, eppure il forum Lamoneta era affollato. Da tempo vedevo ricorrere in alcuni post la parola Cordusio, segno che molti ci andavano e lo frequentavano, io stesso ci andavo, ma del tipo vado e torno, mi mancava qualcosa. Partì tutto in quella calda estate sul forum, perchè non trovarsi realmente e magari proprio in quel Cordusio tanto citato da molti ? L'idea fu lanciata, risposero in diversi, non pensavo ci fosse questa esigenza così forte di conoscersi, di condividere la stessa passione, di passare dal virtule al reale. Eppure c'era e c'è tuttora, mi ricordo i post di Sonia 417, di Marcantonio, di Rongom, di Eracle 62, di Niko e altri ancora. Si decise con grande facilità, a settembre, la prima domenica, bisognava vedersi al Cordusio, tutti insieme. Ricordo il luogo dell'appuntamento, il mezzanino della metro, non ci conoscevamo, eppure all'ora prestabilita arrivarono tutti. Il primo fu Marcantonio, mi fissava, io lo guardavo, pensavo sarà lui, poi provo..., sei di Lamoneta ? il suo sorriso mi fece capire che avevo visto giusto. Man mano arrivarono tutti, procedemmo insieme verso i banchetti e poi tutti in quello che diventerà il ritrovo abituale dei Cordusiani, il Bar Passerini. Ricordo ancora il tavolo, su al primo piano, i chi sei tu ? Con questi nick strani, le presentazioni, le dichiarazioni sulle monete che ognuno collezionava. Partì tutto lì quel giorno, in quel momento. Il creare quello che avevamo già in mente fu veloce, immediato, si voleva creare un gruppo innovativo, che rompesse gli schemi col tradizionale circolo, un gruppo aperto, senza vincoli, senza cariche sociali, senza quote annuali, senza sede. In realtà la sede c'era ed era la migliore che si potesse avere, un grande mercato numismatico tutto per noi, cosa potevi volere di più ? E che poi potevi frequentare tutte le domeniche dell'anno. Era l'uovo di Colombo e lo sapevamo benissimo, ma i tempi e le condizioni ci portavano a provare qualcosa di completamente diverso e flessibile. Non c'erano ancora i gruppi come ci sono adesso sul forum, non sapevamo dove andavamo e dove saremmo finiti. Siamo qui ora, come è andata lo sappiamo, siamo sempre più convinti che la scelta fosse quella giusta, il tempo ci ha dato ragione. Ma credo che la fortuna di questo sia da ricercare in tanti motivi, ma il più importante è stato lo spirito di corpo, la conoscenza reale, la condivisione, direi ultima ma non l'ultima l'amicizia. L'amicizia vera, sincera, il muoversi insieme, in sincronia, l'empatia tra alcuni del gruppo. A volte ricordare è bello, anche giusto, la memoria dei momenti importanti è un bene da preservare, lunga vita vecchio e caro Cordusio ! Mario
    1 punto
  10. Due brevissime note sull'evento: grandissima rilevanza culturale e pubblico che infatti ha risposto numeroso! Catalli come sempre nelle sue esposizioni dimostra tutta la passione che lo anima (e questa volta anche un po' di emozione, giustificata dall'importanza dell'occasione) e nel contempo la volontà ostinata di portare i tesori del nostro patrimonio culturale alla fruizione della collettività. Complimenti al soprintendente Pessina e alla direttrice Cianferoni per avere compreso, condiviso e sostenuto questa azione. Speriamo che questa apertura temporanea possa in tempi non troppo lunghi convertirsi in una apertura permanente e che l'allestimento provvisorio possa presto diventare quello definitivo previsto. Meravigliose le monete esposte (non moltissime ma spesso straordinarie per rarità e talvolta anche per qualità). Eccezionale l'esposizione di medaglioni romani imperiali (tra cui diversi pezzi unici) nel contesto, già di per sé affascinante, del Corridoio Mediceo da cui hanno dovuto praticamente buttarci fuori con la forza per poter chiudere il museo :)
    1 punto
  11. Caro Kirb da anni che mi pongo questa domanda,anche questo pomeriggio che stavo mettendo in ordine certi codici mi potevo il quesito. La logica cosa vorrebbe.Prendiamo per esempio la 5 J001\S0020 (il primo passaggio di seriale) se si divide 200.000.000 /9 esce fuori 22.222.222 di pezzi.Volendo la cosa potrebbe essere plausibile dato che nel 2002 furono emessi in totale 1.131 milioni di pezzi da 5 euro.Aggiungi il fatto che la 5 euro ha 60 corti e la J001 ebbe 3 passaggi di seriale.A ciò aggiungi che l'ultimo passaggio è stato J001J4\S0539.Insomma numeri iperbolici. Aspetta per complicare la cosa aggiungo che se tra le mani tieni una mazzetta che so 5 E\P ci sono 3 corti ma se per caso ti capita di spulciare una 10 N\Y ha 5 corti.
    1 punto
  12. Ammetterai però che nessuno ha mai sollevato in sede processuale la teoria dell'abbandono..un giudice obiettivo non potrebbe non tenerne conto. Se con legge mi metti fuori corso una determinata moneta e mi impedisci di cambiarla, è ovvio che non ti interessa più. Però serve proprio la norma scritta...e non so fino a che punto nel passato remoto queste norme ci siano e dicano esplicitamente che l'autorià emittente le abbandonava... io però le monete del regno, per i miei posteri le accompagnerei con la legge di cessazione del corso legale...non si sa mai, potrebbe sempre servire :blum:
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  13. Ahia..Gli esperti difficilmente sbagliano.. . Da contattare il perito e, alla prossima occasione fargliela rivedere.... :nono: Feo
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  14. provenienza Inasta, ringrazia che ne ho già una quarantina del 52 ed ho riportato a casa anche le altre, 52-54-59, quarti, forti e soldi . ;) Questa l' ho lasciata perchè ho notato l' ossidazione.
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  15. A parte l'asta, @@lopezcoins pensi che li valga quei soldi? E ti sembra un BB+ oppure la conservazione e' un'altra? E' una moneta che non conosco e' non so collocarla!
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  16. Ultime ore per aggiudicarsi questa vera e propria chicca.....accorrete hanno abbassato il prezzo!! http://www.hjbltd.com/currentbbs/details.asp?inventorygroup=cc&SubLevelName_0=Choose+Choose+Era+%2F+Culture&SubLevelName_1=Ancient+Greek&SubLevelName_2=MACEDONIA&SubLevelName_3=78214&gradingserviced=&orderby=&dateadded=&where=&pointofsale=CurrentBBS&searchstr=&linenum=24
    1 punto
  17. Posso scuotere sommessamente la testa? (cit. Paolino67)
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  18. 1825-1925 Centenario della COMPAGNIA DI ASSICURAZIONE MILANO Argento, mm. 31 - Stab. S. JOHNSON
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  19. Così interessante. Che cosa questa moneta mi ha messo in mente di era una vecchia abitudine inglese, più o meno contemporanea di questo cento grande americano, dove un giovane sarebbe piatto battere un grande penny britannico e quindi utilizzare il foglio di rame risultante come materia prima per la moda una cucina in miniatura implementare (una padella o un bollitore, per esempio). Il piccolo elemento rame avrebbe quindi presentato alla fidanzata dell'uomo come un modo di chiedendole di sposarlo. Il motivo di questa usanza è venuto in mente? Perché questo cento 1828 (come già è stato accennato qui) non visualizzare modelli di normale usura. Questo era in realtà una moneta che classificato Fine (MB) o meglio, che è stato poi battuto quasi piatta con una ball–peen hammer o altri strumenti. L'altopiano stretto davanti alla faccia mostra l'altezza originale dei campi prima il martellare intorno dispositivo del centro della moneta è stato fatto. È molto interessante vedere come le superfici della moneta inclinano verso il basso da questo altopiano centro, quasi come una spiaggia digradante verso il basso verso il mare. Stranamente, però, questo cento grandi 1828—nonostante i gravi danni ha subito—rivela ancora due aspetti di un esempio ben conservato: 1) il punto minuscolo al centro inversa che rimane dalla bussola utilizzata per stendere leggende inverso della moneta, tipiche su moltissimi americani grandi centesimi e 2) del 1828 data di questo pezzo può essere identificato come il "grande data" del tipo utilizzato su queste monete 1828 e prima. (Tipo "piccolo data" inoltre è stato utilizzato su queste monete 1828 e dopo). Avrebbe preso questa moneta per il divertimento in esso! ;) v. ------------------------------------------------------ So interesting. What this coin put me in mind of was an old English custom, more or less contemporary to this American large cent, where a young man would beat flat a big British penny and then use the resulting copper sheet as raw material to fashion a miniature kitchen implement (a pan or a teakettle, for example). The little copper item would then be presented to the man’s sweetheart as a way of asking her to marry him. The reason this custom came to mind? Because this 1828 cent (as has already been mentioned here) doesn’t display normal wear patterns. This was actually a coin that graded Fine (MB) or better, which was then beaten nearly flat with a ball-peen hammer or other tool(s). The narrow plateau in front of the face shows the original height of the fields before the hammering around the coin’s center device was done. It’s very interesting to see how the surfaces of the coin slant downward from this center plateau, almost like a beach sloping downward to the sea. Oddly, however, this 1828 large cent—despite the heavy damage it has sustained—still reveals two aspects of a nicely preserved example: 1) the tiny dot at center reverse that remains from the compass used to lay out the coin’s reverse legends, typical on very many American large cents, and 2) the 1828 date of this piece can be identified as the “large date” of the type used on these coins 1828 and before. (A “small date” type was also used on these coins 1828 and after.) I would have taken this coin for the fun in it! :) v.
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  20. la prima prova a confrontarla conquesta CHAMPAGNE - ÉVÊCHÉ DE MEAUX - ÉTIENNE DE LA CHAPELLE - (1161-1171) 757. Denier, (1161-1171), c. 1160-1170, (Ar, 19,5 mm., 7 h., 1,13 g.). (). A/ (roue) STePHANVS EPC. Petit buste mitré à gauche. R/ +MELD CIVITAS. Croix pointée en coeur, cantonnée de deux lis en 1 et 4 et de deux croissants en 2 et 3. Bd.1778 (3f.) - PA 6027 (139/23 var.) - M.684 - Grelu 97-98. Exemplaire avec la petite tête. Flan large. Patine foncée. http://ventesuroffres.free.fr/images/monnaies/vso/v05/v05_0757.jpg
    1 punto
  21. Sempre affascinanti questi moduli con i bordi integri e i rilievi molto alti. Gli applausi alle tue medaglie ormai si sprecano :clapping: :clapping: :clapping: :clapping: :clapping:
    1 punto
  22. Oh, finalmente è arrivata la primavera con i suoi fiori ...ovviamente primule! Concordo con Matteo95 sulle attibuzioni e aggiungo che nella seconda credo di vedere la sigla di zecchiere FS Complimenti e auguri!!! Buona Pasqua a tutti!!
    1 punto
  23. Ho finito i mi piace per oggi (già), altrimenti te l'avrei lasciato di sicuro....bellissima cosa questa risposta, non me la sarei mai aspettata. Penso che di fronte ad un disegno del genere non ci sia stato cardinale, vescovo o Papa che non abbia sorriso. Poi, dal punto di vista di comunicazione, c'è da dire che sono stati più veloci spedendo una lettera che rispondendo alle mail...:D
    1 punto
  24. Ora ti spiego.I seriali che hai descritto non sono consecutivi come lo sono chiaramente i codici corti ma si intrinsecano tra loro in queste serie che proproponi,diciamo che hanno dei seriali come punti di contatto.Il fatto dipende anche da quanti giri di seriali abbiamo per un corto dato che possiamo arrivare fino a 4,o succede anche che tutta la serie ne abbia 3 ed una posizione di foglio ne abbia solo uno.Purtroppo non è semplice descrivere scrivendo il tutto perchè la cosa è ingarbugliata.Ho l'impressione che qualche volta dobbiamo organizzare qualcosa su skipe.
    1 punto
  25. Si San Marino da sempre belle soddisfazioni, che ne dite di questa? Taglio: 2 euro Paese: San Marino Anno: 2011 Tiratura: 631.831 Condizioni: BB+ Città: Aereoporto Milano Malpensa
    1 punto
  26. http://www.sterlinaoro.it/ la sterlina al prezzo odierno l'acquisti a 320 e la vendi a 273 ( all'incirca) questa è la base, poi tutte le tiritere sulla tiratura di emissione è "fumo negli occhi! Prova a vendere una sterlina rara e mi saprai dire..... la fatica! devi trovare il collezionista specializzato ecc. ecc..
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  27. Invece io ti faccio gli applausi per le mezze piastre e per la medaglia pure .......... quella di grande modulo che hai appena inserito nel tuo avatar, grandiosa! :clapping: :clapping: :hi:
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  28. Sfatiamo anzitutto il mito che le monete d'oro non subiscono deterioramenti nelle bustine in plastica (ovviamente dopo parecchi anni)..... Vero è che l'oro non modifica, ma il rame in esso contenuto sì... Se poi accettiamo che le definizioni sullo stato di conservazione di una moneta sono soggettive (e non potrebbe essere diversamente) non esprimiamoci in maniera perentoria per contestarle o avvalorarle; un bel "per me..." o " a mio avviso" ci sta sempre bene, in special modo quando non abbiamo la possibilità di toccare con mano il pezzo.
    1 punto
  29. Saluti a tutti. E' un piacere ritrovarVi qui. Sono meno presente in questa storica Sezione in quanto collaboro anche con altri Editori e Ambienti numismatici...mentre il tempo è quello che è...sempre tiranno . Resta comunque viva l'esperienza ineguagliabile avuta in La Moneta. Ho letto rapidamente le discussioni in Topic...potrebbe essermi sfuggito qualcosa, in tal caso mi scuso. Vedo che le ben note problematiche sono sempre in auge, d'altronde è anche ovvio che nuovi graditi iscritti o i neofiti della monetazione classica possano avere dubbi in quanto nuovi in queste pagine. Il quesito posto in apertura di topic è sicuramente scrupoloso ma destituito di senso tecnico e di effettiva necessità. Se, come dichiarato da Freddie, le monete sono tutte certificate e documentate va bene così. Semmai fate un Vs. inventario ed inserite scrupolosamente i documenti in appositi contenitori, controllando che la documentazione stessa sia esaustiva ed ampia. Compresi i cartellini predisposti dal venditore e le buste di spedizione se le monete Vi sono arrivate per posta. Ecc. ecc. Più sono le scartoffie ad abundantiam e "ad colorandum" e meglio è. :) Per il resto sono vicino a Michele per l'egregio lavoro approntato dalla NIA e tuttora in corso, peraltro ho già rappresentato privatamente all'egregio Collega Michele le mia disponibilità al riguardo. Resto tuttavia sommessamente ma fermamente convinto che un dialogo diretto tra alcuni Collezionisti di buon livello culturale, tecnico e numismatico con il Ministero sarebbe estremamente diretto ed efficace. Peraltro è noto e rispondente al mero buon senso che, anche il solo parlarsi, ha sempre fatto del bene in qualunque problematica tra ipotetici "contendenti". La materia del contendere sempre in auge, sulle competenti "pagine Legali" di questo primario Sito, è il collezionare (non il commerciare o lo studiare) le monete...specificamente antiche. Quindi a voler essere estremamente tecnici...la cosa afferente il collezionare degli oggetti di possibile interesse archeologico o nazionale ha due sole parti effettive: - lo Stato italiano; - i Collezionisti. Altre parti appartengono alla mediazione ed all' intermediazione o alla pubblicazione: come gli studiosi...categoria colta, stimabilissima e veramente egregia :hi:, ma avulsa dal suddetto rapporto tecnico stretto. Resta singolare che, tale semplificazione dello stato dell'arte e degli obiettivi, sembrerebbe non essere acclarata da chi, tecnicamente, è in grado di ben valutarla...sicuramente anche meglio del modesto scrivente. Per quanto infine concerne l'ascolto che alcuni ottimi Collezionisti potrebbero ricevere presso le competenti sedi in quanto: - appassionati conservatori di monete autentiche acquisite "alla luce del sole"; - esperti Numismatici e cortesi interlocutori; - acquirenti in regola con le prescrizioni di legge; - non interessati o coinvolti in alcun tipo di commercio e traffico; mi consento di essere sufficientemente certo che, il suddetto ascolto, sarebbe molto gradito, per ovvi e concreti motivi che non possono sfuggire a chiunque dovesse applicare le regole del buon senso. Probabilmente tale dialogo verrà proposto da altro Contesto culturale numismatico, anche per non essere in sovra numero o in inopportuna concorrenza con la validissima iniziativa proposta dalla NIA. Si è comunque a disposizione di tutti. Un caro e cortese saluto a tutto l'ambiente della Numismatica.
    1 punto
  30. Infatti il mio vero e unico dubbio, di fronte a questo tetradramma di Naxos, come anche a diversi altri esemplari presenti nella "collezione Comery", è che siamo di fronte a monete autentiche ma malamente pulite oppure a falsi. Esiste una sola di queste due possibilità. Se sono autentiche (e pulite male) provengono da un recente ripostiglio, come rivela l'assenza totale del pedigree (e mi fa ridere la storia della collezione del padre, se non del nonno, che comunque era del tutto ignoto all'ambiente numismatico nonostante l'importanza dei pezzi); se sono monete false è altra storia ed è interessante capire la loro tecnica, I prezzi di realizzo sono stati contenuti, rispetto ai prezzi raggiunti da altre aste e con pedigree, ma sempre soddisfacenti per il misterioso proprietario. Purtroppo, come già accennato da Numizmo, ci sono non pochi falsi che sono stati apposta "trattati" (in alcuni casi addirittura corrosi) proprio per confondere le idee. Se uno fa il ragionamento "come è possibile che un falsario si diverta a scorticare una propria moneta" pensa automaticamente che la moneta deve essere per forza autentica, senza considerare il semplice fatto che una moneta falsa "scorticata" perde sì parte del suo valore ma rende più difficoltosa l'analisi, confondendosi meglio con una moneta autentica pulita male, e quindi è più vendibile dell'asta (ovviamente a prezzi più bassi di un Prospero, ma sempre interessanti per il venditore). Poi, parliamo chiaramente, se uno trova un vero ripostiglio con simili esemplari sa come e dove portarli a fare corrette pulizie, a meno che non sia un perfetto imbecille, una eventualità che non si può escludere del tutto. E' anche possibile che le monete fossero all'origine molto ossidate e incrostate, da non capire bene l'esatta tipologia, per cui sono state sottoposte subito a drastiche tecniche di pulitura. E questo mi addolora molto, in quanto si denota comunque una totale assenza di rispetto verso questi veri monumenti dell'antichità pur di incamerare vile denaro.....
    1 punto
  31. Ciao,ho citato il tuo messaggio ma non era riferito a te. E' un discorso in generale,se si postano monete in FDC tutti a fare i complimenti per l'acquisto se la moneta postata e' in BB allora diventa "si dai e' collezionabile"..."tanto la cambierai"...e cosi' di seguito. Secondo me' e' demoralizzante per un ragazzo che si avvicina al mondo della Numismatica e non ha grande disponibilita' economica ma solo qualche euro che non vede l'ora di spendere per il suo prossimo acquisto.
    1 punto
  32. Mi farei altri problemi, oltre la conservazione. .....relativamente a questa moneta....... saluti TIBERIVS
    1 punto
  33. Vi dico la mia su queste particolarità... Per me il primo è un falso d'epoca... Il secondo è un conio rozzo, proprio il peso così eccedente lo rende coniata in zecca... un falsario avrebbe usato il peso di un tornese per avere un grano (E quindi un certo guadagno) Che senso ha usare la quantità di rame per una pubblica per crearsi un grano? Sul CNI esistono grani che arrivano fino a 6,83 (Vado a memoria)
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  34. E' una di quelle monete papali che vede l'accoppiamento di due "potenziali diritti", non è l'unico caso del genere, ad esempio ci sono altre emissioni per Clemente XI o Clemente XII. Nel caso specifico non è propriamente un accoppiamento di 2 diritti veri e propri, dato che la legenda del lato con il busto non riporta il nome del pontefice ma solo il millesimo (c'è anche un conio che ne è privo) e quindi il conio nasce per essere accoppiato allo stemma che riporta le indicazioni fondamentali, nome ed anno di pontificato. Quanto ai decreti di emissione, purtroppo non è materiale facile da reperire se non in archivio, l'unica pubblicazione che ne tratta è l'ormai datato Martinori con i suoi "Annali della Zecca di Roma", in questo caso non riporta informazioni specifiche per questa tipologia, ma risponde ugualmente alla tua domanda classificando la moneta in modo opposto a quella che è la nostra "convenzione" di dare al busto più importanza, ossia indicando come diritto il lato con lo stemma, il nome e l'anno di pontificato: la stessa "interpretazione" di diritto e rovescio la dava lo Scilla (Breve notizia delle monete pontificie, 1715): classificazione che è poi ripresa anche dalle pubblicazioni successive, dal CNI fino al Muntoni. ciao, RCAMIL.
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  35. Ciao @IpseDixit, GRAZIE DI CUORE !!!!! :) Dire che sei stato piu' che esauriente nel tuo intervento mi sembra il minimo, hai analizzato tutti i punti da me presi in considerazione, in modo esemplare!!! Il tuo commento come tutti quelli che ti hanno preceduto sono gia' nel mio bagaglio di viaggio , non tralascero' niente di quanto con la vostra gentilezza e disponibilita' vi esponete per me.. Mi auguro di poterti risentire presto , magari con un messaggio piu' lungo di questo che hai scritto.. :) Sono un grande lettore , non mi annoio affatto! :D A presto!
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  36. Questo e' quanto dicono anche se le tirature sono di 500.000 per anno quindi non credo proprio facili da trovareSarebbe bello anche qui ripristinare questi conii e farli circolare, riprendere le caravelle sarebbe fantastico..
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  37. Ciao, articolo di Alberto Mosca e Rin in mano, ti riporto qualcosa : " in base a una nuova lettura delle fonti e di un confronto iconografico, di attribuire a Dusio Buzzaccarini lo stemma che appare sul grosso aquilino coniato nella zecca di Treviso sotto il vicario imperiale Enrico II di Gorizia. Lo studio propone quindi di datare alla fine del 1319, primi mesi del1320, il tempo di coniazione del grosso aquilino." Lo studio si basa anche su una citazione che si trova nell'opera di Guido Antonio Zanetti di Rambaldo degli Azzoni Avogaro che parla dell'elezione del podestà di Treviso avvenuta l'8 dicembre 1319 e poi anche per quanto riportato dallo storico Giovanni Bonifacci in una nota su Buzzaccarini riferita al 20 -21 giugno 1320, ovviamente sono diverse pagine e bisognerebbe poi leggerlo, però le opere di riferimento per la datazione sono : Degli Azzoni Avogaro, R. 1786, Trattato della zecca e delle monete c'ebbero corso in Trivigi fin tutto il secolo XIV, in G.A. Zanetti, Nuova Raccolta delle monete e zecche d'Italia, vol.4, Bologna, pp.1-201 Bonifacci G. 1744, Istoria di Trivigi, Venezia saluti, Mario
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  38. 1874-1924 CINQUANTENARIO DELLA BANCA AGRICOLA MILANESE Argento, mm.3,05 - Autore T. BRANZI - Stab. S. JOHNSON
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  39. Le pubbliche fuse del 1622 riguardano una breve parentesi di quell'anno, e precisamente una produzione dislocata nell'arsenale di Napoli. Stesso discorso per le publiche rozze del 1648, sono tantissime le correnti di pensiero e le teorie, la mia personale è che è difficile stabilire quali vennero effettivamente prodotte in zecca. Io penso che i falsari si avvalsero di strumenti di produzione più artigianali quali ad esempio la fusione (ovviamente mi riferisco anche a tondelli ultra-sgrammati), quelle battute (e di peso buono, o quasi) sono quasi certamente di zecca. Stiamo parlando di una parentesi della storia di Napoli davvero caotica e in piena crisi economica spaventosa, dove tutti fregavano tutti. Qui ci dovrebbe essere qualche studio inerente l'argomento. http://www.ilportaledelsud.org/bollettini.htm
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  40. Caro Francesco44, ma possibile che non ti vada mai bene una foto?????????? Mai sentito parlare di luce caravaggesca......?????!!!!!!!???!!!!???????????? :rofl: :rofl: :rofl: :dirol: :acute: :help: :crazy: :bandit: :director: Appena posso provvedo. ;)
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  41. Caro Francesco, Leggendo il B.C.N. del 1969, nella descrizione della composizione e del peso del Gigliato di Roberto d'Angiò si rimanda a quello di Carlo II. Si rimanda ancora al Carlino di Carlo I il cui peso era di gr. 3,34. Nel successivo bollettino che mi hai inviato i pesi variano da 3,78 a 4,00 grammi. Ho interpretato male i rinvii indicati nel BCN del 1969 o vi è una contraddizione tra i pesi indicati? Ciao Amedeo
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  42. Passo avanti dici? E perchè deve sobbarcarsi l'acquirente di tutte queste rogne? Uno partecipa all'asta nella consapevolezza che si tratta di una attività regolare, con tanto di controlli a monte. Non sarebbe stato meglio intervenire PRIMA che l'asta venisse bandita? C'è tutto il tempo, visto che i cataloghi vengono trasmessi alle Autorità. Troppo facile prendersela con l'ultimo acquirente..immaginate il ragazzino di 16 anni che obbliga il papà a comprargli una monetina da 10 euro. Poi lo chiamano dalla Caserma...e il ragazzino avrà finito di collezionare perchè il padre gli dirà che la storia delle monete finisce qua. Può accadere che si ha notizia di un certo fatto (es. ricettazione) dopo che l'asta è bella e finita, ma non deve essere la regola quella di andare a colpire l'ultimo acquirente che poi deve vedersela con le case d'asta.
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  43. La soluzione è diventare noi stessi periti delle monete. Il professionista ha il solo scopo di garantire l'autenticità del pezzo, ma devi essere tu a valutare la conservazione. in questo modo saprai qual è la reale conservazione della moneta in vendita e capirai chi è caro rispetto all'altro. In ogni caso credo che simili differenze di prezzo siano fisiologiche anche su monete nella stessa conservazione. Mi è capitato più volte di sentirmi dire da venditori della massima fiducia: questa l'ho comprata in un lotto ad un prezzo migliore, per cui posso venderla un pò meno rispetto a quest'altra.
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  44. come ti ha detto linda, i cataloghi non riportano quasi mai gli effettivi prezzi di mercato.. per quanto riguarda la differenza tra due monete periziate fdc... è difficile giustificare i 50 euro di differenza come una svista o come una differenza di "importanza" tra i due venditori.. controlla bene, potrebbe darsi che la meno cara abbia una conservazione minore ma che sia stata periziata lo stesso come fdc..
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  45. "Fatto. Mandato la lista. ma non mi hanno risposto. neanche un "ho ricevuto". Beh, non c'è da stupirsi che non Ti abbiano risposto....visto che la comunicazione delle monete possedute è prevista solo per segnalare la presenza in collezione di monete di particolare rarità e pregio (i.e. "beni culturali"). Che poi in uno Stato moderno le Istituzione dovrebbero sempre rispondere al cittadino, anche solo per fair play, posso anche convenire, sebbene la Tua comunicazione non contenga una richiesta o un'istanza, bensì solo una "dichiarazione". Suppongo comunque che Tu abbia la ricevuta della comunicazione....e tanto basta per dimostrare in futuro di averla trasmessa regolarmente. Ad ogni buon conto, segnalo che qui: http://www.lamoneta.it/topic/73740-comunicato-della-soprintendenza/ è presente la risposta scritta di una soprintendenza, inviata ad un collezionista che aveva fatto la stessa cosa che hai fatto Tu, nella quale si prende atto della comunicazione e si riporta che non c'è alcun obbligo di segnalare allo Stato le monete che si possiedono in collezione. "Certo che non può essere risolta. Ma perché, intanto, non autoregolamentarsi? Diamoci una norma, e poi difendiamola. Anche al tavolo tecnico. Perchè "l'autoregolamentazione", in questa materia, non è prevista. Noi non possiamo darci "una norma" diversa da quelle che già esistono. Al tavolo tecnico potremmo, al più, fare delle proposte....e anche difenderle.....ma l'ultima parola la dice il Legislatore e il Ministero. Non certamente noi. Nel frattempo chi vuole può anche comunicare al Ministero la propria collezione....ma non so quanto ciò possa dare la certezza che si evitino futuri controlli o, peggio, che si abbia la garanzia di non rimanere coinvolti in future azioni penale. Ho fresca fresca la notizia, appresa al Convegno di Torino, di alcuni collezionisti che hanno acquistato tempo fa delle monete in un'asta bandita da una notissima casa. Ebbene costoro sono stati contattati dai CC. (che sono evidentemente risaliti a loro attraverso l'elenco degli aggiudicatari fornito loro dalla stessa Casa d'Aste) ed invitati a presentarsi in Caserma con quelle monete. Escludo, per motivi abbastanza ovvii e a tutti comprensibili, che gli aggiudicatari possano avere avuto o avranno grane di natura penale, ma ciò dimostra in modo assai eloquente che non esiste alcuna preventiva "garanzia" che possa evitare a chicchessia anche solo fastidi conseguenti all'acquisto di monete potenzialmente archeologiche, ancorchè acquistate alla luce del sole, con tutte le "sacre scritture" in regola e (almeno in questo caso) anche da venditori di assoluto prestigio. "L'obiezione del legislatore sarebbe questa: perché i quadri non si trovano sottoterra. E per quelli che si trovano vale la normativa delle monete. Già. Personalmente però mi basterebbe che lo Stato non desse per scontato che la moneta trovata nell'album del collezionista si debba presumere sempre come proveniente dal sottosuolo (e questa presunzione la normativa vigente non la pone affatto, ma è frutto di interpretazione); e mi accontenterei pure che non mi si chiedesse di dimostrare la liceità del mio acquisto mediante documenti che lo facciano risalire a prima del 1909..(e anche questo la normativa vigente non lo dice, ma è frutto di interpretazione...). Diciamo che se l'applicazione della normativa fosse più aderente allo spirito della legge ed al fenomeno sociale del collezionismo numismatico....forse non saremo oggi qui a scrivere di queste cose. Saluti. M.
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  46. La moneta è stata pubblicata sulla Rivista Italiana di Numismatica Vol. CXIV, Milano 2013 con il titolo ''Un denaro inedito di Verona a nome di Adalberto re d'Italia (950-961) pagg.81-96. L'autore A. Saccocci nelle righe iniziali cita questa discussione (c'è anche il link per consultarla). Arka
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  47. Ciao a tutti. "Accolgo, invece, la proposta di propugnare il riconoscimento legale dello status di collezionista, con tanto di obblighi deontologici. Con un solo fine: porre termine all'anarchia normativa del settore". Mah. Non mi pare che un "riconoscimento legale" dello status di collezionista possa porre fine alla "anarchia normativa del settore" Intanto perchè se vi è "anarchia normativa" (ma preferirei parlare piuttosto di "anarchia applicativa della normativa" di settore) questa non potrà risolversi con l'attribuzione al collezionista di uno status formale, dovendosi semmai agire proprio sulla normativa (o sull'interpretazione della normativa) che si ritiene "anarchica". Poi mi chiedo perchè il collezionista numismatico doverebbe essere trattato diversamente,dal punto di vista dello status, dal collezionista di dipinti o di mobili antichi o di libri d'epoca ecc. E non ne faccio neppure una questione di privacy ma, semplicemente, di "par condicio" rispetto a tante altre forme di promozione culturale della persona che sono esercitate liberamente dai cittadini senza necessità di ottenere "status" o riconoscimenti ufficiali dallo Stato. Se poi qualcuno desidera mettere al corrente lo Stato dell'esistenza della sua collezione, potrà già farlo ora, semplicemente inviando alla soprintendenza una descrizione dettagliata delle proprie monete, aggiungendo alla suddetta descrizione anche le foto, il prezzo pagato, le fatture e qualunque altra cosa gli venisse in mente di comunicare. Se si ritiene he questa pratica possa rassicurare il collezionista da possibili evenienze giudiziarie inaspettate, non vedo quale sia l'impedimento a farlo anche ora. Però mi chiedo quanti siano i collezionisti onesti che dispongono oggi di un corredo documentale assolutamente integro, ineccepibile e completo e come si dovrebbero comportare coloro che non sono muniti di tutte le "sacre scritture"..........forse non potranno ottenere mai l'agognato status di collezionisti numismatici e saranno costretti a vivere "nel peccato" e nella clandestinità la loro passione per le monete? Altra questione: sarebbe sufficiente comunicare allo Stato la consistenza della propria raccolta per essere considerati collezionisti virtuosi e, specularmente, basterebbe non comunicarla per non essere considerati tali? Ultima riflessione: Vi risulta che esista un Paese al Mondo nel quale i collezionisti numismatici devono "autodichiarare" di essere tali? Saluti. M.
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  48. Se il cittadino non risponde alla Pubblica Amministrazione, nelle migliore delle ipotesi, è inadempiente e soggetto a multe e/o altro. Se la Pubblica Amministrazione non risponde al cittadino, non succede nulla; allora non chiamiamoci più cittadine bensì sudditi. Eppure tre secoli orsono J. Locke disse....qualcosa in proposito!
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  49. Categoria monetazione medievale Metallo: Mistura Diametro: 16,00 mm Peso: 0,90 g
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Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
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