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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/06/18 in Risposte
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E' di oggi la notizia che per la prima volta dal 1943, il premio Nobel per la Letteratura non sarà assegnato. L'accademia di Svezia, dopo lo scandalo molestie sessuali e l'indagine per gravi irregolarità finanziarie, ha deciso di annullare la premiazione del 2018. La medaglia dei premi Nobel, una breve cronistoria riportata in alcuni articoli. Una medaglia, un diploma e una somma di denaro (8 milioni di corone, all'incirca 900 mila euro) è ciò che si porta a casa chi si aggiudica il premio Nobel. Ma com'è fatta l'ambita medaglia di Stoccolma? Le medaglie per i Nobel per la Chimica, Fisica, Letteratura e la Medicina sono tutte uguali tra loro, ma diverse da quelle per la Pace e per l'Economia. In comune hanno però le dimensioni - 66 millimetri di diametro - e il fatto che fino al 1980 sono state tutte realizzate in oro 23 carati, del peso di 200 grammi. Da allora, si è passati ad utilizzare oro 18 carati e un peso di 185 grammi per la medaglia di Economia e 175 grammi per tutte le altre. Le differenze stanno poi nell’essere state disegnate da artisti diversi: Erik Lindeberg, scultore svedese, per le medaglie di Chimica, Fisica, Medicina e Letteratura; Gustav Vigeland, scultore norvegese, per la medaglia alla Pace; Gunvor Lundqvist Svensson, scultore svedese, per l’Economia. Tutte, in differenti stili a seconda della mano dell’artista che le ha realizzate, raffigurano sulla parte anteriore il ritratto di Alfred Nobel e gli anni della sua nascita e della morte in latino – NAT-MDCCC XXXIII OB-MDCCC XCVI. Sul retro delle quattro medaglie disegnate da Lindeberg è poi inciso il nome del Nobel e la scritta: “Inventas vitam iuvat excoluisse per artes” (“Cerchiamo di migliorare la vita attraverso le arti”). I simboli raffigurati variano a seconda delle rispettive istituzioni di premiazione. Il retro della medaglia per la Pace raffigura un gruppo di tre uomini a voler rappresentare un legame fraterno, con la scritta “Pro pace et fraternitate gentium” (“Per la pace e la fratellanza degli uomini”). Inciso poi sul bordo della medaglia “Prix Nobel de la Paix”, il nome del Nobel e l’anno di premiazione. Sul retro della medaglia per l’Economia è raffigurata la stella polare, emblema dell’Accademia Reale delle Scienze. Anche in questo caso il nome del Nobel è inciso sul bordo della medaglia. Proprio questa scarsa visibilità del nome del “laureato” è stata la causa di uno scambio di medaglie nel 1975. Erano gli anni della guerra fredda quando il russo Leonid Kantorovich vinse il Nobel per l’Economia e l’americano Tjalling Koopmans quello per la Pace. Solo dopo quattro anni di sforzi diplomatici le medaglie scambiate tornarono nelle mani dei legittimi proprietari. Ogni vincitore ha la possibilità di richiedere fino a tre riproduzioni della medaglia per uso personale o per donazioni a musei o università. La medaglia è identica all’originale, ma realizzata in bronzo placcata in oro e non è vendibile al pubblico né alle istituzioni. Alcuni conii della medaglia. Alcune curiosità. Il problema è che non sempre questi importanti riconoscimenti finiscono incorniciati a una parete. Alcune volte si trovano a vivere storie decisamente più avventurose. Il caso più recente è quello del fisico novantaduenne Leon Lederman, che ha messo all’asta la sua medaglia venduta poi per 765 mila dollari il 28 maggio scorso. «È stata da qualche parte su uno scaffale per almeno vent’anni – ha detto Lederman – e ora venderla mi sembra la cosa più logica da fare». Più eclatante è il caso di James Watson che ha venduto all’asta la sua medaglia per farsi pubblicità e tornare alla ribalta, dopo essere stato allontanato dalla comunità scientifica in seguito alle sue dichiarazioni sul quoziente intellettivo degli africani. La medaglia è stata acquistata per quasi 5 milioni di dollari dal miliardario russo Alisher Usmanov, che l’ha poi restituita a Watson perchè riconoscente degli sforzi che lo scienziato ha fatto contro il cancro, malattia che ha causato la morte del padre di Usmanov. Ci sono invece Nobel che hanno ceduto la propria medaglia per scopi umanitari. È il caso di Luigi Pirandello, che nel 1935 la donò in occasione della raccolta d’«oro per la patria», e di Niels Bohr, che nel 1940 donò il ricavato a sostegno della resistenza finlandese. A volte, invece, a sbarazzarsi della medaglia sono gli eredi del premiato. Quella di Francis Crick, ad esempio, ha fruttato oltre 2 milioni di dollari alla nipote Kindra, che ne ha poi devoluto parte al centro biomedico intitolato allo zio. Solo 47 mila dollari è stato invece il valore attribuito alla medaglia del figlio di Niels Bohr, Aage, anch’egli fisico. Ma è andata ancora peggio agli eredi dello scrittore William Faulkner, che non ricevettero alcuna offerta. Sempre a proposito di eredi, è successo anche che la medaglia d’oro diventasse addirittura motivo di “guerra” giudiziaria tra loro. Quello che stupisce è che in questo caso si tratta di un Nobel per la pace, e non uno qualunque: nientemeno che Martin Luther King. Brian Schmidt è stato bloccato all’aereoporto di Fargo, Nord Dakota, per il contenuto “sospetto” della sua valigia: la medaglia in oro ricevuta a Stoccolma (Creative commons tramite Wikipedia) Altre volte ancora la medaglia “viaggia” tra Stati e continenti. Quella di Carlos Lamas, premiato per la pace nel 1936, ha letteralmente fatto perdere ogni traccia di sé dopo la morte del Nobel. È ricomparsa nel 1993 in un banco dei pegni del sud America ed è poi passata per le mani di diversi collezionisti, per essere battuta, infine, all’asta a Baltimora (USA), l’anno scorso, per 1,6 milioni di dollari. I Nobel Niels Borh e George de Hevesy sono i protagonisti della storia più avvincente: in tempo di guerra hanno dissolto in acqua regia le due medaglie in oro dei colleghi Max von Laue e James Franck Infine, c’è la storia, degna di un film d’azione, di altre due medaglie, quelle dei Nobel per la fisica Max von Laue e James Franck. Era il 1940, l’inizio della seconda guerra mondiale, e in Germania vigeva il divieto assoluto di far uscire oro dal Paese. I due fisici riuscirono lo stesso a mandare le loro medaglie al collega Niels Bohr in Danimarca per salvarle dalle razzie naziste. Quando però le truppe tedesche giunsero a Copenaghen, le due medaglie espatriate (e per di più appartenenti a un ebreo e a un oppositore al regime nazista) diventarono come due sentenze di morte. Bisognava farle sparire. Nasconderle era rischioso e distruggerle quasi impossibile vista la stabilità chimica dell’oro. Fu il genio del chimico George de Hevesy, che di lì a tre anni avrebbe ricevuto anch’egli un Nobel, a trovare la soluzione… quella chimica, adatta a “tramutare” in un pomeriggio i 23 carati di entrambe le medaglie in un liquido giallo pesca. Tre parti di acido idrocloridrico e una parte di acido nitrico, in altre parole acqua regia concentrata. È questo l’unico solvente in grado di allentare i legami chimici che tengono insieme in modo tanto stabile gli atomi d’oro. Il liquido color pesca fu quindi lasciato da Hevesy su uno scaffale in un’anonima boccetta da laboratorio. Là rimase indisturbata per oltre cinque anni, fino a quando, a guerra finita, Hevesy potè tornare e invertire la reazione chimica. L’oro ricavato fu inviato alla Nobel foundation di Stoccolma che ricostituì le medaglie e le restituì successivamente ai legittimi proprietari. Sperando di aver fatto cosa gradita. PB5 punti
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Ciao @uzifox Simpatico monetone fermacarte, non ne ho mai visti e da appassionato anche di monete francesi devo ammettere che è fatto molto molto bene. Nel frattempo che cerchi il tuo 10 C. 1923 ti mando la foto del mio 10 C. .... saluti4 punti
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Eravamo a Milano Numismatica, 28 gennaio 2017, la prima visita di gruppo a un Medagliere a Milano per 40 numismatici molti anche del forum. Molto consenso, molti apprezzamenti, ma già dal giorno dopo io pensavo al passo successivo al Medagliere fruibile per tutti, ogni giorno, pagando un biglietto e che fosse rappresentazione di un percorso divulgativo della zecca milanese. Non sapevo come muovermi assolutamente, poi un giorno vidi che il Rotary Milano indiceva nell'anno della milanesità un Concorso per fare e sovvenzionare un Service culturale per la città. Preparai una lunga e dettagliata relazione, un planning, una progettualità esecutiva, aspettai...ma sapevo che erano tante le proposte. Un giorno mi chiamarono e mi dissero hai vinto, ora tocca a te, seguii il Progetto e la sua esecuzione, fallo diventare realtà, noi finanzieremo due grandi e belle teche per le monete. Iniziò l'avventura, in silenzio perché non si poteva fare altro, mesi di lavoro, contattai tutti i vertici dell'Ambrosiana, ritrovai gli occhi della divulgazione e poi il Prof. Alteri, curatore dell'esposizione permanente e del catalogo e tanti altri operativi, la mia seconda casa diventò l'Ambrosiana. Quando potevo andavo là, certo era bello, Ambrosiana è Milano, Federico Borromeo, la prima Biblioteca pubblica, San Carlo Borromeo, la Cripta di S. Sepolcro, per Leonardo da Vinci il vero centro nel centro antico milanese, e poi c'erano 22.000 tra monete e medaglie... Un cammino lungo, tortuoso, con tante,tante difficoltà, ma questo si sapeva quando ci sono tante anime da unire e coordinare, ma la volontà comune c'era. Credo che con gli ostacoli, le difficoltà che si sono presentate difficilmente si potrebbe fare ora di più, una storia infinita, ma le motivazioni erano enormi, volevo arrivarci per Milano, come un traguardo, un sogno da lasciare a tutti... Arrivò intanto la formazione della nostra Associazione e quando si presentò il problema Catalogo, ci offrimmo come sponsor privati ritenendo il catalogo cartaceo, il dono non solo visivo ma quello di guida e segno per la collettività. Io credo che per una Associazione Culturale fare questo per una comunità come quella di una città come Milano sia il massimo come valore, un qualcosa che va oltre sigle, appartenenze, gruppetti, un qualcosa oltre tutto e tutti, semplicemente un dono per Milano, senza avere nulla in cambio, un dono che aiuterà la crescita culturale, sia collettiva che individuale. Lunedì sera ci sarà la presentazione ufficiale cittadina e con gli sponsor, doneremo all'Assessore della Cultura di Milano questo Service, sabato replicheremo col mondo culturale numismatico per chi vorrà e riterrà di presenziare, certo qui ho raccontato l'1%...per sapere il 2% invitatemi a un aperitivo magari da Spadari, baricentrico tra Ambrosiana e il Mercato del Cordusio, sarà un piacere parlarne...4 punti
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DE GREGE EPICURI Davvero simpatica giornata, che riassumo per chi è interessato. Al mattino, anzitutto sono state illustrate le attività archeologiche nell'insediamento della "Cattolica" (che è lì dal 1932). L'area ha avuto insediamenti umani dal 1° secolo a.C. al 1° d.C., poi dopo il 3°-4° d.C. in uno dei settori sono iniziate tumulazioni, seguite da una vera necropoli. Dopo qualche secolo le tumulazioni sono cessate, e la zona è ridivenuta agricola: essa ha rappresentato "gli orti" della basilica di S.Ambrogio e dei monasteri annessi, dopo la loro fondazione. Il tutto restava al di fuori delle mura romane della città. I monasteri sono stati soppressi solo nel '700, in periodo illuminista-giuseppino. Sono stati sostituiti da insediamenti militari austriaci, compreso un ospedale mlitare, e dalla costruzione di imponenti edifici militari ex-novo (l'attuale Caserma di P.S. di Piazza S.Ambrogio). Gli scavi nell'ambito dell'Università si sono snodati per diversi decenni, anche perchè tutte le attività edilizie portavano alla luce resti antichi e davano luogo a ricerche archeologiche. Tuttora sono accumulate nei depositi (convenzioni varie fra Sovrintendenza e Università) molte tonnellate di materiale di scavo da vagliare minutamente. Nel corso di queste ricerche, sono state reperite più di 800 monete, oltre a moltissimi altri reperti (ceramica, oggettistica antica, anfore, gemme, materiali medievali e rinascimentali, fino alle...pipe austriache dell' Ottocento). Le monete erano da ritrovamenti singoli e da tesoretti; molte dalla necropoli. La "perla" dei ritrovamenti è un aureo di Salonino, trasformato in gioiello in quanto incastonato in un anello d'oro (lavorato a "dentelli triangolari"...scusate l'imprecisione terminologica!): il peso complessivo è di quasi 7 g. Sono state rinvenute anche diverse dracme cisalpine. A parte questi ritrovamenti in loco, l'Università dispone anche di una vera collezione numismatica di oltre 4000 monete, riunite a fini didattici tramite donazioni varie ed acquisti. Il primo nucleo risaliva al prof. Serafino Ricci, docente alla Cattolica per alcuni anni dal 1939, ma è andato purtroppo disperso. I pezzi più belli e interessanti sono stati acquistati da G.Guido Belloni (docente per oltre 20 anni) soprattutto dalla ditta Ratto: abbiamo ammirato 3 solidi, un argenteo di Massimiano, diversi denari repubblicani rari (Giulio Cesare, M.Antonio, Augusto), un rarissimo sesterzio di Vespasiano col Tempio di Iside,e molto altro. Su queste monete, gli allievi della Prof. Perassi svolgono apprendimento didattico e conducono studi che sfociano poi in tesi di numismatica, sia triennali che specialistiche. Il tutto avviene anche in un laboratorio di Archeologia molto ben organizzato, che si occupa naturalmente anche dei reperti non numismatici. E per oggi mi fermo qui. A domani la visita alla "Casa dello zecchiere"...a meno che qualcun altro della brigata odierna non intervenga ad alleviarmi la fatica!4 punti
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Ehm... C'è qualcosa che non riporta ma non capisco cosa... Per la serie: adoro i grossi " monetoni" Saluti Simone3 punti
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DE GREGE EPICURI @snamI denari repubblicani sono decisamente ben conservati (acquistati da Belloni per l'Università), così come diverse altre monete, dai tetradrammi di Antiochia ad alcuni sesterzi, e molto altro (c'è un bell'antoniniano di Gallieno, con busto a sinistra con scettro sulla spalla, rovescio GERMANIC MAX V, mi pare). Parte della collezione Belloni è stata donata non da lui, ma dalle sorelle-eredi, e qui la qualità è abbastanza varia. C'è poi la grossa collezione Vachetta, una donazione, che è ancora in parte da riordinare: ci sono monete in conservazione varia (anche modesta), alcuni falsi, ma anche materiale interessante (qualche etrusca!) Volevo completare il racconto. Dopo un'ottima pizza in via Luini, e una sosta in via Brisa ad ammrare la torre medievale, ci siamo diretti alla Casa dello Zecchiere, via del Bollo 3, guidati dalla dott.ssa Chiaravalle. Ci ha accolti anche la proprietaria, una gentilissima signora di 85-90 anni. Ci ha condotti al sotterraneo l'architetto che ha diretto i lavori di ripristino, non molti anni fa (il sotterraneo era quasi una discarica, con molte modifiche architettoniche successive); ora consiste di due ambienti, di cui uno con 4 colonne centrali con capitelli quattro-cinquecenteschi, ed un pozzo ora chiuso; tre alte finestre guardano sul cortile di via S.Marta 11. Non è chiaro però se in questo sotterraneo avvenissero operazioni legate alla zecca,anzi è improbabile: esse avevano luogo in alcuni locali posti all'angolo via del Bollo/ via Zecca Vecchia, che erano in rovina ma visibili fino a 10-15 anni fa, e sono stati definitivamente demoliti nel 2013 (la Sovrintendenza purtroppo non si è opposta). Gli zecchieri dell'epoca erano la famiglia Scaccabarozzi, padre e figlio; pare che il nome venga da "scarica birocci", e che forse all'origine fossero dei "monatti" (ma c'erano i monatti in epoca sforzesca, e ci furono grandi epidemie e pestilenze? a me non pare). Quel che è certo è che abitavano in questa casa, adiacente ai locali della zecca.Abbiamo poi visitato il 1° piano, con notizie fornite da una storica dell'arte. La cosa più interessante sono alcuni fregi orizzontali alle pareti, e precisamente tre: -il "fregio dei gatti" (una copia: l'originale, distaccato, ora è altrove): una torma di cani e di gatti saccheggia un mercato o forse una casa, e si impadronisce di cibi succulenti. E' probabile che si alluda ai lanzichenecchi ed alle minacce al ducato (affresco datato intorno al 1530). -il "fregio alla maniera di Bosch" (il quale era passato da Milano): una serie di scene prima abbastanza "normali e pacifiche", poi sempre più erotico-sadiche, il cui tema sembra essere: il denaro è la cacca del diavolo.Potrebbe trattarsi quindi di un monito contro l'avidità e il culto dell'oro...dipinto intenzionalmente nella casa dello zecchiere. -il "fregio dei mori" (forse una allusione a Lodovico il Moro?): dei putti-angioletti e diavoletti dipinti di scuro si danno ad attività varie, alcune innocenti, altre meno. Qui vi so dire poco, perchè per me si era fatto tardi, ed ho perso parte della spiega...3 punti
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Vorrei provare con il vostro aiuto e prendendo come modello Plutarco ad aprire questo nuovo Post nel quale tenteremo ispirandoci all' opera del grande biografo greco che accosto' le Vite di un Greco e di un Romano , di trovare punti di contatto nelle vite trascorse di alcuni Imperatori romani ; penso che la strada da percorrere ci porti ad intraprendere una indagine storica certamente non facile , ma a chi piacciono le cose facili ? Il piacere che arreca uno studio , una ricerca storica , per di piu' tentando di prendere come modello un gigante della letteratura storica greca come fu Plutarco , e' veramente grande ; naturalmente la nostra ricerca sara' limitata ai fatti piu' importanti delle vite prese in esame , tali da mettere in risalto i motivi che ci faranno ritenere a nostro parere che le vite di due Imperatori possano ritenersi abbastanza parallele . Nel ripercorrere i fatti delle vite parallele di alcuni Imperatori romani li selezioneremo con dei parallelismi tra i piu' grandi ed importanti , in pratica esamineremo gli Imperatori che piu' hanno lasciato un segno indelebile nella Storia estraendone per brevita' i fatti e le opere piu' importanti . In questa prima fase di indagine inizierei d' obbligo da colui che trasformo' il mondo romano repubblicano in quella che oggi chiameremmo una monarchia costituzionale poiche' Augusto nei confronti del Senato si autodefiniva Primus inter pares , Primo tra i pari , cioe' da Augusto , provando di trovargli un suo simile Imperatore parallelo . Secondo voi quale potrebbe essere un vita parallela a quella di Augusto ? Secondo le mie conoscenze storiche , avrei pensato di accostare la vita Augusto a quella di Costantino spiegandone i motivi di questo parallelismo ; pero' se a voi venisse in mente un altro Imperatore da accoppiare ad Augusto , indicatelo spiegando i motivi . Iniziamo secondo il mio parere da Augusto e Costantino : entrambi riformarono lo Stato romano , Augusto fondando un nuovo ordine politico , il Principato , a scapito della Repubblica che tante morti e guerre civili aveva provocato nello scorso ultimo turbolento secolo repubblicano , per raggiungere lo scopo Augusto fu costretto ad eliminare gli altri due colleghi al Triunvirato : Marco Antonio e Marco Emilio Lepido , il primo fisicamente , il secondo escludendolo dalla vita politica relegandolo in esilio al Circeo anche se gli concesse di mantenere la carica onorifica di Pontefice Massimo fino alla morte , ottenuta in precedenza da Marco Antonio . Augusto inoltre riformo' lo Stato , l' Amministrazione , l' Esercito e riporto' in auge le tradizioni romane anche nel campo religioso . Costantino pose fine alla farsa della Tetrarchia formata da due Augusti e due Cesari pensata e realizzata da Diocleziano che si potrebbe paragonare ad un quadrunvirato rinnovabile in automatico , riunendo cosi' la Stato romano occidentale prima e totale poco dopo , sotto una sola guida , la sua , passando prima attraverso due guerre civili contro Licinio e Massenzio . Augusto riporto' in auge l' antica tradizione civile e religiosa romana , Costantino pur apparentemente abbandonando la religione romana dopo i fatti di Ponte Milvio , si converti' ufficialmente al Cristianesimo e fu battezzato , solo in punto di morte , pose inoltre le basi statali alla nuova religione , fu anch'egli un riformatore dello Stato romano nel campo amministrativo e militare . Augusto e Costantino furono accomunati inoltre da una tragica situazione familiare , Giulia l' unica figlia naturale di Augusto mori' esiliata , Costantino addirittura fece uccidere suo figlio Crispo . Mi fermo qui' , a voi aggiungere altri particolari che possano unire le figure storiche di Augusto e Costantino ; successivamente penso di trattare la figura di Tiberio con un suo possibile parallelo .2 punti
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Ciao @Sam è un sestino per Federico III d'Aragona http://www.napoliaragonese.it/i-sestini-di-federico-iii-aragona/2 punti
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Caro Mario, sapevo e aspettavo questi momenti da quel viaggio fatto per andare a Finalborgo, si parlava di come fosse un momento in cui TUTTO stava andando bene e come le situazioni si incastrassero perfettamente. Sapevo che con la capacità intellettiva, la forza d' animo e la tua scrupolosita' , tanto si poteva fare e si sta' facendo per la nostra numismatica e per i nostri giovani, futuro nostro e di tutti. Grazie. Roberto2 punti
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Bravo Mario bravo perche hai realizzato, con passione ma discretamente , una bellissima sorpresa a beneficio di tutti. hai messo a disposizione la tua passione, la tua voglia di fare, la competenza , i tuoi contatti per un progetto comune che probabilmente senza questa opportunità non si sarebbe realizzato o almeno chissa’ quando. Pensare alla comunità (numismAtica) e’ una cosa che ti fa onore. Aggiungo da parte mia,prendendo spunto da questa bella iniziativa e andando contro corrente come al solito, che oggi occorre pensare maggiormente all’inclusivita’ e alla cooperazione. Ogni associazione o gruppo di appassionati ha la propria anima e le proprie competenze. Unendole invece di metterle in concorrenza si accrescerebbe quanto poter fare/offrire agli appassionati di numismatica . Come Mario ha ben colto il momento attuale sia per Milano ma anche per l’associativismo e le iniziative numismatiche è un momento particolarmente felice con tanti fermenti e opportunità nuove , le cui basi sono state poste anni fa ma che forse solo ora comincia ad entrare in una fase di piena maturazione. Continuiamo a sfruttarlo, l’iniziativa dei Circoli e’ stata ottima. Proseguiamo su questa strada di inclusivita’ piuttosto che di esclusività.2 punti
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E ancora.. questo ne ha scritte di canzoni...spaccati di vita di quegli anni stupendi... https://www.youtube.com/watch?v=eVozc1Fwv042 punti
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Una cosa che è bene sapere è che rarità e stato di conservazione hanno un ruolo molto importante nella formazione del prezzo di una moneta medievale. Una moneta rarissima potrebbe avere un prezzo alto anche in conservazione mediocre, mentre una comune potrebbe costare poco anche se in conservazione elevata. Inoltre due ducati dello stesso doge, quindi della medesima rarità, possono avere prezzi molto differenti in base alla conservazione. Nella maggior parte dei casi il valore cresce rapidamente al crescere della conservazione (anche di decine di volte!!!). Quindi 1.500 euro per una moneta comune ma in altissima conservazione potrebbero essere un affarone, ma anche una fregatura se la conservazione non è altissima, ma solo "alta". Chi ti dice se la conservazione e la rarità sono congruenti col prezzo? Il consiglio migliore è di fidarti solo di te stesso, della tua esperienza e del tuo occhio. Per accumulare esperienza ci vogliono tempo e MOLTI sbagli. Quindi il consiglio è di partire con cose poco costose, che potrai rivendere quando sarai più esperto con perdite ridotte (chiamale "prezzo pagato per farsi le ossa"). PS Il modo migliore per gettare soldi è farsi prendere dal "timore di perdere l'affare"2 punti
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Zecca di Bologna, quattrino, anonime papali del XV sec., Chimienti,115 var.- Ciao Borgho2 punti
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Buonasera, È la prima volta che scrivo sul vostro forum (e spero di averlo fatto nel posto giusto...), e lo faccio postando le foto di una bella bolla in piombo del granducato di Toscana (sotto Cosimo II de Medici). Mi piacerebbe saperne di più, e per questo gentilmente chiedo a voi esperti notizie in merito. Grazie mille. Manu'el1 punto
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Buongiorno, non so voi ma in questo ultimo periodo non trovo grossi affari sul web. Ovvero riscontro meno esemplari interessanti e a prezzi mediamente più alti. Ma forse è una mia sensazione... più si colleziona e più si diventa selettivi nella scelta. Proprio negli ultimi giorni ho scovato un lotticino di epoca costantininiana acquistato dalla terre galliche del nord. Tipi tutto sommati comuni ma con un buon rapporto prezzo/qualità (6 € a esemplare mi pare un ottimo prezzo) e contraddistinti dalla provenienza da zecche galliche e britannica tranne una. In genere sono varianti non comunissime, a dispetto dei tipi. Ve le presento, anche se le foto non rendono giustizia (sono ben leggibili e con patina bruna superficiale). Prima le due londinesi, le cui emissioni rappresentano sempre uno dei miei interessi. - Londinium RIC VII 48, IMP LICINIVS P F AVG Busto laureato e corazzato rivolto a destra/ SOLI INVICTO COMITI, Sol radiato stante verso sinistra, globo nella mano sinistra e destra sollevata. MLN in esergo, S F nei campi. 315-316 d.C. Rated R 2 secondo il RIC, S secondo il Clooke Toone (14 esemplari censiti nei 4 hoard di riferimento). - Londinium RIC VII 30 var. (assenza di P o P F prima di AVG) Toone 37; Bourton on the Water hoard 1432; Sarzeau hoard 1831, IMP CONSTANTINVS AVG Busto laureato e corazzato rivolto a destra/ GENIO POP ROM, Genio stante verso sinistra, torre o modius in testa, reggente cornucopiae nella mano sinistra e patera nella destra. MSL in esergo, S F nei campi. 314 d.C. Rated R 4 secondo il RIC, R secondo il Clooke Toone (1 esemplare censito nei 4 hoard di riferimento).1 punto
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Molti di voi avranno gia’ sentito parlare di questo misterioso disco , ma forse non tutti i frequentatori della nostra Sezione ne sono a conoscenza . Il disco di Nebra è praticamente una lamina di metallo in bronzo , di forma circolare con diametro di 32 centimetri e spesso da 5 mm. a circa 2 mm. , del peso di circa due chilogrammi con ornamenti in oro , che dovrebbe risalire all' età del bronzo e raffigura un cielo stellato con Sole e Luna in oro , forse presenta anche simboli religiosi . Il disco rappresenta la più antica immagine del cielo ed e' uno dei ritrovamenti archeologici più importanti del XX secolo . Questo reperto archeologico fu rinvenuto nell' estate del 1999 da alcuni tombaroli all' interno di una cavità in pietra sul monte Mittelberg , nei pressi della cittadina di Nebra , in Germania . Dal 2002 appartiene al Museo Regionale della Preistoria di Halle , in Sassonia-Anhalt . In base a delle armi in bronzo che furono trovate insieme al disco , si pensa che il tutto possa essere stato sotterrato dai 3500 ai 4000 anni fa . Le notizie ed ipotesi su cio' che possa rappresentare questo misterioso Disco sono talmente tante che sintetizzarle si corre il rischio di non essere completi , quindi e' meglio ricorrere ai vari link che trattano di questo ritrovamento . http://www.duepassinelmistero.com/Nebra.htm http://storia-controstoria.org/antiche-culture/disco-di-nebra/ https://it.wikipedia.org/wiki/Disco_di_Nebra http://www.focus.it/cultura/storia/disco-spaziale1 punto
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Buona domenica a tutti, oggi ho un Po di tempo libero e vi voglio mostrare il secondo acquisto fatto insieme al galba. Si tratta di una doppia maiorina dal peso di 9g con al retro SECURITAS REIPUB zecca di Antiochia. Anche questa non centra niente con il mio periodo ma come l'ho vista me ne sono innamorato e visto il prezzo non elevato (40 euro) non me la sono fatta scappare anche perché ancora molto godibile. Eccola a voi1 punto
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Ciao, ci sarebbe Numista (senza prezziario), non c'è proprio tutto tuttissimo ma è ben fatto: https://en.numista.com/catalogue/pays.php1 punto
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Mi dispiace ma le foto degli affreschi sono pessime. Ve ne posto una solo per darvi una idea.1 punto
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Questo è il famoso aureo di Salonino. Interessante il contesto della scoperta. E' stato ritrovato dietro la scapola di un inumato maschio adulto. Considerate che si tratta di un gioiello tipicamente femminile come l'anello che era insieme all'aureo. Di qui la possibile interpretazione di un dono di una donna al proprio uomo appena deceduto. Si tratta di un ritrovamento rarissimo in Italia per il periodo romano.1 punto
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se parliamo di 2000 anni prima dei Longobardi non possiamo prendere la loro tecnologia ad esempio. è logico che un'umbone a punta para meglio i colpi ma erano in grado di farli ? poi poteva essere uno scudo da parata quindi di funzione ornamentale.1 punto
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Commercialmente sono comuni e malmesse, quindi valore zero. Se non ti dà fastidio tenerle, le conservi come ricordo di tempi passati. Se ti danno fastidio, regalare a qualche ragazzino che così potrebbe appassionarsi.1 punto
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Grazie @talpa per i tuoi interventi sempre molto stimolanti. Questo lo credo anche io. Potrebbe essere che l'uso della moneta si sia evoluto diversamente rispetto a quanto inizialmente pensato. Con riferimento ai momenti e ai luoghi in cui il fenomeno si è presentato, è curioso che le tre grandi aree in cui si diffuse inizialmente la moneta sono caratterizzati da fattori simili: parlo di Asia Minore, India e Cina. Queste aree erano infatti suddivise in numerosi "stati" in lotta tra di loro e da una popolazione in "rivolta" contro la supremazia di una stretta cerchia di individui. Cito un passaggio da Robert Tye, Gyge's Magic Ring? Origins of Coins and Open Societies: Ancora, l'antropologo Graeber in Debt, the first 5000 years scrive: E' quindi interessante notare che in queste tre aree ci siano cause e conseguenze alla nascita della moneta molto simili. Penso anche io che Le Rider abbia sicuramente ragione nel dire che l'uso della moneta in elettro sia stato un escamotage per ottenere nuovi introiti dall'applicazione di un valore nominale superiore all'intrinseco. Questo però non spiega il perchési sia atteso il VII secolo a.C. per farlo. Applicare un valore nominale superiore all'intrinseco non è stata un'invenzione, dal momento che già in Mesopotamia i Kaniktum (ne dovrebbe parlare anche Le Rider) avevano un peso inferiore al valore attribuito dal palazzo. Si tratta di pezzi di argento marchiato che Hammurabi diede in premio a soldati della città di Mari: alcuni pesavano 2/3 di siclo, altri 1 e 2/3, altri 2,5 sicli, ma ne era stato fissato il valore nominale a 1, 2 e 3 sicli. Dovevano dunque esserci stati altri motivi che, globalmente considerati, hanno portato alla sua introduzione: magari proprio le necessità finanziarie, i popoli in rivolta e un'aristocrazia troppo potente da ridimensionare? Vero anche che 1/96 di statere aveva un potere di acquisto ancora troppo elevato per le spese quotidiane. Però esisteva anche il 192esimo...Magari in un primo momento la moneta era stata diffusa a fasce non proprio "infime" della popolazione. Ci sono però frazioni di argento (più tarde, della moneta in elettro, ma databili intorno al 550 a.C.), dal peso di 0,10g...Queste penso potessero essere usate anche per acquisti piuttosto piccoli dai cittadini comuni.1 punto
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Moneta sempre bella , soprattutto in elevate conservazioni !1 punto
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Quella miscela in realtà è composta da tre agenti che insieme conconcorrono a disciogliere l'oro: un'ossidante (NO3-) che ossida l'oro, un'acido (H+) che aumenta il potenziale redox dell'ossidante, e un complessante (Cl-) che abbassa il potenziale redox dell'oro. L'acido ha solamente un ruolo ausiliario, e di fatti sostituendo il cloruro che è uno scarso complessante nei confronti dell'oro con uno molto più potente come lo ioduro è possibile eliminare la necessità dell'acido e pure di ossidanti energetici come il nitrato sostituendoli con altri meno energetici e più sicuri come ad esempio lo iodio. Utilizzando una combinazione del genere è infatti possibile sciogliere l'oro con una banale miscela di KI e I2 in acqua in un rapporto di 5,3 a 1 rispettivamente.1 punto
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Che belle letture mi sono fatto oggi pomeriggio grazie a te @Legio II Italica e a tutti gli intervenuti ................. che dire io sono uno di quelli che era all'oscuro del fatto. Le sette sorelle come noto ricorrono molto spesso .... mi piacerebbe scoprire dov'è in questo caso il grande cacciatore ......la funzione sua e di tanti altri. Ovunque guardiamo vediamo crescere le cose, vediamo l'imperfezione, il che significa che gli esseri che compongono questi gruppi imperfetti, come l'umanità, la terra, i pianeti, le stelle, i soli, stanno tutti imparando, progredendo, avanzando. Non è un nobile pensiero rendersi conto che non c'è ingiustizia nell'Universo, capire che tutte le cose si muovono secondo la legge e l'ordine, e che siamo tutti affini, che l'Universo è la nostra casa, che quando l'Universo iniziò questo periodo di evoluzione cosmica, eravamo lì anche come atomi di vita? E quando l'Universo avrà terminato il suo attuale periodo di evoluzione cosmica, saremo ugualmente lì, poiché in realtà noi siamo l'Universo, e l'Universo siamo noi, poiché i due sono essenzialmente uno. In Occidente c'è sempre stato un modo preferito per cercare di scoprire la realtà di tutto ciò che è. Questo modo o metodo è "guardando" mediante uno studio delle cose esterne, supponendo che la verità esista al di fuori del pensatore; e il risultato è che vediamo sorgere in tutto il pensiero occidentale, religioso e scientifico e anche filosofico, una dicotomia, una divisione, come tra l'esterno, l'obiettivo o il visto, e l'interno, il soggettivo o il veggente. Questo metodo non è giusto o corretto, perché è una cattiva psicologia e quindi è tutto sbagliato. Questa divisione è puramente immaginaria e quindi non esiste di per sé . L'universo è. Questo è un fatto. L'uomo è Anche questo è un dato di fatto. L'uomo esiste a prescindere dall'Universo in cui vive, si muove e ha il suo essere? O, al contrario, l'uomo è una parte dell'universo in cui si muove, vive e ha il suo essere? Quest'ultimo, ovviamente. L'uomo è una parte essenziale dell'universo. Non è affatto separato, distinto e diverso dall'Universo. Ciò che è l'universo, è anche l'uomo, perché l'uomo è una parte intrinseca e inseparabile di esso.Inversamente, cos'è l'uomo, che è anche l'universo, perché l'uomo è nato dall'universo, è nell'universo - è, per così dire, corpo del suo corpo, vita della sua vita, pensiero del suo pensiero, anima della sua anima , spirito del suo spirito. e questo gli antichi lo sapevano, noi forse lo abbiamo dimenticato.1 punto
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Ciao è citata anche nel Montenegro 2015 al n°25 giudicata R. Saluti.1 punto
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Buonasera a tutti, Discussione andata nel dimenticatoio purtroppo, la alzo e posto il mio acquisto di qualche settimana addietro, un altro 2 soldi Buona domenica Luca1 punto
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Anche la misura del disco ,32 cm.di diametro,esclude l'ipotesi umbone,ne farebbe lo scudo di un gigante ,mentre quelli dei longobardi,che pure non erano mediamente piccoli,non sono grandi che la meta'.1 punto
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Ciao, sul catalogo la porta solo in FDS e la valuta 740 euro , la tua non mi sembra in FDS ma piu sul BB.1 punto
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Ho dato un'occhiata : il disco di Nebra fu trovato nel 1999 sul Mittelberg vicino a Nebra,non si trattava di una tomba ma di in ripostiglio,un deposito contenente spade,asce e bracciali datati alla prima eta' del bronzo. A recuperarlo furono due metaldetectoristi clandestini che poi cercarono di venderlo al museo locale attirando cosi le attenzioni delle forze dell'ordine,che tre anni dopo fortunatamente recuperarono I reperti. Non sarebbe un astrolabio propriamente detto ma piuttosto un calendario stagionale atto a determinare I solstizi o anche una mappa bidimensionale del cielo stellato,forse entrambe le cose sottolineando che tale oggetto ha avuto probabilmente un lungo periodo di impiego e ha subito diverse modifiche e aggiustamenti secondo l'uso che se ne intendeva fare. Naturalmente siamo sempre nel campo delle ipotesi ma quella della fonte ( Archeo anno XXI n.10 ottobre 2005 ) mi sembra attendibile.1 punto
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Ho rintracciato il Senatore Marina del MSI: http://www.senato.it/leg/02/BGT/Schede/Attsen/00009536.htm e, per la cronaca, fortunatamente questo "regalino" non gli è bastato per essere rieletto nel 1958: http://www.senato.it/leg/03/BGT/Schede/Attsen/Senm.html (in questa lista infatti manca)1 punto
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L'ipotesi della moneta come invenzione dirompente sul piano sociale in effetti ha una sua base realistica, le aristocrazie guerriere e sacerdotali basavano il loro predominio sul controllo delle terre e dei redditi correlati, la nascita di un nuovo strumento di accumulo della ricchezza autonomo dalla proprietà terriera ha sicuramente causato ed è stata a sua volta causata da strutture sociali più dinamiche, comunità in cui i rapporti di forza erano più dialettici ed equilibrati...quali sono le comunità in cui si assiste ad un maggiore equilibrio tra le componenti sociali? Le polis greche naturalmente...1 punto
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Salve @Legio II Italica e grazie per il bel post, bellissima idea! Il mio primo pensiero è stato che mi piacerebbe partecipare perché trovo che sia un'indagine davvero interessante, ma per svolgerla bene bisogna giustamente avere una buona visione d'insieme dei vari fatti storici, e per questo io devo ancora studiare molto! Nel frattempo continuo a seguire questa discussione con grande interesse. Un saluto e buona domenica!1 punto
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Mag. 2018 Un euro due monetine Haiti - 1 Gourde 1995 Macau - 10 Avos 19931 punto
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Nel tuo link ogni tanto spunta un errore sulla visualizzazione, la metto di seguito ed aggiungo questa di tutt'altro genere, mix di italiano-sardo, a suo tempo mi piacque molto:1 punto
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- Trier RIC VII 114, CONSTANTINVS P F AVG Busto laureato corazzato e drappeggiato rivolto a destra/ MARTI CON-SERVATORI, Marte elmato stante verso destra, testa rivolta verso destra, mano sinistra appoggiata su uno scudo e destra reggente una lancia con la cuspide in basso. ATR in esergo, T F nei campi. 314 d.C. Rated R 4 secondo il RIC, si differenzia dal RIC 113 (Scarce) per la presenza del ritratto corazzato (questo lo è, essendoci gli pterugi sulle spalle) Dall'area italica un esemplare da Ticinum, zecca mai troppo comune come emissioni e che accolgo volentieri nei vassoi dedicati a Costantino. - Ticinium, VII RIC 9, IMP LICINIVS P F AVG Busto laureato rivolto a destra/ SOLI INVICTO COMITI, Sol radiato stante verso sinistra, globo nella mano sinistra e destra sollevata. TT in esergo, stella nei campi. 313-314 d.C. Rated R 1 secondo il RIC. L’ultimo esemplare è stato presentato dal venditore come Rare demi follis de Constantin atelier de LYON marti Conservatori Purtroppo la sigla di zecca è fuori tondello e a moneta in mano si vedono solo le parti superiori dei caratteri alfabetici (3). In effetti la presenza del T F a rovescio potrebbe far attribuire l’esemplare esclusivamente a Lugdudum o a Trier ma lo stile del ritratto è calzante con quello di Lugdunum. Con la legenda iniziante per IMP e ritratto laureato verso destra abbiamo il RIC 11 e 12. Mi pare di scorgere sulle spalle un drappeggio la quale presenza differenzia il RIC 11 a scapito del RIC 12. Pertanto interpreterei questo esemplare in forma non del tutto certa come - Lyons RIC VII 11 (?), IMP CONSTANTINVS P F AVG Busto laureato drappeggiato corazzato rivolto a destra/ MARTI CON-SERVATORI, Marte elmato stante verso destra, testa rivolta verso destra, mano sinistra appoggiata su uno scudo e destra reggente una lancia con la cuspide in basso. [PLG] in esergo, T F nei campi. 314-315 d.C. Rated R 4 secondo il RIC. Mi dichiaro abbastanza soddisfatto. Ciao Illyricum1 punto
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Buongiorno, raramente traggo conclusioni dall'analisi di un tondello molto consunto. Purtroppo la moneta presentata in questa discussione è molto logora. La data è quasi illeggibile. Si può incorrere facilmemte in errore alimentato dalla speranza di trovare una moneta inedita. Consiglio sempre di studiare monete leggibili. Questa moneta potrebbe benissimo essere del 1795. La parte superiore del 5 era incisa obliquamente e potrebbe sembrare la parte sinistra del 4. Concludo, senza prosopopea ma dettato dai miei errori, che è sempre consigliabile studiare monete perfettamente leggibili. Antonio1 punto
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Ma che bella carrellata di immagini ed oggetti del tempo che fu nel video di Stefano Rossi, tra cui un biglietto da mille con il mio avatar in bella vista! Restiamo in Italia ascoltando questa bellissima e rilassante canzone.1 punto
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Il documento è stato pubblicato dalla casa d'aste Aureo & Calicò sul catalogo d'asta Caballero de las Yndias - segunda parte - Europa. Asta del 3 giugno 2009. Credo che sia disponibile per intero (io ho citato solo la parte riguardante la moneta in oggetto) sul sito della casa d'aste. Spero di essere stato esaustivo.1 punto
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Moneta coniata a Barcellona per finanziare la spedizione di Tunisi: “ ...mandamos que el oro se labre de ley de veintidós quilates ( ... ) acuñados de la una parte nuestras armas Reales con el águila rampante imperial y un letrero que diga: CAROLUS QUINTUS IMPERATOR , y de la otra parte tenga una cruz y en cada extremo de ella la corona imperial y un letrero que diga: HISPANIARUM ET UTRIUSQUE SICILIE REX , y que estos se llamen Escudos imperiales . . . ” (cédula de Barcelona , 30 de mayo de 1535; cf. Tomás Da sí, tomo I , documento 208 ). In passato attribuita erroneamente alla zecca di Napoli.1 punto
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Per poter vedere monete di Milano sono stato a Roma, Vienna, Monaco e Lione, ora grazie ad un sogno fortemente voluto da una persona e alle associazioni che hanno creduto nel progetto, sarà possibile ammirare le monete della zecca di Milano in un'esposizione permanente alla biblioteca Ambrosiana. Sabato mattina sarò presente per gustarmi questo, insperato, evento. Posso solo ringraziare Mario per averci creduto fino in fondo!!!1 punto
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Perdonate questo innesto ma a suo tempo mi incuriosì e colpì tantissimo, sia per le parole che furono utilzzate dall'autore, che trovai in un primo tempo ironiche all'ennesima potenza, sia che per il significato. Ricordo che l'ascolatavo più volte, l'avevo registrata in una musicassetta mescolata a tante altre di diverso genere, negli ultimi anni l'ascolto grazie al pc. Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni; va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il "crucifige" e così sia, chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato... Mio padre in fondo aveva anche ragione a dir che la pensione è davvero importante, mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più d' un cantante: giovane e ingenuo io ho perso la testa, sian stati i libri o il mio provincialismo, e un cazzo in culo e accuse d' arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta... Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa, però non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia; io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi: vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso... Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare, godo molto di più nell' ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare... se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo... Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista! Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino, io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare! Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento? Ovvio, il medico dice "sei depresso", nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento. Ed io che ho sempre detto che era un gioco sapere usare o no ad un certo metro: compagni il gioco si fa peso e tetro, comprate il mio didietro, io lo vendo per poco! Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni, voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni... Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate! Ma s' io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso, mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare: ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!1 punto
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Tutto sembrava impossibile ormai... Milano offriva le visite singole su appuntamento al Castello per una visione specifica e dettagliata richiesta di pezzi o qualche, veramente molte poche, monete classiche al Museo Archeologico. Mancava il percorso divulgativo accessibile a tutti, in ogni giorno, anche all'improvviso, con uno spaccato cronologico della nostra monetazione e dei nostri simboli. La storia cambiò però il 3 novembre 2015 giorno in cui aprì con la sua inaugurazione ufficiale il nuovo Medagliere dell'Ambrosiana. In particolare ebbi modo di parlare alla fine e vidi in più di uno dell'Ambrosiana gli occhi della divulgazione, gli occhi disposti a mostrare a tutti, alla città. Gli occhi non tradiscono mai e anche in quel caso non tradirono. Iniziò un mio lungo percorso in Ambrosiana, in fondo poi è di fronte al Cordusio, forse fu il segno del destino che unì queste due realtà così diverse tra loro...eppure un filo le univa...le monete... Pensai a un primo step che diventò Milano Numismatica, 28 gennaio 2017, altra tappa storica per Milano dove un gruppo di appassionati potè entrare in una nostra importante istituzione come l'Ambrosiana e vedere monete... Fu un successo con 40 che poterono fruire della visione di rari e splendidi esemplari ... Eravamo arrivati al primo step con la parola GRUPPO...che non era più il SINGOLO...ma non bastava...il giorno dopo iniziai subito a pensare a come arrivare al secondo step il più importante, molto più difficile, quello finale... CONTINUA...1 punto
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Ciao Giovanni, rileggendo questa interessantissima discussione volevo un attimo una precisazione sul punto che ho evidenziato in grassetto: Se ti riferisci alle lire quadriga (briosa, veloce e aquila sabauda), queste non erano in argento .835, mentre lo scudo era a titolo .900? @bizerba62 A tal proposito, chiederei a Michele: una maggiore bontà di titolo avrebbe avuto una maggiore "appetibilità" nell'incettare queste monete? Facendo due rapidi conti "di peso", uno scudo era una bella "scorciatoia" per portarsi 25 grammi di buon argento in un solo pezzo, mentre in altri modi (con gli spezzati da 1 e 2 lire) si sarebbero avute almeno tre monete a titolo inferiore. Sempre in merito al dibattito se lo scudo Quadriga abbia circolato si, no, si e no... Stavo facendo una riflessione che anche se non da una risposta secca, ne tanto meno certa, potrebbe (spero) dire qualcosa a coloro che ancora credono che lo scudo quadriga abbia circolato. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu Michele in particolare. Ma la condivido volentieri con Voi tutti se avrete pazienza e voglia di sopportare ulteriormente il mio scritto Gli scudi che ancora giravano nel periodo preso in esame da questo thread erano quelli emessi sotto VEII e poi successivamente sotto umberto I. Solo per VEII, il totale dei pezzi battuti (con esclusione del solo taglio per Firenze del 1861) non arrivano a 69ML (ML= milioni) netti. I pezzi battuti sotto Umberto I sono solo 4,1ML di pezzi Sotto il Regno di Vittorio Emanuele III, oltre al primo "famoso" scudo "Aquila Sabauda", datato 1901, vennero emesse banconote dello stesso taglio attraverso diversi decreti di emissione. Banconote, quindi parliamo di cartamoneta, quella che effettivamente era denaro contante, speso quotidianamente. Lo preciso perchè, per un collezionista del regno che raccoglie solo monete, che da poco si è avvicinato alla numismatica, questo non è un concetto proprio chiaro. Erroneamente si potrebbe pensare che le monete del primo '900 fossero i soli soldi che circolavano ed erano spesi... ma non era proprio così. Le banconote la facevano da padrone... Vediamolo... La prima banconota da 5 lire emessa sotto Vittorio Emanuele III era praticamente identica a quella emessa sotto Umberto I; E' un banconota rara, stilisticamente a me piace molto, e riflette il gusto artistico delle banconote dell'ultimo '800 (in allegato potete vedere una scansione di questa tipologia). Evidentemente la scomparsa improvvisa del padre e la necessità di circolante potrebbero essere la spiegazione all'emissione tipo di questo primo contingente, che venne stampato con decreto (ci si risale con i numeri di serie) del 4.9.1901 per un totale di ben 23ML di pezzi (l'effettiva stampa di questi biglietti, con il medesimo decreto, fu però spalmata in qualche anno, fino al 1904). Dopo qualche anno, Vittorio Emanuele III potè avere una banconota da 5 lire tutta "sua": il 5 lire tipo "floreale", ( @bizerba62 probabilmente è proprio questa la tipologia di banconota cui faceva riferimento @petronius arbiter in riferimento all'art.2 del decreto sul controvalore degli scudi "in valuta corrente del Regno"). Il primo decreto di emissione (distinguibile sempre dai numeri di serie riportati sul biglietto, e stampato per qualche anno, dal 1904 al 1907, come nel caso della banconota con ritratto di Umberto I) del 8.11.04 che risulta stampata in 90 ML di pezzi Una nuova, secondaria, emissione dello stesso pezzo fu con decreto di emissione del 27.12.11 (anno del cinquantenario ): 30ML Nel 1914 (anno appunto, dell'emissione dello scudo Quadriga), ci furono due emissioni: - 22.1.14 per l'ammontare di 62ML di pezzi -05.11.14 per l'ammontare di 191ML di pezzi Quindi, fino a tutto il 1914, si ha una circolazione cartacea di più di 350ML di pezzi di banconote da 5L, (esclusi quelli con il ritratto di Umnerto I) contro un'emissione di scudi veramente esigua. Tutto ciò, credo non possa far altro che rafforzare quanto già scritto precedentemente: Cioè che questi scudi non abbiano circolato affatto come moneta propriamente detta. Tra l'altro, il contesto monetario vede chiaramente una grandissima predominanza di cartamoneta, che inesorabilmente ha di fatto soppiantato la circolazione monetale (in pratica: chi avrebbe speso moneta "buona" avendo sottomano moneta "cattiva", cioè carta?) ANCHE con le politiche attuate per il cambio dei nuovi scudi... Come già scritto: non proprio comodo ed alla portata di tutti. Rinnovo la domanda già citata da @bizerba62 in più punti di questa discussione: Avrebbe avuto senso spenderli così "tranquillamente", anche vista la trafila per richiederle? Alla fine di tutto questo, spero di avervi anche incuriosito con la bellezza della cartamoneta italiana di inizio '900. Il liberty degli scudi lo troviamo accennato in queste piccole opere d'arte, ma se vorrete saperne di più, la sezione cartamoneta, con il buon @petronius arbiter sarà felice di ospitare qualche vostra visita. Cito anche @nikita_, appassionato di banconote che forse potrebbe avere qualche asso nascosto nella sua manica a tal riguardo Perdonami qualora ti abbia chiamato in causa in una discussione che potrebbe invece rivelarsi un po noiosa per i tuoi interessi numismatici. Scusate per la prolissità Un saluto a tutti, Fab1 punto
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Finiti gli album ?.............. i vassoi ? ... surreali ma funzionali alternative.1 punto
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Vi mostro il mio primo acquisto in merito alle preunitarie, credo di aver trovato proprio una chicca, non proprio facile da trovare in questa conservazione, cosa ne pensate? come vi sembra questo centesimino? Grazie a chi interverrà...Daniele1 punto
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Buon 1° Maggio a tutti... Ho da poco aggiunto un secondo Sebeto alla mia collezione per Carlo di Borbone. Che vi pare? 120 Grana, 1735, NEA , con alberello con chioma grande e 3 rami, sbuffo del Vesuvio piccolo e contorno liscio. La condivido con gli amici del forum. Saluti.1 punto
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