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Salve a tutti. E' con grande piacere che vorrei annunciare l'uscita (proprio ieri), in quanto novità editoriale, del mio libro dal titolo Introduzione alla numismatica salernitana, pubblicato per conto dell'Editrice Diana. Obiettivo del volume è quello di divulgare con passi semplici gli aspetti salienti (tecnici, storici ed artistici) che caratterizzano le emissioni della zecca di Salerno. Un "manuale" agile che si configura come un mezzo primario adatto a tutti gli interessati, sia per chi si affaccia per la prima volta allo studio di questa monetazione, sia per chi già ne segue gli sviluppi: uno strumento, questo, che fino ad oggi è mancato. Citando dalla Presentazione: "Questo testo intende così costituire un mezzo di divulgazione della numismatica salernitana alto-medievale, volendo colmare quella lacuna che oggi si avverte nella mancanza di disponibilità, principalmente nell'ambito degli studi universitari, di un libro che tratti in modo sufficientemente chiaro e diretto questa parte della Numismatica, quella salernitana, definita a ragione una delle più articolate e variegate dell'intera Campania, seconda, come Zecca, solo a Napoli." Presto pubblicherò in questa sede anche l'indice del volume, il quale si compone di quattro capitoli complessivi che trattano degli studi che si sono tenuti fino ai giorni nostri sulla zecca salernitana, di alcune note tecniche di produzione monetale, aspetti artistici e numismatici delle monete di Salerno. In allegato la copertina del volume e, di seguito, il link dell'Editrice Diana per maggiori dettagli sulla pubblicazione: http://www.classicadiana.it/libreria/content/iula-raffaele-introduzione-alla-numismatica-salernitana Spero di aver fatto cosa gradita per gli appassionati di questa monetazione e per quanti vorranno avvicinarsi a tale argomento, non solo pubblicando questo libro, ma anche dandone annuncio, in primis, qui sul nostro Forum. Presto scriverò in questo topic altre novità in merito, per ora resto a disposizione di chiunque abbia delle domande o altro da riferire. A presto per nuovi aggiornamenti, Un cordiale saluto, Raffaele Iula.6 punti
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Anche se il 15 Marzo e’ passato da qualche giorno mi affascina parlare in questo post della misteriosa Anna Perenna ; era questa un' antichissima divinita’ romana che presiedeva al corso dell' anno che in epoca romana iniziava appunto nel mese di Marzo , in pratica rappresentava il perpetuo rinnovarsi degli anni . Era uso nell’ antica Roma , come anche ai nostri giorni , scambiarsi gli auguri di buon anno , ma la frase in uso duemila anni fa era un po’ diversa dalla sintetica formula espressa ai giorni nostri : Buon Anno oppure Felice Anno ; i Romani antichi dicevano invece : “annare perannareque commode” , cioe’ : “passare un buon anno dall' inizio alla fine” Prima di essere la divinita’ del ripetersi degli anni , rappresentava anche la divinità dell' abbondanza e del nutrimento tanto che da Anna derivo’ poi il corrispettivo romano di "annona" , cioe’ l’ approvvigionamento degli alimenti per il popolo . Un’ altra ipotesi che si basa sulla etimologia del nome la fa coincidere con “amnis perennis” cioe’ la divinità delle acque , altri vedono in Anna Perenne una dea della terra dal nome etrusco ; infine un' ultima spiegazione fa risalire le sue origini nel sistema contadino e identifica la dea con un simbolo della natura e infatti la sua festa coincideva con l' inizio della primavera . Secondo un' altra versione Anna Perenna era una vecchina di animo buono che aiutò i plebei romani durante i tumulti del 494 a.C. , rifocillandoli con focaccine preparate con la massima cura da lei ; i Romani per riconoscenza la omaggiarono edificandole una statua . La tradizione mitologica più comune di Anna Perenne risiede specialmente nei Fasti di Ovidio che la identifica con Anna , la sorella della cartaginese Didone che dopo la tragica morte suicida di questa per amore non corrisposto di Enea e a causa della partenza di Enea verso i lidi del Lazio , si rifugiò a Malta presso il re Batto per sfuggire al fratello Pigmalione . Nuovamente costretta a prendere il mare , naufragò sulle coste del Lazio dove fu amorevolmente ospitata da Enea che suscitò pero’ la gelosia della moglie Lavinia . La sorella Didone , apparsale una notte in sogno , la esortò ad abbandonare la casa ospitale di Enea e da allora si crede che il dio che viveva nel fiume Numicio , il quale scendendo dal Monte Albano scorreva presso Lavinio nel Lazio per sfociare infine nel Mare Tirreno , l' abbia rapita con le sue onde impetuose e l' abbia nascosta nei suoi antri . La sua festa cadeva il 15 marzo e la sua celebrazione prevedeva lunghi banchetti all' interno di un bosco sacro dedicato alla dea . Queste feste erano un' occasione per dare sfogo a grandi manifestazioni di allegria e di intrattenimento come balli , canti e soprattutto pare solenni ubriacature . Il bosco sacro è stato identificato nell' attuale quartiere di Roma dei Parioli , dove sono stati rinvenuti una fonte votiva dedicata alla Dea e numerosi oggetti attestanti offerte alla dea e pratiche magiche svolte presso il sito risalente al IV / V secolo a.C. . Al culto di Anna Perenna è legata anche la fonte ritrovata recentemente a Roma nel 1999 ai Parioli quando si decise di costruire un parcheggio per auto sotterraneo all' angolo tra la Chiesa di Piazza Euclide e Via Guidobaldo del Monte in una zona inaspettata che non era particolarmente segnalata come testimonianze archeologiche . La fonte scaturisce ancora da una falda acquifera che fin dai tempi almeno tra la fine regia e l’ inizio della Repubblica era stata utilizzata per una fontana . La vasca si presenta di forma rettangolare racchiusa da bassi muretti e all' interno di quello frontale furono incastrate delle piccole are con epigrafi rimaste intatte con dedica incisa “Nimphys Sacratis Annae Perennae” e alle Ninfe consacrate ad Anna Perenna . All’ interno della cisterna che alimenta la fonte furono trovati moltissimi oggetti risalenti ad epoche storiche molto distanti tra loro a testimonianza della frequentazione del luogo , furono trovate oltre cinquecento monete , poche in effetti ma probabilmente i furti di monete dovevano essere frequenti come oggi anche nell’ antichita’ , decine di lucerne ad uso rituale e dieci rarissimi contenitori al cui interno furono trovate statuette antropomorfe plasmate in argilla cruda o cera con iscrizioni sul petto e sulle spalle , insieme a pigne , gusci d’uova , rametti e tavolette di legni diversi . Tuttavia l’oggetto più importante ritrovato è un grande paiolo di rame , un vero e proprio calderone antico, con segni di bruciato per le offerte . Sotto un Denario repubblicano dell' antica Gens Fabia con al rovescio Anna Perenna , Lapidi votive trovate presso la fonte di Anna Perenna , Monete ed oggetti vari trovati nello stesso luogo .4 punti
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È sempre un piacere condividere con voi l'ultima entrata in collezione, un bel 1/2 ducato di Filippo II principe di Spagna databile tra il 1554 e il 1556. Sono sempre gradite le vostre opinioni. Buona giornata!4 punti
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______________ 1998 Jersey 2 Pence - bronzo Raffigurata sulla moneta l'Abbazia di St. Helier (fondata nel 1155), nel XV sec. fu fortificata per creare un castello. Alla base si trova un passaggio del neolitico (6000 a.C.) lungo quasi 20 metri, un enorme tumulo di terra artificiale coperto di pietre giganti.4 punti
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Un'altra nuova nazione per la nostra lista :) ______________ 1998 Gambia 10 Bututs - Acciaio ricoperto di rame3 punti
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Una volta che le autorità hanno studiato il ritrovamento, a meno che non rivesta una importanza storica ECCEZIONALE o che sia una tipologia che non hanno già in qualche museo, il ritrovamento viene restituito al ritrovatore che ne diventa il pieno possessore e può farci ciò che vuole, venderlo, regalarlo, mangiarselo, etc. Qualora ,invece, il ritrovamento rientri nelle categorie suddette, allora lo stato o il museo, se hanno i fondi comprano il materiale dal ritrovatore o fanno una sottoscrizione pubblica per trovare i fondi per pagarlo sempre al ritrovatore e a prezzi correnti di mercato.... Posso assicurarti che NON è fantascienza...purtroppo, ( per noi) è tutto reale e dovrebbe dare una misura della distanza che c'è tra l'essere cittadini italiani e cittadini Inglesi ( la mancanza della prima maiuscola è voluta).3 punti
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Vi presento un acquisto domenicale, un malandato asse di Commodo con anche una mancanza di metallo. Come se non bastasse proviene da una collezione per così dire molto (troppo forse) prottetta: infatti la moneta è ricoperta da uno spesso strato di cera microcristallina che va a dare un pesante effetto traslucido non troppo gradevole, almeno per me. La patina è invece di un bel verde screziato. Rovescio migliore del diritto, i cavalli sono piuttosto definiti... Visto il prezzaccio l'ho presa, anche perchè non è una moneta comune. Commodo, asse RIC 319 D: M COMMODVS ANTONINVS AVG testa laureata a destra R: TR P VI IMP IIII COS III PP SC Commodo in quadriga trionfale avanza a sinistra Dovrebbe appartenere alle prime emissioni di Commodo, datate al 180. Oltre ai soliti ben accetti commenti chiedo quale dei vari avvenimenti abbia portato alla coniazione di questo asse trionfale: il rientro a Roma? La sottomissione di varie popolazioni non troppo pacifiche? Grazie mille e buona giornata Antonio2 punti
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Ciao a tutti! Per non esser tacciato di “anglofilia” (non senza un certo fondo di verità ;) ) ma per dimostrarvi che qualcosa “salta fuori” se non nei confini nazionali quantomeno in quelli più prossimi, vi riporto la notizia di un ritrovamento monetale più prossimo geograficamente. Purtroppo a tutt’ora le notizie sono ancora frammentarie per cui non posso approfondire la descrizione. Si tratta di un ritrovamento monetale avvenuto in Svizzera, nei pressi di Basilea. Lo scorso luglio a Uecken un contadino svizzero ha rinvenuto delle monete romane (grazie al fortuito aiuto di una talpa) nel suo terreno adibito a coltivazione di ciliegi. Poco tempo prima nella vicina cittadina di Frick era stato rinvenuto un insediamento romano. Allertate le autorità del caso, gli archeologhi hanno raccolto un tesoretto di 4.166 esemplari. Si tratta del più cospicuo ritrovamento in Svizzera. La qualità dei dettagli fa ritenere che siano state occultate poco dopo la coniazione. Si tratta di monete che coprono un periodo da Aureliano al 294 d.C. che erano state raccolte in piccoli contenitori di cuoio dei quali non è rimasta traccia. Il contadino non potrà tenere il tesoro. «Probabilmente otterrà un compenso», dice, «ma i reperti appartengono al pubblico, in accordo con la legge svizzera» riferiscono le autorità. Il tesoro di Ueken andrà in esposizione al museo di Vindonissa a Brugg.2 punti
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10000 Lire 1998 C.D.V. Giovanni Paolo II Ultima Cena2 punti
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..Mi pongo spesso anch'io questa domanda, riguardo alle monete in altissima o massima conservazione: certe volte guardo un esemplare magari di 100 anni fa e mi chiedo dove fosse nel 1950....nel 1980....ecc..! E la mente viaggia con la fantasia..!. :).. ...Credo che la risposta venga da sé: mi pare chiaro che gli esemplari che sono arrivati a noi "intonsi" (o quasi) non abbiano avuto una sorte "qualsiasi". Hanno una sorta di "pedigree"; tuttavia, non è importante tanto il nome dei possessori (che possono essere famosi, conosciutissimi...oppure anonimi), quanto il fatto che fossero tutti, sicuramente, collezionisti! E non collezionisti "qualsiasi": persone pienamente consapevoli di quello che stavano custodendo e del fatto di dover tramandare alle generazioni successive non soltanto un pezzo di numismatica e di storia, ma soprattutto il rispetto verso di esso!.. Saremo capaci di fare altrettanto? ....( Pensate, a questa cosa.....prima di "lanciarvi" con tutti quegli "esperimenti" sulle monete, di cui si legge spesso..!...)2 punti
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Rara e originale medaglia ancora di gusto rinascimentale, del GOVERNATORE DI MILANO PEDRO ENRIQUEZ CONTE DI FUENTES, governatorato sotto FILIPPO III, dal 1600 al 1610. D/ PETRVS ENRIQUEZ COMES FONTA - Busto del personaggio, testa con capelli corti, baffi e larga barba a punta, gorgera e corazza. Aggiungo bellissimo e vigoroso ritratto. R/ GOBERNATOR . MEDIOLANI . 1607 - Nel campo un ara con sopra corona e rami di palme, sotto l'iscrizione DEDVCET ME VICTOR DEVS Bronzo, mm. 45,42 punti
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Buona serata "Accipio" :hi: Quando Girolamo di Savorgnan abbeverava i cavalli di vino, erano ormai cinque anni che il "dominio da terra" era in fiamme. Cinque anni terribilli, dal giorno in cui la Repubblica aveva negato il passaggio a Massimiliano d'Asburgo che voleva andare a farsi incoronare imperatore a Roma; Massimiliano si era impuntato e ne era nata una guerra che aveva visto le truppe veneziane del condottiero Bartolome d'Alviano e di Girolamo di Savorgnan sbaragliare un esercito tedesco a Valle di Cadore e l'Alviano, poi, prendere Pordenone, Gorizia e Trieste. Grande giubilo a Venezia e in Friuli, per quelle vittorie , per quelle conquiste. Ma di breve durata. Si sta creando la lega di Cambrai ..... Da: San Marco per Sempre di Alvise Zorzi, Le Scie Mondadori. Spero che Luigi abbia gradito .... ma che centra il vino per abbeverare i cavalli? Beh, sappiate che in Friuli è più facile che manchi in casa una bottiglia d'acqua, che una bottiglia di vino e d'altra parte, è terra di vigneti e vini superlativi. Il Picolit, il Refosco, il Ribolle, i celebri vini del Collio, il Tocai. Attenzione, il Tocai è vino friulano e non, come erroneamente si pensa, importato dall'Ungheria. Il tipo più fine e pregiato del Tokaj ungherese si chiama "Furmint", proprio in onore del friulano Conte Formentini di Cusano, che avrebbe introdotto in terra ungherese quel vitigno friulano come lui. Ma il Savorgnan? Ebbene è sembre Alvise Zorzi che racconta: Massimiliano era convinto di fare, con le sue truppe, una "passeggiata" in Friuli, tanto Bartolomeo d'Alviano era così distante, che non avrebbe potuto intervenire. Tutto vero, ma non fece i conti con il "testardissimo sangue friulano" del Signore di Osoppo, Girolamo di Savorgnan. Questi si era chiuso nel suo castello posto a cavalcioni del Tagliamento, in posizione strategica quanto mai e con non più di sessanta balestrieri. Il povero generale di Massimiliano, Cristoforo Frangipane, Conte di Veglia, nel tentativo di rimuove questo ostacolo, da lui considerato trascurabile, ci rimise la testa rotta da una sassata scagliata dalle mura e fu impegnato per così tanto tempo che l'Alviano riuscì a raggiungere la fortezza ed a sbaragliare il suo esercito in campo aperto a Prata di Pordenone. Il Frangipane finì prigioniero nella torresella dei Palazzo Ducale saluti luciano2 punti
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Era rimasto fuori sempre per Filippo II, Milano, questo bellissimo e rarissimo scudo d'oro del sole, Crippa 6/B,R3, varietà senza REX ANGLIAE, moneta di tipo internazionale, con questo stemma coronato dove c'è di tutto e con al centro in piccolo lo scudetto con le armi di Milano. Milano ritorna in leggenda al dritto e al rovescio abbiamo una croce ornata da piccole corone alle estremità dei bracci con sempre il sole in leggenda in alto. La moneta per la mancanza del REX ANGLIAE può essere databile tra il 1554 e il 1556. Da Asta Ranieri 5, questo ulteriore gioiello... Chi vuole far vedere qualche altro oro milanese o di confronto con questi ? Se no finiamo qui....2 punti
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@@elledi mio nonno collezionava, mio padre pure e adesso io e mia figlia continuiamo la tradizione di famiglia. me la son ritrovata, era di mio padre? di mio nonno?2 punti
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Approfitto per riassumere qui il mio punto di vista su questa dramma (non Sear ma Price 2090) da cui Eolo è rimasto deluso per l’assenza di patina, con il sospetto che non fosse nemmeno autentica. La mia prima impressione è stata che i segni fossero dovuti al procedimento con cui era stata coniata una moneta autentica. Skuby ha postato un’altra dramma prodotta chiaramente dalla stessa coppia di conìì, e notando che questi non rappresentavano il massimo dello stile per carenza di dettagli, si era posto la domanda che potesse trattarsi di un conio ‘barbaro’, una sorta di imitazione coeva. Quanto al parere in merito chiesto da skuby, andreagcs ha propeso per un incisore poco pratico più che per un’imitazione barbarica, dato che queste hanno ben altra fisionomia, con raffigurazioni picassiane di Eracle e di Zeus. Anch’io la penso così, fermo restando che la mia prima impressione non aveva più fondamento, come ho riconosciuto. Dal confronto delle due dramme al post # 2715 e dei due particolari al post # 2730 (stessi conii e raffigurazioni molto simili, bitorzolo compreso), io credo che anche le striature (che potevano essere causate da uno stress termico successivo alla coniatura) provengano in effetti dal conio (probabilmente vecchio e usurato) e quindi che siano state impresse direttamente sul tondello all’atto della coniatura. apollonia Da parte sua skuby ha fatto notare che Le zecche ed il sistema di battere moneta era assi controllato. Un conio "Brutto" ma ufficiale credo non fosse molto gradito. Da qui l'idea che potesse essere altro..(ma coevo). Ci sono ad esempio casi, dove per motivi "pratici" si ricorreva ad emissioni di emergenza, quindi a volte poco curate, o si riutilizzava il circolante apponendo ad esempio semplici contromarche, in zecche mobili, pensiamo al periodo mercenariale in Sicilia nel IV sec a.C. Per un conio "Brutto" potrebbero esserci varie spiegazioni ma andrebbe cmq inquadrato nel contesto storico del momento.. skuby Per rispondere alla domanda che skuby si pone nell’ultima frase, non si può escludere ad es. che una moneta con quelle caratteristiche da ‘conio brutto’ fosse stata presa come modello da un falsario per riprodurre un conio poi utilizzato per battere altre consorelle. Tra le altre spiegazioni ho ritenuto possibile che alcuni lavoranti addetti alla coniatura di monete ufficiali nella zecca dove avevano anche alloggio, furtivamente avessero battuto tondelli di buon argento con conii dismessi e da loro riesumati per produrre monete con quelle caratteristiche da spendere senza problemi. E qui potevo fermarmi perché avevo detta la mia. Invece ho voluto aprire una parentesi per quel ‘bitorzolo’ (evidentemente dovuto al conio usurato e non alla circolazione o a infiltrazioni di liquidi nel suolo dov’era sotterrata la moneta) che poteva servire all’operaio disonesto per riconoscere il proprio manufatto ‘pseudo ufficiale’ tra le monete circolanti dopo averlo speso. E ho aggiunto che qualora l’operaio disonesto avesse prodotto dei suberati, il segno di riconoscimento l’avrebbe probabilmente messo lui sul conio per marcare la moneta, in modo da poter riconoscere il proprio manufatto tra le monete in circolazione ed evitare di ricevere in pagamento la stessa moneta falsa che aveva prodotto. Questo è tutto. apollonia2 punti
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Grazie, allora ti faccio un altro bel regalo. L'altro mezzo ducato di filippo II come principe di Napoli, sempre dello stesso periodo. Questo in conservazione straordinaria, anche per la stupenda patina... che @@Rex Neap ben conosce pur non avendolo ancora mai visto in mano... mea culpa!2 punti
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Per rendere questa discussione più fruttuosa dal punto di vista culturale si dovrebbero coinvolgere e farsi coinvolgere tutti gli interlocutori (qualunque tesi propongano) al fine di un accrescimento di tutti i partecipanti. Non importa cosa si ritenga giusto ma è utile conoscere le tesi anche della controparte per consolidare le proprie o metterle in discussione. Si potrebbe utilizzare la dialettica hegeliana : tesi-antitesi-sintesi. Partendo da una tesi e spiegandola, si passerebbe alla sua confutazione cercando di trovarne i punti deboli, per poter poi giungere alla fine ad una sintesi. Vorrei coinvolgere il Sig. Bordin @@bordinrolandomirko per poter avere anche la sua opinione. Certo è gentile da parte sua offrire a noi tutti la sua consulenza dal vivo presso il suo studio, però purtroppo non tutti hanno la possibilità di spostarsi (vuoi salute, impegni, o altro) quindi una sua partecipazione attiva in questo dibattito sarebbe molto costruttiva. Si potrebbe partire ad esempio da una tipologia assai controversa e qui allegata. Secondo alcuni, tra cui il Sig Bordin, la moneta è genuina e dovrebbe essere attribuita ai Cenomani, mentre secondo altri questa sarebbe una moneta artificiosa. Inviterei quindi ad intervenire per suffragare una o l'altra tesi .2 punti
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Pensa un po' in una 24 ore (valigetta) quanto ci sta in tagli da 1000 franchi e quanto ci starebbe "solamente" se i tagli più grandi fossero solo da 100...... :dirol: :dirol: :dirol: :dirol: :dirol: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: :ph34r: saluti TIBERIVS2 punti
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Venivano coniate a mano, l'asse di conio non era standardizzato. https://www.acsearch.info/search.html?term=appuleia&category=1-2&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&images=1¤cy=usd&thesaurus=1&order=0&company=2 punti
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Chiedo venia, sono andato a ricontrollare per accertarmi di quel che avevo scritto, ma non era lo stesso esemplare... Scherzi della memoria, comincio ad invecchiare Confermo comunque la mia valutazione, tondello un po strettino e leggermente poroso (almeno così sembra dalle foto) ma buona battitura, che è già cosa insolita per questa monetazione. Per farmi perdonare dell'abbaglio che ho preso, posto un bell'esemplare della stessa tipologia, con un bel metallo brillante, flan abbastanza largo, tondello discretamente fortunato per l'assenza di vistosi problemi, e buona battitura. La foto è quella della casa d'aste da cui proviene, ed è stata ingrandita perchè originariamente molto piccola, per cui la nitidezza ne risente un po. Mi riprometto sempre di fotografarlo, ma il tempo è quel che è...2 punti
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Mentre aspettiamo che magari @@417sonia sia così gentile dal copiare qua le note che ha fatto anche nell'altra discussione (se lo vuole, è sempre un piacere leggerlo), sappiamo che Girolamo proviene da una delle famiglie "storiche" Friulane, sin dal medioevo. Il loro nome viene da un paesino, ancora esistente, chiamato Savorgnano del Torre, poco a nord di Cividale. Savorgnano, etimologicamente, pare derivi da un tale "Sabornius" o simile, proprietario terriero di epoca romana che, come spesso accadeva, alla fine veniva associato al nome stesso del vicus. Solo nel medioevo, certi nobili provenienti dalla Moravia, ricevettero il feudo di Savorgnano direttamente dal patriarca, prendendone automaticamente il nome. Da questo piccolo borgo, nasce quindi una delle più potenti e discusse famiglie gentilizie friulane. La famiglia Savorgnan, nei secoli, divenne probabilmente la più influente nel patriarcato di Aquileia nel '400-'500, quando la sede in effetti era stata già traslata a Udine. Lo stemma stesso di Udine, bianco con una V rovesciata nera, peraltro, ricalca lo stemma patrizio della famiglia di Girolamo. Dato il loro essersi fin da subito alleati con i Veneziani, da poco entrati in possesso del Friuli, nel 1511 un altro Savorgnan, Antonio, fu protagonista di una rivolta (la Crudel zobia grassa) che, cominciata come semplice rivolta dei contadini contro i nobili Friulani - una delle prime e più ricche di testimonianze della storia europea - poi degenerò in uno scontro diretto che opponeva filoveneziani e filoimperiali. Nonostante la apparente sconfitta di Savorgnan (che fu graziato dai Veneziani nonostante di lì a poco avrebbe fatto una brutta fine), la famiglia continuò a mantenere rapporti solidi con la Serenissima, ed anzi proprio la riuscita dell'assedio di Osoppo da parte di Girolamo, convinse il maggior consiglio a far entrare nel patriziato di Venezia proprio i Savorgnan che solo pochi secoli prima avevano resistito strenuamente contro il passaggio della regione sotto la Serenissima. I Savorgnan, inoltre, possedevano decine di castelli sparsi un po' in tutta la regione, oltre a possedimenti sterminati.2 punti
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Ma il melograno richiama alla mente un altro mito, quello di Persefone, figlia di Demetra, dea dei Misteri Eleusini. E narra di Ade che rapisce la giovane e bella dea, la fa sua e la porta nel suo regno degli Inferi. La madre Demetra, dea delle messi e della fecondità, dopo aver cercato inutilmente la figlia anche nelle notti rischiarate da due fiaccole tenute nelle mani, quando viene a conoscenza del rapimento si vendica e rende la terra infeconda fino a quando non le sarà restituita la figlia. Zeus/Giove è costretto a correre ai ripari ed invia Ermes/Mercurio da Ade imponendogli la restituzione della fanciulla. Il re degli Inferi acconsente, però fa mangiare a Persefone un dolce chicco di melograno. Così facendo Persefone segna il suo destino per sempre: passerà due terzi con la madre sulla terra e un terzo con il marito nell'Ade. Potenza del melograno, che è simbolo di fecondità, sacro ad Afrodite, pianta che fa morire, ma anche rinascere. E, così, i due miti, quello di Niobe e quello di Persefone, di Demetra e dei Misteri Eleusini si fondono nella simbologia del melograno, che i Greci piantavano sulle tombe degli eroi, quasi ad eternarne la vita attraverso il ricordo. Il melograno di Niobe simboleggia ed esalta la fecondità terrena. Il melograno di Demetra e di Persefone riscopre ed esalta morte e vita, tenebre e luce, Inferi e Superi, inverno e primavera nel gioco perenne, che è umano e divino insieme, codificando il principio che bisogna morire per rinascere e rivivere. E' questo, d'altra parte, anche il senso dei misteri Eleusini. apollonia2 punti
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Se lo scopritore e il proprietario sono persone diverse si dividono i soldi o le monete. Qui, al massimo, si dividono le spese per l'avvocato per evitare la condanna...2 punti
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Buonasera, posseggo una livrea nobiliare e chiedo il vostro aiuto nel riconoscerne, ove possibile, la famiglia di appartenenza alla quale si possa ricondurre. L' intero blasone è sorretto dalla parte sinistra da un levriero, ed alla destra da un cervo. Il dettaglio della croce della bandiera è di colore giallo, su sfondo blu, come lo stemma della città di Tolone, ho scoperto, ma chiaramente non so se sia corretto. Appena sotto quel blasone " a bandiera " se ne nota uno a sfondo bianco, con tre papere nere. Questo blasone ho scoperto possa essere riconducibile ai " Schiltigheim ", ma non ho idea in quanti altri nella storia l' abbiano adoperato. L' ultimo dettaglio che, sono riuscito probabilmente a riconoscere, è quello dei tre pallini, gialli su sfondo rosso, probabilmente riconducibili a Richard de Vesvrotte, ma ritengo sia molto poco attendibile. Dietro ad ogni bottone vi è la dicitura " QUALITE SUPERIEURE ", con due " V " sotto la lettera " Q " ed una " L " , sotto la lettera " S ". La dicitura mi fa pensare che si tratti di una livrea francese, ma chissà, potrebbe trattarsi di una livrea ligure, piemontese o valdostana di qualche casato nobile o gentilizio, di confine ? Per il resto, non sono riuscito a riconoscere nient' altro. Ringrazio anticipatamente chi avrà modo di aiutarmi in questa mia ricerca, Dave.1 punto
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Per togliere i residui di nastro adesivo, il non-plus-ultra è l'alcool etilico. (...Ammesso che non rovini l'oro..ma non credo).1 punto
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La moneta è una moneta provinciale, coniata a mio parere in una città " Laodicea..... " si legge bene nella prima riga in esergo. L' imperatore mi pare Caracalla, ma ho dubbi. Di Laodicea ne esistono a mia conoscenza tre, ma non trovo in nessuna di questa L' esemplare postato. In esergo Laodikewn Newkop, questa legenda comunque porta a Laodicea ad Lycum in Frigia. Roberto1 punto
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ma no! che film impegnati!!! ti do un indizio:1 punto
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Salve a tutti Salvo imprevisti sarò presente sabato, interessato sia alla parte commerciale che quella culturale. Spero di fare un salto anche venerdì. Per motivi famigliari, declino l'invito a pranzo. Saluti Marco1 punto
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@@dux-sab non ho notizie di eventuali esemplari passati sul mercato negli ultimi anni (ma vado a memoria e non essendo una tipologia che seguo non è detto che abbia ragione). Però posso dirti che nell'asta della coll. Muntoni (Montenapoleone 4 del 1984) mancava la mezza piastra. Sperando di aver fornito qualche informazione interessante ed utile, saluti, Antonio1 punto
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Quanto al parere in merito chiesto da skuby, andreagcs ha propeso per un incisore poco pratico più che per un’imitazione barbarica, dato che queste hanno ben altra fisionomia, con raffigurazioni picassiane di Eracle e di Zeus.1 punto
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Mi raccomando, guai a mettere peso e diametro, altrimenti uno si trova agevolato! La prima è una riproduzione di un argento mitridatico, la seconda una nota medaglia devozionale, anche graziosa.1 punto
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Numero interessante, in particolare complimenti a Riccardo Martina, Le varianti dei quattrini per i Reali Presidi Ivan Cavazzoni, Monete-Medaglie della Croce Rossa.1 punto
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Ciao, dovrebbe essere questa: http://www.acsearch.info/search.html?id=13420811 punto
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Dopo tanti post facciamo anche un po' di riassunto su tutto : 1) per il pranzo lamonetiano, ma poi di tutti, di sabato 9 aprile ore 13 siamo prenotati attualmente in 19 ( post 51 ), presumo essendo anche un sabato che si debba dare una adesione di massima verso il martedì/ mercoledì della stessa settimana 2) La parte puramente commerciale sarà : venerdì 8 aprile ore 14,00 a ore 18,00 sabato 9 aprile dalle ore 9,00 alle ore 18,00 presso Hotel Parma e Congressi, Via Emilia Ovest 281/A - Parma 3) La parte culturale della 1° giornata di Studi " La numismatica e i giovani " inizierà alle ore 10,00 e terminerà verso le 12,30/12,45 Attendiamo eventuali ulteriori riscontri sia per la parte culturale, commerciale che in particolare per il pranzo che deve avere una prenotazione anche se presumo di massima. Ultima annotazione tempo fa feci una discussione/questionario proprio qui sul forum ( ora in Piazzetta tra le importanti ) in cui si chiedeva come potesse essere per voi o come avreste voluto il " Vostro Convegno ideale ", ecco credo che in questa organizzazione ci si sia avvicinati molto ai risultati usciti da quel Questionario, certamente gli ingredienti ci sono tutti...1 punto
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Un'altra moneta ricca di storia ed in condizioni notevoli...merito dell'acciaio che se ben conservato mantiene inalterate le caratteristiche dell'impronta...una moneta che a me è sempre piaciuta...con quella scritta ITALIA....1 punto
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Al dritto: محمّدرضا شاه پهلوی آریامهر شاهنشاه ایران ١٣۵۳ Scià Mohammad Reza Shah Pahlavi lo Scià dell'Iran 1353 (1974) Al rovescio: ٢٠ ريال Rial 20 Chi vuol postare qualche moneta dell'Iran, o della Persia (denominazione di questa nazione prima del 1935) è il benvenuto :)1 punto
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I centoni sono comodi per acquisti di una certa entità, classico caso la spesa grande al supermarket: in quelli dove vado di solito prendono tranquillamente anche i 200 e i 500. E' un taglio utile per chi (come me) per diversi motivi non ne vuol sapere di pagamenti elettronici, anche se il taglio "di base" per grosse spese rimane comunque il 50, il massimo erogato dagli ATM italiani.1 punto
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10 Centesimi 1998 Antille Olandesi Regina Beatrice (1980-2013)1 punto
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@@Rex Neap "Nella monetazione di Filippo II, vissuto in solitudine in mezzo a un vasto impero ereditato dal padre Carlo V, i motti HILARITAS UNIVERSA, “Allegrezza Universale”, e POPULORUM SECURITATI, “Per la sicurezza dei popoli”, sembrano un’irrisione; il suo regno infatti non fu né lieto, né felice e nemmeno sicuro per i popoli che non ebbero davvero a rallegrarsi nel grave giogo in cui furono tenuti da un governo sospettoso e ferocemente autoritario, né lo furono gli eretici contro i quali si esercitarono le crudeltà dell’Inquisizione. Ma tutto ciò che veniva fatto era compiuto a gloria di Dio, era di questo che Filippo si gloriava, con cristiana unzione, e ne fanno fede le sue monete dove è un’esibizione continua di segni religiosi." (cit. Pietro Magliocca)1 punto
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Il frutto nel campo a sinistra del rovescio della dramma di Side (post # 2692) richiama la simbologia del melograno nel mito di Niobe, Persefone e Demetra. da http://www.positanonews.it/articolo/68293/la-simbologia-del-melograno-nel-mito-di-niobe-persefone-e-demetra-a-smirne-eleusi-e-paestum Niobe è una figura tragica, come tante nel mito. Fu regina di Lidia, bella, dai capelli fluenti, fiera ed orgogliosa di carattere. Figlia di Tantalo e sorella di Pelope, sposò Antiao e generò ben dodici figli, sei maschi e sei femmine, secondo alcuni, quattordici, sette e sette, secondo altri. Ne andava legittimamente orgogliosa tanto da vantarsene nei confronti della dea Latona e deriderla, perchè lei con Giove era riuscita a procrearne soltanto due: Apollo e Artemide. Peccò di "ubris", di tracotanza, là dove necessitava equilibrio, saggezza e temperanza, "sofrosune", almeno nei confronti degli dei. Gli antichi Greci praticavano, come si sa, una "religione antropomorfa", nel senso che le divinità assumevano non solo forme umane, ma in loro erano connaturati anche virtù, e vizi tipici degli uomini, e, quindi, passioni, come la gelosia e l'invidia. E fu proprio l'invidia degli dei, la "ftonos ton teòn" a perdere Niobe. La vendetta degli dei fu tremenda: Apollo uccise i sei/sette maschi, Artemide le sei/sette femmine. Niobe per dolore fu trasformata in roccia. "Fatta pietra dai numi cova il suo strazio" canta Omero nel XXIV libro dell'Iliade. E Sofocle dà voce, nell'Antigone, alla rappresentazione del tragico: "La figlia di Tantalo/ morì di morte infelicissima sulla cima del Sipilo: un germoglio di pietra, come edera tenace, si impadronì di lei: e si strugge di lacrime e da sotto le ciglia con pianto perpetuo irrora i fianchi del monte". E nella fantasia popolare, tramandata nei secoli, la roccia, in cui la regina di Lidia venne trasformata, esiste ancora. A pochi chilometri da Smirne, c'è la cittadina di Manisa, la vecchia Magnesia. Partendo da qui e seguendo le indicazioni si sale lungo il fiume Caibasi, verso le pendici del Sipilo. Non ci si può sbagliare. Le indicazioni portano alla "Roccia Piangente": Niobe è qui a perpetuare dolore, che si fa fiume di lacrime, nella sorgente che sgorga dalla roccia, e che si ingrossa lungo il corso. L'unica pianta che è nata e prospera all'ombra del macigno è un melograno. La montagna sovrastante è tutta una macchia di pini, dove, d'estate, riecheggia assordante il concerto delle cicale. Fonte e melograno simboleggiano il ritorno alla vita (si materializza in acqua, fiori e frutti) dopo la tragedia della morte. Intorno si respira aria di sacralità. (segue) apollonia1 punto
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Piccola postilla per i non addetti ai lavori: cosa c'entra tutto questo mio sproloquio con la possibilità avanzata da @@giova che sulla moneta augustea sia raffigurato Gaio Cesare, in atto di partecipare ai ludi? Bene, su uno dei monumenti più emblematici dell'arte augustea, ovvero l'Ara Pacis, sono raffigurati due fanciulli che sfilano in abiti orientali. Quasi unanimemente - con buona pace di qualche studioso anglosassone che sostiene il contrario - questi due bambini vengono identificati con Gaio e Lucio Cesare, che - abbigliati alla troiana - prendono parte al lusus del 13 a.C., in occasione della dedicazione del teatro di Marcello. Stando così le cose, non sarebbe affatto strano se l'aureo in questione presentasse l'immagine del piccolo Gaio che partecipa a quell'evento.1 punto
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Ieri ho finito la lettura anche di questo numero, molto bello il catalogo delle medaglie per la Croce Rossa, bello ed interessante l'articolo sulle varianti dei Quattrini emessi dalla Zecca di Napoli per i Reali Presidi, con un dettagliato articolo ed un ottima spiegazione, altrettanto bello l'articolo sullo Scudo di Gregorio XVI, bello come l'autore faccia vedere le differenze dei coni e spiegi molto bene la cronologia delle coniazioni e le varie differenze presenti. Per ultimo le rubriche sulle aste e quelle sull'editoria sempre interessanti ricche di novità e anche l'articolo sulle monete celebrative di Allessandro II. Ancora i miei complimenti a tutti, aspettiamo il nuovo numero con la consueta voglia di leggerlo.1 punto
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Buona sera, Mi riallaccio ad un topic inerente la simbologia sulla bandiera del dritto. A voi questo cosa sembra? Saluti A.1 punto
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buonasera ,un strano denaro,colore rame,sotto sua pela nera......di 15x13mm....e peso....0.64....1 punto
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5 Nuovi Soles 1995 Perù Repubblica del Perù (1991-2015)1 punto
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500 Lire 1995 R.S.M. 50° Anniversario F.A.O1 punto
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