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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/22/19 in Risposte

  1. Rientriamo nei binari... Ho nascosto qualche messaggio e non tollerero' piu' questioni personali gestite in questo modo.
    4 punti
  2. Tutti sappiamo o almeno ricordare dai tempi scolastici di una volta , di un fatto militare accaduto ai Romani e avvenuto nel 321 a.C. nel corso della seconda guerra sannitica , quando un esercito romano al comando dei Consoli , Tito Veturio Calvino e Spurio Postumio Albino , venne intrappolato in una stretta valle del Sannio , costretto ad arrendersi , poi vilipeso dai Sanniti di Gavio o Gaio Ponzio che fece passare un uomo alla volta tutto l' esercito romano seminudo , spogliato di armi e armature , questo , anche se non ci fu una vera battaglia ma solo una trappola , sotto il famoso baldacchino attrezzato nella localita' in cui avvenne la resa , che poi passo' alla storia con il nome di Forche Caudine ; il fatto storico fu una forma di scherno e di oltraggio verso l' esercito romano , poiche' l' offesa prevedeva che tutti dovevano passare e piegarsi sotto il giogo abbassando la testa davanti all' esercito sannita schierato ai lati del baldacchino , in pratica il giogo altro non fu che due lance infisse a terra mentre una terza era posta trasversalmente a queste , dalla forma somigliante ad una specie di salto in alto moderno , ma piu' in piccolo . Ma quale era la posizione geografica reale della localita' che passo' alla storia con il nome delle Forche Caudine ? Sono diverse le localita' del Beneventano che nel corso del tempo si sono contese la paternita' di questa famosa localita' , al punto che la disputa e la conseguente attribuzione alla localita' ritenuta la piu' reale , arrivo' nel 1954 addirittura l'Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri . Ecco perche' il primato dell' attribuzione del luogo esatto delle Forche Caudine venne concesso a Forculum , attuale Forchia , con tanto di riconoscimento di Stemma araldico ; tratto da Wikipedia : "Forchia è un comune italiano di 1 223 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania. L'area di Forchia è cartografata nella tavoletta I.G.M. di Montesarchio III SE del foglio N°173 di "Benevento" della carta d'Italia. Forchia rientra nella parte sud-occidentale di quell'area sub-pianeggiante del beneventano conosciuta come Valle Caudina, delimitata a sud dai monti del Partenio, a nord-ovest dai monti di Durazzano, a nord dal massiccio del Taburno, tutti caratterizzati da versanti acclivi a forme piuttosto aspre. Il comune è circondato per circa 2/3 da rilievi collinari mentre la restante parte (quella che guarda il versante casertano) si affaccia verso una immensa zona pianeggiante. Forchia è l'unico comune della provincia di Benevento - insieme con la limitrofa Arpaia - che confina con la città metropolitana di Napoli, precisamente con l'area nolana Poche sono le notizie storiche di Forchia che sembrerebbe avere origini antecedenti a quelle dell'impero Romano. Il suo nome deriva probabilmente dal latino forculae che sta per forche, a richiamare la famosa Battaglia delle Forche Caudine quando nel 321 a.C. i sanniti guidati da Gaio Telesino sconfissero due legioni romane e le costrinsero a subire l'umiliazione del passaggio sotto il giogo. Fu una circoscrizione longobarda (gastaldato) annesso al principato di Salerno. Nell'anno 849 d.C. L'imperatore Ludovico, nella divisione del Principato di Benevento, lasciò Forchia al principe di Salerno Siconolfo, divenendo il confine dei due principati. Forculum (Forchia) compare infatti nel capitolare che si trova nell'Archivio di Montecassino e che contiene l'enumerazione dei gastaldati che dovevano comporre il Principato di Salerno; dopo la stessa Salernum, sono infatti nominati Sarnum, Cimiterium, Forculum, Capua, Teanum e Sora. Come tutta l'Italia meridionale nell'undicesimo secolo fu sotto il dominio dei Normanni che preservarono il principato. Nel 1139 il gastaldato di Forchia insieme a tutto il principato (che fu anche chiamato "longobardo-normanno") evolse nel Regno di Sicilia (durato - con vari nomi - sette secoli, fino al 1861) anche se continuarono a essere nominati duchi longobardi (direttamente dal papa) fino al 1081. anche Forculum continuò a far parte di un ducato in quello stesso periodo. Fu completamente distrutta nel terremoto del 5 dicembre 1456. Il terremoto si verificò alle 3 del mattino e, con una magnitudo di 7.1, fu uno dei terremoti più forti mai registrati in Italia dove tutti i paesi dell'entroterra campana furono rasi al suolo. Lo sciame sismico durò per diversi anni. Una vox populi vorrebbe che in passato fosse stata unita al vicino comune di Arpaia. Se ciò è senz'altro vero da un punto di vista parrocchiale (la separazione avvenne in tal senso nel 1654) non si hanno notizie certe se e quando sia avvenuta la separazione da un punto di vista amministrativo. Molti dei comuni del Sannio, si contendono l'episodio delle Forche Caudine, tuttavia solo il comune di Forchia è riuscito ad ottenere uno stemma comunale che riporta la raffigurazione del giogo, sancendo in qualche modo l'attribuzione del luogo del famoso episodio storico come esclusiva proprietà, nonostante il parere contrario di molti storici. Le vicissitudini che hanno condotto all'attribuzione dello stemma comunale sono alquanto bizzarre. Il Comune, forte del nome (Forchia deriverebbe infatti da forculae ovvero forche, giogo dalla traduzione latina) e di alcuni ritrovamenti archeologici (le rovine di un antico monastero di Forchia chiamato Santa Maria del Giogo indicherebbero il luogo dove avvenne l'episodio), si è sempre battuto per vedersi attribuire lo stemma. La vicenda che ha portato il comune di Forchia al particolare primato è riportata (in maniera imprecisa) dal giornalista e scrittore Giuseppe Josca in una raccolta di articoli da lui scritti per il Corriere della Sera negli anni sessanta su alcune comunità del sud dell'Italia[3]. L'articolo che parla di Forchia intitolato La guerra sannitica con la carta bollata si incentra sulla tenacia (anche se molto sarcasticamente sottolineata dall'autore) dei forchiesi[4] che capeggiati dall'allora sindaco Alfonso D'Ambrosio, ingaggiarono una vera e propria battaglia non solo con il vicino comune di Arpaia, che contendeva a Forchia l'attribuzione del luogo dell'episodio, ma addirittura con l'Ufficio Araldico della Presidenza Del Consiglio. Infatti venne adottato un timbro che raffigurava ruote, stelle, foglie e altri elementi dello stemma della Repubblica, ne nacque un ulteriore disputa con le autorità competenti, in quanto la legge prescrive chiaramente che gli enti periferici non possono usare l'emblema dello stato, e in seguito ai risultati di un'indagine effettuata da studio araldico di Genova, con un decreto governativo del 1954 furono dichiarate fondate le rivendicazioni del comune che da allora poté adottare lo stemma attuale. La blasonatura dello stemma è la seguente: «D'azzurro a due monti di verde, moventi dai lati dello scudo, declinanti verso il centro; alla forca caudina di tre lance con le punte d'argento e manicate di legno, piantate nella campagna di verde, sotto la quale passa un soldato romano con le mani legate dietro la schiena.»" (Decreto del 14 gennaio 1954.) Per concludere , vedendo ancora oggi la panoramica di Forchia dopo 23 secoli dai fatti , si puo' ritenere la valle piuttosto stretta tra due alture , gli alberi ai lati che ancora la ricoprono e il racconto di Tito Livio che se ricordo bene descrive il passaggio della valle all' avanzare dei Romani chiuso d' innanzi da alberi tagliati dai Sanniti e da macigni , mentre il retro della valle era chiuso dai nemici , che tutto faccia credere , oltre al nome antico del posto , Forchiae o Forculum , che questa sia forse la localita' in cui avvenne il fatto storico ; ma leggiamo come descrive il luogo Tito Livio : “«due gole profonde, strette, ricoperte di boschi, congiunte l'una all'altra da monti che non offrono passaggi, delimitano una radura abbastanza estesa, a praterie irrigate, nel mezzo della quale si apre la strada; ma per arrivare a quella radura bisogna prima passare attraverso la prima gola; e quando tu l'abbia raggiunta, per uscirne, o bisogna ripercorre lo stesso cammino o, se vuoi continuare in avanti, superare l'altra gola, più stretta e irta di ostacoli.» ed ancora : “«I Romani, discesi con tutto l'esercito nella radura per una strada ricavata nelle rocce, quando vollero attaccare senza indugi la seconda gola, la trovarono sbarrata da tronchi d'albero e da ammassi di poderosi macigni.» e Tito Livio prosegue : “«Senza che ne venga dato l'ordine si arrestano: gli animi sono presi da sgomento, le membra irrigidite da una specie di torpore; si guardano gli uni gli altri come se ciascuno cercasse nel viso del compagno un'idea o un progetto di cui si sente privo: immobili in lungo silenzio.» D' altra parte tornando alla localizzazione del luogo dove avvenne il fatto storico , credo sia piu' probabile che il luogo , per tradizione , abbia preso nome dal baldacchino innalzato dai Sanniti , appunto la forca , che oltre ad essere un attrezzo agricolo intende anche essere una sorta di patibolo o di attrezzo di condanna , da cui sarebbe derivata poi la localita' di Forchiae o Forculum , piuttosto che il contrario , cioe' che la localita' gia' esistente prima del fatto abbia dato nome al baldacchino innalzato dai Sanniti . In foto la zona presunta delle Forche Caudine con le localita' di Forchiae ed Arpaia Il passo di Arpaia visto da Forchiae La Valle Caudina vista dal passo di Arpaia Idealizzazione del giogo Lo stemma araldico di Forchia attuale
    3 punti
  3. Posto l'unico 9 cavalli in mio possesso, la conservazione non è delle migliori (non denigratela per questo è pur sempre più grande di voi ? ) però mi stava simpatica la variante... secondo voi che cosa sono tutti quei triangolini sul volto?
    3 punti
  4. Stavo fotografando i pezzi da 9 Cavalli di Ferdinando IV della mia Collezione per un piccolo studio sui conii e per stabilire le varianti importanti da quelle causate da rotture di conio. L'impatto visivo è qualcosa di molto bello da vedere e lo voglio condividere con tutti voi. Spero di farvi venire la voglia di Collezionare anche i piccoli nominali in rame. Se avete domande da fare, sono a vostra disposizione anche in mp. ?
    3 punti
  5. Buonasera a tutti! Ci sono informazioni relative ai 10 centesimi Slovenia 2018, quest'anno li hanno immessi per la circolazione? Li ho appena trovati in circolazione... Grazie a tutti in anticipo per qualsiasi informazione.
    2 punti
  6. Dovrebbe essere russo, è conosciuto già sul forum, in quanto per lui il 99,999999 di tutte le Monete sono false........ TIBERIVS
    2 punti
  7. quindi se un privato ha la fortuna di avere un pezzo unico questo sarebbe R4 ?
    2 punti
  8. Caro @FLUORESCENTE non si chiede mica un'identificazione in questo modo: servono peso e diametro della moneta, ma soprattutto le paroline magiche GRAZIE o PER FAVORE. Mi domando se si insegna ancora l'educazione e le buone maniere (a prescindere da te FLUPRESCENTE, è un discorso generale sui nuovi iscritti), comunque sia se si chiede qualcosa a qualcuno per strada o su un forum non credo che ci si possa atteggiarmi in tal maniera, si deve sempre usare una forma di cortesia, anche e soprattutto perché ci stanno facendo un favore.
    2 punti
  9. FS MILANO MONZA gettone SPECIALE VALE PER IL GIORNO 17.08.1840
    2 punti
  10. Quasi quasi ci scappa un sondaggio/votazione sul tema.... è molto che non ne facciamo!
    2 punti
  11. Volevo segnalare questo bel video sulla serie legionaria di Gallieno. Il video è stato prodotto da Kuenker anche per pubblicizzare il fatto che nella loro prossima asta ci sono in vendita parecchie di queste emissioni, ma rimane comunque piacevole e interessante:
    2 punti
  12. 2 punti
  13. giusto per avere un'idea di un fdc con bella patina..questa è del 1902 però, c'è qualche segnetto che la patina riesce a coprire bene, e anche qualche difetto al bordo.. ma è un'impresa trovarle proprio perfette in tutto.
    2 punti
  14. Tema non secondario quando si scrive un articolo e' la bibliografia relativa. Mi capita di cogliere anche in riviste blasonate riferimenti bibliografiici scarni e/o datati. Inutile sottolineare che le fonti servono per permettere eventuali approfondimenti sul tema proposto.
    2 punti
  15. Buonasera a tutti, Anni fa presi questo 9 Cavalli del 1789 oltre che per la sua conservazione, per il busto che mi sembrò mancante della parte inferiore. Lo confrontai con altri 1789 e la maggioranza riporta il busto per intero. Cosa ne pensate di questa "mancanza", considerando che la P del Perger è bella evidente? Grazie a chi vorrà intervenire.
    1 punto
  16. IL 22 febbraio si celebravano a Roma i Caristia. Si trattava di una festa conosciuta anche come “Cara Cognatio” che seguiva quella dedicata agli avi (Parentalia) e si rivolgeva alla famiglia dei “vivi” ovvero i propri cari. Era una festa privata che comprendeva un banchetto solenne cui partecipavano solo i parenti consanguinei (cognatus significa consanguineo). "I nostri avi istituirono anche un convito annuale che chiamarono Caristia, in cui non si ammettevano che parenti e affini, cosi che, se esisteva qualche ragione di litigio fra persone della famiglia, fosse ristabilita la concordia mediante il carattere sacro della mensa e della comune gioia." (Valerio Massimo, II, 1, 8). Il collegamento tra Caristia e Feralia è dato da un passo di Ovidio (Fasti, II, 617-638): "I cari congiunti diedero il nome di Caristia al giorno che segue, e tutti i parenti vengono a visitare gli dei della famiglia. E' di certo gradevole rivolgere lo sguardo dalle tombe e dai parenti defunti a quelli che vivono, e guardare, dopo i tanti perduti, quelli che sopravvivono del nostro sangue ed enumerare le diverse generazioni. E vengano gli innocenti! Lontano da qui, lontano sia il fratello empio e la madre crudele verso la sua prole, e colui che giudica troppo longevo il padre, e chi conta gli anni della madre, e l'iniqua suocera che perseguita l'odiata nuora." Vi si distribuiva pane, vino e sportulae (piccole somme di denaro). La Cara Cognatio restò al calendario molto tempo dopo che l'impero romano divenne cristiano e nel 449 d.C. fu contrapposta la celebrazione del seppellimento di San Pietro e San Paolo. Il concilio di Tour del 567 condannò coloro che profanavano il giorno di San Pietro. Ave Illyricum
    1 punto
  17. Si tratta di un quattrino della zecca di Urbino - Guidobaldo I (1482-1508) Moneta rara, dove però gioca, a livello di valutazione, lo stato di conservazione. Dalle tue foto non si riesce a fare delle valutazioni. Vedi la scheda del Catalogo https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GVIDPR/1
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  18. Niente di tutto cio': io ho solo il pappagallo di plastica, quello dell'ospedale...
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  19. Antica medaglia XVII sec. MADONNA DI LORETO, D/ simile alla precedente R/ crocifissione
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  20. @Hirpini Spe ci penso io Allora c'è una testa e c'è un tripode @FLUORESCENTE è sufficiente come l'ho descritta? ?
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  21. Appunto, postala anche nella sezione bibliografia.
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  22. E io accolgo con piacere il tuo consiglio, se le probabilità di risposta aumentano posterò anche in quella sezione, non lascerò nulla di intentato… la conoscenza monetaria chiama... ? Ti ringrazio ancora per il tuo interessamento...
    1 punto
  23. Ah capisco,allora ho proprio fatto un intervento stupido a dir poco.
    1 punto
  24. Buongiorno, stando alle punzonature, sarebbe argento 800 per 300 pezzi coniati, ma non è una moneta bensì, come voglio credere lei già sappia, una medaglia commemorativa emessa nel centenario della nascita del benemerito medico italiano fondatore dell'AVIS. Non mi esprimo sullo stato di conservazione. Aspettiamo però il parere degli esperti Saluti Arcangelo
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  25. Buonasera, mi spiace non poterti aiutare ma, secondo me, dovresti fare questa richiesta nella "piazzetta del numismatico", secondo me avrebbe più possibilità di riscontri...
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  26. Beh, calma, non mi sembra il caso direi ... Oscurerò ora qualche post
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  27. Hai visto @Stefano100 come ti avevo accennato, per i miracoli ci stanno già lavorando...
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  28. Rieccomi, forse ci siamo, ecco il suo follis nel Catalogue of Imperial Byzantine Coins in the British Museum, vol II, pag. 551, n. 9, a nome di Alexius I Comnenus, 1081-1118: D'altronde ora mi è chiaro che se la N nel quarto inferiore destro della Croce riportata in SEAR stava per Nicephorus, quel che a chiare lettere invece leggiamo sul suo follis, è l'iniziale in caratteri greci (alfa lambda=AL) del nome dell'imperatore Alessio I. Un parere molto personale sulla sua moneta? Lo stato di conservazione è BB o BB+ per quel tipo di moneta, la patina è splendida, la moneta mi piace e credo, ripeto credo, che sia piuttosto rara. Complimenti Arcangelo
    1 punto
  29. Secondo me, l'amico @sandokan ha visto giusto. Non credo sia qualcosa di religioso né tantomeno militare o araldico, ma in qualche modo sembra una placchetta di giunzione per un qualche tipo di collana o anche bracciale, comunque femminile. Come periodo non andrei oltre il XIX secolo. Qui una foto indicativa per capirsi:
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  30. La "classica" è questa: C : comune R : rara RR: molto rara RRR: rarissima RRRR: estremamente rara RRRRR: di grande rarità RRRRRR: conosciuta in qualche pezzo od unica
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  31. Capisco che a volte la confezione o i cofanetti siano importanti , o parte integrante di una collezione, ma qui credo che stiate un po’ discostandovi dalla cosa principale .... collezionare monete .... non cofanetti
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  32. VALDERAFIL2019 - Volevo segnalarvi il convegno numismatico/filatelico più grande della Toscana per numero di espositori e visitatori. Si svolgerà a Pontedera(Pisa) sabato 16 Marzo 2019. Ottima struttura, molto più grande di quella di Ponsacco dove veniva fatto fino a qualche anno fa e ottimamente collegato per chi viene sia in treno sia in auto. A distanza di un mese gli spazi espositivi del grande salone sono già tutti prenotati
    1 punto
  33. La rarità, come del resto la conservazione, è relativa. Dipende molto dall'esperienza. Personalmente ritengo sufficienti tre gradi di rarità come descritti sopra. Se proprio si volesse si potrebbero triplicare i gradi di ''comunità''. Ovvero C = comune, CC = molto comune e CCC = comunissimo. Arka Diligite iustitiam
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  34. E' consunta, quindi di scarso valore venale, ma bellissima proprio per il suo essere consunta, a mio avviso. Si vede il Tempo, che, a volte, è artista...
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  35. Nell'altro esemplare del 1791 si nota appena.
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  36. Si secondo me essendo entrambi i lati lavorati l ipotesi del fregio non regge. Anche parte di un rosario lo escluderei. Bhoo chissà.. Fa niente, non si preoccupi, grazie comunque per il suo aiuto.
    1 punto
  37. Questa poi...... Niue 10 Dollari in argento del 2019 - Il Colosseo!
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  38. Ma nessuno ha notato le orecchie da Topolino della prima moneta?
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  39. La Vittoria in realtà sembra il Gabibbo, puó essere che in mano abbia il tapiro d’oro
    1 punto
  40. La Signora, a distanza di oltre mezzo secolo, ha voluto essere riconoscente con chi, magari in un momento di difficoltà, gli ha dato un aiuto. Sarò romantico, ma a me piace vederla così...
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  41. Se decidessi di venderla considera che, come fatto notare Nell intervento qui sopra, dubito che la moneta pesi i canonici 7,98 grammi. Certo si parla di micro differenze, ma quando si vende una sovrana a peso (come in questo caso), anche una differenza di 0, qualcosa determina un prezzo finale diverso da quello “atteso”.
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  42. Buon pomeriggio Bisogna premettere soprattutto che ai tempi del doge Dandolo il Grosso era coniato e speso principalmente per le grandi transazioni commerciali; era una moneta che, il più delle volte, andava in oriente per l'acquisto di merci; a Venezia e nel dogato si usavano quasi sempre i denari. Detto ciò, è chiaro che il Grosso era una moneta più pratica; pratica per la zecca poiché occorreva meno tempo e manodopera a coniarla (è intuibile che fare una sola grossa moneta invece di 24 piccole è vantaggioso), lo stesso vale per il mercante che ha a che fare con una sola moneta, rispetto a 24 piccole. E' chiaro che tra una moneta grande e di buon argento come il Grosso, rispetto a 24 piccole monetine, la preferenza cade sulla prima, più facile da conservare, tesaurizzare e scambiare nelle grandi transazioni; facile che tale preferenza diventi speculazione. Ricordiamo poi quanto incida il mercato, al di là della politica dei cambi sancita da una legge; tendenzialmente era il mercato a dettare il numero di denari per avere un Grosso, è per questo motivo che il numero di 24 si è elevato in un periodo relativamente breve. Troviamo scritti fatti in questo periodo e relativi a contratti di compravendita, prestiti, ecc. dove si desume che il Grosso veniva ragguagliato ad un numero differente di denari, ad esempio in una ricevuta del 1231relativa ad prestito di lire 800 in Grossi veneziani, si attribuisce una proporzione di 25 piccoli per Grosso; in un documento padovano del del 1265 si specifica che il Grosso andava computato a 27 denari. saluti luciano
    1 punto
  43. Complimenti come sempre, io vedo sempre qui organizzazione e cuore, e non e' poco ve lo assicuro, grazie anche per il logo di Lamoneta, personalmente ho molto apprezzato, e' anche questa una questione di sensibilità, un caro saluto, Mario Messa tra le importanti ...
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  44. Direi piuttosto un Qspl. Saluti
    1 punto
  45. Sapendo che ultimamente l'interesse sulle monete provenienti da hoard è notevolmente aumentato su questo forum, evidentemente io e @Illyricum65 abbiamo fatto proseliti , vi segnalo che in questi giorni su ebay c'è un'asta dedicata a un pezzo con provenienza dichiarata dal ripostiglio descritto e analizzato in questa discussione. Orbene: sebbene il pezzo come "tipologia" è presente, l'esemplare proposto in questa inserzione: https://www.ebay.it/itm/113646180477 è palesemente FALSO!!! Non solo il venditore cerca di spacciarlo per autentico, ma addirittura lo fa dandogli un pedigree inesistente e inquinando la reale provenienza di esemplari da un ripostiglio noto. Vi carico le immagini del falso moderno proposto: Come potete vedere già da queste immagini, se uno ha un po' l'occhio abituato alle silique (ma anche alla monetazione romana in genere), nota subito una serie di elementi incongruenti: fondi porosi, lettere pastose, limature al bordo ben visibili al rovescio ecc. In più, si tratta di un falso noto e riportato anche nel FAC, eccovi il riferimento: http://www.forumancientcoins.com/fakes/displayimage.php?album=47&pos=369 Morale: state in guardia!!! Ho scritto al venditore dicendogli che si tratta di un falso e ho segnalato l'inserzione a ebay... non so se le due cose produrranno qualche effetto...
    1 punto
  46. Buonasera a tutti Condividendo la mia Piastra del 1788 nella bella discussione di @nikita_, Mi sono accorto che Ferdinando IV ha un bel nasino a "becco d'aquila"! ?
    1 punto
  47. Buongiorno, Per far meglio comprendere "l'errore vero" da quello volontario, condivido alcuni esempi presenti su monete Napoletane nella mia Collezione: Piastra 1805 Inversione di lettere: HSIP anziché HISP
    1 punto
  48. era da tempo che e lo volevo comprare : R.P. Louis Doazan "Monnaies Corse"
    1 punto
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