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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/23/17 in Risposte

  1. Un saluto agli amici medievalisti, dato che ultimamente abbiamo visto alcuni frammenti di monete ne posto uno anch'io. Si tratta - come da titolo - di un denaro di Ludovico il Pio del tipo classico croce/tempio e legenda HLVDOVVICVS IMP / XPISTIANA RELIGIO, una serie che fu prodotta in tutto l'Impero ed in grandi quantità; per questo la classificazione non è semplice, specie se poi il tondello è tutt'altro che completo. Ad ogni modo, qualche particolare stilistico ce l'abbiamo ancora ben osservabile: croce nel campo del diritto con braccia spesse, leggermente allargate ed arcuate alle estremità ; V formata da due I inclinate, non unite alla base da altri elementi; D formata da I ) e con elemento (triangolo?) all'interno della stessa; stile generale conforme a quello delle emissioni italiane (lettere spesse, ben definite, globetti nei quarti della croce ad alto rilievo). Che ne dite? E, se concordate sull'emissione italica... a che zecca l'attribuireste? Non ho messo apposta il tag regionale perchè la questione non è semplicissima, anche i vari studi a volte sono discordanti. Buon divertimento Antonio
    5 punti
  2. Carissimo @Romanus Nel caso di specie, comprerei quella da 15 €, anche perché quella da 39.000 come copia mi sembra piuttosto cara... ? Tra l'altro mi sembrava che chiedessero di più e in sterline ( Dnw, lotto 50 £60.000/80.000) Cordialmente, Enrico
    3 punti
  3. Dopo le prime due monete con rovescio che rappresentavano allegoricamente due fatti storici , in questo nuovo Post tratto per la prima volta di un rovescio di moneta romana con iconografia archeologica ; per l’ esattezza un Sesterzio emesso da Antonino Pio con la rappresentazione del Tempio di Augusto , Tempio che esisteva nel Foro Romano nel tratto della valle che separa il Palatino dal Campidoglio chiamata Velabro , probabilmente appena dietro il Tempio dei Dioscuri del quale ancora oggi esistono i ruderi . Questa localizzazione del Tempio di Augusto e’ praticamente certa poiche’ ne parla Svetonio in un passo della Vita di Caligola quando scrive che Caligola aveva intenzione di costruire un ponte che partendo dal Palatino e passando al di sopra del Tempio di Augusto , fosse collegato al Campidoglio , questo per assecondare il desiderio dell' Imperatore di essere unito direttamente con Giove Capitolino . Il Tempio venne iniziato su ordinazione di Tiberio e probabilmente anche di sua madre Livia Drusilla , vedova di Augusto , ma completato e dedicato da Caligola poco dopo il 37 ; annessa al Tempio vi era anche una biblioteca . Il tempio fu distrutto per la prima volta da un incendio , non è certo se all' epoca di Domiziano o subito prima , fu comunque restaurato da Domiziano stesso . Il Tempio rimase intatto fino al tempo di Antonino Pio che lo restaurò , forse dopo essere stato nuovamente danneggiato forse da un terremoto , terminato il restauro Antonino Pio emise due Sesterzi con l’ immagine del Tempio di Augusto , in una lo chiama Aed Divi Aug Rest , nella seconda Templum Div Aug Rest , con la chiara intenzione di far risaltare ai contemporanei un restauro avvenuto dopo qualche evento che l’ aveva danneggiato , purtroppo la data esatta del restauro non e’ nota poiche’ la legenda COS IIII e’ vaga , in quanto racchiude un arco di tempo troppo lungo , dal 145 al 161 , data della morte di Antonino Pio ; si puo’ supporre con una ragionevole probabilita’ che il Tempio venne danneggiato o distrutto a seguito del tremendo incendio avvenuto al tempo di Antonino Pio che avvolse Roma , quando arsero 340 caseggiati e abitazioni signorili come racconta la Storia Augusta , incendio che e’ riportato anche da Aulo Gellio nella sua opera : Notti Attiche ; oppure che il Tempio crollasse a seguito del terremoto del 151 che fece crollare parte del Circo Massimo nel quale morirono 1112 persone , in questo caso la data del restauro sarebbe di poco posteriore al 151 . L' ultima testimonianza dell' esistenza del tempio risale al 248 al tempo di Filippo I . Nella prima fase del monumento , forse piu’ che di un Tempio dovette trattarsi di un Aedes come riporta la legenda della prima moneta , cioe’ di un Tempietto o Santuario , trasformato poi in vero Tempio da Antonino Pio quando lo restauro’ , forse dopo il 151 . Sempre secondo Svetonio , nella Vita di Tiberio , nella Cella del Tempietto , Livia aveva conservato le lettere di Augusto e secondo Plinio , Storia Naturale , nella Cella vi era deposta anche una patera d’ oro contenente le radici di un albero prodigioso di Cinnamomo , dal quale si ricavava la spezia chiamata cannella , radici di Cinnamomo che all’ epoca di Augusto proveniva dall’ isola di Ceylon ( India ) , gli scambi commerciali erano in quell’ epoca gia’ di vasta portata . All’ interno del Tempio vi erano collocate la statue di Augusto e Livia o forse di Roma . Una moneta , Sesterzio , di Caligola raffigura probabilmente il primitivo aspetto del Tempio di Augusto appena terminato : si tratta di un Tempietto a sei colonne sul fronte in stile ionico e con sculture sul tetto , sul basamento e sul frontone , decorato con ghirlande . Il restauro di Antonino Pio viene celebrato in alcune monete della sua epoca , che raffigurano un Tempio trasformato in otto colonne sul fronte in stile corinzio , con ricco frontone e acroteri , contenente due statue , di Augusto e Livia o forse di Roma . In foto la moneta , un Sesterzio , emessa da Caligola con il primitivo aspetto del probabile Tempio di Augusto , il Sesterzio emesso da Antonino Pio con la scritta AED ed il successivo con le legenda TEMPLUM . Con questo post per il momento termino l' esposizione delle monete storiche archeologiche , in attesa di leggere vostri post riguardanti questi due argomenti specifici ; ricordo che potete trattare monete antiche di varie epoche , anche non romane , fino al medioevo compreso , secondo le conoscenze e competenze di ciascuno , grazie .
    2 punti
  4. http://www.tourisma.it/collezioni-numismatiche/
    2 punti
  5. ...purtroppo è falsissimo, prodotto tipo bulgaro, Cordialmente, Enrico
    2 punti
  6. Grazie, in effetti non nascondo che per risponderti sono andato a rileggere proprio il libro di @dabbene sulle monete pavesi e li vengono citate le monete che ho postato; non nascondo di essere alle prime armi e di avere ancora tanto da studiare e da imparare.
    2 punti
  7. questo il mio penso di area francese
    2 punti
  8. Benvenuto @Alberto81 e grazie anche a te per essere intervenuto. Spero di leggerti spesso in sezione, credo andrai molto d'accordo con @dabbene vista la medesima immagine di profilo (anche se il suo dovrebbe essere il rovescio di un Lotario, se non erro) . Le due monete postate (classe 1 e 2) sono chiaramente pavesi, nel MEC 1 vengono attribuite a Pavia anche alcune monete della classe 3 - quindi con tempio e XPISTIANA RELIGIO -; nello specifico le monete di stile italico senza globetti nelle legende o dentro le lettere. In serata mi rileggerò come già detto il contributo di Coupland (che se non sbaglio "depenna" la zecca di Pavia per questa tipologia), intanto se avete altri contributi magari date un'occhiata e riportate, magari anche con monete prese da aste ecc. come esempi. Spero si sviluppi una bella discussione divulgativa su queste ostiche emissioni... Buona serata, Antonio
    2 punti
  9. Mi sembra siate stati piuttosto "tirati" nella valutazione Di solito, faccio riferimento alla tabella di questo link, che equipara i gradi di conservazione della scala Sheldon a quelli dei principali paesi europei https://en.wikipedia.org/wiki/Coin_grading Come si può vedere, non esiste in Italia, e in diversi altri paesi, un grado che corrisponda all'AU americano, mentre il nostro SPL corrisponderebbe allo XF (o EF, extremely fine). Con tutte le cautele del caso (come ha giustamente scritto @papalcoins, fa fede sempre e solo la moneta) considero il grado XF un qSPL/SPL, e l'AU uno SPL/SPL+. A seguire, per quanto riguarda le conservazioni in Mint State, qFDC da 60 a 65, FDC pieno oltre questo numero. petronius
    2 punti
  10. Salve a tutti. Volendo, si può aggiungere qualche altro particolare, più prettamente numismatico: allorquando, il 23 gennaio del 1799, fu istituita la Repubblica Partenopea anche gli ufficiali che lavoravano in Zecca furono coinvolti, in quanto dovevano provvedere alla realizzazione dei conii per le nuove monete repubblicane. Sappiamo, a tal proposito, che le maestranze in Zecca furono le stesse che operavano già sotto Ferdinando IV: come Maestro di Zecca troviamo ancora Antonio Planelli (attivo dal 26 luglio 1790 fino alla sua morte, il 13 marzo del 1803); come Maestro di Prova ancora Raffaele Mannara (attivo dal 1790 al 1802) e come incisore dei conii (e quindi autore anche di quelli approntati per la Repubblica) era ancora attivo Domenico Perger (dal 1786 al 1804). Tutti questi lavoranti, così come i loro sottoposti, conservarono il loro incarico in Zecca anche durante e dopo il cambio di regime. Pur essendo costretti a servire nel loro incarico un governo che aveva rovesciato la monarchia borbonica, Planelli e i suoi collaboratori lavorarono per la Repubblica senza apporre le proprie sigle sulle monete che realizzavano, questo per dimostrare la loro fedeltà al Re e per conservare il rispetto verso quel sovrano che precedentemente aveva scelto e confermato personalmente il Planelli nel suo ufficio di Zecca.
    2 punti
  11. Ciao Alessio, la moneta è senza ombra di dubbio autentica. Sul perchè della sua forte tosatura ho già dato una prima ipotesi. Ovviamente stiamo parlando di argento puro (0,965). La tosatura ha 2 scopi: portare a parità del circolante monete di peso superiore e recuperare argento da utilizzare per la produzione di proprie monete. Ovviamente ho citato l'area serbo/bulgara perchè proprio in quell'area cominciava a farsi evidente una crisi monetaria che portava ad uno svilimento sia di peso sia di intrinseco del circolante. Per un chiarimento ti invio un link interessante. Disintegration of Monetary Serbian Sistem della professoressa Gnjatovic https://www.researchgate.net/publication/277887748_Disintegration_of_monetary_system_of_medieval_Serbia Per quanto riguarda la presenza di altri matapan con una tosatura così pesante, oltre ad aver postato un esempio di moneta serba tosata, ti posso assicurare che sono frequenti, ovviamente si vedono nella baia e non come in questo caso in un asta seria e la cosa come si può notare ha stupito molti di noi.
    2 punti
  12. Se vuoi un'alternativa a quella proposta dal sempre ottimo nikita, io ho risolto prendendo l'album masterphil vip con relativi fogli, cartoncino Bristol nero e con una vera miseria, e tanta passione, mi sono costruito il mio libro di storia attraverso la cartamoneta
    2 punti
  13. Le banconote debbono stare comode e non in uno spazio risicato, la serie Optima (penso che ti riferisci alla Leuchtturm) va bene sino ad un certo punto, se vuoi dare spazio anche ai titoli provvisori ci vuole la serie Vario G (il mio album in foto) Come puoi vedere è previsto anche il foglio con il divisorio verticale per due titoli provvisori, tra l'altro rimane spazio a sufficienza per non farli stare come sardine in scatola. Va da se che nella tasca unica un 10.000 lenzuolo ha un ampio spazio, diciamo che arriva ad un buon centimetro prima della fine della tasca, con una misura inferiore andrebbe a sfiorare la fine della tasca con il pericolo che la banconota, durante lo sfoglio del raccoglitore, fuoriesca pericolosamente anche di una frazione di millimetro.
    2 punti
  14. @Cinna74 mi chiedevi di vedere questa (non più disponibile)
    2 punti
  15. Altro gioiellino di Re Gioacchino .... Altra moneta che mi emoziona ogni volta, essendo io Calabrese....e potendo visitare quei luoghi che furono per lui l'epilogo della sua esistenza. Sapete.....l'ultima visita che feci a Pizzo Calabro....la portai in tasca con me. Eccola GIOACCHINO NAPOLEONE RE DEL* DUE SICI*
    2 punti
  16. grazie @monbalda ,intervento illuminante come sempre, grazie a tutti per l'interesse e grazie @anto RAntonio, molto interessante l'esempio che hai postato così come l'argomento punzoni, un tema sicuramente poco trattato. Quando arriva Monica rimane poi sempre poco da aggiungere comunque sono contento per la partecipazione di tutti voi, grazie a presto.
    2 punti
  17. Richieste se ne possono fare ? Qualcuno che mostri un tornese del 17 ? Ringrazio in anticipo
    2 punti
  18. Salve forum, Qualche tempo fa mi è capitato tra le mani questo curioso Mezzo Ducato di Filippo II contromarcato (immagine in basso). Ricercando online ho trovato qualche info su CoinArchives.com che riporto in basso: Polonia, Sigismondo Augusto (1548-1572) Utilizzato in Polonia, Mezzo ducato di Filippo II di Spagna, coniato a Napoli con contromarca Polacca nel retro. La contromarca mostra un monogramma coronato [...] la combinazione tra questo mezzo ducato e la contromarca Polacca è estremamente rara, vennero realizzate per pagare i mercenari durante la "Prima guerra del Nord" (o Guerra di Livornia) nel 1564. L'attuale proprietario pensa si possa trattare di una controstampa non autentica, a me personalmente non sembra, ma mi piacerebbe chiedere a voi cosa ne pensate, e soprattutto se avete altre info in merito Vi ringrazio dell'attenzione Buona giornata Gasp
    1 punto
  19. Una delle differenze che permettono di distinguere, spesso, un tremisse "imperiale" da uno imitativo ostrogoto è il globo crucigero nella mano sinistra della Vittoria. Nelle emissioni ostrogote il globo è di dimensioni puntiformi, a volte addirittura omesso del tutto. Di seguito qualche esempio: Teodorico, Milano, a nome di Anastasio Teodorico, Roma, a nome di Anastasio Notiamo quindi come con l'inizio del regno ostrogoto si scelga una raffigurazione "diversa" per il particolare. Metlich ritiene che scelta fu probabilmente dovuta al fatto di non voler ostentare un potere "globale"... proprio invece dell'Imperatore. Ne consegue che vi dovevano essere precise direttive da parte dell'autorità costituita col fine di controllare l'operato in zecca specie in riferimento ad alcuni particolari di grandissima importanza. Il "punto crucigero" lo vedremo in tutta la monetazione aurea ostrogota...? No. Ci sono casi, come quello che riporto sotto, dove il globo è ben definito. Atalarico - Vitige, Roma o Ravenna, a nome di Giustiniano Incisore distratto o disubbidiente? Oppure dobbiamo riconsiderare l'ipotesi di Metlich? Siete a conoscenza di altre scuole di pensiero circa il perchè della riduzione di dimensioni del globo? Spero si sviluppi un'interessante discussione. Buona serata, Antonio
    1 punto
  20. Buona sera amici del forum, mi date una mano per classificare questa moneta di Probo credo.. Misura 21 mm peso 4 g. Grazie mille in anticipo..
    1 punto
  21. Sono contento @UmbertoI, non pensavo che ti avesse fatto tanto piacere.... Io ho avuto la fortuna di accettare I consigli di tanti bravi numismatici....che mi hanno sempre consigliato di comprare anche I testi per poter studiare le mie monete. E con il tempo si riempivano I vassoi di velluto con le monete e la libreria con I libri e I cataloghi d'asta. Con il tempo...ho apprezzato di piu' I libri e il lavoro di ricerca dei loro autori. Un testo che apprezzo particolarmente è lo studio di Tommaso Siciliano...sui Napoleonidi. Questa è la copia n°5, con autografo dello stesso autore. Ma la "chicca" è la dedica che fece ha chi dono' il libro!
    1 punto
  22. Mi sembra di leggere un incrocio tra un libro di Stefano Benni ed un fumetto di Leo Ortolani. Coraggio...
    1 punto
  23. Il "giulio" prende il nome dal papa che riformò le emissioni nel primissimo '500: Giulio II. Nel corso dei tempi la moneta in questione spesso prendeva il nome del papa da cui era stata emessa; abbiamo così i paoli, i sisti, i gregori... Il giulio (o paolo) di Roma per Paolo III ha diverse varianti di tipo, quelli più facili da reperire sono comuni, almeno in conservazione media. Se cerchi su acsearch "giulio Paolo III Roma" potrai vederne un po', magari anche di recente passaggio in asta. Buona ricerca Antonio
    1 punto
  24. Buona sera. Non posso dare una recensione su questo volume perchè l'ho solo sfogliato appena uscito e solo le pagine relative al periodo di mio interesse.. Io ero alla ricerca di nozioni storiche e purtroppo non mi dava nessuna informazione nuova.. C'è da dire però che la mia è una parentesi molto di nicchia.. Sono sicuro che se si è alla ricerca di un volume che riassuma tutto il periodo del Lombardo Veneto è sicuramente valido.. Per quanto riguarda il canale di vendita non saprei.. Io l'ho visto solo sul sito di Nomisma..
    1 punto
  25. Io escluderei anche Pavia; i denari pavesi di Ludovico il pio sono come i seguenti, diversi da quello da te postato
    1 punto
  26. Buonasera. prezzo? Ci sono monete per l'asta. Ci sono monete per i principianti. In Russia, questa moneta vale la pena di circa 100 euro.
    1 punto
  27. Ciao! L'unico commento che mi sento di scrivere è che non dovrebbe essere veneziano; proprio per quella particolare "D", ma anche per la croce; mi pare più tozza e con i terminali delle braccia meno divaricati rispetto a quelle, in genere, presente nei denari veneziani ..... Qualche esempio di denari censiti come veneziani. saluti luciano
    1 punto
  28. Caro Alessio ecco un altro esempio.
    1 punto
  29. Sono contento @UmbertoI, vedrai molte splendide monete. Avevo anche la lista delle aggiudicazioni delle monete (in fotocopia)...ma l'inchiostro si è parzialmente scolorito. La storia della collezione......è riassunta in poche righe manoscritte dal caro Beker. Se ti interessa tanto te la ricopio integralmente.
    1 punto
  30. No OK; diciamo che mi era venuto il dubbio se servisse per partecipare alle razzie o per certificare di avervi partecipato
    1 punto
  31. Un bel sistema di fare la cose per bene da se Io ho voluto la pappa pronta con i raccoglitori Leuchtturm, sono pigro Volevo aggiungere l'immagine di un diecimila lenzuolo con lo spazio che rimane ai bordi. E di due 100 lire Barbetti in un'unica pagina, il più delle volte certi album permettono solo un esemplare in una tasca singola. Dimenticavo, gli anelli sono a forma di una D e non a cerchio, permettono i fogli di posizionarsi meglio in piano.
    1 punto
  32. Grazie @b8b8, mi sei stato molto utile. Saluti, Rocco.
    1 punto
  33. Visto che non è prevista neve e neanche nebbia tutti al Pantheon
    1 punto
  34. Complimenti! Sembra tutta un altra cosa così, vero? Io trovo sia molto più elegante. Io purtroppo sono fissato col materiale della Leuchtturm, ho speso a volte più per album e fogli che per le banconote Ma la tua soluzione economica va benissimo Intanto ho iniziato a stampare i cartellini, ho ridotto le dimensioni e secondo me ci stanno benissimo, magari più tardi allego delle immagini.
    1 punto
  35. Per @Rocco68: queste sono le foto dell'altra mia piastra con scudo grande. Il colore è dovuto alla foto....
    1 punto
  36. Interessante per almeno due aspetti che si parla di tutela delle collezioni, di collezionismo, di collezioni pubbliche e private e che a parlarne siano le quattro Associazioni e Societa' Italiane insieme, non e' poco direi ...
    1 punto
  37. Il mio e' solo un punto di vista personale , quindi nessuna polemica : ma con l' immensita' di monete romane disponibili sul mercato , a cosa serve mettere nel monetiere una copia accanto alle originali ?
    1 punto
  38. Scusami ma potresti indicare chi li richiede 39.000 $
    1 punto
  39. ho parlato con Bertrando, ed abbiamo chiarito tutto, la ditta che gli produce i rivetti li produce anche al pastificio e qualcuno si è inbucato tra i suoi, la moneta è bella e buona ? peccato che io non sappia fare e inserire le foto perchè merita.... mi sento leggermente sollevato.
    1 punto
  40. Te ne cito uno, che secondo me è molto importante per le rarita' Napoletane che vennero proposte. "Monete di zecche Italiane/ Greek and Roman Coins"- Auction 52- part 2 Numismatica Ars Classica & Spink Taisei Numismatics Queste monete Napoletane proposte in vendita sono parte della collezione del Conte Cademario. Per farti capire cosa trovi in questo catalogo: La mezza piastra di Ferdinando IV del 1760 "pupillare"....qSPL (forse il miglior esemplare conosciuto). La Piastra del 1804, (quarto esemplare conosciuto) in conservazione FDC! Il 12 Carlini di Gioacchino Napoleone Murat....testa a destra conservazione SPL/FDC! Il 5 e il 3 Centesimi 1810 di Murat, conservazioni Spl/ quasi FDC. 60 Grana 1816 Ferdinando IV (numerose brattee) conservazione qFDC Queste le piu' meritevoli per la loro rarita'....ma ti assicuro che c'è un mondo di monete che non si vedranno piu'....tanto sono belle.
    1 punto
  41. Il tornese del 17 mi manca , spero tu @Rocco68 possa soddisfare la mia richiesta
    1 punto
  42. Datti all'ippica e regalala a me se vuoi....? Complimenti
    1 punto
  43. Salve a tutt* scusate ma vado ancora di corsa e riesco a frequentare il forum davvero saltuariamente a causa della mia situazione familiare purtroppo ancora in assestamento. Sono d'accordo con @chievolan che si possa trattare piuttosto di un aquilino minuto tosato e anche abbastanza consunto. perché oltre che ad essere sottopeso, non si vede una buona parte del capitello e della legenda a destra, mentre si vedono figura completa, legenda e cerchio in alto a sinistra. E' vero che il fenomeno della tosatura in generale si osserva piuttosto sui grossi, ma ho notato che in contesti particolari come quelli isolani (vedi Sardegna e Corsica) dove non si coniava moneta e c'erano quindi meno ritiri o rientri sistematici in zecca, le monete minute tendono a rimanere ancora più a lungo in circolazione rispetto al continente e sono adattate per tosatura ai pesi (rispetto ad intrinseco) delle monete più tarde insieme alle quali si trovano a circolare (il ripostiglio di Padru che ho studiato di recente è esemplare per questo). Altra ipotesi è che abbiano voluto tosare il minuto per farlo del peso di una mezzaglia genovese, che che con il denaro di Genova era il principale circolante nelle isole maggiori dell'area alto-tirrenica nella seconda metà del XIII secolo, ma il valore mi pare un poco altino rispetto alle mezzaglie genovesi di quel periodo. Quindi niente emissione di mezzaglia pisana, ovvero nessun nuovo nominale, almeno secondo me, e lo si vede bene anche dal fatto che la grandezza dei punzoni usati è la stessa di tutti gli aquilini minuti, come si evince dallo stesso confronto postato da @margheludo, oltre che dall'immagine che vi invio qui io. Tutte le mezzaglie che conosco meglio (Pisa, Lucca e soprattutto Genova che ne conia per parecchie serie parallele ai denari) sono realizzate con punzoni appositi e presentano quindi tutto il conio di dimensioni più piccole. Per quanto riguarda l'uso dei punzoni mobili in queste serie della zecca di Pisa confermo quanto già scritto nel volume del 2010 e già riportato da qualcuno di voi, se non erro: a mio parere le figure sulle monete pisane della seconda metà del Duecento (sia la Vergine in trono, che l'aquila su capitello) erano comunque composte con vari punzoni mobili e non con un unico punzone, come si evince dallo studio delle monete stesse del periodo. Nel caso della prima tipologia di aquilini minuti la testa dell'aquila, viste le dimensioni e l'accostamento a corpi leggermente diversi per forma e dimensioni, potrebbe essere stata realizzata senza problemi con un punzone distinto, come mi pare abbia ventilato @margheludo Non penso invece che ci sia una doppia battitura per scivolo di conio tra un colpo e l'altro e i segni delle piume che ha evidenziato @anto R sono quelli della coda che si trovano sempre in quella posizione. Infine: guardando la forma dell'aquila e le proporzioni del suo corpo rispetto alla testa non bisogna meravigliarsi, sia perché per questa tipologia di minuti esistono esemplari meglio leggibili con l'aquila ancora più tozza, sia perché in effetti questo esemplare è piuttosto vissuto e consente di distinguere alcuni particolari fino ad un certo punto. Per @adolfos: non ho ancora avuto dati discordanti da quanto scritto nel 2010 circa l'area monetaria di utilizzo di questi minuti visto che le aree di ritrovamento sono rimaste sempre le stesse ovvero essenzialmente Corsica e Sardegna, e secondariamente Liguria (sop. Ponente), altre isole liguri e toscane dell'alto-tirreno e raramente costa toscana nord-occidentale (area lunigianese per intenderci). Vi ho postato due immagini di confronto circa le proporzioni dell'aquila elaborate sulla base dei due aquilini minuti già postati da margheludo e aggiungendo un terzo ben leggibile che ho già usato per la pubblicazione del 2010. Concludendo, sono d'accordo con @chievolan: si tratta di un aquilino bruttino, ma molto vissuto e quindi per me "simpatico" (come talvolta si dice anche di certe persone ;)). Sono d'accordo d'altronde anche con margheludo sulla possibile costruzione dell'aquila con diversi punzoni e su possibile punzone per la testa staccata dal resto del corpo. Spero di essere stata chiara: fatemi sapere le vostre considerazioni. Buona domenica MB
    1 punto
  44. Una foto come questa darebbe l'idea. Iron oxide and iron sulphide on the outer surface of a silver coin encrustation.
    1 punto
  45. buonasera, faccio una proposta: visto che non tutti hanno la possibilità di vedere "in mano" molte monete ( per svariati motivi) e non hanno dimestichezza con le varie conservazioni,perchè non si crea una sezione nella quale per ogni moneta(magari per le più rappresentative o le più richieste) si può visualizzare la foto almeno dei tre principali stati di conservazione. fdc dritto e rovescio spl dritto e rovescio bb dritto e rovescio così da poter confrontare la moneta in proprio possesso e fare i relativi confronti. Magari i più esperti potrebbero evidenziare ed esporre i motivi delle varie conservazioni facendo riferimento alle foto Che ne dite?
    1 punto
  46. Più volte in varie discussioni si era fatto cenno all'importanza di una corretta e accurata analisi metallografica di monete antiche. Colgo l'occasione delle recente comparsa di uno studio che fornisce ulteriori elementi sul passaggio dai quadrigati ai denari. Premetto che lo studio è stato fatto dal prof. Francis Alberède, capo del Laboratorio di Geologia dell'Università di Lione (Francia). Albarede et al 2016 isotopes in coins.pdf Grazie a un metodo, non distruttivo, di analisi degli isotopi dell'argento (oltre a quelli del piombo e del rame), egli e la sua équipe hanno potuto rilevare come l'argento usato per coniare i quadrigati era di sicura provenienza spagnola e facilmente spiegabile con le pesanti indennità pagate dai Cartaginesi dopo la conclusione della prima guerra punica e della guerra mercenariale in Sardegna (i dettagli sono contenuti nell'articolo). Infatti le ricche miniere di argento dislocate in Spagna, soprattutto nella regione di Carthago Nova (Cartagene), in grado di produrre circa 35 tonnellate di argento all'anno, erano esclusivamente in mano punica e bisogna attendere il 209 a.C. per la loro definitiva conquista romana, ad opera di Scipione Africano. Le indennità pagate dai Cartaginesi non furono tali da minare pericolosamente la loro economia. A partire dal 235 a.C., sei anni dopo la conclusione della pace e contestualmente alla chiusura del tempio di Giano confluirono a Roma i quantitativi di argento cartaginese (appunto di origine spagnola): 2.200 talenti, ossia circa 66 tonnellate, suddivisi in rate annuali per 10 anni, ai quali bisogna aggiungere ancora 1.000 talenti (circa 30 tonnellate) dopo la conquista romana della Sardegna. Praticamente i Cartaginesi hanno "perso" solo circa 2 anni di produzione del metallo prezioso a favore di Roma. Di contro i denari, emessi con la riforma sestante, presentano una composizione isotopia dell'argento che è diversa da quella dei quadrigati e che quindi il metallo doveva avere diversa origine e non dalla Spagna. Per i primi anni, quando Roma ancora non poteva contare su grossi bottini di guerra, il metallo potrebbe essere stato donato in parte dal fedele amico Tolomeo IV Eupatore, che già nel 217 a.C. aveva vittoriosamente concluso la guerra contro il re seleucide Antioco III con la battaglia di Rafiah, con conseguente annessione all'Egitto della Cesasiria. Ma il grosso dei denari romani della guerra annibalica fu coniato dopo il 211 a.C., dopo la presa di Siracusa e di Capua e ancora nel 210 a.C., con la conquista di Agrigento e nel 209 a.C. con la presa di Taranto, tutte conquiste che hanno fornito abbondante bottino e anche metallo argento. Gli studi in corso ormai stanno delineando un quadro abbastanza chiaro della produzione denariale, con emissioni inizialmente in Sicilia e poi, con il trasloco di Marcello nel 210 a.C. sul più impegnativo fronte apulo, la maggior parte delle nuove emissioni di denari devono essere prodotte soprattutto in Apulia (così se i denari RRC 44 sono in genere siciliani, quelli RRC 53 sono pugliesi....). L'esimio prof. Albarède si è appassionato al problema di definire le vie dell'argento usato per coniare le monete antiche e ha recentemente presentato un progetto di ricerca con finanziamento europeo, della durata di 60 mesi. Allego il testo della proposta di ricerca, nella speranza che venga accolta dagli organismi competenti. SILVER_Draft B1_v2.1.pdf ERC_AdG_2016_B2_en_V2.1.pdf E' un testo interessante, anche per capire i vari scopi della ricerca. Per rimanere a livello della monetazione romana repubblicana, è già stata messa a disposizione una intera raccolta numismatica per un approfondimento sulal composizione isotopica dei quadrigati e dei denari, con un campione più vasto e rappresentativo. Una analisi metallografica che va al dilà della semplice determinazione del titolo e composizione della lega. Approfitto per comunicarvi che io e Pierluigi Debernardi abbiamo già avviato ed è a buon punto la sistemazione del Corpus di tutta la serie aurea "marziale", con circa 450 esemplari, con identificazione dei conii e della loro sequenza relativa, di aurei sia anonimi sia con simboli. Stanno emergendo molti risultati interessanti e contiamo di completare lo studio entro questa estate, da pubblicare sotto forma di un volume (anche per accogliere l'intero catalogo descrittivo e illustrativo di tutti gli esemplari noti). Purtroppo non sarà agevole effettuare analisi isotopica sull'oro, dal momento che in questo metallo esiste un solo isotopo stabile. Si potrebbe valutare l'opportunità di analizzare alcuni aurei esaminando la piccola percentuale di argento (circa 1%) ivi presente (l'argento ha invece due distinti isotopi stabili, il cui rapporto varia con la diversa provenienza). A causa di questo impegno ho dovuto procrastinare la conclusione delle mie ricerche sull'ultima emissione di Bruto. Ormai sono maturi i tempi per superare gli inquadramenti proposti dal Crawford, grazie soprattutto al maggiore numero di monete e di ripostigli esaminati, anche se la sua teoria resta sostanzialmente valida.
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  47. .....nessuno si fa avanti? Allora inizio io. Ammirate il mio gioiellino: FERDINANDO II, Tornese 1839. Il D/ E adesso il R/
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  48. buongiorno Cippal La monografia di Erix. dott. Campana è stata arricchita dallo stesso, da una rettifica, inserita nel n. 143/00 della rivista Panorama numismatico vedi l'allegato Erix Rettifiche.pdf Pietro
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  49. Un testo, non italiano, degli anni cinquanta del secolo scorso usava solo tre gradi di rarità così suddivisi: R = moneta che si trova in poche collezioni RR = moneta che si trova solo nelle migliori collezioni RRR = moneta conosciuta in pochissimi esemplari (da 1 a 5). Tutto il resto era considerato comune. Non mi dispiace questo criterio di valutazione della rarità. Arka
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