Vai al contenuto

Classifica

  1. nando12

    nando12

    Utente Storico


    • Punti

      12

    • Numero contenuti

      14636


  2. nikita_

    nikita_

    Guru


    • Punti

      12

    • Numero contenuti

      24760


  3. giancarlone

    giancarlone

    Utente Storico


    • Punti

      7

    • Numero contenuti

      5249


  4. elledi

    elledi

    Utente Storico


    • Punti

      6

    • Numero contenuti

      1939


Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/22/16 in Risposte

  1. Salve a tutti. E' con grande piacere che vorrei annunciare l'uscita (proprio ieri), in quanto novità editoriale, del mio libro dal titolo Introduzione alla numismatica salernitana, pubblicato per conto dell'Editrice Diana. Obiettivo del volume è quello di divulgare con passi semplici gli aspetti salienti (tecnici, storici ed artistici) che caratterizzano le emissioni della zecca di Salerno. Un "manuale" agile che si configura come un mezzo primario adatto a tutti gli interessati, sia per chi si affaccia per la prima volta allo studio di questa monetazione, sia per chi già ne segue gli sviluppi: uno strumento, questo, che fino ad oggi è mancato. Citando dalla Presentazione: "Questo testo intende così costituire un mezzo di divulgazione della numismatica salernitana alto-medievale, volendo colmare quella lacuna che oggi si avverte nella mancanza di disponibilità, principalmente nell'ambito degli studi universitari, di un libro che tratti in modo sufficientemente chiaro e diretto questa parte della Numismatica, quella salernitana, definita a ragione una delle più articolate e variegate dell'intera Campania, seconda, come Zecca, solo a Napoli." Presto pubblicherò in questa sede anche l'indice del volume, il quale si compone di quattro capitoli complessivi che trattano degli studi che si sono tenuti fino ai giorni nostri sulla zecca salernitana, di alcune note tecniche di produzione monetale, aspetti artistici e numismatici delle monete di Salerno. In allegato la copertina del volume e, di seguito, il link dell'Editrice Diana per maggiori dettagli sulla pubblicazione: http://www.classicadiana.it/libreria/content/iula-raffaele-introduzione-alla-numismatica-salernitana Spero di aver fatto cosa gradita per gli appassionati di questa monetazione e per quanti vorranno avvicinarsi a tale argomento, non solo pubblicando questo libro, ma anche dandone annuncio, in primis, qui sul nostro Forum. Presto scriverò in questo topic altre novità in merito, per ora resto a disposizione di chiunque abbia delle domande o altro da riferire. A presto per nuovi aggiornamenti, Un cordiale saluto, Raffaele Iula.
    6 punti
  2. Anche se il 15 Marzo e’ passato da qualche giorno mi affascina parlare in questo post della misteriosa Anna Perenna ; era questa un' antichissima divinita’ romana che presiedeva al corso dell' anno che in epoca romana iniziava appunto nel mese di Marzo , in pratica rappresentava il perpetuo rinnovarsi degli anni . Era uso nell’ antica Roma , come anche ai nostri giorni , scambiarsi gli auguri di buon anno , ma la frase in uso duemila anni fa era un po’ diversa dalla sintetica formula espressa ai giorni nostri : Buon Anno oppure Felice Anno ; i Romani antichi dicevano invece : “annare perannareque commode” , cioe’ : “passare un buon anno dall' inizio alla fine” Prima di essere la divinita’ del ripetersi degli anni , rappresentava anche la divinità dell' abbondanza e del nutrimento tanto che da Anna derivo’ poi il corrispettivo romano di "annona" , cioe’ l’ approvvigionamento degli alimenti per il popolo . Un’ altra ipotesi che si basa sulla etimologia del nome la fa coincidere con “amnis perennis” cioe’ la divinità delle acque , altri vedono in Anna Perenne una dea della terra dal nome etrusco ; infine un' ultima spiegazione fa risalire le sue origini nel sistema contadino e identifica la dea con un simbolo della natura e infatti la sua festa coincideva con l' inizio della primavera . Secondo un' altra versione Anna Perenna era una vecchina di animo buono che aiutò i plebei romani durante i tumulti del 494 a.C. , rifocillandoli con focaccine preparate con la massima cura da lei ; i Romani per riconoscenza la omaggiarono edificandole una statua . La tradizione mitologica più comune di Anna Perenne risiede specialmente nei Fasti di Ovidio che la identifica con Anna , la sorella della cartaginese Didone che dopo la tragica morte suicida di questa per amore non corrisposto di Enea e a causa della partenza di Enea verso i lidi del Lazio , si rifugiò a Malta presso il re Batto per sfuggire al fratello Pigmalione . Nuovamente costretta a prendere il mare , naufragò sulle coste del Lazio dove fu amorevolmente ospitata da Enea che suscitò pero’ la gelosia della moglie Lavinia . La sorella Didone , apparsale una notte in sogno , la esortò ad abbandonare la casa ospitale di Enea e da allora si crede che il dio che viveva nel fiume Numicio , il quale scendendo dal Monte Albano scorreva presso Lavinio nel Lazio per sfociare infine nel Mare Tirreno , l' abbia rapita con le sue onde impetuose e l' abbia nascosta nei suoi antri . La sua festa cadeva il 15 marzo e la sua celebrazione prevedeva lunghi banchetti all' interno di un bosco sacro dedicato alla dea . Queste feste erano un' occasione per dare sfogo a grandi manifestazioni di allegria e di intrattenimento come balli , canti e soprattutto pare solenni ubriacature . Il bosco sacro è stato identificato nell' attuale quartiere di Roma dei Parioli , dove sono stati rinvenuti una fonte votiva dedicata alla Dea e numerosi oggetti attestanti offerte alla dea e pratiche magiche svolte presso il sito risalente al IV / V secolo a.C. . Al culto di Anna Perenna è legata anche la fonte ritrovata recentemente a Roma nel 1999 ai Parioli quando si decise di costruire un parcheggio per auto sotterraneo all' angolo tra la Chiesa di Piazza Euclide e Via Guidobaldo del Monte in una zona inaspettata che non era particolarmente segnalata come testimonianze archeologiche . La fonte scaturisce ancora da una falda acquifera che fin dai tempi almeno tra la fine regia e l’ inizio della Repubblica era stata utilizzata per una fontana . La vasca si presenta di forma rettangolare racchiusa da bassi muretti e all' interno di quello frontale furono incastrate delle piccole are con epigrafi rimaste intatte con dedica incisa “Nimphys Sacratis Annae Perennae” e alle Ninfe consacrate ad Anna Perenna . All’ interno della cisterna che alimenta la fonte furono trovati moltissimi oggetti risalenti ad epoche storiche molto distanti tra loro a testimonianza della frequentazione del luogo , furono trovate oltre cinquecento monete , poche in effetti ma probabilmente i furti di monete dovevano essere frequenti come oggi anche nell’ antichita’ , decine di lucerne ad uso rituale e dieci rarissimi contenitori al cui interno furono trovate statuette antropomorfe plasmate in argilla cruda o cera con iscrizioni sul petto e sulle spalle , insieme a pigne , gusci d’uova , rametti e tavolette di legni diversi . Tuttavia l’oggetto più importante ritrovato è un grande paiolo di rame , un vero e proprio calderone antico, con segni di bruciato per le offerte . Sotto un Denario repubblicano dell' antica Gens Fabia con al rovescio Anna Perenna , Lapidi votive trovate presso la fonte di Anna Perenna , Monete ed oggetti vari trovati nello stesso luogo .
    4 punti
  3. È sempre un piacere condividere con voi l'ultima entrata in collezione, un bel 1/2 ducato di Filippo II principe di Spagna databile tra il 1554 e il 1556. Sono sempre gradite le vostre opinioni. Buona giornata!
    4 punti
  4. ______________ 1998 Jersey 2 Pence - bronzo Raffigurata sulla moneta l'Abbazia di St. Helier (fondata nel 1155), nel XV sec. fu fortificata per creare un castello. Alla base si trova un passaggio del neolitico (6000 a.C.) lungo quasi 20 metri, un enorme tumulo di terra artificiale coperto di pietre giganti.
    4 punti
  5. Un'altra nuova nazione per la nostra lista :) ______________ 1998 Gambia 10 Bututs - Acciaio ricoperto di rame
    3 punti
  6. Una volta che le autorità hanno studiato il ritrovamento, a meno che non rivesta una importanza storica ECCEZIONALE o che sia una tipologia che non hanno già in qualche museo, il ritrovamento viene restituito al ritrovatore che ne diventa il pieno possessore e può farci ciò che vuole, venderlo, regalarlo, mangiarselo, etc. Qualora ,invece, il ritrovamento rientri nelle categorie suddette, allora lo stato o il museo, se hanno i fondi comprano il materiale dal ritrovatore o fanno una sottoscrizione pubblica per trovare i fondi per pagarlo sempre al ritrovatore e a prezzi correnti di mercato.... Posso assicurarti che NON è fantascienza...purtroppo, ( per noi) è tutto reale e dovrebbe dare una misura della distanza che c'è tra l'essere cittadini italiani e cittadini Inglesi ( la mancanza della prima maiuscola è voluta).
    3 punti
  7. Vi presento un acquisto domenicale, un malandato asse di Commodo con anche una mancanza di metallo. Come se non bastasse proviene da una collezione per così dire molto (troppo forse) prottetta: infatti la moneta è ricoperta da uno spesso strato di cera microcristallina che va a dare un pesante effetto traslucido non troppo gradevole, almeno per me. La patina è invece di un bel verde screziato. Rovescio migliore del diritto, i cavalli sono piuttosto definiti... Visto il prezzaccio l'ho presa, anche perchè non è una moneta comune. Commodo, asse RIC 319 D: M COMMODVS ANTONINVS AVG testa laureata a destra R: TR P VI IMP IIII COS III PP SC Commodo in quadriga trionfale avanza a sinistra Dovrebbe appartenere alle prime emissioni di Commodo, datate al 180. Oltre ai soliti ben accetti commenti chiedo quale dei vari avvenimenti abbia portato alla coniazione di questo asse trionfale: il rientro a Roma? La sottomissione di varie popolazioni non troppo pacifiche? Grazie mille e buona giornata Antonio
    2 punti
  8. Ciao a tutti! Per non esser tacciato di “anglofilia” (non senza un certo fondo di verità ;) ) ma per dimostrarvi che qualcosa “salta fuori” se non nei confini nazionali quantomeno in quelli più prossimi, vi riporto la notizia di un ritrovamento monetale più prossimo geograficamente. Purtroppo a tutt’ora le notizie sono ancora frammentarie per cui non posso approfondire la descrizione. Si tratta di un ritrovamento monetale avvenuto in Svizzera, nei pressi di Basilea. Lo scorso luglio a Uecken un contadino svizzero ha rinvenuto delle monete romane (grazie al fortuito aiuto di una talpa) nel suo terreno adibito a coltivazione di ciliegi. Poco tempo prima nella vicina cittadina di Frick era stato rinvenuto un insediamento romano. Allertate le autorità del caso, gli archeologhi hanno raccolto un tesoretto di 4.166 esemplari. Si tratta del più cospicuo ritrovamento in Svizzera. La qualità dei dettagli fa ritenere che siano state occultate poco dopo la coniazione. Si tratta di monete che coprono un periodo da Aureliano al 294 d.C. che erano state raccolte in piccoli contenitori di cuoio dei quali non è rimasta traccia. Il contadino non potrà tenere il tesoro. «Probabilmente otterrà un compenso», dice, «ma i reperti appartengono al pubblico, in accordo con la legge svizzera» riferiscono le autorità. Il tesoro di Ueken andrà in esposizione al museo di Vindonissa a Brugg.
    2 punti
  9. 10000 Lire 1998 C.D.V. Giovanni Paolo II Ultima Cena
    2 punti
  10. ..Mi pongo spesso anch'io questa domanda, riguardo alle monete in altissima o massima conservazione: certe volte guardo un esemplare magari di 100 anni fa e mi chiedo dove fosse nel 1950....nel 1980....ecc..! E la mente viaggia con la fantasia..!. :).. ...Credo che la risposta venga da sé: mi pare chiaro che gli esemplari che sono arrivati a noi "intonsi" (o quasi) non abbiano avuto una sorte "qualsiasi". Hanno una sorta di "pedigree"; tuttavia, non è importante tanto il nome dei possessori (che possono essere famosi, conosciutissimi...oppure anonimi), quanto il fatto che fossero tutti, sicuramente, collezionisti! E non collezionisti "qualsiasi": persone pienamente consapevoli di quello che stavano custodendo e del fatto di dover tramandare alle generazioni successive non soltanto un pezzo di numismatica e di storia, ma soprattutto il rispetto verso di esso!.. Saremo capaci di fare altrettanto? ....( Pensate, a questa cosa.....prima di "lanciarvi" con tutti quegli "esperimenti" sulle monete, di cui si legge spesso..!...)
    2 punti
  11. Rara e originale medaglia ancora di gusto rinascimentale, del GOVERNATORE DI MILANO PEDRO ENRIQUEZ CONTE DI FUENTES, governatorato sotto FILIPPO III, dal 1600 al 1610. D/ PETRVS ENRIQUEZ COMES FONTA - Busto del personaggio, testa con capelli corti, baffi e larga barba a punta, gorgera e corazza. Aggiungo bellissimo e vigoroso ritratto. R/ GOBERNATOR . MEDIOLANI . 1607 - Nel campo un ara con sopra corona e rami di palme, sotto l'iscrizione DEDVCET ME VICTOR DEVS Bronzo, mm. 45,4
    2 punti
  12. Buona serata "Accipio" :hi: Quando Girolamo di Savorgnan abbeverava i cavalli di vino, erano ormai cinque anni che il "dominio da terra" era in fiamme. Cinque anni terribilli, dal giorno in cui la Repubblica aveva negato il passaggio a Massimiliano d'Asburgo che voleva andare a farsi incoronare imperatore a Roma; Massimiliano si era impuntato e ne era nata una guerra che aveva visto le truppe veneziane del condottiero Bartolome d'Alviano e di Girolamo di Savorgnan sbaragliare un esercito tedesco a Valle di Cadore e l'Alviano, poi, prendere Pordenone, Gorizia e Trieste. Grande giubilo a Venezia e in Friuli, per quelle vittorie , per quelle conquiste. Ma di breve durata. Si sta creando la lega di Cambrai ..... Da: San Marco per Sempre di Alvise Zorzi, Le Scie Mondadori. Spero che Luigi abbia gradito .... ma che centra il vino per abbeverare i cavalli? Beh, sappiate che in Friuli è più facile che manchi in casa una bottiglia d'acqua, che una bottiglia di vino e d'altra parte, è terra di vigneti e vini superlativi. Il Picolit, il Refosco, il Ribolle, i celebri vini del Collio, il Tocai. Attenzione, il Tocai è vino friulano e non, come erroneamente si pensa, importato dall'Ungheria. Il tipo più fine e pregiato del Tokaj ungherese si chiama "Furmint", proprio in onore del friulano Conte Formentini di Cusano, che avrebbe introdotto in terra ungherese quel vitigno friulano come lui. Ma il Savorgnan? Ebbene è sembre Alvise Zorzi che racconta: Massimiliano era convinto di fare, con le sue truppe, una "passeggiata" in Friuli, tanto Bartolomeo d'Alviano era così distante, che non avrebbe potuto intervenire. Tutto vero, ma non fece i conti con il "testardissimo sangue friulano" del Signore di Osoppo, Girolamo di Savorgnan. Questi si era chiuso nel suo castello posto a cavalcioni del Tagliamento, in posizione strategica quanto mai e con non più di sessanta balestrieri. Il povero generale di Massimiliano, Cristoforo Frangipane, Conte di Veglia, nel tentativo di rimuove questo ostacolo, da lui considerato trascurabile, ci rimise la testa rotta da una sassata scagliata dalle mura e fu impegnato per così tanto tempo che l'Alviano riuscì a raggiungere la fortezza ed a sbaragliare il suo esercito in campo aperto a Prata di Pordenone. Il Frangipane finì prigioniero nella torresella dei Palazzo Ducale saluti luciano
    2 punti
  13. Era rimasto fuori sempre per Filippo II, Milano, questo bellissimo e rarissimo scudo d'oro del sole, Crippa 6/B,R3, varietà senza REX ANGLIAE, moneta di tipo internazionale, con questo stemma coronato dove c'è di tutto e con al centro in piccolo lo scudetto con le armi di Milano. Milano ritorna in leggenda al dritto e al rovescio abbiamo una croce ornata da piccole corone alle estremità dei bracci con sempre il sole in leggenda in alto. La moneta per la mancanza del REX ANGLIAE può essere databile tra il 1554 e il 1556. Da Asta Ranieri 5, questo ulteriore gioiello... Chi vuole far vedere qualche altro oro milanese o di confronto con questi ? Se no finiamo qui....
    2 punti
  14. @@elledi mio nonno collezionava, mio padre pure e adesso io e mia figlia continuiamo la tradizione di famiglia. me la son ritrovata, era di mio padre? di mio nonno?
    2 punti
  15. Approfitto per riassumere qui il mio punto di vista su questa dramma (non Sear ma Price 2090) da cui Eolo è rimasto deluso per l’assenza di patina, con il sospetto che non fosse nemmeno autentica. La mia prima impressione è stata che i segni fossero dovuti al procedimento con cui era stata coniata una moneta autentica. Skuby ha postato un’altra dramma prodotta chiaramente dalla stessa coppia di conìì, e notando che questi non rappresentavano il massimo dello stile per carenza di dettagli, si era posto la domanda che potesse trattarsi di un conio ‘barbaro’, una sorta di imitazione coeva. Quanto al parere in merito chiesto da skuby, andreagcs ha propeso per un incisore poco pratico più che per un’imitazione barbarica, dato che queste hanno ben altra fisionomia, con raffigurazioni picassiane di Eracle e di Zeus. Anch’io la penso così, fermo restando che la mia prima impressione non aveva più fondamento, come ho riconosciuto. Dal confronto delle due dramme al post # 2715 e dei due particolari al post # 2730 (stessi conii e raffigurazioni molto simili, bitorzolo compreso), io credo che anche le striature (che potevano essere causate da uno stress termico successivo alla coniatura) provengano in effetti dal conio (probabilmente vecchio e usurato) e quindi che siano state impresse direttamente sul tondello all’atto della coniatura. apollonia Da parte sua skuby ha fatto notare che Le zecche ed il sistema di battere moneta era assi controllato. Un conio "Brutto" ma ufficiale credo non fosse molto gradito. Da qui l'idea che potesse essere altro..(ma coevo). Ci sono ad esempio casi, dove per motivi "pratici" si ricorreva ad emissioni di emergenza, quindi a volte poco curate, o si riutilizzava il circolante apponendo ad esempio semplici contromarche, in zecche mobili, pensiamo al periodo mercenariale in Sicilia nel IV sec a.C. Per un conio "Brutto" potrebbero esserci varie spiegazioni ma andrebbe cmq inquadrato nel contesto storico del momento.. skuby Per rispondere alla domanda che skuby si pone nell’ultima frase, non si può escludere ad es. che una moneta con quelle caratteristiche da ‘conio brutto’ fosse stata presa come modello da un falsario per riprodurre un conio poi utilizzato per battere altre consorelle. Tra le altre spiegazioni ho ritenuto possibile che alcuni lavoranti addetti alla coniatura di monete ufficiali nella zecca dove avevano anche alloggio, furtivamente avessero battuto tondelli di buon argento con conii dismessi e da loro riesumati per produrre monete con quelle caratteristiche da spendere senza problemi. E qui potevo fermarmi perché avevo detta la mia. Invece ho voluto aprire una parentesi per quel ‘bitorzolo’ (evidentemente dovuto al conio usurato e non alla circolazione o a infiltrazioni di liquidi nel suolo dov’era sotterrata la moneta) che poteva servire all’operaio disonesto per riconoscere il proprio manufatto ‘pseudo ufficiale’ tra le monete circolanti dopo averlo speso. E ho aggiunto che qualora l’operaio disonesto avesse prodotto dei suberati, il segno di riconoscimento l’avrebbe probabilmente messo lui sul conio per marcare la moneta, in modo da poter riconoscere il proprio manufatto tra le monete in circolazione ed evitare di ricevere in pagamento la stessa moneta falsa che aveva prodotto. Questo è tutto. apollonia
    2 punti
  16. Grazie, allora ti faccio un altro bel regalo. L'altro mezzo ducato di filippo II come principe di Napoli, sempre dello stesso periodo. Questo in conservazione straordinaria, anche per la stupenda patina... che @@Rex Neap ben conosce pur non avendolo ancora mai visto in mano... mea culpa!
    2 punti
  17. Per rendere questa discussione più fruttuosa dal punto di vista culturale si dovrebbero coinvolgere e farsi coinvolgere tutti gli interlocutori (qualunque tesi propongano) al fine di un accrescimento di tutti i partecipanti. Non importa cosa si ritenga giusto ma è utile conoscere le tesi anche della controparte per consolidare le proprie o metterle in discussione. Si potrebbe utilizzare la dialettica hegeliana : tesi-antitesi-sintesi. Partendo da una tesi e spiegandola, si passerebbe alla sua confutazione cercando di trovarne i punti deboli, per poter poi giungere alla fine ad una sintesi. Vorrei coinvolgere il Sig. Bordin @@bordinrolandomirko per poter avere anche la sua opinione. Certo è gentile da parte sua offrire a noi tutti la sua consulenza dal vivo presso il suo studio, però purtroppo non tutti hanno la possibilità di spostarsi (vuoi salute, impegni, o altro) quindi una sua partecipazione attiva in questo dibattito sarebbe molto costruttiva. Si potrebbe partire ad esempio da una tipologia assai controversa e qui allegata. Secondo alcuni, tra cui il Sig Bordin, la moneta è genuina e dovrebbe essere attribuita ai Cenomani, mentre secondo altri questa sarebbe una moneta artificiosa. Inviterei quindi ad intervenire per suffragare una o l'altra tesi .
    2 punti
  18. Pensa un po' in una 24 ore (valigetta) quanto ci sta in tagli da 1000 franchi e quanto ci starebbe "solamente" se i tagli più grandi fossero solo da 100...... :dirol: :dirol: :dirol: :dirol: :dirol: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: saluti TIBERIVS
    2 punti
  19. Venivano coniate a mano, l'asse di conio non era standardizzato. https://www.acsearch.info/search.html?term=appuleia&category=1-2&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&images=1&currency=usd&thesaurus=1&order=0&company=
    2 punti
  20. Chiedo venia, sono andato a ricontrollare per accertarmi di quel che avevo scritto, ma non era lo stesso esemplare... Scherzi della memoria, comincio ad invecchiare Confermo comunque la mia valutazione, tondello un po strettino e leggermente poroso (almeno così sembra dalle foto) ma buona battitura, che è già cosa insolita per questa monetazione. Per farmi perdonare dell'abbaglio che ho preso, posto un bell'esemplare della stessa tipologia, con un bel metallo brillante, flan abbastanza largo, tondello discretamente fortunato per l'assenza di vistosi problemi, e buona battitura. La foto è quella della casa d'aste da cui proviene, ed è stata ingrandita perchè originariamente molto piccola, per cui la nitidezza ne risente un po. Mi riprometto sempre di fotografarlo, ma il tempo è quel che è...
    2 punti
  21. Mentre aspettiamo che magari @@417sonia sia così gentile dal copiare qua le note che ha fatto anche nell'altra discussione (se lo vuole, è sempre un piacere leggerlo), sappiamo che Girolamo proviene da una delle famiglie "storiche" Friulane, sin dal medioevo. Il loro nome viene da un paesino, ancora esistente, chiamato Savorgnano del Torre, poco a nord di Cividale. Savorgnano, etimologicamente, pare derivi da un tale "Sabornius" o simile, proprietario terriero di epoca romana che, come spesso accadeva, alla fine veniva associato al nome stesso del vicus. Solo nel medioevo, certi nobili provenienti dalla Moravia, ricevettero il feudo di Savorgnano direttamente dal patriarca, prendendone automaticamente il nome. Da questo piccolo borgo, nasce quindi una delle più potenti e discusse famiglie gentilizie friulane. La famiglia Savorgnan, nei secoli, divenne probabilmente la più influente nel patriarcato di Aquileia nel '400-'500, quando la sede in effetti era stata già traslata a Udine. Lo stemma stesso di Udine, bianco con una V rovesciata nera, peraltro, ricalca lo stemma patrizio della famiglia di Girolamo. Dato il loro essersi fin da subito alleati con i Veneziani, da poco entrati in possesso del Friuli, nel 1511 un altro Savorgnan, Antonio, fu protagonista di una rivolta (la Crudel zobia grassa) che, cominciata come semplice rivolta dei contadini contro i nobili Friulani - una delle prime e più ricche di testimonianze della storia europea - poi degenerò in uno scontro diretto che opponeva filoveneziani e filoimperiali. Nonostante la apparente sconfitta di Savorgnan (che fu graziato dai Veneziani nonostante di lì a poco avrebbe fatto una brutta fine), la famiglia continuò a mantenere rapporti solidi con la Serenissima, ed anzi proprio la riuscita dell'assedio di Osoppo da parte di Girolamo, convinse il maggior consiglio a far entrare nel patriziato di Venezia proprio i Savorgnan che solo pochi secoli prima avevano resistito strenuamente contro il passaggio della regione sotto la Serenissima. I Savorgnan, inoltre, possedevano decine di castelli sparsi un po' in tutta la regione, oltre a possedimenti sterminati.
    2 punti
  22. Ma il melograno richiama alla mente un altro mito, quello di Persefone, figlia di Demetra, dea dei Misteri Eleusini. E narra di Ade che rapisce la giovane e bella dea, la fa sua e la porta nel suo regno degli Inferi. La madre Demetra, dea delle messi e della fecondità, dopo aver cercato inutilmente la figlia anche nelle notti rischiarate da due fiaccole tenute nelle mani, quando viene a conoscenza del rapimento si vendica e rende la terra infeconda fino a quando non le sarà restituita la figlia. Zeus/Giove è costretto a correre ai ripari ed invia Ermes/Mercurio da Ade imponendogli la restituzione della fanciulla. Il re degli Inferi acconsente, però fa mangiare a Persefone un dolce chicco di melograno. Così facendo Persefone segna il suo destino per sempre: passerà due terzi con la madre sulla terra e un terzo con il marito nell'Ade. Potenza del melograno, che è simbolo di fecondità, sacro ad Afrodite, pianta che fa morire, ma anche rinascere. E, così, i due miti, quello di Niobe e quello di Persefone, di Demetra e dei Misteri Eleusini si fondono nella simbologia del melograno, che i Greci piantavano sulle tombe degli eroi, quasi ad eternarne la vita attraverso il ricordo. Il melograno di Niobe simboleggia ed esalta la fecondità terrena. Il melograno di Demetra e di Persefone riscopre ed esalta morte e vita, tenebre e luce, Inferi e Superi, inverno e primavera nel gioco perenne, che è umano e divino insieme, codificando il principio che bisogna morire per rinascere e rivivere. E' questo, d'altra parte, anche il senso dei misteri Eleusini. apollonia
    2 punti
  23. Se lo scopritore e il proprietario sono persone diverse si dividono i soldi o le monete. Qui, al massimo, si dividono le spese per l'avvocato per evitare la condanna...
    2 punti
  24. Annuncio che il 25° CONVEGNO FILATELICO NUMISMATICO IRPINO si terrà nei giorni 14 e 15 maggio 2016 ad Avellino nella palestra della Scuola media "Francesco Solimena" in Via Fratelli Del Gaudio, 2. In concomitanza si terrà una mostra/concorso a tema libero. Appena avrò l'elenco degli operatori commerciali partecipanti e/o altre notizie in merito li posterò Al momento invito tutti a partecipare.
    1 punto
  25. Prima di parlare di questa famosa statua di bronzo , due parole sulla cittadina di Todi ; questa fu fondata dagli Umbri secondo la tradizione tra l'VIII ed il VII a.C. , su un colle situato sulla riva sinistra del Tevere , a circa 400 metri di altezza . Primo importante avamposto umbro verso il territorio abitato dagli Etruschi , infatti sembra che il nome Tutere significhi "Città di confine" . Todi si sviluppò soprattutto fra il V e il IV secolo a.C. , quando venne probabilmente annessa dagli Etruschi al loro territorio , dopo degli Etruschi iniziò il processo di romanizzazione pur nel rispetto delle autonomie locali fra cui il diritto di coniare moneta propria . Ottenne la cittadinanza romana dopo l' 89 a.C. e Todi fu iscritta alla tribù Clustumina , venendo successivamente ribattezzata con il nome di Colonia Julia Fida Tuder . A partire dall' età di Augusto Todi ricevette un vigoroso impulso edilizio con l' erezione di un anfiteatro , di edifici civici e ville . Alla caduta dell’ Impero Romano Todi segui’ la sorte delle altre Citta’ d’ Italia e specialmente nel corso della guerra gotica , tra Goti e Bizantini subi’ assedi e conquiste . Il cosi’ detto “Marte” di Todi è una statua di fattura etrusca , risalente al V secolo a.C. che rappresenta , sembra , il dio della guerra Marte , mentre officia un rituale prima della battaglia , secondo altri invece un giovane e importante guerriero locale umbro od etrusco. Si tratta di una statua in bronzo , scoperta nel 1835 , fu trovata sepolta sotto lastre di travertino che la nascondevano e proteggevano allo stesso tempo , accanto alle mura del Convento di Montesanto , vicino a Todi , il Convento che sorge su un antico insediamento etrusco , potrebbe essere stato in antico sede di un tempio pagano , come normalmente avvenne in molte Citta’ italiane , quando Chiese e Conventi vennero eretti sugli antichi templi pagani . Il fatto che la statua venne scoperta per puro caso perche’ ben protetta dai saccheggiatori , sembra che un giorno di quell’ anno entrando un raggio di sole attraverso le lastre di travertino questo venisse riflesso dal bronzo della statua nascosta rilevandone quindi casualmente la presenza ai contadini locali , potrebbe significare che con l’ istaurarsi della religione cristiana nell’ Impero Romano come unica religione ammessa , gli abitanti di Todi , ancora legati alle vecchie tradizioni e alla vecchia religione pagana , come quasi tutti gli abitanti dei piccoli centri urbani di origine umbra ed etrusca , volessero proteggere la statua prima che fosse abbattuta o peggio fusa dai Cristiani ; oppure che volessero salvaguardarla dai saccheggi dei secoli bui del medioevo , sempre per lo stesso motivo . Come per molte sculture etrusche , non si conosce l' autore dell' opera pero’ dall' iscrizione dedicatoria , scritta in lingua mista umbra etrusca , si legge che fu donata al tempio dedicato a Marte dal cittadino umbro etrusco Tahal o Ahal Trutitis che potrebbe essere colui che in abiti militari rappresenta la statua . Attualmente è la statua e’ esposta a Roma nei Musei Vaticani nella sezione del Museo Gregoriano Etrusco . La lancia che in origine teneva nella mano sinistra non è più tenuta dalla statua , la coppa o patera che il guerriero portava originariamente nella mano destra , insieme ai pochi resti della lancia in ferro nella mano sinistra , è esposta in una vetrina a parte . Questa statua e’ uno dei rarissimi cimeli della statuaria antica italica pervenuta ai nostri giorni e raffigura un guerriero vestito di corazza , originariamente anche di un elmo andato pero’ perduto , rappresentato nell' atto di compiere una libagione forse prima della battaglia , oppure dopo , per un voto fatto per esserne uscito vincitore e vivo , versando il liquido contenuto in una tazza o patera , in onore alla divinita’ del tempio , tenuta dalla destra protesa in avanti , mentre con la sinistra si appoggiava ad una lancia in ferro . La statua e’ costruita in bronzo , cava all’ interno con la tecnica della fusione a cera persa , e’ alta 141 centimetri , con l’ elmo etrusco che in origine indossava ma che non e’ stato trovato , doveva superare abbondantemente i 160 centimetri ; in base ai residui trovati , gli occhi in origine erano in lamina d’ argento . Sotto alcune foto della statua conservata nei Musei Vaticani , dell' iscrizione votiva , del probabile elmo etrusco mancante alla statua e del Convento di Montesanto a Todi dove la statua fu trovata nel 1835 , un Oplita etrusco con elmo da battaglia .
    1 punto
  26. Appena aggiudicata: ex coll. Voltolina, medaglia in bronzo dedicata a Girolamo Savorgnan per la difesa del forte di Osoppo (UD) nel 1514, durante l'assedio della soldataglia di Massimiliano d'Asburgo. mm 48.50, peso ancora non lo so. Foro otturato, da catalogo viene indicata come BB. Al dritto busto rinascimentale di Girolamo Savorgnan a sx, legenda HIERONYMUS SAORNIANUS OSOPI D. La D sinceramente non saprei se intenda DUX o forse meglio DEFENSOR Al rovescio, personificazione maschile (Il Savorgnan stesso?) incoronato da vittoria alata, su un cumulo di armi regge con la destra il modellino della fortificazione osovana (molto di fantasia), con la sinistra un'aquila o un falco (forse riferimento alla sua famiglia?), legenda DEFENSUM OSOPUM IN IESU bibliografia: Armand, I, p. 103, n.7; Hill, Corpus, n. 479, tav. 89; Ostermann (medaglie friulane, 1881), p.139, n.53 Il Voltolina (pag. 205) non cita la presenza del rapace in mano alla figura del rovescio.
    1 punto
  27. Si, in effetti sembra più un "segnale" di tipo politico-monetario che non una scelta commerciale diretta a favorire gli investitori che apprezzano il sistema decimale. Ammesso e non concesso che ad un investitore interessi un sistema piuttosto che un altro......e sempre ammesso e non concesso che gli investitori che apprezzerebbero il sistema decimale siano più numerosi di quelli che prediligono il sistema dell'oncia troy. Mah. Prevedo, comunque, che la serie dei Panda del 2016 riscuoterà un notevole interesse. M.
    1 punto
  28. 1 punto
  29. Come tutti gli esemplari di particolare rarità o inediti, soprattutto apparsi in questi anni, vanno valutati con molta attenzione. Soprattutto dal vivo o con immagini hd. Skuby
    1 punto
  30. @@Lay11 Comunque proveniente sempre dal cassetto del nonno. :rofl:
    1 punto
  31. Un immenso grazie all'immenso @@Legio II Italica.
    1 punto
  32. .... dal volume di FRANCESCO BELLATI del 1776
    1 punto
  33. In verità, è tutta la questione che periodicamente salta alla ribalta, provoca sconquassi e poi se ne torna al silenzio... Vorrei sapere il perché...
    1 punto
  34. ANTONIO DI LEYVA (1480-1536 ) RARISSIMA MEDAGLIA DEL PRIMO GOVERNATORE DI MILANO SOTTO IL DOMINIO DI CARLO V DI SPAGNA ... da rivista medaglia delle edizioni s. johnson n. 14, Nato nel 1480 e morto nel 1536, Antonio de Leyva combattè a Las Alpujarras contro i Mori di Granada che si erano ribellati; nel periodo 1503-1504 combattè nella campagna di Napoli agli ordini di Gonzalo Fernandez de Cordoba detto el Gran Capitan. Fu ferito alla battaglia di Ravenna nel1512 durante le lotte per la Lega Santa; conbattè anche agli ordini del Marchese di Pescara nel Milanese nel 1521 e alla battaglia di Provenza del 1524. Comandò la guarnigione di Pavia che resistette all'assedio di Francesco I dall'ottobre del 1524 al febbraio del 1525 e prese parte alla vittoriosa liberazione di quella fortezza nel febbraio del 1525. Nominato Governatore di Milano, tenne la carica una prima volta dal 7 di novembre del 1525 al 29 novembre del1529 e una seconda volta dal 27 novembre del 1535 al 15 ottobre del 1536. Morì in Provenza dove accompagnava Francesco I, nello stesso anno. Portò anche il titolo di Principe di Ascoli. D/ ANT . LAEVA . CAES . EXER . IN . ITAL . IMP . MEDIOL . Q . REI . VIC .GER . - Busto volto a sinistra con pelliccia. R/ VNDIO PARTA Bronzo originale, mm. 43,1 - Da Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/De_Leyva e anche: https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_de_Leyva
    1 punto
  35. Salve e grazie ancora. Il forum non mi dà la possibilità di inviarle messaggi privati Visto che lei risiede a Pescara e io abito a Lanciano, se non la disturba, sarei tentato di chiederle un incontro per poterle mostrare la collezione. In ogni caso, la ringrazio per la cortesia.
    1 punto
  36. Ringrazio tutti per le cortesi risposte. Mi sembra di capire che la soluzione casa d'aste sia la più percorribile, anche se non saprei quali contattare. Avevo pensato di recarmi fisicamente con il materiale ed informarmi sulle procedure (che ignoro!). Intanto farò le foto almeno dei pezzi in argento e comincerò a trascrivere su file il contenuto degli appunti, sperando che siano sufficienti a descrivere le monete. A presto.
    1 punto
  37. Confermo, Crawford alla mano, 317/3b
    1 punto
  38. Salute a tutti ! Grazie di questa bella esposizione ! I miei falsi li ho salvati tutti (e chissà quanti ne ho che non lo so) in 36 anni di raccolta numismatica. Quelli noti ve li presento: Le due monete (?) greche le ho prese tanti, tanti anni fa al Cairo da un cammelliere egiziano La moneta di Akragas mi ha fatto studiare un po' prima di stabilire con certezza la sua falsità, tanto è ben fatta. La piccola moneta greca del secondo riquadro della prima foto proviene invece dal Bazaar di Istanbul La repubblicana la stavano spacciando in Francia per un padovanino, poi a me l'hanno regalata ....
    1 punto
  39. @@profausto @@Artax infatti è D R(qualcosa di simile) SISC Grazie mille
    1 punto
  40. Concordo in pieno... stavo per scrivere che si tratta di Civiltà diverse... che paese di m.... il nostro! Mi chiedo cosa farebbero Sovraintendenze, CC, finanza, giudici, magistrati ed avvocati dopo...
    1 punto
  41. Questa risposta te la daranno anche un giorno prima della distribuzione Anzi, lo stesso giorno ti diranno che sono all'oscuro della distribuzione......
    1 punto
  42. Oggi compie gli anni Carlo I d'Angiò che festeggia ben 790 anni ! Carlo I d'Angiò nato a Parigi il 21 marzo 1226 e morto a Foggia il 7 gennaio 1285 Figlio del re di Francia Luigi VIII e di Bianca di Castiglia conte d'Angiò e del Maine, conte di Provenza e di Forcalquier, fu re di Sicilia, re di Napoli, principe di Taranto, re d'Albania, principe d'Acaia e re titolare di Gerusalemme. Il Pontefice diede l'ordine d'incoronare Carlo come re di Sicilia. La cerimonia si tenne il giorno dell'Epifania del 1266, nella basilica lateranense, dove, alla presenza di baroni francesi e provenzali, di magistrati e di numerosi prelati, Carlo prestò il giuramento di obbedienza alla Chiesa e di osservanza assoluta dei patti sottoscritti, ricevendo infine la corona del regno di Sicilia insieme con la moglie Beatrice. Carlo, raggiunto dal suo esercito, iniziò l'attacco a Manfredi il 10 febbraio 1266 e subito i baroni si schierarono con lui, abbandonando il sovrano svevo, che fu costretto a ripiegare su Benevento. Qui, nei pressi del ponte sul fiume Calore, il 26 febbraio 1266 avvenne lo scontro decisivo, che portò alla sconfitta e morte di Manfredi nella celebre battaglia di Benevento. Con questa vittoria Carlo, non solo conquistò il regno di Sicilia, ma fece sì che tutta l'Italia passasse sotto il dominio dei guelfi, ad eccezione di Verona e Pavia, che rimasero fedeli agli svevi. Carlo, dopo aver visto con quanta facilità i nobili del regno avevano tradito Manfredi, non ritenne opportuno fidarsi di loro e finì per imporre un governo dispotico. Non convocò più il parlamento, scelse funzionari governativi stranieri. Questa situazione portò, in breve tempo, la nobiltà esasperata a cercare un liberatore, che fu presto trovato nella persona di Corradino di Svevia. Ucciso Corradino, l'Angioino riprese a governare in modo ancor più rigidamente dispotico, sostituì i baroni ribelli con nobili francesi, confiscò tutti i beni agli avversari e trasferì la capitale del regno da Palermo a Napoli. Pietro III d'Aragona aveva indetto nel 1281 una crociata contro i musulmani dell'Africa settentrionale e, senza aver ottenuto né l'approvazione né tanto meno gli aiuti economici di papa Martino IV, nel giugno del 1282, era comunque sbarcato non lontano da Tunisi, per poter essere vicino alla Sicilia; alla fine di agosto Pietro portò le sue forze nella stessa Sicilia, occupando in poco tempo tutta l'isola, e si proclamò re di Sicilia. Carlo I tentò di contrastare la sua avanzata salpando con una grande flotta dalla Provenza per raggiungere la Puglia tuttavia si ammalò e mori per una febbre persistente a Foggia il 7 gennaio 1285. Gli successe il figlio Carlo lo Zoppo. La moneta in foto è un reale di messina del 1266-1278 https://www.facebook.com/Le-monete-raccontano-871077369684666/
    1 punto
  43. 1 Penny 1998 Guernsey Regina Elisabetta II (1968-2015)
    1 punto
  44. Molto interessante sia la discussione che i contributi. Nel merito mi permetto di consigliare la lettura dell'articolo di J. Pollini (The meaning and the date of reverse type of Gaius Caesar on horseback, ANSMN 30, 1985), dove vengono passate brevemente in rassegna tutte le varie ipotesi di datazione e le correlate motivazioni riferibili alle emissioni dei denari e degli aurei con Gaio galoppante. Effettivamente, come già esposto da Theodor Mommsen, la più probabile sembrerebbe quella che collochi la loro coniazione all'8 a.C., in commemorazione della visita fatta dallo stesso Gaio con il nonno Augusto alle legioni reniane stanziate a Lugdunum. Mentre sembrano da scartare, per diversi motivi, l'ipotesi che siano stati licenziati nel 5 a.C. (in onore dell' assunzione da parte di Gaio del titolo di Princeps Iuventutis) o addirittura sul finire del 2 a.C, ovvero quando a Gaio fu accomodato il comando della missione diplomatica in Siria per trattare la "questione Armena" con il re partico Fraate V (in questo caso si è supposto che le monete celebrassero la partenza di Gaio a cavallo dal Foro di Augusto e le tre insegne visibili dietro di lui fossero quelle perse da Crasso e recuperate da Augusto nel 20 a.C.).
    1 punto
  45. Una moneta bellissima...sembra coniata ieri...complimenti...chissà dove ha "dormito" in questi ultimi 73 anni...
    1 punto
  46. Il parlamento Islandese "Althing" è stato fondato nel 930 d.C., il che lo rende una delle più antiche istituzioni parlamentari del mondo. Il parlamento ha operato ininterrottamente dalla sua fondazione tranne per un periodo di 45 anni (dal 1800 al 1845). Nel 1930 per commemorare i 1000 anni dell'Althing venne commissionato alla zecca della Sassonia (Muldenhütten) di battere moneta in tre denominazioni: 2 Kronur, 35.5mm, 20g, ottone, coniata in 20101 esemplari 5 Kronur, 35,5mm, 22g, argento, coniata in 10.101 esemplari 10 Kronur, 45mm, 35g, argento, coniata in 10.101 esemplari Le monete sono state inizialmente presentate in un cofanetto di velluto con l'emblema dell'Islanda sul lato inferiore. Le tre monete raffigurano la mitologia e la storia d'Islanda Il dritto della moneta da 10 Kronur mostra il re di Thule, una figura mitologica/leggendaria dell'Islanda, seduto mentre da la benedizione a due bambini. Il rovescio raffigura lo stemma dell'Islanda (Skjaldarmerki Íslands in islandese), una croce d'argento su scudo blu cielo, con una croce rossa all'interno di quella argentata. I portatori di scudo sono i quattro protettori del paese (landvættir) in piedi su un blocco di lava basaltica. Il toro (Griðungur) è il protettore della parte sudoccidentale dell'Islanda, l'aquila (o grifone) (Gammur) protegge la parte nordoccidentale del paese, il drago (Dreki) quella nordorientale e il gigante di roccia (Bergrisi) quella sudorientale. I quattro protettori sono raffigurati intorno allo scudo in senso orario, nella stessa disposizione geografica dei territori Islandesi, vale a dire toro in basso a sinistra, aquila in alto a sinistra, il drago in alto a destra e gigante in basso a destra. Grande rispetto è stato dato a questi protettori nel corso della storia, tanto che in epoca vichinga per legge nessuna nave poteva esporre avvicinandosi alle coste simboli caricaturali (spesso teste di drago) che li potessero innervosire. Queste emissioni sono considerate comunemente medaglie anziché vere e proprie monete in quanto la legge stabiliva che le medaglie avrebbero potuto avere validità come moneta a corso legale solo se fosse stato emesso un regio decreto, purtroppo questa disposizione non è mai entrata in vigore.
    1 punto
  47. questo era un ottimo pezzo dell'asta ! secondo me hai dirottato le tue intenzioni dalla parte giusta... quella a cui miravi e che non hai preso, a mio parere, è andata oltre il prezzo logico per quella conservazione. in compenso questa è ok! .....peccato per la faccia di Vittorio Amedeo che in questa serie per la Sicilia è veramente inguardabile!!!! :lol: :D :lol: :D :lol: :D ;)
    1 punto
  48. 1499 GIANGIACOMO TRIVULZIO (1441-1518) Maresciallo di Francia dal 1499 D/ IO IACOBVS TRIVVLS . MAR . VIG . FRA MARESCALVS . - Busto laureato a sinistra con corazza, agli angoli lo scudo dei Trivulzio,la ruota del sole, lo stemma dei Visconti col biscionee lo scudo con tizzoni e secchie, impresa viscontea. R/ 1499 / EXPVGNATA ALEXANDRIA : DELETO EXERCITV : LVDOVICUM . SF . MLI DVC EXPELLIT . REVERSVM . APVD NOVARIAM STERNIT CAPIT La medaglia commemora al conquista di Alessandria, e la cattura di LUDOVICO IL MORO a Novara. Medaglia quadrata attribuita dal LOMAZZO al CARADOSSO. Bronzo, mm. 44,5x45 Rif. BARGELLO n. 139
    1 punto
  49. Medaglia o placchetta fusa e ad alto rilievo, mm. 80, mai trovata in nessuna pubblicazione, penso cinquecentesca. FRANCESCO SFORZA E BIANCA MARIA VISCONTI sua sposa, figlia del terzo Duca di Milano FILIPPO MARIA VISCONTI
    1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
×
  • Crea Nuovo...

Avviso Importante

Il presente sito fa uso di cookie. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie, dei Terms of Use e della Privacy Policy.