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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/07/15 in Risposte
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Un 1902 pezzo di 50-centavo dalla Colombia che misura 30mm di diametro e che pubblicizza il suo buon contenuto d'argento sul suo retro: "G. 12,50 LEY . 835." Colpito alla zecca americana a Filadelfia per un quantitativo del 960.000: Insieme con i piccoli pezzi d'argento 5-centavos coniati anche quest'anno, queste monete di 50-centavo 1902 sono le prime monete ha colpite per la Colombia negli Stati Uniti È una distinzione interessante, piena di ironia, perché 1902 è l'anno che Colombia e Stati Uniti hanno firmato un accordo che permette agli americani acquistare fuori il precedente fallito tentativo di scavare un canale tra l'Atlantico e Pacifico in Colombia’s istmo di Panama. Il Senato colombiano—per qualunque ragione—ha rifiutato di ratificare l'accordo, così americano presidente Theodore Roosevelt, in un esempio infame di "Diplomazia del Gunboat," aiutato assicurare il successo di un movimento indipendentista panamense. Panama divenne una nazione separata, fu costruito il canale di Panama, e la parte del colombiano-di-stemma raffigurante l'istmo come parte della Colombia —visibile al fondo, tra due velieri—beh, l'anno scorso che era vero era l'anno questo 1902 pezzo di 50-centavo è stato coniato. :mellow: v. --------------------------------------------------------------- A 1902 50-centavo piece from Colombia that measures 30mm in diameter and which advertises its good silver content on its reverse: “G. 12.50 LEY .835.” Struck at the American mint in Philadelphia to a quantity of 960,000: Together with the small silver 5-centavo pieces also coined this year, these 1902 50-centavo coins are the first coins struck for Colombia in the U.S. It’s an interesting distinction, full of irony, because 1902 is the year that Colombia and the United States signed an agreement allowing the Americans to buy out the previous failed attempt to dig a canal between the Atlantic and Pacific at Colombia’s Isthmus of Panama. The Colombian Senate—for whatever reason—declined to ratify the agreement, so American president Theodore Roosevelt, in an infamous example of “Gunboat Diplomacy,” helped insure the success of a Panamanian independence movement. Panama became a separate nation, the Panama Canal was built, and the part of the Colombian coat-of-arms depicting the Isthmus as being a part of Colombia—visible at bottom, between the two sailing ships—well, the last year that was true was the year this 1902 50-centavo piece was coined. :mellow: v.7 punti
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Quando uno legge " la bissona " come fa poi prima o poi a non comprarla ? La tentazione è troppo forte e a volte le denominazioni d'epoca aiutano il collezionista a sognare.... Siamo a Milano, a Ludovico XII d'Orleans ( 1500 - 1512 ), Ludovico fa coniare due grossi da 3 soldi , che hanno indubbiamente delle affinità, ma che poi ti portano a scegliere quello più raro e che ti sembra più " milanese ". Più " milanese " perché in questo al diritto abbiamo la biscia viscontea coronata con ai lati i due gigli, nell'altro si inverte l'iconografia invece, scudo di Francia coronato e ai lati due piccole bisce coronate, al rovescio in entrambi l'impresa della corona ducale annodata con il velo. Quindi più Francia o più Milano....? E alla fine si opta, anche se più raro, al grosso con più Milano col biscione in primo piano.... L'impresa della corona ducale con il velo annodato parte da lontano da Gian Galeazzo Visconti e rappresenta la dignità ducale. Quindi dignità ducale, ma certamente anche un mix di identità tra gigli e biscioni che vengono riconfermate anche nelle leggende. Moneta semplice nei simboli, ma ben studiata, indubbiamente un'altra moneta da ricordare e divulgare di Milano....chi volesse poi commentare potrebbe anche fare il raffronto con l'altro grosso più comune con più gigli e meno bisce ..... GROSSO REGALE DA 3 SOLDI - LUDOVICO XII D'ORLEANS ( 1500 - 1512 ) - ZECCA DI MILANO D/ giglio LVDOVICVS D G FRANCOR REX biscia coronata tra due piccoli gigli R/ testina fra due gigli MEDIOLANI DVX ET CET fascia annodata con sopra corona da cui escono i rami di palma e olivo AG, diametro 23 mm., peso gr. 2, 37 Rif. MIR 244, Crippa 11, CNI 100-104 Rarità R2 per MIR, R per Crippa4 punti
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Credo che qui emergano due posizioni molto diverse, entrambe legittime. Chi tutto sommato dice: "una volta che sono morto, poco importa cosa ne avverrà della mia collezione. Quindi tanto vale venderla nel migliore dei modi: o lo faccio io, o lo faranno i miei eredi, ma io certamente riuscirò a venderla meglio di loro, e quindi la vendo". Chi invece pensa: "la collezione è stata una parte importante del mio essere e sentire e vorrei che in qualche modo questa parte di me sopravvivesse. Quindi la dono a chi la manterrà intatta, o se la vendo, rinuncio ad ottenere il massimo, ma la vendo a chi la manterrà intatta". In questo caso la scelta se donarla a una Istituzione o a un privato, dipende soprattutto dalla maggiore o minore fiducia nelle Istituzioni. Entrambe le posizioni sono legittime, ma credo che comportino due psicologie molto diverse. Nel primo caso, è la posizione propria di una persona che vive molto nel presente, che non è del tutto convinta dell'esistenza di un futuro, o comunque non vi si proietta. Nel secondo caso, invece, è l'opposto: esso dimostra una significativa propensione a proiettarsi nel futuro, e quindi una ferma convinzione dell'esistenza di un futuro. La Società attuale è fortemente proiettata sul presente, addirittura sull'immediato. Ciò che si fa, lo si fa solo se darà un ritorno in tempi brevi. Oggi nopn si darebbe più l'avvio alla costruzione di una grande Cattedrale, come avvenne con i capolavori architettonici del mondo gotico, sapendo che ci vorranno secoli a concluderla (la costruzione del Duomo di Milano fu decisa nel 1386 e venne completata nel 1813). Se si avvia un'opera la cui realizzzione è a lungo termine, ad esempio il "ponte di Messina", lo stimolo per avviarla non stà tanto nell'opera in se, quanto nei benefici immediati e a brevev termine che se ne ricavano (posti di lavoro, tangenti....). Viviamo in una società basata sull'effimero, che di fatto non crede nel futuro, o almeno questo è l'atteggiamento prevalente. Persino la scuola è mutata profondamente in questa direzione: i temi sono sotituiti dai test, ovvero la riflessione dalla capacità di dare una risposta immediata e irriflessiva. E così sono i giochi dei ragazzi di oggi: non più il meccano, o la casa delle bambole, ma i giochi basati su una tastiera che insegna ad essere immediati in ogni scelta. L'ultima grande opera pensata non per un ritorno a breve, ma per creare una soddisfazione a lungo termine è la Sagrada Familia, a Barcellona. La Società di due o più secoli fa, invece, e soprattutto quella preindustriale, erano molto proiettate verso il futuro. Se un uomo costruiva una casa, lo faceva immaginando che in quella casa avrebbero vissuto i suoi figli, poi i suoi nipoti, poi ancora i nipoti dei suoi nipoti. Le tombe erano pensate per la famiglia, non per l'individuo. Un grande orgoglio era quello di lasciare ai posteri un libro. Il fatto e che allora il pensiero del futuro era dominante: nel futuro ci si credeva, a prescindere dalla fede religiosa. Il pensiero del collezionista sul che fare con la sua collezione, rispecchia queste due visioni alternative della Società, che corrispondono a due modi alternativi di essere. E quindi non mi pare strano che l'idea della donazione della collezione affinché resti integra, o quella dell'erede culturale (che è sempre una forma di proiettarsi nel futuro), corrisponda a una posizione minoritaria. Certamente l'impostaziione basata sull'immediato (e sull'effimero) della Società moderna è conseguenza dell'impostazione del lavoro, sorta con l'industrializzazione. Come posso costruire una casa che serva anche ai miei figli, nipoti, pronipoti, quando già i miei figli chissà dove dovranno andarsene per poter avere un lavoro? Il mio non è un giudizio etico. Non dico che la Società antica sia migliore o peggiore di quella attuale: constato un fatto oggettivo. Personalmente il mio sentire personale è stato profondamente influenzato, forse anche determinato, dal fatto di vivere in una società dove l'80% della popolazione è di origine indigena (sino a meno di cent'anni fa in Chiloé si parlava quasi solamente mapudungún) e dove la cultura indigena, animista, anche se verniciata di cristianesimo è assai viva. L'animismo è totalmente proiettato nel futuro, assai di più di qualunque teismo. E infatti io lascerò la mia collezione antropologica (che è di notevole importanza e anche valore economico) a una Istituzione, donandola: non la venderò, e lo stesso farò con le mie monete, anche se in questo caso non è che sia una gran collezione....3 punti
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Ciao Fabry61 , non avevo visto questa discussione.. vorrei contribuire , aggiungendo le foto di una contraffazione coeva di un mio Soldino . Attendo vostre opinioni, grazie, ciao. peso 0,5 gr circa diametro 5 mm circa3 punti
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ciao @@quadriga; comprendo benissimo le domande che poni a te stesso, perché da modesto lavoratore e papà di due bimbi piccoli me le pongo anche io; la risposta che mi sono dato è che in ogni caso i soldi spesi nell'acquisto di queste piccole opere d'arte che collezioniamo non sono mai gettati via, anzi, specialmente nel caso di monete dell'importanza di questa, si può dire che facciamo dei veri e propri investimenti che un giorno i nostri figli si ritroveranno tra le mani e apprezzeranno. Molto meglio che mettere al giorno d'oggi mille euro in un conto corrente a tasso zero, e ritrovarsi tra 10 anni con l'equivalente di 600 euro di oggi... almeno, questo secondo me. Grazie a te per aver condiviso con noi questa meraviglia per gli occhi, un caro saluto.3 punti
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Ottima catalogazione anche secondo me. Anche se credo non sia stato tosato, il peso è compatibile con la perdita "naturale" nel corso dei secoli. forse la leggerissima scentratura ha esposto di più un lato, ma è una mia opinione.2 punti
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Ciao mi date un parere sull'autenticità della moneta? Grazie diametro 24 mm peso 4,87 gr2 punti
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Alcuni suoi ducati postumi si dice che siano stati coniati con oro alchemico a causa dei simboli di zolfo e mercurio, anche se sono le iniziali dei due zecchieri le monete di Gustavo II coniate ad Erfurt hanno simbologie accattivanti. Ripropongo testo e slides di una chiaccherata numismatica al Circolo Astengo, magari può essere interessante :) https://www.academia.edu/5075115/_txt_Monete_e_medaglie_alchemiche_tra_mistificazione_e_realtà https://www.academia.edu/5075116/_tavole_Monete_e_medaglie_alchemiche_tra_mistificazione_e_realtà2 punti
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Eccomi! 1902 Impero Austro-Ungarico Ungheria Francesco Giuseppe 1 Fìller Br KB (Kremnitz)2 punti
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Credo che sia un artefatto ricavato battendo con una mazza una moneta coniata su un tondello non coniato, c'è un tipo che continua a proporre una miriade di errori fatti in questo modo :crazy:2 punti
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Certo ci mancherebbe solo che a false descrizioni, o a false monete, si contrapponessero "falsi commenti". Ho aperto questa discussione dopo averci riflettuto a lungo, ed essere giunto alla conclusione che di fronte a certe situazioni non é possibile far finta di nulla. E che di conseguenza che determinate situazioni in cui l'incompetenza, o la tendenziosità, o un mix dei due (ad ognuno di noi spostare il cursore dove lo ritiene più opportuno) rischiano di provocare seri danni all'hobby ed al portafogli di molte persone, agli interessi culturali di altri, ma anche in ultima analisi alla conoscenza, debbano essere contrastate. Ho quindi aperto questa discussione con l'obiettivo ben preciso di mettere alla berlina alcuni casi limite, per monetazioni che forse sono poco conosciute, ma che, nel momento in cui si decida di trattarle, meriterebbero competenza e la professionalità, come ogni altro settore merceologico. In realtà non sono solo le serie marginali, quali le celtiche, ad essere strapazzate. Ma nei riguardi di queste il fenomeno é talvolta particolarmente evidente. Ed inoltre le castronerie rischiano di passarla liscia dato che sono conosciute da un numero minore di forumisti. Ho cominciato, ad asta chiusa, con l'E-Auction 23 di ACR, in quanto rappresentava un caso limite, la classica goccia che fa traboccare il vaso, e dato che tale goccia si innesta in un percorso che già da questo punto di vista ha avuto modo di dare molto. Ma l'idea é quella, se la disponibilità di tempo me lo permetterà, di continuare con altre aste, ed altre case, in cui vengono proposte monete con descrizioni e riferimenti fallaci, indici di rarità fantasiosi, o addirittura pezzi di cui sia conclamata e dimostrabile la non genuinità. Per evitare di creare problemi al Forum mi sono dato come metodo quello di proporre le mie personali considerazioni ad asta chiusa. Ovviamente invito tutti coloro che intendono contribuire per monete attinenti la sezione (che siano celtiche, etrusche, aes grave, ecc.) di farlo attivamente, possibilmente attenendosi allo stesso metodo. Forse, ex post, si potranno ricavare dei rating. Potrebbe essere un'idea. Ma quello che mi piacerebbe di più sarebbe che le case cominciassero a porre un po' più di attenzione, o un po' meno di spregiudicatezza, nel momento in cui propongono i loro pezzi. Come detto sopra credo che tutti ne avrebbero da guadagnare.2 punti
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Mitico! io per me ho un ricordo di pochi giorni fa quando al tartufo (ovviamente umido) del mio cane si è appiccicato un piccolo del Foscari, e lui (il cane) se ne andava in giro per casa non capendo cosa avesse sul naso. Meno male che ho salvato entrambi!2 punti
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@@fabry61 e' ovvio, avete mai provato a far ruotare delle luccicanti monete sul pavimento (meglio non antiche e/o preziose) davanti ad un micio? Nel giro di pochi giorni ci sarà una nutrita collezione sotto qualche mobile. Quello che non sa è che lì non c'è una collezione, ma solo libri e cartacce, e quindi per riuscire a sloggiarlo bisogna letteralmente staccare una ad una ben venti unghie dal rivestimento della poltrona, che per fortuna è robustissimo e resiste alle sue brame (maxima fortitudo est Ikeae) :). Il bel tomo sulla sedia ha pure un padre ed un fratello, quindi la lotta è impari Saluti, Andreas2 punti
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Pensiamo anche che queste monete, di basso valore, venivano realizzate con conii che, per la mole delle coniazioni, si rinnovavano con estrema frequenza, e che potevano anche contenere imprecisioni, errori o modifiche in relazione alla maestranza che lo realizzava e alla necessità di spazio sul conio (se c'era spazio vuoto, si aggiungevano lettere e si modificava la leggenda magari)... pensiamo alle infinite varianti che, un secolo più tardi, troviamo nei quattrini o nei denari...1 punto
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Diciamo che comunque sia questo denaro.....sempre nulla rispetto a quelli di Lucca......dove veramente si è visto di tutto e di più.....1 punto
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@@ARES III Il mio interesse e la mia conoscenza della monetazione di Cauno è marginale in quanto riguarda solo i tetradrammi di Alessandro Magno con l’ascia bipenne o labrys (connessa al Labirinto di Cnosso) come simbolo e un bronzo con il volto di profilo di Alessandro (v. la discussione ‘Le monete più attraenti di Alessandro Magno’). Però avevo notato che dalla zecca di Cauno provengono vari nominali in argento (stateri per la maggior parte, ma anche dramme, emidramme, triemioboli) che per la raffigurazione della dea Iris sul diritto, la messaggera degli dei con tanto di ali e calzari alati, sono chiamati ‘winged Carians’. Iris è inginocchiata in corsa verso destra o verso sinistra, con la testa rivolta dalla parte opposta. La particolarità della tua moneta è che, a differenza di quanto avviene per la maggior parte dei ‘winged Carians’, Iris guarda il grifone. Ho visto però che questo è il caso anche di un'emidramma pubblicata e molto simile alla tua. CARIA, Kaunos. Circa 490-370 BC. AR Hemidrachm (12mm, 2.39 g). Winged female figure in kneeling-running stance left, head right / Griffin standing right, raising forepaw, within dotted square within incuse square. Konuk Period I, 27-30 (dies not listed); SNG Keckman 812. VF, toned, light porosity. Quindi, fermo restando che il mio parere non è quello di un esperto, credo che la tua moneta, porosa e probabilmente ripulita, sia autentica. apollonia1 punto
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@francesco77, leggendo "SCD" direi Carlo II, ora ho imparato. Ma sul rovescio riconosco giusto lo stile diverso del volto della madonna, che mi pare più espressivo in Carlo I. Ma vado ad intuito, non saprei trovare una definizione esatta che potrei mettere in un programma di un computer. P.S.: grazie per la lettura, studierò!1 punto
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Ecco i pesi delle monete: la prima, quella dell'asta Negrini pesa 26,29 g la seconda, quella dell'asta Bolaffi, pesa 26,19 g1 punto
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Buon giorno a tutti "i monetari"!! Viste alcune domande rimaste in sospeso, scrivo per alcune doverose precisazioni. Confermo che il convegno si terrà come da locandina!! L'organizzazione è sempre dell'amico Andrea Cavicchi della ditta Eugubium, che ha organizzato i precedenti convegni nella stessa sede. Lo standard è quello. Ci tengo a sottolineare che il convegno non è patrocinato NIP, come già è stato evidenziato. La NIP si è concentrata sul riuscito convegno di Milano del 28/03 ma la decisione di fare svolgere il convegno di Roma è per un duplice motivo: a) si è voluta dare una continuità alle edizioni precedenti in termini di periodo annuale, viste le pressanti richieste di conferma da parte della struttura ricettiva e di moltissimi clienti; b) il convegno, come leggo dai vostri post a conferma, era diventato ormai un consolidato appuntamento nel panorama numismatico italiano in questo periodo dell'anno. Per ulteriori domande e precisazioni sono a disposizione. Vi aspettiamo numerosi!! Stefano Palma1 punto
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Per segnare il passaggio della monetazione da Archelao I ad Aèropo II, un tetradramma di Archelao unico nel suo genere battuto alla Spink 3014 dell’ottobre 2003. Kingdom of Macedon, Archelaos (413-399 B.C.), AR Tetradrachm, 10.31g., young male head (Ares?) right, wearing taenia, rev. APXEËAO above and below bridled horse; all within incuse square (Westermark, Archelaus, a die study (Essays to Carson & Jenkins), 018/R25; cf. SNG ANS 70; BMC 3-5), toned, very fine, rare. apollonia1 punto
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@@altrove2000 In effetti ti avevo citato nel primo post di questa discussione e con grandissimo piacere vedo una bella foto del tuo soldino contraffatto. Lo giudico un'altra bella testimonianza sul mondo delle contraffazioni. La figura del doge e del leone sono veramente particolari. A mio modo di vedere con la "A" ruotata hanno tentato di imitare il soldino di Andrea Contarini massaro F. Grazie e buona giornata.1 punto
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@apollonia, che tu sappia, Archelao è stato il primo sovrano macedone a coniare monete in bronzo? Nella monetazione regale macedone fino al 413 a. C. non ho trovato monete di bronzo. Alessandro I e Perdicca II hanno quindi coniato solo monete d'argento, e simultaneamente su due standard ponderali diversi, il fenicio e il 'babilonese'.Quindi Archelao I è stato il primo sovrano macedone a coniare anche monete in bronzo. Dopo Archelao I la successione al trono è ancora una volta piuttosto complicata :D Già, dopo la morte di Archelao I, nel 399 a. C. il trono di Macedonia è stato occupato per solo quattro giorni dal suo amante Cratero, quindi da suo figlio Oreste, legittimo successore ma in giovane età e quindi assieme al suo tutore Aèropo II che fu reggente fino al 397 a. C. Nello stesso anno Aèropo II si fece eleggere re, probabilmente dopo aver fatto assassinare Oreste, e governò fino al 394/393 a. C. Con questo sovrano è proseguita la coniazione di monete in bronzo. apollonia1 punto
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@@antvwaIa mi ricordavo di aver visto questa mano che incorona l'imperatore anche in un'altra moneta non di Arcadio...Ho ritrovato la foto, ma diciamo che non si può parlare propriamente di moneta e, immagino, ci possano essere anche delle problematiche per quel che riguarda la sua datazione... Si tratta di un medaglione da 30 solidi (si presume), custodito a Vienna e coniato a nome di Costanzo II, catalogato come RIC VII Constantinople 576. Al rovescio è rappresentato Costantino I, incoronato da questa "mano", insieme ai figli Costantino II e Costanzo II. Nelle foto che allego ci sono altre informazioni e una bibliografia sul medaglione in oggetto. Non so se possa essere utile a questa discussione.1 punto
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Le differenze ci sono. Quanto voglio dire è che il materiale creatore (le matrici) provenivano comunque da Roma: dunque le varietà hanno verosimilmente origine qui, non a Bologna. Tuttavia esiste la possibilità di un "ritocco" bolognese dei conii che incapparono spesso, come accadeva in questo periodo a causa della qualità dell'acciaio utilizzato, in rotture e affossamenti. Per quanto riguarda il lettering, ovviamente Roma dovrebbe aver usato un unico tipo di caratteri: mi sembra che le differenze a questo livello possano essere riconducibili ad una maggiore usura del primo esemplare qui presentato, che induce a considerare diverse (ma non lo sarebbero) le singole lettere. Anche in tal caso non si può escludere un "ripasso" bolognese di un conio rovinato, o una sua "finitura", come indicato in una lettera della ricostruzione d'archivio sopra richiamata (e in cui si menzionano complessivamente 3 conii): Roma, 8 aprile 1829 - lettera di Pellegrino Salvigni (Direttore della Zecca di Bologna) a Francesco Mazio (Direttore della Zecca di Roma): “Mi chiedete nell’ultima vostra se io mi sia servito delle matrici dello Scudo per stampare le monete onde ottenere sollecitudine. Eccovi quanto si fece. Mi mandaste la prima matrice e mi avvisaste l’imminente proclamazione del nuovo Santo Pontefice. Quella matrice si trovò bella come scrissi; onde Busi la ripulì, la finì, la temprò e l’accomodò da poter servire anche da conio se l’urgenza lo richiedeva. Voi tardaste a mandarci la seconda matrice. Dunque in quel frattempo si cavò il punzone della prima e si formò il suo conio. Perciò s’incominciò la battuta con doppio conio di quella prima matrice, e così alterandosi uno, ne era pronto un altro. Mi pare che dei due Scudi a voi mandati uno sia fatto con un conio e l’altro coll’altro conio che si distingue. Imperrochè quel conio fatto colla vostra matrice presto formò una crinatura, e immediatamente si sostituì l’altro. La seconda matrice e così quella del mezzo Scudo trovate belle, si finirono, si pulirono e si temprarono a conio. Vedrete la finitura osservando il capo e collo del colombo in confronto dei vostri primi mezzi Scudi. Le matrici dello Scudo avevano il difetto di essere più grandi del dovere come sapete. Conviene fare i campioni dei diametri con cerchi di metallo duro o di acciajo e darne uno ai Cerbara e alle due zecche come feci fare io. Tali cerchi torniti sono larghi fino alla granitura e si usano anche per fare questa bene rotonda. E’ questo un precetto importante. (...).1 punto
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Esistono nelle nostre belle regioni d’ Italia alcuni piccoli Musei , adibiti a questo scopo in locali adiacenti all’ edificio principale , sono Musei quasi sconosciuti tranne che ai residenti dei piccoli centri dove questi si trovano , che nascondono , per modo di dire , tesori provenienti dal passato ; tra questi c’e’ il Museo dell’ Abbazia di Grottaferrata , situata negli ameni Colli Albani appunto a Grottaferrata , pochi chilometri a Sud di Roma . Il Museo e’ collocato su un lato del Monastero di San Nilo , Monastero fondato nel 1004 sui ruderi di una villa romana la cui prima fase e’ di epoca repubblicana , forse quella famosa appartenuta a Cicerone , contiene materiali raccolti nel corso dei secoli dai monaci basiliani . La collezione archeologica è costituita da una celebre stele antica , datata circa alla fine del V secolo a.C. e rappresenta un giovane seduto defunto , oltre che da vari reperti marmorei , sarcofagi e due sculture con ritratti forse di Alessandro Magno e di Costantino , conserva anche una interessante serie di iscrizioni per lo più a carattere funerario e alcune monete di epoca romana . Bellissima anche la Chiesa che contiene importanti affreschi presenti nella Chiesa medievale , sono presenti anche una serie di ceramiche islamiche e siciliane oltre ad oggetti vari e paramenti sacri tra cui il prezioso Omophorion , paludamento episcopale in seta e oro del XIV secolo .1 punto
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@@Specialized65 Molto interessanti le tue osservazioni sulle 2 varianti del "galero con fiocchetti appoggiati" per Bologna. La seconda varietà, quella del #4 per intenderci, non l'avevo mai notata ed è decisamente più rara della prima (nel complesso circa il 20% di tutti gli esemplari di Scudo per questa tipologia corrispondono al tipo fiocchetti appoggiati). Puoi indicare il peso al centigrammo di queste 2 monete? Comunque non esistono conii romani o bolognesi: tutte le matrici furono incise a Roma da Giuseppe Cerbara e poi alcune spedite a Bologna. Non si può escludere che siano stati qui modificati i conii ottenuti dalle stesse, ma le differenze riportate non sono compatibili con la corrispondente modifica (che di solito riguarda un unico particolare principale o l'aggiustamento di un conio usurato o danneggiato.1 punto
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Una volta postati i miei esemplari provo a dire la mia sulla questione del conio di Roma prestato a Bologna. Io ho notato che lo scudo coniato a Roma ha i cordoni evidentemente sagomati e il braccio superiore della croce sopra lo stemma anteposto al cappello. Lo scudo coniato a Bologna invece, anche per esemplari praticamente fior di conio che ho reperito su internet, ha i cordoni praticamente non sagomati (o forse in modo leggerissimo) e il braccio superiore della croce sopra lo stemma che scompare dietro al cappello. Se guardate le monete che ho postato la prima, pur avendo i fiocchetti appoggiati, sembrerebbe un conio "tipo Bologna" mentre la seconda sembrerebbe un conio "tipo Roma". Se non ho preso una grossa cantonata, quindi, la variante dello scudo della S.V. 1829 "senza fiocchetti" coniato a Bologna esiste in due diverse versioni. Una con il conio del dritto uguale a quello di Roma e un'altra con il conio che ha tutte le caratteristiche di quello di Bologna ma ha i fiocchetti appoggiati come quello di Roma. Se, quindi, si fosse anche verificato il prestito del conio da Roma a Bologna questo avrebbe riguardato solo alcune monete coniate a Bologna mentre dovrebbe essere esistito anche un conio specifico di Bologna con i fiocchetti appoggiati. Questo sempre se il mio ragionamento è corretto e non ho commesso grossolani errori. A proposito sto cercando di ingegnarmi a fotografare le mie monete: ditemi spassionatamente e senza remore che ne pensate del risultato. Buona serata a tutti. Roberto1 punto
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E' un amuleto cinese falso, forse non prodotto per frodarei collezionisti ma per essere usato in divinazione. Comunque il fondo "puntinato" è tipico dei falsi moderni fatti male. Come è già stato detto, su questo falso amuleto si possono vedere i trigrammi dell'I Ching (o Yijing, secondo la traslitterazione Pinjin), ovvero il sistema di divinazione che ebbe origine durante la dinastia Zhou occidentale (1046-771 a.C.).1 punto
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@@piras, Concordo, veramente molto difficile giudicare una foto, però ci ero andato molto vicino!1 punto
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Propostointeressante Ares Rilancio con la proposta di una sezione tipo ztripadvisor CoinAdvisor con le esperienze dei vari utebti con le aste e i consigli/ suggerimenti/ caveat per gli altri che ricercano opinioni e consigli In fondo alberghi/ ristoranti e aste sono luoghi pubblici e gli utenti hanno diritto ad un servizio come si deve pena l'andate altrove :)1 punto
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Mi accodo a @@Caio Ottavio ,che esorto a continuare a scrivere di "pazzi"magari scrivendo sulla rivolta fiorentina dei"Pazzi"ed associandola alla Numismatica,nel fare i complimenti al ragazzo panfresco77 che si è cimentato nello studio del "vessillo"borbonico del 1842 realizzato per il Real Monte Ortyz y Villalobos. Vi è da dire che @panfresco77 ,al pari di una leggiadra donzelletta che di primo mattino sa dove portarsi per cogliere il suo mazzo di margheritine,così egli ha saputo scovare nei meandri degli scritti storici informazioni che lo hanno portato a risolvere l'arcano sulla produzione della decorazione borbonica di cui ci ha parlato in questo numero di Panorama Numismatico. --Salutoni -odjob1 punto
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_________________ 1902 Impero Ottomano 1293-28 ١٢٩٣ ٢٨ Abdul Hamid II° (1842-1918) 1 Kurus - Argento .8331 punto
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Mha......proprio in quel punto dove dovrebbero esserci noto una maggiore usura, diciamo quasi voluta.....non so andrebbe davvero vista bene. Ma a parte questo il discorso sarebbe molto ampio e complesso sul perchè nell'esemplare riportato dai cataloghi non siano presenti, bisognerebbe a questo punto andare ad esaminare la prima riportata e poi quella a cui si è fatto riferimento qui della Varesi....uhmmmm Complesso perchè !! .... perchè tocchiamo il rame di Ferdinando IV e tra le tante nelle quali non ci dovevano essere.....questo è il caso come il Grano del 1789 delle altre tante che ci devono stare. Vediamo qualche esemplare S.S. del 17891 punto
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ma l' immagine è come la mia... la vittoria è personificata e porgente una corona...1 punto
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Mi sembra che Matteo fosse alla ricerca di un diobolo e di un tetartemorion di Egina. Ecco il primo, dalla Lanz 102 del 28 maggio 2001. GRIECHISCHE MüNZEN, ATTIKA, AIGINA Diobol, ca. 400 - 360. A - I. Landschildkröte in Aufsicht. Rs: Durch dünne Balken in fünf Felder unterteiltes Quadratum incusum, in zwei der Felder I - D. BMC - (vgl. 200: Obol). Traité -. SNG Cop. -. McClean -. Rosen -. Bosten -. 1,73 g, St. 0. Sehr seltenes Nominal. Sehr schön. apollonia1 punto
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Se sta parlando anche qui http://www.lamoneta.it/topic/117460-2-euro-commemorativi-2015/page-15, costa 1,21 euro in meno che con il modulo ma adesso le danno già esaurite.1 punto
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XVII SECOLO SAN CARLO BORROMEO e SAN FILIPPO NERI Nell'ingrandire l'immagine mi sono accorto che in fondo ad entrambi i ritratti è siglata AH in nesso, penso che l'incisore sia ALBERTO HAMERANI nato nel 1620 ha lavorato presso la zecca di ROMA ed è morto nel 1677. Lo stile della medaglia corrisponde con l'epoca, non l'ho mai postata in quanto pesantemente pulita anche con graffi, solo ora scoprendo la sigla dell'incisore riconosco una importante paternità. bronzo, mm. 25,5x311 punto
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