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  1. eracle62

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/23/18 in Risposte

  1. Buongiorno @giuseppep, Ti ringrazio per la stima ma, non sono intervenuto nelle discussioni perché ho deciso di non scrivere più sul forum, ero stanco di subire continuamente pesanti offese, inviti, o presunti tali che invece erano tutt’altro, e confesso che queste cose, personalmente mi hanno anche turbato. Queste cose non appartengono al mio stile di vita ed erroneamente pensavo che non dovevano far parte anche della vita degli altri ma purtroppo non è così. Il fatto che io non scriva più, non significa che non legga ed ho seguito con interesse le discussioni. Naturalmente, sulle monete discusse, ho la mia opinione che può essere facilmente intuibile e credo che in molti, da quello che ho letto, la condividono, considerate anche le prove oggettive presentate sia da Gionny che anche da altri utenti sia italiani che stranieri. Questo mio intervento è solo indirizzato ad @Alberto Varesi che ammiro per il suo ultimo post dove, con poche intelligenti righe dimostra la sua enorme disponibilità, onestà, serietà e capacità professionale, ma su questo non avevo dubbi, difatti, l’ho sempre considerato e stimato come uno dei massimi esponenti del panorama numismatico Italiano, mi ricordo a tal proposito di una famosa asta sulle antiche di un noto collezionista defunto nella quale vennero ritirate in sala, perché ritenute false, delle importanti monete dal valore non indifferente, questo a significare la sua professionalità, ad altri non risponderò. Ho letto con piacere nel suo post che le monete discusse verranno riesaminate e che per la leontini si sta valutando il ritiro ma, senza nulla togliere alla professionalità o competenza delle persone che le hanno periziate prima, perché sappiamo tutti quanto è difficile il campo delle antiche,mi auguro e spero che Alberto, proprio per la sua serietà ed onestà, possa chiedere la consulenza di altri esperti per poter riesaminare con attenzione le monete e che in collaborazione possano arrivare ad una conclusione univoca. Cordialmente Babelone
    5 punti
  2. Vedo che anche la conferenza che si terrà a Parma è di sicuro interesse, oltre a cio a Parma vi è anche la parte commerciale sempre molto gradita a tutti, sicuramente l'Associazione del Cordusio svolge tramite i suoi più illustri soci un servizio di divulgazione enorme nel panorama Nazionale, prova ne è stato il convegno tenutosi la scorsa settimana a Milano, dal sapore non esclusivamente Milanese ma Peninsulare. Lo sforzo che compie l'AQdC è sicuramente grande, dato che organizza appuntamenti in luoghi sempre di notevole prestigio, poi sicuramente viene la pubblicazione cartacea del Gazzettino ed anche dello speciale, imprescindibili se si vuole parlare di divulgazione, infatti avere una copia da poter leggere e consultare non ha paragoni con il digitale, naturalmente nei tempi moderni però non ci si puo chiudere nell'ortodossia di una copia solo cartacea e se veramente si vuole fare divulgazione, come l'AQdC vuole e fare e fà, bisogna anche mettere a disposizione in formato virtuale questa pubblicazione, questo non può fare altro che aiutare la numismatica, propio come viene fatto anche per lo streaming nelle conferenza, infondo l'obbiettivo è raggiungere il più possibile tutti gli appassionati della materia. Orgoglioso di essere entrato anche io a far parete dell'AQdC spero di aver dato con l'iscizione il mio piccolo contributo a che questo grande progetto per la numismatica possa avere un grande successo.
    4 punti
  3. Il punto non è se le aste vendono o no. Se ogni pezzo in asta andasse invenduto non si parlerebbe di "crisi" ma di " morte" della numismatica. Poniamoci, invece, un'altra domanda: una moneta a parità di stato di conservazione a quanto "passa" oggi in asta e a quanto "passava" 5/6/10 anni fa? Per quanto riguarda il Regno mi sento di affermare che i prezzi sono sensibilemnte calati segno che la "pressione" è sulle vendite e non sugli acquisti.
    3 punti
  4. Buona sera, butto un'altra moneta sul fuoco. Assieme al 8 tornesi SICL ho preso pure quest'altra moneta spiccia, di uso quotidiano, un 6 tornesi per la Repubblica Napolitana (peso 20, 24 grammi) debolezze e una mancanza, ma personalmente lo ritengo sopra la media. Siete d'accordo? Fatemi sapere cosa ne pensate. Saluti e grazie come sempre.
    2 punti
  5. Il Latino fu veramente la lingua ufficiale e parlata nell’ Impero Romano ? credo che tranne in alcune parti dell’ immenso Impero , non lo sia stato se non marginalmente . Il Latino sara’ stata lingua parlata e scritta sicuramente nelle alte sfere della pubblica amministrazione civile e militare dell’ Impero e per necessita’ pratica anche nelle varie parti dei componenti subordinati dell’ esercito romano alto e medio imperiale , ma rimane la domanda : nelle classi medie e medio basse dei cittadini che componevano il caleidoscopio territoriale , il Latino era la lingua comunemente parlata ? sembrerebbe di no , perche’ ad esempio nella parte orientale , medio orientale e nord Africa dell’ Impero , il Greco era la lingua piu’ ampiamente in uso , anche nella stessa Italia del Sud e particolarmente in Sicilia la lingua greca sembra essere stata quella piu’ uso , come almeno si evince dalla maggioranza delle lapidi e sepolcri trovati in Sicilia incisi piu’ in Greco che in Latino . L' espansionismo militare romano comportò come conseguenza che la lingua parlata normalmente , sia dai legionari sia dall' enorme apparato burocratico civile che seguiva le conquiste , diffondesse nelle Province il Latino , la lingua dei conquistatori , fino a dar vita alle odierne lingue neolatine sopravvissute : italiano , spagnolo , francese , rumeno e portoghese . Come si puo’ notare dalla cartina delle antiche Provincie romane , nelle quali l’ antica lingua latina si e’ evoluta in neolatino , queste Provincie corrispondono alle prime conquiste territoriali di Roma avvenute quasi tutte in epoca repubblicana , furono quindi quelle che rimasero piu’ romanizzate nel tempo facendo si che il Latino come lingua e come usanze attecchisse profondamente tra la popolazione nativa ; unica eccezione fu la Dacia che nonostante rimanesse a far parte dell’ Impero per poco piu’ di un secolo venne profondamente romanizzata , tanto da includere il rumeno tra le lingue neolatine , questo perche’ dopo la conquista di Traiano , eserciti di coloni proletari provenienti principalmente dall’ Italia vennero li attratti per le opportunita’ di lavoro che la nuova Provincia offriva , agricoltura e sfruttamento delle miniere di metalli preziosi ; anche dopo il ritiro dei Romani dalla Dacia al tempo di Aureliano , i coloni di origine italica rimasero in gran parte in Dacia , dando vita nei secoli futuri ad un’ isola di latinita’ immersa tra le varie stirpi slave che invasero l’ antica Provincia . Per tutte la altre Provincie dell’ Impero il Latino non ebbe mai vita facile tra il popolo , venne quasi sempre preferito il Greco , tanto che la lingua romana termino’ completamente con l’ abbandono di esse . Di questo poco successo che ebbe il Latino al di fuori delle antiche Provincie se ne ha una piccola prova in un passo del primo libro delle “Confessioni” , biografia di Sant’ Agostino , quando dialogando con se stesso ricorda quando era alunno di scuola ad Ippona ed era costretto dal maestro ad imparare il Greco , lingua che a lui rimaneva ostica e per questa sua difficolta’ veniva severamente punito , preferendo al Greco , il Latino .
    2 punti
  6. Già...ma prima? Come a tutti noto, la parola "Dollaro" è un'evoluzione del tedesco "Thaler", il nome dato alla prima moneta d'argento europea di grande modulo, coniata per la prima volta in Tirolo nel 1486, sei anni prima che Colombo scoprisse l'America. La moneta divenne cosí popolare nel XVI secolo che molti altri paesi ne coniarono di simili, dando loro nomi derivati da "thaler": "rijksdaaler" in Olanda, "rigsdaler" in Danimarca, "tallero" in Italia, "talar" in Polonia. Nel Nuovo Mondo, la moneta simile al tallero di uso piú comune era quella spagnola da 8 reales, conosciuta come Spanish Milled Dollar o "pezzo da otto" (piece of eight), coniata principalmente nella Zecca di Città del Messico, ma anche in Bolivia, Cile, Colombia, Guatemala e Perú. Insieme alle sue frazioni era ampiamente diffusa tra i coloni dei futuri Stati Uniti, e fu pertanto naturale che la parola "Dollaro" venisse adottata ufficialmente dal Congresso come unità di misura monetaria, una decisione caldeggiata da Thomas Jefferson sin dal Congresso Continentale del 1776. Ma prima che questo avvenisse, prima che si formassero gli Stati Uniti d'America, prima ancora che nascessero le tredici colonie inglesi, e addirittura prima che l'Arciduca Sigismondo del Tirolo coniasse, nel già ricordato 1486, il Guldengroschen, il primo Tallero della storia? Cosa usavano gli indigeni? E i primi coloni europei, afflitti da una cronica penuria di monete "tradizionali", come si regolavano per il commercio e gli scambi con le popolazioni native? Cercheremo di dare una risposta a tali domande in questa discussione che, partendo dall'America precolombiana, arriverà fino alle prime coniazioni monetarie delle tredici colonie che andranno a costituire gli Stati Uniti (ma senza entrare nel dettaglio di tutte le emissioni) e ai primi dollari, trattando anche, squisitamente dal punto di vista storico, delle monete degli spagnoli che, per oltre tre secoli, circolarono indistintamente dal sud, dove erano coniate, al nord del continente. Dove inserire una discussione così? Dal punto di vista temporale, forse la più logica sarebbe stata la sezione delle Zecche straniere, dal 1500 al 1800. Ma poiché l'area geografica che sarà presa maggiormente in considerazione sarà quella che andrà a costituire i futuri Stati Uniti d'America, ho ritenuto più opportuno inserirla nella sezione che vede tra i suoi frequentatori gli appassionati di monete statunitensi, e dunque le Monete estere La storia vera e propria parte col prossimo post, intanto non poteva mancare un omaggio al "padre" di tutti i dollari, il Guldengroschen di Sigismondo del Tirolo (da asta Künker). petronius
    2 punti
  7. Buonasera, Premetto che scrivo da semplice appassionato con conoscenze del settore praticamente nulle. La tua moneta mi sembra molto simile a questa qui riportata. Se può essere di aiuto...
    2 punti
  8. Buonasera Alberto, ti ringrazio per la risposta e rispetto le decisioni prese ma, personalmente credo che il confronto con altri esperti arricchirebbe le conoscenze anziché penalizzarle. Nel pieno rispetto delle vostre decisioni future, non intervengo sulla leontini perché è già stata ampiamente documentata da gionny ma, mi limito a fare solo un piccolo intervento sulla Messina proprio a riguardo della frase sopra citata e nell'ottica dell'arricchimento delle conoscenze personali, dopo di che, darò spazio all'asta che naturalmente sarà la bilancia dell'umore dei collezionisti,considerando anche che ci sono monete molto interessanti dal punto di vista collezionistico. Rispondo nello specifico alla richiesta di @Brennos2 postando le sue bellissime foto e mi scuso perchè non conosco l'inglese ma spero che capisca lo stesso e credo che anche @Giov60 aveva chiesto dei chiarimenti in merito: quei granellini come il sale sono " cristalli di nitrato d' argento " una produzione di sintesi moderna ed è ovvio che non si può trovare sulle monete antiche e pertanto la sua presenza deve già far scattare l'allarme. Spero che questo ti possa essere utile nell'analisi della moneta C ordialmente Babelone
    2 punti
  9. La Repubblica Napoletana venne costituita dai patrioti giacobini durante le guerre della seconda coalizione antinapoleonica; proclamata il 23 gennaio 1799 dopo che l'esercito francese comandato dal generale Championnet vinse le ultime resistenze borboniche prendendo Castel Sant'Elmo a Napoli. Il 23 gennaio 1799 furono emanate le Istruzioni Generali del Governo provvisorio della Repubblica, una forma di primo programma di governo. I progetti politici però non riuscirono a trovare pratica attuazione nei soli cinque mesi di vita della Repubblica; il 13 giugno 1799 infatti l'armata popolare sanfedista organizzata attorno al cardinale Fabrizio Ruffo appoggiati da una squadra navale inglese al comando dell'ammiraglio Horatio Nelson riconquistò il Mezzogiorno, restituendo i territori del regno alla monarchia borbonica esule a Palermo, era il 19 giugno 1799; sul trono fu reinsediato Ferdinando IV di Borbone. La legge del 30 piovoso (18 febbraio 1799) promulgata dal governo della Repubblica Napoletana ordinava la coniazione delle monete repubblicane in questi termini: Per il rame: nella detta moneta di rame che si conierà, del valore di due e tre Grana, da una parte vi sarà impressa una corona di quercia in mezzo della quale sia scritto il valore della moneta. Al dritto in quelle di due Grana > Tornesi Quattro, in quelle di tre Grana > Tornesi Sei; intorno alla corona via sia scritto > ANNO SETTIMO DELLA LIBERTÀ; Al rovescio sia impresso un fascio di verghe, colla scure e intorno si legga Repubblica Napoletana. Era la prima volta che si battevano questi due multipli del Grano, aventi rispettivamente un peso medio di grammi 12,50 e di grammi 18,20 > sulla base del Grano di Trappesi 7 > grammi 6,23; Nel 1921, il Pof. Carlo Prota scrisse sul BCNN un bellissimo ed approfondito studio sulla Monetazione di Napoli negli anni 1791-1799; a pag. 35, per le monete coniate durante la Repubblica Napoletana, si legge: Esse furono fatte da conì incisi da Domenico Perger, il quale costretto dal nuovo regime a farli, non vi pose le sue iniziali, né quella del maestro di zecca e del maestro di prova, tanto necessario all’autenticità delle monete; ciò fu fatto dal Perger per non venir meno ai suoi sentimenti nel confronto del deposto governo borbonico; semplicemente su un conio delle monete di rame > 3 Grana da 6 Tornesi, vi pose al R/ le lettere inizialiZ N ossia Zecca Nazionale e non di Napoli o Napoletana. Le monete da 6 e 4 Tornesi della repubblica furono coniate, ciascuno in 24 liberate dal 13 marzo al 20 giugno 1799; La leggenda al D/ sui 12 Carlini > 6 Carlini e al R/ 6 Tornesi e 4 Tornesi, risulta essere errata; infatti secondo quanto prescritto dal Decreto Governativo del 30 piovoso > lunedì 18 febbraio 1799, doveva essere REPUBBLICA NAPOLETANA e non NAPOLITANA.
    2 punti
  10. To come back on the subject, as I wrote some days ago, I believe that the leontini and the messana tetradrachms are very closely related. They share the same surface problems and cleaning scratches. There are 2 chances: 1. They belong to the same unearthed hoard and were cleaned and mistreated by the same person who destroyed the surfaces. In this case we are talking about authentic coins from partially unrecorded dies and also there is the scientific significance of the discovery of coins from messana and leontini, minted in different dates, in the same hoard. I am afraid that as far as I understood the consignor of these coins cannot provide any further evidence on this. 2. They are both fakes treated with chemicals to appear authentic or to draw attention away from the suspicious fake give-aways discussed in the 2 relevant threads. My conclusion would be that if you decide to withdraw, then you should withdraw both of them.
    2 punti
  11. Giustissima osservazione, caro Alberto. In effetti ero un pò titubante a suggerire il ricorso alla consulenza di periti esterni per le ovvie implicazioni anche professionali e mi scuso se mi sono esposto a tale suggerimento. Non conosco bene le dinamiche su tali collaborazioni, ma credo che a fronte di monete che non sono falsi eclatanti e di non facile valutazione non ci sia nulla di male a interpellare qualche esperto collega della vostra associazione professionale. Si sa che esistono esperti che sono più qualificati per determinate monetazioni. Io personalmente non ho troppa fiducia nei cosiddetti "tuttologi", in grado cioè di garantire del tutto una moneta di qualunque periodo e luogo.... Con grande stima dal tuo omonimo Alberto
    2 punti
  12. Grazie Babelone per i complimenti che, per quanto indirizzati unicamente allo scrivente, sento di dover condividere con Tinia per due semplici ma importanti motivi: a) la decisione di riconsiderare le nostre posizioni non è stata unilaterale ma concertata con Tinia b) a Tinia va riconosciuto l'indubbio merito, seppur in modo un poco "cruento", di aver ottenuto delle evidenze sulle quali lavorare, delle "prove" e non solo delle teorie. Che poi, alla fine, è quello che fin dall'inizio si era chiesto. Sull'eventualità di chiedere interventi esterni sono piuttosto scettico, anche qui per 2 motivi: c) mi limiterei la possibilità di crescita professionale, non comprendendo perchè e dove ho sbagliato e, in futuro, potrei ricadere sulle stesse tipologie d) mi viene in mente una Casa d'Aste che, il giorno prima della sua vendita, chiese l'intervento degli esperti di un'altra ditta perchè individuassero quali monete erano false. E tutto il mondo numismatico, all'estero, ancora ne ride. Grazie, ma se devo far ridere almeno che sia per qualcosa che ho fatto io, non altri.
    2 punti
  13. Giusto perchè in tanti pensano di avere un 1.000 lire ocra solo perchè la carta appare leggermente più scura, cominciamo a dire che la serie ocra è stata emessa solamente a firma di Carli - Lombardo. Veniamo al famoso intervallo che va da UA T sino a VA Z ________inizia con___________ UA 000001 T > UA 1000000 T VA 000001 T > VA 1000000 T WA 000001 T > WA 1000000 T YA 000001 T > YA 1000000 T ZA 000001 T > ZA 1000000 T __________si passa a________ AA 000001 U > AA 1000000 U BA 000001 U > BA 1000000 U CA 000001 U > CA 1000000 U così via sino a ZA 000001 U > ZA 1000000 U __________si passa a________ AA 000001 V > AA 1000000 V BA 000001 V > BA 1000000 V CA 000001 V > CA 1000000 V così via sino a ZA 000001 V > ZA 1000000 V __________si passa a________ AA 000001 W > AA 1000000 W BA 000001 W > BA 1000000 W CA 000001 W > CA 1000000 W così via sino a ZA 000001 W > ZA 1000000 W __________si passa a________ AA 000001 Y > AA 1000000 Y BA 000001 Y > BA 1000000 Y CA 000001 Y > CA 1000000 Y così via sino a ZA 000001 Y > ZA 1000000 Y __________si passa a________ AA 000001 Z > AA 1000000 Z BA 000001 Z > BA 1000000 Z CA 000001 Z > CA 1000000 Z e così via sino a VA 000001 Z > VA 1000000 Z Tutto quello che rientra in questi contingenti di stampa è carta ocra, ma il biglietto visibilmente si apprezza esclusivamente in assoluto FDS, nelle altre conservazioni si presenta quasi/ocra, poco/ocra, mezzo/ocra, forse/ocra
    2 punti
  14. Il piacere di far parte di un gruppo nel mio caso risiede nella possibilità di creare qualcosa che non è possibile produrre in solitaria e nella condivisione sia del processo di creazione che di ciò che si è creato...ho provato queste sensazioni occupandomi e organizzando archivi e biblioteche tematiche sia per lavoro che come volontario, una biblioteca o un archivio non vivono solo del materiale posseduto, del patrimonio documentario, questo è ovviamente fondamentale, ma fondamentale è anche la funzione del "patrimonio umano" che vi opera, interagire, condividere le conoscenze, orientare, guidare l'utenza sono azioni fondamentali e che necessitano di lavoro di squadra, mappare e catalogare le diverse tipologie di materiale posseduto, soddisfare le necessità e le richieste degli utenti, consigliarli e orientarli nei loro dubbi, tutte attività che raggiungono la migliore efficacia quando effettuate in team perché nessuno può essere egualmente capace ed esperto in tutto e anche se lo fosse da solo non avrebbe il tempo necessario per agire al meglio con tutti...come aneddoto posso raccontarvi un episodio vissuto di recente, lavorando come volontario in una biblioteca diocesana campana catalogo di consueto le nuove pubblicazioni ricevute, a volte coadiuvo la bibliotecaria nell'accoglimento dell'utenza...nel corso di una di queste sessioni mi è capitato di condividere con alcuni utenti la mia passione per la numismatica, non l'avessi mai fatto...sono stato sommerso da richieste, domande, compiti e perfino ricerche interessanti...evidentemente c'è un popolo sommerso di curiosi, persone che in un modo o nell'altro possiedono qualcosa di numismatico ma non sanno decifrarlo, non hanno gli strumenti per poterlo fare, così come ci sono anche collezionisti e studiosi che vivacchiano della loro passione in solitaria non riuscendo a condividere con nessuno, non avendo riferimenti...sto scoprendo che in una biblioteca locale c'è spazio anche per la numismatica, come risorsa aggiuntiva a quelle tradizionali, un ulteriore strumento conoscitivo da far operare in squadra con le altre competenze.
    2 punti
  15. Per i soci dell'Associazione Culturale di Quelli del Cordusio, vorrei ricordare che in concomitanza del convegno di Parma, ci sarà la presentazione del nuovo numero del Gazzettino e la sua distribuzione, direi che ne varrebbe la pena esserci... Di seguito il link dell'evento.
    2 punti
  16. L'osservazione di Tinia merita un approfondimento. E' in effetti difficile che un falsario abbia copiato bene la testa "bagnata" e sbagliato sul perlinato del bordo. La prima e più ovvia osservazione è che il falsario aveva copiato uno o più esemplari con tondello stretto e quindi abbia dovuto rifare il perlinato usando tondelli un poco più grandi. E' una eventualità che ci può stare, dal momento che anzi la maggior parte degli esemplari autentici di quel ripostiglio non hanno la perlinatura completa (come si può evincere anche dalla sequenza dell'usura del conio mostrata da Gionnysicily). E' difficile capire perché il falsario Fichera non abbia avuto un pò più pazienza a cercare un esemplare di modulo largo, appunto per evitare di dover rifare, almeno in parte, la perlinatura. Ricordo solo che mi dissero allora che dal momento del ritrovamento del ripostiglio ci fu un certo fermento e non pochi esemplari presero il volo, ovviamente all'estero... Quindi in realtà il falsario probabilmente ebbe accesso solo a una parte degli esemplari ritrovati. E poi si era anche sbrigato a fare le copie, anche al fine di mischiarle con i pezzi originali. Ricordo molto bene che appunto per avere avuto in mano un certo numero di esemplari mischiati che Roberto Russo si accorse piuttosto rapidamente delle incongruenze, dando l'allarme ai suoi colleghi in Svizzera. La conferma, almeno come mi disse (e non ricordo le sue esatte parole dopo tanti anni), era che i pezzi col bordo perlinato "irregolare" (ossia in soprannumero) erano accomunati anche da una strana superficie e angolatura del bordo, dovuti al fatto che erano stati ricavati con la pressofusione (e Fichera fu forse il primo a perfezionare tale tecnica e forse Gionnysicily può spiegare meglio su questo punto). L'altra possibilità è che esista un secondo conio molto simile, con diversa perlinatura. Personalmente tendo a rigettare tale ipotesi, conoscendo la monetazione siceliota in generale. Normalmente un incisore greco non creava un secondo conio che fosse praticamente identico al precedente, con minime e marginali differenze, come il numero delle perlinature. Possono capitare esemplari che presentano minime discordanze: se sono autentici, esse sono generalmente frutto di ritocchi operati dallo stesso incisore, per rinfrescare il conio che si stava usurando e questo soprattutto nel caso che l'artista fosse molto soddisfatto del suo conio, al quale cercava di assicurare la massima durata durante la produzione. Poi con un conio, specialmente se di incudine (diritto), si potevano coniare monete probabilmente dell'ordine di 15.000-20.000 esemplari (e forse anche un poco di più). E' facile quindi che in particolari circostanze storiche una buona parte potesse essere confluita in un tesoretto rapidamente sotterrato. E invece comparire molto saltuariamente in altri ripostigli non esattamente coevi, spiegando la sua rarità prima degli anni '80....
    2 punti
  17. Caro Tinia, siamo ormai a conoscenza di quanto sia facile per te scivolare in allusioni inutili e totalmente fuori luogo... Sei costantemente tentato a farlo, ma con me non attacca. Ti pregherei di restare nei binari e di continuare a parlare solo di numismatica, se ne hai voglia... Comunque, per chiarezza, il mio post era rivolto in generale ad esperti che non sono ancora intervenuti in questa/queste discussioni, come @vitellio, @odisseo, @babelone, ecc.... Non ad un "amore preciso" e senza niente di strano e sospetto.
    2 punti
  18. Buonasera, grazie mille a tutti per l' intervento, in effetti avendo notato altre volte errori del genere(cifre rovesciate) su monete toscane, lo avevo preso in considerazione, anche se nessuno, fino ad ora, aveva appoggiato questa ipotesi. A questo punto se esiste la variante direi proprio che è questo il caso, dovrebbe proprio essere 1630, si spiega quindi la cifra strana, non frutto di qualche scivolamento di conio. Penso anche io che il 1650 possa eventualmente essere inesistente, soprattuto alla luce di quando espresso, possibilissimo che si siano sempre presi questi 3 rovesciati come 5. Del resto a prima vista l' impressione è di un 5, solo guardando attentamente ci si rende conto che qualcosa non torna...mi permetto inoltre di fare una piccola considerazione, anche su quattrini lucchesi, dove ho potuto notare cifre rovesciate, si trattava sempre del numero 3 e non era solamente "specchiato" confrontando la cifra presente con il 3 dritto che si trova su monete "standard", vi è sempre una differenza sostanziale, diciamo che è più una sorta di " Σ ", almeno secondo me, poi posso benissimo essere stato tratto in errore. Ad ogni modo sentir definire addirittura la moneta "comune" mi pare un tantino eccessivo, poi ovvio che ce ne sono di più rare, ma 1 lira 1630 con 3 retroverso quanto spesso si vedrà in asta ? una ogni 5 anni ? per me le monete comuni sono altre..nessuno poi ha elogiato la conservazione della stessa, io ho esordito parlando delle povere condizioni di conservazione. Il collezionismo può essere anche passione e ricerca, pur nel pezzo semi illegibile, rovinato, maltrattato(pure con valore economico nullo!)... oltre che per pezzi FDC da esporre su un vassoio, pagati migliaia di euro. Ovviamente a ciascuno le sue opinioni, nessuna polemica, ma se mi si dice che è una moneta da studio..allora ben venga lo studio ! per me il collezionismo va oltre la "godibilità" della moneta. Motivo per cui ho postato questo pezzo, forse insignificante e brutto per qualcuno ma con una storia che volevo conoscere. Ripeto, nessuna polemica, grazie a tutti per i pareri che fino a qui mi avete dato !
    2 punti
  19. E si caro @Emilio Siculo Leontini ha coniato solo e unicamente con un conio di dritto , l'esemplare cosi detto "capelli bagnati" .Allego la sequenza del dritto , dagli esemplari di prima battitura , fino alla deturpazione delle rotture che prima dai capelli e poi sulla guancia. Da qui , non più con la logica........ma con fatti oggettivi, La zecca di Lentini , non necessitava un'altro conio di dritto , visto che poteva continuare a coniare con il ( E SOLO) conio , anche se maltrattato. Come da vecchie notizie , il ritrovamento è avvenuto nel 1988 , le prima riproduzioni furono scoperte da R. Russo subito dopo e nel 1989 già i grandi come Russo, Hunther, erano in grado di riconoscerli .......come ?? esperienza, conoscenza,alla base di tutto. Cosi fino al 2000 le riproduzioni non circolarono più , tranne singole monete . Dal 2000 ad oggi , i mercati con l'avvento delle aste elettroniche , vuoi anche modesti collezionisti o modesti investitori , hanno svegliato le monete di Leontini. facendole apprezzare , anche per i prezzi "modesti" per un tetradramma di gran bello stile del V sec. a C. Uno dei pochi che si è avvicinato a far si di riconoscere una riproduzione......e stato @Emilio Siculo che con pazienza si e messo a contare le perline del dritto .........Come avevo fatto io durante questo inverno , per individuare la consecutività di questo conio. EBBENE tutte le monete GENUINE di Leontini "capelii bagnati" l'incisore ( a noi anonimo) ma sicuramente un grande maestro racchiude il suo conio ....... con un perlinato che non è mai stato modificato. Per le monete genuine , se si traccia una retta davanti al naso e si fa un'altra retta alla punta della corona di alloro, si contano SOLO e UNICAMENTE 17 perline. Le riproduzioni riconducibili al defunto Fichera , alcune con 22 e molti con 25 . Come da foto che allego.
    2 punti
  20. Dopo un paio di ore di scavo nel mio garage vedo affiorare questa dell'estate del '79, chi potrei essere? Poligono di tiro di Albenga (più di 40 gradi all'ombra) eravamo sotto un albero, al sole le uova diventavano sode. sembriamo provenienti da un'epica disfatta...
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  21. Riflessione in generale sul collezionismo visto in ambito psicologico. Voi che opinione avete a riguardo ? io sono leggermente perplesso Tratto da uno scritto della Dott.ssa Giuliana Proietti (sito psicolinea.it) La necessità di collezionare oggetti ha a che fare con il desiderio primordiale di sicurezza, ma non sempre gli oggetti di cui ci si circonda sono davvero indispensabili per la propria sopravvivenza, o anche solo per il proprio benessere. Si pensi a chi colleziona francobolli, monete antiche, orologi, scoiattoli imbalsamati, quadri, giornali, scatolette di gomme americane, ecc: tutti i collezionisti hanno delle ragioni particolari per circondarsi di questi oggetti, che arricchiscono la loro vita e a cui essi attribuiscono un particolare valore affettivo. Ogni collezionista tuttavia è un caso a sé e non tutti possono comprendere il valore che questi oggetti hanno per chi li detiene. L’essere umano ha sempre avuto il gusto di conservare delle cose presso di sé, creando serie ordinate di oggetti (dal più grande al più piccolo, dal più nuovo al più antico, ecc.) e dedicando il proprio tempo alla ricerca di ulteriori pezzi simili, che perfezionassero la collezione. Si tratta di un passatempo, di un hobby, che a volte permette di creare composizioni di grande pregio, che hanno un alto valore economico, oppure di entrare in relazione con persone che hanno interessi simili ai propri, migliorando la qualità della propria vita. E’ importante tuttavia distinguere fra un collezionista e un accaparratore: un collezionista infatti è una persona che accumula oggetti che potranno essergli utili, oppure che, messi insieme, costituiscono un valore. E’ vero che si possono collezionare anche oggetti inutili e di scarso valore, ma anche in questo caso c’è una differenza fondamentale fra collezionismo e accaparramento, perché chi “accaparra” conserva oggetti di tutti i tipi, anche molto diversi fra loro, che non hanno alcun valore e che mette insieme non per creare collezioni logiche e ordinate, ma solo perché non vuole separarsi da loro. E’ come se, attraverso questi oggetti, potesse conservare tutto il proprio passato, anche quello più insignificante, soprattutto se visto nel lungo periodo (es. bollette del gas o del telefono, biglietti del cinema, tappi di spumante, ecc.) I collezionisti “veri” invece sono coloro che si impegnano per occuparsi del proprio hobby: essi cercano particolari pezzi, che poi inseriscono in raccolte organizzate. Questo modo di passare il tempo è assolutamente sano, visto che non crea problemi di salute alla propria vita e non può arrecare alcun male, né a sé stessi, né agli altri (a meno che per completare una collezione non si finisca per rubare o per contrarre debiti, ma queste sono ovviamente delle eccezioni). Un accaparratore invece non ha una passione sana, perché le sue strampalate collezioni ingombrano inutilmente i suoi spazi vitali, tanto da creargli disagio e impedirgli di disporre dei propri spazi. L’APA nel nuovo DSM-5 ha creato una nuova categoria patologica: “il Disturbo da Accaparramento”, proprio per distinguere fra il collezionismo sano e l’accaparramento compulsivo di oggetti, che è invece patologico. Secondo il DSM-5 un “disturbo da accaparramento” deve comportare seri ostacoli alle normali funzioni della vita (sociale, professionale, ecc) e non deve essere spiegato con altri disturbi, come il disturbo ossessivo-compulsivo o la depressione. L’immagine che illustra il post mostra i tipici spazi occupati dalle “collezioni” dell’ accaparratore compulsivo: sono oggetti tutti diversi fra loro, che non hanno alcun valore e che hanno in comune il solo fatto di essere stati posseduti anche solo per un giorno, o per un minuto: disfarsene però è un po’ come morire…
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  22. Giornata importante per noi quella del 28 aprile 2018, a Parma nell'ambito del Convegno commerciale e culturale denominato " APPUNTI NUMISMATICI " tra le varie conferenze ci sarà anche un apposito spazio per la Redazione del Gazzettino per presentare ufficialmente il terzo, quello nuovo, in quel momento. Verranno poi distribuite già quel giorno le prime copie ai soci presenti. All'inizio verrà fatto anche un resoconto su come sta andando l'area circoli e associazioni formatasi qui su Lamoneta. E vedremo di parlare anche di prospettive e scopi della stessa in ottica futura. Allego il link della discussione sull'evento dal forum generalista dove potrete trovare ulteriori informazioni.
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  23. Ma il wampum fu, soprattutto, un simbolo di pace. Come questo Two-Row Wampum, simile a quello che, ai primi del '600, sancì un accordo tra la Confederazione Haudenosaunee, tuttora esistente, e gli olandesi (esistono ancora anche loro ) Le conchiglie bianche simboleggiano la purezza dell'accordo e rappresentano un fiume. Tre file di perle bianche separano le file viola e quelle tre file rappresentano pace, amicizia e rispetto. Le due file viola, che "hanno lo spirito dei tuoi antenati e dei miei", simboleggiano due navi che viaggiano insieme sul fiume, una per il popolo indiano e una per i non nativi. "Ognuno di noi percorrerà il fiume insieme, fianco a fianco, ma nella nostra stessa barca. Nessuno dei due cercherà di guidare la nave dell'altro." Questa invece è conosciuta come "George Washington Belt", cintura di George Washington Spesso identificata con il Trattato di Canandaigua del 1794, fu più probabilmente data alle Sei Nazioni a seguito di un trattato firmato nel 1789. La cintura presenta una casa allungata fiancheggiata da due figure umane più piccole, con 13 figure umane più grandi che si estendono su ciascun lato a rappresentare le 13 colonie originali. Ogni figura umana è collegata alla successiva attraverso una catena di wampum, che rappresenta un'alleanza indistruttibile. E per concludere, prima di passare a un altro argomento, non poteva mancare una cintura di wampum nostrana ben conosciuta dai lettori di TEX. E' quella che il capo navajo Freccia Rossa consegna al ranger nel n. 10 della serie regolare, e che comparirà poi spesso nelle avventure texiane, salvando più volte la vita al nostro eroe, a dimostrazione della sua efficacia come strumento di pace La cintura, inoltre, viene dai Dakota del nordovest, a conferma che, come avevamo scritto in precedenza, dalle coste atlantiche, l'uso del wampum si era esteso fino a quelle lontane regioni. petronius
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  24. Approposito @petronius arbiter era un po’ che non ti si leggeva nella sezione.... hai fatto fare tutto il lavoro sporco a @nikita_ Cordialmente PB
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  26. Con piacere ed emozione,condivido l'ultimo entrato nella collezione,un Asse di Tiberio di g 11.43x29mm,è incredibile come gli incisori sono riusciti ad imprimere sul metallo,I minimi segni caratteristici della persona quasi a lasciarci una fotografia del glorioso passato..condivido con voi anche un bellissimo video che ho visto pochi giorni fa,sulla villa di sperlonga di tiberio.
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  27. Buongiorno a te @TheWhiteFly l'amico @O'trebla si sta organizzando alla grande vedo e sono felice per lui , da come ne parla non vede l'ora di sistemare il tutto. ottimo. Anche io credo che i patacconi sono fondamentali, ma ad ognuno le sue scelte. per quanto riguarda me ho vassoi (quadrati) da 30 e da 35 mm e devo dire che mi ci trovo abbastanza bene, il diametro 35 è per gli amati patacconi, ma anche per alcune doppie maiorine il resto è per i bronzo più piccoli. L'amico O'trebla saprà di certo che i ecchietti talora sono terribili (ovviamente scherzo) e che i vassoietti ricolmi di tondelloni sono una vista da paura ^___^ ma devo dargli atto che per tematica scegliendo "costantinopoli" ha un'universo di varianti da studiare e classificare anche questo ottimo, ma scegliendo costantinopoli per completare in un certo senso dovresti continuare con bisanzio, la linea di demarcazione è molto sottile. I miei complimenti @O'trebla uscirà fuori qualcosa di bellissimo e, i miei complimenti a te @TheWhiteFly e a noi collezionisti e fini ricercatori di metallo pesante . Sono scelte, che io a suo tempo ho ritenuto opportuno non effettuare, ho deciso quindi di non decidere ..e nel mio caso dai tondelloni si va in giu fino al grammi di peso... capisco tutti e due . buona vita a voi e a rileggersi.
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  28. Vediamo di non farci concorrenza parrecipando tutti insieme...chi se lo aggiudica poi offre da bere...
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  29. @Lucolos qui puoi trovare ogni risposta , saluti e buona giornata. https://www.leuchtturm.com/collect-coins/
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  30. Ah fa nulla sei hai tralasciato la mia domanda! XD Anzi ti ringrazio per le informazioni che hai scritto. Dopo questi pareri positivi sicuramente comprerò un vassoio in floccato.
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  31. Lo so è un casino! La sostanza è che (credo) il criterio sia: - si inizia dalla banconota AA 000000 A - si prosegue fino alla banconota AA 999999 A - si continua variando la prima lettera: si passa alla BA 000000 A - arrivati alla VA 999999 A, si prosegue variando l'ultima lettera: si passa alla AA 000000 B Forse così è più chiaro (ma non ne sono sicuro!)
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  32. Ringrazio @dabbene per l'invito alla discussione...riguardo l'attuale dilemma tra cartaceo e digitale ritengo che servano entrambe le forme, diversificando contenuti e proposte, ciò che risulta complicato o impossibile sviluppare in forma cartacea può essere più agevolmente prodotto in digitale, penso ad esempio a contenuti video, ipertesti o database ad aggiornamento costante...da bibliofilo, biblionummofilo e bibliografo ovviamente ho un amore profondo per libri e pubblicazioni in formato tradizionale, credo che sedersi in una comoda poltrona con un libro fatto bene sia nei contenuti che nella qualità materiale sia uno dei piaceri intellettuali e "sensuali" più appaganti, è come nutrirsi bene, gustare del buon cibo...la cultura richiede tempo, elaborazione, passione e anche oggetti materiali, da toccare, sentire tra le mani, annusare...questo non toglie nulla all'importanza e alla grande utilità e comodità delle attuali risorse digitali, io stesso mi sto prodigando da tempo nella creazione di bibliografie numismatiche digitali full text, credo siano strumenti molto potenti e imprescindibili sia per fare ricerca che per essere introdotti nello studio di una qualsivoglia disciplina, disporre di mappe ordinate e facilmente accessibili con alcuni click dell'immenso mondo del sapere numismatico...è bello Sono due dimensioni, digitale e cartaceo, che vanno sapientemente e consapevolmente armonizzate ed equilibrate a seconda delle funzioni e finalità richieste.
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  33. Formidabile l'ultima!!! Un inedito! ...e direi che sembra ufficiale! Peccato per la foto un po' sgranata... chissà chicche di Claudio che avrai in collezione! Data la tua esperienza in materia, credo che qui sul forum tu sia il "claudiofilo" per eccellenza!, nella non frequenza di esemplari con busto nudo drappeggiato di Claudio, che idea ti sei fatto circa la distribuzione del "tipo" nelle varie zecche? Ho riscontrato da RIC online: 3 tipi per Milano - 7 tipi per Roma - 15 per Siscia - 10 per Cyzico - 4 per Antiochia La maggioranza proviene dalle zecche orientali e quanto a cronologia il tipo è stato utilizzato nelle zecche di Siscia e Cyzico dal 268 al 270 mentre a Milano, Roma e Antiochia solamente nel 270 (con tutti i limiti che può avere la cronologia delle emissioni che non è certo una scienza esatta)... sembrerebbe quasi che il modello sia partito dalle zecche orientali di Siscia e Cyzico per poi allargarsi verso la fine del regno di Claudio a Roma e Milano... variazione del gusto? Migrazione di alcuni scalptores da Siscia verso Roma e Milano e da Cyzico verso Antiochia? Mentre qualche affinità stilistica tra Antiochia/Cyzico/Siscia la intravedo, non ne vedo nessuna tra Siscia/Cyzico/Roma/Milano... Non mi spiego questa distribuzione abbinata a questa tipologia specialmente se si tiene in considerazione che il predeccesore Gallieno ha fatto uso di questa tipologia di busto in maniera abbastanza massiccia, e in maniera molto evidente presso la zecca di Milano... mi sarei aspettato una maggior continuità proprio qui dove Claudio ha battuto moneta dal 268.
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  34. Ciao, innanzitutto bel ritrovamento ma temo i dati della 2 euro maltese siano errati. In troppi negli ultimi tempi hanno trovato in circolazione questo 2 euro, Magari tra qualche tempo saranno resi noti quelli esatti. Un saluto
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  35. Buongiorno Renzo, ottima analisi, è sempre molto interessante leggere questi dati. Cordiali Saluti Silver
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  36. Poco da dire, meravigliosa moneta dell'Imperatore, forse, più denigrato della storia di Roma, ma che lasciò uno Stato con le casse piene. Saluti Eliodoto
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  37. Hai fatto benissimo, la Repubblica mi fa impazzire... Ti posso confermare tondello sopra la media.. quando si iniziano a vedere le fascine..
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  38. Penso che far fare i vassoi personalizzati sia una grande idea... Ci avevo pensato anche io, ma per ora la mia collezione di romane è ferma a soli 2 denari quindi penso che aspetterò . Se non è di disturbo posso chiedere @O'trebla di fare una foto quando saranno pronti, sono molto curioso
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  39. Concedetemi di fare l’avvocato del diavolo: Tanto per capire....ma se chi ha copiato ha usato gli esemplari migliori da cui trarre il conio falso, perché il perlinato non l’ha copiato e reintegrato ma ha deciso di rifarlo da capo “tutto “ e a suo gusto, e non solo la parte eventualmente mancante per coniatura fuori tondello nei o nell’esemplare meglio conservati? Non credo che gli mancasse la capacità di replicare un utensile così semplice come un punzone per perlinatura, è solo una barretta appuntita della giusta dimensione E perché cambiare passo delle perline, poi, e non rifarlo identico? Aveva in mano gli originali Sei un genio della copiatura delle monete, un artista del ritocco dei conii ( almeno da quanto dice la vox populi) e poi mi vai a cascare su un particolare così facilmente identificabile? cosa è: una specie di firma dell’artista? Un vezzo? non capisco e non lo trovo congruo con la descrizione che si fa dell’abilita di falsario dell’individuo in oggetto. Mi pare una spiegazione un po’ troppo semplicistica.
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  40. Visto che c'e' interesse per la garfagnana, posto questo sigillo in piombo,penso sia piu raro della moneta.
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  41. Ciao cari, nel corso della discussione avevamo presentato gli esemplari museali noti, provenienti talvolta anche da ritrovamenti, e non sono d'accordo che quello ANS sia poco naturale o piacevole. Anzi. Quello che però possiamo riassumere é che ad oggi è noto un solo conio di dritto, quello per intenderci con i pallini del perlinato "più diradati". Ad un'analisi più attenta, si può benissimo ricostruire una sequenza di battitura fra gli esemplari noti, come aveva fatto sinteticamente @gionnysicily in alto in questa discussione. A poco a poco il conio di dritto si rovina, compare presto l'evidente rottura al bordo dell'occhio, oltre che altre meno vistose sul perlinato o fra i capelli e il perlinato o nei campi. La rottura sui capelli vicino all'orecchio mi pare di capire che sia praticamente immediata. Così, il secondo esemplare che ho allegato al post 126 fa parte delle prime battute, mentre l'ANS appena sopra fa parte di quelle più tarde, ma non ancora alle ultime, che hanno altre rotture sulla guancia. Ferme restando le 16 palline (nel tratto del perlinato evidenziato sopra) e la coerenza dell'avanzamento delle rotture del conio. Ciò che non rispetta questi requisiti rappresenta alternativamente un conio ad oggi non noto (improbabile, e meritevole della massima attenzione per una pubblicazione) o un falso. Ciao ES
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  42. Come abbiamo visto nel post precedente, un wampum poteva avere molteplici usi e significati. Solo gradualmente assunse quelli di dimostrazione di ricchezza e, infine, di unità di misura della ricchezza stessa. Sappiamo che raggiunse questa fase finale, diventando una forma accettata di moneta, prima dell'arrivo degli europei. Arrivo che, per quanto riguarda il territorio degli attuali Stati Uniti, ha una data ben precisa. Il 2 aprile 1513, una spedizione spagnola partita da Porto Rico, composta da tre navi al comando di Juan Ponce de León, sbarcò sul continente, in un luogo che ancora non è stato precisamente identificato, ma che si trova probabilmente sulla costa nordorientale dell'attuale stato della Florida. Ponce de León ribattezzò quel luogo "La Florida" e ne rivendicò il possesso a nome della Spagna. Lo chiamò La Florida, che in spagnolo significa fiorita, forse perché impressionato dal rigoglio della vegetazione, o forse perché il giorno dello sbarco era la domenica di Pasqua, in spagnolo Pascua Florida. La prima testimonianza europea sull'uso del wampum come moneta ci viene dall'esploratore francese Jacques Cartier, che nel 1535 ebbe modo di vederne presso una tribù di Uroni, dalle parti dell'odierna Montreal. Più tardi scrisse che tra gli indiani "avevano lo stesso uso che l'oro e l'argento da noi". Ma perché proprio il wampum? Molto probabilmente perché era piuttosto difficile da produrre: fare un wampum richiedeva un lungo lavoro e una grande abilità, e proprio per questo divenne un'unità di valore. In questo, aveva molto in comune con le famose, gigantesche monete in pietra dell'isola di Yap, il cui valore era dato dal tempo, lo sforzo, il pericolo insiti nel trasportare la materia prima (le pietre) attraverso l'oceano, sulle traballanti canoe a bilanciere usate dagli abitanti delle isole del Pacifico. Entrambi i mezzi di scambio mostrano un grado di sofisticazione assai sorprendente da parte di popolazioni spesso chiamate "primitive" E alla fine il wampum divenne così popolare sulla costa atlantica dei futuri States, da generare vere e proprie "tabelle di conversione" con le monete metalliche tradizionali. Nel 1637, le perline di wampum erano valutate sei centesimi nel Massachusetts, ed erano considerate moneta legale per le piccole transazioni, e tali rimasero fino al 1661, mentre il Connecticut le accettava in pagamento delle tasse al valore di quattro centesimi l'una. Perle di buccina o perline bianche erano meno preziose delle perle di quahog o viola; nel 1640 il Massachusetts dichiarò che le perle viola valevano il doppio delle bianche. Fino al 1693, i passeggeri del traghetto tra New York e Brooklyn potevano scegliere di pagare il biglietto con argento o wampum. L'ultimo uso registrato di wampum come denaro avvenne a New York nel 1701, ma con ogni probabilità continuarono a essere utilizzati in forma non ufficiale ancora per molti anni a seguire. petronius
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  43. Intanto grazie di nuovo per le delucidazioni..certo quello che guardo nelle monete è proprio la storia..mi affascina moltissimo sapere vita morte e miracoli della moneta e tutto quello che gli va dietro (quando chiedo un ipotetico valore in euro è solo ed esclusivamente per sapere se non ho speso più del dovuto,per non farmi fregare insomma e farci un po l'occhio non essendo un esperto) Un caro saluto,Andrea
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  44. Auguroni! Hai postato in un anno più faccine che monete! Però, però... ci vuole il beveraggio per brindare, ci penso io.... questa ti manca, non sono le solite due birre _____________ ed un regalo... un buono per un tatuaggio fatto a mani nude dal professionista tattoo "Da Peppino ago fino".
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  45. Parma 28 aprile 2018 - Copia - Copia - Copia - Copia - Copia.docxParma 28 aprile 2018 - Copia - Copia - Copia - Copia - Copia.docxEcco il programma della parte culturale di Parma, sabato 28 aprile ore 10. Dopo due anni di felici e importanti eventi con relatori giovani del forum abbiamo pensato quest'anno di prenderci un anno di pausa onde permettere di far crescere nuovi semi e nuove passioni con calma, il tema giovani è solo accantonato ma verrà sicuramente ripreso quanto prima. E quindi nasce quest'anno APPUNTI NUMISMATICI, una kermesse di relazioni divulgative numismatiche con partecipanti diversi e nostre conoscenze. Si spazia dall'ottimo @Poemenius a cui ho chiesto, anche se avrebbe potuto farci pagine alte e scientifiche, una relazione per tutti per farci capire e magare appassionare alla monetazione bizantina, Lorenzo Bellesia ci terrà in Emilia con le fantastiche monete d'oro di Ferdinando di Borbone, proseguirò io con la monetazione di Milano in un anno chiave come il 1630, anno della peste, dei Promessi Sposi, gli interrogativi saranno tanti, ma tanti saranno anche i ducatoni di quell'anno tali da formare una nuova catalogazione tra varianti inedite e rarità estreme, continueremo con Magdi Nassar @magdicon il suo recente Quaderno di Lamoneta dal titolo " Le monete di Arezzo ", quindi medioevo, Toscana, un giovane già venuto a Parma, con un po' di orgoglio perché il Quaderno è di Lamoneta, continuerà @Rex Neap, anche lui fortemente voluto, Pietro Magliocca perché ci porterà a Napoli con le sue ultime e importanti ricerche sulla monetazione borbonica e sappiamo quanto sia seguita questa monetazione. E poi News come quelle sulla nuova area nata ora su Lamoneta dei Circoli ed Associazioni, ma anche la presentazione del nuovo e terzo Gazzettino di Quelli del Cordusio con la Redazione che ve lo illustrerà e poi lo distribuirà il giorno stesso ai soci @Parpajola@anto R@eracle62@dabbene ( tra l'altro la mia relazione la potrete trovare in cartaceo perché è un articolo del nuovo Gazzettino ). E poi incontri, confronti, monete ovviamente per la parte commerciale, condivisione col pranzo e qui chiamo @incuso e @MatteoBarbieri , una giornata di festa Lamonetiana e numismatica, avremo tutto il tempo per parlarne, ringraziando per il momento gli organizzatori della Giornata cioè Il Circolo Filatelico Numismatico e del Collezionismo Parmense e il Network Lamoneta.it, il programma dettagliato è al post 1.
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  46. A mio avviso la discussione, per quanto a tratti "accesa", è stata costruttiva ed istruttiva. Alla luce di quanto portato alla nostra attenzione sarà quindi mia premura (e non solo mia), settimana prossima, riesaminare le monete evidenziate. Ringrazio quanti hanno partecipato, tutti indistintamente.
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  47. Grazie @Baka, non mi riferivo a questo tipo, ma a quello che sta in asta Tinia- Varesi . Mi sembra difficile che tu possa avere qualche conio moderno di questa tipologia. Il defunto Fichera da Canturipe, non ha mai fatto vedere i suoi conii e non si conosce che fine hanno fatto dopo la sua morte. Subito dopo il rinvenimento (1988), furono riprodotte molte monete di Leontini , Apollo " capelli bagnati" C'è voluto qualche anno (1989) affinché si scoprisse la falsificazione. Alla LEU numismatica di Zurigo , la defunta Silvia Hunther aveva raccolto un gran numero di riproduzioni del Fichera. Ancora ne circolano abbastanza . Un difetto il Fichera lo ha lasciato, dando modo di identificarli , a una condizione............ che il perlinato del dritto , sia integro da ore 9 a ore 11 circa. Pare che nella sua tecnica non ripristinava il perlinato , ma lo ricreava interamente , a modo suo. Tra qualche giorno posterò uno studio sulla discussione di Leontini , in modo che in molti potranno avere la possibilità di evitare acquisti di monete riprodotte.
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  48. In genere si dice che i soldi non crescono sugli alberi, ma questo detto sembra essere stato sfatato da misteriosi alberi infarciti di monete disseminati in determinate zone nei boschi del Regno Unito. Lo strano fenomeno di questi vecchi alberi nodosi con monete incastonate su tutta la loro corteccia è stato visto per la prima volta sui sentieri dal Peak District alle Highlands scozzesi. Le monete vengono solitamente conficcate su tronchi abbattuti usando pietre raccolte in loco da passanti, che sperano che porti loro fortuna. Spesso questi affascinanti e surreali spettacoli sono spesso "addobbati" anche da monete di secoli addietro, monete inserite nella corteccia in passato, quando l'albero era ancora vivo e in crescita e deformate dal passare del tempo. Si credeva (e qualcuno crede ancora) che gli spiriti vivessero sugli alberi, e per questo su di essi si deponevano dolci e doni, ma qualcuno un tempo a pensato che le leccornie non sarebbero più bastate.e a cominciato con la numismatica ^____^. Alcuni pub, in Cumbria (Galles) hanno vecchie travi con spaccature apposite dove inserire monete per poi ribatterle sul tronco a mò di chiusura come portafortuna. Si dice che ci siano alberi in Scozia da qualche parte nel quale siano stati inseriti fiorini, per guarire dalle malattie basta inserire tale moneta in un'albero e la malattia scompare, ma se qualcuno poi tira fuori la moneta, si prende la moneta (ovvio) e la malattia. Di seguito qualche link per approfondimenti. https://www.atlasobscura.com/articles/wishing-trees http://www.amusingplanet.com/2009/10/strange-money-trees-of-england.html Roman saluti ..... potrei dire il contrario ma sarei fraintesso ^____^
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  49. A trovarne di ossidionali! Ho appena acquistato da un collezionista che ha venduto gran parte della sua biblioteca i tre volumi del Traina "Gli assedi e le loro monete", non so quando troverò il tempo visto che come letture ho una coda di diversi volumi in attesa... ma almeno uno sguardo alla parte relativa agli assedi sabaudi mi sono ripromesso di darla... e chissà.. se prima o poi mi lasceranno andare in pensione sicuramente non avrò difficoltà a passarmi il tempo!!
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