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  1. Asclepia

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/13/17 in Risposte

  1. secolo (mi è partito mezzo messaggio) mo lo finsco.....ma tra quelle del lotto di @Martin_Zilli la più piacevole pare il 12 Carlini, che prima o poi acquisterò pure io....intanto vi posto il mio 5 franchi AN9...
    6 punti
  2. Salve, segnalo : http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=13133 auguri di buona pasqua a TUTTI
    5 punti
  3. Non è proprio così, andrebbe fatta una ricerca su testi più specifici del RIC. Come ho scritto nel mio post PIETAS AVGG è un rovescio conosciuto per Valeriano II, qui invece è presente PIETAS AVG non presente nella monetazione di Valeriano II ma in quella di Salonino. E' bene fare delle precisazioni: quando parliamo di monete di consacrazione tutti generalmente le attribuiscono al nome o al profilo ivi presente ma in realtà tali monete non sono emesse da chi è raffigurato. Una moneta DIVO VALERIANO è emessa postuma da Gallieno in una officina o zecca che comunque produce anche monete a nome di Salonina, di Salonino, di Gallieno e appunto del Divo Valeriano. Quindi un mulo con un accoppiamento errato di conii. Il RIC tra l'altro attribuisce erroneamente il rovescio PIETAS AVG di Salonino a Lione mentre qui si tratta di una zecca germanica.
    4 punti
  4. Io insegno alle superiori, e a tutte le mie classi faccio un piccolo corso di numismatica (2-3 ore) come progetto di storia. Lo limito al mondo antico e parlo del concetto di moneta, spiego le origini, poi un po' di storia della moneta in Grecia e a Roma e mi soffermo poi sulla moneta come mezzo di propaganda e sul suo uso come fonte storica. Porto un power point con molte belle immagini che ho selezionato e migliorato negli anni e il corso ha sempre grande successo, tanto che spesso i colleghi mi chiedono di tenerlo anche nelle loro classi (è particolarmente adatto alle seconde per motivi di programma). Quest'anno - cosa che mi ha fatto grande piacere - sono stati i ragazzi stessi a venirmelo a chiedere: per i giorni di autogestione in cui sono loro a organizzare corsi e lezioni è stato inserito anche il corso di storia della moneta, che ha avuto un buon numero di partecipanti. Non porto più le monete ai ragazzi dopo una polemica avuta qualche anno fa con una collega che alla vista di qualche denario e antoniniano ha commentato scandalizzata che "certe cose dovrebbero stare in un museo". Per evitare discussioni dunque mi limito alle immagini, sperando che bastino a suscitare l'interesse verso la scienza numismatica.
    4 punti
  5. Ha alcune caratteristiche di questa del Vescovado di sion
    2 punti
  6. Questa è di Moruzzi, segnalata come qSPL, credo che con la tua si possano dare quasi la mano.
    2 punti
  7. @Xlore97, ho avuto modo di guardare le foto su uno schermo più grande. Mi spiace è sicuramente un falso, approssimativo e probabilmente nemmeno in oro. Ti posto una moneta autentica per confronto ed un ritaglio del tondello in tuo possesso. Se guardi bene troverai dettagli incongruenti anche per un occhio inesperto. Buona serata
    2 punti
  8. le margherite per ora,in cui mi concerna,possono fare uova tranquille,e ritornare ne le profondore del mare in tutta serenita.....piu tempo,anche barca che mi aspeta al porto,si sta lamentendo sul peso de le conchiglie....piu avuto tempo.....stato molto impegnato,ma penso vedere la uscita per anno che viene......tempo passa troppo in furia,e altre priorita lo fano correre ancora piu veloce.....ma sempre prendero tempo emozionarmi per certe cose,sopra tutto la natura che segue il suo ritmo impertubabile.....meno male!! vi ringrazio tutti per vostre disponibilita e avisi.... a prestu
    2 punti
  9. Mi sembra di leggere al rovescio SEM Pensavo quindi all'asse di L. Sempronius Pitio Cr. 216/2a https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G124/3
    2 punti
  10. Ma ci è passato su un tram?? ? Davvero un peccato, danno molto importante, che affligge il valore commerciale, ma non sfiora quello storico, enorme! Congratulations!
    2 punti
  11. Bravo! Entusiasmo e passione ne traspaiono chiaramente. Tutte monete vissute e di modesta conservazione ma di grandissimo fascino. Se posso permettermi (ho i capelli bianchi e non da ieri): forse un po' più di prudenza non guasterebbe. Il 5 lire di Venezia ha il bordo martoriato (anzi maldestramente accomodato al R) e questo è sempre un vulnus per qualsiasi nummo. Auguroni!
    2 punti
  12. Peccato, Giova è rarissima e di grande importanza storica. Lucca - Signoria della Repubblica di Pisa - grossone imperiale da 6 soldi - ordinanza 1351. Bellissima anche così Cari saluti
    2 punti
  13. Il "veni vidi vici" l'ho già preso. Sto invece cercando il non comune "ALEA IACTA EST" ed il rarissimo "TU QUQUE, BRUTE, FILI MI!". :-) Se li vedete in giro avvisatemi che rompo il salvadanaio per prenderli o, se siamo sotto le feste, li chiedo in regalo a Babbo Natale e befana! :-) TWF
    2 punti
  14. oggi ho fatto da "cicerone numismatico" ad una 5° elementare, la maestra col permesso del dirigente scolastico mi chiama per illustrare ai ragazzi l'hobby e la cultura delle monete. I ragazzi sono attratti e possono toccare con mano le monete alcune protette dalle bustine di plastica ho dato il titolo di "parlar di Monete" ho diviso il tutto in piccoli appunti, dal baratto alle monete antiche, dal periodo repubblicano all'imperiale, la coniazione e i metalli, la moneta medievale, la tosatura e i cambiavalute, che cosa si comperava e cosa valeva la moneta, le pene per i falsari, i rinvenimenti monetali, monete moderne dall'unione monetaria latina all'euro alla fine ogni alunno è stato omaggiato con una liretta d'alluminio e con altre monete a "ricordi della lira" (che non hanno mai speso) dato la loro giovane età invio foto e ha voi lettori del forum un commento
    2 punti
  15. Una scoperta interessantissima che getta luce sull'antico popolo nuragico. Da leggere assolutamente: http://notizie.tiscali.it/interviste/articoli/ugas-nuragici-shardana-popoli-mare-libro/
    1 punto
  16. Buongiorno a tutti i lamonetiani...oggi vi propongo 4 monetine genovesi del 1814... Cominciamo con un po' di storia... 20 Aprile 1814 Genova viene occupata dagli inglesi, più precisamente dalla marina inglese comandata dall'Ammiraglio Bentinck che con l'aiuto degli stessi genovesi caccia le forze filo-francesi comandate dal Barone Fresia...lo stesso Bentinck il 26 Aprile, contravvenendo alle istruzioni avute dal ministro della guerra inglese, firmò ed emanò un proclama con cui si ripristinavano le leggi in vigore nel 1797. Il proclama inizia cosi: "Avendo l'armata di S. M. Britannica sotto il mio comando scacciati i Francesi dal territorio di Genova, e divenuto necessario il provvedere al mantenimento del loro buon ordine e governo di questo Stato. Considerando che il desiderio generale della Nazione genovese pare essere di ritornare a quell'antico Governo, sotto il quale godeva libertà, prosperità ed indipendenza; e considerando altresì che questo desiderio sembra essere conforme ai principi riconosciuti dalle altre Potenze alleate, di restituire a tutti i loro antichi diritti e privilegi, si dichiara:... articolo 1 "Che la costituzione quale esisteva nell'anno 1797, con quelle modificazioni che il voto generale, il pubblico bene e lo spirito dell'originale Costituzione del 1576 sembrano richiedere, è ristabilita"; all'articolo 3 "Che un Governo provvisorio consistente in tredici individui, e formato in due Collegi come prima, sarà immediatamente nominato, e durerà in carica sino al 1° Gennaio 1815, quando i due Collegi verranno compiuti nel numero prescritto dalla Costituzione"; ....il presidente del Governo Provvisorio fu nominato Gerolamo Serra... inizia così la breve Repubblica Genovese del 1814... 3 Novembre 1814 inizia il Congresso di Vienna che dovrà decidere il nuovo assetto del europa. Durante il congresso falliscono tutti i tentativi di ripristinare la vecchia repubblica genovese. 26 dicembre 1814 il Governo Provvisorio abbandona per protesta il potere, i genovesi infatti erano contrari (a dir poco) all'annessione al regno di Sardegna, cosa che però diviene realtà il 4 Gennaio 1815, quando gli inglesi consegnano la città al nuovo Governatore Sabaudo Maresciallo Ignazio Thaon di Ravel... Durante questa breve Repubblica, quasi un dejavù, furono battute 4 monetine, è proprio il caso di dirlo, che però sono una splendida testimonianza di quell'anno di cambiamenti... Ecco il 10 soldi 1814 18 mm 2,1 grammi di argento 888% contorno liscio D/ RESPUBLICA GEUENSIS stemma di Genova con grifoni e sotto SOL.10 R/ NON.SURREXIT.MAJOR.1814. con San Giovanni Battista
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  17. Buonasera a tutti,nell'intento di perorare la causa di una "corrente"agiografica all'interno della sezione storia e archeologia,pubblico questo mio post affinché si renda chiara quale è la mia idea di agiografia. Non molto tempo fa nel mio paesello venne istituito un piccolo museo adiacente ad una importantissima basilica,lo scopo era quello di custodire ciò che restava di una decorazione parietale in stucco,sul modello di Santa Maria in Valle a Cividale del Friuli per intenderci,raffigurante una teoria di Santi tra cui San Maurizio. Questa Basilica ha le sue origini,allo stato attuale,nell'epoca Ottoniana,infatti il paesello era feudo originario di tale Ottone ,plenipotenziario e protospatario in Italia per gli imperatori germanici,facente le sue funzioni a Ticinum-Papia (Pavia). Tornando a San Maurizio va detto che egli era un generale romano del III secolo d.C ,di origini egiziane ,comandava la legione tebana, in seguito stanziata nei pressi di Colonia un Germania ,qui fu martirizzato con i suoi compagni sotto Diocleziano.Tale presenza tra gli stucchi ottoniani della Basilica è certamente dovuta alla sua funzione di protettore del Sacro Romano Impero infatti ancora oggi sono diversi gli ordini Mauriziani legati sia all'impero germanico sia alla casata dei Savoia. l'iconografia di San Maurizio e tipica,esso si presenta sempre :stante,frontale con una lancia nella destra , la mano sinistra appoggiata su di uno scudo e in abiti militari,la lancia è quella detta di Longino,anch'essa attributo tipico del Santo e attualmente custodita nel tesoro del Sacro Romano Impero a Vienna. grazie a questa sua peculiarità è stato facile attribuirgli alcuni dei frammenti meglio conservati e tentarne una ricostruzione poi esposta nei fatti all'interno del museo.A questo punto spinto dalla mia passione per la storia e l'iconografia ho pensato:perché non ridare dignità completa all'immagine del Santo ricostruendola ex novo ? Magari posizionandola in un'edicola e poi perché non renderla filologicamente corretta raffigurandola con abiti del III sec.? E ancora perché non dipingerla in stile bizantino alla maniera delle icone ? Detto fatto,appoggiandomi ad un bravissimo iconografo abbiamo elaborato la nostra idea del San Maurizio 2.0. la lorica è quella tipica del Santo e presente anche nella versione ottoniana,la cintura è in stile "militare"decorata a "Kerbshnitt"in uso alle legioni in centro e nord Europa,la fibula che chiude il mantello è una"zwiebel kopf" fibula testa di cipolla ,largamente usata in epoca tardoantica,la lunga spatha è uguale a quella dei tetrarchi a Venezia,ed ecco che dopo mille anni l'immagine di San Maurizio torna a campeggiare su una parete di un edificio del mio paese. i più attenti sapranno riconoscere nell'iconografia Mauriziana un archetipo molto più antico che tra gli altri ha dato origine ad un famosissimo manufatto eburneo appunto di epoca tardoantica ,chi di Voi sarà il piu veloce a definirlo? A parte gli scherzi ho trovato molto stimolante questo piccolo esercizio mentale sfociato nella creazione di una rappresentazione volta a omaggiare un antico Santo da tempo nascosto nei frammenti di un reperto archeologico misconosciuto. Saluti. ADELCHI.
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  18. Salve, ho questo Antoniano un pò strano..nel senso che al dritto è ovviamente Valeriano II D\ DIVO VALERIANO CAES mentre il rovescio dovrebbe essere CONSECRATIO ma invece è PIETAS AVG che sarebbe un rovescio di Salonino in quanto Valeriano ha PIETAS AVGG, quindi è ovvio che il dritto è di Valeriano II ed il rovescio di Salonino...pareri sul perchè e come andrebbe catalogata sotto Valriano II o Salonino? dato che il rovescio è postumo a Valeriano II il quale era gia certamente defunto....secondo voi come va catalogata una moneta in questo caso? Grazie per i vostri pareri...
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  19. Ciao a tutti. Acquisto a "sorpresa" dei giorni scorsi. Il venditore, che probabilmente ha poco idea di quel che vende, l'aveva come " Un - Researched Roman silvered Bronze coin Emperor ?", me la sono partata a casa (sperando che arrivi) per circa 10€. Qualità della foto a dir poco scarsa ma credo si tratti di una moneta buona. E credo anche che con una bella ripulita si riesca a rendere più che presentabile. La cosa che mi ha stupito, a parte il fatto che CARINVS si legge benissimo, è che cercando in giro per catalogarla me la sono trovata venduta in condizioni simili tra i 100 ed i 150$ prima del 2010. Voi che ne pensate? Potrebbe essere? Ciao! TWF
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  20. Concordo con Prof. Ma questo tipo è, secondo mi sconosciuto. ES = Episcopus Sedunensis. Cordiali saluti. Alain.
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  21. saro' presente come espositore! vi aspetto numerosi! grazie Massimo Filisina Numismatica Leonessa
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  22. Eccolo (copiato dal libro) Premessa (Andrea Saccocci) 13 La circolazione monetaria (Michele Asolati) 17 Numismatica in Val di Sole: una ricognizione archivistico-bibliografica (Alberto Mosca) 29 Monete romane imperiali dalla Val di Sole nel Castello del Buonconsiglio (Beata Marcinik) 49 Materiali, Dimaro - chiesa di San Lorenzo (Nicoletta Pisu - Michele Asolati) 63 Materiali, Ossana - piazza San Vigilio e Castello di San Michele (Nicoletta Pisu - Michele Asolati) 76 Materiali, Piano di Commezzadura - chiesa di Sant’Agata (Nicoletta Pisu - Beata Marcinik) 87 Materiali, Un sesino veneziano rinvenuto presso Val Porè nelle vicinanze di Ortisè e Menas (Beata Marcinik) 95 Conclusioni (Asolati - Marcinik - Mosca - Pisu) 97 Bibliografia 104
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  23. Si legge sul Martirologio Romano che “A Secondigliano vicino a Napoli, beato Gaetano Errico, sacerdote, che promosse con impegno i ritiri spirituali e la contemplazione dell’Eucaristia come strumenti per avvicinare le anime a Cristo e a tal fine fondò i Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria”. Gaetano Errico, nacque il 19 ottobre 1791 a Secondigliano e ivi morì il 29 ottobre 1860. Il padre Pasquale era un pastaio ed aveva un modesto laboratorio artigianale per la produzione dei maccheroni, la mamma, Maria Marseglia, era una tessitrice. Gaetano era il terzogenito dei 9 figli della coppia (cinque maschi e 4 femmine) e venne battezzato il giorno dopo la nascita nella chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano con i nomi di Gaetano, Cosma e Damiano, perché si credeva che battezzando un bambino entro 24 ore dalla nascita si liberava un’anima dalle pene del Purgatorio; infatti è solo col pontificato di san Pio X (nato Giuseppe Melchiorre Sarto a Riese (TV) il 2 giugno 1835 – deceduto a Roma il 20 agosto 1914) che entra in auge il voler evitare il rischio che i neonati lasciassero questo mondo senza i doni del Battesimo che, come recitava il catechismo di detto pontefice, «conferisce la prima grazia santificante e le virtù soprannaturali, togliendo il peccato originale e gli attuali, se vi sono, con ogni debito di pena per essi dovuta; imprime il carattere di cristiano e rende capace di ricevere gli altri sacramenti». Gaetano Errico frequentò la scuola comunale sotto la guida di due sacerdoti, Giovanni Tagliamonte e Michelangelo Vitagliano. A sette ricevette la prima comunione e a undici la cresima. Sin da bambino aiutava il padre nel pastificio la sua fabbrica e cercava di aiutare i poveri come poteva, oltre a frequentare assiduamente la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano. A sedici anni chiese di essere entrare al seminario arcivescovile di Napoli, dopo aver chiesto già quando aveva quattordici anni di entrare prima tra i Cappuccini e, poi, tra i Redentoristi, ma la domanda fu respinta per la giovanissima età. Nel gennaio del 1808 indossò l'abito talare, ma frequentò il seminario da esterno, perché la famiglia non poteva sostenerne i costi da interno, e così, ogni giorno, percorreva a piedi circa 8 chilometri all’andata e 8 al ritorno – a tal proposito si dice che al vederlo passare alcuni esclamavano: «Ecco San Gaetano che passa!» – Frequentò gli studi con profitto, anche se tutti i giorni continuava ad aiutare nel pastificio, e il giovedì faceva visita agli ammalati dell'ospedale degli Incurabili, ai quali quando poteva portava anche dei regali, e la domenica girava per le strade per portare più fanciulli possibili alla catechesi. Fu ordinato sacerdote il 23 settembre del 1815 dal cardinale Luigi Ruffo Scilla (nato a Sant'Onofrio, in provincia di Vibo Valentia, in Calabria il 25 agosto del 1750 e deceduto a Napoli il 17 novembre 1832), a Napoli, nella Basilica di Santa Restituta, ossia nella terza cappella della cattedrale, che è in asse con il portale d'accesso alla cappella del Tesoro di San Gennaro che si apre sulla navata opposta. Nel 1816 divenne parroco della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Secondigliano e per richiesta del suo confessore, don Michelangelo Vitagliano, iniziò a insegnare nella scuola comunale di Secondigliano, prima come supplente, e dal 1819 come titolare e lo fece per vent’anni. Nel 1818, mentre pregava sul coro della casa dei padri Redentoristi di Pagani (Salerno), dove ogni anno si ritirava per gli esercizi spirituali, gli appare Sant'Alfonso Maria de' Liguori, allora solo per chiedergli di costruire a Secondigliano una chiesa in onore della Vergine Addolorata e fondare una Congregazione religiosa. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori gli apparve più volte per dargli delle indicazioni. Nel giorno di Pentecoste del 1826, Gaetano Errico annunciò al popolo che farà costruire a Secondigliano una chiesa da dedicare a Maria Addolorata, i cui lavori iniziarono nel gennaio del 1828 e la cui consacrazione avvenne il 9 dicembre del 1830, nonostante qualche ostilità. Terminata la chiesa, don Gaetano vi fece costruire in adiacenza una piccola casa per ospitare i futuri “ Missionari dei Sacri Cuori” e in essa nel 1833 andò ad abitare insieme ad un laico, che curava il servizio della chiesa. Appena potette ingrandire la casa, fondò il «Ritiro sacerdotale dei Sacri Cuori di Gesù e Maria» e nel 1833 inoltrò al Re Ferdinando II (Palermo, 12 gennaio 1810 – Caserta, 22 maggio 1859) la domanda per il riconoscimento di un Ritiro, che fu approvato insieme al regolamento il 14 marzo 1836. Nel 1834 commissionò a Francesco Verzella (nato a Napoli il 28 marzo 1776 e morto a Napoli forse nel 1835), uno dei più bravi scultori napoletani di statue lignee dell’epoca, una statua dell'Addolorata con tre angeli. Secondo la tradizione don Gaetano fece rifare il volto più volte e solo alla diciassettesima volta lo approvò, esclamando: “Così era!”. La statua fu portata in Secondigliano nel maggio del 1835. Nel maggio del 1838 chiese il riconoscimento pontificio della «Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria» ed il 30 giugno ricette dalla Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari il decreto di lode. Il 6 aprile del 1839, allo scopo di consolidare lo sviluppo della Congregazione, chiede il riconoscimento governativo, che il Re concesse il 13 maggio Nell'aprile 1846 don Gaetano andò a Roma per chiedere la definitiva approvazione della Congregazione e il 7 agosto 1846 il Papa Pio IX emise il decreto di approvazione ed il 15 settembre il Breve apostolico. In seguito sedi della Congregazione nacquero in altre città d'Italia e, a partire dal XX secolo, sorsero sedi anche in Asia, Africa e America. Don Gaetano Errico, dopo l'approvazione, unanimemente eletto Superiore Generale, fino alla morte lavora per lo sviluppo della Congregazione, curando in modo particolare la formazione dei soggetti, e assistendo i poveri del rione, a tal proposito diede il via a una mensa nel cortile della chiesa, che è in funzione ancora oggi. La statua dall'Addolorata e don Gaetano Errico compirono diversi miracoli la liberazione di Secondigliano dal colera, il ritrovamento di una bambina viva in fondo ad un pozzo dopo essersi smarrita tre giorni prima, la fermata della lava del Vesuvio durante l'eruzione del 1855 e numerose guarigioni e predizioni. Don Gaetano Errico, già venerato come un santo, e detto “'o Superiore”, morì a Secondigliano, all'età di 69 anni, il 29 ottobre del 1860, alle 10 del mattino, per le conseguenze di una febbre viscerale, all'età di 69 anni. Nella sua stanza, è ancora possibile vedere sul pavimento, due fossette che si sono scavate con le sue ginocchia per le moltissime ore notturne trascorse in ginocchio, davanti a una piccola porticina, che affacciava in chiesa, nel punto in cui si trovava Gesù Eucarestia e la statua dell'Addolorata. Nel 1866 il Cardinale Riario Sforza introdusse il processo ordinario diocesano. Nel dicembre del 1884 il Papa Leone XIII lo dichiarò Venerabile ed il 4 ottobre 1974 il Papa Paolo VI emise il decreto di eroicità delle virtù. Il 24 aprile 2001 Giovanni Paolo II firmò il Decreto d'approvazione del miracolo ottenuto dal signor Salvatore Cacciappoli per intercessione di Gaetano Errico. Il 14 aprile 2002 papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato e il primo marzo del 2008 papa Benedetto XVI, nel Concistoro tenuto in Vaticano, ha proclamato Gaetano Errico santo. La canonizzazione si è tenuta in Piazza San Pietro il 12 ottobre del 2008.
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  24. Molto belle complimenti ! E anche bravo per aver abbinato anche un breve riassunto storico ... Troppo spesso ci si limita solo a mostrare le monete ... Non è facile trovarle belle ... In particolar modo quella con San Giorgio
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  25. Ciao. la nomina del 9 giudice e' cosa recente: http://www.corriere.it/esteri/17_aprile_10/corte-suprema-neil-gorsuch-giura-porta-ventata-conservatrice-48162d96-1de6-11e7-a3e5-56b4898b2bcd.shtml?refresh_ce-cp M.
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  26. Ciao @angel, grazie della precisazione ; perfetto , mi sembra un ottimo motivo per conservare il tuo Post nella nostra Sezione essendoci una stretta relazione storico religiosa . Buona giornata anche a te , un saluto .
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  27. Buona Giornata @Legio II Italica ho inserito questo post qui perché il 14 aprile è il quindicesimo anno che papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato, ma se credi più opportuno spostarlo nella sezione Medaglistica si può fare Grazie per la collaborazione e il supporto tecnico
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  28. E ancora un'altra bellissima monetina sia per conservazione che per iconografia il 2 soldi del 1814 sempre in mistura 125% mm 18 2,19 grammi C liscio D/ RESPUBLICA GENUENSIS in basso 1814 al centro stemma di genova tra cornucopie R/ SUB TUUM PRAESIDIUM S.2. al centro la Santa Vergine Immacolata la monetina ha ancora un bel sberluccichio...che dite?
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  29. La successiva per taglio è anche quella che più mi piace come iconografia...il buon vecchio SAN GIORGIO che trafigge il Drago... 4 soldi in mistura 125% 21 mm 4,39 grammi C: stellette in incuso D/ RESPUBLICA GENUENSIS S.4. in basso 1814 con al centro lo stemma di Genova tra 2 cornucopie R/ EX PRO BITATE ROBUR al centro il già citato San Giorgio a cavallo che infilza il drago
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  30. Salve Volevo condividere questo ricordo dalla Finlandia (precisamente da Jyväskylä) nel 1979.
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  31. Mi era scappata la terminazione in AVG e non AVGG... di mattina presto, con lo smartphone e preparandomi per andare a lavorare... avevo guardato un po' distrattamente. Allora le cose cambiano e si tratta di un ibrido DIVO VALERIANO / SALONINO. Concordo che nella realtà dei fatti la moneta di consacrazione è emessa dall'imperatore che segue per ovvi motivi ma per praticità personalmente classifico seguendo il RIC, laddove possibile, magari integrando e correggendo (non per niente indicavo Treveri come zecca e non Lione e nemmeno Colonia, dato che ritengo più credibile l'impostazione delle zecche che vede Treveri come prima zecca Gallica e Colonia come seconda, creata da Postumo). Sarebbe interessante vedere se esistono die link con pezzi battuti a nome di Salonino Augusto (si restinge così il campo della ricerca e in caso negativo si va per esclusione alle emissioni di Salonino come Cesare). Divo Valeriano a Treveri veniva battuto contemporaneamente alle emissioni di Salonino da Cesare (e questa è una ulteriore prova) ma non escludo che, vista la confusione della zecca in quel periodo e il cambio in corsa dei conii di dritto già esistenti con l'abrasione della titolatura CAES e la sostituzione con AVG, non sia scappato un ibrido per la fretta di beccare il giusto conio di dritto! Di sicuro un pezzo molto interessante di una zecca che stava vivendo (inconsapevolmente) un momento di transizione tra l'essere zecca ufficiale dell'Impero Centrale e il divenire prima zecca del prossimo futuro Impero Gallico
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  32. Sono censiti anche nel catalogo del forum https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-NECRSI/15 Confesso che non me ne ero accorto, vorrei invitare @10tony89 che ha fornito quasi tutte le immagini, a dirci di più. petronius
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  33. Buongiorno @Cato_maior ...secondo me è originale, ma come suggerisci tu potrebbe esser stata pulita anzi lucidata; infatti se guardi il contorno delle lettere pare opaco mentre il resto cioè le aree "forse lucidate" hanno un colore diverso,lucido appunto... anche se le foto non sono molto chiare...potrebbe pure essere un effetto della luce...dovrebbe illuminarci @Paolopr che la può osservare direttamente. Intanto ti saluto...
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  34. Buongiorno @Asclepia la doratura come fai notare è sicuramente il punto più critico della medaglia, ho controllato sul secondo volume della serie "ieri ho visto il Duce" dedicato alla medaglistica ed è pubblicata a pagina 77 nr.10 (la si fa risalire al 1922, prodotta dallo stabilimento Johnson di Milano). Ma quale moneta di questo primo periodo (ha 95 anni) non presenta una patina scura o perlomeno una sottile pellicola naturale che non ne esalti la brillantezza ? in poche parole, non la comprerei, saluti.
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  35. Microscopio digitale, ti cambia la vita........
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  36. Buonasera, @Poemenius e gli altri che hanno dimostrato interesse in questo post. Allego foto ingrandite a 200x delle zone sospette. Foto 1: Si vedono le incrostazioni e si nota che si trovano sotto la superficie d'oro. Foto 2: è un ingrandimento della più ampia parte "annerita", all'interno sotto la patina scura emerge il metallo (la parte in oro al centro della macchia è sotto la parte nera). A mio avviso si tratta di un annerimento di consunzioni della superficie. E' possibile che l'oro possa "butterarsi" così? Commenti benvenuti così come richieste di foto aggiuntive. Buona notte A.
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  37. Ottimo periodo storico , Storia con la S Maiuscola.Vedendo la carrellata di monete recentemente acquistate , forse potrebbe interessarle questo
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  38. Ciao, Diciamo che potrebbero "grossomodo" sembrare simili nella forma, ma se esamini bene le foto noterai delle sostanziali differenze. La forma, vagamente, potrebbe "quasi" essere quella, ma di nuovo, esaminando bene noterai come il flan (ossia, il tondello in se) sia decisamente più ampio su quello postato da @Layer1986 che nel mio (cosa che gli invidio tantissimo, ogni volta che posta questo mezzo ducato devo poi asciugare di bava il monitor ) Su questa monetazione poi, molte differenze non sono riscontrabili facilmente in foto, in quanto molte volte, già lo stesso spessore dei tondelli era diverso, e poteva variare anche nella stessa moneta (ad esempio, nel mio il tondello è molto molto spesso al D/ nella zona della legenda "III DG", ma sottilissimo nella parte diametralmente opposta. Il peso invece era una costante, ovviamente, dato che il valore era relazionato proprio al peso del tondello. Se approfondirai la monetazione battuta a martello, avrai modo di imparare molto di più, rimanendone sicuramente affascinato da tondelli del genere che a prima vista, potrebbero sembrare dei veri e propri... "rottami" (non ne parliamo se andiamo sulle minuscole monetine medievali!) Un saluto, fab.
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  39. Buonasera. Cosa non ti convince del gancio e dei due anelli...a me sembrano giusti, uguali a quelli di altre medaglie del periodo... http://kriegsmarine-dasboot.blogspot.it/2012/03/medaglia-marcia-su-roma-noi.html https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME61A/5 L'unica cosa è la doratura, che è normale non faccia patine, inoltre vedendo che anche gli anelli sono dello stesso colore potrebbe essere semplicemente una versione della medaglia appunto in MD.
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  40. Buongiorno a tutti, rieccomi con la mia fissa (ognuno ha la sua): TRE CINQUINE Filippo III. Oggi vi vorrei mostrare un esemplare appena entrato in collezione con delle peculiarità. Qualcuno mi aiuterebbe a catalogarla ed a capire che simbolo è quello al R. Descrizione: D/ PAX ET/VBER TAS Scettro coronato al quale sono legati a sx ramo di ulivo ed a dx due spighe in corona di alloro montante R/ PHIL/ III D G R/ HISP Corona di alloro annodata in basso. Accanto al fiocco sigle C (rovesciata) Fc. Nel campo simbolo del coniatore (rettangolo)? Guardando il CNI gli unici 2 esemplari con C rovesciata sono il 444 ed il 446 Vol XX pag 228. Entrambe hanno un simbolo del coniatore rispettivamente animaletto e croce potenziata. Riguardo al simbolo quello che mi sembra più attinente è il numero 440 che indica il simbolo come sbarretta ma le sigle sono C Fc con C dritta. Pareri? Considerazioni? @Rex Neap
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  41. @gpittini. Anche questa mia "scalcagnata" mi sembra abbastanza simile alla tua. Approfitto per chi volesse saperne ancora un poco: http://roth37.it/COINS/Silphium/index.html ed aggiungo di Kyrene una testa di Apollo Karneios con relativo silphium
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  42. Siamo ben prima dell'epoca romana. Si tratta infatti di una delle prime monete coniate da Cirene in bronzo, della cosiddetta "serie del silfio" (325-313 a.C.). Al D/ c'è la testa diadema di Libya con lunghi boccoli, e al R/ il silfo con ai lati, K-Y/P-A. Corrisponde ad Asolati 2011 (Nummi Aenei Cyrenaici), n. 10, o a BMC, Cyrenaica, tav. XLV, n. 11
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  43. P.s. spero che per la locandina sappiano fare di meglio...
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  44. MEDAGLIE PAPALI - ASTE MARZO 2017+ASTA NOMISMA Nel precedente post ho già commentato l'asta Kuenker, svoltasi nel decorso mese di marzo con risultati particolarmente brillanti per le medaglie papali. Nello stesso mese molti sono stati gli incanti che hanno interessato il settore . In Italia sono state proposte medaglie papali da INASTA, ARTEMIDE, NEGRINI, PAOLETTI. INASTA ha inserito nel suo catalogo per corrispondenza circa 600 lotti. Come nel precedente incanto di questa casa di aste, mi è parso di vedere molti esemplari facenti parte dello stock della Numismatica Barbero, noto tramite i listini di questa Ditta specializzata nel settore. Per la medaglistica papale, che è collezionismo di nicchia, questa quantità (anche se costituita da esemplari non rari) non è facilmente assorbibile. Il venditore di tale quantità, se difende ragionevolmente i prezzi, rischia una vendita limitata; diversamente deve proporre basi molto favorevoli. INASTA ha seguito quest'ultima strategia e le aggiudicazioni hanno superato il 60%. Il risultato è migliore della precedente asta: forse è stato anche favorito dalla buona conservazione del materiale, in gran parte moderno e contemporaneo. Le migliori percentuali del venduto riguardano il periodo Pio VII/Gregorio XVI (oltre l'80% dei 25 lotti) e Pio IX quasi l'80% dei 50/60 lotti. Per la medaglistica di questi pontefici i prezzi base erano particolarmente appetibili rispetto a quelli ordinari di mercato. Poco richieste sono state le medaglie di Paolo VI (intorno al 40% su 80 lotti; ma vi erano molte medaglie ripetute in due e tre esemplar); alta invece la percentuale di aggiudicazione per la medaglistica contemporanea (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. I prezzi di aggiudicazione sono stati favorevoli per i collezionisti, che hanno potuto ripartire gli acquisti senza concorrenza agguerrita. Mi piace sottolineare che comunque qualche medaglia è stata contesa. Un esemplare della rarissima medaglia di Papa Pio IX (partenza da Portici), in bronzo, dalla base di € 50 è salita a € 950+diritti. NEGRINI - Ha proposto nella sua asta 25 lotti medaglie papali. Le aggiudicazioni hanno superato il 60%. In buona parte si trattava di medaglie antiche (anche medaglie originariamente fuse). Non è facile dalle sole foto giudicare i prezzi di acquisto (il valore fra una fusione originaria, una fusione di epoca e una fusione postuma cambia sensibilmente). I prezzi hanno in genere superato di poco la base; ma deve essere citata la medaglia di Alessandro VI per la incoronazione, che spiccava per il bel metallo di epoca, che, nonostante un diametro un po' carente, è passata dalla base di €100 ad una aggiudicazione di € 1200+diritti. ASTA PAOLETTI - Questa Ditta si è cimentata nella sua prima asta on line e ha proposto una bella collezione di 30 medaglie di Papa Innocenzo XII. Le aggiudicazioni superano l'80%. I prezzi - per esemplari originali - hanno superato largamente le stime sia per medaglie in argento, sia per medaglie dorate e si sono attestati ad un buon livello: ciò, pur essendovi una generalizzata avvertenza che le medaglie erano state oggetto in tempi passati di lucidatura. ASTA ARTEMIDE Ha proposto circa 25 medaglie in conservazione medio-bassa. Le aggiudicazioni risultano in misura del 40%. I prezzi mi sembrano coerenti con la qualità dell'asta. Quanto alle aste estere, ho visto qualche interessante medaglia in asta RAUCH (ma pochissimi erano i lotti e le quotazioni base erano sostenute): vi è stato molto invenduto. Cito una bella placca in argento di Papa Pio VI (unicum o tiratura limitatissima), non richiesta alla base di € 5.000. Nelle aste VICO, INUMIS pochi erano i lotti, riferiti a materiale abbastanza comune: la percentuale delle aggiudicazioni è stata buona con prezzi medio bassi, ASTA NOMISMA - Mi sembra giusto anticipare il commento sull'asta NOMISMA, svoltasi all'inizio del corrente mese di aprile. Grande asta, con qualche pezzo eccezionale e con tante medaglie in oro. NOMISMA ha adottato la strategia del prezzo base decisamente difensivo, sostenuto. Su circa 150 lotti il venduto è stato 60%, con prezzi elevati. Prezzo top per la eccezionale medaglia di Alessandro VII - mm. 72 - Santa Maria Campitelli, fusa in oro. Posta in vendita con un prezzo base di € 25.000, è stata aggiudicata per € 34.000+diritti. E' una medaglia eccezionale; l'uso dei metalli preziosi per le medaglie fuse era di assoluta rarità. Invero per tutto l'oro proposto vi è stata richiesta: le annuali di Pio VII (anni XVII e XXI) sono state acquistate per € 15.000/14.000 +diritti, gli esemplari di Pio IX per € 6.000/7.000+diritti, quelli di Leone XIII, Pio X, Benedetto XV per € 5.000/7.00+diritti, quelli di Pio XI a circa € 4.000+diritti, Pio XII anno I per € 5.500+diritti e la serie di 5 medaglie di Giovanni XXIII per € 12.000+diritti. L'oro ha fatto da traino anche per belle medaglie papali in argento e bronzo e cito per l'argento la rara annuale di Pio VI (anno XXII) in alta conservazione (€ 3.000+diritti), le annuali di Pio VII - anni VIII e XX (€ 800/750+diritti), le annuali di Leone XII - anni II e IV (€ 500/400 + diritti), le due annuali di Pio VIII (€ 800-900 +diritti) , circa 10 medaglie di Gregorio XVI con un prezzo medio di 350/400+diritti e un massimo di € 600 per l'anno XV. Nel bronzo alcune medaglie settecentesche annuali o straordinarie sono state vendute per € 250/300 + diritti. Mi sembra che anche per le medaglie papali si assista al fenomeno di uno sdoppiamento dei prezzi; non ho notizie precise su questa asta e sugli acquirenti. Si dice, in linea generale, che i prezzi salgono molto quando il materiale interessa investitori e che quel livello non si ripete nelle transazioni alle quali concorre solo il collezionismo. Ma l'acquisto solo di esemplari straordinari per rarità e conservazione, senza costruire una storia - che solo la collezione accurata e fatta anche di tanti pezzi comuni può rappresentare - mi pare una numismatica triste.
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  45. DE GREGE EPICURI La Lombardia ovviamente ha preso il nome dai Longobardi. In francese, per dire lombardo e longobardo c'è una sola parola anche oggi (lombard). Il Regnum Langobardorum (poi: Regnum totius Italiae) era diviso fra Langobardia Maior (al Nord) e Langobardia Minor (al Sud), e quest'ultima durò più a lungo, fino alla fine del Ducato Longobardo di Benevento nell'XI secolo. Dei longobardi si è detto tutto il male possibile: dal Manzoni nell'Adelchi a Giorgio Ruffolo che ne dice peste e corna. Ma basta guardare un po' la loro storia, o visitare il Tempietto Longobardo di Cividale, per chiedersi se non ci siano molti pregiudizi. Certo, appartenevano al mondo germanico (guerrieri e nient'altro, all'inizio) ed il confronto-scontro col mondo latino è stato difficile, ma molte cose ce le hanno lasciate. E hanno rischiato di fare l'unità d'Italia con 1100 anni di anticipo! Ma il papa si è messo di traverso...(come anche 1100 anni dopo). Ma questo appartiene alla storia. E le monete?
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  46. Ciao, anche io concordo con questo tuo pensiero. Anche se trovare un pezzo simile in un rotolino potrebbe dare una discreta soddisfazione, alla fine non è né un'errore di conio, ne una variante, solo e semplicemente una curiosità. È inutile strapagare per avere pezzi del genere che alla fine nulla altro sono che dei dischetti di metallo anonimo. Alimentare tale speculazione (anche minima) non ha senso.. trovarlo è buona cosa, comprarlo a mio avviso non tanto. Comunque ognuno è libero di investire il proprio denaro come meglio crede. Piccola curiosità: ricordo che nel primo periodo euro, la Francia produsse degli starterkit di prova contenenti anziché le monete, i tondelli vergini non coniati. Qualcuno entrò in possesso di tali sacchettini (chissà come) e rivedendo il contenuto ci ha pure fatto diversi quattrini all'epoca. Un saluto a tutti quanti
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  47. posto intanto l'ultimo denarino genovese entrato in collezione un po' basso di peso 0.72g ma, ancora pienamente collezionabile mio avviso ... sulla clssificazione sono indeciso fra Ia o Ic .
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  48. ASTE MEDAGLIE PAPALI FEBBRAIO 2017 e ASTA KUENKER Nel decorso mese di febbraio la medaglistica papale non è stata riguardata da proposte in asta interessanti nè sotto il profilo quantitativo, nè per esemplari rari. Posso citare l'asta BERTOLAMI con circa 60 lotti, abbastanza comuni . Per circa 30 medaglie antiche (in larga misura in bronzo, riconiate da Mazio ) vi è stata una discreta richiesta: ne sono state aggiudicate circa il 65% con un prezzo medio di € 70+diritti. Molti invenduti si registrano invece nelle medaglie ottocentesche e moderne. Nelle aste estere ho visto una presenza eminentemente simbolica e il mercato è apparso abbastanza sonnolento. Un certo risveglio, come di consueto, si nota con l'asta kuenker, svolta nel corrente mese di marzo. Nell'ambito di una importante collezione di medaglie storiche europee e dell'impero ottomano, ordinate per data, erano disseminate anche medaglie papali (circa 30 esemplari), tutte aggiudicate e con prezzi abbastanza sostenuti. Cito alcune aggiudicazioni: Papa Callisto III - Restituzione opus Paladino - bronzo - € 480+diritti; Papa Innocenzo VIII - Restituzione opus Paladino - bronzo - € 340+diritti; Medaglie di Papa Pio V - Per la vittoria dei cattolici sugli ugonotti (CORPUS 605) - riconio posteriore - Argento -€ 1.300+diritti; - Battaglia di Lepanto - Corpus 614 - Argento originale - Spl. - € 2.200+diritti; - Battaglia di Lepanto - grande modulo - CORPUS 618 - Argento - BB - € 2.600+diritti; - Battaglia di Lepanto - grande modulo - tipo CORPUS 620 - riconio bronzo Spl. - € 400+diritti; - Battaglia navale - Riconio ibrido posteriore con coni Paladino- Argento - con appiccagnolo ornamentale -Corpus 666 - € 700+diritti. Medaglie Innocenzo XI - Alleanza quadripartita contro i turchi 1684 ( fusioni grande modulo - Miselli 186 - una in argento e l'altra in bronzo con cornice) € 2400-1600+diritti; - Estensione lega santa alla Russia 1687 - fusione grande modulo - bronzo - Miselli 193 - € 1.500+diritti; - Straordinaria anno XI - Per la vittoria della Lega santa (analoga alla annuale, ma opus Mueller- Miselli 159a ) - Spl. - Argento - € 800+diritti; - Per incitamento guerra santa - Miselli 160 - Originale- argento - SPL - € 1.500+diritti; Medaglia Alessandro VIII - Per vittoria Venezia e liberazione Morea -1690 - Miselli 269 - Argento - SPL.- € 1,200+diritti; Medaglia Clemente XI Annuale anno XVI - Argento SPL - € 650+diritti
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  49. A me il formato esclusivamente elettronico fa sempre specie. Quante riviste del passato possiamo consultare e studiare anche se le società che le editavano sono morte e sepolte! Oggi invece basta non rinnovare il canone del sito per perdere tutto...
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  50. Al mio paese negli anni '30 c'era un tale Z. abilissimo falsario che fabbricava le "colombine" (5 lire tipo aquila romana) con argento 900/1000 anzichè 835, tanto ci guadagnava ugualmente. Ogni mattina andava a bersi un caffè al bar e lo pagava con un pezzo di sua produzione che faceva suonare sul marmo del banco per far capire che non era falso. Un bel giorno fu pescato dai carabinieri perchè l'aiutante disse loro che i punzoni erano nascosti nello stipite di una porta di casa sua. Al processo si difese dicendo che era più onesto dello Stato perchè le sue monete avevano un titolo superiore! Dopo il 1976 nei dintorni circolavano in quantità industriale pezzi falsi da 200 lire molto più leggeri degli originali che suonano in modo diverso se battutti su una superficie di marmo. Il fatto fu oggetto di un articolo sul "Giornale di Vicenza" che conservo ancora. Qualche pezzo lo ho messo via. L'introduzione dell'euro lo ha favorito quintuplicando il suo profitto. Il falsario continua la sua produzione con pezzi da 50c che sono di ottone anzichè di oro nordico e pesanopqualcosina in meno degli originali. L'imitazione è perfetta! Non parliamo dei pezzi da 50 euro perfettamente imitati che distingui solo per la carta più morbida degli originali e per la mancanza di rilievo della calcografia in un certo punto che non dico. A me ne hanno rifilato uno ma... indovinate cosa ho fatto?
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