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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/20/17 in Risposte
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Buongiorno a tutti i cari amici del forum, dopo un pochino di assenza torno a scrivere qui sopra per mostrarvi una moneta che ho "riscoperto". Qualcuno di voi se presente su un noto gruppo di Facebook l'avrà già vista, ma lì la moneta non ha ricevuto la pluralità di pareri che mi interessava. Come qualcuno sa adoro il confronto quindi ve la mostro. La moneta è decisamente comune però come detto l'avevo messa a riposare nel vassoio e l'avevo quasi dimenticata, "riscoprendola" l'ho rivalutata. Le foto come sa @Rocco68 per un fotografo incapace come me sono il massimo che sono riuscito a fare4 punti
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Carissimi da parte dei curatori della Sezione, tanti auguri di Buon Natale a voi ed alle vostre famiglie. Un abbraccio a tutti3 punti
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Domenica prenatalizia per il Cordusio, vi invito a un brindisi con scambio di auguri, consegne Gazzettini per chi non lo avesse ricevuto ancora, ritiro locandina dell'evento con conferenze sulla zecca di Milano del 27 gennaio 2018 " RES NUMMARIAE MEDIOLANENSES ", possibilità per chi volesse di associarsi alla Associazione Culturale Quelli del Cordusio, un modo di socializzare e condividere insieme la passione comune per domenica mattina al Cordusio al Bar Spadari verso le ore 11, auguri ovviamente a tutti di buone feste !3 punti
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Questo dovrebbe essere lo spirito giusto, quello che contraddistinse generazioni di numismatici... Caro Luca, le passioni crescono, e il tempo ristabilirà gli equilibri affievoliti. Fortunatamente esistono ancora appassionati che credono nei progetti, e gli eventi di quest'ultimo periodo fanno ben sperare.. Eros p.s. Ogni tipologia ha il suo racconto, ogni nominale la sua storia, ogni periodo la sua favola, le conservazioni quando si sa leggere lasciano il tempo che trovano..perchè quello che conta sono solo le emozioni, e le emozioni vanno a pari passo con quello che si riesce a scorgere nelle proprie letture..3 punti
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Cari Amici Da parte dei curatori della Sezione, tanti auguri di buon Natale e felici feste; a tutti voi ed alle vostre famiglie e, come di consueto, un bel brano del Rondò Veneziano .... Marco Polo 1998 Artur e Luciano2 punti
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La colpa è la mia, chiedo scusa e mi spiego meglio. L'art. 10 del codice urbani detta un elenco di beni culturali appartenenti allo stato, ad altri enti e a privati. Distingue tra appartenenza e interesse rappresentato dal bene Quindi avremo: 1) beni culturali appartenenti allo stato; 2) beni non culturali appartenenti allo stato; 3) beni culturali appartenenti a privati; 4) beni non culturali appartenenti a privati; La riprova è fornita dal comma 4 dell'art. 10 dove si legge: 4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3, lettera a): ... b) le cose di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio ... Il comma 1 citato dalla norma in commento significa che tali beni per rientrare nei beni culturali dello stato devono essere dello stato Se si legge l'art. 10 comma 3, si scopre che: 3. Sono altresì beni culturali, quando sia intervenuta la dichiarazione prevista dall'articolo 13: a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1; Ne discende che "le cose di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio" possono tranquillamente essere beni culturali dello stato o beni culturali di privati. Il senso della mia precedente affermazione era che non tutte le cose di interesse numismatico con caratteri di pregio e di rarità appartengono, solo per questo, allo stato. Diversa è la questione dei beni di interesse numismatico che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologicotratti da uno scavo, questi sono dello stato poichè le cose di interesse numismatico che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato perchè in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini. Sul punto vorrei sottolineare che per definire la nozione di beni culturali numismatici dello stato (o altri enti) o di privati si ricorre alla nozione più ristretta di "di rarità o di pregio", mentre per attribuire allo stato i beni frutto di uno scavo la nozione è quella di "cose di interesse numismatico che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico", dove l'interesse può riguardare anche cose non rare nè pregiate.2 punti
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Più che altro mi sembra una cosa così stramba da commemorare. Va bene che abbiamo uno dei sistemi sanitari più all'avanguardia al mondo, ma celebrare un ministero su una moneta...2 punti
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Eccola, Vitellio. Indirizzo, se posso, il tuo esame anche sulla problematica della ricostruzione del flusso monetale. Un caro saluto a te e auguri di buone feste. Polemarco Autorità: Cassazione penale sez. III Data: 04/04/2017 n. 37861 Classificazioni: ANTICHITÀ E BELLE ARTI - Disciplina dei ritrovamenti e delle scoperte LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA PENALE Fatto RITENUTO IN FATTO 1. - Con sentenza del 13 novembre 2015, il Tribunale di Asti ha assolto l'imputato, con la formula "perchè il fatto non sussiste", dal reato di cui all'art. 81 c.p., comma 2, D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176, a lui contestato, per essersi impossessato, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, di due monete antiche di interesse archeologico. 2. - Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Asti, deducendo l'erronea applicazione della disposizione incriminatrice. Non si sarebbe considerato che le monete in questione sono comunque beni di interesse archeologico e che per le stesse non si applica, dunque, la limitazione prevista dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 10, comma 4, secondo cui le cose di interesse numismatico possono ricomprendersi nella nozione di beni culturali purchè posseggano carattere di rarità e di pregio. Diritto CONSIDERATO IN DIRITTO 3. - Il ricorso è fondato. 3.1. - Ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176, comma 1, chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell'art. 10 appartenenti allo Stato ai sensi dell'art. 91 è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da Euro 31 a Euro 516,50. L'art. 10, prevede, al comma 1, che "Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonchè ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico". Il successivo comma 4 del cit. art. 10, prevede, alla lett. b), che sono inclusi tra i beni culturali "le cose di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonchè al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio". Il quadro è integrato dal cit. D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 91, comma 1, il quale prevede che "Le cose indicate nell'art. 10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli artt. 822 e 826 c.c.". Tale ultima disposizione prevede che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le cose di interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo. Da tale complesso di disposizioni deriva, per le cose di interesse numismatico, che le stesse devono essere considerate beni culturali, non solo quando abbiano carattere di rarità o di pregio, ai sensi dell'art. 10, comma 4, lett. b), ma anche quando, a prescindere dall'accertamento della presenza di tali caratteri, siano state ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, perchè in tal caso esse appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato, trattandosi, per definizione, di "cose d'interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico o artistico". La disposizione di cui all'art. 10, comma 4, lett. b), contiene, infatti, una previsione residuale, che trova applicazione per quelle cose di interesse numismatico non ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini. Esistono, dunque, due categorie di cose di interesse numismatico che devono essere considerate beni culturali, il cui impossessamento è sanzionato penalmente dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176: a) le cose di interesse numismatico che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato perchè in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini (art. 826 c.c., D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 10, comma 1, e art. 91, comma 1); b) le cose di interesse numismatico che abbiano carattere di rarità o di pregio (D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 10, comma 4, lett. b). Quanto al profilo temporale, la giurisprudenza di legittimità ha in generale chiarito che il possesso delle cose di interesse archeologico integra il reato di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176, comma 1, e si presume illegittimo, a meno che il detentore non dimostri di averli legittimamente acquistati in epoca antecedente all'entrata in vigore della L. n. 364 del 1909, di prima disciplina organica della materia (ex multis, Sez. 4, n. 14792 del 22/03/2016, Rv. 266981; Sez. 3, n. 49439 del 04/11/2009, Rv. 245743). 3.2. - Tali principi non sono stati applicati correttamente nel caso di specie, in primo luogo, perchè dalla sentenza impugnata non emerge come sussistente - nè, comunque, come allegata dall'imputato - la circostanza del ritrovamento dei beni di cui trattasi in data anteriore alla vigenza della L. n. 364 del 1909. Quanto, poi, all'appartenenza delle monete oggetto dell'imputazione alla categoria delle cose di interesse numismatico rientranti fra i beni culturali emerge con chiarezza dalla sentenza impugnata che il perito, pur avendo ritenuto non sufficientemente provato il carattere di rarità o di pregio delle stesse, ha affermato che esse sono dotate di interesse archeologico. Tale interesse sussiste - secondo quanto riportato dallo stesso Tribunale nella sentenza impugnata - non per la rarità, o bellezza, nè per il valore commerciale, ma per l'importanza che gli oggetti hanno per la ricostruzione del quadro della circolazione monetale in un certo lasso di tempo e in un determinato contesto: il loro impossessamento ha determinato, dunque, una cancellazione di dati scientifici, che reca un danno alla conoscenza storico-archeologica. E, del resto, lo stesso perito ha indicato come necessaria, ai fini dell'accertamento completo dell'interesse archeologico delle monete, la ripulitura delle monete da incrostazioni, mentre il Tribunale non ha specificato sufficientemente se, nel caso di specie, vi fosse stata una mancata identificazione precisa delle caratteristiche numismatiche delle monete in questione, essendo la perizia riferita complessivamente ad un compendio ben più ampio, nell'ambito di indagini che vedevano coinvolti anche altri soggetti indagati. 4. - In conclusione, la sentenza impugnata deve essere annullata, con rinvio al Tribunale di Asti, perchè proceda al nuovo giudizio alla luce dei principi di diritto sopra affermati. PQM Annulla la sentenza impugnata, con rinvio al Tribunale di Asti. Così deciso in Roma, il 4 aprile 2017. Depositato in Cancelleria il 28 luglio 20172 punti
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Locandina completa con programma conferenze:2 punti
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Pochi è già inguaribile ottimismo. La questione è che legalmente NON possono richiedere un tal documento in mancanza di una appartenenza ad una sfera di interesse ben definita dalla legge. Altresì non possono chiederlo per le monete arrivate dall’estero e farle proprie in caso di mancata esibizione del documento inesistente. Del resto , siccome la legge c’è dal 1909, c’è poco da appellarsi a nonni ignari o distratti, ignorantia non excusat, mi pare, quindi per le monete che rientrino nei paletti dei beni di dichiarato interesse i documenti ci vogliono. Però , quali delle monete normalmente translate rientrano a termini di legge in quelle da tutelare come sopra? Quasi nessuna. Quindi è una forzatura legale e una applicazione arbitraria di una norma che non esiste in quei termini in cui viene applicata. In un paese civile qualsiasi avvocato avrebbe vittoria facile. In questo paese di pulcinella, sotto la dittatura della magistratura rossa le cose vanno altrimenti.2 punti
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Ciao. Scusate, ma secondo Voi quanti italiani sanno chi era VEIII e quanti sono in grado di articolare una riflessione sul tema qui proposto? Il filmato che segue è una evidente testimonianza della preparazione di un "italiano medio" sulla storia del '900. C'è veramente da rimanere senza parole..... Guardate e....rabbrividite....2 punti
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In relazione al messaggio n. 4, oscurato, si ricorda che la compravendita sul forum é vietata, al di fuori della sezione apposita.2 punti
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Ciao Andrea. Nella tua descrizione metti una stellina all'inizio della leggenda del R/ . perché evidentemente hai interpretato come tale quella nel catalogo del Bernardi; in realtà è una crocetta non ben eseguita che può ingannare e sembrare una stella. E' una croce. Bernardi assegna come peso medio 0,43 grammi, e pesi da 0,28 a 0,45. Tu assegni un massimo di 0,40. E' poco. Le mie pesano 0,48 e 0,51. A occhio anche la tua ha un buon peso. E' un grande piccolo .2 punti
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In quel settembre del 1943, a Roma, ciascuno dimostrò quanto valesse. All’alba del 9 settembre Vittorio Emanuele, Badoglio e le massime autorità militari fuggono dalla città: l’esercito è senza istruzioni. Dalla mattina del 10 settembre, a Porta San Paolo, Granatieri di Sardegna, Carabinieri della legione territoriale di Roma, lanceri di Montebello, Genova Cavalleria, reparti della divisione Sassari, paracadutisti del 10° Arditi, sebbene allo sbando e senza ordini, aprono il fuoco contro i tedeschi che intendono entrare in città. Usano i mezzi pubblici per farne barricate. Soldati e ufficiali accanto a professori di storia dell’arte e fruttivendoli. Accorrono anche Sabato Martelli Castaldi e Roberto Lordi, entrambi generali di brigata aerea in congedo, che bersagliano i tedeschi con i loro fucili da caccia. Io li immagino quei due generali interrogarsi e rispondersi: “Prendiamo i nostri fucili e facciamo quello che dobbiamo fare” E’ tutto inutile e si sapeva. Cadono in quattrocento. Alle ore 17.00, i tedeschi prendono Porta San Paolo. Se proprio volessi portare un fiore sulla tomba di qualcuno, lo porterei su quelle dei due generali di brigata aerea. E non dovrei andare al Cimitero del Verano ma alle Fosse Ardeatine, perché sono sepolti lì.2 punti
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Segnalo un gettone-consumazione di un caffè di Castellamonte dall'insolito valore di 70 cent. in vendita sulla baia.2 punti
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Oggi vi voglio mostrare questo mio nuovo antoniniano di Gallieno: D\ GALLIENVS AVG; testa radiata di Gallieno a destra R\ APOLLO CONSERVA; Apollo nudo stante frontalmente con la testa girata a sinistra, la mano destra dietro la testa e la sinistra appoggiata sopra la Lyra su piedistallo a colonna. Non ho ancora cercato un riscontro nel Goebl (vedrò di farlo stasera), ma dovrebbe trattarsi di una emissione della zecca di Milano. Il tipo che si trova generalmente per questa zecca è il Goebl n. 1169/m - comunque non proprio comunissimo - dove però la legenda al rovescio è abbreviata: "APOLLO CONSER": Ho trovato nello shop online di cgb un pezzo analogo al mio (link: https://www.cgb.fr/gallien-antoninien-tb-,brm_283808,a.html) che vi riporto: Anche se la conservazione di quest'ultimo pezzo è inferiore appare comunque chiaro che le due monete non presentano identità di conio. La cosa interessante è che nel sito della CGB (dove di solito le monete sono descritte abbastanza compiutamente) non ci sono riferimenti per la catalogazione e c'è una nota in cui si dice che quello proposto da loro in vendita è il secondo esemplare noto... quindi ne deriverebbe che il mio è il terzo... sarebbe interessante rintracciare il primo per dei confronti. Sperando di non avervi annoiato... continuo nella mia quasi quotidiana condivisione della mia collezione perché ritengo fondamentale mettere a disposizione di tutti immagini e informazioni utili su monete poco note o comunque che rivestono un qualche interesse per gli appassionati del periodo!1 punto
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Uscito il n. 334 di Panorama Numismatico Questo l'indice: In copertina, Lista, L. - Minniti, I. Osservazioni su un denaro raro di Giovanna I d’Angiò e Ludovico di Taranto, Graziosi, G. Ufo, monete e misteri Diegi, R. Il Capricorno nella monetazione di Augusto Comoglio, F. Un tremisse di Cuniperto dalla insolita legenda Sissia, A. La datazione dell'apertura della zecca di Roma dopo la Renovatio Senatus Castellotti, A. Metmorfosi numismatiche e un sibillino refuso Miccolis, L. Scudi e mezzi scudi di Governo popolare di Bologna. Alcune varianti inedite Cassanelli, C. La serie dei dobloni con la Vergine e il Bambino Robotti, F. Le medaglie di Pio XII per il Concistoro dell'anno 1946 Recensioni Notizie1 punto
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DE GREGE EPICURI Vi mostro queste due "monetae" di Postumo, moneta comunissima, per sottolineare quanto grandi possono essere le differenze anche entro la stessa tipologia. La prima pesa 3,1 g. e sembra contenere poco argento, la seconda pesa 3,6 g. ed è così brillante da riflettere la luce a specchio. Le legende sono identiche, ma in questa prima che vi mostro la spezzatura è MONET-A AUG. La bilancia è relativamente ben visibile anche se, come sempre, il D è migliore del rovescio. Lettere sottili, a tratti proprio evanescenti. Si vedono qua e là delle ossidazioni verdi del rame.1 punto
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buonpomeriggio a tutti, vorrei un vostro parere su questa moneta dall'elegante S gotica. in rete ho guardato un pò e credo si possa attribuirlo alla zecca senese. sapreste darmi qualche altra info? d S gotica, ° SE ° TV [...] RA r croce patente °ALFA ?? grazie p 0,5 g d 16mm sono i dati ponderali che permettono di stabilire se è denaro o quattino?1 punto
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Le due a sinistra sono quasi certamente due denari siciliani di Giovanni II D'aragona (1458-1479) per la zecca di messina (sono sicuro per il primo qualche dubbio per il secondo). https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GC/1 La terza un denaro di Federico il semplice sempre della zecca di Messina: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FSC/6 La quarta infine un denaro di Enrico e Costanza https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-DEC/1 Le prime tre sono state pulite con acido. Sono di provenienza da asta tedesca?1 punto
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secondo me potrebbe essere un picciolo, però aspetta utenti più esperti e magari ci vorrebbero foto migliori, sono tanto scure che si legge male1 punto
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Propendo anch'io per Venere al R, per me RIC 1777, però è difficile perchè la legenda proprio non si legge. Saluti1 punto
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Penso che @ImmensaF abbia ragione in quanto a destra della C si intravede una V che non compare in quella con Giunone. Quindi se è Venere la differenza tra la 1774 e a 1777 la fa la legenda sul dritto che purtroppo non si legge, però propenderei per il 1774 in quanto quel poco che si vede sembra più lungo di un semplice LVCILLA AVG, inoltre all'altezza del naso sembra di vedere una T che ci starebbe con la legenda LVCILLAE AVG ANTONINI AVG F. Spero di non aver ragionato male. Auguro a tutti una buona giornata. Elio1 punto
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Ho pensato anche io che potesse essere una rosa, ma dopo averla osservata attentamente molte volte, mi sono convinto che è una croce, tipo croce di Malta, ed è anche per avere altre conferme che ho chiesto i vostri pareri. Molto tempo fa ho avuto un cavallo con 3 crocette di fila, peccato che non ho la foto da mostrare.1 punto
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Il problema è proprio questo. Stando a quanto si può dedurre dalla sentenza, ma ancora di più dagli articoli di legge, se una moneta antica non ha un "libretto di circolazione" che ne dimostri il possesso e/o la presenza in una collezione in epoca precedente al 1909, di fatto la moneta può essere sospettata di essere di illecita provenienza.....con buona pace di fatture, dichiarazioni, attestazioni e certificazioni contemporanee. Resta inteso che in presenza delle moderne certificazioni del caso lo sfortunato possessore potrà reclamare presso la casa d'aste e/o il venditore le proprie ragioni....ma se l'oggetto in questione verrà riconosciuto d'illecita provenienza (in quanto non documentata a partire dal 1909) il possessore non avrà commesso un reato (forse un incauto acquisto) ma l'oggetto potrà essere sequestrato... e qui nasce quello che io ritengo il problema fondamentale...quanti fra i collezionisti più anziani (quelli che collezionavano già nel trentennio precedente il 2000 - 2005) possono affermare, per essere sollevati almeno dalle responsabilità penali, di possedere la documentazione per tutti i propri acquisti? Anche se fatti presso case d'asta o commercianti riconosciuti? temo Pochi.... un caro saluto Mario1 punto
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La somiglianza mi sembra evidente, anzi pare addirittura la stessa moneta. Un esperto potrebbe certamente dirimere al meglio la questione.1 punto
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Ciao @RobertoRomano, condivido perfettamente la tua opinione , tanto piu' che quattro anni fa scrissi in proposito un post su questo argomento : Una delle principali cause di questa mancata fusione dei popoli latini goti fu dovuta alla Chiesa , sia per la diversa fede religiosa tra i due popoli , sia per il timore di perdere i privilegi morali e materiali , ben radicati ormai da due secoli . Indubbiamente se l' Italia , come nazione , si fosse formata nel VI secolo anziche' nel XIX secolo , l' evoluzione sarebbe stata diversa ; ma la Storia non e' fatta dai "SE" , bensi' dai fatti . Un saluto1 punto
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Carissim* per quanti fossero interessati volevo segnalare questa iniziativa, che si svolgerà a Pisa nella giornata di venerdì 15 dicembre prossimo, dal titolo Metodologie per l'analisi contestuale dei reperti numismatici Si tratta di un incontro realizzato con studiosi che hanno la particolarità di occuparsi in modo particolare della moneta ritrovata in contesti archeologici e/o di essere archeologi che studiano prevalentemente i reperti numismatici, ben conoscendo le problematiche della formazione dei deposti stratigrafici antichi e medievali e dell'analisi degli altri materiali rinvenuti in associazione con le monete stesse (ceramica, vetro, altri metalli, ecofatti, etc..). La finalità è quella di discutere e sottolineare le potenzialità informative della moneta quando, oltre alle informazioni restituite dalla moneta stessa, si hanno a disposizione gli altri molteplici dati desumbili dal contesto del suo uso e della sua immobiizzazione nella stratificazione archeologica. Altro tema che si intende affrontare è quello dello studio della distribuzione dei rinvenimenti sia all'interno di uno stesso sito archeologico, sia in aree più ampie, e del potenziale contributo dei GIS per l'analisi dei fenomeni circolatori. Il periodo preso come spunto è quello che va essenzialemente dal tardo-antico alla fine del medioevo. L'incontro è stato strutturato in modo da poter lasciare ampio spazio per il dibattito alla fine di ogni sessione e con lo scopo di incoraggiare la discussione tra archeologi, numismatici, ricercatori e studenti, ma anche accademici e appassionati che vorranno/ potranno seguire o partecipare all'evento. Visto che il 15 si tratta di giorno lavorativo, qualcuno ci ha chiesto se sarà possibile organizzare una diretta streaming, ma devo dire che fino ad ora non ci avevamo pensato e non so se potremmo fare in tempo per organizzarci in tal senso: spero quindi che ci di voi fosse interessato, possa venire e partecipare direttamente. Un caro saluto a tutt* e spero a presto MB1 punto
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Vittorio Emanuele III è stato re d'Italia e come tale fa parte della nostra storia ed è giusto che le sue spoglie riposino nel nostro Paese. Come qualsiasi italiano coi suoi meriti e le sue colpe. Quello che sarebbe ingiusto è se fosse sepolto (come chiedono i suoi discendenti) nel Pantheon.1 punto
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Troppo di parte. La storia non è per i faziosi. O almeno si deve fare un tentativo per essere neutrali.1 punto
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Direi che le cose di interesse archeologico sono ben definite : sono unicamente quelle da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini ( ex art. 91), che a loro volta certamente devono essere italiani e non di qualsiasi parte del mondo... e di questo dovrebbe darsene prova, anche presuntiva. Solo quest'ultime sono di proprietà dello Stato Italiano per presunzione: l'aratrice, di cui sopra nella discussione, ben difficilmente può provenire dal sottosuolo o dai fondali marini. L'aratrice, al più, potrebbe essere bene culturale solo in quanto di "rarità e pregio in relazione ... etc." , ma senza la possibilità di presunzione di appartenenza allo Stato e quindi ragionevolmente detenibile liberamente dai privati. Sarebbe interessante avere l'intera sentenza citata da @Polemarco , anche per capire le conseguenze pratiche nel caso concreto che, così ad occhio, non sembrano favorevoli agli appassionati numismatici. Sentenza che prevedo presenti delle criticità notevoli... e che prescinda dal reale intendimento della famosa variazione "rarità e pregio etc." e dal suo contesto di formazione. Un carissimo saluto, Enrico1 punto
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molto interessante anche l'evoluzione del ritratto di Filippo IV dal 1626 al 1646 ( barbato) Discutendo con @fedafa, ho sempre denunciato il ritratto particolare di FIlippo IV del periodo di Orazio Celentano, quasi afro con i labbroni fuori. Davide, chiaramente, non concorda.. Mi so rubate le vostre foto1 punto
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Riscontro alcune incertezze . E allora, eccola, fresca fresca: Cassazione penale sez. III, 04/04/2017 n. 37861 "Ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176, comma 1, chiunque si impossessa di beni culturali indicati nell'art. 10 appartenenti allo Stato ai sensi dell'art. 91 è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da Euro 31 a Euro 516,50. L'art. 10, prevede, al comma 1, che "Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonchè ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico". Il successivo comma 4 del cit. art. 10, prevede, alla lett. b), che sono inclusi tra i beni culturali "le cose di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonchè al contesto di riferimento, abbiano carattere di rarità o di pregio". Il quadro è integrato dal cit. D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 91, comma 1, il quale prevede che "Le cose indicate nell'art. 10, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli artt. 822 e 826 c.c.". Tale ultima disposizione prevede che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le cose di interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo. Da tale complesso di disposizioni deriva, per le cose di interesse numismatico, che le stesse devono essere considerate beni culturali, non solo quando abbiano carattere di rarità o di pregio, ai sensi dell'art. 10, comma 4, lett. b), ma anche quando, a prescindere dall'accertamento della presenza di tali caratteri, siano state ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, perchè in tal caso esse appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato, trattandosi, per definizione, di "cose d'interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico o artistico". La disposizione di cui all'art. 10, comma 4, lett. b), contiene, infatti, una previsione residuale, che trova applicazione per quelle cose di interesse numismatico non ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini. Esistono, dunque, due categorie di cose di interesse numismatico che devono essere considerate beni culturali, il cui impossessamento è sanzionato penalmente dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176: a) le cose di interesse numismatico che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico che fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato perchè in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini (art. 826 c.c., D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 10, comma 1, e art. 91, comma 1); b) le cose di interesse numismatico che abbiano carattere di rarità o di pregio (D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 10, comma 4, lett. b). Quanto al profilo temporale, la giurisprudenza di legittimità ha in generale chiarito che il possesso delle cose di interesse archeologico integra il reato di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 176, comma 1, e si presume illegittimo, a meno che il detentore non dimostri di averli legittimamente acquistati in epoca antecedente all'entrata in vigore della L. n. 364 del 1909, di prima disciplina organica della materia (ex multis, Sez. 4, n. 14792 del 22/03/2016, Rv. 266981; Sez. 3, n. 49439 del 04/11/2009, Rv. 245743).". Polemarco1 punto
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Ciao a tutti! Qui un articolo de La Stampa di oggi che condivido: http://www.lastampa.it/2017/12/17/italia/cronache/grande-guerra-e-fascismo-le-scelte-del-re-che-chiudono-le-porte-del-pantheon-x5YWrfHj2ie34nwZEjyk3M/pagina.html Grande Guerra e fascismo. Le scelte del re che chiudono le porte del Pantheon GIOVANNI SABBATUCCI Come tutti i Paesi che hanno vissuto cambi di regime e fratture politiche profonde, l’Italia ha sempre avuto qualche difficoltà a riconoscersi in un passato comune e a coltivare una memoria condivisa dei suoi morti. Il nostro - non dimentichiamolo - è il Paese in cui, nel 1878, gruppi di repubblicani cercarono di gettare nel Tevere la bara con la salma di Pio IX, di cui si stava celebrando il funerale; e nel 1946 un manipolo di irriducibili fascisti trafugò i resti di Mussolini da un cimitero milanese. Per questo va salutata come un gesto di civiltà la decisione del presidente Mattarella di consentire una silenziosa traslazione nel santuario piemontese di Vicoforte delle spoglie della regina Elena del Montenegro, consorte di Vittorio Emanuele III, morta in esilio a Montpellier e lì sepolta nel 1952. Una figura, politicamente neutra (molto diversa da quella della suocera, l’ingombrante Margherita di Savoia) e generalmente benvoluta dagli italiani. Ma la polemica non poteva mancare ed è puntualmente arrivata. A sollevarla alcuni fra i numerosi, e sempre litigiosi, rampolli della dinastia sabauda, che hanno contestato le modalità discrete del trasferimento e hanno subito alzato la posta: se torna la regina - questo il ragionamento - è giusto che torni anche il sovrano, ora sepolto ad Alessandria d’Egitto; e che riposi, accanto ai primi due re d’Italia (Vittorio Emanuele II e Umberto I), a Roma, nella sede augusta del Pantheon. In questo caso, però, l’analogia non funziona. Quella di Vittorio Emanuele III è una figura controversa e fortemente contraddittoria. Fu, nel suo primo quindicennio di regno, un re equilibrato, addirittura in fama di progressista o quanto meno di «giolittiano». Eppure, nel 1915, non tenne in alcun conto il parere del Parlamento, come peraltro le sue prerogative gli consentivano, pur di portare l’Italia in guerra. Nell’ottobre del 1922, fu il suo rifiuto di firmare un decreto di stato d’assedio già pronto a spalancare le porte della capitale ai fascisti. Da allora il re avallò, senza visibili resistenze, tutte le scelte più sciagurate del regime, dalla cancellazione di ogni procedura democratica alla discriminazione dei cittadini su base razziale (provvedimento che violava la lettera, oltre che lo spirito, dello Statuto), fino all’entrata in guerra a fianco della Germania nazista. E’ vero che alla fine fu lui a decretare la caduta di Mussolini, così come ne aveva consentito l’ascesa. Ma, quando si trattò di tirar fuori l’Italia dalla guerra, il re condivise con il suo governo e i suoi generali la responsabilità della tragedia del dopo 8 settembre: dove lo scandalo non stava tanto nella sua fuga dalla capitale, quanto nella somma di disorganizzazione, inganni e inutili furbizie con cui l’operazione era stata preparata sotto la sua regia. Ricordare tutto questo non significa negare la possibilità di un trasferimento delle spoglie di Vittorio Emanuele III in una sede meno lontana di Alessandria d’Egitto, e comunque dentro i confini della patria. Ma questo luogo non può essere il Pantheon: un nome che evoca non solo un famoso monumento, ma anche un luogo ideale in cui raccogliere e onorare le riconosciute glorie nazionali. La salma del sovrano potrebbe riposare in pace, accanto a quella della moglie, a Vicoforte, o a Superga, o in uno dei numerosi luoghi di culto che i Savoia, quando non erano ancora re d’Italia, edificarono a gloria della loro dinastia. ===================================== Ciao NJk1 punto
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Ringrazio @dizzeta per avercela fatta a venire a Pisa e a seguire buona parte della giornata. E anche per il bel resoconto che ha postato, che ha colto perfettamente il succo delle varie questioni affrontate. Spero che per lui, e per i molti studenti giovani ricercatori e studenti che hanno preso parte alla giornata - la loro presenza ci ha davvero riempito di gioia - l'incontro di studio non sia stato troppo noioso o, appunto, specialistico, ma abbia dato qualche informazione e spunto di riflessione per far parlare le monete e per avere in futuro qualche traduttore esperto anche nell'analisi delle monete da contesto archeologico in più. Oltre a questo il problema è dato non tanto dalla mancata voglia di condividere i dati tra i numismatici, ma anche e soprattutto da due altri fattori. Spesso certi dati non si pubblicano perchè non si conoscono e non si hanno a disposizione per la pubblicazione. E' il caso quasi della maggior parte di ritrovamenti di monete. Nei grafici che ho mostrato io per quanto riguarda le monete altomedievali rinvenute nell'area alto tirrenica (Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica) si ha qualche notizia sul contesto di ritrovamento (sito, tipologia dell'insediamento, ambiente o area all'interno dell'insediamento, collocazione topografica e stratigrafica, posizione nello strato e associazione con altri eventuali materiali etc...) solo per l'11-12% circa dei casi. Per un altro 15-17% si può dire solo quale è la località di rinvenimento. Ciò vuol dire che per quasi 3/4 delle monete altomedievali rinvenute in quell'area è possibile solo dire genericamente la regione o in quale parte della regione sono state trovate. E' troppo poco per far raccontare alle monete tutto quello che invece avrebbero potuto (chi e come le usava, perchè sono state perse o sepolte laddove sono state trovate e così via). Speriamo che le prossime generazioni anche di collezionisti, oltre che di studiosi, pongano più attenzione a questo problema. E forse andrebbero fatti degli interventi mirati anche in materia legislativa per far emergere più facilmente certe informazioni, ma su questo non ho molte speranze. Le varie questioni legate alla modalità di pubblicazione e ai tempi e ai finanziamenti sia per la stampa tradizionale, sia per l'edizione via web, soprattutto con l'impiego di GIS o webGIS, per ora si aggiungono. L'auspicio è che le giovani generazioni si dotino presto di tutti gli strumenti utili che la tecnologia mette a disposizione anche in campo numismatico (secondo un altro interevento del pomeriggio è risultato che l'applicazione del GIS in ambito numismatico in Spagna e in buona parte dell'Europa mediterranea è attualmente solo al 5%). Un ruolo centrale in questo dovrebbero avere gli enti preposti alla formazione, in primis l'Università, anche se purtroppo in Italia le cattedre di numismatica sono sempre meno... Bene, chiudo qua altrimenti viene fuori un altro incontro di studio. Spero che ci sia presto qualche altra occasione di parlare di questi temi e di avere a disposizione i testi di questo giornata di studio da poter far circolare. Buona domenica MB1 punto
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Buongiorno a tutti! Non ho mai acquistato medaglie perché non sono oggetto primario della mia collezione, ma mi sono comunque regalato questa in quanto legata alla mia città d’origine. La conservazione non è il top anche per via del vistoso colpone, ma mi accontento La domanda che vorrei farvi è: ho trovato online aste passate in cui viene definita “medaglia da 20 soldi”. Veniva quindi utilizzata anche come valuta, oltre che a livello commemorativo? Sempre nelle suddette aste, veniva battuta come R2. È una stima realistica o eccessiva? Grazie in anticipo per la disponibilità!1 punto
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Continua la carrellata: Iperpero di Alessio I, Costantinopoli Ripostiglio di Blagoevgrad (Bulgaria) composto da 62 trachea 1/2 e 1/4 di siliqua, coniate a Roma da Teodorico per Anastasio (qui magari faccio felice @Poemenius? ) Ducato d'imitazione coniato in India tra il 1600 e il 1800 (parlando di India e di imitazioni, forse questa potrebbe interessare @Matteo91) Avrei voluto postare diverse altre immagini: mancano molti ripostigli, tutta la sezione papale e quella del Regno e altre curiosità. Purtroppo, per farlo, dovrei ridimensionare le immagini all'inverosimile e non avrebbe più senso mostrarvele.. spero comunque di aver fatto cosa gradita, prendete questa mancanza come spunto per visitare il museo1 punto
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Ciao a tutti, le aste autunnali mi hanno consentito di aggiungere qualche nuovo testone alla mia collezione. Oggi vi volevo presentare questo: Gregorio XIII (1572-1585), Testone per ANCONA (Munt. 205, CNI 191) D/: Stemma ovale in cornice con due putti, cimasa con fiore. GREGORI – XIII . P . MAX R/: Gesù e la Samaritana al pozzo. . NVNQVAM . SITIET . Es.: ANCONA T/: liscio Peso: 9.52 gr Provenienza: -ex Asta Santamaria 1956 (Collezione Conte Magnaguti). -ex Asta Montenapoleone 4, 1984 (Collezione Muntoni). -ex NAC 81, 2014 (Collezione De Falco). Personalmente ritengo questo testone rarissimo. Questa moneta, presente anche in un’altra variante (Muntoni 204), che si differenzia da questa per la foggia dello stemma al D/ e per la punteggiatura delle legende sia al D/ che al R/, è a mio avviso ricca di fascino iconografico e arricchita da una lunga storia numismatica. La legenda al R/ “Nunquam sitiet” (“Non avrai mai sete”) allude alla parola di Giovanni, VI, 35: Qui credit in me non sitiet unquam (“Chi crede in me non avrà mai sete”). Come sempre, vostri commenti e integrazioni sono graditi Michele1 punto
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@tonycamp1978 A distanza di un anno la moneta ha fatto questa patina. Ora penso sia più gradevole.1 punto
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caro @miroita, immagino tu ti riferisca al grosso primitivo di Volterra, quello fatto alla misura degli agontani marchigiani; temo purtroppo di non poter dire nulla di troppo innovativo su questa moneta postata da @Zenzero, perchè la verità è che ancora nessuno è stato in grado di datare correttamente questa emissione (compreso l'amico @istrice99 che affidandosi alla bibliografia storica lo attribuisce ad un vescovo, Ranieri de'Ricci, che non è persino mai esistito). Ad ogni modo le attribuzioni delle monete di Volterra che non si legano già ad un documento sono tutte estremamente difficoltose e quasi mai condivisibili dal mio punto di vista, tanto sul CNI quanto nelle altre pubblicazioni seguenti, per arrivare al MIR ed ai lavori di Renato Villoresi e neppure (e sopratutto) nei miei, che io ho prodotto all'età delle superiori e che sono ricolmi di errori e di interpretazioni sbagliate. Ho cercato per tanto tempo di completare una monografia volterrana che fosse veramente aggiornata, ma la verità è che non ne sono ancora stato in grado per i molti problemi di vario ordine che comporta (ultimo ma non ultimo il problema delle fonti, che solo recentemente sono state veramente ben indagate da un caro amico medievista che ha popolato gli archivi volterrani per diversi anni e che mi ha messo in mano una visione d'insieme assolutamente straordinaria e diverse nozioni inedite, tra queste è di pochi mesi la notizia che il vescovo Alberto Scolari avrebbe battuto moneta, mentre fino ad oggi si riteneva di no). Dunque Volterra è una zecca completamente da riscoprire, sulla quale è disponibile molto materiale sotto-sfruttato, sulla quale allo stesso tempo ho scoperto molte cose che spero di poter pubblicare in un futuro insieme ad altre molte che credo scoprirò. I temi sono veramente mille, e spesso mi si aprono dei contesti di studio interessanti ed inaspettati, come quello che sto approfondendo adesso sul tema delle zecche periferiche che è interessantissimo: il vescovo per dimostrare i suoi diritti su un castello della diocesi vi esercitava un privilegio imperiale che ne testimoniava così l'appartenenza al suo comitato (Ho pubblicato le mie riflessioni in un articoletto nel quale sono stato finalmente in grado di attribuire correttamente le emissioni di Rainuccio Allegretti al Castello di Casole) e sto studiando adesso il caso analogo dei Vescovi di Arezzo. Di lavoro dunque cen'è, e sarebbe interessante per uno che come me di questi grossi ne ha una decina, riuscire a capirne qualcosa di più... ben venuto nel club Magdi1 punto
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Vi presento il mio ultimo acquisto: Giulio sede vacante 1769 (Muntoni 3) chiuso for di conio da Cavaliere. Purtroppo le mie foto non rendono giustizia a questa moneta. Al Veronafil ho avuto l’opportunità di mostrarla a @Monetaio, che ringrazio per avermi accolto al suo banco. Cito gli appassionati di papali: @DARECTASAPERE @sixtus78 @anto R @Sixtus85 @rcamil @Giov60 @ZuoloNomisma @latino (Perdonatemi se mi sono dimenticato di qualcuno ). Martin1 punto
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