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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/01/14 in Risposte

  1. Si propio così il 24 gennaio 2015 saranno trascorsi 10 anni, dalla perquisizione con relativo sequestro delle monete. Il 29 ottobre scorso, dopo 8 anni da indagato e 2 da imputato, finalmente si è concluso il processo con l'assoluzione perchè il fatto non costituisce reato, con relativa restituzione di quanrto in sequestro. Dovrei essere contento, ma non lo sono, sono stato privato per 10 anni dalla mia serenità, delle mie monete, e da 5 mila euro di spese legali. Lascio perdere il tempo perso da CC. Magistrati con relativi costi che noi contribuenti sosteniano e che potrebbero essere destinati a ben più nobili esigenze nello specifico settore dei beni culturali. P.S. Appena avro in mano copia della sentenza la posterò.
    11 punti
  2. salve a tutti, avete già detto tanto, sottolineando giustamente gli aspetti commerciali che portarono alla fondazione ed allo sviluppo di Livorno. Provo ad aggiungere qualcosa e ci provo partendo da quello che diceva dabbene: Ecco, simbologia e messaggi. Se il tollero con il porto è l'immagine della vocazione commerciale di Livorno, quello con la fortezza rappresenta bene l'altra esigenza che portò alla fondazione della nuova città, ossia la necessità di difesa delle coste dello Stato mediceo. Livorno infatti viene concepita come la chiave di volta di un sistema militare molto più ampio, costituito da decine di torri e da ottantuno località litoranee fortificate. La funzione portuale e quella militare sono connesse, il porto mediceo è la principale base operativa delle galere dell'Ordine di Santo Stefano. La città viene dotata dunque di fortezze, bastioni, torri e all'interno del perimetro urbano viene costruito anche il "Bagno dei forzati" destinato ad ospitare gli schiavi condotti a Livorno come bottino di guerra...(Samuel Fettah in AAVV Firenze e la Toscana) La principale esigenza militare era dunque difendersi dalla incursioni dei pirati turchi, e questo era il compito affidato ai cavalieri di Santo Stefano. L'Ordine, religioso e militare al tempo stesso, era stato fondato da Cosimo I (confermato dal papa nel 1562) e alloggiato nello splendido palazzo della piazza dei Cavalieri di Pisa, appositamente risistemata dal Vasari (@@tommydedo vatti a fida' dell'amici, t'aspettavi di legge' di Livorno e io ti ragiono di Pisa). Il riarmo navale sotto la guida dei cavalieri porterà anche ad azioni militari contro i porti algerini che ospitavano i pirati barbareschi. Importante la presa di Bona del 1607, e qui come non ricordare i Quattro Mori che sono forse l'unico gruppo scultoreo dove i comprimari rubano la scena al protagonista Ferdinando, che sta lì tronfio per aver liberato le coste toscane dai pirati. Quindi nella seconda metà del '500 i Medici fortificano le coste del loro stato, creano un'ordine militare-religioso per combattere per mare e si dotano di una rispettabile forza navale. Ma il '500 è anche il secolo in cui avvengono due grandi battaglie navali: Lepanto e la spedizione dell'Armada spagnola. In entrambe queste occasioni erano presenti navi toscane anche se, a dire il vero, un po' controvoglia. Comunque le memorie dei contemporanei ci possono dare un'idea della consistenza della flotta stanziata a Livorno, che se quantitativamente era piccola (ma non piccolissima), qualitativamente sembra essere stata di tutto rispetto. A Lepanto (1571) la flotta toscana partecipò al completo o quasi aggregandosi alla squadra del papa. Cosimo I probabilmente non era poi così felice ma a Pio V, che gli aveva dato il titolo di granduca nel 1569, non si poteva proprio dire di no. Le navi che parteciparono alla battaglia erano 12, tra i capitani ci sono anche i nomi di nobili fiorentini, tra gli altri un Medici e uno Strozzi, quanto ne capissero di mare poi.... i documenti non lo riportano. La squadra toscana, formata solo di galere di grandi dimensioni, impressionò i contemporanei, le navi furono giudicate "buonissime" o "assai buone" e si comportarono bene contro i turchi. (A. Barbero, Lepanto la battaglia dei tre imperi). Quest'altra storia che vi riporto è probabilmente meno conosciuta, ma conferma i giudizi positivi sulle navi del Granduca. Nel 1586 Francesco I si era accordato con Filippo II di Spagna per partecipare al commercio delle spezie che affluivano a Lisbona dalle indie. Nelle intenzioni del Granduca Livorno avrebbe dovuto diventare il centro di smistamento per il Mediterraneo della preziosa merce. Aveva così inviato la sua nave migliore, il galeone San Francesco, a Lisbona per ritirare il primo carico. Sennonché appena arrivata la nave fu immediatamente ispezionata dal marchese di Santa Cruz, incaricato di allestire la flotta che avrebbe dovuto invadere l'Inghilterra, il quale la trovò "migliore di tutte quelle al suo comando". Temendo che la nave potesse essere requisita il capitano Bartoli cercò di andarsene alla chetichella ma venne prontamente fermato e costretto ad aggregarsi ad una squadra spagnola che stava uscendo dal porto per dare la caccia ai corsari inglesi. Al ritorno Bartoli scrisse a Francesco I con amaro orgoglio che il San Francesco era l'unica nave nella squadra spagnola "che non imbarcava acqua e non aveva avuto avarie" nella missione appena conclusa, e questo rendeva assai improbabile che lo lasciassero ritornare... Il San Francesco, ribattezzato Florencia dagli spagnoli, alla fine fu requisito e costretto ad aggregarsi alla Invincibile Armada, partecipando così alla disastrosa spedizione del 1588. (A. Martelli, la disfatta dell'Invincibile Armada) Ho messo autore e titolo da cui ho preso le notizie, se a qualcuno può interessare l'argomento e vuole approfondire. Adesso, visto che ormai ho la cittadinanza onoraria, vi saluto con un'esclamazione... boia dé che curtura 'he ci s'ha tra tutti.
    7 punti
  3. Secondo voi una moneta comune di questa conservazione diventa mooolto rara?
    6 punti
  4. Volevo approfittare della discussione riesumata da @@picchio per augurare al caro amico Fabio Gigante una pronta guarigione a seguito di un intervento chirurgico molto delicato di tre settimane fa. Massima vicinanza e solidarietà da parte mia e di tutti coloro che in questi anni hanno avuto in lui grande fiducia e stima per il lavoro professionale che porta avanti da oltre vent'anni. Forza Fabio! La numismatica è con te!
    3 punti
  5. Ecco l'ultima che è entrata in collezione, che ve ne pare?
    2 punti
  6. Presento un recente acquisto, uno Scudo Au di Carlo V; proviene da un'asta da poco terminata ma era apparso anche in altre aste in precedenza, sembra riscuotendo comunque poco interesse. Mi sono lasciato tentare e l'ho presa, visto che anche questa volta non interessava. Mi direte poi voi se ho fatto bene ... Si tratta di un comune scudo di Carlo V con la R nel 4° quarto, comune, PR 11c; l'ho preso un pò perchè mi mancava come tipologia un pò perchè presenta quella che mi sembra una particolarità non comune nella scritta al D/ (stemma) e cioè l'uso di caratteri molto più piccoli rispetto al resto per la S di CAROLUS e la V che stà per 5°. A voi i commenti :rolleyes:
    2 punti
  7. Ciao Claudio, concordo, ti dirò di più: il forum è un luogo creato appositamente per il confronto e lo scambio di idee e immagini, lo scontro numismatico ci può anche stare (meglio se ci si limita al semplice confronto ovviamente) ed è spesso utile per animare certi argomenti, ma sempre nel limite del decoro, del rispetto e dell'educazione. Questa discussione è il classico esempio di come ci si confronta e si argomentano le idee supportandole con immagini ed esempi validi.
    2 punti
  8. @@francesco77 credo che il Forum sia nato e finalizzato a questo.............o sbaglio?
    2 punti
  9. Ciao @@Silver70 , ti rispondo molto volentieri, se permetti gradirei farti degli esempi pratici: queste piastre provengono dall'asta varesi 42 Civitas Neapolis del novembre 2003, considerando il tuo discorso sui graffi, come le giudicheresti? Ci tengo a sapere una tua gentile risposta così da poterti esporre il mio parere personale. :good:
    2 punti
  10. Dipende da altri fattori, soprattutto stato dei campi e freschezza generale del metallo. Come scrivevo poco sopra, i rilievi in questa monetazione soffrono di difetti congeniti. Ciò significa che stare a puntualizzare l'altezza del rilievo non è la chiave di lettura. Una moneta può essere qFDC ed avere la schiacciatura sui tre gigli, mentre un'altra può essere Spl aver circolato, e presentare i tre gigli nella palla medicea con un rilievo più alto. La chiave di lettura sono altri dettagli: stato dei campi, colore e freschezza del metallo
    2 punti
  11. Non si possono fare paragoni sui rilievi. E' risaputo che la monetazione Borbonica soffre di difetti congeniti da conio, dove è molto molto difficile che tutti i rilievi siano scevri da difetti tecnici (ad es. debolezze, schiacciature, salti di conio e via dicendo...) @ ha fatto un ottimo intervento, ma vedo che è stato preso in scarsa considerazione. I canoni di valutazione delle Borboniche sono differenti dalla monetazione decimale. Se c'è una cosa che vedo accomunare invece molti pareri, è la facilità con cui vengono chiamate in causa le alte conservazioni, molte volte in modo inappropriato
    2 punti
  12. I graffi sono da conio, mentre il dettaglio che potrebbe sembrare usura sui capelli è come un difetto, come è stato giustamente osservato dai bravi @ e @@Rex Neap, che hanno dato i pareri più pertinenti. Potrebbe starci anche il qFdC, il metallo sembra molto fresco, ovviamente, come stato più volte detto e ridetto fino alla nausea, i difetti di conio non influiscono sulla conservazione ma sul prezzo (o valore della moneta). Anche l'accentuata decentratura, cui nessuno ha fatto riferimento, è uno dei consueti e ricorrenti difetti di conio. Se non c'era, ovviamente valeva di più, ma ciò non significa che ora per la decentratura, ed il bordo debole, le togliamo mezzo punto di conservazione
    2 punti
  13. Altro consiglio... allontanati il più possibile dalla moneta quando scatti, contrariamente a quanto si può pensare le foto macro si scattano stando il più lontano possibile dall'oggetto (ovviamente garantendo un rapporto di riproduzione 1:1), questo al fine di rendere uniforme l'illuminazione Come sfondo ti consiglio di costruirti una scatoletta di compensato (alta una decina di centrimetri) con vetro trasparente sopra (vetro da finestre, niente di speciale) Sotto alla scatoletta metterai un foglio bianco Questo consente di avere un fondo sfumato (perchè fuori fuoco rispetto alla moneta) e potrai scontornarlo facilmente con un programma di fotorittocco Questo è il mio sistema (costruito in casa, i neon sono ad altra frequenza per evitare l'effetto flickering). Spesa circa 100€ e qualche ora di bricolage Per lo stativo a colonna sono poi passato a uno stabilissimo Kaiser con due luci alogene, preso su ebay.de usato per una frazione del suo valore Sistema originale, con la mia prima macchinetta, una panasonic Sistema attuale Questo un risultato (volutamente 1600*1600pixel), scattato con una 6D e lente da 100mm macro... si percepiscono anche le rugosità della lingua dell'acquila
    2 punti
  14. Secondo me è anche più di SPL..."l'usura" che c'è tra i capelli mi sembra più una debolezza dovuta ai graffi di conio al rovescio, i quali si trovano proprio in corrispondenza di quella parte più debole del dritto...basta guardare la corona per accorgersi che l'usura è praticamente assente... @@claudioc47 confermi? Gaetano
    2 punti
  15. Volevo fare una proposta, un po' per un principio di sana alternanza e per dare poi un giusto riconoscimento a chi si è offerto, ha anche preso un onere e un impegno, cioè Tinianumismatica, di comprare, distribuire, vendere il nuovo prodotto cartaceo di Lamoneta, cioè il Quaderno 1, di fare questa volta il meeting - point lamonetiano per saluti e poi per il raduno per il pranzo davanti al loro banco, mi sembra un gesto di giusta riconoscenza da parte nostra e del forum tutto e poi una buona opportunità per il forum di vendere qualche quaderno in più, come si dice stazionare lì per un po' vederseli lì a quel prezzo....credo che possa invogliare, tra l'altro hanno avuto buoni apprezzamenti anche al di fuori del forum da quello che ho avuto modo di sentire.... Magari col grande R -R si potrebbe fare un meeting-point per il primo pomeriggio per chi arriva dopo ....con un buon digestivo col mirto, è una proposta ovviamente, che ne pensate ? Mario
    2 punti
  16. Coi polpastrelli ho presa... coi guanti mica tanto :) Sono per il contatto diretto :) Peraltro la moneta viene da una vendita NAC (30 se non ricordo male) in cui tutte le monete erano 'libere' di respirare e potevano essere liberamente osservate . E' stata l'unica volta che ho avuto il piacere di toccare un 5l 1901 (su cui peraltro feci un pensierino)
    2 punti
  17. Bellissimi pezzi Veridio, complimenti! Mi piacciono molto anche a me gli orologi antichi, specialmente quelli da taschino che letteralmente mi fanno impazzire. Sulle medaglie hai ragione, sono molto spesso più belle e curate delle monete, ma hanno a mio parere un difetto: non hanno circolato, non hanno visto la gente e la gente non le ha viste. Per questo a me piacciono anche le monete consumate o appiccagnolate, sono l'espressione di ciò che la gente comune faceva e comprava con quei dischetti di metallo. E per fortuna questa caratteristiche è propria dei pezzi in medio/bassa conservazione, che grazie al signore non sono appannaggio di "persone molto abbienti", ma sono alla portata anche di noi semplici uomini di popolo. Concludo dicendoti che questa piastra l'ho comprata con i fondi ricavati dalla vendita di parte della mia collezione del Regno. Tutti pezzi comuni, in conservazioni tutto sommato non eccezionali, che però hanno trovato per l'80% un acquirente in 2 settimane ad un prezzo onesto ed equo. Se le avessi proposte a qualche commerciante mi avrebbe riso in faccia, mentre con i giusti canali sono riuscito a ricapitalizzare ciò che avevo speso.. e a soddisfare un piccolo desiderio che altrimenti difficilmente avrei realizzato. Ti ringrazio per il confronto, piacevole e costruttivo.. pur avendo un pensiero diametralmente opposto al tuo apprezzo le argomentazioni che hai portato ed il tuo modo pacato e ragionato di esporre le idee (cosa non sempre scontata al giorno d'oggi, quando molto spesso le persone si credono invincibili barricate dietro una tastiera...) Un saluto cordiale, Marco
    2 punti
  18. Che le monete coniate per Livorno ritornino spesso in questa sezione direi che è abbastanza normale, come sappiamo sono tra le più belle in assoluto della nostra monetazione, per iconografia, per fascino, per simbologie. Giusto per ricordare parliamo dei tolleri col porto, con la fortezza, dei mezzi tolleri con la galera che naviga, della mitica pezza della rosa.....il desiderio di molti collezionisti e studiosi che va oltre ogni identità, sono monete che tutti vorrebbero avere. Abbiamo anche accennato di libri che riguardano Livorno in questo periodo, quello della Balbi de Caro, quello del Cipolla a cui mi riferirò ora " Il burocrate e il marinaio ". Una doverosa premessa, credo che molti possano parlare e scrivere di Livorno, chi la studia, chi la conosce, chi ci vive o è nato, molti potrebbero dare un apporto personale di conoscenze....io qui dirò qualcosa, ma molto si potrà dire ancora. Storia e monete dice il titolo, è poi sempre così, un legame indissolubile tra le due, la storia spiega le monete, le monete aiutano a comprendere meglio la storia, quindi cercando di ripercorrere la storia di una città avremo sicuramente più chiaro il perchè una certa moneta fu fatta così.... Cipolla dedica un capitolo sul quale mi soffermo ora dal titolo " Un nuovo porto e una nuova città ", cercherò di riportare qualche aspetto che può essere interessante per capire meglio la Livorno di quegli anni. Livorno era un misero villaggio dal 1407 al 1421, era sotto il dominio di Genova, contava all'epoca meno di un migliaio di abitanti. Ma è Firenze che aspirava a quell'ambito, voleva aprirsi lo sbocco sul mare, ma la conquista di Pisa nel 1406 non bastò, Porto Pisano si insabbiava e divenne presto inagibile. Livorno diventava quindi l'obiettivo, anche se non fu semplice raggiungerlo, Carlo V Imperatore impose a Cosimo dè Medici la consegna delle fortezze di Pisa come pegno. Ma Cosimo non si diede per vinto e nel 1543 ottenne la restituzione delle fortezze dopo un pagamento di 150.000 scudi. Rientrati nel possesso di Livorno i Medici si diedero subito da fare, potenziarono lo scalo, venne fatta una nuova dogana, costruito l'arsenale, un canale che collegava Livorno a Pisa, e tramite l'Arno, a Firenze. Seguirono due nuovi moli, la costruzione del nuovo porto più grande e capace, poi venne dato l'incarico all'Architetto Granducale Bernardo Buontalenti per la nuova fortificazione. Nel 1590 in soli cinque mesi fu edificata la nuova fortezza e preparata una darsena di alto fondo per i grandi velieri. Il decreto del 1565 fu l'inizio di una serie di provvedimenti che portavano Livorno a diventare una specie di porto franco. Oltre al porto fu costruita una nuova città con una grande piazza d'armi rettangolare e con strade ad angolo retto. Nascevano quelle che poi vennero raffigurate anche sulle monete come simbolo ed emblema della città, il nuovo porto, la fortezza, la galera, ma Livorno non fu solo quello, fu la città ovviamente di navi e mercanti e la sua posizione ovviamente attirava, attirava, ma magari di questo ne parlerò in un successivo post.... Certamente il contesto, la storia fa capire la relazione che ci fu giustamente poi con le monete coniate per questa città, storia e monete, monete e storia.... P.S. Mi auguro qualche ulteriore intervento sul tema, io cercherò più avanti di fare la mia parte, perchè altro ovviamente ci potrà stare e magari anche un riporto qui di qualche moneta, anche se già vista, non potrà che rendere più gradevole e interessante la discussione....
    1 punto
  19. La medaglia in piombo di forma trapezoidale (105 g; 57,5 x 46,2 x 34,2 mm; spessore 4,7 mm) è stata emessa in occasione della Marcia dell’amicizia di Crema del 1977, corsa podistica organizzata da ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie di Fanciulli e Adulti Subnormali) e GTA (Gruppo tutela ambiente). L’ANFFAS Crema è nata nel 1971 con l'obiettivo di tutelare le persone in situazione di disabilità, offrendo assistenza per le pratiche istituzionali. Nel tempo ha cercato di organizzare le famiglie, raccogliendole e sostenendole nel difficile compito di affrontare problematiche le più disparate e complesse. apollonia
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  20. Se ti può consolare io per trovare la mia prima estone ci ho messo 3 anni e 8 mesi, mentre con le lettoni sono ancora a zero.
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  21. Ciao Mario @@dabbene , ti ringrazio per il tuo ottimo intervento, il confronto tra le varie zecche è importante anche per capire dove furono gli artisti incisori più ruffiani. :rofl: Le monete napoletane dell'epoca di Carlo II di Spagna sono tecnologicamente più avanzate rispetto a quelle milanesi per via della fermezza dimostrata dal vicerè il marchese del Carpio Gaspar de Haro appena dimesso da Roma (ecco perchè il collegamento delle monete napoletane don gli Hamerani) ma in quelle milanesi re Carlo è raffigurato in maniera più reale, le cronache dell'epoca ci narrano di un trentenne sovrano con viso deforme, quindi a Napoli hanno voluto arruffianarsi ed accaparrarsi la benevolenza di Madrid con un'effigie molto delicata. C'è anche da dire che a Napoli si risolse in questo periodo la piaga della tosatura e per questo rimando tutti alla lettura di questa discussione importantissima http://www.lamoneta.it/topic/128972-le-prime-monete-al-torchio/ Riusciresti gentilmente, se possibile, a farmi avere un super ingrandimento delle decorazioni sul petto del re? Io penso che un punto a vantaggio delle raffigurazioni dei sovrani venga dalla precisione con cui si raffiguravano collari degli ordini cavallereschi. Caro Mario, sull'argomento degli ordini cavallereschi attraverso la numismatica si potrebbe aprire una discussione a tema in piazzetta o nella tua sezione. Lo sapevi che alcuni storici che curano le biografie dei sovrani spesso non verificano sulle monete le decorazioni o corone dei re/imperatori/duchi? Se vai su Wikipedia o sugli almanacchi dei vari regni scoprirai alcune incongruenze correggibili solo grazie alle monete.
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  22. MB, calcolando un quarto di punto a graffio :D
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  23. Ciao Pietro, in effetti la piastra 1858 che hai postato si presenta senza difetti e questo è un punto a vantaggio della moneta, ciò non toglie che la moneta sia FDC assoluto, quest'ultimo nonostante abbia i rilievi più nitidi della piastra di Claudioc47 si presenta con i fondi e l'aspetto generale più sciupato e spento rispetto a quello di Claudio. Tanto per intenderci, la piastra di Claudio è di notevole freschezza ma qualche leggero rilievo può sembrare usurato a causa dei leggeri graffietti al lato opposto, non dimentichiamo poi che questi conii hanno lavorato parecchio e spesso l'usura degli stessi faceva sì che le monete coniate si presentassero con una certa stanchezza di conio e piccole debolezze marginali (questo anche per la polvere di metallo che si accumulava nei caratteri punzonati nel conio).
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  24. Scusami @@claudioc47 non riesco a vederli, ma ci sono i pallini nello stemma del Portogallo ?
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  25. ecco cosa ho trovato stamattina ALBANIA 1 lek 1927 UNGHERIA 5 fiorini 1983 FAO COLOMBIA 10 pesos 1981 AUSTRIA 20 scellini 1982 JOSEPH HAYDN FRANCIA 2 franchi 1993 JEAN MOULIN SVEZIA 1 corona 1964 FRANCIA 10 franchi 1985 VICTOR HUGO SPAGNA 50 ptas 1990 EXPO 92 SPAGNA 100 ptas 1999 ANNO INTERNAZIONALE DELLEPERSONE ANZIANE PALESTINA 2 mils 1941 vorrei sapere i vostri pareri e qualche informazione sul valore del lek albanese, della corona svedese e dei mils della palestina grazie anticipatamente ;)
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  26. 1 punto
  27. Francè...qui, se non sbaglio, non parliamo del valore, ma se uno deve comprare un libro sul quale deve informarsi a riguardo.....in quel caso io sceglierei la novità........se ho capito male allora chiedo scusa.
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  28. Danieloni ha coprato una famosa collezione provenienza da Canicattì. Blaise
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  29. Innanzitutto i miei complimenti a Giuseppe. Anche se fa il modesto immagino che la gioia di una nuova e bella moenta in collezione sia sempre grande. Riprendendo l'ipotesi della parte finale del post di Francesco, a proposito dell'uso di Vtriusque Sicilie sulla monetazione di Carlo V, aggiungo una immagine tratta dal Paruta (1612). Difficile averne prova, ma visto l'uso corrente potrebbe in effetti essere che anche l'incisore abbia pensato a questo significato. Sauti A
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  30. Mi permetto di esprimere anche la mia opinione, sulla diatriba cordiale tra @@Veridio e @@slapdash84. A mio avviso sono semplicemente due tipi diversi di collezionare ed intendere il collezionismo, sia l'uno che l'altro legittimi e condivisibili. Il primo più ragionato, proteso verso il bello, la perfezione e quindi verso il lato economico del ritorno dell'investimento e il secondo più d'impeto, come si dice di "pancia", soddisfatto nell'aver realizzato un desiderio , come mi pare di capire , a lungo cullato, senza guardare troppo ai particolari, al foro riparato o alla nitidezza dei rilievi. Personalmente sono più vicino a slapdash, anche se ammiro molto veridio. Buona giornata a tutti.
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  31. Altri scans dopo una leggera pulizia e meno di contrasto:
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  32. L'autentica è così @@rickkk Doc, era NAC 35 lotto 549
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  33. Io quei soldi li ho spesi per la mia copia, anche di più, e sinceramente lo rifarei. Solo chi non ha mai avuto per le mani questo libro può non desiderarlo. Vecchie o nuove edizioni, non parliamo mica di figurine che si aggiornano di anno in anno, i libri si dimostrano sempre il miglior investimento che un collezionista possa compiere nella sua carriera. Non solo perché gli aprono la mente e gli forniscono quella conoscenza che prima non aveva, ma soprattutto perché sono spunti per andare avanti, per costruire piuttosto che demolire. Per andare oltre...
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  34. la seconda dovrebbe essere un quarto di Cocconato, la prima non ho bibliografia "salus mundi" il motto Piacenza ? ma dovrebbe essere di Correggio quartino o quattrino conti di Correggio :hi:vado a memoria perchè ne ho viste una sicuramente a Pier e l'altra non ricordo dove forse ne avevo una bruttisima che non era savoia
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  35. Io quei soldi non li spenderei, visto l'annuncio dell'uscita della versione aggiornata ..... :nea:
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  36. Aspetta....................... devono ancora arrivare le mie................ :rofl:
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  37. Ho atteso un po' a rispondere all'invito, ma poi capirete il perché .... :blum:, Carlo II, Milano, le sue monete....e in particolare l'iconografia di Carlo II sulle monete milanesi....da raffrontare con le altre monetazioni. Incominciamo col dire che Carlo II morì giovane, a 39 anni, fu sempre cagionevole, non un adone, dal carattere debole, dopo il periodo di reggenza con Maria Anna d'Austria a 14 anni raggiunge la maggiore età, il potere effettivo era però poi in mano ad altri. A Milano le sue monete sono le prestigiose e rarissime doppie in oro, il filippo o carlo coi suoi sottomultipli e poi come spicciola i quattrini che sono senza data. Il riferimento è il filippo comunque, moneta che diventa sempre meno curata rispetto alle monete artistiche e curate di Carlo V, moneta battuta a martello, con tratti nei busti direi approssimati, ma comunque monete che tenute poi in mano emanano un grande fascino. E' un tipo che si è immobilizzato quello del filippo, busto al diritto e stemma al rovescio, monete molto coniate, considerate comuni, con innumerevoli varianti di ritratto per i conii ma probabilmente anche perché gli incisori modificavano nel tempo il ritratto del re. Possiamo distinguere due grosse tipologie per il filippo quello con data del 1676 con busto giovanile e quello del 1694 col busto adulto, adulto poi per modo di dire perché Carlo in quell'anno aveva 33 anni. Da notare che nonostante le date siano solo due la moneta fu coniata in modo copioso in tutti gli altri anni mantenendo però sempre queste due date. Confrontando le due iconografie dei ritratti delle due tipologie le differenze sono ovviamente enormi, nella prima le sembianze giovanili, la lunga capigliatura, i tratti ancora delicati salvano l'immagine del giovane re, che con la seconda rappresentazione diventano impietose coi tratti vicini alla reale sua fisicità. E allora non si può non notare il lungo nasone, il mento sporgente, in alcuni conii tutto questo viene ancor più accentuato rendendo sempre più evidenti i difetti. A seguire i due filippi qui illustrati, il filippo del 1676 e poi quello del 1694 poi un giusto confronto ....e un giusto tributo alla monetazione di Carlo II di Napoli....
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  38. Domanda. Perché capsula e non oblò?
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  39. @@balkan @@Legio II Italica Tempo trovai questa bellissma raccolta relativa ad Alessandro Severo: http://www.dirtyoldbooks.com/CC/CCsev.pdf
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  40. Tranquilli..il nostro Cavaliere Solitario segue la vicenda passo passo...anche per capire se vi sono per caso..interferenze.... :crazy:
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  41. Pezza della Rosa di Cosimo III 1684, dopo l'unica data di Ferdinando II della serie di questa moneta vengono perfezionate e battute sotto questo nuovo Granduca, la prima data è il 1670 sino al 1718 con questo Granduca che rimarrà conosciuto da tutti per i suoi 50 anni di Governo. Sicuramente moneta che racchiudeva il messaggio del Granduca e delle sue leggi la scritta al rovescio: GRATIA OBVIA VLTIO QVAESITA LIBURNI va interpretata come un ammonimento del Granduca che concedeva la grazia a molti condannati e dava molta libertà a Livorno con le sue leggi, ma come una bella pianta di rose, che mostrava la sua bellezza, allo stesso tempo aveva e presentava le spine e sarebbe stata o stato in in grado di pungere o togliere la libertà concessa.
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  42. Giusto un infarinatura...per saperne di piu' o per rinfrescarsi la memoria a chi gia sa .....giusto per ricordare che livorno è nata molto prima !!!! .... ma molto prima....ho scritti del 900 dopo cristo ...ovviamente...che riportano paesotti che hanno dato il nome a quartieri ora esistenti . Il Mastio di Matilde Mastio di Matilde Con l'avvento delle invasioni barbariche il villaggio di Labrone non segue più le sorti di Pisa. Nel 1100 è governato da Matilde di Canossa che ordina la costruzione di una torre di forma rotonda detta poi Mastio di Matilde, all'imboccatura della cala, per difenderla dalle incursioni dei Saraceni. Quadratura dei pisani Allorché le città italiane si ribellarono all'imperatore tedesco, Pisa divenne una florida repubblica marinara e la sua potenza fu accresciuta dal possesso del castello di Livorno donatogli da Matilde di Canossa nel 1103. I pisani, nel 1143, per aumentare il potenziale difensivo del porto, costruirono la Quadratura dei pisani, cittadella quadrata situata sul lato nord della cala, che incorporò il Mastio di Matilde. Torre del fanale Nel 1284 i pisani persero la battaglia della Meloria ad opera dei genovesi che distrussero le torri pisane. Il loro porto, inoltre, cominciava ad interrarsi a causa delle sabbie del fiume Arno. Per queste ragioni, costruirono, nel 1304, ad ovest del villaggio, su una scogliera, la Torre del Fanale, altissima, imponente, costituita da due torri sovrapposte, con un diametro di circa 12 metri e alta oltre 50 metri sul livello del mare. Fanale dei Pisani in stampa antica Una ricostruzione degli antichi arsenali della Repubblica Pisana In questa antica stampa si vedono le antiche strutture di Porto Pisano, le sue maestose Torri e le Mura che racchiudevano anche il Castello di Ligorno, probabilmente già diventato Città di Livorno sotto il volere dei granduchi di Firenze Prima cinta muraria Ultima opera monumentale della decadente repubblica pisana a favore di Livorno fu la costruzione di robustissime mura che cinsero il Castello (1392). Esse partivano dalla Quadratura dei Pisani , giungevano alla Porta a terra, da questa, a semicerchi, si congiungevano alla Rocca Vecchia, da dove partivano altri due tronconi che cingevano la cala naturale. Le succitate mura, lunghe circa 2200 braccia (Km 1320) furono costruite con pietre quadrate di tufo e senza terrapieno, e munite negli angoli di torri simili a quelle che accompagnavano le mura pisane. Il porticciolo dei genovesi Decaduta la potenza pisana, nel XV° secolo il Castello passò attraverso varie dominazioni, una delle quali fu quella dei genovesi. Essi costruirono il cosiddetto porticciolo dei genovesi a forma di ampio canale, a levante della Quadratura dei pisani, terminante verso la Porta a Terra. Si allargava in una darsena che, pur servendo per barche di piccolo pescaggio, contribuì ad incrementare i traffici, al punto che poco distante fu costruita una dogana. La Torre del Marzocco in un dipinto La Torre del Marzocco Il primo luglio 1421 i fiorentini acquistarono Livorno per diecimila fiorini d'oro dai genovesi e presero i primi provvedimenti, senza però tener conto della situazione sanitaria del Castello, che era precaria, in quanto esso si trovava al margine di una zona paludosa sopra un lido sul quale si ammassavano spesso strati di alghe putrefatte. È di questa epoca un importante piano di lavori portuali, solo parzialmente condotto a temine, che costituisce l'ultimo tentativo di rimettere in efficienza l'approdo del porto pisano. Di questo piano faceva parte la Torre del Marzocco, mirabile opera di architettura militare, forse su disegno di Lorenzo Ghiberti. Di marmo bianco, in forma ottagonale, con le pareti rivolte ai venti principali, si erge con un'altezza di 29 braccia dal pelo dell'acqua. Sotto i ponti erano scolpite le quattro armi di Firenze e nelle facce ottagonali i nomi degli otto venti principali. La Fortezza Vecchia Dopo la lunga guerra fra pisani e fiorentini, che terminò nel 1509, si ebbe la restaurazione della dinastia dei Medici a Firenze nel 1512 per volere degli spagnoli. Il cardinale Giulio dei Medici, uomo versatissimo nell'arte militare, comprese la necessità di trasformare Livorno in una vera e propria piazzaforte e a tal fine incaricò l'architetto Antonio da San Gallo. Il progetto prevedeva la costruzione di una Fortezza, detta poi Vecchia, capace di contenere 5000 soldati, fornita di bastioni e circondata dal mare, da erigersi nel punto militarmente più debole e più pericoloso del Castello, vale a dire all'ingresso del suo porto. La Fortezza Vecchia Questa costruzione, armoniosa di linee, potente di difesa, è una delle più belle progettata dall'architetto che fece delle sue fortezze capolavori di architettura del rinascimento e, insieme, di arte militare. Così nel 1518 iniziò la sua costruzione, per la quale fu necessario abbattere gli edifici fatti costruire da Lorenzo il Magnifico alla fine del 1400. La fortezza chiude nelle sue mura il Mastio di Matilde, la Quadratura dei Pisani, raccogliendo quindi in sé tutti i monumenti della più vecchia tradizione marinara e guerriera di Livorno. Fu completata nel 1530 dal duca Alessandro dei Medici, dopo un periodo d'interruzione dovuto all'allontanamento dei Medici da Firenze. Il canale dei Navicelli Fino a questo punto la storia del porto di Livorno è prettamente militare e il luogo è considerato una fortezza. Il duca Cosimo I°, succeduto al duca Alessandro, aveva in mente la costruzione di un nuovo porto e di un canale navigabile. Il canale dei Navicelli abbreviava notevolmente il tragitto fra Livorno e Pisa evitando il traffico via mare. La pericolosa e non facile entrata dei navicelli a Bocca d'Arno univa veramente Pisa, sede di case commerciali, col porto di Livorno. Cosimo I°, per dare incremento alla città, promulgò alcuni bandi, in funzione dei quali prometteva l'incolumità a tutti coloro che erano ricercati dalla giustizia, con la condizione di trasferirsi definitivamente a Livorno. I lavori di scavo del canale ebbero inizio nel 1541 e segnarono il principio della funzione economica di Livorno. L'opera, infatti, non era importante dal punto di vista militare ma serviva per l'unione commerciale, non solo di Livorno con Pisa, ma anche con l'entroterra toscano, cosa problematica per quel tempo, dato che non esisteva alcuna strada veramente carrozzabile. Il funzionamento regolare del canale si ebbe, come vedremo, sotto Ferdinando I°. Il progetto prevedeva d'impedire alle maree di penetrare nel canale che doveva mantenersi pieno con l'acqua presa per mezzo di una cateratta dall'Arno a Porta a Mare.
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  43. Taglio: 2€ ommemorativo Paese: Spagna Anno: 2012 Tiratura: 8.000.000 Condizioni: BB/SPL Città: Aereoporto Milano Malpensa Le ultime tre monete Finlandia 2014, Francia 2014 e Spagna 2012 le ho trovate tutte questa sera, forse la fortuna inizia a girare dinuovo :yahoo: :yahoo: :pleasantry: :pleasantry:
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  44. rorey ha tirato in ballo ....l'Inghilterra....è gia, forse non tutti sanno che il buon cosimo...tollerava allegramente la pirateria.... La luga storia della presenza inglese a Livorno inizia simbilicamente il 25 giugno del 1573 con l'arrivo della "RONDINE " del capitano James Scott da Londra a Sauth ampton con campane stoffe piombo e drappi (carisei) pronte per essere scambiate con merci mediterranee orientali come seta spezie etc... In realta' erano viaggiate per il Levante gia dal 1511 ma poi per crisi economiche (....ahime' la storia si ripete) non tornarono prima degli anni '70.....ma i bee gees un c'erano !!! L'arrivo della RONDINE segna l'inizio di una rinnovata presenza degli inglesi nel Mediterraneo e per il futuro sviluppo di Livorno e' fondamentale. Quella nave apre la rotta per altre navi , ed in prospettiva , alla presenza stabile degli inglesi a Livorno. In quell'anno infatti arrivano anche la St,Mary of the Grief e la KIte....e via via fino ad arrivare ad olter cento navi in venti anni.Francesco I , che appezza tutto cio' dice di dare ogni comodo e honestotrattamento alla nazione inglese, che cominci a frequentare questo nostro porto con grande utile.Nel l nuovo rapporto tra Inghilterra e Mediterraneo il monopolio per il commercio con l'impero Ottomano,che Elisabetta I concede alla Levant Company (1581) e la revoca di quello gia concesso ad un mercante lucchese, per importare merci veneziane in Inghilterra ,danno l'idea di come l'inghilterra fosse pronta ad impadronirsi dei commerci nel mediterraneo. Dalla fine del '500 gli Inglesi trovano anche agevolazioni fiscali, infatti con la livornina del 1591 il Granduca Ferdinando I invita tutti i mercanti di " qualsivoglia nazione...ponentini Levantini Portoghesi Spagnoli, greci tedeschi hebrei e chi più ne ha ne metta !!!...a frequentare per i traffici il porto di Livorno. Nel 1593 con la seconda Livornina, concede ulteriori vantaggi agli stranieri residenti in citta'. Ma e' soprattutto con l'arrivo degli inglesi che si imprime un carattere particolare al porto, dopo che avevano gia provato ad affacciarsi nel '400 nel mediterraneo. Ora avevano una base privilegiata e benvoluta. ....poi c'è la chicca dei corsari...al servizio del granduca.....come il capitano Robert Thornthon che esploro' il rio delle amazzoni per conto del granduca nel 1608.... ma questa e' un altra storia ancora. La presenza inglese e' secondo me proprio fondamentale per la nascita e l'esplosione di Livorno nel Mediterraneo. saluti Erik
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  45. Butto un altro amo non indifferente sulla Livorno di quegli anni, poi spero in tanti altri appassionati di questa monetazione e in @@fofo anche per le monete, anche di aste, non necessariamente sue.... Altro binomio fu Livorno e gli inglesi....dal 1750 in avanti il Mediterraneo diventa l'area di riferimento per navi e mercanti inglesi, poco alla volta diventa la potenza commerciale e marinara più importante dell'area. Gli olandesi si affiancarono più tardi dal 1590 e in modo importante verso la fine del 1500, tramontava così il predominio dei mercanti italiani nei nostri mari, " un ribaltamento di posizioni drammatico " così lo definisce il Cipolla. Cosa era successo ? Gli inglesi e gli olandesi seppero cogliere subito le nuove tecniche e le novità sia negli affari, nei commerci, che nelle tecniche di navigazione, l'Italia rimase imprigionata dal tradizionalismo,non seppe innovare. Il Mediterraneo era considerato un mare pericoloso, assalti, i pirati, navi di varie nazionalità sempre in guerra tra di loro.... Nel 1628 nel porto di Livorno si trovavano già 40 navi, dieci delle quali di una stazza di circa 450 tonnellate, molte di queste erano inglesi. Ma non c'erano solo grandi navi, c'erano anche tanti piccoli velieri, di piccola stazza e di equipagggio ridotto, queste spesse formavano il convoglio e ritornavano poi per essere più sicure insieme in Inghliterra. Nel tollero del porto le raffigurazioni sembrano richiamare questo tipo di vascello estremamente più diffuso e presente. I vascelli inglesi arrivavano con stagno, piombo, pesce salato e pannilana di vario tipo, tornavano in Inghilterra con seta grezza, spezie dell'Oriente, uva passa, malvasia greca, vino campano, olio anche della Puglia. Gli inglesi si appoggiarono essenzialmente al porto di Livorno che divenne un grande centro di raccolta e smistamento merci favorito in questo dalla lungimiranza dei Granduchi di Toscana. Gli inglesi andavano anche in altri porti però Marsiglia faceva parte del Regno di Francia e gli inglesi non amavano i francesi..., a Napoli c'erano gli spagnoli e anche con questi i rapporti non erano entusiasmanti..., Genova era indipendente ma legata alla Spagna.... Livorno diventò così la base permanente dei commerci marittimi inglesi e da Livorno gli inglesi si potevano muovere nel Mediterraneo e nel Medio - Oriente. L'ordine era che la Royal Navy nel Mediterraneo facesse rifornimenti di vettovaglie a Livorno, poi spesso la meta era l'Oriente. Livorno grazie ai commerci diventa una città bella e forte, famoso centro commerciale della Cristianità così viene descritta nel 1630 da Thomas Mun in un suo trattato " England's Treasure by Forraign Trade ", da luogo poco conosciuto diventa strategico e cruciale nello scacchiere del Mediterraneo, è il momento di Livorno come città, come porto, come centro di smistamento commerciale, tutto questo lo ritroveremo poi anche nelle sue monete....monete, storia, vascelli, navi, porto e poi le rotte che fanno sognare......un bel mix indubbiamente....
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  46. Come di consueto saremo a Verona dal Giovedì alla Domenica...con un tavolo ancora più lungo e pieno... :P Scherzi a parte, se ci fate sapere quante copie servono, siamo disposti ad ordinarne tale quantitativo e qualcuna in più per i ritardatari da cedere al prezzo di costo al nostro banco :) Un caro saluto.
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  47. Corretto il titolo, la foto non aiuta molto, prova a postare delle immagini più chiare perpendicolari e di entrambi i lati.
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