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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/10/15 in Risposte

  1. ok lavoro ultimato....mobile riportato a legno, stuccate e sostituite le parti rovinate e via un passaggio di impregnante all'acqua neutro. Cassetti rivestiti di velluto al 100% cotone (na botta de euri notevole) con quadrati ritagliati e appoggiati, un po' più grandi per evitare che le monete tocchino il legno....non credo che verrà più sostituito....
    6 punti
  2. Ciao, tra le zecche medievali del Regno di Napoli, aggiungerei la città di Amatrice. Amatrice, all'epoca aragonese, era una piccola città dell'Abruzzo UIteriore, capoluogo di cantone del distretto di Civitaducale.... Durante il periodo della congiura dei baroni, nell'ambito di un Abruzzo da sempre filo angioino, Amatrice si mantenne fedele al Re Ferdinando I° d'Aragona, il quale, domata tale congiura, premiò Amatrice, con la concessione del privilegio... Dai repertori si legge che: In anno 1486 re Ferrante concede all’università et huomini della città dell’Amatrice ob fidelitatem erga eum observatam la terra di Civita Regale, la quale alias fu di detta città e per esso re era stata concessa alla città dell’Aquila, per rebellione della quale è devoluta ad esso re, e perciò la restituisce alla detta università; etiam concede la terra della Rocca e li casali della Montagna di Rosito, le quali olim furono di detta città dell’Aquila rebelle, come appare in Privil. La coniazione riguardò la battitura di Cavalli, con, al rovescio, la scritta :FIDELIS.AMATRIX ed al Diritto: FERRANDUS REX
    5 punti
  3. Agli inizi del IX secolo inizia la propria attività la zecca di Venezia coniando un denaro di tipo carolingio a nome di Ludovico il Pio (814-840), figlio di Carlo Magno. E questa è una cosa interessante in quanto Venezia formalmente era territorio bizantino, come confermato da accordi tra Carlo Magno e l'imperatore di Bisanzio Michele I Rangabe. Il primo tipo coniato ebbe al dritto la legenda H LVDOVVICVS IMP e al rovescio VENECIAS MONETA in tre righe. Questo primo tipo, ora rarissimo, venne ben presto sostituito dalla tipologia che al rovescio porta la scritta VENECIAS in due righe, qui rappresentata. Arka
    4 punti
  4. Aggiungo un altro tassello "emiliano" alla discussione.... L'attività della zecca di Modena è caratterizzata da due distinti periodi. Il periodo comunale che va dal 1242 al 1598 e il periodo estense, dal 1598 al 1796, anno in cui Ercole III d'Este venne scacciato dai francesi morendo esule a Treviso nel 1803 (gli Austro-Estensi, tornati a Modena nel 1815, non coniarono moneta). Da notare che le monete modenesi emesse prima del 1598, anche a nome dei vari signori estensi (fino ad Alfonso II d'Este), vennero prodotte sulla base della conncessione imperiale alla comunità cittadine e che questa autonomia fu constantemente osteggiata dai signori di turno. La concessione a battere moneta, unitamente ad altri benefici, venne rilasciata nel 1226 da Federico II alla comunità della città di Modena come atto di riconoscenza alla città emiliana che, in seguito all'occupazione di alcuni castelli e territori modenesi da parte dei bolognesi, era uscita dalla lega dei comuni ed era passata dalla parte degli imperiali. I bolognesi, che non aspettavano altro, passarono ad occupare altri territori modenesi, devastando, saccheggiando e portando scompiglio e morte. Le vicende belliche ritardarono l'apertura della zecca cittadina che avvenne solo 1242 con l'emissione del grosso modenese citato nei post precedenti. dritto (ex asta Varesi) verso per una visione delle varianti: http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MOCOM/1 un saluto dal distretto dei Pirenei atlantici....; -) Mario
    4 punti
  5. Buona serata Faccio seguito alla discussione relativa alle “Monete di conto nella Venezia Medioevale”, come da link che segue, per parlarvi di un'altra moneta di conto in uso a Venezia, ma in epoca più tarda; siamo alla fine del XVI° secolo. http://www.lamoneta.it/topic/122609-monete-di-conto-nella-venezia-medioevale/ Le tante congiunture economico-finanziarie avvenute nel XVI° secolo, avevano causato il fallimento di tanti banchi, come quelli dei Pisani e dei Tiepolo, ma anche la chiusura di altri che, pur riuscendo a non fallire come quello dei Garzoni, chiusero e liquidarono l'attività. Ciò creò evidentemente un grosso problema per la gestione del credito e delle transazioni commerciali, frenando oltremodo l'economia giacché i mercanti non avevano più riferimenti per il pagamento delle cambiali e delle merci ed anche per effettuare i cambi di valuta; il Governo decise quindi di istituire un banco pubblico, avente un capitale costituito da un cospicuo fondo fornito da vari creditori, garantito dallo Stato, chiamato “Banco Giro” e situato, ovviamente, nel fulcro commerciale della città, a Rialto e più precisamente in prossimità della Ruga degli Orefici, in Campo San Giacometto. e quello che ne resta oggi (e non faccio riferimento all'Osteria, ma al Sottoportego :blum: ) I conti del Banco Giro erano tenuti in Lire o Soldi o Denari, ma indicati con speciali caratteri denominati di banco (Chiamati da Giovanni Cavalà Pasini in “La scuola pratica del banco Giro” - Venezia 1741, anche figure antiche imperiali). Questa Lira di banco non è altro che la Lira di grossi, uguale a 10 Ducati, divisi in 240 Grossi, ognuno dei quali è costituito da 32 Piccoli. Il fatto che questa istituzione fosse garantita dal Governo, il pubblico cominciò a preferirla ed adottarla nelle transazioni più importanti, tanto che veniva pagata o computata ad un valore superiore a quello nominale; si creò quindi un aggio che nel tempo assunse percentuali importanti e che intimorì il Governo; certo che questo comportamento creasse una “bolla speculativa” incontrollabile, limitò l'aggio al 20% del valore nominale. (OT... allora ci pensavano, oggi .....) Sicché per molto tempo la Lira di banco, corrispondente a 10 Ducati, veniva transata a 12 Ducati di Lira corrente ed in egual misura correvano il Grosso ed il Piccolo che, nella valuta corrente, venivano computati 1/5 in più nella valuta di banco. Ma non finisce qui … saluti luciano
    3 punti
  6. Eccolo la....appoggiato in un angolo di un mercatino dell'usato....lo desidero da subito...ma il prezzo è alto...aspetto i giorni necessari per lo sconto....scatto....e riesco a prenderlo....ora sotto con il restauro!!!!
    3 punti
  7. Taglio: 1 cent Nazione: USA Anno: 2014 Tiratura: ??? Condizioni: SPL Città: Milano Note: non rientra nelle rarità ma è sempre bello trovare una monetina USA in ottime condizioni
    3 punti
  8. Sai se si spendono alla fin fine è perché sul c/c c’erano, mica sono scesi dal cielo ... però dietro ad una cifra importante spesa (ma questo penso valga per tutti, anche quando si spendono soli 50 EUR) ci possono essere scelte e rinunce, e non è necessariamente indice di locomozione via Ferrari, piuttosto che pasteggio quotidiano a caviale & champagne … :P Tuttavia ritengo che questa moneta li valga fino all’ultimo cent ... :)
    3 punti
  9. Buon giorno a tutti Dopo l'acquisto del sesterzio di Alessandro Severo (postato in una precedente discussione) sono molto tentato di aggiungerne uno della mamma. A me sembra bellissimo ma aspetto pareri dagli esperti. Grazie
    2 punti
  10. Si comunica che a partire da ora sono disponibili per le nuove discussioni i TAG per tutte le regioni italiane, li trovate dopo l'inizio della discussione premendo su Categoria Messaggio, indicate la regione di appartenenza delle discussioni prima di iniziare la discussione, se ci fossero dei dubbi non abbiate remore a indicarmele.
    2 punti
  11. Per quale motivo dovrebbe esserci una relazione tra Cassio Dione e Cicerone ? non certamente temporale essendo le due Vite distanti tra loro di circa 250 anni . Quello che unisce Cassio Dione a Cicerone , non puo’ infatti essere il contrario , e’ il giudizio che il primo fa sulla figura umana del grande oratore , scrittore , politico e filosofo di Arpino . E’ un giudizio poco lusinghiero , che ovviamente non intendo ne’ contestare ne’ approvare , ma solo approfondire per tentare di capire meglio il giudizio negativo di Cassio Dione sull’ uomo Cicerone ; e’ difficile e sarebbe anche ingiusto sindacare l’ operato e il comportamento umano di Cicerone a distanza di oltre due millenni perche’ le circostanze dell’epoca in cui visse Cicerone furono gravi e particolari ; quindi possiamo solo leggere e farci un’ idea su cio’ che Cassio Dione , piu’ vicino ai fatti in cui visse Cicerone , esprime su di lui e di conseguenza lo giudica ; questo parere negativo su Cicerone nacque e si baso’ oltre che da scritti storici a lui precedenti , anche dai documenti di archivio , sui quali Cassio Dione certamente ebbe modo di informarsi , essendo un Senatore , aveva libero accesso ai documenti di Stato . Forse noi lontani posteri , dopo aver letto quanto scritto da Cassio Dione , possiamo ipotizzare e giustificare il comportamento di Cicerone , considerando l’ epoca in cui visse ; fu un’epoca storica drammatica , da crepuscolo della Repubblica , di feroci guerre civili , di tentati colpi di Stato , di aspiranti al potere assoluto , di secondi Triunviri : Antonio , Ottaviano e Lepido che si comportarono da veri despoti ed anche come spietati assassini ; in conclusione fu piu’ semplicemente , per noi lontani dai fatti ma di cui conosciamo l’ esito , un epoca di trapasso di un sistema politico : dalla Repubblica , al Principato . Trapasso di governo facile a dirsi , ma quante angosce , quante preoccupazioni per l’ avvenire , quante incertezze , quanti drammi , questo cambiamento ormai in corso e inevitabile per una Citta’ che ormai aveva creato un Impero troppo grande per poter essere controllato e guidato da un consenso di Senatori spesso in disaccordo tra loro per motivi politici e di convenienza personale , provoco’ e fu carico di conseguenze per il futuro , coinvolse tutti i Cittadini dai piu’ nobili e meno abbienti . Fu un epoca umana , tranne pochissime eccezioni , di voltagabbana , di tradimenti , di cambia bandiere , di delatori , a seconda delle convenienze politiche e private ciascuno si comportava secondo i propri vantaggi personali , comportamenti certamente discutibili , ma che si adeguavano all’ incertezza della propria vita e del domani . Cicerone in questo non ne fu esente , sebbene uomo di grande cultura , fu coinvolto dai fatti e dalle situazioni in continua e rapida evoluzione ; in questo clima di cambiamento politico epocale , Cicerone nel suo comportamento civico , si adeguo’ ai tempi in cui visse . Tutto questo , pare confermato a leggere Cassio Dione nella sua Storia Romana , in quanto fu giudice forse piu’ imparziale , in quanto lontano dai tempi in cui visse Cicerone , al contrario il Senatore e Console Quinto Fufio Caleno contemporaneo e avversario politico di Cicerone , nonche’ rappresentante dei Senatori ostili a Cicerone , in un lunghissimo discorso nel corso di una drammatica seduta del Senato , invei’ violentemente e ferocemente contro Cicerone ; ma quest’ultimo essendogli avversario apertamente e politicamente , puo’ essere stato nel suo giudizio meno imparziale , piu’ di parte ; quindi conoscendo il clima di terrore che aleggiava in quei tempi a Roma , deve essere considerato meno attendibile nel suo giudizio su Cicerone , rispetto a Cassio Dione . Cassio Dione , Storia Romana , Libro XXXVIII , Tomo XII-3 “Clodio pertanto mise a tacere Bibulo , che al termine della sua carica si era presentato nel Foro e intendeva dopo la conferma del giuramento , fare un discorso sulla presente situazione politica ; poi mosse un attacco contro Cicerone . E poiche’ non riteneva cosa facile vincere un uomo molto potente in citta’ a causa della sua grande eloquenza , cerco’ di conquistarsi non solo l’amicizia del popolo , ma anche dei Cavalieri e dei Senatori , presso i quali Cicerone godeva di altissima stima . Sperava di abbatterlo facilmente , se avesse ottenuto l’ appoggio di costoro e veramente la potenza di Cicerone si basava piu’ sulla paura che incuteva , piuttosto che sull’effetto . Egli infastidiva moltissima gente coi suoi discorsi e coloro che erano aiutati non lo amavano tanto quanto lo odiavano quelli che venivano danneggiati . Infatti la maggior parte degli uomini sono piu’ disposti a sdegnarsi per i torti ricevuti che ad essere grati a qualcuno per i benefici , e credono di essersi disobbligati abbastanza con coloro che li hanno difesi pagando l’onorario, mentre sono tenaci nel vendicarsi in qualche modo contro coloro che li hanno offesi . Per questo Cicerone , cercando sempre di superare gli uomini piu’ potenti e usando verso tutti una violenta e stomachevole liberta’ di parola , si era acquistati acerrimi nemici , e questo perche’ teneva enormemente alla fama di uomo intelligentissimo ed eloquentissimo anche piu’ che a quello di uomo onesto . Per questi motivi ed anche perche’ era pronto a vantarsi piu’ di qualsiasi altro uomo , si credeva superiore a tutti e nei suoi discorsi e nel suo contegno di vita disprezzava tutti e non si sentiva affatto obbligato a seguire le regole normali del vivere , si rendeva fastidioso e odioso , ed era quindi malvisto e odiato anche da coloro che lo apprezzavano” Il brano di Cassio Dione riguardante la seduta del Senato nella quale il Senatore e Console , Quinto Fufio Caleno , seguace di Marco Antonio , attacca veementemente Cicerone , parteggiante di Ottaviano , sia come uomo in generale , sia come oratore , sia come scrittore e sia come filosofo , e’ straordinario come intensita’ e violenza dialettica , tipica dell’agone politico di quel periodo ; e’ pero’ un discorso troppo lungo per essere riportato integralmente , comprende ben 46 fogli , difficile a condensare in quanto spazia su tanti argomenti diversi , quindi chi fosse interessato all’ argomento ne consiglio senz’altro la lettura , anche se di parte , pero’ aiuta a capire il clima politico di quei tempi ; si puo’ leggere tutto il discorso di Quinto Fufio Caleno nel Libro XLVI , dal Tomo I al Tomo XXVIII compresi . Sotto due Denari repubblicani emessi dalla Gens Fufia e Tullia
    2 punti
  12. Se schiacciate il verde speranza della Lombardia vedete che incomincia a prendere consistenza.....@@Parpajola @@giancarlone @@davide1978
    2 punti
  13. Trovo la notizia una vera presa in giro da parte del Governo Andorrano, infatti loro cosa faranno, daranno 30.000 serie a dei grossisti europei, loro dovrebbero rivenderli a 24 euro l'uno a tutti i collezionisti, ridicolo................................ :fool: :fool: Come si puo pensare cio. dove sarebbe il guadagno del rivenditore, e poi se ci fossero troppi passamano prima della vendita il prezzo lieviterà sicuramente, oltretutto neanche i rivenditori autorizzati di Andorra vendono le serie al prezzo di emissione.................. :fool: :fool: Se invece loro avrebbero offerto un set ad ogni persona richiedente tramite il loro sito allora avrei potuto capire, ma non certamente in questa maniera, Andorra continua ancora a stupire, ma non per il conio delle propie monete, ma per il continuo prendere in giro i collezionisti, che prima hanno atteso con trepidazione il 15 Gennaio ed ora magari attenderanno con impazienza il giorno per poter essere spennati da speculatori europei e non più solo Andorrani. :fool: :fool: Una sola parola ci può essere per questa emissione e per la sua distribuzione: VERGOGNA
    2 punti
  14. Una volta con il mitico mago queste aste potevano raggiungere MILIONI DI EURO....
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  15. Due monete del 1875 La prima : Belgio Leopoldo II Zecca di Bruxelles
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  16. La fabbricazione delle monete minori della Germania imperiale davvero colpito sua falcata con i mintages del 1875. Nove zecche erano colpendo monete per il nuovo impero, con questo 1875c 2-pfennig provenienti dalla zecca alla Frankfurt am Main. Marchio di zecca "C" di Francoforte era diventato prussiano dopo la guerra Austro-Prussiana del 1866, ma rimase un imperiale zecca solo fino al 1879. Da allora, naturalmente, il grande recoinage tedesco era stato compiuto. :) v. ------------------------------------------------- The manufacture of Imperial Germany’s minor coins really hit its stride with the mintages of 1875. Nine mints were striking coins for the new Empire, with this 1875c 2-pfennig coming from the mint at Frankfurt am Main. Frankfurt’s “C” mintmark had become Prussian after the Austro-Prussian War of 1866, but remained an Imperial mint only until 1879. By then, of course, the great German recoinage had been accomplished. :) v.
    2 punti
  17. A questo punto vi mostro una diapositiva: follis di LeoneVI e Alessandro da poco entrato in collezione.
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  18. Ciao a tutti, Partecipo volentieri a questa discussione, parlando della zecca di Capua. Nato come una contea del Ducato di Benevento, il Principato di Capua, con Pandolfo Capodiferro ( 961 - 981), raggiunge il suo massimo splendore con la conquista del Principato di Salerno, unificando, così i domini dell'Italia Longobarda Meridionale. La zecca di Capua, già attiva dal 216 - al 211 a.c., quano fu chiusa dai Romani per punire la città che si era alleata con Annibale, fu riaperta intorno alla metà del IX° secolo, con la coniazione di monete che si ispiravano ai modelli longobardi beneventani.. Vi posto un follaro che viene attribuito a Pandolfo Capodiferro, per il quale, però, ho delle riserve, in quanto è molto simile a quello attribuito ad Anfuso: Una discreta atttività, la zecca capuana l'ebbe con la dominazione dei Normanni fino ad Anfuso, ossia fino alla metà del XII° secolo. Nel caso di Anfuso, però, alcuni follari vengono attribuiti dubitativamente a Capua. Studiosi quali Ruotolo e Travaini, sostengono, infatti, che, in realtà, tali follari fossero stati coniati da Ruggero II, Re di Sicilia, a Bari... Il Rasile sostiene, invece, che la coniazione dei discussi follari sia avvenuta a Capua. Ecco il follaro in oggetto... Sicuramente fu coniato a Capua questo follaro di Ruggero II° Con l'arrivo dei Normanni, Capua, quindi, perde definitivamente la propria autonomia, entrando a far parte del Regno Normanno, prima e, poi, del Regno di Sicilia. La città di Capua, mantiene, però, un suo ruolo rilevante durante il periodo normanno. Ruggero II°, infatti dopo la vittoria a Galluccio sulle truppe pontificie avvenuta nel 1139, fu investito, dallo sconfitto Papa Innocenzo II°, Re di Sicilia, Duca di Puglia e Principe di Capua.... Con l'avvento degli Svevi, Capua non conia più... Le zecche sveve furono, infatti, Brindisi, Messina, Palermo ed, infine, Manfredonia.. La zecca di Capua, per poter nuovamente battere moneta, dovette attendere il XV° secolo, con l'arrivo degli Aragonesi e, in particolare, di Ferdinando I°. Ad essa, infatti, viene attribuita la coniazione di un "Cavallo" di Ferdinando I° d'Aragona. Questo è quanto... Saluti Eliodoro
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  19. Che ne pensate? :crazy:
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  20. Cosa ne pensate di questo esemplare? Non viene dalla solita soffitta o dal solito cassetto del nonno..... :blum: :blum: Renato
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  21. Cari amici proseguendo nella galleria numismatica savoiarda del lunedì, mi piace oggi condividere con Voi la sorella minore del 100 lire postato una settimana or sono. L'esemplare da 50 lire qui fotografato, come al solito con i risultati che vedete, pur coniato in 414 esemplari, è considerato un R4 rispetto alla classificazione R3 vantata dal pezzo maggiore. Probabilmente dipende dal numero di esemplari in circolazione, che è sempre stato assai limitato. Questa moneta è di relativamente recente acquisizione (2007) ed è periziata Bassani in FDC. Presenta i soliti minimi inevitabili graffietti nei campi (quasi impossibile trovarne una senza) ma i rilievi sono al 97-100%. Si tratta della variante oro rosso, e dalla foto si percepisce chiaramente l'elevata percentuale di rame rispetto agli esemplari in oro giallo. Non so dire quale delle due sia più rara, certamente il loro valore commerciale è sostanzialmente simile. Trovo questa serie, di sole tre date, un trittico affascinante e non facile da reperire in eccellente conservazione. Un saluto a tutti e alla prossima! min_ver
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  22. A me pare che il bordo sia martoriato
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  23. Cari amici visto che, grazie a Simone, a quanto sembra è una domenica dedicata al massimali di Umberto, condivido oggi con Voi probabilmente uno dei migliori esemplari esistenti del 100 lire con data 1888, se non il migliore in assoluto. Le fotografie sono impietose e come di consueto accentuano fino all'esasperazione ogni minimo difetto, e onestamente anche poco in grado di rendere giustizia alla bellezza dell'esemplare, ma Vi garantisco che, mentre il D presenta effettivamente minimi graffietti nei campi il R è veramente "stato zecca", con segnetti infinitesimali nei campi (ce ne sono un paio microscopici a sinistra dello stemma e basta) o assenti. I rilievi sono al 100% assoluto e i bordi non hanno nessun colpetto, neanche lieve. Ho compiuto ricerche in aste recenti e meno recenti e un R così su un 88 in effetti non si trova. Moneta acquistata da Numismatica Bassani nel 2004, pagata assai già allora in verità, e periziata FDC, il buon Bazzoni cercò più volte di ricomparmela invano, asserendo che un rovescio così non lo aveva mai visto. Sono grandi soddisfazioni considerando la reticenza del povero Angelo a lasciarsi andare a simili affermazioni. Un amico numismatico americano che ho incontrato a NY la scorsa settimana - e a cui ho inviato le immagini - mi ha detto che la valuta MS69 (MS68 il D, MS70 il R) e io sono del tutto d'accordo con lui. Come dice qualcuno : Vi piace? :) Buona domenica a tutti!
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  24. Anche per me officina delta. Per quanto riguarda le fattezze del ritratto dipende tutto dall'incisore, ne puoi vedere di molto diversi, spesso in assenza di legenda al dritto è praticamente impossibile distinguere i tetrarchi solo in base al ritratto. Qui Galerio in versione Massimino Trace :)
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  25. Buona Domenica Spesso si è avuto modo di leggere in talune discussioni che hanno riguardato la circolazione monetaria che: “la moneta cattiva scaccia quella buona”; oppure che l'uso di monete di minor intrinseco hanno determinato, per la “Legge di Gresham”, la sparizione delle monete con maggior intrinseco. Ma cosa significa questo concetto? Il banchiere inglese Thomas Gresham, nel XVI secolo, fu il primo a teorizzare che in un'area monetaria, quando più tipologie di monete corrono contemporaneamente e dove talune abbiano un'elevata percentuale di metallo prezioso (moneta buona) ed altre una bassa percentuale di metallo prezioso (moneta cattiva), queste ultime verranno sicuramente preferite per l'utilizzo dei pagamenti, mentre le prime si tenderà a tesaurizzarle. Per moneta cattiva deve intendersi altresì quella tosata, consunta dal lungo uso o danneggiate; insomma tutte quelle monete che non rispecchiano più, per evidenti motivi, il valore nominale originario, rispetto al proprio valore intrinseco. Un chiaro esempio della “Legge di Gresham”, lo si trova nella Venezia dei primi anni del 1500. Nel 1508 viene costituita la “Lega di Cambrai” con lo scopo di annientare Venezia; nel giro di pochi mesi la Serenissima si trova a dover combattere le armate coalizzate di mezza Europa: lo Stato della Chiesa, la Francia, l'Austria, il Regno di Napoli e Sicilia, il Ducato di Ferrara, il Ducato di Savoia ed il Marchesato di Mantova; per resistere Venezia le prova tutte, sia militarmente, sia diplomaticamente e al riguardo non mi dilungherò, perché sappiamo come andò a finire; ciò che ci interessa è che Venezia dovette dar fondo a tutte le sue risorse per il pagamento delle sue truppe e di quelle mercenarie assoldate alla bisogna, con l'aggravante che, a causa dei blocchi militari effettuati dai nemici, non arrivano a Venezia né merci, né argento, né oro. Di buone monete Veneziane non se ne trovavano più in circolazione, sono tutte incettate, anche per pagare l'esercito e al loro posto vengono usate monete di altri stati di infimo intrinseco. Stanno avverandosi gli effetti della "Legge di Gresham". Vediamo cosa scrive al riguardo un contemporaneo: il Sanudo. 1 febbraio 1514 … per questa guerra, è venuto che non si vede troppa moneta veneziana, ma bezi (moneta tedesca in argento e rame che a Venezia correva per ½ Soldo e preferita per le sue dimensioni maggiori, rispetto al Mezzanino veneziano di ottimo argento che, per le sue ridotte dimensioni, era poco maneggevole) assaissimi et altre monede forestiere. Le nostre li inimici e altri le toleno e le disfano, et fa bater questa altra moneda, come ho dito; ducati non si vede. (Le nostre i nemici ed altri le prendono e le fondono e fanno battere quest'altra moneta, come ho detto; ducati non se ne vede). 30 aprile 1515 … in questa terra non si vede troppo moneda venitiana e oro niuno venitian, et pochissimi forestieri; quelle monede core (che corrono), sono bezi numero infinito, et monede todesche da Soldi 3 et 6 di valuta l'una, et monede milanese di Soldi 4 et Soldi 8, la più parte false. Etiam di bezi molte son falsificate. 6 gennaio 1616 … Non voglio restar di scriver, come per queste guerre, cussì, come prima non si spendeva si non monede venetiane, mocenigi, marzeli, e pur bezi per esser comode monede, cussì al presente non si spende altro che monede forestiere. In questi brevi appunti del Sanudo si intravede il dramma che deriva dal pauperamento della buona valuta veneziana, senza dubbio tesaurizzata dai veneziani che, visto il periodo, preferivano spendere la moneta cattiva e tenersi quella buona come scorta, ma anche in maggior misura incettata dai nemici per essere fusa e trasformata in bezi, che tornavano nel veneziano per svolgere la loro funzione. E' solo uno degli esempi che si possono fare riguardo alla applicazione della "Legge di Gresham"; in questo caso Venezia l'ha subita, ma spesso ne è stata la consapevole artefice della sua applicazione, per poter imporre la propria moneta a scapito di quella degli Stati confinanti. Ma questa è un'altra storia ... saluti luciano
    1 punto
  26. Grazie mille.L'esemplare è bello e concordo sul giudizio del prezzo, forse di 50€ più caro del dovuto. Alla fine non è andata male, dal momento che non credo ne prenderò altri, sono contento di avere un pezzo rappresentativo ben definito e centrato.
    1 punto
  27. Mica sono della Lazio, io!! :D A parte gli scherzi va bene così. La "bestia" sta prendendo forma. Molto bene Ciao e grazie a tutti voi
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  28. Ti piace l'azzurro @@adolfos ?
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  29. La seconda : http://en.numista.com/catalogue/pieces26721.html
    1 punto
  30. Perchè ANCHE al forum non serve a nulla? Ci sono tante persone che si sono appassionate e poi hanno capito bene i problemi inerenti. Non costa nulla ! A me sembra un Ministro attivo ! Che ne dici Reficul ? Anche se non tutti attivi siamo in 35.000 ! Un sindacato si leccherebbe i baffi ! roth37
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  31. Si se è Cappadocia non c'entra Agrippa. Ho trovato solo una moneta con un retro simile ma invece che IB ha una A, ma viene repertoriato come zecca non conosciuta, dopo faccio scansione e posto.
    1 punto
  32. Non credo si tratti di crown love token in, quanto gli stessi sono realizzati su monete, medagliette o tondelli grezzi, con riferimenti incisi su commissione e non coniati come il gettone in oggetto, anche perché avrebbe avuto un costo insostenibile realizzarli dovendo allestire un conio specifico per ogni richiedente! saluti a tutti
    1 punto
  33. Ringrazio per i commenti precedenti e quelli futuri la moneta in questione è stato un ritrovamento fortuito in casa di nonni anche se ho sempre diffidato di queste parole.ma ho visto con i miei occhi molto incredibili a dir la verità. Non è molti che faccio parte di questo mondo quindi non posso dare pareri non avendone le capacità leggo con molta attenzione tutto ciò che scrivete per avere più nozioni possibili. È la seconda moneta molto ricercata che mi capita tra le mani l altra è un 5 lire 1914 ed anche quella ho consigliato di fare la perizia per vedere se autentica.avrei potuto fare come tanti furboni da me incontrati che ti davano 2 spicci oppure ti vendevano le loro a prezzi completamente fuori mercato. Nella mia onestà di piccolo collezionista compro secondo le mie tasche se mi capitano questi pezzi da novanta consiglio nel bene della moneta e non del mio portafoglio. A me fa piacere vederle e che venga data la giusta importanza storica e non che sia merce da speculazione. Mi reputo fortunato per ora ad avere fatto queste scoperte e spero non siano le uniche.
    1 punto
  34. Grande Guido, adesso si che mi piacciono le dimensioni delle foto :clapping:
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  35. Francesco @@elmetto2007 . Sai bene che tra il contorno 1mo e 2ndo tipo ci passano circa 200/300€ di differenza in conservazione media e di più in conservazioni massime. Non solo, la liquidabilità del 2ndo tipo post-Tevere é davvero ardua. Le foto dei cataloghi d'asta lasciano tendenzialmente il tempo che trovano, come le foto di monete in genere d'altra parte. In foto se spazzolata, se ritoccata o altro, non sempre si é in grado di verificarlo. Questo ci spiega, a volte, il perchè certe monete in asta vengono vendute a prezzi inimmaginabili basandosi sulla foto, oppure certe monete che paiono a prezzo affare addirittura non vengono vendute. Riocordo volentieri a tutti che nelle sale delle aste il maggior numero di partecipanti presenti é solitamente composto da operatori e professionisti del settore numismatico i quali, messi tutti assieme poi, difficilmente si lascerebbero scappare un affarone o viceversa prenderebbero grosse cantonate. Io ormai, dopo anni di confronti numismatici di vario tipo, sono affetto da cinico pragmatismo numismatico che, tradotto, significa semplicemente che colui che fa certe affermazioni, me compreso, deve essere poi in grado di dimostrare con i fatti quanto afferma. Ovvero, se e quando tu metterai in vendita una 20 lire del 1936 bordo primo tipo, indiscutibilmente SPL ed accetterai come pagamento 1000€ per darla via, avrai tutte le ragioni del mondo. Sino ad allora quelle che "parlano" sono le altre 20 lire del 1936 indiscutibilmente SPL con bordo primo tipo che NON sono in vendita a 1000€, o peggio, a 700. Dal mio punto di vista, se non si ragiona così abbiamo sempre tutti ragione su tutto: e purtroppo non é così. Questo é un mondo dove praticamente chiunque può dire "ehhh ma te la trovavo io più bella, ehhh ma te la trovavo io a meno"... Poi però i risultati sono quelli che sono e, spesso, i più, se se ne accorgono, se ne accorgono dopo anni di autocompiacimento di castronate galattiche, dove la loro convinzione di essere i più furbi degli altri li ha sicuramente aiutati a non vedere/capire. Tu, Francesco, sei un caso a parte. Vedi, vedi bene, capisci molto e paghi tendenzialmente "poco" le belle monete che compri. Nei tuoi acquisti ti comporti da navigato operatore del settore, con buoni risultati. Ma non sei la regola ed il mercato dei collezionisti non é come lo vivi tu.
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  36. bella moneta ...non la pulire ...
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  37. 35.000 ai distributori internazionali. Altra presa per i fondelli. Si comporteranno come quelli di andorra. 5.000 le venderanno e le altre nei magazzini ad aspettare. Chi controlla? Avevano le liste dei collezionisti e tutto il tempo per organizzare la vendita online. Troppo facile. In questo modo si sono fatti molta pubblicità per un principato che alcuni non avevano neanche sentito nominare. Spero che alle elezioni di marzo prendino la stessa quantità dei voti identica ai collezionisti che hanno soddisfatto.
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  38. come direbbe Gollum nel LOTR.... il mio tessssoro In attesa di incrementare ancora...
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  39. sul sito la numismatica indica che la versione proof è cominciata dal 1985 fino al 2001 quindi concordo con cembruno 5500.
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  40. bella cosa! :clapping:
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  41. @@redjack1969 come volevasi dimostrare... la moneta è buona. Il valore? Dipende, dipende dipende... nando scrive: "Un paio di giorni fà ho visto uno SPL a 1500 euro, credo che questa non sia di meno." 1500 era il prezzo proposto o quello di acquisto? ed era da privato o da commerciante? Anche io ne vedo diverse proposte a quelle cifre, ma acquirenti 0 su ebay... Alle aste in questa conservazione fa attorno ai 900 euro + diritti... io non la pagherei più di 1.000 euro, onesto compromesso per chi vende e per chi compra!
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  42. In ogni caso, limitarsi a dire : questo non va, questo non si può, questo non è possibile, senza almeno provare a offrire un'alternativa al " no", non mi pare che serva a molto. Ho capito, anche perché Bizerba l'ha scritto ad libitum, che la legge non lo permette, ma questo non ne fa un dogma né una regola aurea. Le proposte vanno fatte, le ipotesi ipotizzate e le soluzioni possibili estrapolate, in modo che , non si sa mai il caso ce lo concedesse, se qualcuno ai piani alti volesse prendere in considerazione le nostre lamentazioni, ci troverebbe pronti con un brogliaccio in mano di soluzioni premasticate. Quindi, io non mi stancherò di proporre alternative , estrapolate anche da sistemi già in uso, a questo immobilismo misero e di ritorno personalistico ,delle istituzioni e degli addetti ,che considero estremamente colpevole e di comodo checché ne dica MAP e quanti altri.
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  43. Ormai è evidente: nessuno regala niente..si deve organizzare una maratona televisiva per raccogliere fondi sul cancro? bene..però nessuno regala la giornata di lavoro..e le TV si fanno pagare le scenografie...che forse la telecom regala la linea telefonica a telefono azzurro? Andrebbe in rovina se lo farebbe?....Siamo in un mondo ipocriita a falso...e pretendiamo di salvare il nostro patrimonio culturale? Con tutti questi traffichini?
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  44. Come altre monete americane dal 1873, questo Indian Head cent è disponibile in due varietà-data: "Chiuso 3" e "Apri 3." Questa è la varietà "Chiuso 3" precedente, e vedendo quanto il 1873 si presenta come "1878", è facile capire perché le date ha ottenuto una rilavorazione. Quando questo poco cento bronzo fu coniato nel 1873, gli Stati Uniti era ancora cercando di recuperare dalla guerra civile. Parte di quella lotta per recuperare era un rinnovamento della monetazione dell'America e 1873 era uno dei tre davvero punto di riferimento anni negli Stati Uniti storia legislativo di moneta (1792 e 1965 essendo gli altri). Andato dopo 1873 erano il pezzo 2-cent, l'argento 3-cento, la half-dime, e il dollaro d'argento standard. (Questa ultima conferma ulteriormente l'adozione degli Stati Uniti di uno standard di oro de facto). Aggiunto alla moneta serie americana nel 1873 fu un trade dollaro, e modificato per essere più favorevole metrica erano il dime, quarter, e mezzo-dollaro. :) v. -------------------------------------------------------------- Like other American coins from 1873, this Indian Head cent comes in two date-varieties: “Closed 3” and “Open 3.” This is the earlier, “Closed 3” variety, and seeing how much the 1873 looks like “1878,” it’s easy to see why the dates got a rework. When this little bronze cent was coined in 1873, the U.S. was still trying to recover from the Civil War. Part of that struggle to recover was a revamp of America’s coinage, and 1873 was one of the three really landmark years in U.S. coin legislative history (1792 and 1965 being the others). Gone after 1873 were the 2-cent piece, the silver 3-cent, the half-dime, and the standard silver dollar. (This last further confirming the U.S. adoption of a de facto gold standard.) Added to the American coin series in 1873 was a trade dollar, and modified to be more metric-friendly were the dime, quarter, and half dollar. :) V.
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  45. NO, non può essere, ma che tondello stretto errore di zecca, una moneta calante di 0,36 gr è un enormità, circa il 5,5% in meno, il bordo più stretto di 0,2?!? Ci vorrebbe una bella foto del taglio, sarà mica tosata???? ;) ;) ;) ;) saluti TIBERIVS
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  46. Salve Segnalo alcune considerazioni sull’etimologia di ‘Labirinto’ connesse al post # 7 di acraf. Nella ricerca dell’etimologia del labirinto la mia mente va al palazzo di Cnosso a Creta, dove fu rinvenuta più volte l’ascia metallica, con doppio tagliente –labrys che riporta a -1- pelechys ( L. Rocci; Vocabolario Greco-Italiano ) - nota arma rituale del sacrificio religioso. Non tutti gli archeologi, convengono con Hall e con Evans, come ricorda Paolo Santarcangeli, in quanto se “dabirinthos, sia lo stesso della parola caria dabrainda che è probabilmente labrys, ascia doppia, più il suffisso iranico, -nda-…...” , il termine labrys probabilmente non veniva utilizzato a Creta in quel tempo per indicare la bipenne ( -2- bensì l’equivalente pelechys, di cui sopra ); va considerato inoltre, che Strabone poneva il Minotauro in una grotta, in greco labra = via stretta, viottolo, la cui radice laas = pietra, sasso, roccia ( originariamente anche caverna, miniera ….a causa dei suoi stretti corridoi scavati nel terreno ), latomia =cava di pietre (latino =lautumiae, lapis ). -3- Labirintos, dunque deriva da labrys o da labra, o da entrambi? Secondo il Rocci ed altri studiosi, va tenuto conto anche di Labranda, città della Caria con un tempio famoso dedicato a Giove (al quale era associata l’ascia a doppio tagliente). gdg NOTE. -1- Pelecoforos, portatore di scure; littore. Nella cosiddetta “tomba del Littore“ a Vetulonia fu rinvenuto un fascio formato da verghe di ferro vuote racchiudenti una bipenne. Sorprende come questo simbolo rituale romano trovi un “sinistro” riscontro nella prima parte di questo secolo, con l’antichissima croce uncinata, dove – ironia della sorte -svasti in sanscrito, significa felicità! -2- Questo è un punto focale di ogni ricerca accademica: la necessità di disporre di riscontri “oggettivi”; esigenza legittima certo, ma che deve comunque tener conto dei “piani” di riferimento: si può ad esempio, particolareggiare il mondo culturale e/o filosofico, dei patrizi romani cercando riferimenti sulle credenze religiose della….. suburra?; ed inoltre, tutta la costruzione mitologica quale ordito concettuale (e non consequenziale ….a supposte paure e fobie della gente comune) può avere una così stretta dipendenza con il Tempo, se questa è stata capace di attraversare in un lungo viaggio durato migliaia di anni il mondo egizio, greco e latino sostanzialmente….immutata, sino ad arrivare prima del declino inesorabile, alle soglie del XIX secolo? -3- Altre ipotesi sono state fatte sull’etimologia del nome che pur non concordando sull’origine dello stesso, non portano a mio avviso, alcun contributo significativo. Di un certo interesse invece, gli studi di Ventris su un labirinto non più abitato dal Minotauro, ma da una misteriosa Signora (Ptonia, Ctonia?). Grazie sempre al Santarcangeli, devo ricordare i vocaboli irrweg e irrgarten, dove irre, in tedesco significa pazzo ma anche colui che “erra” come Ulisse certo, che fatica a trovare la strada del ritorno in patria. Doolhof in olandese significa, infine, corte dei pazzi. La fonte è http://www.alchimialascienzadeifolli.net/smartino-e-il-minotauro-4-note.html apollonia
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  47. Da Riccardo di San Germano, anno 1231, apprendiamo che ""Consitutiones imperiales Melfie publicantur.Mense septembris aput Sanctum Germanum, sicut per totum Regnum, pondera et mensure mutantur, ponuntur rotuli; et tumini... Nummi aurei, qui augustales vocantur, de mandato Imperatoris in utraque sycla Brundisii et Messane cuduntur''. Si parla percio in questo documento importantissimo delle grandi riforme di Federico II. Infatti la nuova moneta fu chiamata augustale e valeva sette tarì e mezzo. Fu stabilito inoltre un unico sistema di libbra che fu valutata 360 tarì, con un rapporto di 30 tarì per oncia, rispondente ogni oncia a 4 augustali...cioe 1 augustale= gr.5,2586 (media dei 24 augustali del CNI) 1 augustale= 1/4 di oncia= 7 1/2 tarì 4 augustali= gr.21,0344= 1 oncia = 30 tarì 1 libbra= 360 tar'= 12 once= 48 augustali L'augustale era di carati venti e mezzo, cosicchè ogni libbra di oro in peso contiene di puro e fino oro once 10 e tarì 7 e 1/2. La rimanenza di once una e tarì 22 e 1/2 sono per la quarta parte in bronzo e per tre parti di argento fino, come nei tarì. La coniazione di queste monete fu sicuramente cospicua, in un documento imperiale del 1227 riscontriamo che in un unica soluzione furono consegnate ai cavalieri Teutonici 20000 once in monete d'oro, cioè ben 416 kg!!!!! Quanto alla provenienza dell'oro con cui sono state ricavate queste monete non so rispondere con certezza, però è certo che Brindisi era al centro di grossi commerci con l'oriente, e comunque l'oro in Puglia in particolare non mancava da rifondere (solidi e iperperi).......
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