Classifica
Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/18/18 in Risposte
-
…e tutti tutti sono arrivati. Con Dio per il Re e la Patria. Ciao forum! Ho comprato due monete (che come dicevo in un'altra discussione “mi piacevano e mi potevo permettere”): due e tre marchi del 1913, “Centenario delle guerre di liberazione contro la Francia” e che vorrei condividere con voi tutti, tutti! le monete - a parte le dimensioni, il peso ed il bordo della 3 marchi: GOTT MIT UNS, "Dio è con noi", meno criptico del nostrano FERT! - sono identiche, vedi sotto. Si rifanno al proclama AN MEIN VOLK - “Alla mia gente" del 17 marzo 1813, la chiamata del re di Prussia Federico Guglielmo III al suo popolo per chiedere sostegno per la lotta contro l'imperatore Napoleone I. Lo stesso giorno, la Prussia dichiarò guerra alla Francia. (Apro parentesi: Tanto per dare una nota polemica al post, invito tutti quelli che ce l’hanno con la BCE e l’Europa di riflettere sul fatto che forse è meglio arrivare a fatica a fine mese, che a fine mese non arrivarci proprio… si sa cosa è successo dal 1813 in poi, fino al 1945!) Ho trovato da subito molto piacevole il motivo sia del dritto sia del rovescio, che credo essere frutto di una tradizione millenaria. Intanto inizio con la scena principale: il re circondato dalla folla. Non ho potuto non pensare ad alcuni sesterzi come quelli per es. di Caligola o Nerone - e su quello di Postumo c'é anche un cavallo: e pure al famoso dipinto francese della Libertà: la figura centrale e la folla sono ricorrenti. L’altro lato – un’aquila che combatte un serpente – qui carico di dinamica, lo troviamo su molte monete sia moderne sia antiche, dalle Americhe all’Europa, la prima che cronologicamente ho trovato è uno statere greco per Olimpia: Per terminare: credo che questa sia una delle monete tedesche più riuscite, più complete, certamente più interessanti dei soliti aquilotti e dei profili dei monarchi che ci accompagnano fino ad oggi. Un buon pacifico proseguimento a tutti, tutti voi! Servus, Njk Per l'archivio: Materiale: Argento (900) Diametro 33 / 28 mm Peso: 16,67 /11,11 g5 punti
-
Buonasera. Posto volentieri, in questa bellissima discussione dell'Amico Rocco, l'ultimo acquisto: un 10 Tornesi 1851 non in buonissima conservazione, per un vostro parere. Grazie5 punti
-
Come nelle Piastre del 1851, anche nei 10 Tornesi si hanno due tipologie di busto.4 punti
-
Salve a tutti! Tanto per cambiare un po', vorrei proporvi questa breve ricerca riguardante il mio periodo preferito, cioè quello di Augusto Spero che l'argomento possa interessarvi, e aspetto sempre con piacere vostre considerazioni o correzioni. Tra gli spettacoli dell'antica Roma, oltre ai combattimenti dei gladiatori e le corse delle bighe, vi erano anche le naumachie: con questo termine, letteralmente " battaglia navale", si fa riferimento sia allo spettacolo vero e proprio che al bacino in cui si tenevano. Prima... La prima naumachia conosciuta è quella organizzata da Giulio Cesare nel 46 a.C., in occasione del suo quadruplice trionfo. L'apparizione di questo spettacolo segue di poco una pratica simile, cioè il "combattimento fra truppe", che vedeva affrontarsi due piccole armate: Cesare traspose quindi questo principio in un ambiente navale. Erano, questi, spettacoli più micidiali di quelli dei gladiatori, in quanto i combattenti erano spesso dei condannati privi di un addestramento specifico. Le naumachie avevano inoltre una caratteristica particolare, quella cioè di rappresentare dei temi storici: ogni flotta che si affrontava incarnava un popolo celebre per la sua potenza marittima nella Grecia classica o nell'Oriente ellenistico. La naumachia era quindi uno spettacolo che necessitava di mezzi considerevoli, per questo era riservato ad occasioni eccezionali. La naumachia di Cesare fu una semplice fossa scavata in more cochleae, cioè con andamento spiraliforme, con una profondità di circa 12 metri per consentire all'acqua di riempirla fuoriuscendo direttamente dal terreno. Si trovava nel Campo Marzio, probabilmente in corrispondenza della depressione centrale dove era presente la Palus Caprae, e dove più tardi venne sistemato lo stagno di Agrippa. Non potendo essere svuotata, se ne decise il riempimento nel 43 a.C. La naumachia di Augusto Dopo quella di Cesare, il popolo romano assistette ad una naumachia sotto Augusto, nel 2 a.C., in occasione dell'inaugurazione del tempio di Marte Ultore. Il bacino fu realizzato presso le pendici sud-orientali del Gianicolo, in un'area appartenuta a Giulio Cesare, il quale possedeva qui i suoi horti. (da Wikipedia): (LA) « Navalis proeli spectaclum populo de[di tr]ans Tiberim, in quo loco nunc nemus est Caesarum, avato olo in longitudinem mille et octingentos pedes ~ in latudine[m mille] e[t] ducenti. In quo triginta rostratae naves triremes a[ut birem]es ~ plures autem minores inter se conflixerunt. Q[uibu]s in classibus pugnaverunt praeter remiges millia ho[minum tr]ia circiter.» (IT) «Allestii per il popolo uno spettacolo di combattimento navale al di là del Tevere, nel luogo in cui ora c'è il bosco dei Cesari, scavato il terreno per un lunghezza di milleottocento piedi e per una larghezza di milleduecento; in esso vennero a conflitto trenta navi rostrate triremi o biremi, e, più numerose, di stazza minore; in questa flotta combatterono, a parte i rematori, circa tremila uomini.» La struttura misurava 1800 x 1200 piedi romani, quindi probabilmente comprendeva sia il bacino sia l'area circostante per ospitare il pubblico. Per rifornire d'acqua il bacino, Augusto fece realizzare un acquedotto che si alimentava dal Lago Alsietino (odierno Lago di Martignano) nei Monti Sabatini. L'imponenza della struttura era funzionale alla grandiosità delle rappresentazioni che vi si svolgevano. Infatti, in occasione dello spettacolo inaugurale, fu messo in scena un combattimento con 30 imbarcazioni (biremi, triremi e altre più piccole) che coinvolse tremila uomini oltre ai rematori. Le dimensioni di una trireme romana fanno pensare che lo spettacolo si basasse più sui combattimenti tra naumacharii che sulle manovre, che dovevano certamente risultare difficoltose. Le navi accedevano al bacino risalendo il Tevere, attraverso un canale navigabile realizzato appositamente per questo scopo. Nel punto in cui la via Campana attraversava il canale si trovava un pontile mobile che poteva essere alzato quando necessario. Da un frammento della Forma Urbis di età severiana sappiamo che la naumachia di Augusto era probabilmente di forma rettangolare e divisa in due settori: uno costituito dal bacino vero e proprio, l'altro riservato agli spalti per gli spettatori; quest'ultimo probabilmente si estendeva fin sulla pendice del Gianicolo. Al centro del bacino vi era un isolotto artificiale, collegato ad una delle sponde mediante un ponte di legno. ... e dopo Presso la naumachia Augusto dedicò il nemus Caesarum, un bosco sacro in onore dei nipoti Gaio e Lucio, morti e divinizzati rispettivamente nel 2 e nel 4 d.C. La naumachia Augusti fu successivamente restaurata da Tiberio, che ricostruì il ponte di legno che conduceva all'isola, distrutto in un incendio. Successivamente, vi si tennero spettacoli sotto gli imperatori Nerone e Tito; al tempo di Alessandro Severo era ormai abbandonata. Curiosità: "Ave Caesar..." Anche l'imperatore Claudio allestì una naumachia, nel 52 d.C., sul lago del Fucino, per inaugurarne i lavori di prosciugamento. Fu un evento grandioso: le due flotte contenevano ognuna ben 50 vascelli, e lo spettacolo riproduceva la battaglia navale tra Siculi e Rodii. Soprattutto, però, questa naumachia vide la nascita di una frase che diventerà nell'immaginario collettivo il saluto dei combattenti, cioè proprio quel "Ave Caesar, morituri te salutant" rivolto dai naumacharii all'imperatore, che soprattutto la tradizione cinematografica ha reso una formula di rito dei gladiatori, ma che è attestata solo in quest'occasione. Fonti: Andrea Carandini: "La Roma di Augusto in 100 monumenti" Giorgio Franchetti: "Panem et circenses. Vita e morte nell'arena" Wikipedia Grazie per aver letto fin qui! Un saluto e buona domenica3 punti
-
Ciao @littleEvil, Aggiungo questa korona commemorativa del 1896 con uno dei conquistatori a cavallo...2 punti
-
Da un bel statere di Metaponto, la testa elmata del giovane guerriero Tarragoras con al rovescio, accanto alla consueta spiga, un trofeo di armi .2 punti
-
8.) secondo me il pezzo migliore Una Corona Liechtenstein 1900 (argento) tiratura 50'000 pezzi2 punti
-
Buongiorno Paolo, 11 senza ombra di dubbio! Visto che siamo in tema torrette, posto nuovamente il dettaglio di una piastra con "16 Torrette" 1833 ed una piastra 1852 con 11Torrette +1/8 Buona Domenica Silver2 punti
-
2 punti
-
pubblicato uno studio che attribuisce ad una eruzione vulcanica in Islanda , l'inizio di una carestia durata 100 anni. https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2018/11/18/eruzioni-e-carestie-il-536-dc-e-stato-lanno-peggiore-della-storia_b44cea0d-31a6-4a24-90f3-c8221021f7a9.html1 punto
-
EDTA e ammoniaca sono entrambi dei complessanti ed hanno la proprietà di formare dei complessi stabili con i prodotti di ossidazione dei metalli (in questo caso il rame). Il problema con misture a bassa percentuale d'argento come anche con rame e bronzo è che i prodotti di ossidazione sono rappresentati sia dalle pesanti incrostazioni che possono rendere parzialmente illeggibile una moneta che dalla patina, che dona loro un aspetto spesso piacevole e che, se rimossa, potrebbe lasciare qualche porosità. Io in questo caso, piuttosto che per immersione completa opererei per piccole aree. Preparerei una soluzione satura di acqua demineralizzata e EDTA e poi con un cotton fioc a delicati passaggi solo sulle aree da trattare potrai verificare direttamente e costantemente l'efficacia del trattamento e potrai fermarti quando vuoi. In questo caso l'EDTA è da preferire all'ammoniaca perchè non libera gas irritanti. Ovvio che ci vorrà tempo e pazienza ma un metodo rapido e senza controindicazioni non esiste. ciao Mario1 punto
-
Ciao @lucalup, è un piacere vedere che ti stai appassionando alle zecche toscane, per quanto riguarda la tua monetina dovrebbe essere un denaro di Pisa (1155-1216) con la lettera F al D, e la scritta PISA al R intorno ad un punto; le legende dovrebbero essere al D IMPERATOR e al R FREDERICVS, con la S finale coricata... per attribuirla ad un gruppo preciso ed ad un periodo più preciso bisognerebbe riuscire a leggere meglio (almeno per me) le legende, aspettiamo che magari qualcuno può riuscirci. Quello che ho notato è il peso molto basso, ma non credo che possa essere accostata ad una rarissima mezzaglia visto il diametro di 16/14mm1 punto
-
Salve a tutti, secondo me si tratta di un 7 girato verso il basso, la cui base si interseca con la T di FERIT. Saluti!1 punto
-
Ciao @miza ti ringrazio per l'apprezzamento verso la discussione, mi limito solo a cercarle nel web, credimi che non è per nulla facile aggiungerne qualcuna diversa da quelle già inserite, quel disco e quel volantino postati qualche ora fa mi sa che saranno le ultime. Comunque ammetto che, pur non collezionandole, mi sono sempre piaciute moltissimo. Ne ho solo una che ho postato alcuni giorni dopo la creazione della discussione, un 5.000 lire Colombo primo tipo che ti mostro di seguito, quando ho iniziato la discussione non pensavo nemmeno di averla, l'ho trovata successivamente in mezzo a cartaceo vario che tengo da parte, non si butta via nulla1 punto
-
Erano imprese immani per scavare e deviare l acqua. L effetto doveva essere di grande impatto. Roberto1 punto
-
L' Imperatore che trasporto' a Roma la pietra di Emesa fu Eliogabalo che prese questo soprannome dalla pietra chiamata El Gabal . Questo il passo dello storico Erodiano a proposito della pietra di Emesa : “…….A QUESTO ( riferito ad dio Sole ) E’ CONSACRATO UN TEMPIO GRANDIOSO ADORNO IN ABBONDANZA DI ORO , ARGENTO E SVARIATE PIETRE PREZIOSE ; IL DIO E’ ONORATO NON SOLO DAGLI INDIGENI , MA ANCHE DA TUTTI I SATRAPI E I RE BARBARI DEI PAESI CIRCOSTANTI , I QUALI FANNO A GARA NELL’ INVIARE OGNI ANNO RICCHISSIMI DONI VOTIVI . MA NON C’E’ ALCUNA STATUA LAVORATA DA MANO D’UOMO , CHE RIPRODUCA , COM’E’ USO PRESSO I GRECI E I ROMANI , L’ IMMAGINE DEL DIO ; VI SI CONSERVA INVECE UNA GRANDE PIETRA , ARROTONDATA INFERIORMENTE , APPUNTITA IN ALTO : IN COMPLESSO HA FORMA CONICA , E LA SUPERFICIE E’ NERA . LA TRADIZIONE AFFERMA CHE ESSA E’ STATA INVIATA DAL CIELO ; VI SI NOTANO PICCOLE SPORGENZE E CAVITA’ E GLI INDIGENI , POICHE’ COSI’ VOGLIONO VEDERE , CREDONO CHE , PUR NON ESSENDO OPERA DI ARTE UMANA , SIA L’IMMAGINE DEL SOLE……” e sotto una moneta di Uranio Antonino a proposito della pietra nel tempio del Sole ad Emesa1 punto
-
Tagliata male mi sembra che anche lo spigolo manca un pezzettino , personalmente le spendo quando le trovo comunque aspetta altri pareri,ciao.1 punto
-
Concorderei anch'io @Gioni sul pistrix, ho però mantenuta l'identificazione ippocampo perchè così descritto dai compilatori del catalogo NGSA . Simile animale marino, per altro, compare anche su rare dracme incuse di Poseidonia : quella che unisco in calce è tratta da "La monetazione incusa della Magna Grecia" ( 1975 ) di G. Gorini, Autore che vi ha visto pure allora un ippocampo .1 punto
-
1 punto
-
1) -2 Qindar.ar 1935 Albania (sx) -1 Qindar.ar 1935 Albania (dx)1 punto
-
1 punto
-
Salve , anche io penso che le due stelle rappresentate nel dritto della moneta NON rappresentino la supernova del 1054 , oggi conosciuta come Nebulosa del Granchio a causa della sua forma , apparsa nella costellazione del Toro e che all' epoca dell' esplosione era ben visibile in Cina , in seguito registrata anche negli scritti arabi perché visibile nella parte orientale dell' impero persiano . Inoltre perché rappresentare due stelle anziché una sola se l' incisore avesse voluto rappresentare l' evento astronomico ? Le stelle sono simboli comuni nelle monete di tutte le epoche antiche .1 punto
-
al di la di quelle che a volte sembrano o sono fantasiose elucubrazioni delle case d'asta, cito in questo caso il DOC:1 punto
-
1 punto
-
1 punto
-
per chi vuole approfondire... non vorrei sembrare immodesto ma conosco molto bene il famigerato manoscritto in esame. Ovviamente non sono tra quelli (molti!) che dicono di averlo capito e decifrato (AHAHAHA!), ma ho un po' di idee al proposito. Non sul testo, si intende. Molto probabilmente si tratta di un bellissimo esempio di glossolalia. Da molti anni ormai me lo scorro in lungo e in largo, e il non poterlo decrittare mi stimola ancora di più. Dato di fatto è che il manoscritto è riconosciuto scientificamente come quattrocentesco. Quindi, se anche fosse un hoax, è antico e non un'opera del Voynich come qualcuno ancora pensa.1 punto
-
Secondo me si tratta di un follis di Costantino I, Gloria Exercitus, zecca di Antiochia. Ho provato a cercare: RIC VII 85? RIC VII 86? Vista la mia inesperienza, preferirei (per correttezza ed onestà) che la risposta venisse fornita da qualcuno più competente di me. Ciao. Stilicho1 punto
-
La moneta che hai postato è parte di una serie nota, Per Quanto per assurdo si voglia anticipare rispetto al 498, il problema del 40 nummi di Zeno dato a Odoacre rimane invariato1 punto
-
E' corretto, vero e non pensavo che una moneta potesse riportare in forma simbolica un evento astronomico di tale portata. Per la precisione si tratta dell'osservazione da parte degli astronomi terrestri del passaggio della luce dovuta all'esplosione della supernova del Granchio....evento avvenuto migliaia di anni prima circa 6300 anni. Puoi trovare tutte le info di tale evento sul web. Se le stelle riportate nel campo sono descritte in fonti storiche greco-bizantine come essere la rappresentazione dell'evento....allora sono veramente sorpreso. Una foto della nebulosa : https://www.nasa.gov/multimedia/imagegallery/image_feature_1604.html1 punto
-
Fa parte delle emissioni anonime di gettoni ”Rosa/Grande globo” databili nel periodo circa 1500-1550. Il globo è sproporzionatamente grande rispetto allo spazio disponibile all’interno dell’intreccio e la croce alla sommità del globo ha una forma piuttosto rudimentale.1 punto
-
Taglio: 2 euro Nazione: Malta Anno: 2015 Tiratura: solo divisionale Condizioni: SPL Città: Milano1 punto
-
Una cosa fa piacere, indipendentemente da tutto e tutti, che a una settimana dall’evento siamo qui a parlarne ancora. Evidentemente il tema era ed e’ sentito ed e’ stato un bene quanto meno proporlo nel reale, si lancia il sasso, si apre una nuova ulteriore strada che può essere percorsa ora con le monete in mano e con tutti realmente, e’ un po' il mio destino, il mio piacere di incuriosire, consigliare e proporre, di trovare e intercettare il sentiment, l’ho sempre fatto da 10 anni ormai, tutto sembrava difficile, impossibile, eppure dai giovani, alla divulgazione, alle esposizioni museali per tutti, a un giornale per tutti, a nuove forme aggregative, le idee sono tante ancora da esplorare e poi però da fare, l’ultimo dei problemi e’ con chi e come realizzarle, direi con tutti potenzialmente quelli che vorranno, che sembra una banalità ma banalità non lo e’ mai stata e non lo e’, avere idee e farle, realizzarle, magari anche bene costa fatica, energie, impegno, organizzazione, serietà e ovviamente presuppone un volere comune che non e’ detto che ci sia o ci debba essere ...alla prossima avventura spero ...1 punto
-
Non solo... ma anche la 2016 e le 2 del 2017 presenti nel cofanetto delle 5 monete commemorative hanno i simboli diversi da quelle uscite all'epoca. Per chi colleziona le varianti, deve prendere il cofanetto dei 5 x 2 euro commemorativi: sono 5 monete diverse da quelle che ha in versione non PROOF. Per chi colleziona le varianti di tutti i tagli (anche 1c-2€ normali) deve prendere SIA la PROOF 10 monete 2018, sia il cofanetto delle commemorative, che contengono pezzi unici non disponibili in altri modi. Una cosa abbastanza allucinante a mio modesto parere...1 punto
-
la terza variante delle monete lussemburgo delle versioni proof delle commemorative esiste non era assolutamente una notizia falsa http://eurocollezione.altervista.org/_LUSSEMBURGO_/_2_euro_2018_commemorativo_Costituzione.htm1 punto
-
1 punto
-
1 punto
-
L'acqua ossigenata libera ossigeno che é un potente corrosivo. La zona verde potrebbe diventare nera. Forse intendeva dire acqua demineralizzata?1 punto
-
È da tempo che non sentivo il dimostrativo "codesto"... Comunque non pulirla, l'argento basso è fragile e così rischierei di comprometterla irrimediabilmente. Se proprio devi, falle un bagnetto di uno/ due giorni in acqua ossigenata, ma senza strofinarla con nulla!1 punto
-
Buonasera, condivido questa schermata di pezzi in rame di Ferdinando IV, non sia mai che risvegli in qualche utente la voglia di collezionare e studiare anche questi magnifici tondelli che nulla hanno da invidiare alle Piastre.1 punto
-
Qualche elemento in più su questa moneta: http://www.moneteromane.info/corrisp/b730/b730.html Arles, Costantino I e la Gloria dell'esercito [email protected]1 punto
-
Ci ho provato anche io con qualche giovane........purtroppo penso che bisogna avere una certa predisposizione e una modesta maturità. I giovani di oggi , hanno altro da pensare che stare ore al microscopio. Forse un giovane sposato che abbia un ottimo lavoro ed appassionato di numismatica, potrebbe cominciare a cimentarsi a piccoli passi nel mondo affascinante del restauro di monete antiche. Bisognerebbe cominciare a prendere confidenza col microscopio, perché all'inizio da un po di fastidio, ma ci si abitua subito, alcuni bisturi dedicati , (anche autocostruiti) e iniziare con monetine in bronzo (l'argento solo dopo anni) di poco valore, purché incrostate. Basterà chiedere a come noi che non abbiamo segreti, Almeno io.1 punto
-
Ciao @claudioc47, Ottimo lavoro. Non sapevo che ti cimentavi alla pulitura di monete antiche, direi con ottimi risultati, il tutto grazie ad una grande passione, poiché senza di questa , non si avrebbero questi risultati. Se si dovrebbero quantificare le ore che si passano con i bisturi affilatissimi al microscopio, ai voglia per i costi...... Dall'ultimo tuo post , penso che sei prossimo alle nozze d'oro, poiché io li ho festeggiati quest'anno, dovremmo essere coetanei. Per me è stato un mestiere , ora da un po di anni , mi sono ritirato e cerco di godermi un po della mia "pensione". di tanto in tanto, per non perdere l'abitudine, faccio qualche intervento (gratuito). E da pochi giorni che ho ripulito da sedimenti terrosi e concrezioni calcaree una moneta fusa di un amico. Che soddisfazioni ........... Peccato che dopo di me, nessuno ......... Cordialmente Giovanni.1 punto
-
Il noto liquido per il bagnetto dell’argento non è acido nitrico,solforico o cloridrico, ma il prodotto solitamente utilizzato per rimuovere la patina dai professionisti numismatici. Apparentemente porta solo via tutta la patina, ma Claudio ci fa notare che in realtà non è come sembra. D’altronde non ci inviterebbe certamente a meditare per un trattamento con acqua regia... Tra l’altro siamo curiosi di vedere se con il tempo l’effetto del liquido continua a fare danni oppure se si ferma allo stadio già rilevato. Saluti Silver1 punto
-
Salve , in considerazione dell' argomento del post , la particolare moneta emessa a Filippi , mi sembra inevitabile per avere un quadro completo dei fatti , consigliare la lettura della battaglia che qui si svolse e che di conseguenza decise nell' arco di pochi anni le sorti del mondo romano : se essere ancora repubblicano oppure , anche se velatamente , autocrate . Per questo e' necessario fare riferimento alla penna di Cassio Dione : Storia Romana , Libro XLVII , tomi dal 38 al 49 compresi , pagine che iniziano con una serie di prodigi accaduti a Roma e in Macedonia che annunciarono la sanguinosa battaglia e la rovina di Cassio e Bruto e che terminano con il suicidio prima di Cassio , poi di Bruto ; lo storico partendo dai preliminari fa rivivere , come vedendola dall' alto dei secoli , tutte le fasi della battaglia fino al tragico epilogo .1 punto
-
Dimenticavo di aggiungere la bibliografia, per chi volesse approfondire l'argomento. - D. Gricourt, D. Hollard, "L'articulation des frappes de bronze et de billon dans la production de l'atelier II sous Postume", CahNum 93, 1987 - Tresor Monetaires XIII, 1992 - F. Pilon, "La fabrication de monnaies d'imitation frappées et coulés à Chateaubleau" TM XVII, 1999 - F. Pilon, "Unofficial cast coinage in 3rd-c. Gaul at Chateaubleau", JRA 2004 - F. Pilon, "L’atelier monétaire de Châteaubleau Officines et monnayages d’imitation du IIIe siècle dans le nord-ouest de l’Empire", 20161 punto
-
Riprendo la discussione come promesso. Ci eravamo lasciati con il rinvenimento del ripostiglio di probabile natura votiva di materiale di scarto di un atelier locale. Qualche dettaglio in più è doveroso. Il deposito comprendeva: un imitativa di Tetrico I, tipo Hilaritas Avg; 17 tondelli non coniati e scartati perché difettosi (es. A2-A4); 582 frammenti di tondelli da coniare (es. A14/A615), 2 boudins monetaires (piccole sezioni ritagliate dalla barra cilindrica che poi andavano martellate per formare il tondello vuoto). Ovviamente, nel sito in questione, non è stato trovato solamente questo materiale estremamente interessante! Accanto a varie monete che attestano la frequentazione del santuario fino al IV secolo (moneta di Graziano, zecca di Arles, RIC IX 15) sono stati rinvenuti altri sesterzi (anche precedenti al III secolo) e antoniniani. Un altro ritrovamento interessante è avvenuto all'interno del tempio: un probabile gruzzoletto disperso rispetto al sito di interramento originario nei dintorni delle due vasche del cortile centrale: si tratta di 27 doppi sesterzi di Postumo di cui più della metà riconducibili al cosiddetto Atelier II. Stabilire la composizione originaria del gruzzoletto, anche dal punto di vista numerico non è semplice e va tenuto conto anche di altri rinvenimenti sparsi nelle vicinanze dei sesterzi (monete di Tetrico e Claudio II, che però non possono essere considerate parte del ripostiglio iniziale in quanto le due tipologie, sesterzi e antoniniani, non venivano praticamente mai tesaurizzate assieme se non con qualche sporadica inclusione dell'uno o dell'altro tipo). Tra questi 27 esemplari figura anche un sesterzio classificato come: N. Catalogo Chateaubleau 7 Atelier II, incisore "G", Doppio Sesterzio [IMP C] M CASS LAT POSTVMVS P F AVG V[IR TVS AVG], Giove andante a sinistra con la testa girata, con in mano fulmine e aquila. 12,62 gr - 9h Bastien 180 (stessa coppia di conii dritto e rovescio degli esemplari 180a-b-c riportati da Bastien, stesso conio di dritto del tipo Bastien 178a-b con rovescio PMTRPIIIICOSIIIPP, stesso conio di rovescio del Bastien 205) Se state cercando lumi sul perché ho concentrato il mio interesse su questa singola moneta, presto detto: analizzando i bronzi di Postumo presenti nella mia collezione ho trovato questo esemplare: A sinistra trovate la moneta appartenente al ripostiglio trovato all'interno del tempio di Chateaubleau e a destra il mio esemplare. Se da foto si apprezza fino a un certo punto, vi posso assicurare che dal vivo, cambiando anche le condizioni di luce, è evidente l'identità di conio sia al dritto che al rovescio. Un interessante lavoro di Gricourt-Hollard "L'articulation des frappes de bronze et de billon dans la production de l'atelier II sous Postume" propone una datazione indiretta del pezzo (nel senso che questo studio non prende in esame il pezzo in questione ma il Bastien 178 che ne condivide il conio del dritto): e questa è l'immagine del pezzo catalogato da Bastien al 178a: Come potete vedere, al di là delle interessanti identità di conio, l'articolo a firma di Gricourt-Hollard tende a individuare delle corrispondenze stilistiche e tipologiche tra le emissioni di bronzo proprie dell'Atelier II e un gruppo di antoniniani imitativi legati tra loro da identità di conio... per dimostrare (e ci riescono in maniera evidente!) che l'Atelier II non ha prodotto solamente grandi bronzi ma anche antoniniani, produzione che poi è diventata esclusiva una volta abbandonata quella dei grandi bronzi... una sorta di riconversione dell'officina. Tassello molto importante questo nello studio del 1987 dell'Atelier II perchè diventerà negli anni a venire un punto chiave per sostenere la tesi attuale di Pilon: l'Atelier II va individuato nell'officina 1 di Chateaubleau. Per ora, il mio studio e la mia analisi si fermano qui... il libro di Pilon (questo: https://www.academia.edu/30806742/L_atelier_monétaire_de_Châteaubleau_Officines_et_monnayages_d_imitation_du_IIIe_siècle_dans_le_nord-ouest_de_l_Empire) mi è arrivato un paio di giorni fa e ho appena iniziato la lettura, per cui ancora non mi addentro sull'analisi degli indizi e dei fatti che portano a questa sensazionale conclusione... già così ritengo che ci sia abbastanza materiale interessante in questa discussione, materiale a cui va aggiunto anche questo pezzo discusso qualche giorno fa qui: Infine, se volete avere un'idea di come doveva presentarsi il santuario dei ritrovamenti citati in questa discussione, non dovete far altro che trovare le corrispondenze della pianta dello stesso con la seconda delle vignette riportate nella discussione di ieri Spero di non avervi annoiato troppo e soprattutto di essere riuscito a trasmettervi un po' del mio entusiasmo nel vedere che tutti i miei studi e le mie ricerche nel campo delle imitative stanno iniziando a trovare dei riscontri oggettivi sulle monete, tondelli consunti e bruttarelli che - un po' snobbati (per fortuna mia!) dal mercato numismatico - son finiti nella mia collezione. Ormai credo vi sia chiaro che tra i miei intenti c'è quello di fare opera di condivisione delle monete che raccolgo, credo che formare una sorta di banca dati di informazioni e notizie possa essere utile per tutti oltre che interessante. E' grazie ai confronti reciproci che si possono trovare elementi utili per la ricerca generale! Inoltre, il collezionismo inteso come geloso possesso del pezzo non mi appartiene... certo, la monete ce l'ho fisicamente io, ma idealmente la condivido con tutta la comunità numismatica affinché resti a disposizione per eventuali studi futuri anche da parte di altri utenti... se @gpittini sette anni fa non avesse postato quella foto di quel doppio sesterzio bruttarello e insignificante per molti... be', nessuno avrebbe saputo della sua identità di conio, della provenienza dei suoi "fratelli" ecc ecc, quindi: CONDIVISIONE SIA!1 punto
-
Non si tratta di fare polemica ma di dare informazioni precise e se non se ne hanno sarebbe meglio astenersi......Mettere sullo stesso piano monete d'oro da investimento (sterline, marenghi, ecc) con quelle numismatiche è una castroneria per non dire altro. Se uno vende monete da investimento può considerare di realizzare circa il 10% in meno. Sulle monete numismatiche come si fa a dare indicazioni senza sapere di che moneta si tratta? Ogni moneta numismatica ha una quotazione e non si possono fare generalizzazioni altrimenti si danno notizie palesemente false. "Sul fatto che si trattasse di marenghi e non di monete da collezione, poco importa." è una affermazione assolutamente sbagliata e fuorviante soprattutto se letta da un neofita che si avvicina al forum per avere qualche consiglio. Forse, e vale per tanti........., prima di rispondere bisognerebbe leggere bene le domande e soprattutto pensare bene che quello che si risponde potrebbe, anche se involontariamente, creare dei danni, perchè se il neofita che ha fatto la domanda avesse venduto le proprie monete al 30% in meno del prezzo ufficiale dell'oro avrebbe preso una bella fregatura, Se poi fossero state monete numismatiche meglio non parlarne.1 punto
-
Innanzitutto ti pregherei di usare un linguaggio un po' più educato nei miei confronti, visto che io lo sono stato con te..., poi ti ribadisco il concetto che ho semplicemente risposto all'utente che chiedeva quanto ci avrebbe perso vendendo le sue monete d'oro al commerciante ( e non al cambiavalute). Sul fatto che si trattasse di marenghi e non di monete da collezione, poco importa. Infatti, come tu dovresti ben sapere, il prezzo dell'oro fino è sempre di 35 € al grammo, sia che si tratti di marenghi sia che si tratti di una moneta da collezione. Quindi se vendo a peso una moneta da collezione in oro fino ad un commerciante, questa mi dovrebbe essere pagata comunque 35 € al grammo, ma tutti sappiamo che non è così e che ci perdi almeno il 30%. Chiudo qui i miei interventi in questa discussione, perché non mi interessa la polemica fine a se stessa, penso non interessi a nessuno.1 punto
-
Su non prendiamoci in giro, sarebbe più onesto ammettere d'aver detto una castroneria, o più educatamente aver fatto disinformazione, era palese la tua risposta 146 al 145, non stava parlando di Vette d'Italia o Aratrici, ma semplicemente di marenghi e sterline.1 punto
-
Ho trovato questo link che permette di calcolare immediatamente l'equivalente data nei vari calendari mondiali. http://www.themeter.net/calendario-1.htm?S...i+tra+calendari (basta inserire l'anno in un calendario, cliccare "calcola", ed apparirà la conversione in tutti gli altri calendari)1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
Lamoneta.it
La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.
Il network
Hai bisogno di aiuto?