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  1. gionnysicily

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/20/17 in Risposte

  1. Riprendendo il discorso sui Prodigi , cioe’ di quegli eventi principalmente astronomici o di altra natura che gli antichi non sapevano spiegare razionalmente ma dandone le piu’ disparate interpretazioni e reazioni , vorrei esaminarne un aspetto sicuramente uno dei piu’ appariscenti ed inquietanti , le eclissi lunari . La documentazione storica di questo evento astronomico e’ veramente notevole e vale la pena di dargli un’ occhiata ; per brevita’ limitero’ la ricerca al mondo greco romano . Gli antichi astronomi e filosofi Greci avevano ben compreso fin dalla meta’ circa del V secolo a.C. che l’ oscuramento della Luna era un periodico effetto astronomico dovuto al passaggio allineato della Terra che si inseriva nelle orbite tra il Sole e la Luna la quale veniva quindi “annerita” dall’ ombra della Terra , questo effetto naturale era noto pero’ solo ad una strettissima cerchia di persone per lo’ piu’ filosofi ed astronomi del mondo greco , infatti secondo la tradizione più diffusa della loro epoca circa le conoscenze astronomiche , Talete avrebbe per primo chiarito la ragione delle eclissi , forse pero’ la scoperta delle eclissi va attribuita ad Anassagora , attorno alla metà del V secolo a.C. , mentre le più aggiornate teorie sul moto del Sole e della Luna risalgono a Ipparco nel II secolo a.C. La massa del popolo al contrario ignorava la causa dell’ eclisse lunare e di conseguenza ne era terrorizzato perche’ la paura nasceva da credenze ancestrali profondamente radicate da secoli , forse millenni , nell’ animo degli uomini . Infatti gia’ Omero crede che l’ eclisse sia una “morte” che si ripete dell’astro lunare , per altri poeti vissuti tra il VII e il V secolo a.C. : Archiloco , Pindaro , Stesicoro , Mimnermo , l’astro era considerato “rubato” al cielo . Anche le superstizioni antiche contribuivano alla diffusione delle paure della Luna Nera , infatti nei miti “lunari” di Circe e di Medea , durante le eclissi la Luna era considerata vittima di sortilegi , di procedimenti magici grazie ai quali le donne della Tessaglia , che avevano fama di essere espertissime maghe , erano in grado di attrarre di tirare a Terra l’ astro dalle sfere del cielo . Anche Plinio nella Naturalis Historia , cita Menandro il quale parla delle donne di Tessaglia : “a una commedia che rappresentava le cerimonie misteriose che compivano le donne per far discendere la Luna”. Nel mondo latino , in Roma , le eclissi lunari erano considerate un prodigio e venivano narrate dagli storici e forse registrate nelle Tavole annuali che i Pontefici redigevano ; le eclissi furono studiate e predette già dal II secolo a.C. da Gaio Sulpicio Gallo che fu senz’ altro il primo vero astronomo romano , che appassionato della scienza greca applico’ in pratica , alla vigilia di una famosa battaglia secondo la mentalita’ romana , tutte le teorie in precedenza elaborate nell’ ambito della cultura scientifica greca ; questo il brano di Tito Livio nel quale il Tribuno Gaio Sulpicio Gallo , dietro il permesso concesso dal Console Lucio Emilio Paolo , si rivolge alle Legioni il giorno prima della decisiva battaglia di Pidna per avvisarli che durante la notte , tra il 21 e il 22 giugno del 168 a.C. , ci sarebbe stata una eclissi di Luna e contribuendo con il suo discorso alla vittoria romana : “Fortificato l'accampamento , Caio Sulpicio Gallo , Tribuno dei soldati della seconda Legione , che l'anno prima era stato Pretore , con il consenso del Console, chiamati i soldati a parlamento , comunicò loro che la notte successiva , affinché qualcuno non lo prendesse per un prodigio , dalla seconda ora fino alla quarta , la Luna si sarebbe oscurata ; questo, poiché avveniva per l'ordine naturale ed in certi tempi definiti , lo si poteva sapere e prevedere in anticipo . E così , come ad esempio nessuno si sorprende che la Luna splenda ora con un disco pieno , ora invecchiando , con un corno sottile , conoscendosi con certezza il sorgere ed il tramontare del sole e della luna , così non dovevano ritenere un prodigio che essa si oscurasse immergendosi nell'ombra della terra . La notte che anticipò le none di Settembre , all'ora indicata quando la Luna si oscurò , ai Romani apparve quasi divina la scienza di Caio. Sulpicio Gallo ; invece colpì i Macedoni , come un triste prodigio che indicava la caduta del regno e la rovina , né altrimenti affermavano gli indovini . Si ebbero grida ed urla nel campo dei Macedoni , fino a quando la luna non riprese il suo bagliore” Anche nella letteratura latina sono moltissimi i passi che narrano delle eclissi di Luna , cioe’ come un effetto di incantesimi magici che possono distogliere l’ astro dalla sua vita celeste e attirarlo sulla Terra . Silio Italico ricorda che fu Angizia : “la prima che fece conoscere le piante velenose , imparò a domare col tocco i veleni , a staccare la Luna dal cielo e a fermare il corso dei fiumi”. Tibullo afferma che : “gli incantesimi tentano di far discendere la Luna dal suo carro” Virgilio nelle Bucoliche afferma che i : “carmi possono tirar giù la Luna dal cielo” e Orazio ricorda una certa Folia “quella che con i suoi tessali incantesimi tira giù gli astri e la Luna”. Anche Seneca in Medea , così costei parla alla Luna : “E ora , evocata dai miei incantesimi vieni o astro delle notti con il tuo aspetto più sinistro e la minaccia della tua triplice fronte”. A tutte queste parziali superstizioni si rifa’ il rituale e l’ abitudine di produrre violenti rumori , come fanno i soldati di Sulpicio Gallo che accendono torce e battono su oggetti di bronzo o sugli scudi le loro armi , spade e lance , oppure suonando corni o trombe durante l’ eclisse di Luna del 168 a.C. , come per esorcizzarla a riapparire luminosa . Anche Plinio ricorda che prima della scoperta delle cause astronomiche naturali del fenomeno , gli uomini “credevano la Luna era vittima di malefìci” e le venivano in aiuto con ogni sorta di rumori affinche’ riacquistasse il suo splendore . Lo scopo doveva essere quello di liberare l’ astro dall’ influsso delle negative parole magiche e di impedire cosi’ che queste arrivassero fino a lei . Le cause delle eclissi di Luna furono chiarite a Roma almeno dal II secolo a.C. come Sulpicio Gallo aveva insegnato ai suoi soldati , eppure la credenza popolare e nonostante le spiegazioni astronomiche del fenomeno , le eclissi di Luna continuavano a restare cariche di significati nefasti e identiche rimasero le reazioni rituali descritte , almeno fino all’ epoca cristiana nel V secolo . Così Tacito in un passo degli Annali , ricorda l’ eclisse di Luna verificatasi nella notte tra il 26 e il 27 settembre del 14 d.C. in Pannonia : “si vide infatti oscurarsi improvvisamente la Luna nel cielo sereno . I soldati ignari della causa di tale fenomeno , interpretarono l’ avvenimento come presagio della sorte presente paragonando l’ impallidire dell’astro ai propri travagli e ritenendo che avrebbero conseguito il successo nell’ azione intrapresa se la dea fosse riapparsa nel suo fulgido splendore . Fanno dunque strepito con cimbali , tube e corni , presi dal giubilo e dall’ angoscia a seconda che la Luna diviene più luminosa o più oscura ; e quando infine le nubi levatesi ne impedirono la vista e fu creduta sepolta nelle tenebre , facili come sono le menti alla superstizione , quando siano a un tratto colte dal timore , scoppiano in lamenti pronosticando eterni travagli e l’ostilità degli dei ai loro misfatti” . Eppure dal secondo secolo a.C. i Romani sapevano da cosa erano provocate le eclissi lunari , nonostante cio’ le superstizioni ataviche sopravvivevano . Per concludere , le credenze popolari antiche sono difficili da estirpare nonostante i progressi della scienza nei secoli ; ancora oggi per rimanere in ambito della Luna , si crede , a ragione o torto , che questa durante le fasi , le eclissi o i periodi dell’ anno abbia effetti positivi o negativi in molti aspetti della vita quotidiana degli uomini , forse reminescenze dell’ antichita’ . In foto come si manifesta l' eclisse lunare nella fase totale o parziale e un disegno del 1827 che rappresenta cio’ che ancora avveniva durante una eclisse lunare al tempo dei nativi americani .
    7 punti
  2. Ciao Mirco, quando meno di una anno fa (18 dicembre 2016, data ormai storica ) abbiamo brindato al nascente progetto "Gazzettino" avevamo un'idea editoriale ben chiara: formato cartaceo E digitale. Perchè? Perchè il cartaceo è bello, classico, comodo (checché se ne dica), piace a tutti. Serve però anche un modo per raggiungere chi è lontano, chi magari non ha la possibilità di venire a trovarci al Cordusio - o a Verona, o agli altri convegni dove siamo presenti - e anche per divulgare al meglio la nostra/vostra pubblicazione. Ad oggi il primo numero del Gazzettino è stato sì letto in formato cartaceo da tanti amici vecchi e nuovi del nostro Gruppo ma è arivato anche in Thailandia, Belgio, Spagna, Croazia, Francia... grazie al formato digitale. Gazzettino di tutti, per tutti...dappertutto Un caro saluto e a presto, Antonio
    5 punti
  3. Grande partecipazione anche questa Domenica per il ritiro del nostro Gazzettino numero 2 in quel del Cordusio. Molti amici da fuori, e nuovi adepti incuriositi da questa entusiasmante nuova linfa e vivacità che si evince per le strade di una Milano che da tempo reclama la sua vecchia identità di città al centro delle iniziative culturali più importanti del vecchio continente. Una nuova primavera per la Numismatica Italiana, vedo fervore un po ovunque nella penisola, stanno sorgendo nuove iniziative sulle le ali dell'entusiasmo che si respira anche sul forum, visto che è poi il termometro evidente di quello che sta accadendo. insomma un buono auspicio da quanto ho potuto vedere e sentire, ma soprattutto molti giovani.. Eros
    5 punti
  4. Ciao Silvio, Pulire, asportare quello che non è della moneta l'ho sempre trovato lecito. Personalmente n'è ho fatto un mestiere. Cambiare o aggiungere per migliorarne il valore non lo mai condiviso. Diverso è un restauro, principalmente può essere conservativo e si deve fare, cercando di non alterare l'impronta ricevuta in origine. I bulinatori stanno avendo fortuna , perché c'è molta ignoranza tra gli acquirenti. Vogliono la moneta genuina e di grande qualità. Ieri si sono visti alcuni risultati con dei bronzetti Siciliani che allego. Sicuramente genuini ....ma il bulinatore di turno ha reinciso (in positivo) tutti i lineamenti . Certo per noi qui che sappiamo cos'è la numismatica, ci viene difficile accettarle. Negli anni novanta , anche io acquistavo monete (incrostate) che riuscivo a pulirle , senza alterarle,rivendute con ottimi margini. Poi altri hanno imparato e monete ossidate non se n'è vedono più.
    4 punti
  5. E ALLORA ?????? Se il realizzo è reale , conviene commercialmente ? Si aprono nuovi orizzonti , cercare monete con valido pedigree in modeste condizioni e rifargli quando necessario per renderle più (VENDIBILI) alla faccia dei grandi incisori. Chissà cosa ne pensano Kimone, Eyaineto, Frigillo, Eykleidas e i grandi incisori Romani [emoji30][emoji30][emoji30][emoji30][emoji30]
    4 punti
  6. Caro Gionny, purtroppo sono orizzonti che sono già aperti da un po' a determinati addetti ai lavori, qui stiamo solo prendendone atto ed esplicitando la cosa per chi ancora non si era accorto del fenomeno in atto. Solo la corretta informazione puo' provare a contrastare questo fenomeno, che al momento però sembra difficilmente contenibile, dato che in questo caso il pedigree era indicato e alla luce del sole, tutti quindi potevano andarsi a ritrovare le vecchie foto e vedere da soli cosa era stato fatto alla moneta e dove. Evidentemente la cosa non interessa proprio a un determinato mercato, ma se si continuerà così e questo meccanismo verrà applicato sempre piu' spesso tra 20/30 anni potrebbero non rimanere piu' monete "antiche", nel significato proprio di tale termine.
    3 punti
  7. Esatto, caro @Littore: per la precisione, fu un decreto emanato dalla Sacra Congregazione del Cerimoniale del 9.2.1832 a stabilire che le nappe dei cappelli cardinalizi fossero 15. Prima di allora, ogni porporato faceva come voleva... ...ed in parte continuarono a farlo anche dopo. Osservo che però nella bellissima moneta postata da @Brios non si può parlare di "stemma", perchè le figure araldiche dei Medici, la corona gigliata del granducato fiorentino, il cappello prelatizio e la croce stefaniana ci sono... ...ma non c'è lo scudo! Quindi: niente scudo, niente stemma.
    3 punti
  8. Arrivato, complimenti a tutti in particolare alla coppia Giuliani - Sissia con quel portento infaticabile del nostro caro Adolfo che non finisce mai di stupirci. Detto questo non posso non citare il secondo editoriale consecutivo, questo a nome di Antonio Morello, sul primo Congresso Nazionale dei Circoli Numismatici. Che lo ritenga un fatto storico, importante per la divulgazione, la sopravvivenza e il coordinamento numismatico non può che portarci a sostenerlo e partecipare, non farlo sarebbe miope e ritengo dannoso per tutta la comunità della nostra Numismatica Italiana. Siamo ognuno una goccia, ma tante possono fare qualcosa, nulla e' impossibile e i destini come sempre sono indirizzati poi dagli uomini, quindi anche da noi....
    3 punti
  9. Sarà una considerazione già sentita, ma fa sempre un bell'effetto sentire tutto questo interesse riguardo una pubblicazione cartacea, nell'era attuale, sempre più digitalizzata (non dimentichiamo però Academia.edu! )... c'è poco da fare, la Numismatica va valorizzata ed è quello che si sta facendo. Un peccato per altre città lontane da Milano (e non intendo solamente la mia, ma anche quelle molto più a Sud)... per gli amici di quelle zone, resta comunque il supporto telematico! Penso sia una bella soddisfazione per tutti noi!
    3 punti
  10. Buonasera a tutti, ho in collezione una piccola monetina in rame di Ferdinando IV.....da molto tempo, Giaceva da non so quanto in un antico pozzo, immersa nella quiete dell'acqua piovana....al buio, con la poca luce che filtrava dal lucernaio in alcune ore del giorno. Gettata dentro, non so per quale motivo: Voto?, Persa?....chi puo' dirlo. Rinvenuta il giorno stesso in cui decisero di svuotarlo e ripulirlo dai detriti caduti dentro in tutti gli anni passati. Me ne fece dono il mio amico Teo, che sapeva di questa mia passione. Non aspettatevi una conservazione FDC o SPL e neppure BB .........anzi.... vi sembrera' brutta, piena di croste, patina scura, con graffi e non collezionabile, ma per me è degna di stare nella mia collezione al pari delle altre. Anzi......ha la "sua storia"...e ve l'ho raccontata. Ecco a voi il mio tesoro.
    3 punti
  11. Oggi è il turno di un "personaggio" non troppo comune... Sallustia Orbiana. Gnea Seia Erennia Sallustia Barbia Orbiana (in latino: Gnaea Seia Herennia Sallustia Barbia Orbiana; fl. 225-227; ... – ...) è stata un'imperatrice romana moglie dell'imperatore Alessandro Severo. Biografia Orbiana era di famiglia aristocratica; suo padre era Seio Sallustio, prefetto del pretorio. Nel 225 sposò l'imperatore Alessandro Severo, quando questi aveva sedici anni, ricevendo il titolo di augusta; Sallustio fece una rapida carriera, divenendo persino caesar. Secondo Erodiano, Orbiana entrò in contrasto con la potente suocera, Giulia Mamea, che desiderava il titolo di augusta solo per sé; Alessandro, al contrario, ne era innamorato. Mamea, che aveva regnato da dietro il trono del figlio da quando questi era stato eletto imperatore all'età di tredici anni, entrò in contrasto anche con Sallustio; nel 227 Sallustio fu accusato di aver tramato di rovesciare Alessandro con l'aiuto della guardia pretoriana, e fu messo a morte; contestualmente, Mamea ordinò che Orbiana venisse mandata in esilio in Libia, malgrado Alessandro tentasse di difendere la moglie prima di cedere alla madre. Iconografia Come augusta, Orbiana venne ritratta su diverse emissioni monetarie, le quali, causa il suo breve regno, sono piuttosto rare; principalmente si tratta di emissioni celebranti la concordia augustorum, la «concordia degli augusti», con talvolta la raffigurazione di Orbiana e Alessandro che si stringono la mano in un gesto di concordia. Una notevole statua di Sallustia si trova oggi ai Musei Vaticani, nel Cortile Belvedere. Sallustia è rappresentata nelle vesti di Venus Felix, accompagnata da Cupido, e la base porta la dedica di due liberti dell'imperatrice, Elpidio e Sallustia. Fonte Wikipedia. Ed ora la mia moneta. Sallustia Barbia Orbiana, Sesterzio Zecca: Roma, 225 d.C. D/ SALL BARBIA ORBIANA AVG; busto drappeggiato e con diadema. R/ CONCORDIA AVGVSTORVM; S C; la Concordia con patera e doppia cornucopia. Peso: 23,31 gr Diametro: 30 mm Riferimenti: RIC 655 Pareri? Ciao! TWF
    2 punti
  12. SAN GENNARO -In occasione della festa di S. Gennaro, previa autorizzazione del proprietario, posto le immagini di una piastra pubblicitaria dei primi del 1900, in ferro prodotta dalla Ditta Arena & Esposito di Napoli, sulla quale ho operato un restauro conservativo. Oltre alla presenza di ruggine, da un esame al microscopio con illuminazione a raggi UVL, si sono rilevate tracce di altre sostanze. Per la rimozione di queste ossidazioni si è operato sia con mezzi meccanici che chimici, per arrivare alla loro quasi totale eliminazione. Durante l'esame microscopico si sono rintracciati residui di doratura, che, unitamente ai fori presenti sulla piastra, fanno presumere che la stessa potrebbe essere stata collocata su un pannello murale (ex-voto?). Allego le foto dei vari step di lavorazione con il risultato finale sul quale sarà eseguito un ultimo intervento di lavaggio per eliminare alcuni piccoli residui ed un bagno protettivo per evitare il riformarsi della ruggine.
    2 punti
  13. Restauro conservativo,questo deve essere il primo comandamento dei numismatici di tutto il mondo
    2 punti
  14. Ciao @Legio II Italica, per la fiducia provo ad inserire la traduzione più adatta secondo me;););). Letteralmente: Il trofeo Lucio Cornelio Silla dittatore per (o contro) il re Mitridate e i suoi alleati. Traduzione probabile: Lucio Cornelio Silla eresse questo trofeo per (celebrare la vittoria) sul re Mitridate e i suoi alleati. A presto, Alb123
    2 punti
  15. MEDAGLIA DELLA IMPERIALE REGIA ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI di Milano e Venezia, incisa da LUIGI MANFREDINI D/. Minerva galeata, seduta su un ricco scanno, tiene nella mano destra le tre Grazie, sotto lo scanno civetta sopra an'anfora. R/. COMMISSIONI STRAORDINARIE Questa medaglia veniva distribuita ai membri delle commissioni giudicanti nei concorsi di BELLE ARTI di Milano e Venezia. Argento, mm. 61,4 - Riferimenti: Arnaldo Turricchia LUIGI MANFREDINI E LE SUE MEDAGLIE
    2 punti
  16. altra effigie molto espressiva : 10 tornesi 1839
    2 punti
  17. Cinquina 1843... preferita per tipo di effigie :
    2 punti
  18. Porterò libri, LE FAMIGLIE CELEBRI ITALIANE FASCICOLO IV TRIVULZIO 1820, LE MONETE DEI TRIVULZIO di Francesco ed Ercole Gnecchi -1887, LA MONETAZIONE DEI TRIVULZIO NELLE CIVICHE RACCOLTE NUMISMATICHE DI MILANO di MAILA CHIARAVALLE 1996, e tre medaglie Stemma dei TRIVULZIO, acquaforte aquarellata a mano, dalle FAMIGLIE CELEBRI
    2 punti
  19. Il sesterzio di Galba oggetto di questa discussione è infine appena stato venduto oggi all'asta a 7000 GBP più diritti a un'offerta in sala, praticamente 10.000 euro tutto compreso. Considerando che nel 2014 da NAC era stato venduto a 2250 CHF piu' diritti (ossia meno di 2500 euro tutto compreso) possiamo constatare quindi che in questo caso il particolare processo di restauro a cui è stato sottoposto ne ha quadruplicato il valore. Questo è un fatto, e un segno della direzione del mercato, che ci piaccia o meno...
    2 punti
  20. Tessera del LUOGO PIO DELLE QUATTRO MARIE O SCUOLE DEI RACCOMANDATI DELLA BEATA VERGINE, per notizie sul LUOGO PIO vedi post 1 D/ Busto della Beata Vergine col bambino in braccio sotto un arco gotico, contorno perlinato R/ Le Quattro Marie velate e nimbate, contorno perlinato Dal volume del MORIGIA TESORO PRECIOSO DE' MILANESI - MILANO 1599
    2 punti
  21. anche a me non piace per niente, lettere , perlinatura , ritratto ................. bisogna chiedere consigli PRIMA DI ACQUISTARE, sul forum, o rivolgendosi a PERITI / COMMERCIANTI
    2 punti
  22. Certamente , però il fatto che non le usano non significa che non ne abbiano un' opinione a riguardo ( ho usato il terminete parlare forse è eccessivo , è vero ) Conosco personalmente diversi venditori del Regno Unito , frequento un forum e sono membro della RNS e qualche volta l'argomento perizie è capitato e devo dire che i pareri erano sempre negativi
    2 punti
  23. Noooo00! lo scudo araldico non è farnesiano (sei Parma/Piacenza centrico? ;-)) ma estense.... Sesino per Francesco III d'Este. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MOFIII/1 ciao Mario
    2 punti
  24. Per me tutti i tipi di patine sono belle se omogenee. Anche se presentano qualche macchia si può tollerare purché non creino confusione nella lettura dei rilievi
    2 punti
  25. Ho ricevuto oggi la bozza della locandina con il programma definitivo, che domani girerò all'Assessorato alla cultura del nostro Comune per l'approvazione del logo e delle diciture relative al patrocinio concessoci. Appena lo riceverò di ritorno lo posterò qui e lo invierò ai Circoli che hanno prenotato, insieme con indicazioni sul luogo di ritrovo, sui parcheggi e quant'altro possa essere di loro interesse. Mi aspetto comunque, o perlomeno mi auguro, altre adesioni.
    2 punti
  26. Sempre divertente vedere il ritratto della Regina Elisabetta sulle monete di una repubblica (lo fa anche lo Zambia, a dirla tutta). Elisabetta II è considerata il comandante in capo della camera dei nobili figiani, titolo non accettato dalla sovrana, in seguito alle discriminazioni nei confronti della (ai tempi) maggioranza indiana
    2 punti
  27. Le giovanili dei primi anni, sono rarissime....ecco potremmo iniziare anche ad assegnargli una rarità a queste contromarcate .... così non vediamo Rarità ballerine, alle aste.......o no !!
    2 punti
  28. DE GREGE EPICURI Semis è il termine latino per semisse (= mezzo asse). Il periodo "unciale" (opp. "onciale", è lo stesso) si chiama così perchè in tale periodo l'asse pesava quanto pesava un'oncia nel periodo librale, cioè all'inizio delle emissioni repubblicane fuse. Ossia, l'asse pesava 1/12 rispetto a quello che pesava all'inizio. E' un modo un po' contorto di dire le cose, ma la numismatica del periodo repubblicano è fatta così!
    2 punti
  29. E bravo @Rocco68...sei molto attento ai coni Borbonici; del Carlino però esisto 3 tipi: Lettere grossolane dr/ e rv/ Lettere normali dr/ e rv/ e un tipo intermedio..che forse è il tuo citato: piccole, molto piccole al dr/ e normali al rv/.
    1 punto
  30. Il bozzetto era osceno, ma dalla foto sembra probabilmente una delle più belle commemorative mai emesse in tutta l'eurozona. Non vedo l'ora di possedere la proof
    1 punto
  31. Ciao @valentinaerbani posta foto migliori come scrive @sandokan ma mi pare di leggere una G R J e sotto VI...dovrebbe (forse) essere una BURMA STAR, stella di Burma ,medaglia istituita dal Commonwealth Britannico per commemorare il servizio prestato durante la seconda guerra mondiale...ciau!
    1 punto
  32. Concordo a pieno, sempre interessanti le tue chicche. Roberto
    1 punto
  33. Se ricordo bene tu collezioni pezzi contemporanei: per tipologie simili di monete il sistema americano (o bolaffiano) può andar bene. Per monete pre-XIX secolo è però del tutto insensato.
    1 punto
  34. @Fidelio Di questi quattrini non mi è ancora capitato di trovarne due "uguali". E' quindi possibile si tratti di un'altra variante. Appena ho un'attimo di tempo, vedo di verificare la moneta e nel caso aggiornerò l'elenco della scheda utilizzando (se mi autorizzi) l'immagine da te postata.
    1 punto
  35. Una moneta come il bronzo di Antonino Pio riporta, oltre all’autorità emittente, un’iscrizione che invece può mancare su un gettone. Il tuo potrebbe far parte di una serie di gettoni dello Zodiaco sul modello dei rovesci della serie omonima di Antonino Pio, dove sono raffigurati tutti gli altri segni zodiacali associati a una divinità (Venere, Giove, Marte, ecc.). Se così fosse, tutta la serie potrebbe trovare un collezionista di gettoni (zodiacali in particolare) o anche di monete provinciali romane disposto ad acquistarla a un prezzo ragionevole, non credo superiore a 15-20 Euro per gettone (ma non si sa mai!). Naturalmente dipende anche dal grado di conservazione. Nel caso di un solo esemplare incurvato come il tuo penso che un collezionista sia disposto a pagarlo più o meno a quel prezzo, diciamo 10-15 Euro. Personalmente me lo terrei come un caro ricordo di cui s’è discusso sul forum.
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  36. Non penso. Gli stranieri le perizie italiane non le considerano proprio (per loro é come se non esistessero), tranne in quei rari casi dove esiste una conoscenza diretta con il periziatore e relativa stima. D'altra parte, non sono certo i venditori o LE CASE D'ASTA straniere a venire in Italia a farsi periziare le monete da vendere, ma bensì sono i venditori e LE CASE D'ASTA nostrane a mandare a slabbare le monete per metterle in vendita... Li guardate i cataloghi ed i listini, no ? Siamo d'accordo sul fatto che il problema é tutto nostro... E l'autocritica (costruttiva), purtroppo non é nel nostro DNA, pare.
    1 punto
  37. Forse può essere utile la sintesi delle principali caratteristiche di questo tipo di contromarca particolarmente complesso. La contromarca “Ruota”, infatti, è documentata su monete siciliane di bronzo, principalmente di Siracusa, ma anche di Kainon, Cefaloidion e Enna. È nota in diverse varianti che hanno diametro da mm 4 a mm 8, con prevalenza attorno ai 7-8. A questo proposito ricordo che, quando si parla di contromarche, il diametro è sempre un elemento importante, anche per giudicarne l’autenticità. Le contromarche con la “Ruota” si dividono in due grandi famiglie: Con corona periferica (cerchione della ruota) Senza corona periferica A sua volta la “Ruota con corona periferica” si divide in: Con lettere all’interno Con simboli (cerchielli o globetti) Senza nulla all’interno Il tipo con lettere all’interno (tipo 1.a) finora era noto solo su monete di Siracusa: litra (Ippocampo con e senza briglie) e dracma (Stella tra due delfini) e le scritte contenute all’interno, una lettera in ogni quarto, sono solo di due tipi: S-Y-P-A I-K-N-O con le lettere ordinate in diversi modi La nuova contromarca allo studio, applicata su bronzo di Katane, sembra ora inaugurare (ovviamente se è effettivamente autentica) una nuova casistica, infatti non solo è applicata su un nuovo tipo di moneta di base, per la quale non si conosceva alcun tipo di contromarca, ma anche perché le lettere sono applicate all’interno di una ruota che sembrerebbe senza corona periferica (tipo 2). Le lettere nel campo, pur di difficile lettura, a me sembrano più KI che KA, come suggerito da Skuby, infatti l’ipotetica A è su due livelli con l’asta a s. che è esattamente parallela al raggio della ruota (in SYPA, viceversa, la A è disposta inclinata a mo’ di raggio intermedio) ed è più alta di spessore rispetto agli altri segmenti. Il parallelismo e la differenza di spessore mi fanno sospettare che si tratti di una I, posta nella consueta posizione, con di fianco materiale di accumulo (caratteristica ricorrente in caso di slittamento del conio, come del resto si vede anche nel quarto in alto a destra, dove dovrebbe esserci una O o una N) che, casualmente o con un “aiuto” moderno, ha assunto la forma approssimativa di una D o di una A , così da far pensare, forse maliziosamente, alle iniziali di Katane, patria della moneta di base. Naturalmente anche questa è solo un’ipotesi che attende la conferma o la smentita. È da ricordare, comunque, che il simbolo “ruota”, mentre è un elemento caratteristico di Siracusa fin da tempi molto antichi (vedere, ad esempio, gli oboli in argento) non ha evidenti “parentele” con Katane, quindi giudico più probabile che la scritta sia siracusana piuttosto che catanese. Tutte le contromarche “Ruota” di origine siciliana risalgono al tormentato periodo che va dal 355/3 a.C. (epoca di Dione) al 339 a.C. (sconfitta di lceta a opera di Timoleonte). È stato ipotizzato, in particolare, che le lettere ONKI (uno dei modi in cui le lettere IKNO sono disposte) fossero una contrazione di O N (G) K I (A), ovvero oncia, tuttavia il modo incostante in cui le lettere sono disposte all’interno della contromarca, rende impossibile questa ipotesi e suggerisce che possa trattarsi delle iniziali di 2 o di 4 parole. Nel caso si trattasse di 4 è praticamente impossibile scioglierne il significato, perché le possibilità sarebbero troppo numerose. Se, invece, si trattasse di 2 sole parole potrebbe trattarsi o di IK = IKETOI e NO = NOMOS (moneta di Iceta), oppure di IK = IKETOI e ON = ONOMATI (a nome di Iceta). Entrambi le ipotesi coinvolgono Iceta, signore di Leontini dal 353 al 339 a.C. Ma naturalmente anche questa è solo un’ipotesi. Non mi resta che augurare che nuove segnalazioni apportino maggiore sicurezza.
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  38. Ovviamente le spese di dogana e IVA, che incidono per circa il 30% sul valore dichiarato dell'oggetto, e vengono calcolate anche sulle spese di spedizione. Però va a ho acquistato varie volte dall'America (banconote, raccoglitori per monete, ma anche altro non inerente la numismatica), e a volte ho pagato, altre no. Non possono controllare tutto quello che arriva dai paesi extra-UE, e a meno che non sospettino qualcosa di losco, fanno dei controlli random, può andarti bene o male, non puoi saperlo fino a quando le monete non arrivano in Italia. petronius
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  39. Ci sono tondelli coniati già in bassa conservazione per coni sfruttati al massimo, ne deriva che alcuni tondelli pur essendo in conservazione apparentemente scarse, erano invece freschi di zecca... E' il caso di moltissime tipologie del vicereame e non... Eros
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  40. Già @Rocco68 pare proprio quella...io son cecato ma vedo corrispondenza, da ore 9 a ore 2 ...S II .D.G.........S P N... che sia in rame presuppone sia un falso che ha perso l'argentatura. Grande occhio Rocco.
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  41. Dovrebbe essere in questa posizione, confrontate le lettere della legenda.
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  43. FRANCO______________ FRANCHI______________
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  44. MILANO Chiesa dedicata a S. M. DI LORETO A PORTA VERCELLINA, ora scomparsa, era ubicata in via S. VITTORE n. 30
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  45. Ciao @alainrib credo che possa essere Enrico III sul finire del suo regno perché presenta anche caratteristiche comuni ai denari di Enrico IV quindi secondo la classificazione proposta da Matzke direi H1b. O H2a. Le tracce di martello a testa tonda iniziano a comparire proprio con i denari di Enrico IV ma le "R" da quel poco che si vede non sembrano avere la Gambetta separata anzi forse non ce l'hanno proprio, aspetterei qualcun'altro per conferma
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  46. Bel pezzo complimenti ! siamo ancora nei primi anni ( il decimo per l'esattezza ) di coniazione di questo modulo. La sigla IBN fa riferimento allo zecchiere Giovanni Battista Nascio. L'esemplare in questione è ben centrato e presenta i caratteristici "tetti" a conferma che questo esemplare è stato coniato al martello. Probabilmente è stato leggermente tosato , visto il peso leggermete basso. Dato che per il 1648 potresti inserire la foto nel nostro catalogo https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE31/30
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  47. Buonasera, rispondo alla ‘evocazione’ di Adolfo postando un altro esemplare con S quasi verticale anziché coricata. Si tratta di un denaro con le caratteristiche delle emissioni di Enrico IV (H2c a mio avviso, 1.06 g, 16 mm, 0°)). Un caro saluto, Valerio
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  48. DE GREGE EPICURI Ecco qualche altro pezzo della stessa serie, tratto invece da Wildwinds. Il primo (sempre LH, quindi anno 8°) porta al rovescio la "luna in cancro", Dattari 2963 e Milne 1810:
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  49. In effetti i pezzi del Pisani con la data del 1734 acquistano un senso se consideriamo il more veneto. Sono contento per @Bodo78 benvenuto. Un altro bresciano in lista.
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