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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/17/16 in Risposte
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Buonasera, chiedo agli esperti recenti passaggi in asta di questa piastra giubilare4 punti
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Altra moneta di cui gentilmente chiedo opinioni su conservazione ed eventuale rarità o meglio difficoltà nel reperirla. Sia chiaro non la ritengo certo rara ma mi è stato detto che tali tipologie in conservazione accettabile non sono di grandissima reperibilità sul mercato. Sbaglio o confermate ? Grazie a tutti.2 punti
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carissimo @sixtus78, purtroppo tu hai un'abilità molto simile alla mia nel fotografare monete, come hai una passione sconfinata per tutt'altri tondelli il tuo Morgan ha senz'altro rilievi di tutto rispetto,ma da queste immagini non riesco ad andare oltre al giudizio di aUNC (AU 58) con riserva di verifica. Sembra "sbiancata","spogliata" da quella patina affascinante e da quel lustro particolare che caratterizzano i Morgan in altissima conservazione. Questo sempre giudicando da immagini. Resta comunque una bella moneta,ma non riesco ad esprimermi oltre,nn è facile cogliere aspetti e dettagli da un'immagine.Quello puoi farlo solo tu,confrontando la tua con altre immagini disponibili... C'è da dire che la monetazione Americana,seppur scarna di modelli e conii rispetto alla nostra,ha dalla sua una quantità di monete smisurata a disposizione. Tutto sta a trovare la propria "moneta ideale",quella che per storia,fascino e "appeal" si adegua alla nostra percezione di bellezza. A mio parere il bello del collezionare è proprio quello2 punti
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Per una Stringher-Cima del 1930 in queste condizioni sarei arrivato anche a 10 euro. Hai fatto un ottimo acquisto2 punti
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grazie ragazzi, mi piacciono molto le bizantine battute in italia. sto facendo un po' di ordine, quando ne saltano fuori le fotografo2 punti
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È difficile purtroppo avere certezze al riguardo. Ogni volta che tocco una moneta la prima domanda che mi pongo, quasi mai sapendo darmi una risposta è: "chissà quanto pane ci si comprava?". Forse potrebbero essere d'aiuto vecchi documenti in cui erano registrati gli importi delle transazioni commerciali più importanti; mi viene in mente il catasto della nostra epoca. Se si tracciasse una storia delle cifre pagate per l'acquisto di un palazzo dell'epoca da fine '700 ai giorni nostri forse si potrebbe ipotizzare anche con maggiore cognizione il costo delle materie prime. Certo un documento di scambio o una ricevuta dell'epoca attestante l'importo del premio ed il valore di un carico di materie prime sarebbe l'ideale. Mi pare fosse uso comune assicurare i carichi delle navi o mi sbaglio? Il problema probabilmente è accentuato dall'instabilità politica della nostra penisola. Raccogliendo sovrane inglesi avere una risposta ad un quesito come questo è più facile. Viene in soccorso il valore dell'intrinseco rapportato ai giorni nostri. Ad esempio viene facile calcolare ad esempio che 10.000 sterline nel 1820 valessero pressapoco ciò che vale oggi il loro fino. In effetti credo che questo ragionamento è troppo semplificato; da una lato molti contributi in rete danno conforto a questo calcolo: http://www.jausten.it/jafaq.html#o001 D'altro canto la domanda resta: quanto pane ci si comprava? E una risposta certa non l'ho mai trovata. Vi leggo con interesse, bella discussione. Buona serata.2 punti
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Recentemente ho acquisito questa medaglia in bronzo di Pio VII Anno XX , Lavanda dei piedi, incisore Passamonti (R). In ottimo stato di conservazione, eccetto un piccolo colpetto a ore 10 del D/, sul R/ presenta evidentissimi segni di rottura del conio. Tale evento ha provocato un discreto rigonfiamento del metallo del campo di destra, per una diversa pressione sul tondello e si sono create eccedenze di metallo sia sul campo che sulla gamba del Cristo, come si può notare dalle foto eseguite al microscopio.1 punto
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Buonasera a tutti, terza puntata della mia miniserie settimanale, anche questa che vi presento è una monetina comune ma a differenza delle prime saliamo notevolmente in conservazione. Per questa mi piacerebbe avere il vostro parere su come la valutereste.1 punto
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@cristianaprilia facciamo un po' di considerazioni. Il vero grading non si può fare su foto perché molti aspetti della moneta non si riesce a coglierli anche se fossero foto più professionali. Quello che facciamo è un puro esercizio che tenta di avvicinarsi alla realtà, ma non ci sarebbe da stupirsi che la moneta vista in mano approdasse ad un risultato diverso, in più o in meno, tant'è che ti scritto che dovrei vederle in mano. L'ingrandimento di questa foto non è 20 volte l'originale, è come se la osservassi con una lente a 5X. Se voi avere l'impressione di osservare la foto a dimensioni reali della moneta utilizza lo zoom dello schermo. La moneta va vista in mano con la lente. Se vuoi seguire la tecnica che usano gli americani devi osservare il lustro a occhio nudo sotto la luce fornita da una lampadina a incandescenza da 70W, ruotando la moneta in diverse direzioni e diversi angoli. Io utilizzo uno spot con un LED luce calda da 3W, facendo attenzione di non stare troppo vicino altrimenti il riflesso è troppo forte. Per l'esame della superficie, oltre l'esame a occhio nudo, due altre osservazioni, la prima con lente da 3-4X e la seconda con lente da 6X, per i gradi massimi tipo MS68>70 anche a 9-10X. Ti consiglio di visionare i filmati della PCGS su youtube, sono molto ben fatti e molto istruttivi, te ne allego due link e poi puoi trovare tutta la serie.s anzi ti consiglio di iscriverti sul sito della PCGS che ti invia regolarmente la news letter. Buon lavoro!1 punto
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Aggiungo a questa bella discussione una moneta di SV abbastanza rara (e dall'immenso valore affettivo, oltrechè storico), baiocco romano del 1740 con al diritto legenda "alta" a caratteri piccoli ed al rovescio cartella con valore e anno. Muntoni 20/1 Buona serata, Antonio1 punto
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Non sono un collezionista o particolare amatore delle papali di questo periodo storico (preferisco il fascino "ruspante" delle coniazioni a martello) però non posso esimermi dal fare i miei più sinceri complimenti a @latino per il materiale con cui ci delizia! Ormai è un'abitudine... complimenti! Antonio1 punto
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GF 108, la croce è unghiata perchè presenta le estremità leggermente curve e non lineari (patente)1 punto
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Ottimo lavoro Mario. Finito di leggerlo ora, fai ripercorrere la storia di Milano in modo piacevole e con aneddoti della nostra città. Hai centrato in pieno l' obbiettivo. Mi permetto di consigliarlo anche a chi non segue la numismatica milanese.1 punto
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Ciao , lo sapevano benissimo , perché gia' il nome Vesuvio e' una parola , sembra , di antichissima origine indoeuropea che significa "ardere" , "bruciare" ; inoltre fino all' ultima eruzione del 1944 , che tappo' la bocca del vulcano , era tipico del Vesuvio il pennacchio di fumo che si vedeva salire al cielo , sono anche note nell' antichita' romana ascensioni fino alla bocca del vulcano , come avvenute dai Greci di Sicilia fino ad Adriano anche sull' Etna , quasi tre volte piu' alto del Vesuvio .1 punto
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Ciao @guarracino per me questa della moneta postata è una croce latente poiché non si vede bene a causa dell'usura monetale Ritornando ad essere seri ,ritengo che gli autori ritenessero la croce unghiata quella ,tipo questa presente nella tua moneta,con le estremità dei bracci curvati all'interno,mentre ,per croce patente ,ritenessero quella con le estremità dei bracci lineari e non incurvate. Questa,logicamente,è una mia interpretazione Salutoni odjob1 punto
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Avevo già postato questa moneta in una discussione apposita ma, non ancora in questa dedicata a San Giorgio. Moneta da un Reale coniata solamente nel 1666 presso la zecca di Genova per conto del Banco di San Giorgio che utilizzó questa serie monetale per i commerci con la Spagna.1 punto
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Il Price descrive un solo pentobolo P173 coniato a Sidone nel 320-319 a. C. Questo è l’esemplare battuto alla Elsen 112. ROYAUME DE MACEDOINE, Philippe III Arrhidée (323-316), AR pentobole, 320-319 av. J.-C. Sidon. Droit : Tête d'Héraclès à droite, coiffé de la dépouille de lion. Revers : ΦΙΛΙΠΠOY Zeus aétophore assis sur un trône à gauche, tenant un long sceptre. Devant, Ξ. Sous le trône, ΣI. Ref.: Price, P173. 2,50g. Très Rare.1 punto
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Vanno benissimo Bassi22, è sempre una medaglia che ha almeno 100 anni, si possono postare anche recenti purchè in tema. simile a quella del post 13, ma sotto la Santa Casa al posto del mare una piccola casa isolata tra gli alberi.1 punto
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Accidenti ragazzi mi mettete in difficoltà... molte esperte e particolari le vostre corrette osservazioni sulla qualità della moneta, sulla patine e sulle scadenti foto che purtroppo fornisco... per quanto riguarda la patina mi pare si stia formando e non si tratti di sporco residuo, poi che il morgan sia stato lavato come e quando non saprei ma penso proprio di sì. I fondi purtroppo non sono a specchio, niente lustro poi già caro Cinna74 la prima immagine del video postato mi fa capire bene che il mio dollaro non è di quel livello.... comunque allego altre immagini sperando siano utili, intanto grazie di tutto, ciao.1 punto
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Ciao, premetto che questa è una discussione non prettamente numismatica, ma che mi è stata suggerita tuttavia dai grossi veneziani, in particolare quelli duecenteschi dei Tiepolo, e da una discussione su un mezzo follis bizantino di Antiochia che ho letto poco fa. Che mai avranno in comune le due cose? Andiamo con ordine. Sui grossi di Lorenzo e Jacopo, come è noto, il loro cognome (o meglio l'abbreviazione) è generalmente TEVPL' o simile, ad indicare una forma completa Teuplo o Teupli. Mi domandavo come mai la forma originaria si sia via via modificata fino a "Tiepolo". Ovviamente la risposta più semplice è spesso quella giusta, ovvero, come molte parole dalla pronuncia non perfettamente agevole nel tempo questa si modificherà. Esperimento: provate a pronunciare ad alta voce velocemente e ripetutamente "Teuplo", io ci ho provato con un risultato a metà tra il ridicolo e il sorprendente, alla fine arrivavo ad una forma simile a "tèppolo ", da cui Tiepolo. Ma la cosa più sorprendente è successa dopo. Vi siete mai chiesti quale possa essere la sua etimologia? Quel TEU spinge troppo verso theu --> Theo, mentre il PL' può essere verosimilmente legato a "Pulos" o "Polos", per cui avremmo una forma "integra" Theopulos (lett. Città di Dio). Per analogia con molti cognomi greci (ricordiamo il nostro amico comune Asimakopulos ) a me bastava immaginare che questa famiglia fosse di origine greca, cosa tutt'altro che rara nella Venezia mercantile del medioevo. Poi, per caso prima scorrevo il forum e trovo una discussione su un mezzo Follis di Antiochia: E con gran sorpresa mi accorgo che il nome bizantino di Antiochia era proprio Theupolis ! Per cui, anche in assenza dei miei testi sulle famiglie nobiliari veneziane (che consulterò comunque stasera), mi piace apprendere per puro caso che molto probabilmente la famiglia Tiepolo proveniva dalla città di Antiochia. Certamente non ho scoperto niente che non si sapesse già, ma la sensazione è stata davvero curiosa. Ora voglio approfondire la storia di come sono arrivati da noi, e come siano diventati una delle famiglie più importanti della Serenissima non solo politicamente ma anche, per esempio, nella storia dell'arte (Giovanni Battista Tiepolo e i suoi figli Giandomenico e Lorenzo) e nella figura di Bajamonte. Nella foto, l'arca sulla facciata esterna della chiesa di san Zanipolo a Venezia, con i corpi dei due dogi Tiepolo Jacopo e Lorenzo. Nell'iscrizione ci sono sia la forma Theupulo, sia l'abbreviata Theupl'. Curioso che nell'epitaffio venga mantenuta l'H originaria, mentre sulle monete questa è assente, ad indicare forse una volgarizzazione del nome: le lettere non pronunciate possono anche non essere scritte. PS secondo la tradizione (da Wikipedia), invece, la famiglia proverrebbe da Roma. Spesso le tradizioni non sono confermate dai dati storici, e infatti il loro cognome mi sembra un po' troppo "greco"...1 punto
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Spesso (se non sempre) queste monete sono sovraconiate. È mai stata fatta un'analisi in merito? La discussione andrebbe spostata su "Altre monete medievali"1 punto
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Concordo in pieno con il tuo pensiero...io sono 6 anni che colleziono monete e non ho frequentato "aimè" mai un mercatino...internet offre esponenzialmente molto di più ma soprattutto hai modo di confrontare i prezzi...1 punto
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Diciamo che non ci hai perso molto... ma 4 euro li avrei spesi diversamente! ?1 punto
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Considerando le quattro voci che definiscono il grading USA, Surface, Strike, Luster e Appeal, farei la seguente analisi: Moneta con un buon lustro complessivo, diversi piccoli segni di contatto ed un paio più evidenti (in particolare sul R/), a basso ingrandimento si evidenziano leggeri hair lines (R), alcuni difetti si evidenziano sulla guancia della Libertà e nel campo immediatamente di fronte alla stessa. appeal gradevole. Da vedere in mano per una verifica più puntuale, ma dovremmo essere su un MS63. Bella moneta complimenti.1 punto
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Naturalmente il P22 Numismatic è un alfabeto generalista: un carattere per ogni lettera e basta (e a volte nemmeno si avvicina come somiglianza su quello che è presente sulla moneta). Sarebbe bello da avere in font la ricerca dei caratteri presenti nelle monete del Belgio di questo sito: http://www.numisbel.be/NumisMed_GB.htm1 punto
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Proprio due mesi fa, ho avuto anch’io l’esigenza di avere un font di carattere numismatico per “digitalizzare” le legende che appaiono nelle monete medioevali. L’unica discussione aperta su questo argomento nel forum è questa: Font Inscription Numismatic L’unico font attinente per le monete è il P22 Numismatic https://www.youworkforthem.com/img/pdf/T2950.pdf E’ a pagamento, tra i 25 e i 29 euro: qui potete vedere i caratteri che contiene (cliccando character map avrete tutte le lettere visibili) https://www.linotype.com/597036/p22-numismatic-regular-product.html?format=ot-cff&branding=std All’infuori di questo non ho trovato altro nel web. Anche ricerche fatte su font medioevali o font gotici non portano a nulla, nel senso che i caratteri non si avvicinano per niente alle lettere che sono presenti nelle monete.1 punto
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Che meraviglia era quella chiesa! Lo è ancora, ma in tutt'un altro senso. Francescana. Carissimo e bravissimo @jagd, c'era anche un convento lì vicino alla chiesa? Se c'era, può darsi che contenesse lunette affrescate. Magari ancora visibili. L'altare privilegiato che vediamo al messaggio #4 riporta la data 1769. Forse fu officiato soltanto per 30 o 40 anni? o di più?1 punto
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Ciao @Claudius, concordo con Poemenius, gran bel mezzo follis..con eraclio costantino e martina..zecca di roma..sear 891, se non erro..saluti eliodoro1 punto
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si,e vero...peccato. ma nessuno capacie di riprendere lavori cosi.tandu,in quelli tempi, ci erano mane ,e quel cuore antico de la castagniccia,batteva come quello di un leone,oggi,tutti castagni,e muri di sostenimenti rovinati da i maialli in liberta che si godeno de quel frutto zucceroso.....ferito a morte quel albero di pane!!!...finita quella anima di volenta e di spargienza..finito i batti tamburi per sbucciare le castagne che uscivano de la grata calda ,prima portarle al mulinaio,piantato il canto monotono de la ruota di granito...cosi il modernismo.1 punto
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Ma la Milano Numismatica poiché mi sembra goda di un momento di iniziative e fermenti, non escludo che si possa comunicare ufficialmente proprio quel giorno anche una nuova avventura divulgativa che abbracci tanti e che possa ulteriormente unire e far conoscere la nostra comune passione che e' la numismatica, una giornata che assumera' così sempre più significati e valori ....oltre a quelli già descritti e conosciuti...1 punto
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Gian Rinaldo Carli è un signore che ebbe in quel periodo per tanti motivi la sua importanza, fu economista, storico, anche numismatico ma soprattutto fu uno tra quelli che partecipò in modo molto impegnato al dibattitto che durò alcuni anni su come doveva essere la Riforma Monetaria. E Carli scrisse...scrisse....in particolare nel saggio " Osservazioni preventive al piano intorno alle monete di Milano " a un certo punto scrive ed è l'unico appiglio che ho trovato " i lavoratori ...guadagnando...in ragione di soldi 20 il giorno...." E allora pur con tutti i se del caso, detto da uno come Carli acquista una sua valenza, riferita ai lavori umili, non di concetto... E allora faccio un secondo passo, se un quattrino era un quarto di soldo, 20 soldi erano 80 quattrini al giorno di un lavoratore dei tempi. E già qui abbiamo una valutazione, un metro di giudizio...e potrei fermarmi qui... Se volessi pindaricamente pensare a una traslazione un po' avventata ai nostri giorni potrei anche dire che 1.000 Euro al mese sono 38 Euro al giorno... 80 quattrini e 38 Euro al giorno....e se divido per esperimento 38 per 80 ottengo circa un 50 centesimi attuali e se è giusto, con tutti i se e ma del caso, forse più che la bottiglia si prendevano un bianchino all'osteria o una michetta e non la torta....1 punto
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scusa @apollonia, non ho idea a cosa faccia riferimento il numerale al rov. non credo che si riferisca al numero di prestazioni da poter fare di seguito. (potrei capire 2 /3 ma otto mi sembrano troppe anche per un Romano arrapato )1 punto
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e poi....altri resti...... sperando quelle vistighe di storia passata,sia stato un un bel sguardo al indietro che ci fara dare riflezione sul il nostro avene....un ringraziamento per avermi seguito...tanti saluti!1 punto
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Zenone ha avuto delle vicende durante il proprio regno per le quali sembra incredibile che sia sopravvissuto così a lungo.... il numero delle persone che volevano, e hanno tentato, di ucciderlo è illimitato.... e include, udite udite, la moglie e la suocera (Verina, moglie del defunto Leone I) una vicenda quella di Zenone che letta attraverso gli storici del tempo è più avvincente di un romanzo... qua, scusate l'autocitazione, ho fatto il quadro di una parte di questo regno incredibile... https://www.academia.edu/19414798/Sul_controverso_nummo_di_Leonzio1 punto
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Tutto giusto, aggiungerei anche la gioia e il piacere di tenerlo ogni tanto in mano...1 punto
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@Auriate, si tratta di una delle monete coniate dalla zecca di Roma per l'Albania, ne esiste solo in questa data :1935. Corrisponde a 2 centesimi di Franga ari (franco oro) , che era la valuta albanese del periodo di re Zog. Il Franco (franga ari) era coniato nella sua unità, come la moneta da 5 lire italiane del periodo, di cui rispettava il peso e la dimensione ( 5 grammi argento 835, mm 23). Per fare un franco oro albanese, ci volevano 5 lek albanesi (moneta coniata in nickel, che valeva 0,20 franchi oro) Quindi 100 qindar ari = 1 franco = 5 lek. L'Albania prima del 1926 non aveva moneta propria, tutta la monetazione albanese fu coniata dall'Italia (zecca di Roma) e dalle zecche di Vienna e Londra, nelle stesse dimensioni di quelle coeve italiane, riguardo i pezzi da 1/2 lek (come i 50 cent "leoni"), 1 lek (come "buono da 1 lira") e il franco oro (come 5 lire per 1 franco e 10 lire per 2 franchi). Esistono anche monete in oro, 10,20 ,50 100 franchi oro, coniate come le corrispondenti italiane, ma sono assai rare. saluti1 punto
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ciao, il carico di storia che ha da raccontare questa moneta è notevole e la sua usura lo dimostra appieno... per me siamo tra il F15 e il VF20. Spero non si venuto molto perchè è molto comune e si prende veramente a poco saluto Marco1 punto
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L'idea non sarebbe malvagia se solo il risultato finale fosse comprensibile alle masse, a mio avviso in una moneta il disegno dovrebbe essere comprensibile all'istante per essere apprezzato.1 punto
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Ciao, servirebbero peso e diametro, ma sono abbastanza sicuro che sia un follis di Trebisonda come questo: https://www.acsearch.info/search.html?id=9451091 punto
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No, e che non se ne trovano... e le rarità in particolar modo di quelle Palermitane di Ferdinando III andrebbero riviste... Io è anni che mi sgolo... Eros1 punto
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Semplicemente dai mercatini si è passati al virtuale... Aste ce ne sono a decine tutti i mesi , soldi sempre ci saranno......ora i ceti medio bassi ne hanno meno da spendere in monete ....gli altri mi sembra non soffrano.1 punto
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Assai controversa è la questione sull'autenticità di questa moneta. Sono conosciuti solo 4 esemplari: uno al British Museum, uno alla Biblioteca Apostolica del Vaticano (esemplare raffigurato), uno al Museo Nazionale Romano e uno in mano private (asta NAC 5). La moneta è stata giudicata falsa dal D'Ailly, dal Babelon, dal Grueber, dalla Cesano, dal Crawford. Per l'autenticità si sono espressi il Garrucci, il Mommsen, l'Haeberlin, il Bahrfledt, la Bregia, il Thomsen, il Mattingly. Una recente indagine di carattere chimico-fisico (Botrè - Fabrizi "La monetazione aurea nella Roma Repubblicana - RIN 1994-1995) ha evidenziato che la composizione della lega aurea di una moneta da 30 assi è diversa da quella usata per coniare l'oro del giuramento, ma quasi coincidente con quella usata per coniare le monete della serie marziale. Quindi se l'aureo fosse autentico fu coniato probabilmente subito dopo agli altri due aurei del giuramento e prima dell'oro marziale utilizzando un piede ponderale "anomalo". Ma proprio per il peso differente e per la presenza del segno di valore, assente negli altri due nominali, (nonchè per ragioni di carattere stilistico) solo le motivazioni che hanno fatto considerare questo aureo non autentico. Si ipotizza che la moneta sia un falso eseguito intorno alla metà del 1800 rifondendo monete d'oro di cattiva conservazione della serie marziale, molto piú comune. Inoltre, tutti i quattro aurei conosciuti sono apparsi contemporaneamente sul mercato antiquario1 punto
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