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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/17/17 in Risposte
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Attesa da anni, stampata a dicembre, è finalmente disponibile sul sito NAC la seconda edizione aggiornata de La monetazione nell'Italia normanna della professoressa Lucia Travaini, il caposaldo per gli studi di questo settore. La monetazione nell’Italia normanna. Seconda edizione con aggiornamento e ristampa anastatica. Con una appendice sui ritrovamenti a cura di Giuseppe Sarcinelli, Zürich-London, Numismatica Ars Classica NAC AG, 2016. http://www.arsclassicacoins.com/4 punti
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La mia storia riguarda non un migliore acquisto, quanto invece un regalo. Premetto che non colleziono cartamoneta, ma solo "dischetti metallici" non recenti. Due o tre anni addietro una mia amica, recandosi sul posto di lavoro del marito, nota lì accanto che alcuni operai, coordinati dal sacerdote, stavano sgombrando mobilio e vecchie cose dalla sacrestia di una chiesa delle mie parti. Incuriosita da un mucchio di oggetti buttati a terra, chiede cosa ne facessero. Il prete risponde che dovevano fare dei lavori e che stavano buttando via tutto ciò che era inutile. Incuriosita da una busta ingiallita, buttata fra le cose ammucchiate alla rinfusa, da dove spuntavano dei foglietti, la mia amica chiede se anche quella era da gettare. Il sacerdote le risponde "si, ci stanno vecchi soldi fuori corso, che me ne faccio?". La mia amica chiede allora se poteva prenderla e il prete "figurati, porta via tutto quello che vuoi!". Al che la prende e me la porta, dicendomi "ho trovato questa busta con della cartamoneta, te la regalo, so che a te queste cose piacciono, tanto a me non interessa". Era piena di assegnati della prima Repubblica Romana, saranno almeno una cinquantina, la maggior parte rovinati, con strappi o mancanze, solo pochi ben conservati. Li tengo ben volentieri, a ricordo di un periodo storico convulso, ma interessantissimo. Prima o poi, quando riaprirà il locale museo civico (ora terremotato), se li vogliono, ho intenzione di darli, purché siano esposti e valorizzati. Questa è la storia. Vi piace?4 punti
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Ciao Brennos2, FALSA Sicuramente una invenzione l'accoppiamento. Se osservi il dettaglio dei capelli dietro la testa , malgrado che c'è spazio nel piano fino ad arrivare al perlinato ( che non c'è traccia) mancano le punte dei capelli. Così il taglio del collo. Ti allego una foto ritagliata con il mio IPhone e potrai notare tu stesso.3 punti
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Ciao @Emilio Siculo, scusa ma mi puoi evidenziare i dettagli che ti insospettiscono postando la foto dell'esemplare a cui ti riferisci ? Grazie. Durante la coniatura era solito che i coni si sporcassero e spesso qualche punto del conio si otturava continuando a coniare con dettagli che non si sarebbero riprodotti , finché si rispazzolava. Ci sarebbe l'effetto espansione dell'argento, che per vari motivi qualche moneta risulta con una espansione del metallo diverso, dovuto al riscaldamento del tondello. Ci sarebbe l'effetto martello, cioè un colpo , due colpi , perpendicolare, inclinato di pochi gradi che può causare un lieve scivolamento. Come vedi difficilmente si può giudicare dubbiosa una moneta che per vari fattori sopra descritti , possono sì avere lievi differenze . Certamente meritano attenzione e confrontando con altre dello stesso conio e giusto analizzare un po tutto. Buona notte. Giovanni.3 punti
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Quando l'ho visto sono rimasto senza parole... ho rischiato di vendere un rene per averlo ma mi è andata bene! :-) Nonostante venga da eBay non ho mai visto nulla di così bello! Che ne dite? Con questo ho quasi raggiunto la pace dei sensi numismatici (seee... ma a chi la racconto? :-D)! OBVERSE: Laureate head of Maxentius facing right, IMP C MAXENTIUS P F AVG. REVERSE: CONSERV VRB SVAE, Tetrastyle temple containing Roma seated left Maxentius stg. r., wearing military attire, his foot on captive, receiving globe from the goddess and holding sceptre in left, wolf and twins in pediment of temple. Mint mark A Q followed by officina mark in ex. (Aquileia, AD 309-10) RIC: vi, p. 325. SEAR: 14992. DIAMETER: 28 mm. WEIGHT: 9.5 g. Ciao! TWF2 punti
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DE GREGE EPICURI A fine febbraio, al CCNM (Milano, via Terraggio 1, ore 20.45) abbiamo scelto un tema, che più classico non si potrebbe: LA PROPAGANDA NERONIANA ATTRAVERSO LE MONETE. Ce ne parlerà Mario Ventrella, appassionato romano (ma milanesizzato!) di bronzi romani da molti anni. E' vero che già Augusto seppe utilizzare molto bene le monete per la sua politica, ma Nerone lo fece in modo più "concreto", con immagini bellissime che tutti ricordiamo; e che probabilmente, alla loro comparsa, colpirono molto anche i cittadini dell'Impero. Si inizierà con un panorama della politica neroniana e della sua monetazione, con lo scontro crescente con la classe senatoriale ed il tentativo di avere il sostegno del popolo; fino alla conclusione tragica del suo regno e della sua vita. In particolare verranno illustrate e discusse le seguenti immagini: Porto di Ostia, Annona, Congiarium, Tempio di Giano, Macellum e Securitas. Questo tanto per introdurre, poi (mancano due mesi!) altri dettagli.2 punti
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Salve Recente acquisto questa medaglia di bronzo (63 mm) incisa da Luis Bottèe per la ditta Fr.lli Branca in occasione dell’Esposizione universale di Parigi del 1889.2 punti
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Caro @miza a te che sei amante del bello (peccato tu sia così lontano...) e a tutti gli amici Lamonetiani dedico quest'altro piccolo gioiello (non è facile trovarlo in questa conservazione).2 punti
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Buonasera @Motoretta, ci vuole anche un po di fortuna....tanta passione e moltissima pazienza.2 punti
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Guerra epica, durata 24 anni (1645-1669), con Creta assediata dai turchi per 22 anni (l'assedio più lungo della storia). Per Venezia fu devastante per le tante risorse "evaporate" nelle spese di guerra, tenuto conto anche del blocco dei commerci col turco, che era tra gli sbocchi principali delle merci vendute da Venezia. Meno entrate e più spese. In tutti questi anni si avvicendarono ben 7 dogi: Francesco Molin, Carlo Contarini, Francesco Corner, Bertucci Valier, Giovanni Pesaro, Domenico Contarini e Nicolò Sagredo; ma il destino di Creta era segnato, nonostante gli aiuti (pochi) degli alleati maltesi, pisani e francesi, Venezia non riuscì mai a congegnare una strategia vincente che potesse distogliere i turchi dalle loro mire.2 punti
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DE GREGE EPICURI Non ho mai visto dal vivo un sesterzio dei Congiaria di Nerone (e forse neppure in asta...), e immagino che siano particolarmente rari. Questo (CONGIARIUM SECUNDUM, scritto abbreviato) contiene molti personaggi: Nerone in alto, seduto; accanto a lui un Praefectus; accanto al tempio, Minerva; in basso, un incaricato mentre consegna delle monete ad un cittadino. La scena presenta una certa simmetria, e personalmente la trovo meno riuscita di altre immagini, ma raffigura molto bene la realtà dei Congiaria. Devo aggiungere che questo esemplare, tratto di Wildwinds, mi avrebbe suscitato qualche dubbio (specie al diritto) se non provenisse da questa fonte...ma forse siamo viziati da un eccesso di sospetti!2 punti
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50 Lire 1951 Apparte l'angolo piegato in alto a destra, è praticamente perfetta, non ha mai circolato. Pagata 11 euro (asta passata quasi inosservata su ebay)2 punti
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1669, 5 Settembre. Francesco Morosini concorda con i turchi la resa a causa dell'abbandono da meno di un mese dei francesi dell'alleanza. 1645-1669: DER KRIEG UM KRETA REPUBLIK VENEDIG Domenico Contarini, 1659-1674. Osella ANNO VIIII/1667/1668, auf die Sicherheit Kretas. Münzmeister Alessandro Salamon. San Marco thront nach r., vor ihm kniet der Doge//Madonna mit Kind in einem Stern. 35,67 mm; 9,45 g. Montenegro 1934.R Leicht gereinigt, sehr schönExemplar der Auktion Numismatica Ars Classica 26, Zürich 2003, Nr. 3124.2 punti
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Forse ora ci siamo. Gira il R/ della foto di 90° verso destra. http://www.waldecker-muenzen.de/index2.php?nnr_filter=5&von=&bis=&rnr=&nnr=&seite=2#2 punti
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In fondo e' poi il circolo virtuoso che si muove, questo anche conta, Milano Numismatica chiama il Gazzettino, il Gazzettino chiama Parma...e Parma chiamerà altro che arriverà.... E Parma e' qui ormai ...con una ulteriore sorpresa che esce dal Gazzettino, dare la possibilità anche a giovani di esprimersi o a chi non ci ha mai provato e poi dargli la voce e la consapevolezza di poter anche andare a Parma. Io le chiamo anche queste piccole vittorie, soddisfazioni, l'aver lavorato bene nel reale, tutto questo non e' una nostra esclusiva intendiamoci, e' una ricchezza che lasciamo a tutta la numismatica per una crescita, un ricambio, un allargamento della base. Tutti ne trarranno vantaggi dal mondo commerciale, all'editoria , ai Circoli, alle Societa'...sembra lapalissiano ma non sempre sembra essere così ...2 punti
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come gia detto da un altra parte domenica siete miei OSPITI al Bar Cova ore 10,45\ 11 si brinda a questo magnifico GRUPPO2 punti
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.....mi ero dimenticato di questa Piastra del 1796, Mi dareste un vostro parere su conservazione e valore attuale?2 punti
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DE GREGE EPICURI Personalmente, penso che il rovescio ANNONA AUGUSTI CERES sia uno dei più belli fra i sesterzi neroniani. Ma che cosa significa esattamente la legenda? Io credo che si possa tradurre: "l'annona è la Cerere dell'Augusto", cioè in parole povere: l'approvvigionamento di grano garantito dall'Augusto Nerone è come la dea Cerere, cioè la dea che garantisce il cibo all'umanità. E se teniamo conto che il grano importato dall'Egitto (prevalentemente) era distribuito gratuitamente a moltissimi cittadini romani (forse anche 200.000!), vediamo subito che si tratta davvero di propaganda, e di politica.2 punti
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DE GREGE EPICURI Molto volentieri! Ma vorrei fare una riflessione sul grande successo numismatico delle monete di Nerone, che le rende così apprezzate (e care!) ben al di là della effettiva rarità. Molti sostengono che questo è dovuto alla figura torbida, fosca, contradditoria, inquietante di Nerone stesso. In parte sarà anche vero. Ma in parte è legato proprio all'originalità e all'interesse dei rovesci di queste monete. Ma per non restare astratto, eccovi due rovesci: vissuti e ruspanti, come piace a me, e non certo monete "patinate" (e ritoccate...) di grandi aste: una SECURITAS ed un' ARA PACIS.2 punti
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Vi segnalo l'imminentissima uscita del volume Le Piastre da 120 Grana di Ferdinando II di Borbone - Studio sulle varianti e sugli errori di punzonatura di Mario PIN per la D'Amico Editore di Salerno. E' opera di un collezionista preparato e appassionato, per questo motivo il prezzo è puramente simbolico e molto basso vista la mole di studio. 22 euro prenotabile da subito presso l'autore all'indirizzo email [email protected]1 punto
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Vi auguro di passare - come prevedibile - una bellissima giornata, leggerò volentierissimo i commenti a manifestazione terminata. OT: @dabbene mi son accorto oggi che sei nella bibliografia del MEC 12! congratulazioni1 punto
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Un biglietto che ho pagato tre euro sette anni fa, un'asta ebay con partenza da un euro... in tutto, compresa di spedizione e trasferimento soldini sette euro e mezzo. E' evidente dallo stato in cui si trova che non è piaciuta a nessuno, ma come si fa a snobbare ad un prezzo così piccolo un biglietto del 1788 ... è grande su per giù quanto un 500 lire barbetti, non colleziono questo genere di biglietti, l'ho messa nella mia raccolta solo a rappresentare un'epoca.1 punto
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Salve a tutti. Complimenti a @morellino per l'ottima acquisizione: nonostante la schiacciatura, la moneta è gradevolissima, anche perché le coniazioni napoletane di Carlo V hanno pur sempre il loro fascino. Per la giusta catalogazione, quella che più si avvicina è questa: Regno di Napoli. Carlo V d'Asburgo (1516-1556). AR carlino. D/ CAROLVS V ROM IM, busto laureato e drappeggiato con egida volto a destra. R/ REX ARAGO VTRI(V) R SI, Tosone sospeso a destra a due fronde. Sotto, fiore a quattro petali. Rif.: Pannuti-Riccio, p. 102, n° 37a; CNI XIX, p. 366, n° 713 var. Rarità: R. Io la classificherei così perché la differenza risiede nell'abbreviazione di un termine nella legenda di R/: nel tuo esemplare si legge VTRIV invece che VTRI del CNI XIX. Il Pannuti-Riccio non contempla queste varianti così nel dettaglio, ma è utile per classificare la moneta in base alla tipologia (e per tipologia corrisponde al 37a, ovvero senza sigla e con numerale romano V nella legenda di D/), mentre ad oggi il CNI è il testo di riferimento per censire un numero sicuramente più cospicuo e dettagliato di varianti per la zecca napoletana. In questo caso la differenza è minima e risiede nell'abbreviazione di una parola, quindi una sola lettera che compare in più nella tua legenda, ma comunque dovrebbe essere quella. Poi è sempre utile leggere anche altri pareri, quindi ti consiglio di attenderli. Ancora complimenti!1 punto
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Patrignani è stato un pioniere nella elaborazione di un corpus della medaglistica papale. Lavorava in tempi molto diversi dai nostri e le ricerche erano certamente complesse. C'è nelle sue opere molta approssimazione, ma si deve alla sua passione e al suo coraggio se i medaglisti hanno avuto già verso la metà del 1900 testi di riferimento, sia con le pubblicazioni da Clemente XII a Gregorio XVI, sia con gli studi (sintetici, ma preziosi) su medaglistica papale antica e moderna pubblicati sul Bollettino Numismatico Napoletano. Bartolotti è stato un ricercatore accurato; le sue opere (massimamente quella sulle medaglie annuali) sono di grande pregio. Ovviamente non mancarono nella ricerca sulla medaglia annuale, che abbracciava quasi quattro secoli di emissioni, alcune indicazioni incerte e anche errori. L'Autore continuò i suoi studi e pubblicò successive correzioni all'opra originaria. Modesti ha provveduto ad un accurato riesame di tutta l'opera di Bartolotti. In genere gli studi del predecessore sono confermati, ma non mancano modificazioni, talvolta con prova documentale, talvolta come ipotesi motivata. La riflessione sulla medaglia di Clemente XIV - Anno VI mi sembra pertinente. Sembra improbabile che la Chiesa abbia voluto celebrare la soppressione dell'Ordine dei Gesuiti , che , come annota lo stesso Bartolotti , "rappresentò la vittoria più manifesta dell'illuminismo e dell'assolutismo regio sulla Chiesa e sul suo Capo". Dopo la soppressione dei Gesuiti, in un clima di rapporti più distesi con i Francesi e con il il Regno di Napoli, furono restituiti allo Stato pontificio i possedimenti di Avignone , Benevento, Pontecorvo ed è ben plausibile che la medaglia ricordi questo successo con la sua scrittura "la pazienza porta frutti".1 punto
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Certo invitiamo anche altri @fofo, intanto continuo il ping - pong tra Milano e Firenze, a Milano il colletto terminò con Filippo IV, col ducatone del 1630 il colletto c'è ancora, in quello successivo con busto adulto del 1657 dello stesso Filippo IV non c'è più. C'è anche da dire che il tipo con data 1630 fu coniato anche negli anni successivi mantenendo la data, quindi più o meno gli anni di chiusura del colletto anche per Milano sono quelli.....1 punto
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Perchè? abbiamo sia grossi dove il doge ha la barba e dove il doge e glabro ( privo di barba, senza peli, liscio) ✂️1 punto
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Vi racconto questa che mi ha raccontato un simpatico signore a Roma da cui ho comprato qualcosa qualche anno fa. Questo signore aveva messo un annuncio su un giornale nazionale dove si dichiarava pronto ad acquistare da privati "vecchie" monete e banconote. Si parla dei primi anni 70. Un giorno viene contattato da un signore siciliano che aveva alcune 1000 lire da vendere, "ma mi sono informato, sono rare, non accetto meno di centomila lire l'una". Il signore se le fa descrivere e ... "dopodomani devo per caso andare a Palermo, se vuole possiamo incontrarci...". Corre in agenzia di viaggio a comprare un biglietto aereo... e tre mesi dopo acquista un appartamento al mare. Aveva comprato una cinquantina di 1000 lire Barbetti matrice dei primi del 900 in ottimo stato per 5 milioni in tutto e le aveva rivendute ai commercianti e collezionisti di Roma per 3 milioni l'una. Una truffa? Probabilmente sì. Una balla raccontata bene ? Sicuramente sì. Ma io questa storia non sono ancora riuscito a togliermela dalla testa. Mentre non ho idea quale banconota ho acquistato da lui. Domanda: e voi che cosa avreste fatto ? Non mi fate i santarellini !!1 punto
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Grazie Rocco, è un piacere, per quello che posso, aiutare collezionisti come te. personalmente non bado molto alle innumerevoli varianti che si nascondono nelle leggende... Sapendo come veniva allestito il conio, sarebbe da impazzirci dietro. Purtroppo prima o poi arriva il momento di dismettere. Piano piano, ci farò il callo. Ho ancora questa come 1795. Ha delle varianti in alcuni punti, ma a differenza della precedente, ha una conservazione decisamente più alta, ed anche qui, una discreta impressione dei rilievi, specie al D/, con un ritratto molto espressivo1 punto
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DE GREGE EPICURI Questa la dedico @TheWhiteFly a causa del suo recente amore per la Tetrarchia. E' successiva al maggio 305, allorchè Diocleziano e Massimiano abdicarono contemporaneamente, per far posto ai nuovi Augusti; e presero il titolo di Senatori Beatissimi (o Felicissimi), ossia...pensionati. Ma, come anche alcuni pensionati attuali, che si sentono messi da parte e non possono stare con le mani in mano, Massimiano non sopportava la quiete, e questo costò la vita a lui (pazienza), ma soprattutto il fallimento dell'esperienza tetrarchica e il ritorno delle dinastie. Ma ecco la moneta, che celebra la breve "quiete"; è di Aquileia, pesa 8,0 g. e misura 28 mm. Mi piace particolarmente il rovescio, coi dettagli delle due personificazioni (Providentia e Quies). Al D: DN MAXIMIANO FELICISSIMO SEN AUG. Al rovescio: PROVIDENTIA DEORUM QUIES AUGUSTORUM, S-F nel campo e AQS in esergo. Dovrebbe essere la RIC VI 64b.1 punto
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caro @Rocco68 questa piastra del 1796, a dispetto del millesimo comunissimo, ha davvero un appeal molto alto per via dei rilievi ben impressi, cosa insolita a vedersi anche su monete comunissime come questa. Una torre nel quarto del Portogallo ha "chiuso i battenti" e lievi graffi marginali ad h. 2 del R/ sono causa delle debolezze nella parte finale della leggenda al D/, ma è praticamente niente di fronte alla bellezza di tutti i rilievi integri e ben visibili, come il bellissimo ritratto con parrucca ed orecchio perfettamente impressi, o l'intero blasone al R/ nitido fin nelle più piccole armette. La conservazione, da questa foto è un po un azzardo, molto dipende dalla brillantezza del metallo che in questo scatto non si riesce a percepire. Credo non inferiore allo Spl, sicuramente a salire, ma quanto, potrei dirtelo solo con una visione dal vivo, o con un video in alta definizione (nel caso contattami in privato). Il discorso valore è molto più problematico, perchè viviamo in un mondo in cui il valore teorico è una cosa, ma poi, sul campo, dove tutti vogliono fare l'affare è tutt'altra cosa. Senza ombra di dubbio il suo valore economico è decisamente più alto del prezzo con cui è possibile trovare queste piastre, basta che ti fai un giro sulla baia, o su facebook, per vedere la qualità media degli "splendidi" che girano con relativi prezzi. Già da questo, puoi immaginare come la tua, economicamente parlando, valga di più... Purtroppo il valore è relativo alla volontà di qualcuno di spendere la relativa cifra. Se devi vendere, non devi avere assolutamente fretta, nervi saldi e pazienza, e sono sicuro che il collezionista che apprezzi la tua moneta, e te la paghi per quello che merita lo trovi. Se invece hai fretta... Non aggiungo altro, se non invitarti a leggere con attenzione questa discussione, dove è presente un'altra piastra 1796. Ti allego una mia ex piastra del 1795, analoga per qualità insolita alla tua (la stimavo un qSpl-mSpl fondi lucenti al D/) Ti faccio i complimenti, gran gusto e grandi monete, e questa piastra, benchè "comune", parla molto del tuo gusto collezionistico. Se necessiti di altre info, puoi contattarmi tranquillamente in privato.1 punto
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Non sono sicuro di capire, l'esemplare oggetto della discussione è il secondo del primo post, mentre i confronti sono tra gli esemplari del British Museum e l'esemplare della Biblioteca Nazionale di Francia, scusate se mi sbaglio ma mi chiedo se non ci sia stato l'inserimento di una foto sbagliata.. Le ali della Nike sono completamemte fuori conio nell'esemplare su cui ha aperto la discussione Emilio Siculo, vedendosi solo il profilo inferiore del corpo della Nike: Colgo l'occasione per correggere a posteriori il mio post numero 11, dove il primo link postato riguarda un esemplare romano della sezione identificazioni, mentre il corretto link agli esemplari di Jenkins 468 presenti su acsearch è il seguente, chiedo perdono, me ne sono accorto solo ora.. Se i curatori o lo staff ritenessero opportuno correggere il post 11 per fare chiarezza ben venga, scusate ancora?.. https://www.acsearch.info/search.html?term=Gela+Tetradrachm+Jenkins+468&category=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&images=1¤cy=usd&thesaurus=1&order=0&company=1 punto
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Buon giorno a tutti, Vi informo che, a Nepi (VT) il giorno 12 Febbraio 2017, dalle ore 10,00 in poi, in collaborazione e col patrocinio del Comune di Nepi e del Museo Civico Archeologico, si terrà l'Assemblea Annuale del Circolo Numismatico Romano Laziale, dove si presenterà anche il libro " Appunti Numismatici" Volume II° Vi illustro il programma della giornata: Presentazione libro “Appunti numismatici” vol. II – 2017 Ore 10,30 – Apertura con presentazione del libro “Appunti numismatici” da parte del prof. Bernardino Mirra A seguire: interventi dei vari autori che esporranno brevemente il proprio articolo Ore 12,00 – consegna delle copie del libro agli associati del C.N.R.L. e rinnovo tessere Vi posto, inoltre, l'indice del libro: DI MONTE PATRIZIA – Presentazione pag. 7 MIRRA BERNARDINO - "Numismatica al…femminile" pag. 11 FABRIZI DAVIDE E VAGLIVIELLO ELIODORO -“Abbondandis in adbondandum” - Uno sconosciuto “minimo” argenteo di Filippo II battuto nella zecca di Napoli. pag. 15 D'ARCANGELI ALBERTO E STEFANO - "Il Governo di Vichy" pag. 29 CAPITINI CLAUDIO – "Analisi monetale al microscopio" pag. 39 GIOVINALE ANTONIO - “Firmata Securitas” - Piastra da 120 grana del II tipo pag. 53 DI PAOLO MICHELE – "Il sampietrino di Civitavecchia" - (Che sarebbe dovuto esser ridotto ma ridotto non è) pag. 67 SIDERI RICCARDO - “Problematiche sul possesso di monete” - La normativa italiana di riferimento pag. 75 LOTETA ANTONIO - "Destini incrociati di due monete siciliane da un tarì" - Una del 1636 (anno inedito) e l’altra del 1678, entrambe contromarcate pag. 87 MARTINA RICCARDO – "La monetazione italiana coloniale" - Dal 1890 al 1925 fallirono i tentativi del governo di imporre la valuta italiana nelle colonie pag. 95 ANGIOLILLO VALERIO - "Il porto di Anzio" - su una piastra di Innocenzo XII pag. 129 ARPAIA FABRIZIO - "L'enigmatica figura del divus Sebeto" pag. 141 MORETTI DOMENICO L. - "Manfredi" - le sue monete e la Zecca di Manfredonia pag. 153 CAPITELLI SARA - "Il fascino delle monete" - consigli per neofiti pag. 219 Elenco soci pag. 223 Anch'io ho scritto un articolo a quattro mani con Davide Fabrizi ( Fedafa). Spero in una vostra partecipazione Saluti Eliodoro1 punto
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Ciao, Io uso excel e in contemporanea Dropbox. Ho caricato tutte le foto in una cartella su Dropbox e poi su una cella di Excel faccio un collegamento ipertestuale e metto il link del collegamento di Dropbox. In questa maniera il file in excel rimane sempre piccolo (pochi kb) e non occorre portami dietro sempre le immagini. Cliccando sulla cella Fronte o Retro si apre il browser con l'immagine interessata. L'unico difetto che c'è: bisogna essere connessi ad internet, altrimenti non viene caricata l'immagine. Ciao1 punto
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Un paio di bei colpi di fortuna li ho avuti anch'io. Non eclatanti ma non frequentissimi. Ultimamente ad un'asta mi sono aggiudicato un 500.000 lire a meno del controvalore in lire (204 euro comprese le commissioni d'asta).1 punto
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DE GREGE EPICURI Oggi voglio ricordarvi il Macellum Magnum, uno degli altri temi che saranno trattati. Il Macellum non era un "abbattitoio" di animali, bensì un grande mercato, in cui venivano venduti prevalentemente carne e pesce. Si trovava sul Celio, più o meno dove oggi è collocata la basilica paleocristiana di Santo Stefano Rotondo. Di conseguenza, non si potranno mai fare scavi archeologici per cercare le fondamenta o i residui del Macellum, visto che S.Stefano Rotondo è un monumento unico, secondo m e uno dei più belli della Roma cristiana. Peccato! Se il luogo fosse stato quello dell'Ospedale Militare Principale, allora sì che si poteva scavare! Su Wikipedia, alla voce Macellum Magnum, potete trovare anche la planimetria che ci è stata tramandata dalla "Forma Urbis" marmorea.1 punto
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DE GREGE EPICURI Teniamo conto che anche per l'Ambrosiana è "la prima volta", cioè la prima esperienza di apertura al pubblico (anche se con precisa limitazione numerica) del loro medagliere; non è stato facile, e il merito va per il 99% a Dabbene. Potremmo cercare di dar loro l'ispirazione ad aprire una piccola esposizione numismatica permanente all'interno dell'Ambrosiana, che in fondo è già attrezzata a funzioni museali, in quanto Pinacoteca. Sarebbe un bel passo avanti per la nostra città. E se così avvenisse, chissà che il Comune, se non altro per spirito di emulazione e per non fare brutta figura...1 punto
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Spulciando nell'elenco della mia libreria ho trovato : PROMIS Domenico, MONETE DELLA ZECCA D'ASTI. Torino 1853. MAGGIORA VERGANO GEN.TOMASO Una nuova moneta battuta ad Asti dal Duca Carlo d' Orleans. Torino 1936.Tipografia Giuseppe Anfossi FANTAGUZZI Giuseppe Quarto di Grosso di Emanuele Filiberto come Principe di Piemonte e Conte D' Asti coniato in Asti Estratto dal Bollettino della Societa' Piemontese di Archeologia e Belle Arti Luglio-Dicembre 1924 n.3-4 Tipografia Anfossi Torino ORLANDONI MARIO (Asti-Aosta “le monete sabaude con contrassegno A” stralcio da Panorama Numismatico 3 giugno 1984 AMBROSOLI Solone Soldino astigiano inedito di Carlo Quinto estratto da RIN 1890 Milano FAVA Anna Serena La zecca e le monete di Asti da Arte e cultura ad Asti attraverso i secoli Istituto Bancario San Paolo 1977 Torino MOREL-FATIO A. (Monnaies inedites de Dezana,Frinco et Passerano ) estratto dalla Revue Numis. Parigi 1865 GAMBERINI DI SCARFEA Cesare Una inedita variante di una moneta di Frinco al tipo di Strasburgo estratto da Italia Numismatica di Oscar Rinaldi N.4 Aprile 1962 MAGGIORA-VERGANO T. Alcune monete inedite di zecche feudali del Piemonte Torino 1937 MAGGIORA-VERGANO Alcune considerazioni sulla numismatica italiana e particolarmente del Piemonte Torino 1933 TRICOU J. Alcune monete piemontesi inedite del Museo di Lione estratto da Italia Numismatica di Oscar Rinaldi N.2 Febbraio 1967 BELLESIA Lorenzo La produzione di alcune zecche piemontesi nei primi anni del Trecento Una visione d'insieme tratto da Panorama Numismatica n.261 2011 BELLESIA Lorenzo L'invasione di monete piemontesi tratto da Panorama Numismatica n.244 2009 BIAGGI Elio, LE ANTICHE MONETE PIEMONTESI. Borgone di Susa 1978 Dalla Dracma Gallo-Celtica al Marengo Napoleonico Volume Secondo (dal 1014 all' avvento napoleonico 1804) - Elio Biaggi Edizione Victor Gadoury 2004 CORPUS NUMMORUM ITALICORUM. Vol.II - Piemonte, Sardegna, Zecche d'oltremonti di Casa Savoia.Tipografia R. Accademia dei Lincei Roma 1911. VARESI Alberto, MONETE ITALIANE REGIONALI. Vol.II - Piemonte Sardegna Liguria e Corsica PROMIS Domenico, MONETE DEL PIEMONTE INEDITE O RARE. Torino 1852. Ristampa Caula Editore, Torino 1970 PROMIS Domenico, MONETE INEDITE DEL PIEMONTE. Supplemento. Torino 1866 Le ZECCHE MINORI del PIEMONTE.MARTINI R, CHIARAVALLE M, TORCOLI B 1987. Civiche raccolte di Milano TODERI Giuseppe, VANNEL Fiorenza, MONETE ITALIANE DEL MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO. primo volume.(Savoia, Piemonte, Sardegna, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia) Polistampa, Firenze 2003. BOBBA Cesare, REGIONI D'ITALIA. Piemonte Sardegna Liguria Lombardia Veneto Emilia Vol.I. 1970. BOBBA - VERGANO Antiche zecche della provincia di Asti 1971 La moneta in Monferrato tra Medioevo ed Età Moderna.Atti del convegno internazionale di studi. Torino 26 ottobre 2007, a cura di Luca Gianazza, Torino 2009 Autori Vari (a cura di Lucia Travaini ) Le Zecche Italiane fino all' Unita' 2011 Roma IPZS1 punto
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