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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/17/15 in Risposte

  1. Taglio: 2 Euro TDR Nazione: Slovenia Anno: 2007 Tiratura: 400.000 Conservazione: SPL Località: Trieste
    5 punti
  2. Parlare con un brevissimo abstract della Conferenza di Gianluigi Lamperi credo sia un atto dovuto per l'interesse dell'argomento e per la sua incredibile connessione con le tematiche di Expo 2015. " Tabula alimentaria " è una iscrizione bronzea rinvenuta presso Velleia nel piacentino, è la più grande iscrizione di epoca romana del periodo di Traiano. Sono riportate le obbligazioni con dati precisi e anche quantitativi in sesterzi sull'istituzione degli Alimenta voluta proprio da Traiano. In pratica consisteva in un prestito concesso ai proprietari terrieri i cui interessi dovevano essere devoluti al mantenimento di bambini indigenti con l'intento di incrementare le attività agricole e nel contempo sostenere le famiglie ed evitare lo spopolamento. L'autore andrà ben oltre questo argomento con ulteriori dati e notizie innovative. Due parole ancora, le otto conferenze come avete visto anche dalle prime quattro sono veramente mirate sul tema dell'alimentazione e del cibo, quest'ultima poi è incredibile sotto questi aspetti. Expo, potrà andare bene o male non lo so, di certo è un grandissimo evento internazionale, mondiale, dovremmo essere onorati che per una volta l'Italia ha una eccellenza. A Milano sono previsti più di 20 milioni di visitatori di cui almeno 8 stranieri, ogni ente, Associazione, Istituzione sta creando eventi, uno dietro l'altro, sulla tematica di Expo, c'è fermento a Milano ed era ora.... Che la numismatica in quanto portatrice del più antico e universale mezzo di comunicazione e propaganda che va oltre lo scambio commerciale non facesse nulla sarebbe stato come minimo un grandissimo autogol. Numismatica è anche identità, tradizioni, messaggi e la numismatica in quanto ambito culturale, storico, economico ci doveva essere. Expo sarà a Milano, dove tra l'altro i Convegni non sono di casa, non ne ricordo a memoria, e il 28 marzo ci sarà un evento in cui la numismatica potrà essere vista a 360 gradi, l'ambito commerciale sarà solo un aspetto, si sta lavorando e impegnandosi per creare un evento che riesca e che possa essere in linea con le esigenze attuali dell'appassionato numismatico. Cultura con le conferenze, esposizioni col collezionismo privato, commercio di qualità ed esperienza, giovani con iniziative a loro rivolte, stiamo lavorando fattivamente per fare una cosa importante e degna di attenzioni, fatti, poche parole, il rispetto di chi fa e lavora deve essere sempre dovuto, poi i commenti arriveranno giustamente ma di solito si fanno dopo non prima e lo dice uno che non fa parte di nessun Consiglio Direttivo delle Associazioni, Società, Circoli citati, al più posso dire di essere un curatore di Lamoneta, tra l'altro con la futura ristrutturazione non lo so...ma l'impegno, la passione, l'ideale che va oltre interessi specifici sono garantiti in totale volontariato culturale e questo vale per molti che in questi giorni stanno cercando di fare un evento degno e innovativo per la numismatica e per tutti gli appassionati.
    5 punti
  3. Titolo: Evoluzione stilistica e proposta di seriazione cronologica della monetazione di Giuliano II Autore: Andrea Fragiacomo ed Eliodoro Vagliviello @@Illyricum65 @@eliodoro Data Pubblicazione: 16/02/2015 Incipit Il presente articolo nasce in seguito ad uno scambio di opinioni tra gli autori incentrate sull’evoluzione ritrattistica evidente nella monetazione dell’imperatore Giuliano II, considerazioni emerse in seguito ad un analogo topic postato sul sito Lamoneta.it . Il ritratto monetale di questo regnante seppure coprente un lasso temporale tutto sommato limitato (otto anni) si evolve in modo importante nel tempo e dall’immagine imberbe del periodo da Cesare giunge a quello ampiamente barbuto dell’ultima fase del regno consentendo di distinguerne un’evoluzione ben più profonda di quella esclusivamente fisica. Tale cambiamento non riflette semplicemente il fisiologico invecchiamento di Giuliano ma evidenzia a maggior ragione il pieno affermarsi della personalità di questo imperatore attratto dalla religione pagana e dallo studio della filosofia neoplatonica. Un sovrano un po’ sognatore, profondamente impregnato dei concetti dell’ellenismo e della filosofia greca che probabilmente accarezzò l’idea di restaurare l’antica religione pagana professata da lui stesso a dispetto di quella emergente cristiana che stava ormai mettendo fine a quella classica di tradizione greco-romana che era ormai relegata, salvo qualche eccezione, nelle province più periferiche e nei villaggi rurali (pagi da cui il termine italiano pagano) più attardati culturalmente e che stava causando, nel suo pensiero, la decadenza dell’Impero in quanto quest’ultimo erede della tradizione e della religione ellenistica e quindi latina. In breve un personaggio storico non di grande impatto nella Storia Romana e ma che da sempre fa discutere studiosi e letterati antichi e recenti. Link: http://numismaticamente.it/collezionismo-numismatico/evoluzione-stilistica-e-proposta-di-seriazione-cronologica-della-monetazione-di-giuliano-ii
    4 punti
  4. In zecca non ci si pose assolutamente il problema sulla data in incuso o in rilievo, anche perchè nel 1684 gli esemplari dell'85, 86 e 87 non c'erano e non c'erano quindi termini di paragone... ;) Inoltre, parlandoci chiaro, se non si voleva stravolgere il disegno del rovescio di questa moneta, dove poteva andare la data? Per forza dove si trova, in basso nel globo. Vorrei ricordare che per avere un incuso il conio deve essere in rilievo e, quindi, rappresenta un "punto debole" in quanto, prima di altri punti, soggetto a usura. Infatti, esistono esemplari con data evanescente o anche senza data che confermano questo ragionamento. Anche per questo motivo a partire dal 1685 si cambiò e si passò al rilievo Un'altra piccola nota: nel 1685 ci sono due conii differenti, nessun catalogo cartaceo li riporta entrambi, il secondo è di gran lunga più raro del primo (C il primo e R2 il secondo)
    4 punti
  5. Un tallero d’incoronazione di 1861 marcatura l'incoronazione del re prussiano nuovo—ed eventuale Kaiser tedesco (1871)—Guglielmo I. E nota, segnando anche l'incoronazione della nuova regina di Prussia—ed eventuale Empress tedesco — Augusta. Questo Kroenungsthaler è in realtà una specie di Vereinsthaler. Vereinsthalers fornito un ponte tra la monetazione di vecchi Stati e la Città tedeschi, e quella della Germania imperiale nuova, circolanti fino a quando sono stati ritirati e demonetizzati per fare il senso per la moneta nuova di 3-marchio di introduzione del 1908. Ma davvero divertente cosa di questa moneta (per me, comunque) questo è pronunciato die crepa che interessano i ritratti recto: Die crepe—specialmente prominenti die crepe come questo—a volte sono presi come presagi o come messaggeri di morte, o disastro. Quel pensiero (die crepe come presagi) passato attraverso la mia mente come stavo guardando questo tallero prussiano, e mi ritrovai ridacchiando. Voglio dire, qui è un ragazzo (Wilhelm) che ha vissuto una vita molto lunga, piena di successi mondani, aveva sposato solo una volta ed era padre di due figli vale la pena, aveva goduto il piacere di umiliante nella sua vecchiaia il nemico straniero della sua giovinezza, e che, alla sua morte, fu il sovrano popolare di uno dei paesi del mondo più veloci aumento—un paese aveva giocato un ruolo importante nell'assemblaggio. Quindi forse questa è una crepa fatale morire—"fatale", nel senso che è così grave che lo strumento stava per fallire complessivamente—comunque, quindi forse questo è un die crepa fatale che non è un presagio :D . "Muoversi lungo la gente; niente da vedere qui... Ma poi il die crepo affligge entrambi. E il matrimonio di Guglielmo e Augusta non era felice. La loro figlia divenne Granduchessa di uno stato tedesco che ha sfidato la Prussia durante la guerra Austro-Prussiana, e il loro figlio... ora ci (nella storia familiare di morte precoce del loro figlio Friedrich sul trono imperiale), ora ci può essere una vera tragedia. Quindi forse il die crepo e su questo 1861 Kroenungsthaler è dopotutto un cattivo presagio. O forse no. Forse è solo una die crepa in cerca di una storia. :D v. ---------------------------------------------------- An 1861a coronation -thaler marking the crowning of the new Prussian King—and eventual (1871) German Kaiser—Wilhelm I. And note, marking also the crowning of the new Queen of Prussia—and eventual German Empress—Augusta. This Kroenungsthaler is actually a species of Vereinsthaler. Vereinsthalers provided a bridge between the coinage of the old German states and cities, and that of the new Imperial Germany, circulating until they were withdrawn and demonetized to make way for the newly-introduced 3-mark coin of 1908. But the really fun thing about this coin (for me, anyway) is this pronounced die crack affecting the obverse portraits: Die cracks—especially prominent die cracks like this one—are sometimes taken as omens or as harbingers of death, or disaster. That thought (die cracks as omens) passed through my mind as I was looking at this Prussian thaler, and I found myself chuckling. I mean, here’s a guy (Wilhelm) who lived a very long life, full of worldly accomplishments, had married only the one time and had fathered two worthwhile children, had enjoyed the pleasure of humbling in his old age the foreign enemy of his youth, and who, at his death, was the popular ruler of one of the world’s fastest rising countries—a country he had played an important part in assembling. So maybe this is a fatal die crack—“fatal” in the sense that it is so severe that the tool was about to fail altogether—anyway, so maybe this is a fatal die crack that isn’t an omen :D . “Move along folks; nothing to see here…." But then the die crack does afflict both portraits. And the marriage of Wilhelm and Augusta was not a happy one. Their daughter became Grand Duchess of a German state that challenged Prussia during the Austro-Prussian War, and their son…now there (in the familiar story of their son Friedrich’s early death on the Imperial throne), now there may be a real tragedy. So maybe the die crack on this 1861 Kroenungsthaler is a bad omen after all. Or maybe not. Maybe it’s only a die crack in search of a story. :D v.
    3 punti
  6. Cari amici come promesso eccoVi la meno rara tra le 50 lire di Umberto I, il 1884, in collezione dai primi anni '80, mi pare 1982 per la precisione. Fu pagata ai tempi 650.000 lire. La moneta non è stata lucidata. E' periziata Aureli ma senza l'indicazione della conservazione, per cui attendo Vostri qualificati pareri. Buona serata e grazie in anticipo min_ver
    3 punti
  7. Salve a tutti, vi posto questa piccola monetina, per sapere cosa ne pensate, è veramente difficile fotografare questi tondellini così piccoli!!! che impressione di fa? :blum: :blum:
    3 punti
  8. primo conio (stesso di 1683-84 e senza data) secondo conio (stesso di 1686-87) un discorso a parte merita la corona, da approfondire
    3 punti
  9. Siccome abbiamo parlato di date è giusto illustrare anche qualche altro calendario. Oggi 17 Febbraio 2015 (gregoriano) - 27 Rabì‘ ath-thàni 1436 (islamico) - 28 Bahman 1393 (persiano) http://www.galileo.f...ario/indice.htm Il calendario solare persiano dura circa 365 giorni, attualmente è in uso in Iran ed è il più accurato fra quelli di largo uso. Farvardin (marzo 21-aprile 20) Ordibehesht (aprile 21-maggio 21) Khordad (maggio 22-giugno 21) Tir (giugno 22-luglio 22) Mordad-Amordad (luglio 23-agosto 22) Shahrivar (agosto 23-settembre 22) Mehr (settembre 23-ottobre 22) Aban (ottobre 23-novembre 21) Azar (novembre 22-dicembre 21) Day (dicembre 22-gennaio 20) Bahman (gennaio 21-febbraio 19) Esfand (febbraio 20-marzo 20) Non è in continuo movimento come quello islamico (post 852) http://www.lamoneta.it/topic/127762-monete-contemporanee-estere-dal-1800-a-oggi/page-35#entry1534835 Accanto al loro mese è evidenziato il periodo corrispondente, quindi Tir (mese estivo) sarà sempre il nostro 22 Giugno/22 Luglio (periodo estivo). Il calendario gregoriano presenta un errore di un giorno ogni 3.226 anni, il calendario persiano necessita di una correzione ogni 141.000 anni. Individua gli anni bisestili di 366 giorni con un sofisticato procedimento e fissa l'inizio dell'anno in un fenomeno naturale (il verificarsi dell'equinozio di primavera da osservare di anno in anno con osservazioni astronomiche). Attualmente è utilizzato anche dall'Afghanistan. Sia l'islamico che il persiano fissano il loro inizio con lo stesso evento, l'Egira, la fuga di Maometto dalla Mecca a Medina (settembre 622 d.C.). Ma nonostante ciò tra loro c'e' una differenza attualmente di 43 anni e sempre in aumento, entrambi non hanno iniziato l'anno dalla data esatta dell’Egira. Il calendario solare persiano pone l'evento il 21 Marzo 622 (equinozio di primavera), mentre il calendario islamico il 16 luglio 622, l'inizio dell'anno lunare ordinario. La differenza tra una data gregoriana ed islamica è sempre incostante, per esempio: il nostro anno 1000 equivale al 391 islamico, una differenza di 609 anni - il 1700 equivale al 1112 islamico, una differenza di 588 anni - il 1900 equivale al 1318 islamico, una differenza di 582 anni - il 2010 equivale al 1432 islamico, una differenza di 578 anni. Un giusto calcolo esatto veloce "a mente", per chi come noi si diverte a convertire le date islamiche sulle monete, ogni volta è problematico, in buona sostanza serve una tabella. Calcolare la differenza tra la gregoriana e la persiana invece è piuttosto semplice, è sufficiente aggiungere o sottrarre 621 Il nostro 1000 equivale al 379 persiano, una differenza di 621 anni - il nostro 1700 equivale al 1079 persiano, una differenza di 621 anni - il nostro 1900 equivale al 1279 persiano, una differenza di 621 anni - il nostro 2010 equivale al 1389 persiano, una differenza di 621 anni - Non è perfettamente in linea: Sino al 20 marzo 2015 saremo nel 1393 (-622), dal 21 marzo in poi nel 1394 (-621) ma è sicuramente più semplice da calcolare rispetto all'islamico :)
    3 punti
  10. 3 punti
  11. Proprio oggi un amico mi ha portato in visone alcune monete per una valutazione, fra tutte quella più interessante e carica di storia è un piccolo tondello forato, la cui dicitura al diritto non lascia dubbi: Internierten Lager Katzenau. Pur sapendo dell'esistenza di quelle monete da campo usate dai prigionieri per le loro esigenze quotidiane e conoscendo la storia di quel campo non avevo mai avuto l'opportunità di averne una in mano, è accaduto oggi. Il campo di internamento di katzenau era situato nelle vicinanze di Linz, in Austria, venne aperto nel 1915, esattamente 100 anni fa all'indomani dell'entrata in guerra dell'Italia. Chi erano gli internati ? Si trattava di sfollati provenienti dai territori austriaci occupati dall'esercito italiano all'inzio del conflitto e in maggioranza di elementi politicamente sospetti a causa di sentimenti di italianità delle province ora italiane dell'impero, sospetti irredenti in pratica, con loro anche persone di altra nazionalità in analoga situazione. Arrivò ad ospitare migliaia e migliaia di persone e si ebbe purtroppo un elevato tasso di mortalità dovuto alle cause comuni ad altre situazioni di questo tipo ossia scarsa alimentazione, carenza strutture sanitarie, igiene carente, etc, venne chiuso nel 1918 a fine guerra. Allego il link dell'unica discussione che ho trovato in cui se ne parla, sarebbe interessante approfondire il tutto dal punto di vista numismatico, magari cavandone fuori qualcosa da pubblicare sul portale online......... http://www.lamoneta.it/topic/23085-aiuto/#entry643279
    2 punti
  12. @@claudioc47 .... Azz......se mò ti fai prendere pure dalla "Spagnola" sei bello che fritto......guarda che questi Tarì, uno tira l'altro.....poi ci sono i carlini ecc. ecc. eh....eheh....eh !! E' vero @@Sanni ?
    2 punti
  13. ciao @@claudioc47 http://numismatica-italiana.lamoneta.it/concorso1/4.pdf sono riuscito a ripescare un mio lavoro fatto per il forum, @@francesco77 se lo ricorderà, qui si parla dell'evoluzione dei conii dal 1683 al 1687, non lo leggo da almeno 4 anni quindi ci saranno delle imperfezioni, ma come base va bene. Da allora iniziamo a parlare di conio di primo e secondo tipo. La corona, come dicevo, merita un discorso a parte perchè cambia come i punti nelle legende delle piastre
    2 punti
  14. sei un grande! :) chi ha poi detto di sostituirsi al parere del perito lo sai solo te. che la moneta sia stata vista da cotanti "stimatissimi" e aggiungo anche sconosciuti professionisti lo sai in pratica solo te che tra l'altro vendi la moneta o almeno vendevi...forse ti abbiamo fatto pubblicità...dovresti quasi ringraziarci :D poi ti dico la verità...io non ho la più pallida idea di chi sia il perito in questione..vedo solo parte del cartellino(scusa metà cartellino ma non ha importanza),non leggo manco la data....è perito del tribunale,della camera,NIP??!!! boh.... e le foto fanno alquanto schifo. la moneta a pelle non mi piace per bordo e mdz in primis ma se dici che te l'han già comprata avrò torto....che il signore mi perdoni :) una moneta di questa importanza e iper-falsificata,se la si inserisce su una giungla come ebay con queste foto e a un prezzo da spl,non ci si può lamentare di un paio di giudizi negativi. cordiali saluti e complimenti per la vendita. marco
    2 punti
  15. Bravo, ci siamo quasi. La moneta veniva emessa per commemorare la nascita di Settimio Severo. Nato egli a Leptis Magna, i cui protettori erano Hercules e Libero, quest'ultimo assimilato a Bacco/Dioniso. Infatti la figura di Liber regge il thirsus, l'attributo di Bacco. Ne trovi menzione qui: https://www.forumancientcoins.com/moonmoth/reverse_dionysos.html in particolare The emperor Septimius Severus was born in North Africa in a town called Lepcis Magna. He naturally wished to honour his birthplace, so he issued coins showing the patron deities of the town, who were Hercules and Father Liber. Here are two of the coins showing Liber Pater, struck in Rome at the start of his reign, with the legend LIBERO PATRI, Dedicated to Father Liber. Vi trovi anche una foto di un denario analogo con legenda al dritto III anzichè X. Il leopardo richiama la fauna africana, cosiccome l'elefante o il coccodrillo l'Egitto. Ciao Illyricum ;)
    2 punti
  16. Esatto. sovrapposizione 100 per 100 positiva. L'avevo visto ad occhio. Meglio di un computer hahahay:)
    2 punti
  17. C'è da riflettere anche sul fatto che alcuni coni del 1684 erano un po' diversi: alcuni, quelli prodotti dagli Hamerani, più rifiniti nei dettagli e altri meno.Ecco un raffronto del D/ e del R/ di un Tarì 1684 i cui particolari sono più visibili e meno pasticciati.
    2 punti
  18. @@adolfos come sempre troppo buono nei miei confronti. Io di monete di Bologna ne so quanto te. In una scala da 1 a 1000, diciamo 10, solo perché alcune analogie storiche e monetarie collegano Bologna con Ancona. Prima di tutto il bolognino, ma anche l'agontano, senza dimenticare che entrambe le città facevano parte dello Stato Pontificio. Per quanto riguarda le monetazioni anonime pontificie di entrambe le città posso dire che a fine XIV (Bologna dopo la metà) sino a metà XV secolo , pur essendo formalmente sotto il dominio delle Chiesa, le due città batterono moneta senza che su di esse apparisse il nome del pontefice, quasi ad indicare che continuava la loro autonomia comunale. In maniera più o meno velata però, le monete riportarono alcuni simboli dell'autorità della Chiesa. In Ancona ci furono le chiavette decussate nelle legende, a Bologna invece troviamo le chiavette o la tiara nelle legende, e nel quattrino addirittura le chiavi decussate nel campo del D/._ Per quanto riguarda poi il quattrino, parliamo di Bologna, questo fu emesso in analogia a quanto già succedeva in altre città tipo Milano come multiplo del denaro, con la differenza che anziché rappresentare il quadruplo del denaro (come anche il nome quattrino lascia intendere) a Bologna fu battuto il quattrino da due denari. Il primo quattrino anonimo di Bologna risalirebbe al 1404, quindi fu battuto per 4-5 decenni e se ne conoscono molte varianti. Al D/ ne abbiamo nelle legende, ma anche nelle chiavi del campo, legate o non, con anelli, con cordoni, fiocco... Al R/ i tipi sono principalmente due: S. Petronio che benedice con la mano destra e tiene la città nella sinistra; S. Petronio che tiene nella destra il pastorale e nella sinistra la città. Chiedo scusa ai cultori della monetazione di Bologna.
    2 punti
  19. Buongiorno ,ci siamo. Diam. 14mm peso 0,34 sapore deciso di rame,con leggero sentore d' argento.a voi la parola.
    2 punti
  20. Scopro solo ora questo Topic e , seppur con colpevole ritardo , mi aggrego alla " Famiglia Bianconera " , anche perchè per come io vivo il mio endogeno ... datato ... passionale ... viscerale rapporto con la Vecchia Signora ed i Colori Bianconeri ... " DOVE C'E' JUVE ...C'E' CASA " ! Cordiali Saluti a Tutti i " Fratelli Bianconeri " - :hi: Stefano ! Togliatti, Una volta chiese i risultati di una partita della sua Juve a Pietro Secchia. Il quale, ovviamente, li ignorava. Togliatti sbarrò gli occhi, e impartì rapida lezione di tecnica politica al più sovversivo e bolscevico di Botteghe Oscure: “E tu, pretendi di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juventus?”. Si dice che , persino dopo l’attentato, al risveglio dall’operazione, per prima cosa , chiese: Cos’ha fatto la Juventus?.E, come Togliatti , anche Berlinguer e Lama : Insomma tutta la " SINISTRA " che contava e che più " SINISTRA " non poteva essere , INCREDIBILE MA VERO , CON GIANNI AGNELLI , TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE ... FOLLEMENTE INNAMORATI DI UNA " VECCHIA SIGNORA " ! E poichè, la Nostra Juve , da sempre, è in grado di " UNIRE IL SACRO ED IL PROFANO " - " L'ALFA E L'OMEGA " - " IL NORD ED IL SUD " - "FUOCO E L'ACQUA "- " MARE E MONTI " - ecc.ecc. - ecco che , anche sull'altra sponda , quella della Destra più conservatrice che aveva in Almirante il suo " "Demiurgo " , come narrò e fece Mughini , altro rappresentante di una Sinistra più Naif,se ti recavi nel suo studio , da una parte trovavi il busto di Mussolini e dall'altra il Gagliardetto della Juve ! Sarà anche e soprattutto per questo che , quando Berlinguer venne a mancare, Almirante , da solo ed a piedi , tra un " Trionfo di Bandiere Rosse " , si recò a rendere il Dovuto Omaggio al suo acerrimo ma leale avversario politico ?
    2 punti
  21. Anche questa volta mi ritrovo a dover passare. Ma non potevo non intervenire in questa discussione per ringraziare ancora una volta delle persone molto speciali che con passione si dedicano alla trasmissione delle loro conoscenze a noi ragazzi piu' giovani! Bravi!!
    2 punti
  22. @@cliff ciao cliff , vedo che nessuno ha risposto alla tua richiesta di comparazione. Spero che con questo post , puoi (facilmente) osservare gli originali con la riproduzione per souvenir.
    2 punti
  23. @@oedema ho fatto del mio meglio (quindi immagina il risultato se non mi fossi impegnato... :rofl: )
    2 punti
  24. @@caiuspliniussecundus come ho già scritto in altre discussioni su questo argomento (e parlo da Perito in altro settore), per avere un'oggettività di valutazione, è necessario stabilire norme e regole ben precise (standard di strumentazione, parametri di osservazione, adeguata nomenclatura, nuova impostazione di modello di perizia ecc.). Tutto questo rientrerebbe in quella che si chiama "Certificazione di qualità" che, purtroppo, il ns ben amato Paese e ben lungi dall'averla adottata in tutti i settori, compresa la Numismatica. Poi rimane sempre anche il solito problema, ovvero, chi perizia non deve vendere, altrimenti non ci sarà mai imparzialità, eccetto pochissimi casi. Prova ad acquistare una moneta da un commerciante-perito, e dopo un pò di tempo riportagli la moneta, fuori dalla bustina sigillata, chiedigli di acquistarla e vedi se valuta lo stesso grado di conservazione. Ho seri dubbi che coincida con la prima valutazione!
    2 punti
  25. Ravensburg 1/4 di kreutzer 1703. Rame, 12mm e 0.46gr.
    2 punti
  26. La scala migliore per classificare le alte conservazioni è quella americana, che per il FDC ha dieci gradi di conservazione intermedi. E' anche quella meno soggettiva, quindi più scientifica. Io però non la so applicare (nè riconoscere) ma mi piacerebbe che venisse usata anche in Italia. Un approccio oggettivo è l'unico che può farci uscire da questa ambiguità in cui vive il mercato italiano. Monete che sul catalogo sono FDC ma se uno prova a rivenderle vengono declassate a SPL/FDC. QSPL che in realtà sono BB, insomma, le cose a cui siamo ormai da decenni abituati. Bisognerebbe passare ad una descrizione più oggettiva della moneta in modo che la conservazione sia inoppugnabile. Se poi si scopre che per difetti nella fabbircazione (vedi la zecca di Napoli) nessuna moneta è mai uscita FDC o anche solo SPL /FDC dalla zecca, beh, è meglio saperlo, così ce ne facciamo una ragione.
    2 punti
  27. So contento, il mio primo articolo,,,,grazie ad Andrea @@Illyricum65 che mi ha coinvolto in questa splendida esperienza, ed a cui va il grosso del merito, a @@grigioviola che ci ha dato un bell'aiuto in materia di revisione.. ad @@incuso ed agli altri ragazzi del Proteam.. ed a @@Reficul, per la possibilità offertami... che dire buona lettura...
    2 punti
  28. Ciao, volevo ringraziare Incuso e il Proteam che, pur in questo momento di "stress da iperlavoro" sono riusciti a dedicare il loro prezioso tempo alla pubblicazione dell'articolo, che speriamo riscontri il vostro interesse e gradimento. Grazie Illyricum :D
    2 punti
  29. Certo ... il 1694 è più Raro, direi anche R2, mentre il 1693 è Comune. Il 1693 dovresti pagarlo come buon BB verso il qSpl sui 180/200 euro per poi salire con l'importo verso conservazioni più alte del tipo, Spl 400 e qFdc 500/600 Il 1694 è più raro e dovresti aggiungere un 60% a queste quotazioni....più o meno, per quelle più alte anche 70-80%
    1 punto
  30. Ciao Claudio.......è un buon esemplare ma se devo esprimermi sulla conservazione non andrei oltre lo Spl, Spl+ .... non vorrei sembrare quello che penalizza le tue monete, ma è quello che osservo......sia chiaro quelle che ci fai vedere sono sempre delle ottime monete.
    1 punto
  31. una bella collezione nella Ranieri 4
    1 punto
  32. Ragazzi io ho fatto gran poco! il merito è tutto vostro! Complimenti ancora per l'articolo!
    1 punto
  33. Grazie, non ho visto l'altra, chiedo ad un Moderatore di unire le due discussioni o di cancellare l'altra se non ci sono risposte. Ciao
    1 punto
  34. Ciao, si tratta di un denario emesso a Roma nel 197-198 d.C. LSEPTSEVPERTAVGIMPX / LIBERO PATRI, Liber (ovvero Bacco) stante frontale, testa rivolta a sinistra, mano destra sulla testa (incorona se stesso?), reggente il thyrsus con la mano sinistra; ai piedi un leopardo. RIC 112 a, Cohen 305. E' considerato dal RIC "scarce". Indovinello... perchè un leopardo? Cosa simboleggia? Ciao Illyricum ;)
    1 punto
  35. @@Alex0901 1Lire del 1896 corrisponde a 4,15€, quindi 8000 delle vecchie lire.
    1 punto
  36. @@margheludo Ciao. Bella e interessante moneta. Prima di avventurarmi: sei sicuro del peso? vedi un simbolo tra i bracci della croce? fammi sapere, grazie salutoni
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  37. @@adolfos non posso/voglio credere che in tutto il forum non ci sia nessuno che si sia almeno una volta chiesto qualcosa su queste emissioni. Intanto direi che potremmo seguire la falsa riga di discussioni come quelle sui lucchesi ed i provisini, postando e commentando innanzitutto i nostri pezzi, poi si vedrà... Inizio con il mio unico quattrino da due denari (già il nome fa sorridere) che ho classificato come anonima pontificia, Muntoni 14. Particolare a mio avviso la raffigurazione di S. Petronio, che si è liberato del pastorale per poter benedire con la destra. Non è impresso alcun simbolo che possa portare ad una collocazione cronologica definita... PS ho letto la discussione sui paparini anonimi di Viterbo, diciamo che sto digerendo le informazioni...
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  38. Caro sig. Galuppi alias @gallo83 lei asserisce che la moneta "è falsa" al post n°3 senza nessuna ipotesi di "dubbio", sebbene lei stia valutando da una foto. Al post successivo si va a sostituire al giudizio di un professionista (o meglio, una serie di professionisti, leggasi sotto) insistendo d'aver ragione -sebbene questa volta rimarchi giustamente che è un suo giudizio. Le ricordo che sta valutando una foto piccola e "scontornata" ai bordi quindi onestamente non capisco neanche come l'utente @lele300 possa esprimersi al merito di quest'ultimi. Punto n°2 all'utente @PerUnaLira , anche se Lei è molto giovane, la inviterei ad andarsi a informarsi sulla normativa vigente e sul perchè alcune frasi poste dagli utenti - nonchè la summa di tutta la discussione - risulta diffamatoria fino al post n°6 Punto n°3 Il perito che ha sigillato la moneta, non sono io. E, sempre rivolto all'utente di cui sopra, vorrei capire perchè ha scritto "periziata" tra le virgolette, visto che tale perito è una persona fisica iscritta all'albo ed abilitata. Non parliamo di "sigilli anonimi di garanzia" Punto n°4 la moneta fu acquistata anni fa e proviene da una famosa casa d'asta. Orbene, diversi professionisti l'hanno giudicata autentica vedendola alla mano. Punto n°5 rispondo alla domanda dell'utente @quadriga : la moneta è stata ritirata dalla vendita non per le polemiche aizzate in questa sede, ma perchè ho ricevuto delle proposte da alcuni commercianti, i quali valutata la moneta mi hanno formulato una proposta di acquisto. ricordo le parole di un utente, ed aveva ragione in merito che i commercianti pagano meglio dei collezionisti o presunti tali. Da parte di molti utenti ci vorrebbe più senso civico/pratico che spirito polemico. Nessuno me ne voglia a male, ma -e parlo in generale non riferito a codesta discussione- certi atteggiamenti andrebbero quantomeno smussati. Buona giornata
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  39. Tempo fa avevo mandato questa mail all'ufn buongiorno sono da circa 2 anni inserito nella lista d'attesa per diventare cliente numismatico, vorrei sapere se sono diventato cliente o se sono ancora in lista d'attesa, i miei dati come cliente filatelico sono codice cliente ***** e il pin ***** e oggi mi è arrivata una mail tra le più belle che un numismatico possa ricavere Gentile cliente, riceverà la prima assegnazione con la nuova emissione del 16 marzo. Cordialmente. V. Costantini Ufficio Filatelico e Numismatico Governatorato 00120 Città del Vaticano Tel. +39 0669883414 Fax +39 0669881308 Evviva !!!! Non posso descrivervi la mia felicità in questo momento :D :rolleyes: :beerchug: :rolleyes: :D
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  40. Bel quattrino, sembrerebbe R1, come si evince link allegati http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-RECAXV/3 http://www.deamoneta.com/auctions/view/12/1624
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  41. il perito può scrivere quello che vuole....se dio vuole ho ancora la possibilità di giudicare da me una moneta...e PER ME è falsa. ...e non si sta diffamando nessuno...
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  42. A quanto mi risulta, le prime monete raffiguravano la tartaruga di mare, comune nel mar Egeo e simbolo del commercio dell’isola di Egina. In seguito, quando Egina fu sconfitta in guerra e privata della sua potenza marinara, la tartaruga di terra divenne la raffigurazione monetale standard. apollonia
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  43. è un tentativo di falso , definirla falsa è già troppo .
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  44. Ecco la foto senza bustina: Ho già provveduto a finestrarla in oblò!! Per la precisione, me l'hanno data come resto nell'ufficio postale di Gatteo paese, quando l'ho presa nelle mani stentavo a crederci...!!
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  45. La prima lira moderna a Milano è progettata nel 1806, prevista per l'emissione del 1807 e battuta nel 1808. I conii furono già approntati nel 1807 ma per qualche ragione di zecca non furo no battuti esemplari ed il conio già punzonato fu poi coretto con la data dell'anno successivo. Si nota in questo esemplare la correzione dell'ultima cifra della data da 7 in 8.
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  46. Ringrazio di cuore per l’attenzione riservata al mio recedente intervento. Vorrei ora sottoporre all'attenzione dei partecipanti al forum un'ipotesi per una possibile localizzazione di Velecha , già proposta in passato e oggi rafforzata sulla base di recenti ritrovamenti archeologici. Riporto di seguito la prima parte di un articolo pubblicato a mia firma sul Quotidiano del Sud. “ Fra le monete campane risalenti alla fine del III secolo a.C. è ben nota in ambiente numismatico una serie in bronzo che reca l’epigrafe VELECHA, a volte abbreviata in VE. Queste monete hanno al dritto una testa raggiante, simbolo del Sole, e al verso il busto di un cavallo o un piccolo elefante. I caratteri utilizzati appartengono a un alfabeto osco encorio derivato dall’alfabeto greco. Alcune monete sono ribattute su monete mamertine. È opinione prevalente degli studiosi che questa serie sia da collocare cronologicamente nell’ambito delle monete emesse dai popoli italici nel corso della seconda guerra punica (vedi sull’argomento Le monete della Campania antica di Renata Cantilena, Napoli 1987, da pag. 175 in avanti). La provenienza delle monete di Velecha è assegnata in genere alla Campania interna (Friedlander); i più riconducono le monete alla città di Volcei (odierna Buccino), basandosi però solo su una certa assonanza del nome e sulla vicinanza del luogo a Poseidonia. Velecha fino ad oggi resta in definitiva niente più che una città perduta, dove operava una zecca misteriosa. Proviamo a cercarla, questa misteriosa città sannita, nelle pieghe della Storia, utilizzando le preziose informazioni trasmesseci dalla nostra moneta, che si rivelerà essere una vera e propria capsula del tempo. Riviviamo gli anni tumultuosi della seconda guerra punica. Nella fase iniziale Annibale, dopo l’improvvisa apparizione in Italia e le folgoranti vittorie del Ticino, della Trebbia e del Trasimeno, resta comunque ben consapevole di non poter condurre un attacco diretto a Roma, imprendibile per gli illimitati mezzi a sua disposizione. Il suo progetto strategico diventa quindi quello di indurre i popoli italici a rinunciare all’alleanza con Roma e quindi di indebolirla per poi concludere la pace alle proprie condizioni. Annibale si dirige verso le zone della penisola dove ci sono più speranze di far nascere un'opposizione contro Roma, ovvero i territori di lingua osca. Il suo itinerario lo porta dal lago Trasimeno alla Via Flaminia, e di là attraverso gli Appennini alla costa adriatica. Dopo aver lasciato riposare i suoi uomini nel Piceno, raggiunge 1'Apulia settentrionale. Nei popoli italici tuttavia sul rancore verso Roma prevale la diffidenza verso un invasore straniero, e non una sola comunità si unisce ai Cartaginesi. Sarà la disfatta romana di Canne a portare molti fra Sanniti, Lucani, Bruzi, Apuli e Italioti dalla parte di Annibale, anche se non simultaneamente. Le città campane (Capua, Nocera, Nola e altre), da tempo entrate stabilmente nell’orbita di Roma, si trovano in una situazione particolarmente delicata, divise fra il dovere di restare fedeli e sottomesse e la suggestione di ritrovare le antiche autonomie. Tuttavia la presenza sul territorio campano degli eserciti punici reduci da Canne non poco favorisce la scelta di passare, più o meno spontaneamente, nel campo annibalico. Gli storici antichi non tramandano un quadro preciso e completo delle città che defezionano ad Annibale, né di quelle conquistate con le armi dall’uno o dall’altro esercito. Alcuni utili riferimenti si ritrovano comunque in Silio Italico e Tito Livio. Quest’ultimo, quando anticipa i tragici eventi di Canne, elenca i popoli che passeranno in seguito ai Punici: fra questi, in ordine di citazione, i Campani, gli Atellani, i Calatini, gli Irpini, parte degli Apuli, i Sanniti tranne i Pentri, tutti i Bruzi, i Lucani (Libro XXII, cap. LXI). Silio Italico, quando elenca i popoli che dopo la disfatta di Canne passeranno nel campo punico, elenca i Sanniti, i Bruzii, gli Apuli, gli Irpini, Atella e Calatia, seguiti da numerosi altri (Guerre Puniche, libro XI), mentre per Capua fa un discorso a parte. Notiamo che entrambi gli autori distinguono i Sanniti dagli Irpini, mentre la tribù dei Pentri è annoverata fra i Sanniti, ancorché restata fedele a Roma. Seguendo il racconto di Tito Livio, apprendiamo che la prima città a passare nel campo punico dopo la disfatta di Canne è Conza (Libro XXIII, cap. I). Lo storico parla poi delle operazione belliche portate da Magone in Campania per obbligare con la forza i più riluttanti a defezionare, quindi espone dettagliatamente le manovre condotte da Annibale nel tentativo di conquistare i principali centri della regione, da Napoli a Nola, e le contromosse romane. Roma ha perso numerose battaglie, ma non ha ancora perso la guerra: ha il controllo dei mari e nessun flusso di rifornimenti e rinforzi giunge ad Annibale con regolarità. Il Cartaginese non può essere ovunque nello stesso tempo, difficilmente può chiedere aiuti militari ai nuovi alleati e spesso è lui a doverli proteggere dalle rappresaglie. Nel 215 il pretore Marco Valerio Levino riconquista agli Irpini i tre piccoli centri di Vercellium, Vescellium e Sicilinum, non ancora localizzati, ma secondo un’interessante ipotesi (articolo a firma di Mario Izzo pubblicato su Airone 113)) ubicati sulle alture della Daunia (Monte Castiglione, Monte Felice e Monte San Chirico), nell’alta valle del fiume Celone (antico Aquilo). Anche il proconsole Marco Claudio Marcello nel 215 compie stragi e distruzioni sui ribelli, punendo severamente le città riconquistate. L'anno successivo, consoli Marcello e Fabio, il dominio cartaginese sulla Campania è definitivamente spezzato. Nel 213 viene portato a termine con successo il rastrellamento delle città caudine e l'anno seguente i Romani serrano le linee d'assedio su Capua, senza che Annibale possa intervenire efficacemente. Nel 211 Capua si arrende ai romani, seguita dai Calatini, dagli Atellani e dai Sabatini. A questi quattro popoli Roma riserva l’identica sorte della deportazione in massa e della limitazione dei diritti civili, e alle loro classi dirigenti quella della confisca dei beni e della riduzione in schiavitù (Tito Livio, libro XXVI cap. XXXIII e libro XXVI cap. XXXIV). Qui fa il suo ingresso sulla ribalta della Storia la misteriosa Velecha . Edward Togo Salmon, padre dei moderni studi sui Sanniti, ha fatto piena luce sulla questione, ma la cosa è stata inspiegabilmente sottovalutata, se non deliberatamente ignorata, in ambito scientifico. Salmon parte dall’osservazione che le monete emesse da Velecha sono del tutto simili a quelle emesse da Capua, Atella e Calatia nello stesso periodo (E.T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino 1985, pag.98), al punto che il retro di alcune monete presenta l’identica immagine di un piccolo elefante da combattimento, circostanza questa unica nel pur vasto scenario della monetazione greco-romana in Italia. Le caratteristiche morfologiche dell’animale raffigurato avevano portato in un primo tempo gli studiosi a identificarlo con l’odierno elefante indiano, la specie portata in Italia da Pirro, e di conseguenza ad abbassare l’orizzonte cronologico delle serie monetali. Successivamente l’elefante delle monete è stato correttamente identificato in una specie oggi estinta di elefante africano, molto più piccolo della specie attualmente diffusa nel continente. Ed è proprio questa specie di elefante quella che veniva utilizzata negli eserciti di Annibale. Nella realtà storica essi, guidati da un solo uomo in sella e non già muniti di torretta, hanno avuto un peso quasi insignificante nei combattimenti in Italia. Si ritiene che a Canne ne fosse in campo uno solo, essendo tutti gli altri deceduti nell’attraversamento delle Alpi e nelle precedenti battaglie alla Trebbia e al Trasimeno. Le monete di Velecha ci tramandano in definitiva l’immagine di un animale che già non era più presente nelle file di Annibale, e che oggi è addirittura sparito dal pianeta, ma è proprio l’immagine di questo piccolo elefante impressa sulle monete il filo rosso che ci porta finalmente sulle tracce di Velecha , la città perduta con la sua zecca misteriosa. Tornando a Salmon, partendo proprio dall’osservazione che Capua, Atella, Calatia e il popolo dei Sabatini si fossero uniti in una sorta di lega contro Roma, tanto da subire tutte insieme la stessa triste sorte, e che Capua, Atella e Calatia e Velecha battessero monete dello stesso tipo, quasi facessero tutte parte di uno stesso piccolo stato cartaginese, lo studioso perviene alla conclusione che Velecha fosse all’epoca la capitale, ovvero la poleis, dei Sabatini (Salmon, op. cit. pag. 347), popolo da identificare con gli abitanti del territorio della valle del Sabato a Sud di Benevento (Salmon, op. cit. pag. 316). E al centro della valle del Sabato, ovvero del territorio dei Sabatini, è situata la collina della Civita di Atripalda, ove è concordemente localizzata la colonia romana di Abellinum. Come non concludere che proprio qui, e non altrove, sia da localizzare anche l’antica città di Velecha , da riconoscere quale nobilissima antenata dell’antica città romana e della moderna Avellino? “ Ammettendo che questa ipotesi sia fondata, si porrebbero altri interrogativi, ognuno dei quali meritevole di specifico approfondimento: quale relazione c’è fra gli abitanti di Velecha (i Sabatini) e i Mamertini, sulle monete dei quali sono ribattute alcune delle monete “velechiane”? sono originari di Velecha alcuni dei mercenari campani reduci dalla Sicilia ai tempi della prima guerra punica? si spiega così l’uso, relativamente insolito, dell’alfabeto greco anziché di quello etrusco, più usuale? in che orizzonte cronologico si colloca l’ampia serie di monete fuse riconducibili a Velecha (come indicate nella catalogazione del Garrucci)? la presenza di questa serie di monete fuse potrebbe sancire in qualche modo l’esistenza di una zecca a Velecha più antica delle altre (Capua, Calatia e Atella)? Come mai su gran parte delle monete fuse ricorrono insieme i simboli del Sole e della Luna? è ipotizzabile per Velecha il ruolo di zecca unica utilizzata per le emissioni “annibaliche”, in aggiunta se non in alternativa a Capua? è possibile, sulla base delle monete greco-romane analoghe a quelle di Capua. Atella, Calatia e Velecha , ampliare lo scenario delle emissioni riconducibili allo “stato” annibalico? rientrano in questo contesto le monete di IRNTI, MELES, COMPSA, AKUDUNNIAD, ecc.? Grazie per l'attenzione e a risentirci.
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  47. Nessuna ostentazione, ma i simboli di una Nazione vanno fatti conoscere, le monete sono, a mio avviso, simboli allo stesso modo di altri, esempio di arte e cultura, di divulgazione di messaggi. Una moneta come questa è simbolo di una Unita Nazionale....che poi possa essere un Valore condiviso o meno....queste è un altro discorso. Renato
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  48. Ehii! Nemmeno io l'avevo notato! Bravo Pietro e bravo Fabrizio nell'averlo scelto involontariamente. Potreste per favore verificare se presente nel CNI? Magari gli do anche una controllata nel Cagiati. Bellissimo questo errore di punzonatura!
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