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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/11/19 in Risposte
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Ispirato da questa discussione https://www.lamoneta.it/topic/172108-2a-edizione-premio-marco-olivari/?page=2&tab=comments#comment-1971701 e senza pretese, mi sono detto… perché non condividere qualche regola che mi sono dato nello scrivere? Senza velleità, sono tutte cose “imparate sulla pelle”, quasi una lista degli errori fatti e dei consigli ricevuti… Consigli ai quali spero altri vorranno fare aggiunte…. Quindi…. Ecco il mio personale “decalogo” su “come si scrive un articolo a tema numismatico”…. 1 – perché scrivere? Si può scrivere per molti motivi, ma l’importante è che si dica “qualcosa”, e possibilmente qualcosa di nuovo/aggiuntivo. Un inedito, una nuova valutazione di una emissione monetaria, un “tesoretto”, uno studio sui pesi o sui coniii, etc etc Scrivere invece un riassunto di cose già trite e ritrite, dette e ridette, NON SERVE A NULLA …. Scrivere 2 paginette sull’usurpatore XYZ, usando il RIC soltanto e 4 immagini tratte dal web non serve a niente e a nessuno…. Quindi…scrivi per dire qualcosa… non per dire che hai scritto…. 2 – dove scrivere? Dipende da cosa si scrive. Una rivista di “fascia alta”, tipo RIN, Quaderni Ticinesi, Numismatic Chronicle etc, accetta articoli solo se “aggiungono qualcosa” al noto…ad esempio il semplice inedito, qua è rifiutato, a meno che l’inedito non “aggiunga” qualcosa al noto (ovvero, la semplice officina inedita su follis dell’imperatore X non importa a nessuno… in questo caso specifico). Una rivista “divulgativa” come Monete antiche o Panorama numismatico, pur avendo spesso livelli di eccellenza, ha un carattere “divulgativo”, quindi dà più possibilità, e meno rigidità sulle “norme editoriali”. 3 – Come scrivere? Posto che si debba scrivere BENE in italiano, che i periodi debbano essere chiari, e possibilmente brevi per evitare un intricata foresta di incisi, è fondamentale dare una struttura coerente con il “dove si scrive” … Mi spiego meglio … se scrivi sulla RIN, che è una rivista scientifica, evita di “sprecare” 50 pagine per raccontare per sommi capi la vita di Augusto… chi legge non necessita di riassunti “elementari”…. Cita i passaggi fondamentali e relativi al tema sul quale scrivi, e cita le fonti! Se scrivi su riviste a carattere maggiormente divulgativo allora OK, ma sempre in modo chiaro, qua devi pensare che chi legge potrebbe dire “Augusto chi?”, quindi pur non semplificando troppo, cerca di essere chiaro 4 – Come scrivere - bis? Le parabole intrise di retorica ottocentesca, l’aneddotica fine a se stessa, e i racconti “fantastici”, piacciono solo a te che scrivi…. 5 – il parere personale Qua voglio essere brutale… il tuo parere personale non interessa a nessuno! Ovvero…. L’imperatore X era bravo, cattivo, sadico, per me era il migliore, è quello che ha reso grande l’impero, etc etc etc…. io credo che…. NOOOOOO Questo è vero anche se espresso implicitamente, senza un quadro delle fonti…e comunque non serve… per esempio … l’imperatore X fu notoriamente un grande condottiero … (chi lo dice? Perché? E soprattutto…. È funzionale all’articolo che stai scrivendo?) Quindi, se hai un pensiero da esprimere, arrivaci, e fai in modo che ci arrivi il lettore, usando la letteratura scientifica e storica nota…. Il “secondo me” …tienilo per te 6 – Bibliografia e citazioni Se la tua bibliografia è limitata, quasi certamente l’articolo sarà di scarso valore. Se la tua bibliografia è datata, quasi certamente l’articolo sarà di scarso valore. Mi spiego… se la tua bibliografia si ferma al 1965 i casi sono 2: o non è stato scritto altro, e quindi devi dirlo, e questo è alla base del “perché scrivi” !!!! oppure se sono stati scritti altri articoli fino al 2017/2018, DEVI citarli, altrimenti è ovvio che non li hai letti, e che scrivi la tua idea senza aver approfondito lo “stato della questione” Citare le fonti serve per far capire al lettore il senso delle affermazioni…che non devono essere sterili pareri personali. Le citazioni DEVONO essere di prima mano… non citare qualcuno che cita altri, perché se ha fatto un errore, tu lo porti con te…. E comunque la bibliografia non è uno “sfoggio”, quindi cita le cose utili, non “tutto lo scibile” a prescindere dal fine…. 7 – quello che penso può non essere vero Scrivere è un modo per imparare. Leggere tutta la bibliografia di riferimento può anche portarti a capire che la tua idea iniziale non solo era già stata in qualche modo percorsa, ma è già stata “smontata” a dovere. Non devi per forza portare avanti qualcosa che è evidentemente superato…. Leggi… impara… poi, forse, racconta… 8 – le immagini Le fonti delle immagini vanno citate, e soprattutto l’immagine deve essere in scala (1, 2x, 3x etc) Se l’immagine non è in scala perché non serve, e l’obiettivo è solo facilitare un paragone stilistico, devi dirlo! E poi….quante immagini mettere? Dipende… in linea generale sono certamente più utili negli articoli divulgativi, e meno utili negli articoli scientifici… ma non c’è una regola vera 9 – le critiche insegnano. SEMPRE! Impara dalle critiche La peer review è stata per me una scuola dura, ma utilissima… in ogni critica, anche la peggiore, c’è sempre qualcosa che puoi imparare. 10….. Basta, per ora mi fermo qua… Dai aggiungete le vostre regole!14 punti
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Buon giorno a tutti, Vi comunico che il nuovo numero di "Comunicazione, Circolare di informazione interna della Società" n. 73 è disponibile sul sito della SNI al LINK http://www.socnumit.org/comunicazione_13.html. Matteo7 punti
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Buona giornata Anche a me pare che la "stranezza" della moneta derivi dalla ribattitura; un colpo mal assestato ed ecco che l'iconografica della faccia riportante la croce e le lettere FFDV, diventa un pasticcio. Sono monetine veramente piccole e sottili, dalle impronte minimaliste, fatte in tutta fretta ed a più riprese perché facevano guadagnare lo Stato, stante il pessimo rapporto tra valore ed intrinseco (era in corso la guerra tra Venezia e Milano). Ad un certo punto venne addirittura varata una legge che ne vietava l'emissione, con pene severissime per coloro che non si fossero adeguati .... erano troppi ed in circolazione c'erano solo quelli. Il risultato di questa frenetica emissione lo si riscontra anche dalla pessima loro fattura; sono tante le monete difettose che si trovano; il più delle volte si possono vedere esemplari con il dritto che si "impasta" con il rovescio, stante la forza eccessiva impressa nel coniarle, troviamo salti di conio e talvolta anche esemplari con le F retrograde o con le lettere sfalsate. Ci sono naturalmente anche dei falsi, come riporta il Mainetti Gambera nel suo libro "Brescia nelle monete", ma non mi sembra questo il caso. Riporto di seguito il lato con la croce di un esemplare che mi sta molto a cuore, bellissimo ed elegante, a mio avviso, per l'iconografia "gotica" delle lettere; probabilmente è uno dei primi esemplari coniati. saluti luciano5 punti
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L'unica cosa vincolante su eBay è la fotografia, da regolamento eBay, non la descrizione testuale dell'oggetto nel testo dell'asta. Se non c'è una problematica di autenticità quello dell'acquirente mi sembra solo un ripensamento tardivo e un pretesto per provare a restituire un acquisto a distanza di 8 mesi. Gli si potrebbe consigliare di rivendere la moneta in asta, se non è più di suo gradimento, come fanno tutti i collezionisti se dopo un certo tempo un determinato oggetto non rientra più nel proprio interesse collezionistico... Ma questa sedicente perizia con datazione differente l'ha poi effettivamente prodotta con la sua richiesta o l'ha solo menzionata senza fornirne almeno una scansione? ps. Già che ce n'è di gente strana là fuori...io non mi sognerei mai di provare a restituire una moneta dopo 8 mesi dall'acquisto se non ci sono problematiche di autenticità e cercando pretesti di classificazione sbagliata (che è un implicita ammissione di aver acquistato qualcosa senza sapere cosa si stava comprando...)4 punti
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Ciao. Credo che l'affermazione di luigi78 fosse chiaramente "paradossale" (almeno io l'ho interpretata così). Quanto al "diritto di recesso" dell'acquirente dopo 8 mesi dall'acquisto, non parlerei di "recesso" bensì di annullamento del contratto. Annullamento che potrebbe ottenersi solo se, evidentemente, avesse ragione l'acquirente sulla data errata indicata dal venditore e solo se quella particolare data (errata) fosse stato il motivo che ha indotto l'acquirente a comprare quella moneta. Se poi la data (effettiva) della moneta comporta una diminuzione del valore del prezzo commerciale rispetto alla data indicata dal venditore, il rimedio per l'acquirente potrebbe anche essere solo ottenere una riduzione del prezzo originariamente pagato, ma non l'annullamento del contratto. Sempre, ovviamente, che abbia ragione l'acquirente (e il suo perito) sul discorso "data". Va detto poi che vi possono poi essere ragioni squisitamente "commerciali" (aldilà degli aspetti giuridici...) che possono suggerire al venditore di assecondare la richiesta del cliente (semprechè la moneta non sia stata nel frattempo danneggiata, manomessa, alterata, ecc.). Saluti. M.4 punti
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Devo però far notare alla gentile Redazione di un errore sostanziale non indifferente sul commento del Catalogo delle monete esposte in Ambrosiana. Il Rotary e' sponsor delle sole due teche mentre la pubblicazione e la sponsorizzazione del Catalogo e' stata fatta in toto da Quelli del Cordusio. Quelli del Cordusio non viene neanche citato e credo che per capire questo bastava guardare i due soli loghi in copertina di Ambrosiana e Cordusio e leggere le tre presentazioni, quella del Prefetto Ambrosiana Ballarini, del pres. Rotary Manfredi e la mia a nome del Cordusio dove il tutto e' eloquentemente spiegato. Siccome la cosa non e' irrilevante ci terrei che ne prendeste buona nota e rettificarla, vi ringrazio anticipatamente.3 punti
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1) è possibile avere un immagine della moneta? 2) la data della moneta indicata era corretta o no? skuby3 punti
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Pietro, condivido pienamente quello che scrivi. "L'errore", chiamiamolo così, troppo frequente e sempre nella stessa parola fa nascere delle congetture. L'unico dubbio che si ha - dovuto alla mancanza di documenti - è distinguere l'errore vero e proprio (ossia quello involontario e insignificante) dal segno segreto (quello volontario e significativo). Forse un giorno si scropriranno dei documenti che getteranno luce su un angomento ancora così oscuro, come lo ha egregiamente fatto Michele Cappellari nell'articolo apparso su "Comunicazione" n. 72.3 punti
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Le foto su questo thread le ho fatte io, il mio logo col lo inserisco dopo che in passato ho notato qualcuno che "rubava" le mie foto per sue aste in cui vendeva ovviamentre altre monete. Tornando alla moneta, le foto dell'asta su ebay (come spesso capita) sono penose, fatte con illuminazione incidente che risalta segnetti che in realtà con la luce normale sono impercettibili. Il bello della baia è proprio questo, saper trovare il bel pezzo al prezzo OK, sapendo leggere foto pessime. (Poi c'è chi cerca il cartellino, la bustina e i rivetti... ma questo non sono io) Ovviamente non sono l'unico... e i feedback "alti" che hanno battuto questa moneta confermano l'interesse. A 289€ si compra un BB, qui siamo un pelino sopra3 punti
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Questi....non sono errori, ma lettera sottratta di proposito; ne osserviamo la mancanza, alcune volte anche in serie, in epoche anche diverse. E' ammesso che "l'ignorante" come hanno scritto, e/o il poco esperto incisore sbagliasse Una, Due e anche Tre volte, ma così...sono troppi e sempre nella parolala SICILIAR, SICIL, ecc. ecc. Gli amici @rocco68, @gennydbmoney, e alcuni altri, con i quali ne chiacchiaro spesso sono ben consapevoli di questo; conoscono anche le motivazioni per le quali non mi esprimo a riguardo. Ho delle ipotesi, ma mi chiederebbero, subito e come di consueto, dove sono le prove e dov sono i documenti. Tutti sanno, anche coloro che vorrebbero prove, che non ci sono e non si possono mai avere, fate pace con il "cervello". Sono segni apposti per differenziare alcune coniazioni per determiante e storiche motivazioni. Perchè non le scrivo ? .... giusto perchè qualunque motivazione, ovviamente, sarebbe usata per scrivere "e chi te lo dice". Alcuni non hanno volgia di apprendere, ma solo di criticare, quindi le tengo per me, anche se sono delle supposizioni. Scritto questo...riconfermo, sicuro e con certezza, che sono dei segni volontari apposti sui coni.3 punti
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Ciao @Marzio Baratti , buonasera, complimenti per la medaglia, ottimo esemplare in bronzo, autentico, conservazione spl ma con qualche colpettino, ahimè. Ti mostro giusto a titolo di confronto un paio di miei esemplari. Uno spl ed uno fdc giusto a titolo di confronto. E' una medaglia a cui tengo tanto perchè commemora delle battaglie che ebbero luogo nella mia zona, in collezione ho anche delle mappe topografiche originali da cm 90x80 del 1860 con tutti i grafici e le didascalie sugli spostamenti delle truppe garibaldine e borboniche durante le battaglie del Volturno e della Sicilia Occidentale.2 punti
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Ciao Alex, grazie per l'interesse, ma ancora non c'è alcun video. Sto pian piano cercando di chiudere i lavori per potermi dedicare a tempo pieno a questo progetto, ed ho anche altri progetti in ballo più impellenti (un restyling del sito soprattuto) Sarà mia premura avvisarvi tutti non appena sfornerò un video (credo che farò una prova "alla buona" quanto prima)2 punti
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Germania stati. Prussia 1/2 Silber Groschen 1867 B Moneta piccolissima di appena 1 g.2 punti
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Complimenti agli amici del Cordusio per la loro nuova "fatica"!! Ho avuto modo di poter sfogliare il gazzettino e devo ammettere che ne sono veramente rimasto colpito , non che i numeri precedenti fossero di bassa qualità , ma in questo volume ho notato un deciso passo in avanti con articoli più corposi e di livello. Ho apprezzato moltissimo l'articolo di @ak72 sulle monete patavine. Complimenti !!2 punti
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La statua di Iovis Optimi Maximi Capitolini era collocata all' interno dell' omonimo Tempio che sorgeva sul Colle del Campidoglio , la statua di Giove era sistemata nella grande navata centrale mentre nelle due navate laterali piu' piccole erano collocate le altre due statue facenti parte della triade capitolina : Gliunone e Minerva . Questo Tempio secondo una antica tradizione fu eretto in concorrenza del santuario dedicato a Iuppiter Latiaris sul Mons Albanus nei pressi di Alba Longa . Prima di ipotizzare quale forma avesse la statua di Giove , argomento del Post , leggiamo come descrive il Tempio di Giove Capitolino il grande Archeologo romano Rodolfo Lanciani che visse cavallo tra il XIX e il XX secolo nel suo libro : Rovine e scavi di Roma Antica , edizioni Quasar : “Questo santuario nazionale dell' antica Roma , votato da Tarquinio Prisco e costruito da suo figlio Tarquinio il Superbio , venne dedicato da M. Orazio Pulvillo nel 509 a.C. il 13 Settembre . I classici lo descrivono elevato su una piattaforma di metri 61,62 per 57,17 , al centro di una area sacra cinta su tre lati da pareti di roccia .Sul prospetto e sul pronao apparivano tre file di colonne , mentre alle spalle era chiuso da da un muro di fondo , un tipo di architettura prettamente etrusco , basso e possente , con intercolumni tanto ampi che gli architravi dovevano essere in legno . La cella era triplice , il vano centrale consacrato a Giove , quello di sinistra a Giunone Regina , quaello di destra a Minerva . Il frontone era coronato , a mo' di acroterium , da una quadriga in terracotta , come di terracotta era la statua del “Padre degli Dei” . Questo gruppo era opera di Turiano di Fregenae (secondo altre fonri del veiente Vulca) , che aveva dipinto in rosso cupo la faccia del dio , mentre lo aveva vestito di tunica palmata e di toga picta . Considerando che anche architravi e travi erano sicuramente coperti con lastre decorative di terracotta e che il bordo del tetto portava a intervalli regolari le normali antefisse , l' aspetto del santuario non doveva essere dissimile da quello dei santuari piu o meno contemporanei dell' Etruria meridionale , di cui un magnifico esempio scoperto a Faleri e' ora riprodotto nel Museo di Villa Giulia . Nel 386 a.C. La rugusa e disuguale superficie del monte attorno al Tempio venne livellata con potenti sottofondazioni dal livello del piano fino al Tempio stesso , un lavoro “pazzesco” a detta di Plinio , che lo enumera tra le meraviglie di Roma . Il Campidoglio era raggiungibile solo dal Clivus mediante una solenne scalea , una specie di Scala Santa , che Cesare e Claudio risalirono devotamente in ginocchio . Il 6 Luglio dell' 83 a.C. , un delinquente che rimase anonimo , incendio' l' edificio ; Silla mise mano alla ricostruzione e non si fece scrupolo neanche nell' arraffare alcune delle colonne del Tempio Olimpico di Atene . Il lavoro di Silla venne continuato da Lutazio Catulo , il costruttore del Tabularium , e finito da Cesare nel 46 . Un secondo restauro fu eseguito al tempo di Augusto nel 9 a.C. , un terzo nel 74 ad opera di Vespasiano , infine nell' 82 dopo l' incendio di Tito , lo ricostrui Domiziano . Quest' ultimo Tempio era delle stesse dimensioni dei precedenti . Ma piu' alto ed elegante con colonne corinzie di marmo pantelico . I topografi del passato hanno discusso per generazioni si quali delle due alture del Colle si trovasse questo Tempio e su quale invece l' Arx . Durante la costruzione della nuova rotonda del giardino del Palazzo dei Conservatori , abbiamo scoperto uno dei margini della piattaforma costruita dai Tarquini e su di essa un frammento di una delle colonne di marmo pantelico dell' ultimo restauro di Domiziano . Queste scoperte in se stesse non sarebbero state una prova definitiva dell' identificazione , ma un confronto con altri ritrovamenti fatti nei secoli passati evidenzia che il Campidoglio occupava la sommita' del Colle Caprino e di conseguenza l' Arx , occupava quella dell' Ara Coeli . Ma parliamo prima delle insanae substructiones che furono a supporto dell' area sacra ; esse sono state viste da Flaminio Vacca nel versante di Piazza della Consolazione e da Sante Bartoli dalla parte di Piazza Montanara , da Ficoroni nel lato di Via Tor de Specchi ; avevano uno spessore di 5 metri . Il rivestimento di travertino di queste mura di contenimento era coperto con iscrizioni dedicatorie in onore del grande dio dei Romani fatte dai Re e dalle nazioni del mondo intero . Non si possono questi attestati di amicizia e di gratitudine , arrivati dalle piu' estreme regioni del mondo , senza sperimentare in un modo commovente il senso della grandezza di Roma . Queste dediche si trovano solamente dalla parte di Monte Caprino , sul lato Sud Ovest . La piattaforma dei Tarquini costruita con blocchi di tufo lamellare di colore grigiastro e di non grande formato , posati senza malta , appare in un discreto stato di conservazione e si vede sia all' interno che all' esterno di Palazzo Caffarelli . Un disegno del Fabretti , nella sua opera De columna Traiana , dimostra che quando verso il 1680 i Caffarelli allargarono il Palazzo di Monte Caprino , almeno 14 di questi blocchi di tufo furono rimossi . Nell' anno 455 il Tempio fu saccheggiato dai Vandali di Genserico , il quale si porto' in Africa le statue per adornare la sua residenza . Da allora spogliato delle sue decorazioni in bronzo , privo di ogni culto , ando' lentamente in rovina e divenne come tanti altri templi una semplice cava di pietra per farne calce . . Nel Gennaio 1545 P. Caffarelli trovo' nel giardino del Palazzo i primi resti . Alcuni dei blocchi furono misurati e disegnati da Antonio da Sangallo il Giovane e la scoperta in se' e' descritta da Flaminio Vacca con queste parole : “Sopra Monte Tarpeio dietro il Palazzo dei Conservatori , verso il carcere Tulliano , so essersi cavati molti pilastri di marmo statuale con alcuni capitelli tanto grandi che in uno di essi vi feci io il leone per il Gran Duca Ferdinando nel suo Giardino alla Trinita' e dgli atri il Cardinale Cesi ne fece fare da Vincenzo Rossi , tutte le statue e profeti della sua Cappella in Santa Maria della Pace …..non si trovarono ne' cornicioni ne' altri segni di questo Tempio , onde io fo giudizio che per essere tanto accosto alla ripa di detto monte si siano dirupati da loro stessi “ . La conclusione si e' dimostrata corretta per via di altri ritrovamenti ; nel 1780 grossi frammenti di trabeazione ornati di bucrani e festoni vennero scavati nelle fondamenta del n°13 di Via Montanara ai piedi del Campidoglio , similmente altri frammenti al n°33 di Via della Consolazione nel 1875 . Anche le dediche dei Re orientali di cui abbiamo parlato prima , furono trovate in fondo al pendio , sotto casa Moroni , in Piazza della Consolazione , nel 1877” Torniamo ora al tema principale del Post . Per quanto riguarda la statua di Giove che si trovava nella navata centrale del Tempio Capitolino , si puo' ipotizzare con relativa certezza che questa fosse in posa sedente ; certamente la statua originale , quella che risaliva ai tempi deill' ultimo dei Tarquini non esisteva piu' al tempo di Domiziano , quando fu praticamente rifatto in modo splendido a causa delle varie vicissitudini avvenute al Tempio nel corso dei successivi secoli , quindi prendendo spunto dalla moneta in foto emessa da Domiziano con al rovescio l' immagine di Giove vittorioso dove nella mano destra sorregge una Vittoria e si appoggia nell' altra mano ad una lancia o ad un bastone sormontato da un' Aquila , possiamo quindi immaginare che questa fosse realmente la statua di Giove che si trovava nel Tempio del Campidoglio ; questa stessa immagine di Giove la ritroviamo anche in una successiva moneta coloniale di Adriano ; sembrerebbe che Domiziano abbia preso spunto nel completo restauro del Tempio Capitolino , riproducendo la statua di Zeus (Giove) quale che era nel Tempio di Olimpia realizzata nel 436 a.C. circa da Fidia . Una testimonianza della statua di Zeus di Olimpia ci giunge da Pausania che considerava questa statua una delle sette meraviglie del mondo , sembra infatti che fosse alta 12 metri . Pausania, Viaggio in Grecia : «Il dio , fatto d'oro e d'avorio , è seduto in trono . Gli sta sulla testa una corona lavorata in forma di ramoscelli d'ulivo . Nella mano destra regge una Nike , anch'essa criselefantina , con una benda e , sulla testa , una corona . Nella mano sinistra del dio è uno scettro ornato di ogni tipo di metallo , e l'uccello che sta posato sullo scettro è l'aquila . D'oro sono anche i calzari del dio e così pure il manto . Nel manto sono ricamate figurine di animali e fiori di giglio» In foto un probabile aspetto del primitivo Tempio di Giove Capitolino . Ruderi in blocchi di tufo del basamento del Tempio Capitolino Probabile aspetto della statua di Giove Capitolino Due Sesterzi emessi da Domiziano con Giove Vittorioso , forse da immagine del Giove del Tempio Capitolino . Moneta coloniale di Adriano con Giove forse del Campidoglio .2 punti
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A mio avviso c’è invece da evidenziare il lato positivo della vicenda segnalata. Ci ho pensato perché tanti anni fa un antiquario (si occupava di mobili antichi e non di monete) mi diceva che preferiva acquistare tutti i pezzi da mettere in negozio affidandosi alle vendite all’asta. Questo perché aveva la certezza o quasi della lecita provenienza e, spesso, poteva vantare anche un pedigree importante. Questo gli permetteva di chiedere cifre dell’ordine delle 5/10 volte il prezzo pagato. Circa 20 anni fa ho assistito a una vendita di oggetto barocco stimato 15 e venduto 7,5. Il commerciante lo ha poi rivenduto ad un grosso collezionista, dopo qualche mese, per circa 50. In quella occasione era stato lodato dai colleghi perché aveva capito prima degli altri che la reale stima dell’oggetto non era quella iniziale e errata di 15, ma quella finale e più corretta di 50, in ragione della bellezza, importanza e rarità del pezzo, che all’inizio non era stato ben valutato. Questo per dire che i prezzi di aggiudicazione in asta non sono vangelo. Una moneta pagata oggi 10, domani può essere rivenduta 15 e dopodomani, scemato l’interesse, ancora rivenduta a 5, con perdita del proprietario.2 punti
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Volevo aggiungere qualcosa ma no sono più riuscito a connettermi per diversi minuti... Volevo aggiungere che poiché che sul secondo peso monetale c'è una contromarca che indica come esso sia stato riutilizzato in area piemontese, potrebbe anche essere che il peso in denari e grani sia da intendere anche in questo caso su piede savoiardo. Il significato delle due sigle però non cambia. ? Ri-saluti, Teo2 punti
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I numeri si riferiscono al peso in denari e grani. Nel primo esemplare vuol dire che il suo peso "regolamentare" doveva essere di 25 denari (di piede savoiardo: 1 denaro = circa 1,28 gr. ) Nel secondo esemplare invece ne viene indicato il peso in 24 denari e 20 grani ( qui il piede è invece quello di Lione - dal momento che nella didascalia viene indicato essere di produzione lionese - : 1 denaro = circa 1,27 gr.). In entrambi i casi il peso del ducatone risulta essere di circa 32 gr. attuali. Saluti, Teo2 punti
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Ferdinando IV Piastra 1816 Errore: sostituzione di lettera P anziché F nella parola INFANS2 punti
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Riportiamo in su questa discussione... Sto continuando a raccogliere dati su peso, diametri, varianti di legenda, ed ogni altro dato interessante, sui Bisanti. Il mio database è ancora attualmente attivo e quindi se capita a voi, anche per caso, di rintracciare qualche altro pezzo, ne sarei orgoglioso. Per chi si ricorda il mio lavoro, e anche per chi non lo conosce ancora. Tutti i pezzi vengono e verranno utilizzati per lo studio, iniziato ormai tre anni fa ma ancora in fase di perfezionamento. Volete contribuire alla "prima analisi statistica mondiale" dei Bisanti per Cipro? Mandatemi i dati (peso, legenda, immagini) dei vostri Bisanti e sarete protagonisti anche voi Ed anche, ovviamente, ogni suggerimento è ben accetto. Con raccomandazione, N.H. Bragadin2 punti
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Ancora un denaro interessante: (da https://www.ebay.it/itm/X58-Italy-Lucca-No-Date-Denaro-Immobilized-Type/312402598109?hash=item48bca558dd:g:laUAAOSwaPNcJKHz ).2 punti
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Qui abbiamo una evidentissima ribattitura.2 punti
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...ce l'avevo già, ma non così Passata la scorsa settimana sulla baia, non potevo farmela scappare Al di là delle foto, è veramente una bella moneta, con patina originale e esente da bagnetti1 punto
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No no, Saturno che divora i figli e Lui. Io ... purtroppo, mi difendo spendendo € in più. ?1 punto
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Sono anch'io d'accordo che si tratti di GAV DECIVS come ha già fatto notare @teofrasto . Sono anche andato a verificare il volume di Bellesia sulle monete di Rimini in cui ci sono molte immagini di grossi agontani, e ci sono molti esemplari in cui la lettera "E" sembra più una "I" che non una "E". In questo caso vedo un "puntino" tra la la "E" e la "C" . Quindi, probabilmente un conio non perfetto od una usura dello stesso che ha provocato questa sembianza di "I" che "I" non è . Verificando il lavoro di Bellesia, direi si tratti del tipo 3 , classificato come "comune". @adolfos1 punto
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Buonasera a voi. Quella specie di coroncina sopra la E di GAVDECIVS, dovrebbe essere un segno di abbreviazione paleografica e stare per la “N” di GAUDE(n)CIVS. È probabile che non sia stata notata prima, ma dovrebbe essere presente anche in altri esemplari. Spesso si perde nel contorno esterno rigato. Un esemplare dove quel segno era particolarmente evidente è passato alcuni anni fa in asta Varesi. Se qualcuno avesse voglia di controllare... ? È un po’ come i due triangolini “affrontati” che si trovano sui grossi vittorini con il ritratto di Federico II. Si accettano altre proposte ? Saluti, Teo1 punto
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Roma antica tra le tante meraviglie di ogni genere ospitava anche diversi Archi trionfali dedicati dal Senato e dal Popolo Romano alle vittorie degli Imperatori contro i popoli stranieri e i barbari del nord est dell’ Europa . Nel trascorrere inesorabile dei secoli molti di questi Archi , la cui esistenza e’ anche documentata sui testi antichi ma dalle scarsissime reliquie , rintracciate grazie al merito delle ricerche archeologiche , sono scomparsi , pochi sono sopravvissuti quasi integri ; di un’ Arco in particolare si sono salvati forse dei pannelli scultorei che dovrebbero essere appartenuti ad un Arco pero' non piu' rintracciabile , l’ Arco di Marco Aurelio eretto a ricordo del trionfo sui Marcomanni , Quadi e Sarmati . Il problema di quest’ Arco e’ che la sua esistenza non viene citata in nessuna fonte antica di cui disponiamo e se ne deduce l’ esistenza solo in base ad alcuni pannelli sopravvissuti che ritraggono il Trionfo di Marco Aurelio contro i popoli germanici , pannelli che forse sono appartenuti a questo Arco . L' Arco di Marco Aurelio si presume quindi essere stato un Arco trionfale ubicato a Roma di cui non e’ conosciuta la posizione , probabilmente era ubicato in Campo Marzio nei pressi della sua Colonna coclite nell' attuale Piazza Colonna . L' Arco fu dedicato come di norma dal Senato e dal Popolo Romano all’ Imperatore Marco Aurelio ed è noto grazie anche ad una iscrizione . Fu inaugurato durante la prima fase delle guerre marcomanniche forse tra il 173 ed il 176 che si conclusero con il trionfo dell’ Imperatore , insieme al figlio Commodo , sulle genti germaniche e sarmatiche alla fine del 176 . Una testimonianza di chi vide i probabili pannelli in marmo che rivestivano l’ Arco , e’ dello storico Ernest Renan , autore di un libro , tra altri suoi libri a carattere religioso , su Marco Aurelio , dal titolo : “Marco Aurelio e la fine del mondo antico” , che cosi’ descrive quanto rimane dell’ Arco , a suo parere con figure poco marziali : “Cio’ che resta del suo Arco di trionfo ha un aspetto assai molle , tutti , perfino i barbari hanno un’ aria d’ eccellenza , persino i cavalli hanno uno sguardo tenero e filantropico” L' esistenza di questo Arco dedicato all' Imperatore Marco Aurelio è ipotizzata in base al ritrovamento di dodici pannelli , di cui otto pare fossero utilizzati per l’ Arco di Costantino , tre sono conservati nel Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini e un ultimo , di cui resta pero' solo un frammento , si trova oggi a Copenaghen . I rilievi , scolpiti in due riprese , nel 173 e nel 176 erano stati attribuiti ad un Arcus aureus o Arcus Panis Aurei in Capitolio citato dalle fonti medioevali e che sorgeva sulle pendici del Campidoglio all' incrocio tra la Via Lata e il Clivus Argentarius , non lontano dalla Chiesa dei Santi Luca e Martina , dove i tre rilievi dei Musei Capitolini erano stati riutilizzati . Un altro possibile sito dove potrebbe essere sorto quest' Arco è nei pressi della Colonna di Marco Aurelio in funzione di entrata monumentale al porticato che circondava la Colonna e al Tempio dedicato a lui ed alla moglie Faustina minore . In foto i tre supposti pannelli appartenuti all' Arco conservati nei Musei Capitolini1 punto
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Ciao @vwgolf , meno male, anch'io l'avrei voluta non deturpata.... non colleziono medaglie, ma quando trovo qualcosa che mi piace nelle ciotole ad un costo irrisorio la prendo, la precedente medaglia del 1881 era in un ciotola tanto tempo fa a 100 lire al pezzo, mi ha incuriosito e l'ho presa, con un prezzo così basso non si può pretendere tanto... Anche quest'altra di seguito a cento lire, su questa piccola medaglia invece sono stati praticati due fori per cucirla su di un indumento, in questo modo la si fissava in modo stabile. Anche questa medaglia è stata creata originariamente senza fori e senza appiccagnolo. Circa sei o sette anni fa fu inserita nel catalogo del sito, era la prima che appariva nel forum. http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MZ51M6/38 Margherita Regina d'Italia 1890 ca. (rame - grammi 2,50 - diametro mm. 19,00)1 punto
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Scusate se non ho capito l'ironia........mi sembrava strana una frase del genere detta da utenti non più alle prime armi....... è che ancora ci sono post dove prima acquistano e poi ti chiedono cos'è,com'è,quant'è. Prima hanno paura che gli soffi l'affare poi che hanno preso una sola!? Non mi riferisco a questo caso specifico.1 punto
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Aspetta che estraggo la mia sfera di cristallo portatile: si tratta di un 5 lire del 1914, ovviamente patacca trovata nel cassetto del nonno.1 punto
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Non saprei di certo è molto sottile e non è di piombo, ed essendo della zona di Urbino l’ho collegata al simbolo dell’Aquila Feltresca, credo sia un manufatto antico ma ne ignoro lo scopo.1 punto
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Scusate la domanda da ignorante totale di questa tipologia monetaria. È certamente autentico il testone in questione ? Grazie.1 punto
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Sono le regole minimali per scrivere una tesi di laurea. Lettura indispensabile: Eco Umberto, Come si fa una tesi di laurea, Milano, Bompiani, 1977 Si trova gratuitamente su internet, in pdf. Polemarco1 punto
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Concordo anche per gli Aspendos piovuti improvvisamente in buon numero, mentre prima era ben noto il solo "uomo con fionda e triscele"1 punto
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ultimamente su ebay è difficile trovare aste per belle monete che partono da zero... un Po di anni fa si trovava in asta molta bella roba... ora invece i bei pezzi sono quasi tutti a prezzo fisso... con questo arrivo al punto del mio pensiero... essendo ormai raro trovare bella roba in asta.. quando si trova.. come in questo caso... diventa quasi una rarità... così tutti si fiondano e il prezzo sale... secondo me in anni passati questa moneta avrebbe realizzato meno... cioè secondo me influisce anche la questione psicologica del momento, sul prezzo finale.. questa moneta l'avevo inserita anche io tra gli oggetti osservati...Non ero interessato a prenderla ma ero curioso di vedere il risultato... devo dire che questo venditore a pelle non mi ispirava fiducia... diciamo ora che grazie a te non ho più questo dubbio ?1 punto
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Mesi fa, non ricordo in quale asta (forse tedesca) c'erano in vendita lotti multipli di darici belli e meno belli come se piovesse. In quel caso, effettivamente, qualche domanda il collezionista normale se lo pone.1 punto
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La moneta è un Crawford 28/3 (tavola IV n.5) e non un 29/3 (che ha la leggenda su tavoletta nella forma di un trapezio rovesciato). https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/24 Allego altri due esempi di didramma con tracce del codolo di fusione nella preparazione del tondello.1 punto
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Posto una foto della conferenza di finale ligure 2016 perché vuole essere uno stimolo. Eravamo in tanti! Alla conferenza di Arslan sul libro di A. Mazarakis dobbiamo essere un buon numero di partecipanti ...1 punto
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Cari amici volevo annunciarvi, se non lo avete già saputo, che da poche settimane è stato finalmente stampato il volume della Syllo ge Nummorum graecorum del Monetiere di Firenze relativo alle monete dall'Umbria al Bruttium. Tutto grazie alla sponsorizzazione di Cesare Costantini di Numismatica Picena al quale potete rivolgervi per avere una copia del volume. Un grazie di cuore a Cesare per il suo generoso gesto ed anche per aver scelto una brava tipografia che ha stampato in maniera impeccabile. Grazie e buon lavoro a tutti Fiorenzo Catalli1 punto
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Taglio: 2€ CC Nazione: Italia Anno: 2018 B Tiratura: 3.000.000 Condizioni: SPL+ Città: Nonantola (MO) Taglio: 5 Cent Nazione: Lituania Anno: 2015 Tiratura: 60.000.000 Condizioni: SPL Città: Nonantola (MO)1 punto
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Ciao @Stilicho , che io sappia non ci e' pervenuta nessuna moneta di Marco Aurelio della serie Consecratio o Divus raffigurante la sua Colonna , al contrario di quelle di Traiano e Antonino Pio . Ho ritrovato due miei vecchi post , uno sull' Arco di Marco Aurelio e l' altro sulla Colonna di Antonino Pio , te li posto : https://www.lamoneta.it/topic/156907-un-arco-introvabile/?do=findComment&comment=1784245 https://www.lamoneta.it/topic/156119-antonino-pio-la-colonna/?do=findComment&comment=17752341 punto
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Quando parliamo di banconote così rare in fds il prezzo essenzialmente lo fa il venditore. Se trovi l’amatore tranquillamente 1000, come suggerisce PriamoB PS poi sarò strano io ma tutti quei soldi non li spenderei mai per una varietà che si riconosce solo con una lampada UV...1 punto
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Taglio: 2 cent Nazione: San Marino Anno: 2011 Tiratura: solo in divisionale Conservazione: qSPL Località: Milano Note: NEWS!!!1 punto
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a Francè dai , è una bella medaglia senza dubbio , ma spl/fdc credo che non ci sia. Se così fosse allora per quella che hai tu in collezione ci dovremmo inventare una conservazione oltre il fdc. saluti Michele1 punto
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Ciao @volituripsetibiphoebuse grazie , veramente una meraviglia scultorea la base , io l' ho vista da vicino e si rimane incantati tanta e' la perfezione di un opera risalente a quel lontano periodo , fortunatamente ben conservata ; l' arte scultorea romana raggiunse nel periodo compreso fra Traiano ed Marco Aurelio i piu' alti gradi della perfezione umana , ripresi solo dopo circa XIV secoli da Michelangelo e successivamente dal Bernini e Canova . Difficile immaginare lo splendore cromatico di questa Colonna quando era in piedi , con il rosso del granito , il bianco latte del marmo della base e la statua in bronzo forse dorato in cima , con i suoi quasi 15 metri di altezza e quasi due di larghezza , piu' la base e la statua di Antonino Pio in grandezza naturale ; anche la tecnica usata per alzare in alto questi colossi pesanti svariate tonnellate , come anche gli Obelischi , dovette essere di somma complessita' e maestria per i tempi . In foto un disegno del Piranesi con la base della Colonna in rapporto all' altezza degli uomini (rapporto probabilmente esagerato come era uso dell' autore ingigantire gli edifici antichi)1 punto
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