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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/03/18 in Risposte

  1. Approfitto per ringraziare già in questa sede alcuni miei "fidati interlocutori" (più che altro davvero degli amici che mi hanno accompagnato nella stesura del mio nuovo Manuale, che a breve, questione di giorni, sarà disponibile) @gennydbmoney, @Rocco68 @demonetis, loro hanno capito di cosa si tratta questa nuova classificazione delle monete borboniche. A tal proposito vorrei aggiungere che considerato il lungo periodo di regno di Ferdinando IV di Borbone è proprio con questo sovrano che si avranno varietà di coni davvero infinite, ma che sono tuttavia e faticosamente riuscito a circoscrivere; questo è dovuto al lungo periodo con l'avvicendarsi di innumerevoli ufficiali diversi in zecca. Mi hanno fatto "penare" le monete di Ferdinando IV di Borbone, quelle di basso taglio, sprovviste di lettere identificative al rovescio, per intenderci i 9 cavalli, il 6 cavalli, il 4 e il 3 cavalli, ma anche qui gli ufficiali non potevano non lasciare una firma, un dettaglio per l'avvenuta variazione. Ecco come vedrete classificati, ad esempio, i 9 cavalli.... adesso faccio felice @gennydbmoney e @Rocco68
    6 punti
  2. richiedo gentilmente classificazione e valutazione della seguente moneta. Materiale: Carta e matita Diametro: 8 cm (!) Peso: n.d. che bello avere una nipotina di 9 anni che a tua insaputa inserisce un bel didramma metapontino nel suo bigliettino di auguri per Pasqua
    5 punti
  3. Buonasera proseguendo la difficile tipologica di questo papa vi presento questo 50 baiocchi II° tipo per nulla male spero riusciate ad apprezzare moneta e soprattutto patina da queste foto un saluto marco
    5 punti
  4. Ciao Mario, @dabbene, stamane ho avuto un pò di tempo a disposizione, di conseguenza presento, a volo d'uccello, quello che sarà la mia relazione. Come da titolo, sarà incentrata sulle variazioni di conio che si rilevano sulle monete borboniche di Carlo e Ferdinando di Borbone; in pratica ha inizio proprio con l’instaurarsi della dinastia dei Borbone nella città di Napoli. Queste variazioni sono analizzate in concomitanza della successione, in zecca, delle cariche degli ufficiali che vi operarono. Le monete vengono, di conseguenza, osservate, approfondite e studiate tenendo conto dell’avvicendamento di queste persone e cronologicamente rappresentate, se modificate, con l’attinente paternità dei/del coni/conio (individuali) abbinati al personaggio in attività. Vedremo quindi, queste monete, in un ordine fino ad oggi, ancora mai (scientificamente) osservato, ma che, a mio parere, segue un ben precisa classificazione; in sostanza una chiara e limpida novità. Il percorso terminerà nel 1805 il cui anno segnerà la fine dell’apposizione delle sigle sulle monete, eccezione fatta per il 40 Franchi di Gioacchino Murat del 1810 (sigle N.M.) e della medaglia per l’Istituto Salesiano (firmata dal Rega), riprese poi con Francesco II di Borbone nel 1860 e la parentesi Cariello, con le sigle A.C. sui 10 Tornesi del 1847. Dal periodo successivo, a causa della mancata apposizione di lettere sull’oggetto metallico, si apre la fase dell’anonimato, e questo accade in concomitanza dell’occupazione francese quando in zecca il Rega, il Morghen e l’Anaud (Michele) furono gli incisori ufficiali sotto questo periodo. Le monete però, a differenza del passato, iniziano a rivelarsi con dei contrassegni posizionati al dritto (con Ferdinando di Borbone) nel punto dove prima veniva allocata la lettera e/o le lettere) e durante il periodo dei Napoleonidi, ad esclusione della monetazione decimale che né fu priva, questi marchi comparvero soprattutto al rovescio. Il percorso accaduto alle monete non sarà breve, ma se avremo tempo, potremmo anche prolungarci sull’analisi di questi simboli che vennero apposti fino alla fine dei Borbone, con Francesco II e che secondo un mio parere (poichè la documentazione è assente) identificavano proprio la mano incisoria dei nuovi coni. Devo ricordare, anzitempo, che non sempre ho potuto appurare con certezza definitiva alcuni coni, e questo soprattutto nei casi di omonimia della sigle, in pratica quando le sigle tra padre e figlio non subivano alquanto una modifica, come il caso dei De Gennaro (incisori) e Maria Mazzara (mastri di zecca), ma hanno lasciato altri elementi ( da me studiati) per la loro identificazione. Per degli esempi posso già, anticipatamente, proporre alcune classificazioni (con una nuova veste) a riguardo.
    5 punti
  5. Approfittando del giorno di ferie ho fatto un giro in banca e tirato fuori dalla cassetta di sicurezza alcuni scudi, e rifotografati dopo alcuni anni di 'stagionatura' Ripropongo i due 5 Lire di Venezia 1848, entrambi ex Rauch. Quando li ho presi (Asta del 2009) erano leggermente patinati, adesso la patina si è intensificata. I fondi sono praticamente a specchio, come spesso succede su queste monete quando non sono circolate. Foto dedicate al @ilnumismatico che so apprezza questi moduli
    3 punti
  6. Nasce da un gruppo di appassionati della storia romana e di #Traiano, studiosi di numismatica e professori universitari la prima pubblicazione interamente dedicata all'Imperatore Marco Ulpio Nerva Traiano, un'impresa letteraria unica nel suo genere. Gli autori, Laura Audino, Patrizia Calabria, Paolo Calicchio, Claudio Impiglia e Umberto Moruzzi, che hanno volontariamente devoluto i loro proventi e diritti alle future imprese della Pro Loco di #Fiumicino. L’associazione locale di interesse pubblico, senza fini di lucro, è tra l’altro la promotrice della raccolta fondi che ha portato all'acquisto della rara moneta recante sul retro il porto esagonale di Traiano a Fiumicino. L’iniziativa e la pubblicazione stessa sono patrocinate dalla Città di Assessorato ai Servizi Sociali, Salute, Sport e Infanzia - Comune Fiumicinoo e dalla Regione Lazio. Gli autori hanno voluto ricostruire le imprese e la storia dell'Optimus Princeps attraverso le monete coniate dalla sua proclamazione come imperatore nel 98 d.C. fino al 117, anno della sua morte, fonti non sempre attentamente considerate. Sono infatti ben 379 le emissioni monetali raffiguranti le sue gesta, le sue opere architettoniche, la sua politica di conquista, le sue qualità umane, le virtù morali, militari e amministrative e la sua famiglia, a partire dalle quali gli autori di questo volume ci offrono un quadro dettagliato del Princeps. Delle magnifiche imprese di Traiano non ci sono testimonianze storiche dirette di autori antichi, se non il panegirico di Plinio il Giovane, suo contemporaneo, e l'opera di Cassio Dione, "Historia Romana”, scritta più di un secolo dopo, di cui sono conservati solo pochi frammenti. Il volume, prezioso manuale rivolto a tutti con particolare riguardo agli appassionati di storia romana e di numismatica antica, partendo dal problema delle fonti storiche, approfondisce l’epoca del grande imperatore, il suo essere cittadino tra i cittadini ed il suo rispetto per lo Stato e le istituzioni. I primi capitoli del libro sono dedicati alla figura di Traiano relativamente all'aspetto storico e dinastico e ai trent’anni che precedono la sua elezione ad Imperatore, avvenuta, per la prima volta nella storia, per decisione senatoria congiunta all’acclamazione militare e non per tradizione dinastica. La particolarità dell'imperatore Traiano deriva anche dalle sue origini iberiche: nativo di Italica, nei pressi dell’odierna Siviglia, fu il primo imperatore romano proveniente da una provincia. L’analisi affronta poi, attraverso le monete, l’aspetto iconografico ed epigrafico. Dalla lettura di questi aspetti si comprende quanto la moneta fosse lo strumento propagandistico d'eccellenza, il simbolo del potere e della forza di un impero, veicolo di notizie, imprese eroiche e vittorie militari. Dell’Imperatore spicca la sua liberalità, la politica popolare finalizzata al consenso attraverso importanti azioni politiche, uniche nel suo genere, come l'introduzione dell'obbligo per la classe senatoria di avere almeno un terzo del capitale investito in Italia o anche il programma degli alimenta con i quali si sosteneva la produzione agricola e l'assistenza agli orfani. Si parla anche del rapporto speciale dell'Imperatore con l'esercito, sempre al fianco delle sue truppe, e delle conquiste di Traiano in #Dacia, corrispondente grossomodo all'attuale territorio della #Romania e della #Moldavia, e in Arabia fino alla Parthia. L’analisi prosegue con la descrizione della moltitudine di opere pubbliche realizzate, costruite con lungimiranza per il miglioramento dei commerci e la messa in sicurezza dei collegamenti, alcune delle quali realizzate con la collaborazione di Apollodoro di Damasco, genio dell'antichità. A lui si attribuiscono infatti le opere principali di architettura tra cui il Foro di Traiano, la #ColonnaTraiana, il #PortodiFiumicino o il Ponte sul Danubio. Di tali opere nel libro si possono trovare approfondimenti specifici dal punto di vista storico e architettonico. Nel volume è posta particolare attenzione alla figura di Traiano quale costruttore di Porti tra cui, #Civitavecchia, #Ancona, #Terracina e Fiumicino. Quest'ultimo è raffigurato proprio su alcuni rari sesterzi, uno dei quali è stato acquistato attraverso un'operazione di crowdfunding e messo a disposizione della collettività, quale simbolo dell’illustre passato della zona e auspicio di un futuro destinato alla riscoperta della storia locale. La moneta, attraverso un’operazione senza precedenti, grazie all'impegno collettivo e alla solidarietà culturale, è giunta, dopo poco più di 1900 anni dalla sua coniazione, nel luogo che rappresentava. All’Oasi di Porto, Via Portuense 2264, alle ore 9 del 4 aprile sarà mostrato ad una rappresentanza delle scuole primarie del Comune di Fiumicino e oggetto di una breve lezione del numismatico Luca Alagna. Seguirà alle ore 11,30 la presentazione alle autorità e personalità della zona, unitamente alla pubblicazione. Il sesterzio, resterà poi a disposizione del Territorio e dei suoi abitanti, a ricordo della monumentale opera architettonica auspicata dall'Imperatore Traiano. Il libro “Traiano L'Ottimo Principe”, di 100 pagine a colori, frutto della ricerca di stimati professionisti e studiosi, narra le gesta di un uomo, di un generale, di un imperatore di grande spessore, degno di essere ricordato e riscoperto. Il volume, voluto fortemente dalla Pro Loco di Fiumicino (edizioni Espera, www.edizioniespera.com), disponibile al costo di 29 euro, quindi è anche l’occasione di una ulteriore raccolta fondi per altre iniziative socio-culturali. Fernanda De Nitto questo cio che ci ha lasciato scritto il signor moruzzi dalla sua pagina facebook,condivido anche qui con voi la bella descrizione che ne fa del libro e dell iniziativa..
    3 punti
  7. Più che Romana direi Bulgara.
    3 punti
  8. INTRODUZIONE Julius Popper fu un ingegnere e avventuriero nato il 15 dicembre 1857 a Bucarest. La sua storia è poco nota, eccetto che in Romania dov'è considerato un personaggio importante, nonostante pur essendo stato rumeno madrelingua non lo fu mai come cittadino: all'epoca la Romania faceva ancora parte dell'Impero Ottomano e in seguito la cittadinanza della Romania indipendente gli venne rifiutata. Partito per la Francia a 17 anni, Popper si laureò in ingengneria e fece studi supplementari anche in fisica, chimica, meteorologia, geologia, geografia ed etnografia. Era anche molto portato per le lingue ed oltre al rumeno parlava fluentemente tedesco, yiddish, inglese, spagnolo, portoghese e francese. Dopo la laurea si mise a viaggiare per mezzo mondo e nel 1885, mentre si trovava in Brasile, gli arrivò la notizia della scoperta di giacimenti d'oro nella Terra del Fuoco (l'estremo sud del continente sudamericano), zona all'epoca poco esplorata e selvaggia. Preso dalla "febbre dell'oro" andò a Buenos Aires e allacciò relazioni con uomini politici e d'affari argentini, proponendogli un progetto per l'esplorazione e la successiva colonizzazione della Terra del Fuoco. Popper organizzò una spedizione preliminare e nel settembre 1886 salpò per l'isola principale dell'arcipelago della Terra del Fuoco, insieme ad alcuni collaboratori e materiale vario per la ricerca scientifica, armi e cavalli. Le sue esplorazioni e ricerche ebbero una grande eco in Argentina: Popper confermò la presenza dell'oro e concluse che: "Tenendo conto del carattere generale del paese (Terra del Fuoco), sono incline a credere che il suo futuro sia rappresentato da due importanti industrie. La prima, la più produttiva, è lo sfruttamento dei giacimenti auriferi e servirà per introdurre la seconda, più positiva e fertile, che è l'allevamento ovino". Ottenute le concessioni minerarie per le terre scoperte Popper approdò alla fine del 1887 nella baia di San Sebastian. In questa regione molto ostile e ventosa costruì gli impianti di estrazione e lavorazione dell'oro e varie infrastrutture per una grande comunità: a questa colonia diede il nome di "El Páramo", dove nei primi tempi lavoravano 540 persone, a cui poi se ne aggiunsero molte altre. Ben presto, attratta delle sue gesta, arrivò a El Páramo un'ondata di avventurieri, marinai, disertori e fuggitivi vari, provenienti quasi tutti dal Cile: per proteggere la sua attività Popper reclutò nel 1888 un esercito di mercenari europei le cui uniformi vennero copiate da quelle prussiane. In seguito Popper espanse l'attività fondando altre colonie, come Beta, Cullen e Carmen Sylva , si mise ad esplorare le zone dell'isola ancora sconosciute ed entrò sempre più spesso in conflitto con cercatori d'oro e avventurieri cileni che attaccavano i suoi stabilimenti nel tentativo di rubare l'oro, ingaggiando vere e proprie battaglie. Popper viene spesso descritto come il responsabile del genocidio degli idigeni fuegini con cui venne a contatto durante le sue esplorazioni, ma in realtà fu più probabilmente un comodo capro espiatorio con cui i dirigenti argentini, anche prima del suo arrivo nella Terra del Fuoco, coprivano la pianificazione e l'attuazione dello sterminio delle popolazioni locali. Venne trovato morto il 6 giugno 1893 nella sua casa a Buenos Aires, mentre pianificava un'esplorazione dell'Antartide; il medico che effettuò l'autopsia stabilì la causa in un arresto cardiaco. LE MONETE DI JULIUS POPPER Nel 1889, durante la sua permanenza nella Terra del Fuoco, Popper riuscì ad ottenere dal governo argentino vari privilegi fra cui quello di battere moneta ed emettere francobolli, anche se questo a lungo andare gli costò l'ostilità dei governatori locali, ostilità che contribuì alla sua cattiva fama di sterminatore d'indigeni. Prima di sua iniziativa e poi con l'autorizzazione del governo coniò una moneta d'oro, il Popper, in due tagli denominati in grammi d'oro: la 1 grammo (12,5 - 13 mm, 86.4% oro 13.2% argento) e la 5 grammi (17,5 - 17 mm, stesso titolo della 1). Secondo alcune fonti 1.000 pezzi della 5 grammi e circa 5.000 pezzi della 1 grammo furono prodotti in una zecca rudimentale ad El Páramo, mentre alla zecca di Buenos Aires ne furono ricavate altre da circa 175 kg d'oro. In una lettera del 1892 a Don Bartolomé Mitre y Vedia, Popper scrisse: "[...] Ho battuto queste monete d'oro a causa della mancanza di comunicazioni regolari tra la Terra del Fuoco e la capitale della Repubblica, le frequenti fluttuazioni del tasso di cambio monetario e la necessità di evitare l'inconveniente di manipolare polvere e pepite di questo metallo. " (francobollo da 10 centesimi in oro)
    2 punti
  9. Titolo Evento: L'ass. Cult. Quelli del Cordusio con la Prof. Lucia Travaini Categoria: Eventi culturali Data Evento: 05/06/2018 00:00 L'Associazione Culturale Quelli del Cordusio PRESENTA " La Prof. Lucia Travaini ( Dipartimento di Studi Storici, Università degli Studi di Milano ) racconterà venti anni del suo insegnamento di numismatica alla Statale " L'evento si terrà all'Hotel Galles, Piazza Lima 2, Milano ( fermata MM1 Lima ), in Sala Milano, dalle ore 18,30 alle 21,30 di martedì 5 giugno 2018   Link al calendario: L'ass. Cult. Quelli del Cordusio con la Prof. Lucia Travaini
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  10. Presa la bellezza di 10 anni fa su ebay, corredata da foto ovviamente pessime e pagata la bellezza di 300€... oggi le ho fatto prendere un pò d'aria dalla cassetta di sicurezza in banca e rifotografata, la patina è nettamente migliorata... che ve ne pare? @ilnumismatico , che ne pensi?
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  11. Caro Pietro @Rex Neap so quanto ti è costata la stesura di quest'opera; di quanti ostacoli hai dovuto superare - in particolare l'indolenza di alcune persone (tu sai a chi mi riferisco) - ma alla fine ce l'hai fatta. E questo non può che farti onore. Non vedo l'ora di leggere il tuo manuale ricchissimo di immagini e, soprattutto, rivoluzionario. Spero un giorno di incontrarti per stringerti finalmente la mano! Ad maiora!
    2 punti
  12. Moneta ripassata al bulino. Oltretutto chi ha fatto il lavoro, probabilmente non era all altezza ( a parer mio), vedasi la poca naturalezza dei rilievi ed i segni lasciati... a quel prezzo, secondo me puoi trovare di meglio... skuby
    2 punti
  13. A tal riguardo, la famosa frase del cammello nella cruna dell'ago : E’ più facile infatti per un cammello passare per la cruna d’un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio! (Luca 18:25). è un colossale errore di traduzione di "kamilos" nel testo greco, con "kamelos" latino . Perchè questa parola in greco, ha un significato differente, poichè "kamilos" indica una grossa fune o una gomena di nave , non un cammello. Il che ci rende più chiaro quello che voleva dire Gesù....
    2 punti
  14. Concordo, le scritture sono state mal tradotte ma utilizzate così per secoli. Ultima che ho avuto modo di conoscere è stata la parte in cui Gesù dice a Maria di Magdala, " non toccarmi ......" , tradotta giustamente ora in " non mi trattenere dal andare al padre mio..." Percui in molti dipinti Gesù era nell azione di ritrarsi. Mentre ora non si esclude che la Maddalena abbia potuto toccare il Cristo, gettandosi ai suoi piedi. Roberto
    2 punti
  15. Richard Hobbs del BMha confermato che dal 23 aprile sarà esposto al pubblico il controverso denario di Giulia Domna proveniente dalla art gallery della Yale University e ritrovato in Siria negli scavi degli anni 30 dello scorso secolo. Moneta interessante e assolutamente controversa.
    2 punti
  16. Ciao Emilio, guardando L immagine stavo per essere ipnotizzato...? Ciao skuby
    2 punti
  17. La presenza degli appassionati che ci seguono e aspettano i nostri eventi.. Qui poi, mancare sarebbe quasi come perdere un evento storico...
    2 punti
  18. Fra le mie preferite.. Questo è un grandissimo...
    2 punti
  19. Ecco l'indice...c'è da abbuffarsi, peggio di Pasqua e Pasquetta messi assieme https://rua.ua.es/dspace/bitstream/10045/73774/1/2017_Canto-Garcia_etal_XV-CIN.pdf
    2 punti
  20. Ecco allegate le foto degli ultimi ingressi in collezione.. posto adesso ma in realtà prese a convegno bergamo lieto di sentire i vostri pareri su più gradita e conservazioni grazie e buona pasquetta
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  21. Mai trovata in circolazione una qualsiasi moneta euro di Monaco. Gran bel ritrovamento
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  22. Eeee si, stai invecchiando. Soldo do Casale per Guglielmo Gonzaga. https://catalogo-mantova.lamoneta.it/moneta/MN-GUB/13 Ciao Mario
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  23. Buonasera a tutti, vorrei segnalare che le quattro monete di cui sopra sono state oggetto del seguente articolo scientifico: L. Oddone, Monete anomale della zecca di Asti o falsi cigoiani? - Deputazione di Storia Patria per le Venezie. Archivio Veneto, suppl. VI serie, n. 13 (2017) p. 73-87, di cui vi allego il riassunto: Vengono descritte e illustrate quattro monete della zecca di Asti a nome di Corrado II re d'Italia (XII secolo), due facenti parte della collezione del Fitzwilliam Museum di Cambridge e due appartenenti ad altrettante collezioni private. Esse presentano caratteristiche stilistiche, tecniche ed epigrafiche comuni che le differenziano da tutte le altre emissioni astensi autentiche. Inserite in una qualunque delle classi recentemente proposte da Matzke per la monetazione astense, esse stridono fortemente proprio perché stilisticamente anomale e incoerenti rispetto al resto della serie. In questo breve articolo vengono esposte tutte le caratteristiche che ci portano a pensare che esse provengano da uno stesso ambito 'culturale' e temporale e a credere, in un ultima analisi, che si tratti di falsi moderni. L'articolo ha partecipato al concorso letterario indetto dalla NIA, Numismatici Italiani Associati, ricevendo la menzione speciale. Se qualcuno fosse interessato ad avere l'articolo completo posso mandarvi il file in pdf. Detto questo, vi anticipo che farà seguito un secondo articolo in quanto nel frattempo è stato individuato un ulteriore falso che nonostante sia sotto gli occhi di tutti finora non ha destato alcun sospetto... ma che purtroppo è ancora più evidente e lascia ancora meno dubbi di queste quattro monete! Buona serata a tutti! Continua...
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  24. In altro post di ieri "...Di questa ignobile pratica ( la falsificazione )..." : ed il falsario, quand'anche bravo e solerte artigiano, sempre procura danno alla scienza, ai collezionisti, al mercato . Ed ecco il mercato, che accoglie, chissà se ingenuamente o a ragion veduta, anche merce illegale, ad esempio da quei ( altri post sul "ritrovamento" di Lentini ) così descritti " tombaroli-falsari " . Illegale per provenienza=tombaroli, illegale per produzione=falsari : pericolosissimo, poi, se tombaroli e falsari fossero colleghi, magari uniti in un unico sodalizio di fornitori/conferenti .
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  25. Oltre alle monete da 1 real, la zecca di Città del Messico fu autorizzata a coniare, sempre in argento, multipli (2 e 3 reales) e sottomultipli (un quarto e mezzo real). Ma alcune di queste monete non incontrarono il favore della popolazione. In particolare, la moneta da 3 reales si confondeva facilmente con quella da 2, così il Viceré ne sospese la coniazione nel 1537. Nel 1540 venne sospesa anche la produzione delle monete da 1/4 di real (cuartillas), troppo piccole, e per questo facili a perdersi. Venendo incontro alle difficoltà incontrate, Carlo V concesse, con lettera del 18 novembre 1537, la coniazione anche dei tagli da 4 e 8 reales. Quest'ultimo era l'unità di misura della monetazione spagnola, e ne fu fissata la parità con un peso de oro tepuzque. Una parità che per decenni rimase solo sulla carta, poiché, mentre la produzione dei 4 reales iniziò, probabilmente, nella primavera del 1538, quella degli 8 reales, viste le difficoltà tecniche incontrate a causa delle scarse e primitive attrezzature disponibili, non adatte alla coniazione di monete di così grande modulo, non poté partire che nel 1572. Ma nel frattempo, erano partite altre zecche, in tutta l'America centro-meridionale. Alcune di durata limitata, come quelle di Santo Domingo (1542-1564 e 1573-1578), La Plata (Perù, 1573-1574) e Cartagena (1622-1634 e 1653-1655), altre di vita più lunga, ma di produzione discontinua. Fu il caso della zecca di Bogotà, fondata nel 1620, ma che divenne una zecca importante e ben organizzata soltanto dopo il 1750, o di quella di Lima, fondata nel 1565, chiusa una prima volta nel 1572, poi riaperta nel 1581, per essere di nuovo chiusa nel 1592, e stavolta per quasi settant'anni (riaprì, per un breve periodo, solo nel 1658). Ma la zecca di tutte più importante, l'unica in grado di rivaleggiare con Città del Messico per quantità di monete coniate, fu quella di Potosì, in Bolivia, fondata nel 1572 dal viceré Francisco de Toledo. La scoperta di enormi quantità d'argento nel Cerro Rico, con la conseguente crescita della popolazione ed espansione dei commerci, convinsero il Viceré ad aprire una zecca nella città di Potosì, chiudendo al contempo quella di Lima. La produzione di questa zecca, unita a quella di Città del Messico, fu gigantesca, nell'ordine dei miliardi di monete, coniate senza interruzione per tutto il periodo coloniale. Oggi, l'edificio originario della zecca di Potosì, trasformato in museo, è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. petronius
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  26. Ero indeciso se postarla, mi sembrava comunque una moneta comune, ma alla fine vedo che ho fatto bene nel rivolgermi agli esperti del settore. Cordialmente PB
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  27. 1 punto
  28. astounded! Il bluette promette moooolto bene!
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  29. Ciao @Liamred00, grazie dell' appropriato post alla Sezione . La seta come giustamente scrivi era agli inizi vietata alle donne romane a causa del suo prezzo elevatissimo , costo dovuto anche alla pericolosita' dei commerci che passavano per la Cina via terra controllata nel medio oriente dai Persiani ; con la fine della Repubblica e specialmente con l' Impero , le cose cambiarono , i commerci con l' estremo oriente fiorirono sia via terra sia per mare e la seta pur rimanendo molto cara divenne comune in tutto l' Impero . Piu' difficile rispondere alla tua domanda sul rapporto costo / peso in oro , lo scambio avveniva in entrambi i metodi : pagando con moneta sonante e con baratto , mentre per le miniere presso cui i Romani estravano il biondo metallo , queste erano sparse in piu' punti dell' Impero , le piu' importanti erano in Spagna presso Las Medulas come appare in foto , poi in Dacia , in Britannia , in Italia , nel Norico , ecc. , insomma ve ne erano parecchie e fornivano molto oro , tanto che i Romani ne forgiavano anche statue pubbliche .
    1 punto
  30. Attenzione, in greco sono stati scritti solo il Vangelo di Luca e di Giovanni, se non sbaglio. I Vangeli di Marco e Matteo in origine erano in aramaico.
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  31. Buonasera ragazzi, sto curando la vendita di alcune monete di mio suocero e con questo articolo non so cosa fare. Più che altro non so cosa ho tra le mani e semmai quanto è giusto chiedere. è una edizione limitata (4000 esemplari). Potete aiutarmi? Grazie in anticipo
    1 punto
  32. Ciao. Non Ti devi scusare né mi hai infastidito. Magari però, la prossima volta che desideri attirare l'attenzione su una discussione o su un tema, potremmo metterci d'accordo prima per simulare un finto litigio sul Forum....... Giusto per creare qualche centinaio di viste in più! Andando alla ricerca delle motivazione che sembrano aver originato la Tua "provocazione" (mi riferisco, sperando di non aver capito male anche questa volta, al disinteresse che l'Utenza del Forum manifesterebbe negli ultimi tempi per la SNI e per gli eventi ad essa connessi) non ho mai pensato che ciò possa essere la conseguenza di un'azione (non casuale ma voluta di qualcuno) preordinata a non dare risalto a determinate discussioni. Insomma, una sorta di "boicottaggio" deliberato per affossare argomenti ritenuti non meritevoli di visibilità, magari favorendo invece altre tematiche considerate più meritevoli. Adesso che mi ci fai pensare, tecnicamente l'operazione potrebbe anche essere fattibile; basta che un gruppetto di Utenti si "organizzi" per intervenire sistematicamente in certi post e quindi per tenerli sempre "in alto" e fisiologicamente gli altri post sarebbero destinati ad avere molta meno visibilità Mi chiedo però a che scopo fare ciò, anche perché "drogare" discussioni che non vengono alimentate da interventi genuini ma solo da repliche scritte ad arte, in un luogo come il Forum dove non dovrebbero esserci intenti "speculativi", mi sembra un'operazione abbastanza incomprensibile. Dunque: perché ipotizzare un "complotto"? Temo, purtroppo, che il disinteresse per certe tematiche sia, ahimè, autentico; altrimenti non si spiegherebbe come certe interessanti discussioni, che costano tempo e fatica a chi le presenta -non riscuotono l'interesse che meritano (ve ne segnalo una deliziosa, a mò di esempio, di Petronius arbiter in "monete estere" sulla nascita del dollaro americano che, aperta una settimana prima di questa, ha totalizzato fino a questo momento solo 416 visite, mentre la presente discussione che, mi perdonerete, pur avendo apprezzabili finalità "sollecitatorie" degli stimoli dell'Utenza, ha però ben poco umus numismatico, è giunta a totalizzare fino a questo momento ben 1337 visite....!!). A questo punto si potrebbe forse aprire una riflessione più ampia sul mezzo che utilizziamo; certamente potentissimo; certamente utilissimo ; ma forse altrettanto certamente "ambiguo" per molti aspetti (siamo tante teste "anonime" dietro lo schermo di un PC e interagiamo fra noi in modo "virtuale"); forse troppo "asettico" (non riusciamo a percepire certe "sfumature" - e la presente discussione ne è un'eloquente testimonianza - che invece sarebbero subito evidenti in un confronto tradizionale); spesso questo mezzo è troppo "sbrigativo" (questo è uno strumento che per sua natura non tollera i tempi lunghi......e mira ad ottenere tutto e subito... ma non è detto che ottenere "tutto e subito" sia necessariamente una conquista, specialmente quando parliamo di "conquiste culturali" e non meramente economiche). Parlo probabilmente da persona che si è formata nel "900", con i testi che si avevano a disposizione nel '900 e con i tempi ed i metodi del '900 e quindi, nonostante li apprezzi e li usi quotidianamente, nutro verso questi attuali strumenti di dialogo e di apprendimento che ci fornisce internet (Forum incluso) una grande ammirazione....... ma li uso con "prudente cautela", per le ragioni prima esposte. Ancor più dopo aver letto che gli interventi di Teofrasto nascondevano, in realtà, una "provocazione" della quale non mi ero minimamente accorto. Saluti. M.
    1 punto
  33. Caffè storico dell'Ottocento torinese. Qui si può anche avere un'idea della data del gettone. http://www.lacivettaditorino.it/la-tomba-di-giuseppe-gentil-barista-nellottocento-torinese/
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  34. Bennato è tra i pochi cantanti italiani che seguivo, ora come ora di solito riascolto solo le canzoni datate. Testo interamente in tedesco, una lingua abbastanza dura per una canzone, ma era orecchiabile ed aveva un buon ritmo per le feste da ballo tra amici (non si usano più) od in normale locale dove si poteva ballare, non necessariamnte si doveva andare in discoteca. Non si pensava che potesse avere questo successo anche in Italia qualcuno sicuramente se la ricorderà: Falco - Der Kommissar - 1982
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  35. Nel materiale che abbiamo studiato e catalogato non vi sono state sostituzioni tutto appariva come in origine secondo gli elenchi riportati nel Corpus. Le sostituzioni hanno riguardato mi pare solo alcuni pezzi della monetazione di VE III. La pubblicazione è l‘arma più efficace contro queste pratiche fraudolente sia esercitate dal personale interno ai musei sia esterno ( come il caso del museo di Napolidove un numismatico straniero sostitui alcuni pezzi nel dopoguerra). Atto dovuto certamente : peccatoche senza le nostre insistenze ( credetemi ho fatto un pressing non da poco, scrivendo ed andando a parlare con i responsabili) non si sarebbe fatto ancora nulla per chissa’ quanti anni. Quindi siamo contenti del risultati come dice il proverbio ( saggezza popolare): meglio tardi che mai ...
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  36. Gran parte del valore dipende dal fatto se la pelle di leopardo della confezione sia vera o finta
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  37. Ciao, allego il confronto animato per il dritto fra gli esemplari Roma e il NAC 52. ES
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  38. Rarissima,un solo esemplare conosciuto,conservazione bassa,vedi il peso calante. Valore: inestimabile .
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  39. A volte le verità sono nascoste... E l'interpretazione e la chiave della lettura.. La numismatica straordinaria fra le scienze, ci offre nuovamente il suo saper. bussando all'intelletto, che sopito volge a noi.. Eros
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  40. Buongiorno a tutti voi, sono rientrato ieri sera da una breve vacanza all’estero e solo poco fa ho visto come il post si sia sostanzialmente sviluppato tutt'attorno ad una mi affermazione: quel famigerato “silenzio assordante” che evidentemente ha disturbato non poco qualcuno degli utenti di questa community (avrei voluto dire “pesantemente disturbato” ma temendo che questo avverbio potesse essere recepito da alcuni come una mia strana e incomprensibile supposizione, non lo userò). Con tutta franchezza devo però dire che ciò non mi ha stupito affatto poiché quelle parole non le avevo usate a caso ma proprio con questo preciso scopo, ossia di “disturbare” e di “fare polemica”. Tuttavia, credo che ora io vi debba qualche spiegazione, se non altro per non essere tacciato di “cattivo gusto” (ovviamente chiunque si deve ritenere libero di pensare il contrario, hai visto mai!) oltre che per far sapere al Mondo che il sottoscritto non è “in trepidante attesa” di conoscere a tutti i costi il rendiconto del consuntivo di bilancio della SNI. Queste parole, dicevo, dovevano infatti servire per dare l’idea di come mi sembrasse strano che in un forum che si pregia di essere uno dei più importanti di questo tipo - e personalmente credo lo sia - fosse passato sotto silenzio quello che, a mio parere, per gli studiosi e gli appassionati italiani di numismatica dovrebbe invece essere uno degli eventi più rilevanti dell’anno per almeno due motivi: - primo perché, come in questo caso, vi è stato il cambio di direttore di quella che credo sia la più importante rivista di numismatica italiana (per inciso, la notizia dell’ufficializzazione delle dimissioni del prof. Adriano Savio da direttore della RIN, “nell’aria” da alcuni mesi”, io l’ho saputa solo alcuni giorni da un socio che era presente all’assemblea - assemblea peraltro sempre pubblica e mai segreta, alla quale può partecipare chiunque lo desideri, fatte salve le prerogative degli iscritti in regola con la quota associativa in alcuni specifici momenti dei lavori assembleari, come da statuto -). Ora, io credo che questa sia una notizia tutt’altro che di poco conto dal momento che, in genere, il direttore indica le linee editoriali e di contenuto della rivista stessa. Il cambio al vertice di questa gloriosa rivista, che da un eminente antichista passa nella mani di un non meno importante medievista, può quindi avere - non è detto che ne avrà ma potrebbe averne - risvolti significativi sui temi e le materie scelti per la pubblicazione. Gossip numismatico? A me non pare, ma può essere. Mancanza di buon gusto nell'anticipare questa notizia peraltro pubblica? Anche in questo caso a me non sembra, ma ancora una volta può darsi che sia io a sbagliarmi. - secondo motivo, e questo è la vera causa delle mie perplessità (e spero che almeno questo sostantivo, utilizzato in questa sede senza alcun significato recondito, non turbi nessuno), perché l’assemblea ordinaria è il momento in cui viene presentato e distribuito il nuovo volume della Rivista Italiana di Numismatica e Scienze Affini (un fatto anche questo pubblicissimo, anche se chi non è socio non è certo obbligato a saperlo). Si tratta di un altro fatto di assoluta rilevanza perché la RIN è, io credo, la pubblicazione miscellanea italiana più importante di questo settore di studi. Credo perciò che fosse non dico doveroso ma almeno cosa “di buon gusto" da parte di chi l’aveva potuta ritirare in anteprima (a me come iscritto non presente a Milano il 24 marzo arriverà solamente ai primi di giugno) pubblicare sul forum l’indice dei contenuti affinché se ne potesse cominciare a parlare. Faccio presente che ad oggi mi sembra che nessuno in possesso del volume ne abbia postato l’indice né tantomeno abbia fatto un piccolo sunto di qualche articolo ivi contenuto. Certo, nessuno è obbligato a farlo e io posso senz’altro aspettare che tra due mesi mi arrivi il volume ma, senza nulla togliere a qualunque altra pubblicazione qui segnalata, in un forum nel quale si parla - e a volte si straparla - di tutto e anche di più, il fatto che non trovi la benché minima visibilità una pubblicazione come questa mi fa pensare che a nessuno interessi o che, per qualche motivo a me ignoto, si voglia passare il tutto sotto silenzio. Nel primo caso la cosa in effetti mi fa veramente "restare di sasso” (cit.) ma, come mi è stato gentilmente fatto rilevare, me ne dovrò fare una ragione. La seconda delle ipotesi, più inquietante, in un certo senso è suffragata dal fatto che, al momento in cui sono intervenuto per la prima volta, questo post avesse visto la partecipazione di soli due utenti con circa una sessantina di visualizzazioni, mentre negli anni passati post analoghi sullo stesso evento avevano avuto decine e decine di interventi e migliaia di visualizzazioni. Certo, un’ipotesi di questo tipo implicherebbe a monte la volontà da parte di qualcuno e per ragioni che ignoro, di “oscurare” la Società Numismatica Italiana e il suo operato e in tal caso la cosa mi turberebbe, questa volta veramente, non poco. Ma non si può escludere che io sia affetto dalla cd. “sindrome del complottista” oppure che sia stato colto da senili “pruriti” numismatici e che la teoria del “gomblotto” sia solo nella mia testa. Comunque il mio scopo, che era solo quello di smuovere le acque nei confronti di una società, la Società Numismatica Italiana, e di una rivista, la Rivista Italiana di Numismatica, che ne bene e nel male finora hanno fatto la Storia di questa disciplina, si può dire che sia stato quasi raggiunto (in questo momento 44 risposte e 1151 visualizzazioni). Ringrazio @bizerba62 per il suo involontario aiuto e mi scuso, questa volta veramente senza alcun sarcasmo e ironia, per averlo un po’ infastidito. Spero che le mie delucidazioni possano un po’ attenuarne il disagio. Un caro saluto, Marco
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  41. Mario nel tuo post hai dimenticato uno dei componenti della Redazione: @dabbene Senza nulla svelare (per ora) sui contenuti del nuovo Gazzettino, posso dire che anche per questa edizione siamo molto soddisfatti del prodotto. Abbiamo mantenuto la formula vincente - visti i numerosi feedback positivi ricevuti in tal senso - di una pubblicazione composta da molteplici toni: si va da brevi racconti di "numismatica emotiva" a contributi che vanno ad indagare prettamente la componente artistica dei tondelli, contributi divulgativi (che prendono anche il discorso abbastanza alla larga, spiegando il contesto storico delle emissioni trattate) e riflessioni più tecniche su varianti e piccoli particolari da scoprire attraverso le parole degli Autori... Ma non di sole monete si leggerà: ci sarà anche l'immancabile editoriale (opera questa volta di Tiziano @Parpajola), ci saranno riflessioni su monete vendute e venditori di monete. Sperando di aver incuriosito qualche lamonetiano, buon lunedi dell'Angelo Antonio
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  42. Io all'inizio non mi sono fatto trattare da alieno: quando i prezzi erano palesemente spropositati lasciavo il prodotto dove si trovava e buona notte, amico mio. Ovviamente non ho certo potuto cambiare da solo l'andazzo delle cose, ma penso che avremmo dovuto almeno "vendere cara la pelle". Non ne faccio una colpa a chi ha gettato la spugna, poi ho dovuto per forza arrendermi pure io, ma va detto che una parte di colpa è stata anche nostra: credo che se avessimo preso l'abitudine di pensare e parlare euro fin dal '99, o poco dopo, sarebbe stato se non altro più difficile tentare di fregarci con tale faccia di m. Mi riferivo anch'io al commercio regolare-scontrino obbligato e ho notato subito che quello meno soggetto a controllo si dava alla pazza gioia: addirittura mi è capitato che in un parecheggio chiedessimo il prezzo e il guardiano dicesse "2": il mio parente alla guida tirò fuori 2000 lire e il guardiano rispose: "No, 2 euro". E' indubbio che queste categorie hanno fatto festa grande ma non si può neanche dire dire che tutto è raddoppiato: per leggenda intendevo questo, anche se mi rendo perfettamente conto che nel complesso il danno è stato comunque enorme. E' ovvio che nessuno poteva raddoppiare arbitrariamente e in un colpo gli stipendi solo per star dietro agli speculatori, nè era tenuto a farlo: fosse così semplice alla prima lamentela per qualunque evento in qualunque epoca costringiamo tutto il settore pubblico e privato a raddoppiare tutti gli stipendi e via. Nemmeno nel Campo dei miracoli di Pinocchio possono succedere cose simili. "Quelli che stanno su all'olimpo" ci stavano anche prima e i figli li mandavano a Londra anche prima. Quanto successo è stato provocato dall'avidità e l'idiozia di commercianti e liberi professionisti vari, che hanno fatto scorrere la penna sui cartellini dei prezzi con in mente lauti guadagni alle spalle del cliente. Hai detto: "Prima con il mio lavoro su per giu un 1.200.000 lire al mese tiravo avanti, poi dopo con l'euro ti diceva l'imprenditore beh perchè non campi con 600 euro al mese?". Li mortacci dell'imprenditore. Ma ti faccio notare ancora una volta l'errore che commetti, come molti, foriero di ulteriori sciagure nel futuro: non è poi dopo con l'euro ma poi dopo le speculazioni sul contante euro. Piccolo particolare all'apparenza, grande importanza reale. Ma qualcuno cerca e cercherà ancora di farcelo credere, sfruttando anche questo insidioso "particolare".
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  43. Si chiamavano piccolo medio grande a secondo delle dimensioni e tre tipologie tipologie a secondo della rappresentazione dell'imperatore testa nuda radiata laureata. Questo è opinione corrente
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  44. Ciao e Buona Pasqua di Resurrezione , spero di dare le giuste risposte.Il discepolo è Giovanni lo stesso che è ai piedi della croce con la Madonna e Maria di Magdala , e al quale Gesu affida sua Madre. Non entra nel Sepolcro per rispetto di Pietro , che è l'apostolo scelto da Gesu' dopo di Lui .Per quanto riguarda vide e credette è riferito al fatto che non ci fu bisogno di andare a tastare il lenzuolo dove era stato il corpo del Cristo.Quello che invece fa Tommaso. Il nuovo Testamento è sempre attuale anche ai giorni nostri l'uomo morto in croce è venuto a fare cose nuove, anche i discepoli ebraici e seguaci del vecchio testamento non comprendevano ,ma poi hanno iniziato a comprendere man mano che insegnavano la parola di Gesu'. Anche io ho i miei dubbi, ma ho avuto ed ho la fortuna di confrontarmi con esperti in teologia e sacerdoti alcuni di questi con profumo di santita'.
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  45. credo che il problema sia un altro. Zanirato non è un perito, né si definisce tale. Ma nessuno, fino ad ora, ne ha parlato palesemente. Eppure in varie aste si legge: periziata Zanirato; altri, più correttamente, segnano: sigillata. Il problema è di quei titolari di casa d'aste o dei commercianti che hanno le sue monete e si rapportano agli acquirenti meno esperti come se i tondelli del nostro conoscente piemontese fossero periziati. il problema sta, semmai, in questo equivoco. Lui, Zanirato, da un punto di vista della correttezza professionale e legale, è ineccepibile. altrimenti non sarebbe sul mercato da 20 anni. Giusto? Sul fatto che le sue valutazioni possano essere autorevoli a meno, in merito al grading, ognuno si faccia la propria idea, io la mia sulle sue valutazioni e su quella di altri "famosi" periti che tanto pontificano, col tempo me la sono fatta.. posso solo dire che ci sono periti che , notoriamente, hanno periziato monete false (e non mille anni fa) e periti che soprastiamo le proprie. Perché? perché devono venderle guadagnandoci il massimo, ovvio. Finiamola di raccontarci balle. per finire: a tutti piace giocare a fare i periti, ammettiamolo suvvia! non c'è da vergognarsi...siamo italiani e il titolo fa sempre effetto, su chi lo detiene, quantomeno. però prendersi la briga di comperare bustine, rivetti e sigillatrice personalizzata, è davvero, secondo me, una tristezza. con buona pace dell'idraulico o, rispettivamente, del Professore.
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  46. seconda andorra 2018 dichiarazione dei diritti umani http://www.numismatica-visual.es/2018/03/motivo-de-la-segunda-moneda-de-2e-cc-andorra-2018/
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  47. Grazie per le risposte. Sono andato a controllare la monetazione della zecca di Milano, da dove bisogna partire. La prima emissione in cui compare il trifoglio è il denaro imperiale scodellato coni trifogli. In particolare nel MEC 12 l'emissione viene collocata tra il 1230-1250 (plate 31 n. 557 e 558). Gianazza nel Bollettino di Numismatica online n. 12 propone due ipotesi (1200-1250, 1185-1240 ca. riporta la tesi di Bazzini-Ottenio). Il Crippa non prende posizione (pag. 332-333) limitandosi a richiamare le datazioni citate, però poi fa una interessante notazione, dicendo che la forma di alcune lettere che compongono la scritta MEDIOLANVM al rovescio e i cerchi che separano le legende con quelli di altre monete dell'epoca presentano forti analogie con le varietà meno antiche di ambrosini d'argento. Quindi la datazione sarebbe da spostare almeno dal 1256 in avanti. Vediamo i ripostigli: San Martino Siccomario (prima metà del Duecento) e Zernez (post 1240 circa): nessun denaro scodellato imperiale. Nel ripostiglio di Cisano (inizi '300) invece troviamo dei denari scodellati col trifoglio. Quindi i ripostigli non sono risolutivi. Cero è che se la coniazione fosse iniziata come da qualcuno ipotizzato agli inizi del Duecento, qualcuna se ne sarebbe dovuta trovare. In sintesi: proporrei di spostare alla seconda metà del Duecento, dopo il 1254, l'inizio della coniazione dei denari scodellati con i trifogli. Tutte le altre zecche avrebbero poi seguito.
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