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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/02/17 in Risposte

  1. E' un discorso troppo lungo...quando ci vediamo ti racconto.. il vero mercato non si vede sui cataloghi prezzari qui citati, e ben altro, possono solo essere indicativi. Vi è ancora molto non censito, come detto da Pietro si predilige solo le alte conservazioni, quando invece specie per Napoli e Palermo entrano in campo tantissimi fattori. Alcuni tondelli solo vederli è già un mezzo miracolo, altri in BB, un'apparizione... Poi vengono e ti dicono ma come su questo catalogo vale cosi..e perchè mi danno colà... Quando si parlava di Numismatica e non di vil denaro, tanto ma tanto tempo fa.. i testi su questa meravigliosa scienza, non riportavano nessun primato alla rarità, ne quantomeno il loro valore..., ma stiamo parlando di tanto tempo fa... Quanto mi piacerebbe rivivere il tempo che fu... Eros
    6 punti
  2. Secondo me oltre all'inadeguatezza normativa alla base del fenomeno dilagante dei cercatori di tesori c'è anche una cattiva comprensione dell'importanza fondamentale del contesto legato alle monete ritrovate. Una moneta, anche la più comune e priva di valore, può avere un'enorme rilevanza se collegata ai suoi dati contestuali di ritrovamento e viceversa perde una parte importantissima del suo contributo informativo se privata del contesto in cui è stata ritrovata, e questo non è solo un danno per puntigliosi archeologi, ma è un danno per l'intera scienza numismatica che si ritrova senza dati indispensabili per studiare a fondo i suoi oggetti, se non ci si vuole limitare a studiare le monete solo negli aspetti iconografici ma si vuole comprenderne funzione e modalità di circolazione nei vari contesti spaziali e temporali quelle informazioni sono ineludibili...chiunque ami le monete e la numismatica non può non rendersene conto...quante cose sapremmo in più sulla numismatica antica e altomedievale ad esempio se ogni ritrovamento fosse stato censito e studiato per bene? Riguardo all'altro contesto, quello normativo, a mio avviso il grande problema che affligge non da ora il nostro Paese è quello della mancanza di fiducia e collaborazione sia tra privati che ancor più tra privati e istituzioni, le normative estere funzionano meglio solo perché funziona questo collante fondamentale, non c'è il sistematico tentativo dei privati di fregare le istituzioni così come non c'è una tracotanza delle medesime istituzioni nel considerare l'interesse pubblico una cosa astratta totalmente slegata dagli interessi più immediati e prosaici dei cittadini, c'è più fiducia, collaborazione e rispetto reciproco perché c'è anche la convenienza a far funzionare meglio il sistema senza perdersi in polemiche e faziosità distruttive...è una mentalità che richiede tempo per attecchire solidamente e sostituire l'altra del campa chi può e fanculo tutto il resto...
    5 punti
  3. Sempre ho trovato di gran fascino i grossi moduli in argento, quindi come non acquistare uno scudo genovese piacevole da 37,94 g. ? Commenti e qualsiasi altra informazione sono ben graditi, grazie. Saluti.
    4 punti
  4. Condivido con voi la frase che mi disse qualche tempo fa un Signor commerciante milanese: "BB vuol dire bellissimo, non bruttissimo" Una frase da incorniciare e ricordare in un periodo in cui il mercato fa quasi fatica a premiare le monete non al top della conservazione!
    4 punti
  5. Il tremisse non è menzionato tra quelli conosciuti per Carlo Magno nell'elenco della Pardi (2009) che pero' si rifà ad un elenco precedente pubblicato da Arslan nel 2000 dun que precedente al rinvenimento dell'esemplare sardo. alcune brevi ossservazioni: 1) al diritto riscontriamo il nome della città - preceduta dal consueto appellativo FLAVIA - seguito dalla lettera C: PARMAC. Similmente riscontriamo in altre lgende 'flavie': SIBRIOC, TARVISIOC, REGIOC diverse interpretazioni sono state proposte per questa 'C' e la piu' convincente resta quella di C(ivitas) 2) la legenda del rovescio ci mostra la formula DON invece del classico DN. Nel tremisse di Coira troviamo DOM(N rovesciata) CAROLVS nei tremissi carolini si riscontra indifferentemente : CAROLO (Mediolanum, Bergamo) o CAROLVS (Curiam, Mediolanum) o ancora CARVLVS (Pisa) 3) All'utilissimo prospetto sinottico delle emissioni Flavie proposto nell'articolo di Bellesia (PN 2004) occorrebbe aggiungere la zecca di FLAVIA PISTVRIA con un' emissione pero' della municipalità e non di un dominus e l'emissione di un tremisse di Carlo per PISA di cui si conosce un esemplare (Roma, coll. Reale) non riportato nell'elenco; e infine il tremisse di Coira probab. non riportato per ragioni di contesto geografico 4) nel ripostiglio di Ilanz: la maggiore fonti di informazioni e da cui provengono la quasi totalità dei tremissi carolini conosciuti (sicuramente autentici) erano presenti le seguenti zecche : Bergamo, Milano, Lucca, Castelseprio, Pavia (Ticino) e Pisa; mancava Parma. 5) Infine osservando il prospetto di Bellesia balza agli occhi che un'eventuale tremisse carolino di Tarvisio - finora non repertoriato - potrebbe essere assolutamente congruente. Infine permettetemi di essere contento che la lettura RAV MAG(na) , del tutto incongruente soprattutto per l'attributo sia stata superata da una lettura che appare assolutamente in linea con gli altri esemplari noti. Inoltre l'aspetto generale della moneta non pone dubbi sulla sua autenticità.
    3 punti
  6. Eccola qui. Capolavoro di medaglia e stato di conservazione. Ahimè, la foto rende solo il 10% della bellezza del pezzo in mano...
    3 punti
  7. La "preferita" in collezione è sempre l'ultima arrivata......sembra il "ritorno del figliol prodigo".....viene trattata con carezze , pulita con attenzione, maneggiata e a volte annusata....pesata e misurata...poi viene delicatamente riposta nello spazio vuoto del vassoio che la attendeva da tempo...a fianco le sorelle. E noi con amore chiudendo il vassoio la lasciamo riposare, aspettando con infinita pazienza la prossima. Appena mi arriva la prossima monetina napoletana in rame....sara' mia cura farvela ammirare. Saluti, Rocco.
    3 punti
  8. Potrebbe essere un gettone di produzione tedesca con lo zar Nicola di Russia, tipo questo: (da https://www.ma-shops.com/saenn/item.php5?id=22275&lang=en&curr=EUR )
    3 punti
  9. Il 2 settembre è ricordato per essere l'anniversario di uno degli eventi più traumatici e tristi della storia di Londra: The Great Fire ( il grande incenndio ) . L'evento ebbe come luogo d'origine il forno di Thomas Farriner in Pudding Lane alle ore 1:00 am. ca. della domenica del 2 settembre 1666. ( Thomas Farriner era il panettiere incaricato di fornire le scorte di pane alla flotta reale impegnata nelle guerre Anglo-Olandesi ) . L'incendio, fomentato dal forte vento , divampò in breve tempo tanto che dopo solo 6 ore circa 300 case erano già state bruciate. Nel pomeriggio della stessa giornata si stima che ogni ora circa 100 case vennero bruciate e a poco , se non a nulla, valse l'ordine di Carlo II ( informato verso le 11 am. ) di far demolire gli edifici confinanti. Londra bruciò praticamente ininterrottamente fino alle 12 circa del 6 settembre. I danni furono estremamente ingenti: circa 13.200 furono le case e 87 le chiese distrutte. 5/6 della città venne interessata dall' incendio l' 80% della popolazione rimase senza casa ( circa 80.000 persone ) Il confronto fra il prima e il dopo è ben evidente guardando queste due incisioni del famoso Wenceslaus Hollar. A questo link è possibile guardarle in dettaglio https://www.bl.uk/collection-items/great-fire-of-london-map
    2 punti
  10. Buongiorno a tutti condivido con voi l'unico acquisto fatto al convegno di Riccione. PIO VI,doppio giulio o quinto di scudo 1790 rif muntoni 46a C'ho pensato tutto il giorno ma poi non ho resistito al connubio patina/conservazione....mi piaccion molto questi piccoli moduli d'argento del periodo. un saluto a tutti e grazie a chi commenterà. marco
    2 punti
  11. Puoi vedere qui:
    2 punti
  12. Non è niente di che, ma il R/ mi ha colpito perché non ricordavo personalmente di averlo mai visto. Credo si possa definire raro. Qualsiasi commento o spunto ben venga, saluti.
    2 punti
  13. Bella moneta, non sono facili da trovarsi doppigiuli in alta conservazione, hai fatto bene a prenderla ! Ne ho un esemplare simile con le stesse debolezze sulla legenda del diritto, che evidentemente derivano da un conio logoro, o più probabilmente con le lettere rovinate per il contatto con il conio del rovescio, dove si vedono alcune tracce dello "scontro", in particolare la linea dell'esergo in basso a dx e l'infula della tiara in alto a dx (si nota meglio nel tuo esemplare): Ciao, RCAMIL.
    2 punti
  14. BU è un acronimo che sta per Brilliant Uncirculated, e viene usata per monete in FDC di speciale scelta. In sostanza si tratterebbe di esemplari di normale coniazione, ma che al contrario delle monete che poi andranno in circolazione vengono battute con colpo unico e raccolte una ad una senza finire nel calderone. Queste monete sono quelle che in teoria finiscono nelle serie di zecca. Dico in teoria perché ormai quasi nessuna zecca vende serie con monete di speciale scelta, nemmeno quelle che si ostinano ad usare l'abusato acronimo BU, che diventa quindi del tutto platonico.
    2 punti
  15. Buongiorno, ogni moneta napoletana ha il suo fascino.....dai ducati d'oro ai minuscoli tre cavalli in rame. Ma l'attrazione che provo per I Grani di Ferdinando IV è indescrivibile.....e mettere in collezione una nuova variante ( molto difficile ultimamente)....mi fa veramente felice come un bambino . FERDINANDO IV Grano 1790 A- P Variante due punti in verticale dopo il valore 12:
    2 punti
  16. Ecco un’altra foto. Viene da un power point che feci molti anni fa. La foto del rovescio (il lato dov’è l’indicazione della città) è volutamente girata di 90°. Se no la lettura lesarebbe stata troppo facile. PS la moneta è senz’altro autentica; il fatto che venga dalla Sardegna/Corsica, da cui vengono alcuni dei più importanti rinvenimenti di tremissi degli ultimi venti/trent’anni non può essere casuale. PPS Sforzate gli occhi e leggete meglio... Buona giornata, Marco
    2 punti
  17. Buonasera @ferdinandoII, io posseggo solo lo studio del Traina, che fa riferimento agli autori sopra citati. Per conto mio ti posso aiutare mettendoti a disposizione la descrizione di tutte le mie Piastre di Ferdinando II 1831 1832 1832 Reimpressa 1833 1834 1835 1835 2° tipo 1836 1837 1838 1839 1840 1841 1841 testa grande 1842 1842 2 piccolo 1843 1844 1845 1846 1847 1847 Reimpressa 1848 1850 1851 1851 testa adulta 1852 1853 1854 1855 1856 1857 1858 1859 ....anche in privato se vuoi. Saluti, Rocco.
    2 punti
  18. è opportuno aggiungere inoltre che con il milled coinage venne introdotta la guinea d'oro ,moneta molto apprezzata che venne coniata fino al 1814. La prima guinea d'oro venne coniata il 6 febbraio 1663 con un peso di 8,35 gr e diametro di 25mm. Il valore originario era di un pound o 20 shilling ,ma a causa dell' aumento dell'oro, il suo valore al 13 giugno 1667 era già di 24 shillings. Il dritto e rovescio della prima guinea di Carlo II vennero realizzati da John Roettiers ( 1631 - 1703 ).
    2 punti
  19. DE GREGE EPICURI Morale: sono i desideri insoddisfatti che arrovellano la mente, fanno capire le cose e progredire la ricerca.
    2 punti
  20. Amici, appassionati e occasionali frequentatori della monetazione modenese, spero siate tutti tornati dalle ferie, riposati e con la voglia di riprendere in mano i vostri vassoi per partecipare attivamente a questo censimento/inventario/ricerca sul sesino di Cesare I d'Este emesso dalla zecca modenese. Venendo rapidamente al punto: i sesini di Cesare d'Este descritti dal C.N.I. e da A.Crespellani (e bibliografia varia che da queste due opere prende linfa) sono riconducibili a 6 diverse varianti che differiscono fra loro per legende del dritto, del verso o orientamento della testa. L'unico particolare che sembra accomunare tutti gli esemplare è la postura e la foggia dell'aquila del verso, sempre ad ali spiegate e zampe divaricate....che corrisponde a quella dell'esemplare che allego di seguito (fonte vendita on.line by numismatica Tomaselli). La mia ricerca/censimento prende spunto dalla casuale individuazione di un esemplare, in pessima conservazione, ma sicuramente attribuibile a Cesare d'Este e con aquila in postura anomala.....che qui vi presento... Il ritratto è sicuramente di Cesare ed è perfettamente sovrapponibile ai ritratti (stessi punzoni) presenti su alcuni esemplari della tipologia con legenda del dritto CAESAR DVX MVT REG & (su questo chiedo un atto di fede....le sovrapposizioni le ho fatte...); il verso presenta invece un'aquila con ali aperte ma raccolte e zampe appaiate ed appoggiate a terra. In pratica l'aquila del verso somiglia (anticipa?) alla foggia e alla postura dell'aquila che verrrà poi impressa sui sesini di Francesco I (immagine da discussione LaMoneta) Vorrei quindi proporre un censimento per verificare l'attuale consistenza numerica della variante la cui esistenza, in base al rottame da me presentato, attualmente si può solo intuire. In pratica sono qui per chiedervi di verificare se nelle vostre raccolte vi siano sesini di Cesare d'Este con il verso simile e/o corrispondente all'esemplare "anomalo" che qui ho presentato. Da qui potremo anche partire per ulteriori valutazioni sulla possibile collocazione cronologica ed altre possibili corrispondenze. Nel caso qualcuno preferisca non esporre i propri esemplari...la segnalazione sarà comunque gradita anche per m.p. Per il momento saluto e ringrazio chiunque vorrà contribuire anche con un "variante mai vista"...che sarebbe comunque utile a presto Mario
    1 punto
  21. Una delle domande che su alcune pagine del sito viene più spesso avanzata è "Quanto vale ?" , riferita a monete, gettoni, medaglie : quasi che molti, rinvenendo in un cassetto uno di questi oggettini, abbia la speranza di aver messo le mani se non su un tesoro, quanto meno su un qualcosa che abbia pur sempre un certo valore. Manca - non sempre ma spesso - la curiosità di saperne di più su ciò che si è rinvenuto e che può essere interessante, anche a prescindere dal suo controvalore monetario. Come i miniassegni, ad esempio : sono stati davvero una "moneta di necessità" e come tali hanno circolato a pacchi e per un tempo non brevissimo. Poi, come per le schede telefoniche, intervenne la speculazione per cui furono stampati assegnini anche belli graficamente, che venivano venduti ai collezionisti ad un prezzo superiore al valore facciale e che di fatto circolavano pochissimo, o quasi mai. E' verissimo che oggi non sono più ricercati e pertanto il loro valore è crollato. Restano tuttavia come memoria di un certo periodo e di una funzione svolta : magari fra un secolo verranno ricercati, di nuovo collezionati e allora - forse - varranno pure qualcosa !
    1 punto
  22. Aggiungo la foto-cartolina col ritratto del Generale di Brigata Sante Ceccherini (Incisa in Val d'Arno 1863 - Marina di Pisa 1932) con autografo di suo pugno.
    1 punto
  23. Passato in asta NAC 92-I , n. 151 , torna dopo 16 mesi in asta Kunker 295 , n. 236 , il piacevole e di antico pedigree , tetradramma di Alessandro I con al rovescio la protome di capra retrospiciente . Di questa bella e piuttosto rara tipologia , unisco l'esemplare passato in CNG Triton XVII , n. 132 , che si differenzia al rovescio per la protome di capra non retrospiciente .
    1 punto
  24. Complimenti @gallo83, splendida moneta. Saluti
    1 punto
  25. Segnalo che a partire dalla giornata di ieri è disponibile la nuova edizione del libro per eccellenza sulle sovrane d'oro " The Gold Sovereign". essendo l'autore originale Micheal Marsh deceduto oramai diversi anni fa l'opera è stata questa volta aggiornata da Steve Hill , illustre numismatico inglese che dopo aver lavorato per Spnk e Baldwin's attualmente lavora per Sovereign Rarities. Questo volume include per la prima volta sia le full sovereign sia le mezze e pure i recenti quarti. Viene inoltre ,sempre per la prima volta, fornito un prezziaro degli esemplari censiti. Il prezzo del volume è di 35£ più spedizioni ed è ordinabile dal sito dell'editore Token Publishing. Codice ISBN 9781908828361 Copertina cartonata e 208 pagine
    1 punto
  26. La foto ( e l'incisione ) non sono chiarissime Azzardo...Potrebbe essere Parma ?
    1 punto
  27. la prima attribuzione di Crusafont fu presto rivista e lo stesso Arslan definì la nuova attribuzione "autorevolmente spostato a" .... a quale città, invece di Ravenna?
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  28. Ciao è un falso ottenuto per fusione...
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  29. 1 punto
  30. Non ne ho idea. Non conosco queste monete .... la mia identificazione (relativa e da accertare) viene perché ho letto di queste monete in una mia curiosità relativa alle leggende sull' Uccello Garuda (che forse è raffigurato, schematico, sulla tua moneta). Da una moneta come quella puoi partire per un lungo viaggio di conoscenza. Inizia a percorrerlo. Poi, in una sosta, puoi anche per curiosità fermarti un attimo e chiederti e chiedere il valore veniale della moneta. Il mito dell'Uccello Garuda, amico del dio Vishnu è molto interessante. Interessante (per lo studio delle lingue e delle antiche scritture e per i movimenti culturali nell'antichità) è anche la scrittura brahmi (o brahami) di derivazione semitica, probabilmente aramaica. Non credo comunque che queste dracme abbiano un gran valore.
    1 punto
  31. DE GREGE EPICURI Ma certo, a Messana (c'è anche la scritta, però: o non volevi neanche quella?)
    1 punto
  32. I miniassegni sono stati una "moneta di necessità". Ricordo ancora che all'inizio degli anni '70, essendo il circolante monetario assai insufficiente, venivano dati di resto gettoni telefonici, caramelle, biglietti dell'autobus ed altre amenità. Nel dicembre del 1975 le banche iniziarono a stampare su carta semplice (pensate che pacchia adesso con scanner e stampanti...) questi (mini)assegni circolari dal valore nominale che andava dalle 50 alle 350 Lire. Durarono un triennio, alla fine del 1978 - finalmente - la zecca fu in grado di produrre moneta metallica in quantità adeguata. E i miniassegni, quelli che non si erano "consumati" circolando furono da molti tenuti come ricordo e anche con la speranza che avrebbero acquisito valore. Negli anni '80, in effetti, grazie alla richiesta dei collezionisti raggiunsero cifre interessanti, ma poi il vento cambiò. Nessuno li cercò più e i prezzi crollarono. Rimangono una testimonianza storica. Io ne conservo più di 500 (tanti mi sono stati regalati): per me valgono ancora come uno dei ricordi della mia giovinezza... qui sotto te ne posto tre.
    1 punto
  33. Liberamente ispirata a...
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  34. Dopo il gioiello del post precedente, credo che ogni tanto e in certi casi si debba fare anche un po' il punto di quanto abbiamo fatto. Facciamolo... La discussione parte più di due mesi fa, il 28 giugno, discussione che si accredita oggi come quella della sezione monete moderne con più risposte a oggi 463, 19 pagine, circa 6.800 letture, quindi discussione sicuramente da ricordare e che verrà messa quanto prima tra quelle importanti. Quando fai partire una discussione non sai mai dove vai, a volte si fermano alla prima pagina a volte arrivano alla 19, a volte partono, si fermano, poi riprendono. Nelle intenzioni era ed è una discussione generalista sulla monetazione milanese con estensione alle monete più simboliche e rappresentative. Facile estendere poi anche a medaglie, tessere, gettoni, pesi, ma soprattutto ad aspetti storici spesso legati a monete e medaglie, ma anche aspetti culturali, bibliografici, link interessanti, notizie e news che possono riguardare la tematica. Sono discussioni che potrebbero anche non terminare mai, anche se effettivamente molto è stato postato e scritto. Poi dipende e dipenderà da noi nel tempo come sempre, si potrà implementarla, arricchirla anche nel tempo. Mi piacciono i blog, ma qui siamo su un forum, quindi è la coralità che è necessaria e indispensabile per discussioni di questo tipo. Certamente Milano meritava e merita questo contenitore in particolare in questo momento specifico di evidenti fermenti culturali di molti. Rimane sul forum, rimarrà su internet come testimonianza delle monete e della storia milanese, un contributo a disposizione di tutti. Come ho scritto sul mio libro " Milano raccontata dalle sue monete e medaglie ", da cui sono tratti anche alcuni spunti che qui leggiamo tipo la storia incredibile del Conte Paolo Andreani, anche questa discussione ha l'intento di non dimenticare e non far dimenticare la nostra identità, la nostra storia, chi siamo e chi siamo stati...il nostro fare ha come unico e solo intento questo... fare per gli altri e per chi verrà...
    1 punto
  35. Ciao. Le vedo dura fare concorrenza al Catalogo del Forum..... Noto comunque che il periodo considerato dal catalogo 2018 parte dal '700. Questa mi sembra, in realtà, la novità più interessante. M.
    1 punto
  36. Super Jolly finale o forse no dipende poi da voi, sicuramente è una gran chicca per tanti motivi Siamo a Massimiliano Maria Sforza ( 1512 - 1515 ), il pezzo è una medaglia, forse una prova perché la legenda del rovescio non è terminata, probabilmente fa parte della serie di medaglie che comprende i duchi di Milano da Gian Galeazzo Visconti a Francesco II Sforza. La particolarità è che possiamo vedere un ritratto di Massimiliano, tra l'altro molto bello con berretto, cosa che è preclusa con le monete. Si ritiene essere un pezzo unico, dal pedigree leggendario, Ex Collezione Pietro Verri, ex Asta Leu del 1998, ex Asta Hess Divò 320 del 26/10/11. Questo stesso pezzo è riportato sul Crippa e sul Ravegnani Morosini. Riporta una abbinata importante del tipo ritratto/ Sant'Ambrogio. Qui c'è tutto, estrema rarità, iconografia, mistero sul conio non completato e uno degli ultimi Sforza su una medaglia di estremo fascino....
    1 punto
  37. Riepilogo per la giornata del 10 settembre : 1) ritrovo, distribuzione del Gazzettino e aperitivo al Cordusio davanti al Bar Spadari alle ore 10,30 2) pranzo alla Salsamenteria di Parma, Via Ponte Vetero 11 ( vicino al Castello Sforzesco ) alle ore 12 ( mi hanno raccomandato questo orario perché è domenica ) - prenotato come da lista per 25 in saletta riservata Menù : affettati vari misti, formaggi vari misti, polenta fritta mix di due primi lambrusco, acqua minerale e caffè prezzo 30 Euro a persona
    1 punto
  38. Magnus Maximus AR Siliqua. Mediolanum, circa AD 387-388. D N MAG MAXIMVS P F AVG, pearl-diademed, draped and cuirassed bust right / VIRTVS ROMANORVM, Roma enthroned facing, head left, holding globe and reversed spear; MDPS in exergue. RIC 19a; RSC 20c. 1.53g, 17mm, 6h.
    1 punto
  39. A volte serve anche ricordare e rivivere anche tramite immagine quello che fu Milano, è un fatto di identità storica, certamente i miei nonni videro una Milano così, come la vedo io ogni giorno rientrando in casa all'ingresso appesa a un muro, è passato un secolo eppure la città d'acqua, i barconi, le chiuse in pieno centro erano estremamente affascinanti. Nella fotografia d'epoca, circa del 1915, abbiamo in Via Senato l'apertura delle chiuse a un grosso barcone : doveva essere comunque sempre intrigante questo passaggio e questa operazione visto il numero di spettatori e curiosi affacciati....
    1 punto
  40. Effettivamente è un peccato vedere che l'erba del vicino è sempre più verde..................in fondo in uno spazio non grande e con una decina di vetrine in totale (verticali e orizzontali) hanno esposto una collezione completa (arco temporale e territori) di monete di cui era veramente apprezzabile l' alta conservazione.
    1 punto
  41. Uno degli interessi archeologici che piu' mi appassiona riguarda I vetri romani antichi,si tratta di manufatti fragilissimi che spesso sono arrivati a noi integri o quasi. Le forme sono innumerevoli ed espressione di una creativita' non limitata da problemi strutturali ,essendo il vetro ,in pratica,un fluido solido. In piu' hanno a disposizione una tavolozza di colori e sfumature molto ampia. Coltivo questo interesse da molti anni e ,visitando musei in giro per l'Italia ,ho sempre avuto un occhio di riguardo per le pubblicazioni sul tema. In questi giorni,per questioni di prole,mi sono dovuto recare a Vigevano e tra le altre cose mi sono ritagliato un paio di ore per visitare il museo archeologico nazionale della Lomellina,situato nel castello ,piu 'precisamente nelle scuderie.l'aspetto generale e' decisamente austero,spoglio,tranne per le vetrine che contengono pero' dei veri "tesori". L'arco temporale va dal neolitico all'alto medioevo,passando per l' eta' del ferro (il nucleo piu' consistente della raccolta) e quella romana. La classe di materiale piu' rappresentata e' appunto quella dei vetri,spettacolare,da non perdere. A cio' va aggiunta la gentilezza delle custodi,l'ingresso gratuito e una cornice architettonica "croccante",come direbbe il tipo con il papillon .un consiglio,il book shop non e visibile,bisogna chiedere,non c'e' molto ma vale la pena. Di seguito una galleria di immagini per invogliarvi ...
    1 punto
  42. Ciao Giampiero. Beh, una conclusione del genere non solo sarebbe stata opportuna, ma avrebbe ribaltato il senso del messaggio. Ora, si può dissentire dall'attuale dispositivo di tutela, giudicarlo inefficace, velleitario, anacronistico e chi più ne ha ne metta. Ma mi pare che chi fa Divulgazione Numismatica (la maiuscola non è casuale) debba sempre tenere presente, nel bene o nel male, qual'è il contesto normativo di riferimento nel quale la Divulgazione viene diffusa, specialmente quanto a diffonderla non è un quisque de populo qualunque, ma un Maestro indiscusso della materia. A scanso di equivoci e a prescindere da quell'Editoriale, considero il compianto Mario Traina un Maestro della Numismatica, ma....non compro per principio nulla a "scatola chiusa", neppure il pensiero dei Maestri. Se un qualunque Maestro scrive un concetto che non condivido e che non ritengo all'altezza degli altri Suoi insegnamenti, motivo il mio dissenso e non temo - criticandolo - di commettere il reato di "lesa Maestà". Un certo anticonformismo simpatizzante "da tastiera" mi sembra del tutto fuori luogo in una materia delicata come questa, anche perchè sappiamo benissimo che un concetto come quello criticato nessuno di noi potrebbe permettersi di riportarlo in quei termini anche qui sul Forum, senza che un Moderatore intervenga (giustamente) a cancellarlo due minuti dopo averlo scritto. E tutto ciò non certo solo da oggi. Quindi se le attuali leggi non piacciono e si ritengono inappropriate o inefficaci, bisogna prendersela con i Rappresentanti del Popolo italiano che siedono in Parlamento, i quali però, essendo eletti democraticamente dal suddetto Popolo italiano, dobbiamo supporre (e se non lo supponiamo...fa lo stesso) che ne interpretino il sentimento. Pertanto, se la normativa sui ritrovamenti dal sottosuolo in Italia è sostanzialmente la stessa dal 1909, mi verrebbe da pensare che le maggioranze parlamentari che si sono succedute da oltre un secolo nel Parlamento italiano non abbiano ritenuto opportuno modificare queste normative. Polemizzare contro l'attuale legge lascia pertanto il tempo che trova e comunque può inviare ai Lettori meno avveduti un messaggio sbagliato, esattamente com'era sbagliato quel messaggio comunicato nell'Editoriale dell'indiscusso (ma non in questo caso) Maestro. Saluti. M.
    1 punto
  43. Ho detto più volte che il sistema italiano è un'oscenità, e quando sento i miei amici archeologi accademici che ne parlano con orgoglio definendolo "un modello e un esempio per la tutela del patrimonio" mi metto le mani tra i capelli, pensando quanto male possa fare l'idealismo nella realtà dei fatti. Ma il metal detector è indifendibile: ben diverso è il comportamento del collezionista che acquista monete sul mercato che - salvo mala fede - pensa e auspica siano di provenienza legale rispetto a incoraggiare chi consapevolmente va in cerca di reperti archeologici a sfidare apertamente la legge e, in caso di ritrovamento, correndo deliberatamente il rischio di causare - stavolta sì - un danno al patrimonio archeologico (per la distruzione del contesto stratigrafico più che per la sotteazione del materiale). Non ci sono scusanti, questa volta Traina aveva detto una castroneria bella e buona, sarà stata figlia dei tempi o della leggerezza ma propugnare la ricerca di monete medievali tramite md, anche se lo fanno in molti, resta sbagliato per un amante della storia.
    1 punto
  44. Questa discussione mi ha fatto tornare alla mente il delirante caso di F.d.E. (65 anni) e L.F. (71 anni) che, colti in flagrante nell'area archeologica di Tannetum, non distante da Parma, si giustificarono davanti alla Corte, asserendo di essere andati in cerca di meteoriti.
    1 punto
  45. annovi.frizio

    VVF

    ...altra versione... http://www.friziodesign.it/coins21.html :-)
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  46. Svelato il mistero della tavoletta sumera: furono i babilonesi a inventare la trigonometria Da Repubblica.it PER più di 100 anni quella tavoletta matematica era rimasta un mistero indecifrabile. Ora però la chiave del "Plimpton 322", un manufatto di argilla di circa 3700 anni, è finalmente stata svelata e ci dice che furono i babilonesi a scoprire la trigonometria e non i greci. Gli scienziati della dell'Università del Nuovo Galles del Sud (UNSW Sydney) hanno infatti scoperto lo scopo di quella che è considerata la tabella trigonometrica più antica e più precisa del mondo e che probabilmente veniva utilizzata in passato per calcolare come costruire palazzi, templi, piramidi e costruire canali di irrigazione. Lo studio è stato pubblicato su Historia Mathematica. Per il team guidato dal matematico Norman J. Wildberger i babilonesi inventarono l'uso dei triangoli nei modelli matematici ben mille anni prima degli antichi greci. La tavoletta, che si pensa sia originaria dell'antica città sumera di Larsa ed è datata tra il 1822 e il 1762 aC, fu ritrovata in Iraq nei primi del Novecento dall'archeologo Edgar J. Banks. Oggi è custodita presso la Columbia University di New York. E' composta da una serie di numeri incisi in caratteri cuneiformi disposti in quattro colonne e quindici file, con parti incomplete. "Il Plimpton 322 ha interrogato i matematici per anni" spiega il ricercatore Daniel Mansfield e grazie alle parti mancanti delle sequenze numeriche ricostruite dall'università australiana si è stabilito che il reperto rappresenta "la più antica tavola trigonometrica del mondo", precedendo di oltre mille anni quella dell'astronomo e geografo greco Ipparco. Finora era infatti era Ipparco ad essere stato a lungo considerato il padre della trigonometria. "Plimpton però precede di più di 1000 anni" ricorda ancora Wildberger. Secondo il matematico, questa scoperta "apre nuove possibilità, non solo per la ricerca matematica moderna, ma anche per l'insegnamento. Con Plimpton 322 abbiamo una trigonometria più semplice e accurata che presenta chiari vantaggi rispetto alla nostra. Vantaggi che si potrebbero utilizzare in futuro", ad esempio nei sistemi della grafica digitale. "Il mistero enorme, finora, era il suo scopo, perché gli antichi scribi hanno svolto il complesso compito di generare e ordinare i numeri sul tablet. La nostra ricerca rivela che Plimpton 322 descrive le forme di triangoli ad angolo retto usando una nuova tipologia di trigonometria basata su rapporti, non angoli e cerchi. È un lavoro matematico affascinante che dimostra un indubbio genio" concludono i ricercatori. http://www.repubblica.it/scienze/2017/08/25/news/svelato_il_mistero_della_tavoletta_sumera_furono_i_babilonesi_a_inventare_la_trigonometria-173831262/?ref=RHPPRT-BS-I0-C4-P1-S1.4-F4
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  47. Al D/ si vede parte della legenda precedente (CAR)OLVS, si tratta come anticipato da Eliodoro di un cavallo ribattuto su un pari nominale di Carlo VIII di Francia. Frutto della ribattitura anche le incongruenze al R/.
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  48. [email protected] un salto di conio che ha portato a battere due volte la legenda DVS...dovrebbe essere ribattuto, inoltre, su di un cavallo aquilano di Carlo VIII°..credo Saluti Eliodoro
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  49. Dirò sicuramente una fesseria, ma a me richiama molto gli antoniniani di Leliano
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  50. Io collezionò falsi d'epoca e vi sono dei falsi d'epoca che sono molto più rari degli originali.Blaise
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