Classifica
-
in Risposte
- Tutte le aree
- changelogs_feature_pl
- changelogs_feature_comments_pl
- Annunci
- Domande per l'annuncio
- Recensioni annuncio
- File
- Commenti ai file
- Recensioni ai file
- Articoli
- Articolo Commenti
- Immagini
- Commenti Immagine
- Recensioni alle immagini
- Albums
- Commenti Album
- Recensioni agli album
- Eventi
- Commenti Evento
- Recensioni Evento
- Discussioni
- Risposte
-
Scegli una data
-
Sempre
2 Gennaio 2010 - 13 Aprile 2026
-
Anno
13 Aprile 2025 - 13 Aprile 2026
-
Mese
13 Marzo 2026 - 13 Aprile 2026
-
Settimana
6 Aprile 2026 - 13 Aprile 2026
-
Oggi
13 Aprile 2026
-
Scegli una data
04/14/17 - 04/14/17
-
Sempre
Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/14/17 in Risposte
-
Avendo la fortuna di vivere in una città come Padova, dove non solo ci sono un Museo espressamente dedicato alla Numismatica ed una Università in grado di fornire giovani desiderosi di mettere a frutto, organizzando visite guidate e conferenze, le nozioni appena apprese nella aule, ma soprattutto un circolo numismatico molto interessato ed attivo nella promozione della numismatica, ho potuto toccare con mano quanto sia possibile fare per la divulgazione, quando c'è collaborazione fra queste componenti. So che sto illustrando qualcosa che per alcuni (o molti?) di voi è ontologicamente impossibile, naturalmente per colpa della componente diversa dalla sua, ma invece si può fare: da un lato basta convincere chi per professione accademica non può permettersi errori nel suo lavoro che da parte di un appassionato si può accettare anche un certo numero (ehm.... in certi casi perfino eccessivo) di inesattezze, se con le su parole riesce comunque a creare interesse verso la materia (tanto i particolari nessuno li ricorda, tra il pubblico); dall'altro convincere il collezionista che il mondo non è costituito da potenziali collezionisti che non aspettano altro che sentire il suo 'verbo' per rendersi conto dell'irrefrenabile passione inconscia che li accomuna. No, purtroppo il collezionista di monete (ancor più 'la' collezionista) sono personaggi antropologicamente rari, che però hanno una grande fortuna: hanno dimestichezza e 'possiedono' un documento storico di primaria importanza e lo possono illustrare. Quindi niente problemi di conservazione né di autenticità: esclamazioni come il 'prooooooofff' strascicato per esaltare un fior di conio oppur l'ormai famoso e perentorio 'questa moneta URLA la sua autenticità/falsità!' non hanno senso per i 'normali', suscitano solo perplessità, se non ilarità. Quella che conta è la storia, sempre e soltanto la storia, e le monete hanno il grande vantaggio di poterla trasmettere non solo attraverso immagini e scritte, ma anche attraverso il farsi toccare. Convincere un ragazzetto che l'antico romano toccava quegli antoniniani sviliti di terzo secolo con la stessa impressione che può dare a lui, di fronte ad una gelateria o ad un negozio di giocattoli, il sentire in tasca solo poche monete da 10 centesimi, oppure per i più grandicelli far passare di mano un grosso di Venezia, ricordando per similitudine il senso di soddisfazione che ci dava, durante i viaggi low cost in Inghilterra, il sentire nelle tasche quelle meravigliosamente cicciotte monete da 1 sterlina, possa aiutarci a comprendere i nostri antenati più di mille traduzioni di Cicerone. Tutto questo pistolotto solo per dire che, in quasi tutti gli interventi che ho appena letto, il senso della storia è assai evidente, e di questo mi congratulo sinceramente. Mi permetto anche di dire che quella contrapposizione apparentemente adombrata da alcuni fra accademia sorda alle esigenze del popolo e avanguardie rivoluzionarie che dal web si fanno carico del compito di educarlo è simpatica ma leggermente retorica (e un po' retro). Tutti i Musei d'Italia, se non piccoli o piccolissimi, hanno un servizio didattico piuttosto efficiente, che organizza sistematicamente visite guidate, spesso preparate in precedenza dagli insegnanti a scuola, e laboratori per i ragazzi dove si fanno attività talvolta bellissime. Se nello staff museale c'è un anche esperto di numismatica la cosa riguarda ovviamente anche le monete, Il problema è che di esperti numismatici nei musei ce n'è veramente pochi e poi per ovvie ragioni è difficile che le monete escano dalle vetrine per essere toccate (talvolta comunque succede). Quindi le attività svolta dai collezionisti possono veramente essere preziose, come posso testimoniare grazie all'attività del Circolo Numismatico Patavino. Saluti, Andreas7 punti
-
è già la quinta volta che la maestra con l'approvazione del dirigente scolastico ogni 5 anni mi chiama per questa " lezione numismatica" a cui aderisco sempre con molto piacere, è un paese vicino al mio dove mi reco, mentre nelle elementari del paese dove abito solo una volta mi hanno dato l'opportunità di parlare di numismatica. comunque queste uscite mi gratificano molto vedendo l'interesse che riesco a suscitare nei ragazzi questo sito "la moneta" mi ha dato l'opportunità di far conoscere la mia passione per la numismatica sono io che ringrazio5 punti
-
Buondì, ecco un grano della repubblica napoletana del 1648, peso abbondante: 7.13 grammi!! Quasi quanto una pubblica "leggera" dello stesso periodo5 punti
-
Buon giorno da nonno cesare; una testimonianza; qualche anno fa feci un intervento in due quinte classi elementari bene: in due ore un solo sbadiglio, tanta attenzione un mare di domande...mi ricordo quando più giovane salivo "Al pulpito" per illustrare i miei lavori a convegni tecnici sull'ecologia: sbracamenti, gente che leggeva il giornale; chiacchere, sbadigli a non finire...li per li ho pensato che forse era l'argomento che proponevo ad avere scarso interesse; ma mi sono poi accorto che nel mondo dei "grandi" questo comportamento è purtroppo rituale...un saluto e viva i giovani5 punti
-
4 punti
-
Buon pomeriggio Le istituzioni, siano esse musei o scuole, sono fatte da uomini e donne che possono essere più sensibili e aperti a certi argomenti, rispetto ad altri; tutto qua. Quando due sensibilità affini si incontrano, possono nascere situazioni positive e belle. Ricordo la "Giornata sul Grosso" di qualche anno fa o la recente apertura dell'Ambrosiana ai collezionisti, perché potessero vedere e toccare con mano alcune delle monete e medaglie che custodisce. Momenti veramente belli; peraltro c'era presente anche un socio del Circolo Patavino. Circoli, associazioni, collezionisti ed appassionati volenterosi e disponibili, sopperiscono e "arrivano" dove talvolta le istituzioni latitano, anche a causa dei tanti, gossi o piccoli problemi che sappiamo. Il Circolo, l'associazione od i singoli appassionati possono fare da pungolo ed essere propositivi e se trovano nelle istituzioni persone sensibili, la "magia" si compie. Non credo possa esserci contrapposizione tra le varie voci del coro, ma è bene che ci sia collaborazione; ognuna di queste voci ha un suo merito e una sua funzione, a volte limitata, ma è la musica che vince. saluti luciano4 punti
-
Buonasera a tutti,nell'intento di perorare la causa di una "corrente"agiografica all'interno della sezione storia e archeologia,pubblico questo mio post affinché si renda chiara quale è la mia idea di agiografia. Non molto tempo fa nel mio paesello venne istituito un piccolo museo adiacente ad una importantissima basilica,lo scopo era quello di custodire ciò che restava di una decorazione parietale in stucco,sul modello di Santa Maria in Valle a Cividale del Friuli per intenderci,raffigurante una teoria di Santi tra cui San Maurizio. Questa Basilica ha le sue origini,allo stato attuale,nell'epoca Ottoniana,infatti il paesello era feudo originario di tale Ottone ,plenipotenziario e protospatario in Italia per gli imperatori germanici,facente le sue funzioni a Ticinum-Papia (Pavia). Tornando a San Maurizio va detto che egli era un generale romano del III secolo d.C ,di origini egiziane ,comandava la legione tebana, in seguito stanziata nei pressi di Colonia un Germania ,qui fu martirizzato con i suoi compagni sotto Diocleziano.Tale presenza tra gli stucchi ottoniani della Basilica è certamente dovuta alla sua funzione di protettore del Sacro Romano Impero infatti ancora oggi sono diversi gli ordini Mauriziani legati sia all'impero germanico sia alla casata dei Savoia. l'iconografia di San Maurizio e tipica,esso si presenta sempre :stante,frontale con una lancia nella destra , la mano sinistra appoggiata su di uno scudo e in abiti militari,la lancia è quella detta di Longino,anch'essa attributo tipico del Santo e attualmente custodita nel tesoro del Sacro Romano Impero a Vienna. grazie a questa sua peculiarità è stato facile attribuirgli alcuni dei frammenti meglio conservati e tentarne una ricostruzione poi esposta nei fatti all'interno del museo.A questo punto spinto dalla mia passione per la storia e l'iconografia ho pensato:perché non ridare dignità completa all'immagine del Santo ricostruendola ex novo ? Magari posizionandola in un'edicola e poi perché non renderla filologicamente corretta raffigurandola con abiti del III sec.? E ancora perché non dipingerla in stile bizantino alla maniera delle icone ? Detto fatto,appoggiandomi ad un bravissimo iconografo abbiamo elaborato la nostra idea del San Maurizio 2.0. la lorica è quella tipica del Santo e presente anche nella versione ottoniana,la cintura è in stile "militare"decorata a "Kerbshnitt"in uso alle legioni in centro e nord Europa,la fibula che chiude il mantello è una"zwiebel kopf" fibula testa di cipolla ,largamente usata in epoca tardoantica,la lunga spatha è uguale a quella dei tetrarchi a Venezia,ed ecco che dopo mille anni l'immagine di San Maurizio torna a campeggiare su una parete di un edificio del mio paese. i più attenti sapranno riconoscere nell'iconografia Mauriziana un archetipo molto più antico che tra gli altri ha dato origine ad un famosissimo manufatto eburneo appunto di epoca tardoantica ,chi di Voi sarà il piu veloce a definirlo? A parte gli scherzi ho trovato molto stimolante questo piccolo esercizio mentale sfociato nella creazione di una rappresentazione volta a omaggiare un antico Santo da tempo nascosto nei frammenti di un reperto archeologico misconosciuto. Saluti. ADELCHI.3 punti
-
Auto regalo Pasquale ! : Mezza Lira I Tipo 1733 Carlo Emanuele III3 punti
-
Io non la considero nemmeno testa piccola a dire il vero, l'ho fatto presente più volte ma non vogliono eliminarla dalla catalogazione, per me è lo stesso punzone dell'effigie che appare più piccolo per via della leggenda più vicina al bordo. Quindi moneta comune. Scusate se sono sincero.3 punti
-
Beh questo è un momento storico importante non poteva mancare, iconografia insurrezionale, nella sua semplicità emozionante..3 punti
-
Buonasera ragazzi...io continuo con un'altra moneta di Ferdinando III, Regno di Sicilia dopo il 10 e il 5 grani ora posto un 2 grani del 1814....3 punti
-
Ciao a tutti, volevo condividere con voi uno dei miei ultimi acquisti. Cosa ne pensate, vi piace? Che conservazione attribuite a questo esemplare? è il primo biglietto di questa tipologia che entra a far parte della mia collezione. Allego scansione fronte e retro. PS: quel timbro al retro, secondo voi, che utilità ha avuto a suo tempo? Grazie.2 punti
-
Grazie Prof! ....quest'anno non vi sarà facile liberarvi di me....siamo solo alla terza parte di sei (penso..+ o -, dipenderà dallo spazio) Nella speranza che questo studio possa essere di aiuto a chi si avvicina alla monetazione bassa di Francesco I d'Este. Un caro saluto Mario2 punti
-
Ho apprezzato moltissimo il lavoro di Mario Veronesi , sulla monetazione di Francesco I Este per Modena. Porgo i miei complimenti per la chiarezza e l'esposizione esaustiva di una tipologia non facile a @mariov60.2 punti
-
Ieri, ho potuto aggiungere a la mia collezione questo quarto di grosso di Carlo Emanuele I. Peccato per la data , ma se vede il ramo verticale della T per la zecca di Torino. Comunque, l'ho presa perche ha una bella patina azzurra. Ho visto che abbia uno punto sotto e un poco avanti della T del rovescio, come il quarto di Savoiardo del catalogo datato di 1583. Cordiali saluti. Alain.2 punti
-
Faccio un "salto" di 119 anni nel tempo della bellissima Napoli,per farvi vedere il mio 6 Ducati d'oro del giovane Ferdinando IV.2 punti
-
Buonasera, qualcuno sa darmi informazioni su questa moneta? Credo che sia totalmente in argento e che non sia stata solo bagnata dentro di esso. Quindi penso che sia come epoca, dell'inizio dell'emissione di questa tipologia. Il suo diametro è di 15mm esatti. Grazie.2 punti
-
Buona serata Bello il termine "Missionario numismatico" saluti luciano2 punti
-
Il punto non è se li vale ma se ti va veramente e mettere in collezione un pezzo tanto usurato. Anche io ho iniziato la mia collezione acquistando monete in bassa conservazione. Mi soni stufato quasi subito di averle e poi, nel tempo, le ho sostituite con pezzi in alta conservazione. I pezzi in bassa conservazione non riesco a piazzarli neppure a metà del prezzo speso. Il mio consiglio è quello di prendere pochi pezzi ma buoni.2 punti
-
Segnalo agli amici della Sezione monete barbariche che martedì 2 maggio p. v. presso la sede del Centro Culturale Numismatico Milanese il dott. Arslan terrà una conferenza ("propedeutica" alla mostra oggetto della discussione) sulle ultime novità nel campo della monetazione longobarda. https://www.lamoneta.it/topic/157169-al-ccnm-la-monetazione-longobarda/ Buona Pasqua, Antonio2 punti
-
Ciao è molto usurata pero' credo che qualcosa vale dipende dalla rarita',non credo che tutti abbiano delle FDS, a quei tempi dovevano circolare per forza.2 punti
-
Sono d'accordo con il Tipo H3, ma secondo me le prerogative sono più della seconda serie (b). Nota grande P che tocca i due cerchi e perlinature sfumate. La percentuale di fino è di 500 millesimi (da qui la denominazione del tipo lucensis micinus , ovvero di "metà valore"). Dunque, ricapitolando per l'amico @aureliotiburzio : zecca di Lucca, denaro enriciano a nome di Enrico V (1106-1125), peso 0,80-0,90, tipologia utilizzata durante seconda e terza Crociata Bell'esemplare, complimenti. Ottimi @bavastro e @margheludo saluti2 punti
-
Giusto, denaro di lucca tipo H3a. Non in argento ma mistura con fino d'argento inferiore a 750/1000 siamo a cavallo tra XI e XII sec. Ma vorrei sapere cosa ne pensa l'amico @adolfos visto che io sono ancora un tirocinante..2 punti
-
Concordo con @aemilianus253 sulla bontà della moneta. I ''crateri'' potrebbero essere stati creati al momento della coniazione per una imperfezione del conio e successivamente riempiti con altro materiale. Gli strisci potrebbero essere dovuti alla circolazione o a un tentativo maldestro di pulizia. Arka2 punti
-
buongiorno, mi pare somigli molto ai denari di Lucca. L'argomento è molto vasto ed è stato sviluppato da diversi Lamonetiani. Questi lavori sono raggiungibili da questi link2 punti
-
Contribuisco alla discussione con il testone giubilare del 1725. Complimenti ai proprietari delle monete sopra postate, la rarità del giulio da sola basta a giustificarne il possesso in collezione. Il testone che posto rimane una moneta rara anche se negli ultimi anni se ne sono visti molti esemplari in vendita, saluti.2 punti
-
curiosita da leggere http://misteridiassisi.it/san-francesco-e-lenigma-delle-monete-lucchesi/ bluetooth_content_share.html2 punti
-
E fai male caro Luigi! Tieni stretto l'entusiasmo che quella volta ti ha spinto a lanciarti nel primo articolo. E' merce rara! Ricordo bene la persona che 18 anni fa seppe apprezzare l'entusiasmo più che la competenza e con grande pazienza e umiltà mi condusse per mano nella stesura del primo articolo per Archivio Veneto. Ora quella persona non c'è più, ma spero che la sua lezione rimanga con me ancora a lungo.2 punti
-
2 punti
-
Bellissima banconota! Non è facile dare una valutazione sullo stato di conservazione, è stata stampata su di una carta colorata particolare e non tutte le grinze appaiono in una normale foto/scansione. Da quel che si evince sembrerebbe oltre in bb, naturalmente il timbro fa parte degli elementi che sminuiscono la conservazione, la banconota non ne aveva bisogno, non c'è nulla di ufficiale nel suo utilizzo. Ha tutte le caratteristiche di un timbro postale e con l'epoca ci siamo: Anche agli inizi del XX sec. vediamo vari timbri postali, addirittura sino agli anni '60, i più diffusi erano quelli che identificavano una zona, tipo questi: ______________ Non hanno avuto nessun ruolo per la normale circolazione, possibilmente era importante apporlo ed interessava solo ed esclusivamente agli uffici postali, non possono quindi considerarsi parte integrante di una banconota, la macchiano solamente. Una acquisizione notevole, complimenti!2 punti
-
Io insegno alle superiori, e a tutte le mie classi faccio un piccolo corso di numismatica (2-3 ore) come progetto di storia. Lo limito al mondo antico e parlo del concetto di moneta, spiego le origini, poi un po' di storia della moneta in Grecia e a Roma e mi soffermo poi sulla moneta come mezzo di propaganda e sul suo uso come fonte storica. Porto un power point con molte belle immagini che ho selezionato e migliorato negli anni e il corso ha sempre grande successo, tanto che spesso i colleghi mi chiedono di tenerlo anche nelle loro classi (è particolarmente adatto alle seconde per motivi di programma). Quest'anno - cosa che mi ha fatto grande piacere - sono stati i ragazzi stessi a venirmelo a chiedere: per i giorni di autogestione in cui sono loro a organizzare corsi e lezioni è stato inserito anche il corso di storia della moneta, che ha avuto un buon numero di partecipanti. Non porto più le monete ai ragazzi dopo una polemica avuta qualche anno fa con una collega che alla vista di qualche denario e antoniniano ha commentato scandalizzata che "certe cose dovrebbero stare in un museo". Per evitare discussioni dunque mi limito alle immagini, sperando che bastino a suscitare l'interesse verso la scienza numismatica.2 punti
-
oggi ho fatto da "cicerone numismatico" ad una 5° elementare, la maestra col permesso del dirigente scolastico mi chiama per illustrare ai ragazzi l'hobby e la cultura delle monete. I ragazzi sono attratti e possono toccare con mano le monete alcune protette dalle bustine di plastica ho dato il titolo di "parlar di Monete" ho diviso il tutto in piccoli appunti, dal baratto alle monete antiche, dal periodo repubblicano all'imperiale, la coniazione e i metalli, la moneta medievale, la tosatura e i cambiavalute, che cosa si comperava e cosa valeva la moneta, le pene per i falsari, i rinvenimenti monetali, monete moderne dall'unione monetaria latina all'euro alla fine ogni alunno è stato omaggiato con una liretta d'alluminio e con altre monete a "ricordi della lira" (che non hanno mai speso) dato la loro giovane età invio foto e ha voi lettori del forum un commento2 punti
-
Come ogni anno, da un po' di tempo, mia sorella, insegnante della scuola primaria, mi chiede se posso prestarle delle monete da mostrare ai suoi alunni durante le ore di storia. Certo, quando mi chiede periodi storici e zecche che conosco bene non ci sono problemi. I ragazzi hanno il massimo rispetto per queste cosette che sono la storia che viene insegnata a loro sui libri. Quest'anno però sono in difficoltà: mia sorella mi chiede monete fenicie (!), di Creta (!), greche e romane. Sulle ultime due, presterei un Pegaso di Corinto e il denaro repubblicano con Ulisse ed Argo. Fenicie non ne ho, ma posso far passare il bronzetto sardo-punico per fenicia. Di Creta, ahimè, ne ho solo veneziane, ma quelle non escono da casa mia . Scherzi a parte, questo tipo di iniziativa, ai miei tempi scolastici impensabile, non può fare male anzi. I bambini toccano (poco, ho raccomandato) questi testimoni storici di quello che hanno imparato, gli dei, gli imperatori, la mitologia. E ne sono sempre affascinati, pare.1 punto
-
DE GREGE EPICURI Dopo aver parlato molto piacevolmente di Nerone, questa volta andiamo sul difficile: "Novità sulla monetazione longobarda". Pochi di noi ne sanno qualcosa, ma vogliamo imparare; ed abbiamo per fortuna la disponibilità di Ermanno Arslan, uno dei pochi che se ne intende e che tuttora la studia. E' in previsione una mostra a Pavia (data ancora non fissata ufficialmente), mostra che poi migrerà a Napoli ed infine...a San Pietroburgo! In effetti, è da Nord che venivano i longobardi. I cinquecento anni circa della monetazione longobarda risultano molto frastagliati. Si susseguono diverse fasi, ma c'è anche una scomposizione per territori. Conosciamo una prima fase con la monetazione "ducale". Poi c'è quella di Ticinum dopo Agilulfo, con discreti cambiamenti; e tuttavia, in Friuli e nel Veneto, le emissioni locali continuano a ricollegarsi a quelle precedenti. Quanto alla monetazione longobarda del Meridione, si ipotizza oggi che nel beneventano non ci fosse una sola zecca, ma almeno due. E infine c'è Capua. I temi sono molti, e in una conferenza certo non si potranno approfondire. Ma siamo certi che Ermanno Arslan riuscirà a toccarli un po' tutti (compreso quello difficile degli argenti longobardi) in modo molto avvincente. Speriamo di attirare a Milano molti appassionati e soprattutto molti lamonetiani, anche oltre i confini lombardi! L'incontro è per martedì 2 maggio, ore 20.45, nella nostra sede di via Terraggio 1 (MI).1 punto
-
Anche a me l'uovo di pasqua ha riservato una sorpresa! Si tratta di una moneta coniata nella zecca di Nizza, zecca neo aperta proprio da Carlo II nel 1541. La prima ordinanza per questa zecca risulta del 11 dicembre di quell'anno, per la coniazione di ducati e scudi d'oro, Testoni e mezzi, doppi grossi, grossi, quarti di grosso e denari. Questa ordinanza venne poi seguita da una seconda del 1548 e vi è un rendiconto delle monete battute a Nizza dal 1549 al 1554 mentre era zecchiere Gabriele Capello. Ora parliamo di questo esemplare. La prima cosa da segnalare è la rappresentazione dello scudo al diritto, il contorno è doppio, anche se non molti cataloghi o scritti segnalano questa variante, L'esemplare D e l'esemplare F (quello di Pier sul nostro catalogo) nel Biaggi, ad esempio sono così, ma non viene detto. Le legende del rovescio variano, alcune non sono ben leggibili ed in questo esemplare ad esempio è KBLASI ET AVG RO IMPERIE Altra particolarità è anche la sigla N I in cui N indica la zecca e la I è di zecchiere sconosciuto, anche se segnalata (ma non so su quale tipologia si riscontri, sul CNI non l'ho trovata) In questo caso si legge bene la I, da non confondere con la P indicata in questa tipologia ma non certa negli esemplari da me visti. Queste particolarità mi portano a pensare che si tratti di una moneta della prima ordinanza, quella del 1541, cioè una delle prime monete coniate in questa zecca. Ora a parte tutto devo aggiungere che ho fatto una lunga ricerca fra i vari cataloghi d'asta in mio possesso e a parte l'esemplare dell'asta FERT del 2002 (sigle NGC) non sono riuscito a trovare dei passaggi d'asta di questa tipologia, quindi chiedo aiuto a chi riesce a trovarmi qualche passaggio e mi aggiorni... Attendo anche che @blaise mi faccia avere una copia della pubblicazione del circolo numismatico di Nizza sulle monete savoiarde coniate in questa zecca... Curioso di sentire i vostri pareri inserisco le immagini...1 punto
-
1 punto
-
1 punto
-
Ranieri 8 (9 novembre 2015) lotto 485 considerato R2, MB, base 200 € invenduto Poi potrei andare a cercare nei listini che ho in biblioteca ma essendo tutta roba abbastanza vecchiotta bisognerebbe calcolare il potere d'acquisto attuale di basi e realizzi... comunque come vedi ne girano1 punto
-
Buonasera a tutti, colleziono da tanto tempo monete borboniche e per parecchi anni avevo smesso per motivi che non sto a ripetervi. Mi ero dimenticato (sara' la vecchiaia) di questa mezza piastra del 1851, con una particolarita' che voglio portare alla vostra conoscenza: ha il bordo totalmente liscio, non presentando la dicitura in incuso PROVIDENTIA OPTIMI PRINCIPIS Cosa ne pensate?1 punto
-
E' difficile stabilire un rapporto tra le quotazioni nelle diverse conservazioni, la moneta è rara ma l'appetibilità di un esemplare in bassa conservazione non è, ovviamente, la stessa di uno ben conservato... quindi a mio parere i 360 euro per un "BB" (che non è BB, sempre a mio parere), sono tanti rispetto ai 2500 euro dell'SPL +. Attenzione alle manomissioni, il peso di un esemplare integro è attorno a 1,8 grammi, se tosato scende anche di mezzo grammo, controllerei il peso prima ancora di valutare tutto il resto ! Ciao, RCAMIL.1 punto
-
1 punto
-
"E le sovrane emesse durante il regno di Vittoria e a nome dei regnanti a lei successivi, fino ai nostri giorni ,hanno corso legale?" Per rispondere a questa domanda, dobbiamo partire dall'analisi della legge fondamentale monetaria inglese, il Coinage act del 10 febbraio 1870 promulgato dalla regina Vittoria e ancora oggi vigente. Ne riporto il testo allegandolo a questo intervento in un file in pdf, perchè altrimenti si tratterebbe di scansionare 8 pagine. Per quanto riguarda le sovrane (ma anche le mezze sovrane, il pezzo da 2 pounds e quello da 5 pounds) il Coinage act del 1870 stabilisce che tali monete devono considerarsi monete a corso legale nel Regno Unito fino a quando non se ne sarà deliberato il ritiro. Le monete d'oro interessate dal provvedimento sono innanzitutto quelle emesse durante il regno di Vittoria ma, in assenza di disposizioni di loro ritiro o di modifiche in ordine alle loro caratteristiche, anche le monete d'oro dei sovrani inglesi che hanno regnato e che regnano dopo Vittoria continuano a mantenere il corso legale loro attribuito dal Coinage act del 1870. Fino a giungere alle monete d'oro emesse a nome dell'attuale Regina regnante Elisabetta II, della quale pubblico qui sotto un estratto scansionato del suo primo Royal Proclamation in materia monetaria risalente al 25 novembre 1952 nel quale, richiamandosi espressamente la "section eleven of the Coinage Act 1870...", si determina "the design for any coins". Sulla base di questa disposizione emanata sotto il regno di Elisabetta II e considerando che il Coinage Act del 1870 non è mai stato abrogato, possiamo quindi concludere che le sovrane, le mezze sovrane e i pezzi da 2 e da 5 pounds in oro coniati dal regno di Vittoria a quello di Elisabetta II abbiano conservato il corso legale e debbano pertanto considerarsi a tutti gli effetti "monete aventi tuttora corso legale". Saluti. M. 1870feb10.pdf1 punto
-
1 punto
-
Van Alfen, concordando con Buttrey, primo studioso delle suddette imitazioni, ritiene che queste monete - facenti parte del Fayoum hoard - siano state coniate in Egitto. In particolare, questa tesi sarebbe supportata dal ritrovamento di conii di "civette" proprio in Egitto, uno dei quali corrisponde proprio al dritto della moneta del tipo "Buttrey M". Considerando la presenza di numerosi "die links" tra le monete del Fayum hoard non sarebbe pertanto improbabile che anche le monete di cui ai tipi "B e X" siano state prodotte in Egitto. Nello specifico trovo diverse affinità tra la moneta esitata da CNG e quella dell'articolo di Van Alfen classificata come Buttrey Type X: In conclusione: si è trattata di una trovata commerciale di CNG, o si può effettivamente parlare di una coniazione egiziana imitativa delle civette ateniesi? Matteo1 punto
-
Sembrano tutte ottime. Quella che mi piace di più è l'aquilotto. Per fare delle foto più a fuoco ti consiglio di allontanare leggermente la fotocamera, potrebbero venire più scure ma almeno i dettagli dovrebbero farsi più nitidi. Saluti Simone1 punto
-
Sembrerebbero in una conservazione molto alta, ma dalle foto non è possibile essere più precisi. Forse Tony voleva dire lavate anziché pulite? anche qui, all'infuori della fecondità (che mi sembrerebbe essere la "più bruttina" del trittico ), sembrerebbero avere una leggerissima patina dal quel che vedo sullo schermo del cellulare... in ogni caso, la quadriga sembrerebbe notevole, con un dettaglio della briglia e della pancia del cavallo praticamente intatta, anche al dritto sullo zigomo del re. Molto bello anche l'aquilotto. cmq Da vedere meglio con foto, possibilmente, più chiare1 punto
-
buonaserra a tutti.....era bella,di bon peso d'argento, e diametro piu di 23mm..una lacrima d'argento!!.con ancora tutti relievi,piu o meno lisibili,e sopra tutto il ritrato carateristico a quelle monete del re.....se sapiete dirmi in piu su questa moneta....a ringraziavi....1 punto
-
@gpittini. Anche questa mia "scalcagnata" mi sembra abbastanza simile alla tua. Approfitto per chi volesse saperne ancora un poco: http://roth37.it/COINS/Silphium/index.html ed aggiungo di Kyrene una testa di Apollo Karneios con relativo silphium1 punto
-
Sembra quasi un post di Edmondo de Amicis, un nuovo capitolo del libro "Cuore": Il piccolo numismatico delle ande, o qualcosa di simile, ma a parte tutto: La visita diretta e, in alcuni casi il toccamento di testimonianze vere, autentiche di un periodo storico sono affascinanti per noi e ancora più per noi quando eravamo scolaretti. La possibilità che oggi possa succedere, nelle varie varianti che stiamo leggendo, mi rende molto felice.1 punto
-
Posizione moooolto interessante. Peccato che nessuno dica la sua. Peraltro, va osservato che le notizie "neutre" fornite dal d'Incerti sono invece state utilizzate. Quindi il documento era ben noto, eccome.1 punto
Lamoneta.it
Il network
Hai bisogno di aiuto?