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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/24/17 in Risposte
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Ciao a tutti... posto un nuovo arrivo..tari di Carlo V o forse di Carlo VI°..si scherza naturalmente... Saluti Eliodoro4 punti
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Caro @adolfos, quando le stesse caratteristiche formali sono riscontrabili su monete di re e imperatori che si sono succeduti in un arco temporale di diverse decine d’anni, i casi sono due: o gli incisori di una zecca avevano scoperto l’elisir di lunga vita e restavano al lavoro ben oltre i 65 anni attuali (e poi noi ci lamentiamo di andare in pensione a tarda età!!!), oppure...3 punti
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se i falsi fossero tutti fatti così male, la numismatica sarebbe più semplice voto 03 punti
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Salve a tutti Vorrei condividere con voi il mio recente acquisto. Nulla di particolarmente raro o prezioso ma, comunque un esemplare a mio avviso godibile e ricco di storia. Si tratta di un denaro in mistura coniato a Cipro durante il regno di Enrico I di Lusignano ( 1218-1253 ). Peso: 0,97g ( piuttosto alto per la tipologia ) Diametro: 15.77mm. Da notare come in questo caso il diritto sia il lato con la croce avendo come legenda + hENRICVS: Il rovescio invece caratterizzato da una porta di genovese memoria ( non a caso i rapporti fra genovesi e l'isola erano molto intensi ) presenta la seguente legenda + REX CYPRI: Dovrebbe essere il Malloy 25a.2 punti
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Zecca di Venezia Partiamo dall’osservazione di alcuni esemplari di monete del tipo XPE SALVA VENECIAS Al dritto in campo la croce è del tipo che in araldica si definisce “patente” pur presentando talvolta affinità anche con la croce di tipo “potenziato” e sono sempre presenti i globetti tra i 330 Elemento già segnalato dalla bibliografia della prima metà del secolo scorso; GAETTENS 1932, p. 3. 65 bracci della croce, mentre la croce in legenda è quasi sempre patente. Il cerchio che delimita il campo è zigrinato, cosi come quello che delimita il bordo. Al rovescio il tempio non presenta uno standard uniforme. I tratti comuni sembrano essere le due barre parallele alla base del tempio e la croce patente che sormonta il tempio stesso, ma nella fattispecie l’esemplare di foto 4 si discosta in tal senso dagli altri. Per quanto riguarda il frontone in certi casi è presente un triangolo interno che in certi altri casi è assente e in altri ancora vi è l’inserto di un secondo architrave. Anche la forma delle colonne e della croce all’interno del tempio non sono codificabili univocamente in quanto le loro dimensioni (talvolta risultano allungate) e il loro stile è variabile. Per quanto riguarda la legenda notiamo che le lettere non sono sempre piatte o allungate, ma esistono anche lettere in rilievo e lettere minuscole. Pare una costante il segmento sotto le V e sopra le A come notato da Coupland e le lettere A sono tendenzialmente barrate. Sovente sono presenti legature tra lettere M e P e tra M e A. Per quanto riguarda lo stile notiamo che le dimensioni delle lettere non sono uniformi e le lettere D sono ottenute con un punzone per le I a cui si affianca una C rovesciata. La lettera E è ottenuta da un punzone per la I a cui si affiancano tre piccoli punzoni triangolari. Anche le lettere M e N sono ottenute con il medesimo punzone delle I per formare i tratti verticali che sono poi uniti da segmenti trasversali. Le lettere P e R sono ottenute partendo ancora una volta dalla I con l’aggiunta poi dei tratti che le compongono. E’ ora possibile operare un confronto con le monete del tipo XPISTIANA RELIGIO sulla scorta degli elementi appena individuati. Appare subito evidente però che le indicazioni suddette sono insufficienti a classificare puntualmente degli esemplari stilisticamente molto eterogenei come quelli in oggetto. Osservando il dritto dell’esemplare riprodotto nella foto e potenzialmente ascrivibile alla zecca di Venezia, notiamo che la croce in campo è affine agli esemplari analizzati del tipo XPE SALVA VENECIAS e sono presenti tra i bracci i 4 globetti, mentre la croce in legenda è patente. Anche il cerchio che delimita il campo e quello del bordo sono affini. Al rovescio il tempio si presenta in un’ulteriore variante, con le due barre parallele alla base che non sono della stessa lunghezza. Se il frontone poi appare di un tipo già riscontrato332, le colonne del tempio e la croce in esso racchiusa sono stilisticamente diverse dai tipi suddetti. Lo stile delle lettere che compongono la legenda non è paragonabile alle monete del tipo XPE SALVA VENECIAS, eccezion fatta per il segmentino che sormonta le A e che sta sotto le V. Altro elemento che si nota al rovescio è che non tutte le A sono barrate tratto dalla tesi di laurea di G. Carraro2 punti
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Grazie @417sonia in effetti è molto interessante come domanda , il leone compare per la prima volta nelle monete cipriote dei Lusignano solamente durnte il regno del successore di Enrico I , Ugo II. Le motivazioni che spinsero a coniare numerosi denari ( conosciuti in molte varianti e tipologie ) con l'impronta della porta o imago civitas sinceramente non le conosco. Come detto i rapporti coi genovesi furono intensi tanto che nel 1232, dopo l'invasione dell'isola da parte dell'esercito di Federico II che costrinse Enrico I alla fuga, " il Lusignano riuscì a ritornarci sbarcando a Famagosta con Giovanni di Ibelin, grazie anche al supporto di navi genovesi; acclamato dalla popolazione, mise in fuga gli imperiali, costretti a ritirarsi a Nicosia. Poi, per ripagare i genovesi del loro aiuto navale, Enrico I concesse loro numerosi privilegi, confermati con un decreto reale datato 2 dicembre 1233: la Repubblica diGenova poté disporre di una propria corte, fu esentata dalle imposte commerciali ed ebbe numerosi possedimenti immobili a Nicosia, Famagosta e Paphos e del Casale Despoire presso Limassol. " ....e chissà magari affluirono pure degli zecchieri genovesi a Cipro ,come ipotizzato dal Pesce per la zecca di Rodi. Va detto però che già il predecessore Guido I coniò monete recante su di un lato una sorta di porta .. sarei curioso di sapere se i testi specifici su Cipro dicano qualcosa di particolare2 punti
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Sul rovescio sono raffigurate le personificazioni femminili dei tre metalli monetali, oro, argento e bronzo. Il medaglione commemora il tentativo di Gordiano della riforma monetale romana. Gordian III. AD 238-244. AR Medallion (30mm, 25.08 g, 12h). Rome mint. Special emission, AD 243. IMP GORDIANVS PIVS FEL AVG, laureate, draped, and cuirassed bust right / AEQVITAS AVGVSTI, Tres Monetae standing left, each holding a scale and cornucopia; to left of each at feet, a heap of coins. Gnecchi 4/1 (pl. 23, 11) = RIC 133b; RSC 31; Cohen 31. Near EF, traces of gilding in antiquity remaining. Extremely rare. Only two other examples of this particular type are attested: one in the British Museum (RIC 133b); the other in the Bibliothèque Nationale (Cohen 31). The reverse of this medallion depicts the Tres Monetae, female personifications of the three metals of gold, silver, and bronze, and commemorates Gordian’s attempt to reform the Roman currency.2 punti
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Io penso che se fossi in chi dirige la baracca, sbatterei fuori chi ha dato il via libera ad una coniazione così fantasiosa! Anche loro hanno secoli di storia, è mai possibile che non possono fare almeno 1 cc che la racconti? Mulini, dighe, canali, fiori, ponti, porti, artisti...sono senza parole, però se sulla carta è commemorativa sono costretto a prenderla per continuità di collezione.2 punti
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Buongiorno a voi, attenzione @sonia985: i primi due esemplari sono della zecca di Milano, mentre il terzo è un’emissione della zecca di Orléans. Nemmeno il quarto denaro mi parte della zecca di Venezia, ma per quest’ultimo consentimi il beneficio del dubbio. Generalmente (che però non vuol dire sempre) nelle emissione veneziane la croce al dritto è più tozza, con i bracci più larghi. Anche le lettere sono in genere più tozze e meno slanciate (che poi, volendo, è la stessa cosa!).2 punti
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249 pezzi coniati per i richiedenti dell'epoca. Ed uno sta qui da me, al momento . Le monete chiave del regno sono poche. Questa é una di quelle.2 punti
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se io oggi volessi comprare un 100 lire di vittorio emanuele III, o un 5 lire 1914 per procurarmele dovrei "solo" andar su e bay, o sul sito di qualche numismatica e tirar fuori X mila euro. Questo a mio avviso rende queste monete non rare, ma costose. ma se volessi comprare una sovrana d oro 1828 o 1841 ad oggi, (e ammettendo di avere i fondi disponibili, che non ho), non saprei dove battere il capo. Ecco, questo per me definisce il raro. Qualcosa che anche avendo i mezzi per procurarmelo, non è disponibile2 punti
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Ciao a tutti, ho modificato il file del riepilogo dei ritrovamenti correggendo i collegamenti sbagliati che c'erano. provate a verificare per favore che ora sia tutto a posto. grazie p.s. il file lo trovate nell'apposita discussione in evidenza.2 punti
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Ciao! La stellina a 5 punte ci consente di volgere lo sguardo al grosso di Giovanni Soranzo - Tipo 10 del Papadopoli. saluti luciano2 punti
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Altra questione, abbiamo parlato spesso della Scozia ma anche nell'Ulster questa genialata della brexit sta facendo innnervosire parecchia gente e sarà fonte di problemi non indifferenti. Sia perchè l'uscita della Gran Bretagna dall'UE e il mercato unico comporterà il dover stabilire controlli doganali fra Irlanda e Gran Bretagna (quindi fra Ulster e Irlanda, che oggi sono in libera circolazione secondo un trattato bilaterale), sia perchè l'uscita va a creare una situazione paradosale che contrasta con gli accordi di pace del 1998, secondo cui i cittadini dell'Ulster sono anche cittadini irlandesi (di conseguenza UE a prescindere). Non parliamo poi di Gibilterra, in cui la quasi totalità della popolazione non voleva neanche sentir parlare di brexit, che ha deciso di coordinarsi con la Scozia per trovare un modo di rimanere in UE. Sullo sfondo la Spagna che ha approfittato della situazione per ricominciare a rivendicare forme di co-sovranità su Gibilterra. Non c'è che dire... proprio una furbata galattica questa brexit, esaltata da qualcuno come cosa da imitare anche per gli altri, l'inizio di una nuova fantastica era di stabilità e libertà fuori dal mostro "Europa" e BLABLABLA-CIUCIUCIU. Lo scontro con la realtà delle cose dietro i sogni nazionalisti rischia di essere molto duro.2 punti
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Confesso che sono evidentemente interessato alle scelte operate dal MEC, soprattutto in un aspetto così delicato come la possibile falsità di monete proposte come autentiche, per cui il mio giudizio potrebbe essere condizionato da un po' di partigianeria. Tuttavia devo dire che mi sembrano poco convincenti i dubbi espressi in questa discussione su alcune monete astigiane, e lo dico grande franchezza proprio perché all'inizio sono stati espressi da Teofrasto, ricercatore di cui ho la massima stima, come ho avuto modo di dimostrare in varie occasioni, e da cui mi sono fatto non di rado convincere, anche in questioni di falsificazione. Quindi non c'è rischio che le mie parole possano essere fraintese. Venendo al sodo, il problema non sono le 'evidenti' differenze fra questa serie e altre serie astigiane, differenze che effettivamente ci sono, quanto il fatto che nessuna di tali 'differenze', almeno per come sono state descritte sopra, appare incompatibile con le tecniche di coniazione in uso nel medioevo. Quindi la distinzione qui proposta fra monete buone ed esemplari apocrifi appare basata essenzialmente su aspetti stilistici, non certo tecnici. Personalmente tale criterio mi sembra piuttosto incerto, perché rischia di far giudicare come falsa qualunque emissione poco attestata appaia stilisticamente anomala rispetto al resto della serie, come se fosse impossibile che incisori di diverso gusto e capacità potessero succedersi nel tempo in una stessa zecca. Se dovessimo usare tale criterio stilistico con le monete di Lucca, ad esempio, cosa dovremmo concludere? Qual è lo stile autentico, quello delle monete di XII secolo o quello degli esemplari di XIII? Ed a Genova? E' regolare lo stile dei denari primitivi oppure quello degli esemplari più tardi? Tale incertezza in questo caso appare accentuata dal fatto che negli esemplari da voi messi in discussione appaiono regolari proprio quegli aspetti di natura tecnica che in gran parte dei casi consentono la distinzione fra monete autentiche e falsi moderni non recentissimi (ad esempio l'uso di punzoni per quelle singole parti delle lettere e non altre.... ma ce ne sono altri, forse anche più importanti, ma non vorrei annoiarvi). In ogni caso, come verifica, ho dato un’occhiata al materiale Fasciolo conservato a Padova, sia pure attraverso il vetro di un’ esposizione museale, e nelle poche decine di esemplari astigiani visibili in quelle condizioni (su oltre 200: il materiale è esposto ammonticchiato a gruzzolo), mi sembra di aver notato alcune esempi della anomalie che hanno suscitato le vostre perplessità, anche se non tutte assieme (ma ho visto meno di un quinto di tutti i pezzi astigiani presenti), come il disallineamento delle due croci al rovescio, le ‘grazie’ delle lettere mal disegnate e incerte, la forma grossolana della croce centrale etc. Pertanto io penso che tutte le monete qui in discussione in realtà siano perfettamente autentiche, però non posso negare le differenze di stile, riguardo alle quali, come è stato già detto, evidentemente ognuno ha diritto di pensare ciò che vuole, tanto che siano la conseguenza di differenze cronologiche (come pensa Matzke), quanto che siano falsificazioni. Un caro saluto, Andrea2 punti
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vorrei sottolineare un particolare.... il pedigree, per quanto importante, fondamentale direi, non è mai "parola del Signore" questo, anche nella massima buona fede... faccio un esempio: Pedigree: - moneta appartenuta a F. Stefan (che pubblicava già negli anni '20 del XX secolo - vista da Hahn - vista e pubblicata da Metlich - acquistata nel 1993 dal Gabinetto numismatico di berlino vi basta come pedigree? .... bene....FALSA.... leggete qua questo per dire che nell'esprimere i pareri, tutto conta, ma il pedigree non è uno "scudo cosmico" saluti Alain2 punti
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Bella domanda. Non ho le dovute conoscenze per permettermi di azzardare una risposta, ma ... se ci fossi costretto, con uno stiletto alla gola, ... direi ... no, sarebbe strano che non li avesse coniati.2 punti
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......torniamo alle nostre belle monete...facciamole ammirare.2 punti
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E' indubbio (guardando questa fila di monete) che le estremità della croce hanno una precisa corrispondenza con le estremità delle lettere. E' indubbio (guardando questa fila di monete) che le estremità della croce hanno una precisa corrispondenza con le estremità delle lettere.1 punto
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L'inizio del mio messaggio e stato nel segno del rispetto, mi pare. Certamente il che fare , sono solo dei punti di vista. Non sto nel forum per farmi pubblicità di una nobile professione. Poiché mi sono ritirato da qualche anno , pertanto non sono a caccia di scorticare monete altrui. Mi sono proposto ad massi75rn dopo che si era esternato che la moneta l'avrebbe preferita senza problemi. Intervento che ho effettuato gratuitamente, non invasivo e nel rispetto della patina che c'era e che è rimasta, Essere gelosi delle proprie monete........lo sono anche io , certamente le mie non li darei in mano a nessuno. Come vedi abbiamo qualcosa in comune. Buona pace.......Giovanni.1 punto
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Antonio il Carraro lo trovi qui: https://dspace-uniud.cineca.it/handle/10990/2161 punto
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Come si può chiamare il terminale della croce con tre cunei, e a che zecca la classificate, sono disposto a cambiare il cartellino per l'ennesima volta1 punto
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Se questo avesse un senso al cuneo aggiungeremmo la A non barrata come segno e una croce che sembra assomigliare a quella postata veneziana ma che non è ' inconciliabile mi sembra a differenza di quella di Milano col tipo pavese che comunque il quel periodo coniava e che più di qualche distinzione dalla vicina Milano l'avrà avuta..1 punto
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@UmbertoI, facci sapere cosa c'è di bello nel catalogolo della Spink Taisei. Leggi da dedica sul Siciliano.....a chi la dedico'1 punto
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Nel primo volume del Medieval European Coinage, Philip Grierson individuava alcuni aspetti peculiari che caratterizzano le produzioni dei primi sovrani carolingi a partire da Ludovico, le cui emissioni milanesi presentano la lettera A barrata e il nome del sovrano preceduto da H, diversamente da quella di Pavia, mentre non è chiaro quali debbano essere attribuite a Venezia. Con Carlomanno possiamo distinguere i denari che recano al dritto la legenda CARLOMAN REX (A barrata), attribuibili a Milano, da quelli recanti l’iscrizione HCARLEMANNUS REX (A non barrata e S a forma di una Z rovesciata) pertinenti Pavia. La stessa distinzione sulla base della presenza o meno dell’iniziale aspirata vale anche per Carlo il Grosso mentre con Berengario del Friuli inizia ad essere considerato un aspetto stilistico legato alla forma della croce al dritto che nella fattispecie per Milano presenta i bracci appuntiti e le lettere A della legenda sono barrate, mentre B e S sono normali. I denari prodotti a Pavia presentano invece terminazioni della croce piatte, A non barrate, D barrata al posto di B, D al posto di P e la S spesso diventa I. (es. XDIITIΛNΛ). A partire da Guido di Spoleto in poi, le emissioni dei vari Arnolfo, Lamberto, Berengario, Ludovico III, Rodolfo II, Lotario, Berengario II, non presentano peculiarità tali da poter discriminare le emissioni milanesi dalle pavesi, anche se vengono proposte alcune considerazioni su altre zecche tutto qui, mi dispiace.1 punto
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Decisamente esagerato, ancora di più se a dirti questo è la persona che vende la moneta Ma infine, stiamo parlando di una moneta in particolare, o il tuo è solo un discorso generale? Nel primo caso, sarebbe opportuno sapere se AU50 è una valutazione ufficiale appioppata da PCGS, NGC, ecc., cioè se la moneta è stata "slabbata" da una di queste società di certificazione, oppure è semplicemente l'opinione di chi la possiede/vende. Meglio ancora sarebbe mettere la foto della moneta, come già chiesto da altri. petronius1 punto
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Ho posto la stessa domanda direttamente al KNM (la zecca olandese) e mi hanno risposto che NON E' UNA COMMEMORATIVA. E' semplicemente la moneta ordinaria con le stelle colorate di rosso, nessuna differenza di conio. (e infatti non esisteranno nè rotolini nè altro: solo 4.000 proof, anche questo confermato da loro). A tutti gli effetti quindi possiamo escluderla dalla lista, e aggiungo io: MENO MALE. Tra l'altro esonererei da critiche la zecca stessa, probabilmente è stata una cosa proprio interpretata male.1 punto
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Altri avatar speciali tipo: _________________ dietro pagamento/baratto, si accettano salcicce, uova, carrubbe, tuberi, e naturalmente monete antiche di valore1 punto
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è una provinciale di Caracalla - emessa a TROAS - Alexandria Bellinger 283 var datata 210-213 ( sul Bellinger purtroppo non è illustrata) la datazione si restringe al 210-213 in quanto dal 214 accanto a COL troviamo ALE o ALEX...1 punto
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Salus era la divinità della Salute nella religione romana, la personificazione dello star bene (salute e prosperità) sia come individuo sia come Res Publica. Proclaiming the Imperial Survival of Another Pregnancy Faustina Junior. Augusta, AD 147-175. Æ Medallion (37mm, 41.45 g, 12h). Rome mint. Struck AD 161-175. FAVSTINA AVGVSTA, Bareheaded and draped bust left / SALVS in exergue, Salus seated left on throne, adorned by sphinx and griffin, feeding snake uncoiling from branch; to left, column surmounted by statuette. Gnecchi II 3, pl. 67, 3 = Banti 103 (same dies as illustration); MIR 18, 1002-1/20. VF, rough green and red-brown surfaces. Extremely rare. To the Romans, Salus was the personification of health and the equivalent of the Greek goddess, Hygieia, the daughter of the Greek god of healing, Aesculapius. As such, the role of Salus, like Hygieia, was preventative rather than restorative - she was associated with the prevention of sickness and the continuation of good health - both physical and mental. Consequently, her presence on Roman imperial coinage may be taken as the possible indication of the recovery of the imperial person from some bout of illness or indisposition or, as in the case of Faustina Junior, the recovery from the process of childbirth. Originally betrothed by her parents, Antoninus Pius and Faustina Senior, to Lucius Verus, Annia Galeria Faustina Minor was subsequently married to Marcus Aurelius in AD 145. Over the next twenty-one years, she produced thirteen children, including the rare birth of two sets of twins - T. Aelius Aurelius and T. Aurelius Antoninus in AD 149 (both subsequently dying before the year was out), and T. Aurelius Fulvus and the future emperor L. Aurelius Commodus in AD 161. Of all her offspring, only three - Lucilla, Cornificia, and Commodus - survived to adulthood. Such repeated pregnancies, even for a woman in the imperial household, were fraught with danger, but, given the number of births which failed to reach adulthood, was necessary in the drive to produce an imperial heir. Faustina’s recovery from childbirth would have been of prime concern for the empire, if she needed to be called upon once again to produce a possible heir.1 punto
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@gpittini un esperto mi ha suggerito che potrebbe trattarsi di una coniazione postuma di Hermaios con una bassa percentuale d'argento. La coniazione di monete a suo nome pare sia proseguita per molto tempo oltre la sua morte. Conferemeresti che non si tratti di una moneta di buon argento?1 punto
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Buongiorno a tutti dalla G.U. C 23 del 24.1.2017, pagg. 6–6 http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:C2017/023/06&rid=91 punto
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Permettimi una correzione che nulla toglie alla corretta identificazione ?. Nella tua descrizione hai accoppiato la legenda del dritto con l'immagine del verso (DOMINE PROBASTI con il cavallo rampante).... è ovvio che la legenda DOMINE PROBASTI è invece accoppiata all'immagine nel campo delle verghe in fusione dentro al crogiuolo che fa riferimento al noto motto adottato da Francesco II "signore mi hai messo alla prova e mi hai conosciuto" un saluto Mario1 punto
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Il Morgan bisognava postarlo con il copia ed incolla come ha fatto @Cinna74 e non solo il link! Vabbè, avete vinto tutti e due! ______________ Mi ci vuole un bel pò per organizzare una gif animata con il vostro avatar, quindi a questa sera e grazie per aver partecipato1 punto
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E' un quadrante dell'Imperatore Claudio col 'modius' (moggio, era un recipiente utilizzato come unità di misura del grano o simili...). A occhio e croce direi questo: Claudius AE Quadrans, RIC 90, Cohen 72, BMC 182. Struck A.D. 42. TI CLAVDIVS CAESAR AVG around three-legged modius / PON M TR P IMP P P COS II around S.C. BMC 182. E' una moneta molto comune.1 punto
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Io ci sarò sabato mattina, ma credo che la contemporaneità con Milano numismatica toglierà molti visitatori...1 punto
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Più che cosa gradita, hai fatto qualcosa di incalcolabile, senza esagerare e senza fare sviolinate, il 95% dei collezionisti si sarebbe tagliato una gamba pur di non mostrare questo documento, ti ringrazio ancora, spero di poter mostrare anche io qualcosa di bello a te col tempo, ti ringrazio a nome di tutti quelli che passeranno di qui, hai fatto qualcosa di davvero notevole... buona serata, lo allegherò al mio catalogo.1 punto
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Non sempre ciò che scrive la stampa corrisponde a verità e non mi sembra di aver notato virgolettati su dichiarazioni espresse dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. Sta di fatto che un arresto è pur sempre un dramma umano per l'interessato e per suoi familiari. A questo punto le indagini faranno il loro corso al fine di giungere alla verità di ciò che realmente è accaduto e che al momento noi non possiamo giudicare. Saluti1 punto
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Ciao Alessio, la moneta è senza ombra di dubbio autentica. Sul perchè della sua forte tosatura ho già dato una prima ipotesi. Ovviamente stiamo parlando di argento puro (0,965). La tosatura ha 2 scopi: portare a parità del circolante monete di peso superiore e recuperare argento da utilizzare per la produzione di proprie monete. Ovviamente ho citato l'area serbo/bulgara perchè proprio in quell'area cominciava a farsi evidente una crisi monetaria che portava ad uno svilimento sia di peso sia di intrinseco del circolante. Per un chiarimento ti invio un link interessante. Disintegration of Monetary Serbian Sistem della professoressa Gnjatovic https://www.researchgate.net/publication/277887748_Disintegration_of_monetary_system_of_medieval_Serbia Per quanto riguarda la presenza di altri matapan con una tosatura così pesante, oltre ad aver postato un esempio di moneta serba tosata, ti posso assicurare che sono frequenti, ovviamente si vedono nella baia e non come in questo caso in un asta seria e la cosa come si può notare ha stupito molti di noi.1 punto
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Caro Roberto (Rcamil) sulle Papali e non solo sei un vero Numismatico.Sono riuscito ad avere un tondello,credo,come tu hai spiegato dovrebbero essere quelli proveniente dalla <ecca originale. Mettendoli vicino si notano le differen<e,anche se minime essendo ambedue per fusione. Le posto insieme cosi da vedere se è ho capito bene i tuoi "sospetti". Peso gr.10,74 e diametro mm.29,35 quindi rientra nelle misure riportate anche dal testo del libro sopra citato. L'altro era di gr.14,71 e diametro mm.29,40 ma con uno spessore più alto.1 punto
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Sul mio taccuino di moneta ho questa voce: x: Nel 1890, l'anno che è stato coniato questo cento indiano, lituano Viktoras Barnauskas fuggito dal carcere ed emigrò negli Stati Uniti. Nel giro di due decenni—e dopo un cambio di nome—gli americani sarebbero diventato certa familiari con le iniziali di Mr. Barnauskas, V.D.B., per Victor David Brenner, progettista del cent Lincoln. (xx) v. ----------------------------------------------------- In my coin-notebook I have this entry: x: In 1890, the year this Indian cent was coined, Lithuanian Viktoras Barnauskas escaped from prison and emigrated to the U.S. Within two decades—and after a name change—Americans would become somewhat familiar with Mr. Barnauskas’s initials, V.D.B., for Victor David Brenner, designer of the Lincoln cent. (xx) v.1 punto
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Ma per favore!..." al di fuori del naturale e riconosciuto percorso accademico", come se l'archeologia dovesse quello che è solo ai "regolarmente e naturalmente licenziati"....un po' di pudore per favore..! questo è un "deja vù"...ancora una volta si esce da una porta e si rientra da una compiacente finestra...1 punto
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Vorrei esprimere quello che è solo un mio pensiero! Secondo me, non è IL pezzo che eleva la collezione, quanto più invece l'armonicità che lega ogni pezzo della raccolta e dal gusto estetico del collezionista che vi traspare. Quindi. ogni collezione, anche composta da pezzi umilissimi, può avere un alto livello se composta con mire precise di qualità (non per forza elevatissima) con ricerca e studio. Sempre a mio parere, ad esempio preferisco una raccolta assemblata con gusto e ricerca, ad una raccolta che può contenere anche grandissime rarità, ma che si compone di monete magari (ex) appicagnolate, con colpetti ripresi o graffiate per maldestri tentativi di pulizia. Ho avuto modo di vedere collezioni anche complete, ma assemblate senza quel gusto estetico e quella ricerca tipiche del vero collezionista, ma solo grazie all'immensa disponibilità di denaro. E allora vedevi monete che seppur in alta conservazione (molte periziate generosamente, e pagate carissime), ma che mal si armonizzavano tra di loro (ad es. monete MAL lavate o con patine "aiutate"). Guardate che bella questa lontanissima discussione... ... E si parla solo di rame... Tante sono state le critiche alla collezione ANPB, esitata da Varesi. Non è mio intento andare off topic, o toccare altri temi. Quella era una collezione incredibile, certamente allestita con incredibili sforzi economici... Ma cappero... un evento, ogni pezzo, trasudava veramente studio, ricerca del bello e molta conoscenza. Con queste prerogative, credo che ogni raccolta "umile" e "semplice" diventi al tempo stesso impegnativa sotto diversi punti di vista: economico certamente, ma anche di studio, ricerca, tempo e conoscenza. Avete provato a completare ad esempio il giro delle api, anche escludendo il '19? Si? Bravi! Ma avete puntato ad avere, ad esempio, una raccolta "armonica", ad esempio per conservazione, qualità e tonalità naturali della ramatura, senza debolezze nei rilievi (trovatemi un '28 o '32 con queste prerogative...) ? Ovviamente, rimane una mia riflessione, nessuno deve sentirsi toccato o costretto a condividerla. Saluti, Fab1 punto
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Buongiorno Adolfo e Antonio, chiedo scusa per il mio ritardo nel rispondere, ci sono e vi seguo (quando mi è possibile), appassionatamente! Per quanto riguarda il perché dei 3 nominali citati da @anto R circolanti nella metà del XIV secolo, io credo che in qualche modo sia legato al periodo storico e quindi al trasferimento della sede papale in Avignone. Credo che le monete con il SVDARIVS fossero coniate in occasione del giubileo del 1350 proprio per affermare ai numerosi pellegrini che Roma era ancora la città santa nonostante l'assenza del papa. In parallelo, la moneta con Roma in trono potrebbe significare l'affermazione di sovranità da parte del senato romano in una città dove regnava l'anarchia.1 punto
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Dunque il primo e' un quattrino con stemma a targa, al /D abbimo lo stemma a targa nel campo in cornice con fondo rigato. al /R 1778 in ghirlanda di rosette e anelli (tipo 1), considerato raro: cni 81, mun 280, chimienti 1169 il secondo invece e' un quattrino con stemma a cuore con fondo tratteggiato, al /D nel campo stemma a cuore in cornice di fogliami, conchiglia in basso. al /R 1778 in ghirlanda sinistrorsa di fiordalisi (tipo 2), consideraro molto raro: cni 771, mun 281, chimienti 11561 punto
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"Inoltre, scusatemi, ma io non credo assolutamente che io sono stato l'unico ad accorgersi di questa nota solo..." Credo proprio che invece Tu sia stato l'unico.....qui siamo troppo impegnati a discutere se una monete sia spl+++/qfdc---- o piuttosto mspl---/spl++++, se l'abbiamo pagata troppo o troppo poco, o se la caccola che si intravede nella narice destra del sovrano costituisca una variante o un difetto di conio. E questa volta non abbiamo neppure la scusante che si tratti di un testo inaccessibile, costoso o scritto in lingue incomprensibili, perchè invece è sul web a disposizione di tutti ed è scritto in italiano. Purtroppo non leggiamo come si dovrebbe.........e questa è la dimostrazione lampante. M.1 punto
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