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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/27/14 in Risposte
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Omaggio del mio tabaccaio preferito................................ :dirol: Taglio: 50 cent Nazione: San Marino Anno: 2014 Tiratura: 723.275 circ. Condizioni: qFDC Città: Comacchio (FE) Note: NEWSSSSSS6 punti
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Oggi ai giardinetti c'era più gente del solito. Ma l'offerta di materiale, lasciava alquanto a desiderare. Al convegno sarà un'altra storia, almeno spero. Comunque domani il convegno aprirà le porte ai privati alle ore 10.00. Buona caccia a tutti.3 punti
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@@Il*Numismatico mi aveva segnalato la sua ri-apparizione all'asta, da subito, ma visto l'annuncio dell'articolo e l'asta in corso, avevamo deciso di non commentare.........almeno per adesso, poi si vedrà !! L'unica cosa che non capisco è come si fa....a momenti il possessore non l'ha avuto nemmeno in mano per goderselo un pò e tie.....subito in vendita a 4 volte il prezzo pagato.....Boh !! Fortunatamente c'è qualcuno che almeno ci scrive su due righe su queste monete inedite, altrimenti chissà, rimarrebbero solo delle monete su cui fare affare !! E vabbè.....non tutti ragionanano allo stesso modo quando si ritrovano queste "monetuzze" tra le mani.3 punti
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Articolo tratto dall'Arena di oggi, quotidiano di Verona. Rompe un vaso spolverando, dentro c'erano 15 milioni di lire. Fin qui nessuna stranezza, sono cose che capitano, ma quello che mi ha più fatto pensare è quello che l'articolo spiega. Secondo l'Agi c'è uno spiraglio per poter cambiare le lire in euro perchè il termine decennale per cambiare il denaro non dovrebbe partire dal 2002, ma dal momento in cui la persona è in grado di far valere il proprio diritto, quindi dal momento del ritrovamento di un'eventuale somma di denaro. Un giudice di Milano ha, nel luglio scorso, ritenuto legittima la questione sollevata dall'avvocato Pistilli che, affrontando un caso simile a quello dell'ultimo fortuito ritrovamento, definiva incostituzionale il decreto Monti del dicembre 2011 il quale, con due mesi d'anticipo, chiudeva la possibilità di cambio del denaro, disponendo di prescrivere a favore dell'erario le lire ancora in circolazione, versando il controvalore nel bilancio nazionale per l'ammortamento dei titoli di Stato. Una boccata d'ossigeno di 1,5 miliardi per le casse dello Stato, ma un esproprio secondo il giudice che ha riaperto così la questione al vaglio della Corte costituzionale. La normativa italiana non è per altro in linea con altri Paesi europei che hanno adottato tempi più lunghi per il cambio della moneta. In Germania ad esempio non è prevista scadenza. Che ne dite? A me questo articolo ha fatto riflettere su come il nostro Governo ha "piegato" un diritto del cittadino per un tornaconto economico.2 punti
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La moneta è disastrata ma, come ipotizzato nel mio post precedente, confermo HISPANIA zecca di CARTEIA - Magistrati Romani - I sec.a.C. Sullo HEISS A.- Description générale des Monnaies Antiques de l'Espagne - Parigi -1870 - Ho rintracciato anche il magistrato. La tipologia è quella illustrata sulla tav.XLIX n.25, e solo per il magistrato Q.CVR VI / Q , dove (VR) è in nesso, vedi n.30b. Allego aggiungo anche, per la tipologia, una moneta simile dal medagliere di Napoli pozleo2 punti
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Ciao @@CavaricciS, concordo con @@ARES III sull'identificazione di Alesandro Severo: Per divertimento, potrebbe essere un sesterzio con la Provvidentia al rovescio Saluti Eliodoro o, in alternativa, Eliogabalo:2 punti
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ecco dui esemplari,se il primo da la parola con il suo piccolo B....il secondo chi da la verita del soppraconnio...... :) il tutto ne 14mm.....2 punti
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@@albertoriccardo2 Questo non è il luogo adatto per richieste di compravendita !!! Ci sono le sezioni apposite , puoi usarle benissimo , visto che ho ricevuto anche lamentele di continue domande in privato . Ci sono le sezioni degli scambi, o al limite il mercatino, vai , ti leggi il regolamento et voilà, il gioco è fatto :good:2 punti
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Ciao @@vwgolf , leggi dal post n. 20 di questa discussione ............. http://www.lamoneta.it/topic/116179-id-ferdinando-i-daragona-napoli/page-2?hl=coronato2 punti
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L'ho strappata per 42 euro, la partenza era 60 euro. Credo che sono andato bene. Che dici?2 punti
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Come promesso vi posto un luigino di un'altra zecca, Lucca, Lucca mi è particolarmente cara numismaticamente parlando, ho cercato di capire le monete di questa zecca dal misterioso affascinante denaro, al grosso colla splendida iconografia del Volto Santo, a quelle dell'età moderna, santacroce, scudo.... Mi mancava una moneta che per Lucca è marginale, ma che c'è ed è il luigino....ho ovviato alla mancanza, anche se il luigino di Lucca non è affatto facile trovarlo. Il fenomeno luigino sappiamo cosa è stato e cosa ha rappresentato, per Lucca entriamo in una coniazione limitata, al 1668, ma certamente era difficile in quel momento e in quell'area sottrarsi al fenomeno luigino, che tradotto in parole povere voleva dire lucro per chi volesse coniarlo. All'inizio del 1668 gli impresari veneziani Berti chiesero alla Repubblica di coniare luigini nella zecca locale, i Berti tra l'altro già coniavano a Torriglia. Il riferimento è al classico luigino francese, busto di donna, stemma coronato, inizialmente si pensa di mettere tre aquilette, poi per confondersi meglio in Levante si passò al tipo con le alabarde, per poi concludere prima del termine delle coniazioni coi gigli. Coi gigli ci si avvicinava senza alcun scrupolo al tipo francese, tra l'altro la differenza tra alabarde e gigli è volutamente minimale . Dei luigini di Lucca si sono occupati in diversi, il Massagli, il Bellesia e ovviamente Cammarano. Il Massagli ci fornisce due spiegazioni sul perché siano stati prodotti, una di tipo ufficiale, una di tipo popolare, in base alle voci che circolavano. La prima si riferisce a zecchieri disonesti, l'altra per pagare un debito dell'Imperatore ; il Cammarano propende per la seconda, a volte è più facile e semplice far dire la verità al popolo. Interessanti le leggende, quella al diritto con " la bella immagine della virtù ", e qui abbiamo un collegamento con quelli di Torriglia, e al rovescio si richiama il titolo con le oncie, cinque, sei o sette. La monete si differenziano tra con alabarde che sono state coniate per prime e con gigli che sono quelle finali, mi sembra essere coi gigli, un Cammarano 190, ma chiedo a voi conferma poiché le differenze sono minime tra i due tipi e la moneta ha qualche lacuna al rovescio. Come riferimenti ho guardato la corona se trifogliata o trigigliata, il primo giglio a sinistra che è quello più visibile e il gambo del giglio in basso. Argento, peso 1,70 gr., diametro 21 mm. D/ PVLCRA ( stella ) VIRTVTIS ( stella ) IMAGO, busto femminile a destra R/ ( stella ) TRES ( stella ) SECVRES ( stella ) BONIT ( stella ) VNC ( stella ) QVINQ , stemma coronato con tre gigli ai lati 16 68 A voi per commenti sia sulla catalogazione e su questo ulteriore luigino e su Lucca e il suo luigino credo si possa aggiungere volendo altro ancora.1 punto
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Ho di recente aggiunto in collezione e al catalogo questa monetina che ha destato in me curiosita' in quanto appartenente a Emanuele Filiberto ma con la data 1581 :blum: Questo Duca dovrebbe essere morto il 30 agosto del 1580 ma, evidentemente con i conii o le monete gia' pronte per l'anno successivo, ci risulta questo soldo battuto da Emanuele Diano a Bourg. Per le battiture a Bourg mi risulterebbero effettuate dal 23 luglio 1577 al 27 luglio 1580 per 18160 marchi...qualcuno ha maggiori notizie magari anche riguardanti il quantitativo emesso da Carlo Emanuele I sempre per il 1581 visto che la moneta del I tipo risulta piu' rara delle altre e sembrerebbe esserci un inedito del II tipo ? Andrea1 punto
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Ed ecco qua lo stemma degli Scotti presente a Vigoleno (PC) fotografato da un'assidua frequentatrice del Caffè di cui sopra, Tiziana Pompili Casanova, che ringrazio di cuore.1 punto
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Solitamente apre per fine settembre primi ottobre e chiude ai primi di giugno , ci si vede ogni domenica mattina presso la sede a Palazzo Ducale Inviato da un device_name utilizzando your_app_name App1 punto
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Se di Alessandro Severo si tratta, come rovescio ci vedo bene questo, sempre ipotizzando...1 punto
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:) ciao a tutti.......una risalita per uno di miei post preferiti...... :lol: ......quelle monete nere,son imortale....... :rolleyes: .....l'uomo e sparito.....ma elle????!!!.. :lol:1 punto
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Si può approfondire anche documentalmente, non solo de visu.1 punto
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Ecco le mie preferite del regno e della repubblica visto che ci siamo: 50 CENTESIMI 1921 by gabrimene, on Flickr 2 CENT 1905 VALORE by gabrimene, on Flickr 20LIRE QUERCIA by gabrimene, on Flickr Monete comuni e piccole e "medie" rarità che se sono in alta conservazione rendono spettacolare la propria collezione.1 punto
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bhe allora c'e' necessita' che qualcuno controlli le foto , prima che vengano pubblicate definitivamente . appena possibile in pvt inviero' i dati per le correzioni della pagina. ciao1 punto
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Mi sono dimenticato di scrivere, le foto le mettono i vari utenti dove pensano sia più corretto. Non sa quante foto ho spostato e tolto perché non corrispondevano alla tipologia. Cerco sempre di aggiornare il catalogo ma le assicuro che è diventato un secondo lavoro. Purtroppo il tempo a disposizione è diventato pochissimo. Antonio1 punto
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Impressionante la scritta dell'etnico nel seguente pezzo di Petra presente nella prossima asta di Gorny & Mosch. http://www.sixbid.com/browse.html?auction=1493&category=31727&lot=1345400 <http://www.sixbid.com/browse.html?auction=1493&category=31727&lot=1345400> Gorny&Mosch 225/2014, 1180 = Auctiones 22/1992, 57 g. 26,57 Pur avendo un minimo di pedigree, provenendo da un'asta Auctiones 22/1992, n. 57, si tratta comunque di un esemplare originariamente autentico che ha subito un'accurata lisciatura e bulinatura, specialmente a carico della legenda, che è praticamente la più leggibile tra gli esemplari in circolazione. Questo tipo di bulinatura era molto di moda tra gli anni '80 e '90 essendo apprezzata da collezionisti dell'epoca (come ad esempio Laffaille….). Resta il fatto che siamo di fronte a una moneta molto bulinata, un pò come adesso non pochi sesterzi romani, anche se forse non ha inventato niente a livello di particolari. Questa asta Gorny & Mosch purtroppo è piena di simili lotti.1 punto
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Anche per me è un falso .. .. e concordo, queste monete recano tutte le sigle....quelle senza al 99,99% sono false. @@vox79 .....fatti gli occhi ;) http://www.lamoneta.it/topic/124918-coniatori-della-repubblica-napoletana-del-1648/1 punto
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Se non sbaglio dovrebbe aver coniato i 50 cent e 1 euro per la circolazione.Bravissimo Medusa,bel ritrovamento.Si vede che la moneta e' proprio "nuova";)1 punto
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Foto della antica Porta Salaria e dei sepolcri trovati all' interno delle due torri , Sepolcro di "Cornelia" , del piccolo Sulpicio Massimo e di quello anonimo in blocchi di peperino ain basso a sinistra di Sulpicio .1 punto
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@@MEDUSA51 complimenti, grandi ritrovamenti quest'ultima settimana vedo! ecco i miei di ieri ed oggi Taglio: 2 € cc Nazione: Belgio Anno: 2008 Tiratura: 5.000.000 Condizioni: B Città: Conegliano (TV) Taglio: 50 cent Nazione: Vaticano Anno: 2011 Tiratura: 2.174.197 Condizioni: BB+ Città: Conegliano (TV)1 punto
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Greca, al 99%..... forse magna Grecia o tolemaica. Per il valore così senza conoscerne la rarità....15-20 € (ma è solo un primo parere superficiale...)1 punto
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La sigla è CI in legamento.....ne passano spesso alle aste, basta che prendi nota....qui ad esempio c'è ne uno: http://nomisma.bidinside.com/it/lot/45567/napoli-ferdinando-i-dtaragona-1458-1494-/1 punto
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salve, la mia nuova arrivata, appena aggiunta in collezione, una delle tante che inseguivo. se ci sono dubbi, incertezze e perplessità questo è il posto giusto per discutere. che cosa ne pensate? saluti da nando121 punto
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interessante anche questo altro falso d'epoca, gia' da me postato in quell'occasione .... da notare anche qui le 3 spighe di grano non raccolte in fascio, ma sciolte .... sembra che tutti i falsi d'epoca abbiano questa particolarita'? ne riusciamo a trovare qualcuno con le spighe riunite in fascio? PS per @@francesco77 presto vedremo le foto dettagliate e sapremo tutti i dati sul falso d'epoca di questo topic :)1 punto
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@@Caio Ottavio Ciao Raffaele, innanzitutto grazie per la discussione, il grano del 1633 da te postato sembrerebbe appartenere ad un conio senza alcuna particolarità meritevole di interesse, si tratta di una moneta ricchissima di storia e che amo in particolar modo, il punto 1 che hai evidenziato nell'ultima foto rappresenta una delineatura del conio ottenuta con una sorta di compasso, questa veniva in genere incisa ad una certa distanza dal bordo per permettere all'incisore di punzonare i caratteri della leggenda in un certo margine. Se vedi altre monete napoletane (dal medioevo al periodo borbonico) noterai oltre a queste linee anche un punto centrale al dritto e al rovescio. Nel forum se n'è discusso in più di un'occasione (cerca nel forum nella voce "compasso"). Il simbolo del coniatore è molto usurato, personalmente trovo un po' difficoltosa la sua identificazione. Aspettiamo altri interventi. Il punto 2 sembrerebbe a parer mio un'impercettibile rottura di conio ma ti ripeto: attendiamo altri pareri e commenti. :good: :hi:1 punto
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Quando succedono queste cose l'amarezza che ti assale è enorme. Sapere i sacrifici che hai fatto per acquistare quelle monete e qualcuno con tanta facilità ti sottrae quello che è tuo. Purtroppo come già detto la vedo dura ritrovare le tue monete perchè sicuramente finite nelle mani di un altro che si può definire solo "LADRO". Hai tutta la mia solidarietà, per quello che può contare, e ti auguro di poter rientrare in possesso di quello che è tuo. Sicuramente questo ci deve insegnare che in giro a convegni o mostre o mercatini, dobbiamo tenerci strette le nostre monete e non lasciarle in custodia a chicchessia. Non voglio essere frainteso: non lasciarle in custodia per il semplice motivo che dopo, come in questo caso,è spiacevole anche per il commerciante amico che le aveva e non ha vigilato a sufficienza.1 punto
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30 Euro è una valutazione che non sta ne in cielo ne in terra, d'accordo che è in bassa conservazione (un buon MB), ma è pur sempre una mezza rupia. Se si svalutano in questo modo monete come questa ci credo che poi il mercato numismatico è in crisi profonda. A 140 l'hai sicuramente pagata troppo, secondo me in questa conservazione può valere attorno gli 80/90 Euro. Il fatto che qualcuno "offra" 30 Euro non significa certo che quello ne sia il valore di mercato: nemmeno io la pagherei più di 40 euro, ma solo perchè ce l'ho già un pò più bella e se dovessi comprarla lo farei solo in presenza di un prezzo altamente vantaggioso. Ma, credimi, a 30/40 Euro questa moneta non te la fanno nemmeno vedere. Per le incrostazioni rossastre invece, penso che con un semplice bagnetto nell'apposito liquido per l'argento possano sparire senza troppi problemi.1 punto
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La terza è invece è ancora un regalo di compleanno, da parte di mia madre: sei sicuro di non voler qualcos'altro al posto di una moneta??? Chiesto con insistenza.. Perche si sa, è una malattia, e chi non è stato contagiato difficilmente comprende :D Sent from my Nexus 5 using Lamoneta.it Forum mobile app1 punto
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Tra le monete che ritengo più importanti nella mia collezione, e che rientrano quindi a pieno titolo tra le mie preferite, ce ne sono 3: la prima, regalatami dagli stessi amici che mi prendono in giro perche collezionò monete, ma che per il compleanno hanno deciso di farmi questa sorpresa, è un 10 lire biga accompagnato da una perizia speciale. Regalata da amici e periziata da un amico :) Sent from my Nexus 5 using Lamoneta.it Forum mobile app1 punto
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Castellieri (abitati fortificati su altura), ville rustiche romane, chiese paleocristiane ed edifici medioevali. Questo scorcio dell’Isola Incoronata è emblematico: a prima vista non si nota altro che lo splendido mare. Ma a ben osservare si apprezza la presenza su due colli dela cinta di un castelliere protostorico (freccia rossa) e i resti della fortezza tardoantica di Tarac (freccia nera) che fu costruita in una zona con resti romani. L'Impero Bizantino lasciò, secondo opinione di molti, l'edificio più imponente sulle isole Incoronate: la fortezza di Tureta sull'isola di Incoronata (costruzione tardoantica e altomedievale – probabilmente del 6° secolo). Si suppone che la fortezza fosse costruita con obiettivi militari, per garantire la sicurezza e il controllo della navigazione nel mare Adriatico allora abbastanza incerto. La vista dall’alto con Google Earth ci agevola il riconoscimento dei siti e ci consente di distinguere due tumuli sepolcrali protostorici (freccia blu) altrimenti indistinguibili. Chissà chi ci riposa sotto da millenni ... Spero di esser riuscito a farvi condividere il mio entusiasmo per questa terra che tanta Storia Antica ancora cela nel suo sottosuolo. Ciao Illyricum :)1 punto
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Nei pressi della Porta Cesarea il Ponte a cinque archi, che oltrepassava un torrente che passava all’interno della cerchia muraria della Urbs Vetus. Dirigendosi verso occidente si passa nei pressi della Basilica dei Cinque Martiri (un ecclesiastico e quattro guardie pretoriane giustiziate nei pressi dell’anfiteatro nell’aprile 304), la prima basilica cimiteriale cristiana. Antecedentemente alla necropoli paleocristiana l’area era stata usata ad uso sepolcrale fin daI I secolo d.C. Infine l’anfiteatro. Conteneva 20.000 spettatori e poteva essere utilizzato per spettacoli gladiatori e per le naumachie. Visto dall’esterno ricorda l’Anfiteatro Flavio e l’Arena di Pola in scala ridotta; non è nota la data di costruzione ma si è proposto il 170 d.C. per il rinvenimento presso le cave di Brazzà/Brac di un iscrizione riferita a Quintus Silvius, centurione della Cohors I Belgarum che era di stanza a Salona. Si tratta probabilmente di un militare incaricato della sorveglianza ( “curam agens” )sui lavori per l’anfiteatro. Nell’edificio era presente un tempio dedicato a Nemesi, divinità cara ai gladiatori.1 punto
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Quindi sulla sinistra si notano i resti del Centro Episcopale che insistette nel perimetro di un edificio della metà del III secolo d.C. Nei bagni della precedente costruzione venne edificato il Battistero. Dietro, i resti delle Terme Maggiori. Continuando nel percorso si giunge alla Porta Cesarea, di epoca augustea. Aveva tre fornici ed era affiancata da due torri ottagonali. Sulle superfici di ciò che resta della pavimentazione stradale si nota la presenza di evidenti solchi carrai.1 punto
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Solin/ Salona Era la capitale romana della Provincia della Dalmazia, un fiorente porto sorto alle foci del fiume Giadro/Jadro (lat.Salon) e che controllava tutti traffici commerciali e militari verso l’entroterra e la regione danubiana. Il territorio fu frequentato fin dall’epoca neolitica e sede della colonia greca siracusana di Salon. Nel 119 a.C. Lucio Cecilio Metellio la conquistò, vi svernò e il porto divenne quello principale della flotta romana del settore. Vi furono varie ribellioni fino a quando nel 78 a.C. furono costruite le prime mura urbiche romane. Il territorio fu diviso in centuriazioni e divenne sede del proconsole ovvero del Legatus pro praetore dell’Illirico. Durante la guerra tra Cesare e Pompeo si schierò con il primo e subì più assedi da parte dei pompeiani fino alla caduta e in seguito alla riconquista da parte dei cesariani. Dopo vicende alterne dovute anche a rivolte dei Dalmati, Ottaviano vi dedusse la Colonia Iulia Martia Salonae, con il titolo di Martia ad indicare il valore miliare dei saloniniani durante le guerre civili. Nel tempo Salona crebbe non solo di importanza ma anche di dimensioni: si allargò a occidente e a oriente, costruì nuove mura urbiche più ampie di quelle repubblicane (che rimasero in loco), triplicò la superficie cittadina in esse racchiusa e prese il nome di Salonae, ad indicare la presenza di tre città unite (divise nei settori Urbs Nova Occidentalis, Urbs Vetus e Urbs Nova Orientalis). Marco Aurelio nel 170 d.C. utilizzò la II e III Legione e rinforzò le mura per prevenire incursioni marcomanniche. Nel III secolo raggiunse i 60.000 abitanti, cifra notevole per un insediamento urbano provinciale; nel territorio vi nacquero Claudio II Gothico, Aureliano, Probo e Diocleziano. Quest’ultimo la arricchì dal punto di vista architettonico. La città aveva sette terme pubbliche ed altre private, un anfiteatro, un teatro e due acquedotti uno dei quali, restaurato nel 1800, porta ancora l’acqua a Spalato, distante 5 chilometri. A partire dal III secolo iniziano le evidenze archeologiche collegate all’avvento del cristianesimo e il suo primo vescovo, San Venazio, fu martirizzato nel 270 d.C. Un salonino (Caio di Salona) divenne Sommo Pontefice nel 283. Nel 303-304 ci furono terribili persecuzioni a nome di Diocleziano e a Salona, di Galerio. Nel IV secolo ci furono i primi assalti dei Goti, respinti. Nel IV e V secolo secondo Costantino Profirogenito, la città copriva una superficie pari a metà di Costantinopoli imperiale; nel 414 venne eletta Metropoli ecclesiastica e otto anni dopo ospitò Valentiniano III e Galla Placidia. Nel 454 ci fu un usurpazione a nome di Marcellino, patrizio salonino, che resse il governo della città con il titolo di “Re di Dalmazia”. In seguito vi trovarono rifugio Glicerio e Giulio Nepote, che qui fu ucciso (480). Nel 481 fu conquistata da Odoacre degli Eruli e nel 491 da Teodorico, re degli Ostrogoti. Si sviluppò come centro di diffusione dell’eresia ariana fino alla conquista da parte bizantina sotto Giustiniano (536) cui si dimostrarono fedeli durante un seguente assedio da parte dei Goti. In questo periodo l’arcivescovo di Salona era parificato per importanza a quello di Roma, Ravenna e Milano. Comunque per la città era iniziato un periodo di lenta agonia che termina nel 639 quando gli Avari, dopo vari attacchi, conquistano la città e la rasero al suolo. Una testimonianza indiretta della caduta è costituita da due incisioni su edifici pubblici che riportano una la frase “Sy, Kirie, ora” (Guarda tu o Signore) e la seconda “Deus noster propitius esto Repubblicae Romanae” ovvero invocante l’Eterno a salvare lo stato romano. L’ultima testimonianza di frequentazione a Salona viene dalla data 612 riportata su un sarcofago. Una debole rinascita si ebbe nel IX secolo ad opera di prelati, genti di discendenza latina e di origine croata. Appena scesi dal parcheggio si giunge nell’area della Basilica di Manastirne, sorta nell’area di un cimitero pagano e della Villa degli Ulpii. Dal V secolo divenne la basilica cimiteriale cristiana e vi furono deposti i resti dei sei martiri della città. L'ingresso della Basilica Sarcofaghi dalla necropoli pagana1 punto
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la mia "affezionata" non è una ma sono tante, e rappresentano il contenuto di un cassetto di un vecchio banco di negozio, appartenente ai miei nonni, che le conteneva... servì ad incontrare (solo per un paio d'annetti) da adolescente il mondo della numismatica ... ora con molti più annetti sulle spalle mi sono riavvicinato a questo mondo, seguendo un'altra tipologia... tuttavia da un certo punto di vista mi sento più affezionato a queste monetine che tuttora conservo... :D1 punto
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Tutte le monete in rame della Repubblica Napoletana senza sigle sono indiscutibilmente dei falsi d'epoca. Questo posso garantirtelo. Appena Angel avrà la possibilità di postare immagini più dettagliate potremo verificare con certezza. In passato mi sono capitati anche falsi d'epoca con sigle inventate e non corrispondenti ad alcun ufficiale di zecca.1 punto
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Riprendo questa discussione in quanto ho avuto la possibilita' di inserire in collezione un altro esemplare di questa moneta. Ora mi tocca dare piena ragione ad Eligio (Luca) in quanto non si tratta di una contraffazione, ma di un vero soldo coniato in una zecca sabauda sotto Carlo Emanule I. Probabilmente in un periodo di crisi o di carenza di "materia prima" si e' presa la decisione di ribattere un certo numero di contraffazioni di parpaiole di Castiglione come soldi... Non sono a conoscenza di ordini di battitura che parlino di questo particolare caso, interessante pero' e' il fatto che sia stato preparato probabilmente un conio apposito per questa battitura... Ho cercato di studiare le impronte, particolarmente confuse causa le notevoli tracce della moneta precedente, degli esemplari che mi e' capitato di vedere ed ho riscontrato che nonostante sia stato preparato un conio simile ad il soldo di I tipo, l'impronta e' diversa, fattura piu' rozza sia dello scudo che delle lettere delle legende e mancanza della data e del segno di zecca, potrebbe trattarsi di una coniazione sucessiva al I tipo, e probabilmente anche del secondo... La lega scadente ed il peso scarso (questo esemplare in buona conservazione pesa gr. 1,18) Mi fa supporre che non sarebbe stato accettato in un periodo in cui i soldi del I e II tipo circolavano normalmente, ma magari in un periodo successivo in cui la svalutazione aveva portato gia' allo svilimento di questa tipologia. E' comunque certo oramai che il soldo del III tipo di Carlo Emanuele I http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CE1/25 sia questa tipologia di moneta, ben meno rara del R10 dichiarato nei "sacri testi" ma comunque non certamente comune. Sarebbe molto interessante trovare il documento in cui viene ordinata la battitura di queste monete, piu' che altro per capire in quale momento storico si sia effettuata, ma bisognerebbe fare una vera ricerca! Sono interessato a sentire altri pareri, anche perche' queste particolarita' le ritengo interessanti e importanti dal punto di vista numismatico, poi se qualcuno ha altri esemplari vorrei poterli visionare per fare un vero e proprio "collage" ed arrivare all'impronta completa del conio e delle legende. Discussione aperta a tutti i pareri e a tutte le opinioni.1 punto
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Stemma originario Spaur e stemma del vescovo Christoph Andreas von Spaur Il confronto tra queste due armi non può che richiamarmi alla memoria le parole del Prof. Luigi Borgia, carissima e “chiarissima“ persona, nonché uno tra i massimi esperti in materia: ” […] crediamo che possa essere risultato chiaro al lettore che, alla domanda che si sente rivolgere più spesso, “Qual “è” lo stemma del personaggio tale?”, un araldista non possa dare nessuna risposta se prima il richiedente non gli abbia dato, a sua volta, una precisa serie di delucidazioni:” “a quale diramazione della famiglia è appartenuto il personaggio in argomento”; “a quale momento della storia della diramazione; “a quale momento della storia del personaggio stesso”. Vi saranno certamente episodi più clamorosi di quello che sottopongo qui, ma esso mi pare altrettanto chiaro: Che fine ha fatto l’arma originaria Spaur nello stemma cinquecentesco del vescovo Christoph Andreas? Essa non è che la (se non ho fatto male i calcoli…) quattordicesima parte dell’arma del prelato, ripetuta due volte e in piccolo (e per giunta "rivolta) nello scudetto ”sul tutto“. E altre armi diverse si sono succedute nella storia di quella famiglia e attualmente ne vige un’altra. Quindi come sarebbe possibile chiedersi: qual è l’arma Spaur se non si aggiungesse il termine “originaria“ alla domanda, o se non si precisassero epoca esatta e personaggio esatto?1 punto
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Taglio: 1 centesimo Nazione: italia Anno: 2003 Tiratura: 9.367.000 Condizioni: BB Regione: puglia1 punto
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Taglio: 10 centesimi Nazione: italia Anno: 2004 Tiratura: 4.925.000 Condizioni: BB Regione: puglia1 punto
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Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è puramente casuale ... PS: Lo so, lo so, ...sono un po' datato....1 punto
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Allora, signori miei ....io sto lavorando in ufficio....una giornata come quella di ieri non posso permetterla, mi dispiace, anche io colleziono in MB a volte meno, ma da medievalista lo faccio solo per studio non per la rivendita futura, però io proporrei se vi interessano le conservazioni, aprite una discussione apposita in piazzetta o parlatevi in MP, qui voglio solo interventi tipo quello di expo e dizzeta propositivi sulla moneta, fonte della discussione, non sono un moderatore, ma se continuate chiuderò la discussione....non l'ho mai fatto ma una prima volta c'è sempre in tutto....regolatevi sia per questa discussione che per altre....le polemiche, sulle proprie monete, sulle conservazioni tra utenti non mi interessano e non ci interessano, spero di essere stato chiaro....anche perché per un po' non potrò connettermi....1 punto
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