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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/23/15 in Risposte
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Ciao @@Alex0901, come riportato dal link di @@ciosky68, la zecca è Siscia, non Roma, in esergo leggo SIS, anche questa è R3 per il RIC, ma come sappiamo le rarità del RIC sono puramente accademiche, ciò non toglie che "R3" faccia la sua bella figura sul cartellino :) @@Theodor Mommsen, questa moneta è stata coniata sotto Costantino I, Costanzo Cloro è morto nel 306, fa parte di un emissione di consacrazione dedicata da Costantino a Massimiano, Costanzo Cloro e Claudio Gotico. RIC VII 41, emissione del 317-318 d.C. DIVOMAXIMIANOSENFORTIMP - REQVIESOPTIMORVMMERITORVM Questo è un mio esemplare:4 punti
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in effetti @@pato19 hai ragione, che cubo!!! è appena uscita e già si trova in circolazione, qualche pazzo deve aver aperto un rotolino, peccato io non le trovo così belle e per averle me le devo comprare pagandole più del valore facciale :cray: :fool:3 punti
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Buona serata Riprendo la domanda che il buon @@teofrasto ha fatto agli amici "milanesi", ma che ha fatto pensare anche me (d'altra parte non è la prima volta, e ben venga ;) ). Non conosco la monetazione milanese ma, in ogni caso, ho fatto un parallelismo con un'altra moneta di stampo veneziano (e non solo) e cioè con "bagattino". Se teofrasto mi avesse chiesto .....mi sai indicare un documento dove compaia il nome "Bagattino"? Non avrei avuto dubbi nel citare il "Capitolar dalle Broche", dove per la prima volta, sotto il dogato del doge Foscari, in data 22/02/1442 e per iscritto, a Venezia si cita questo vocabolo. Ma quanto tempo è passato tra l'uso comune del termine "Bagattino" e l'accettazione dello stesso termine da parte degli uffici governativi? Mistero ... solo supposizioni circa il fatto che questo termine fosse già in uso ai tempi del doge Steno, ca 40 anni prima. Per il "Pegione" credo che ci sia la medesima problematica e cioè il tempo intercorso tra la "vox populi" e l'adozione "ufficiale" dello stesso termine da parte degli uffici governativi. Dico bene o volo di fantasia? Ai fini dello studio di una moneta e del nome attribuitogli, valgono solo le "prove" scritte che, credo, dati i tempi, fossero esclusivamente di derivazione "ufficiale". Un caro saluto luciano3 punti
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Tutto il complesso montuoso a pochi chilometri a Sud di Roma e’ di origine vulcanica , si tratta di vulcani ormai estinti come manifestazioni esplosive da decine di migliaia di anni , pero’ ogni tanto qualche boato e scossetta e’ ancora avvertita in zona e fino a Sud di Roma , a testimonianza che nel sottosuolo la camera magmatica e’ ancora presente , infatti alcune oscillazioni del livello delle acque del Lago di Albano dovute a variazioni di pressione nel sottosuolo , ne sono una testimonianza . La zona dei Castelli Romani e’ ancora oggi bellissima nonostante le moderne violenze costruttive di ogni genere , e’ infatti ricchissima di boschi , di ogni tipo di alberi , di piante , di fiori , di acque sorgive , di laghi , di fauna , di antichita’ di tutte le epoche , ecc. ; fu abitata molte migliaia di anni fa’ , in tempi antichissimi , da popoli preistorici , quando Troia ed Enea erano ancora nei progetti futuri della Divinita’ . In questi luoghi un tempo paradisiaci , in parte lo sono ancora oggi , sorse in cima al Monte (vulcanico) piu’ alto , chiamato Mons Albanus e alto oggi 950 metri , in epoca storica antichissima , risalente a prima della fondazione di Roma , un famosissimo Tempio dedicato a Juppiter Latiaris . Il Mons Albanus ovvero monte di Alba ( Longa ) fu sede di un abitato protostorico latino sviluppatosi nell'eta’ del bronzo , circa XIII – XII secolo a. C. , i cui resti archeologici sono stati riconosciuti solo recentemente nel 1977. Il nome attuale di Monte Cavo deriva dalla vicina città latina di Cabum , corrispondente all’ attuale Rocca di Papa . Fu una montagna sacra per i popoli preromani del Lazio , e successivamente anche per i Romani , poiché vi sorgeva il Tempio di Iuppiter Latiaris , una delle più famose e frequentate mete di pellegrinaggio per i popoli latini e successivamente romani , nei secoli della dominazione romana . Il percorso stradale , forse tutto basolato , partiva da Roma e si diramava per oltre 30 chilometri , passando prima per il Lago di Nemi , ove si adorava Diana Nemorensis , la Diana del Bosco Sacro , Dea della Caccia , da qui la strada raggiungeva la base della montagna sacra , dalla quale iniziava una strada lastricata in basalto ottimamente conservata e ben visibile ancora oggi , detta appunto Via Sacra o Via Trionfale , che con un percorso di 6 km dalla base del Monte Albano , tutta in salita , ma agevole e piacevole a percorrere , giungeva al Tempio . Fu Tarquinio Prisco che proclamo’ questo antico Tempio come unico per i popoli Latini , Ernici e Volsci , qui sul Monte Albano , dove ogni anno si sarebbero celebrate le feste in onore di Iuppiter Latiaris . Inoltre Giove Laziale conferiva il potere a chi veniva eletto a capo della Confederazione Latina , cioe’ il Dictator Latinus . Sul Mons Albanus , tra la fine dell’ anno in corso e l’ inizio di quello nuovo , forse tra Gennaio e Marzo , anno che in antico iniziava il 1 di Marzo con l’ inizio della Primavera , non il 1 di Gennaio come oggi , si svolgevano le Feriae latinae . I Consoli latini o romani appena venivano eletti dovevano sacrificare a Giove Laziale e indire le "ferie latine" , questo sacrificio avveniva anche quando il console otteneva una vittoria in guerra , doveva infatti celebrare il trionfo sul Monte Albano , da qui deriva il nome della Via che portava al Tempio , di Via Sacra o Via Trionfale . Il Tempio era costruito in Peperino come dimostrato da alcuni blocchi squadrati ancora esistenti , il Peperino e’ una roccia vulcanica molto resistente ma facile a lavorare ed utilizzato per la costruzione di tutti gli edifici e delle mura della Roma repubblicana . La storia dell’ antichissimo Tempio di Iuppiter Latiaris finisce e se ne perde probabilmente anche la memoria quando nel IV secolo venne a cadere la religione pagana e al posto del tempio pagano fu costruita alcuni secoli dopo , sui ruderi del vecchio Tempio , una chiesetta , con relativi alloggi , dedicata a San Pietro , sembra ad opera di un eremita proveniente dalla Dalmazia . Questa chiesetta divenne in pratica un inaccessibile Eremo , in quanto la Via Sacra , caduta in disuso secoli addietro e senza manutenzione , fu invasa e nascosta dal bosco . L’ Eremo comunque continuo’ ad essere frequentato , fu visitato dal Papa Pio II nel 1463 , e successivamente anche da Papa Alessandro VII . Dopo gli eremiti dalmati vi si stabilirono i religiosi polacchi di Edmondo di Buisson , i Trinitari spagnoli ed infine i Missionari fiamminghi ; insomma fu un luogo , all’ epoca internazionale , che sebbene per diversi intenti religiosi , ne tramandarono pero’ la memoria del luogo , che rimase sacro come agli inizi della sua storia . La chiesa e il relativo eremo medioevale furono convertiti in Monastero nel 1727. Nel 1758 vi vennero ad abitare i passionisti di San Paolo della Croce e nel 1783 fu finalmente restaurato , usando in parte gli antichi materiali superstiti del Tempio di Giove per desiderio di Enrico Benedetto Stuart , duca di York , all’ epoca vescovo della diocesi di Frascati , cittadina dei Castelli Romani sorta poco distante e piu’ in basso dall’ antichissima Tusculum , distante dal Mons Albanus circa una decina di chilometri . Da questo periodo , furono ospiti nel Monastero importanti personaggi storici , quali Carlo Emanuele IV di Savoia e sua moglie Maria Clotilde nel 1800 , Pio IX nel 1852 , e Francesco II delle Due Sicilie nel 1865 . Infine i religiosi abbandonarono il Monastero nel 1889 , quando i Colonna , nobile e antica famiglia romana , proprietari del luogo e di altri Castelli dei Colli Albani , affittarono lo stabile al Ministero dell'Agricoltura . L’ anno successivo nel 1890 però il Ministero non rinnovò il contratto , lasciando che la struttura fosse adibita ad Albergo , che ospitò tra gli altri: Umberto di Savoia e Armando Diaz , il re d'Inghilterra Edoardo VIII con sua moglie Wallis Simpson ; anche l’ Albergo non ebbe pero’ vita lunga ; oggi tutta la struttura è in stato di completo abbandono perche’ circondata da antenne televisive di emittenti nazionali e private , nonche’ da istallazioni militari . Sono salito diverse volte in cima al Monte Albano percorrendo a piedi l’ antica Via Sacra , altre volte in macchina tramite la stradina asfaltata , ma spesso dissestata , ad uso dei militari , utilizzata pero’ con modesto pagamento , anche dai civili ; sara’ un po’ per la storia ultra millenaria che si respira pensando a quanti antichi personaggi romani e non , famosi e meno famosi l’ hanno battuta , un po’ per l’ amenita’ del luogo , un po’ per i profumi del bosco selvaggio e per il silenzio regnante o per i suoni naturali che si odono , si viene avvolti da un senso di liberazione e di felicita’ , quasi ascetica , sensazioni che pero’ scompaiano quando si arriva in cima e si nota il completo abbandono dell’ antichissimo e sacro luogo, per le due religioni succedutesi nei secoli ; luogo invaso oggi da orribili ripetitori televisivi e da recinzioni di postazioni militari dell’ Aeronautica militare che nascondono nel sottosuolo intricate gallerie , segrete e misteriose . A testimonianza della mia sensazione comunque positiva del luogo , facendo finta di non vedere le deturpazioni moderne , segue anche quella di molti personaggi che dal XVIII secolo in poi hanno lasciato la loro felice testimonianza e hanno colto fonte di ispirazione , dalla bellezza del panorama che da lassu’ si gode . Innanzitutto citerei Johann Wolfgang von Goethe , che risaltò il fatto che dalla cima del monte si potessero ammirare contemporaneamente sia il Lago di Nemi che il Lago di Albano esprimendo una poetica relazione della atavica bellezza del luogo e del panorama che da li si gode , non paragonandolo per bellezza a nessun altro da lui visto in altri luoghi europei , ma anche Hans Christian Andersen , George Sand , Gioacchino Belli , Massimo d'Azeglio e molti altri , trassero qui ispirazione per le loro opere . Papa Pio II inoltre, centinaia di anni prima , nel 1463 , scrisse nei suoi Commentarii di aver visto persino il monte Amiata in Toscana , ma oggi con l’ inquinamento esistente credo sia visione impossibile . Come dicevo , Monte Cavo è un importante centro di trasmissione radio-televisiva , infatti vi sono installati decine di ripetitori radio tra network locali e di rilievo nazionale , e la stessa cosa vale per le trasmissioni televisive , con tralicci e pannelli trasmittenti orientati sia verso il territorio di Roma e verso l'Agro Pontino , questi ultimi segnali raggiungono anche alcuni punti della Sardegna , della Calabria e della Sicilia . Infine una notizia curiosa , anacronistica , quasi folcroristica : alcuni tradizionalisti pagani romani e locali , ritengono la presenza delle antenne una profanazione di quello che per loro è stato ed e’ tutt’ora ancora un luogo sacro e ne hanno richiesto la rimozione ; a parte la corrente religiosa , hanno comunque perfettamente ragione . Dentro le foto alcune brevi note3 punti
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Quando comparirono le prime C o questi segni tipo una C, credo un paio d'anni, pensai subito a un segno identificativo di zecca, e forse dovrei ritrovare i post dei tempi ormai...., più si moltiplicano gli esemplari e più penso a questo, un segno di riconoscimento di una emissione, più o meno ufficiale, due anni fa dissi di una zecca più o meno ufficiale, se aumentano potremmo spostarci più sull'ufficiale fuori Lucca in un altro ambito, ipotesi nulla di più su questo ovviamente, sono emissioni comunque tarde, non tardissime però credo, credo che sia necessario per un fare uno step successivo vedere se in base alle caratteristiche di questi esemplari si trovano dei tratti similari, pesi, diametri, forma, intrinseco, forma della H, diametro cerchio, caratteri lettere e vedere se possono essere raggruppati, mi sembra di capire a grandi linee che le caratteristiche non siano omogenee per tutti e questo potrebbe far pensare a un periodo di emissione anche abbastanza ampio e quindi in un certo qual senso amplierebbe la rilevanza di queste emissioni, volute con un segno per distinguerle, più copiose di quanto possa sembrare e anche probabilmente su un certo periodo temporale....d'altronde su Lucca ci possono stare sempre molte ipotesi, su questo non ci sono dubbi.... :blum:3 punti
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Ciao, oggi, complice forse un po’ di … metereopatia (giornata grigia, lievemente uggiosa, abbastanza malinconica), le meningi hanno cominciato a girare un po’ a ruota libera. Meditazioni quasi filosofiche, quasi metafisiche … e così mi è venuta l’idea per una discussione un po’ dissacrante ma da vivere così, in piena libertà. :D In breve pensavo alle monetuzze nostre, i nostri pargoletti … oggetto spesso di sacrifici, di passioni, di ricerche, bramosie e discussioni e ho messo mentalmente in gioco alcuni tabù mentali. Non me ne vogliate, rispetto sempre l’altrui pensiero ma ad esempio… perché cercare a tutti i costi la moneta con la patina migliore, pur sapendo che incorro nel rischio di ricadere in una foto traditrice e in una patina non autentica? Ormai di patine autentiche se ne vedono ben poche mi pare di poter affermare. Eppure la loro presenza su una moneta è come il miele e attira i collezionisti più esperti. Ma patina sì, patina no, dettagli perfetti (ma autentici o no?) … ma cosa manca ad un sesterzio come questo? 32 mm per 23 g. … che bella sensazione a soppesarla nel palmo della mano! Ma soprattutto il cristallizzarsi di un momento storico con i due Augusti che si danno la mano in segno di Concordia. Non solo: la sua usura sui rilievi dimostra che ha circolato per qualche tempo di mano in mano, fino a che ha goduto di un riposo meritato. Probabilmente ha perso la patina che si è formata nel tempo e le superfici si sono scurite, perdendo di nuovo il suo colore originale quasi dorato (oricalco) per brunirsi… Leggibile, a mio avviso godibile, circolata: ha avuto una vita! E mi pare che non ci siano dubbi sull’autenticità di un esemplare come questo, a differenza di tanti “restyling” più o meno pesanti cui siamo ormai assuefatti! Ma potrebbe anche esser messa peggio, si tratta comunque come detto di un’istantanea di un momento storico! Oppure questo Domiziano: 33 mm per 26 g, circolato, usurato ma nell’insieme abbastanza leggibile, di cui mi danno più fastidio le probabili macchie di cancro del bronzo (quasi sicuramente una attiva e due spente a rovescio) che non la carenza di patina verde o di alcuni dettagli… Ma per i quali non debbo chiedermi se siano autentici o meno. E di questi tempi non mi pare poco! E quindi mi vien da pensare: l’apprezzamento per la patina è proprio dell’osservatore che privilegia la collezione da un punto di vista numismatico? E se così fosse, allora colui che privilegia il punto di vista storico dà meno peso alla stessa? Nei musei spesso ho visto monete con … “croste” sulle superfici, più che formazioni degne di meritarsi l’appellativo di patina. La perfezione nei dettagli può voler dire che è stato tesaurizzato subito o quasi… ma allora non ha avuto una sua vita, al limite un… letargo più o meno lungo! Non me ne vogliano coloro che puntano tutto su questi valori… sapete che per mio carattere che sono conciliante, si tratta solo di pensieri in libertà che voglio condividere con voi… Ciao Illyricum ;)2 punti
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E' difficile poter dare un consiglio...se ad esempio non si parte da alcuni punti fissi...ad esempio---quanto voglio spendere??? certo che se il mio budget e ' di 100 euro...be sara' difficile , almeno a mio parere, anche prendere una moneta come questa... certo che se se si parta di altre cifre si puo' mirare piu' alto...ma il tutto dipende sempre dal QUANTUM....2 punti
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Taglio : 2 euro cc (25 anni riunificazione Germania) Nazione : Germania (zecca F) Anno : 2015 Tiratura : 7.200.000 Condizione : SPL +++ Città : Argenta Ancora grazie alla mia barista di fiducia...2 punti
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Carissimi, vi propongo le immagini di una moneta di non facile lettura, almeno per me, ma che potrebbe essere un ulteriore esemplare della “serie con la C”. Il diametro varia tra 15 mm e 16 mm, il peso è 0.72 g. Un caro saluto, Valerio2 punti
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In realtà quello che scrivi non mi stupisce affatto caro Antwala. E' un forum a spiccato indirizzo commerciale sorto come corollario al negozio di Sermarini, che è IL principale obbiettivo e scopo ultimo di tutto il carrozzone. Ci sono su quel forum utenti molto validi e studiosi appassionati ed è per quello che continuo a seguirlo, ci sono e ci sono state discussioni interessanti nell'ambito della monetazione classica. Ho difficoltà a scriverci invece, soprattutto nella sezione falsi. La loro percezione dei falsi e delle falsificazioni è in qualche modo limitata, e d'altronde la regia vuole che resti cosi'. Ho ricevuto minacce di ban privatamente da Joe piu' di una volta a riguardo di discussioni che avevo postato là e alcuni miei messaggi sono stati oscurati. Mi ha detto chiaramente che lui ci vive vendendo monete e non permette affermazioni che affermino che il fenomeno dei falsi sia in crescita o che esistono falsi di alto livello che vengono venduti anche in aste rinomate. Il collezionista medio ed ancor di piu' il neofita deve rimanere con la percezione che sia un hobby sicuro, tranquillo e rilassante e soprattutto privo di insidie in modo che non si spaventi e continui a comprare monete ONLINE. Anche tutte le affermazioni che invitano ad osservare bene le monete in mano o con una lente non sono ovviamente permesse, perchè quello che interessa è che la gente continui a comprare monete ONLINE. Di fatto là si possono pubblicare solo falsi di cui è riconosciuta chiaramente la falsità perchè con gli stessi conii di falsi conosciuti e presenti nel loro database, guai inoltre a dire che un possibile falso è stato venduto in un'asta rinomata (asta rinomata secondo Lui, ovviamente. Nel caso di ACR di qualche tempo fa se ne parlò anche là a profusione perchè non godevano della sua stima, evidentemente). Da quanto ho capito è un tipo abbastanza rancoroso e vedo che ora ogni intervento che faccio là è monitorato da vicino e spesso vengo subito ripreso e censurato con veemenza al minimo commento in cui esprimo un'opinione. L'ultima volta altri utenti hanno reagito ricordandogli di stare calmo perchè è risultato davvero maleducato e fuori luogo... Un paio di settimane fa ho comprato un libro dal suo shop finalmente...chissà che magari si sia rabbonito un po' ora... ;)2 punti
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abbiate pazienza , ma la differenza c'è ed è evidente2 punti
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@@Lafayette ; a rischio di troppa complicazione dato le mie competenze linguistiche poveri —bellissimo il tuo piccolo rame e domande sui suoi zecca mi ha ricordato di uno di quei momenti che ci fanno in collettori... Un giorno a scuola a Napoli nel 1967 ho scambiato il mio pranzo soldi per un paio di vecchi rame austriaci. Uno era un 1859, e l'altro era un 1881 come la tua. Ho non avuto nessun catalogo per loro, quindi non avevo idea che fossero pezzi 1-kreuzer. Ma che importava, non proprio, perché il 1881—meglio conservato di altro—era una cosa bella, bellissima ai miei occhi giovani. E l'altro, il 1859, era mia moneta più antica. Ma non guardando il 1881, che aveva nessun marchio di zecca e il 1859, che aveva (quello che ho pensato!) era "V" di Vienna, proprio non potevo fare senso di esso. Negli Stati Uniti, la zecca di madre al Philadelphia non aveva nessun marchio di zecca, mentre le zecche ramo meno importante erano il loro "D" e "S," ecc. Quindi se—mi sono chiesto, se Vienna usato una "V" e Vienna era la principale città in Austria, che città sarebbe così importante che è stato necessario nessun marchio di zecca? Presto imparato dal Pop che Vienna alla Viennese è "Wien". Quindi senza "V" per Vienna, che mi ha aiutato alcuni, ma poi qualche anno più tardi ho imparato la "V" era per Venezia—e devo dire, che per un po', comunque, apprendimento che una città italiana aveva coniato solo mio 1-kreuzer austriaci non mi aiuta affatto! :D v. --------------------------------------------------- @@Lafayette ; at the risk of too much complication given my poor language skills—your beautiful little copper and your question about its mint reminded me of one of those moments that make us into collectors… One day at school in Napoli in 1967 I traded my lunch money for a pair of old Austrian coppers. One was an 1859, and the other was an 1881 like yours. I had no catalog for them, so I had no idea they were 1-kreuzer pieces. But that didn’t matter, not really, because the 1881—better preserved than the other—was a beautiful, beautiful thing to my young eyes. And the other, the 1859, was my oldest coin. But looking at the 1881, which had no mintmark, and the 1859, which had (what I thought!) was Vienna’s “V,” I just could not make sense of it. In the U.S., the mother mint at Philadelphia had no mintmark, while the less important branch mints had their “D’s” and “S’s,” etc. So if—I asked myself—if Vienna used a “V,” and Vienna was the chief city in Austria, what city would be so important that no mintmark was needed? I soon learned from Pop that Vienna to the Viennese is “Wien.” So no “V” for Vienna, which helped me some, but then a few years later I learned the “V” was for Venezia—and I have to say, that for a while, anyway, learning that an Italian city had coined my Austrian 1-kreuzer just didn’t help me at all! :D v.2 punti
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Salve, il MIR da solo la variante del R/ con PAPPIA o PAPPA ( CNI 6/9 e 13/14) R e la variante con PAPPPIA ( CNI manca) R2 Il CNI al D/ su 14 coni solo il n. 8 è mancante del 3 ma al R/ da PAPPIA, pertanto è variante inedita o non censita2 punti
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Il pegione, alias il piccione, fu il simpatico nomignolo che vuoi per gioco vuoi per ignoranza il popolo attribuì all'aquila che sormonta il drago visconteo ritratto per la prima volta sui grossi di Bernabo' e Galeazzo II Non so se anche quelli per Pavia fossero chiamati all'epoca pegione o se siano stati battezzati così successivamente per similitudine con quelli di Milano. Ecco il pegione da 1 soldo e 1/2 di Bernabo' e Galeazzo II Visconti2 punti
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Vediamo se riesco, e non ne sono poi così sicuro :blum: a darti qualche indicazione per incominciare a leggere in attesa dell'iscrizione alla SNI al 28 marzo, dopodiché avrai molto, se vorrai da leggere, io ti consiglio visto che parli di Pavia di andare su Internet e leggere " Monete di Pavia " di Camillo Brambillla e di leggere intorno e dopo pag. 388, qui si parla di una grida del 18 settembre 1399 dove si parla di pegioni e poi il Brambilla argomenta e riflette su questo nome.....e poi andrei per Milano e lo trovi sempre su internet di E.Motta in RIN 1893, "Documenti visconteo -sforzeschi "a pag.204 si parla di un Editto del 25 gennaio1391 di Giovanni Galeazzo Visconti dove c'è il termine pegionum e se poi scorri ne troverai altri successivi, però poi magari ce ne sono altri....giusto per indicarti delle strade da leggere inerenti....2 punti
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Sear 3652 Divus Maximianus AE3. Minted under Constantine I. DIVO MAXIMIANO SEN FORT IMP, veiled head right / REQVIES OPTIMOR MERIT, Maximianus seated left on curule chair.2 punti
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sarò discorde , ma per me non ci arriva . Anche in questo caso siamo sul bb/spl2 punti
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ciao, mi ritrovo una "uniface" che ho genericamente catalogato pfennig. misura 14 mm per 12. magari mi sapete aiutare?2 punti
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Già da qualche tempo studiacchiavo prevalentemente in rete la monetazione viscontea, perché sono stato educato da numismatici della scuola "prima i libri (o surrogati), poi le monete". Ed ecco che oggi, quasi a sorpresa, è arrivato il gran giorno. Sono pienamente consapevole che non si tratta di pezzi straordinari per conservazione e rarità, ma si tratta pur sempre dei capostipiti di quella che penso sarà una lunga divagazione che farà concorrenza alle mie amate emissioni coeve dei dominii pontifici. La fase sentimentale è durata abbastanza, quindi passo alle monete, che alla fine sono la parte che interessa di più :D Si tratta di due pegioni (o grossi da un soldo e mezzo, ma il primo termine mi piace di più) emessi da Galeazzo II Visconti a Pavia. Il primo l'ho classificato come CNI 1, mentre il secondo credo sia una variante non censita dal Re in quanto assomiglia molto al 12 ma la legenda del dritto termina con C (al posto di 3C) e agli angoli vi sono fiori a cinque petali e non stellette a sei punte...magari qualche anima pia MIR-dotata potrebbe dirmi se la variante è censita?? Buona serata a tutti, Antonio PS scusate se le immagini sono staccate dal testo ma ho il pc che fa le bizze e non riesco più ad usare la funzione aggiungi al messaggio1 punto
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La Zecca di Riccia non è esistita come la intendiamo noi,cioè come luogo di emissione di monete,ma,nel medioevo Zecca era considerato anche il luogo dove si conservavano le misure di peso o dove si controllavano le merci,una specie di dazio;pertanto il luogo che nel medioevo a Riccia chiamavano Zecca era inteso come luogo dove si "certificavano" beni di commercio,dove si punzonavano derrate alimentari,dove si pesavano merci atte poi alla vendita:era un luogo di controllo. --Salutoni -odjob1 punto
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@@claudioc47, Complimenti per la prima... ma... conoscendoti... ...e scusa se mi permetto credo che non sarà neanche l'ultima. :lol: :lol: :lol: Quasi al top!!1 punto
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Ce l'ho pure io :D Parliamo di questa,giusto? La davano per caso in allegato con un fumetto di Topolino? Non ricordo più come l'ho ottenuta. Da piccolo avevo l'abbonamento. Ho visto che su internet si trovano anche sempre da 1 dollar con altri personaggi Disney,quindi parliamo di una collezione di medaglie (meglio definirle così) abbastanza divertente,soprattutto per i più piccoli (ma anche i "grandi" come noi possono apprezzarle,nostalgicamente parlando)1 punto
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Per me è una moneta Svizzera, direi Solothurn. Lo evinco dallo stemma ( confrontabile con i groschen cinquecenteschi ) e il motivo froreale al R/, simile a quello che decora questo batzen 1760:1 punto
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SOCIETA' DI MUTUO SOCCORSO FATTORINI DI BANCA E STUDIO Anno di fondazione 1884, al 1904 soci 218, sede Via PARINI 95 Argento con smalti1 punto
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Credo proprio che sia questa! :) Thessalonica RIC VI 60. Licinius I AE Follis. 312-313 AD. IMP LIC LICINIVS P F AVG, laureate, draped and cuirassed bust right / IOVI CONSERVATORI AVGG NN, Jupiter, chlamys over shoulder, leaning on sceptre, holding Victory on globe; eagle with wreath below left, dot TS dot A dot in ex. Rated Common.1 punto
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Alta conservazione! :) In ogni caso, non è difficile innamorarsi di monete simili, anche solo per la Storia e la bellezza del conio che hanno! :)1 punto
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Per forza di cose TSA ... a Thessalonica non c'era una officina identificata con la lettera H. Se ben ricordo non andarono oltre la quinta officina (epsilon). Sul valore, 10-15€.1 punto
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Se ho capito chi è l'utente è tutto meno che poco attivo. Certo, se fossi un commerciante forse non lo vedrei anche io di buon occhio lui e le sue ciotole :lol: Speculazioni a parte, hai provato a chiedere lumi a Sermanini? Mi sembrerebbe corretto sentire anche l'altra parte. Edit: ggpp mi ha precedeuto...1 punto
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Moneta che non ha nulla di vandalo e neppure mi pare che imiti il disegno di Roma seduta. Semmai quello di un animale andante a destra.1 punto
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sulle imitative è sempre dura sbilanciarsi....una moneta così pesante la vedo a fatica superare la metà del V sec, non avrebbe avuto senso....quanto il mondo delle imitative sia impossibile da incasellare te lo dice questa immagine....da Bijovsky 2013 - forse egiziano in terracotta per produrre imitative. nella stessa piattina si producevano insieme: - spes reipuv - 355-361 - municipali vandale - aksumite vecchissime - marciano - ilderico questa immagine la dice lunga :) si producevano in copia monete vecchie di più di un secolo...vedete voi.....1 punto
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Ho acquisito un Erode il Grande da aggiungere alla mia collezione di monete palestinesi-judaiche, che mi sembra veramente valido. Ho il piacere di mostrarlo.1 punto
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Ti ringrazio @@dareios it abbiamo così colmato una lacuna del catalogo: la prima medaglia ottocentesca della Regione Basilicata. http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME594/141 punto
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Posto qui, nella collocazione ‘legittima’ dopo averlo introdotto nella discussione sugli stateri di Egina, questo tetradramma di una zecca incerta macedone o greca con la tartaruga in esergo come simbolo (oltre al delfino nel campo a sinistra e al monogramma sotto il trono). KINGS of MACEDON. Alexander III ‘the Great’. 336-323 BC. AR Tetradrachm (17.10 g, 6h). Uncertain mint in Greece or Macedon. Struck circa 310-275 BC. Head of Herakles right, wearing lion skin / AΛEΞANΔPOY, Zeus Aëtophoros seated left; in left field, dolphin left; monogram below throne; in exergue, tortoise left. Price 851; SNG München 393 (same dies); SNG Alpha Bank -; SNG Saroglos -. Good VF, slight die shift, minor die wear on obverse. Rare tortoise symbol. Ho cercato la tartaruga tra le monete del Grande perché recentemente mi sono occupato degli stateri di Egina con la caratteristica tartaruga di mare o di terra sul diritto. Mi sembra che il Price 851 sia l’unico rappresentante del genere. apollonia1 punto
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Per quello che vedo è un bb/spl. Il dritto la penalizza, il bordo è sofferente e tanti segnetti nei campi (Pulizia?).1 punto
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Arles RIC 29a Magnus Maximus, AE4. Arles as Constantina, August 25, 383 - August 28, 388. D N MAG MAXI_MVS P F AVG, pearl-diademed, draped & cuirassed bust right / SPES RO_MA_NORVM, campgate with four rows, two turrets, no doors, star above, top and bottom rows empty blocks, [?]CON in ex. Text1 punto
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Per farla breve, nella mentalità medievale e in particolare bizantina - e quindi di tutti quei Paesi che vi hanno gravitato attorno, come la Bulgaria - l'importante è che il protagonista sia riconoscibile per il suo status di regnante e non tanto come personalità specifica. Da qui la maggiore attenzione per gli attributi della regalità come corone, scettri e indumenti invece di una ricerca fisionomica dei tratti del volto. A chi interessato a questi temi consiglio vivamente la lettura di L. Travaini, I capelli di Carlo il Calvo. Indagine sul ritratto monetale nell'Europa medievale, Roma 2013.1 punto
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CONSOLATO OPERAJO MILANESE Argento, Autore CAGIADA - Dedicata a CONTINI ERNESTA1 punto
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Questa moneta è stata coniata dalla primavera del 1814 al 1824, evidentemente i Savoia non badavano tanto all'impronta e alla legenda pur di far coniare monete d'oro dalla zecca di Genova, ormai da tempo inoperosa. Nonostante le osservazioni di G.C. Brignole (Ministro di Stato alla Corte di Torino) che riguardava le monete d'oro da 96 e 48 lire, portanti la data 1796, che risultavano calanti in peso, la produzione fu ugualmente messa in circolazione. La giustificazione fu che il calo era favorito da un'incisione troppo forte e rilevata delle impronte, ma più ancora dai rilievi cordonati del bordo appositamente modificati per ostacolare le illecite operazioni di tosatura. A causa della duttilità del metallo le parti più in rilievo erano soggette ad un consumo che si traduceva in un calo di peso. Più probabilmente la zecca genovese aveva trascurato i normali controlli soliti a farsi nelle varie fasi di lavorazione e con quel pretesto riuscì a "guadagnarci un po'" Non va comunque dimenticato che la ricomparsa delle monete del 1796 consentiva automaticamente alla riapertura del Banco di San Giorgio di procedere alla sistemazione delle ingenti somme depositate in passato nel celebre istituto bancario: somme calcolate esclusivamente sulle quadruple da 96 lire e sugli scudi da 8 lire, ed è questo un motivo, se non il principale motivo, che costrinse il Governo Sardo a tollerare fino ad esaurimento il corso di queste monete. PS: A proposito com'è il bordo? Puoi fotografarlo o descrivercelo?1 punto
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5 Para turchi-ottomani del Sultano Muhammad V coniati a Istambul. AH 1327/7 (1915) Ni KM# 767 A differenza delle altre date alcuni pezzi del 1327/7 presentano il titolo onorifico (Thougra) "Il Vittorioso" (El-Ghazi). (si tratta del ghirigoro in alto a dx nel campo del D/)1 punto
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1881 Impero Austro-Ungarico Austria Francesco Giuseppe 1 Kreuzer Rame Zecca ?? KM# 21861 punto
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Definirli monetieri è riduttivo: sono delle vere opere d'arte. Meriterebbero un posto all'interno di un qualsiasi museo solo per come sono fatti, anche se fossero vuoti. Sicuramente il mecenatesimo ha influito non poco alla realizzazione di opere che ci sono state tramandate. Purtroppo anche oggi c'è chi vorrebbe fare il mecenate, ma l'ottusità e l'ignoranza di qualcuno mette il bastone tra le ruote, adducendo il fatto che la donazione non è altro che una forma di pubblicità, invece di prenderla come sostegno del patrimonio. (senza fare nomi, la donazione per sistemare il Colosseo)1 punto
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Taglio: 2 euro Nazione: Grecia Anno: 2005 Tiratura: 950.000 Condizioni: BB Città: Milano Taglio: 2 euro Nazione: Grecia Anno: 2009 Tiratura: 975.000 Condizioni: BB Città: Milano1 punto
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Un piacevole video su youtube : Un Malandrino sulla Via Sacra - Monte Cavo - YouTube www.youtube.com/watch?v=ctdW8BjNRRk1 punto
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io mi chiedo perchè dall' arrivo dei tifosiorganizzati (aerobus da Rotterdam) la polizia non li abbia accompagnati direttamente allo stadio.....come succede per le partite interne. casomai alcune decine di tifosi, diciamo privati( voli ,auto,treno) sarebbero arrivati al centro città senza danno... le accuse all' alta dirigenza Ministro interno, questore, capo polizia sono dovute, come dovute sono le spiegazioni che ai telegiornali non sono arrivate o lo sono ma censurate.... Ieri in parlamento hanno lavorato, ma chissà cosa hanno fatto o votato...si è parlato solo di tifosi e monumenti....si chiama deviazione dell' informazione e dell' opinione pubblica... Non sono qui per accusare ma molte cose non tornano... saluti R.1 punto
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Altre foto del luogo antico e moderno , dentro le foto alcune brevi note1 punto
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Grazie Fabio una piccola curiosita' oltre a ricordare il pellegrinaggio la data in alto a destra 11-ii-1929 ricorda i patti lateranensi . un saluto Angelo1 punto
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