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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/28/19 in Risposte
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Per completezza posto le foto della mia. Come puoi notare, il D'Incerti riporta anche i riferimenti del Corpus e del Cagiati.4 punti
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Vi piace questa? Ultimo arrivo. I quarti della croce nel rovescio sono liberi. Cari saluti a tutti3 punti
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Buonasera, Altro 10 Tornesi 1819 Falso d'epoca Sembra siano tutti opera dello stesso falsario. Saluti, Rocco3 punti
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Buongiorno a tutti, questa mezza piastra di Ferdinando II presenta nella partizione dei Farnese delle croci al posto dei classici gigli... Avete notizie in merito?2 punti
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Anche questa e stata comprata! (E con cio, ho finito il budget per i prossimi sei mesi, 160 euro, sono tantucci per un diciottenne!) Grazie mille a tutti quelli che mi hanno aiutato a fare questa decisione!2 punti
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Azz....questa mi era sfuggita, sull'esemplare più conservato, ma anche quello di Genny, credo che non ci siano dubbi. Provvederò ad inserla in un futuro aggiornamento.2 punti
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Bella.... Per motivi di lavoro non ho frequentato e postato molto nel forum da alcuni anni, vedo, ora, leggendo i post passati (e che mi ero perso) che c'è finalmente chi concretamente afferma che alcune varianti non sono degli errori di conio. Mi sembra anche che siano raccolte nel manuale di Magliocca. non mi riferisco al 10 tornesi AC...ovvio. Quindi posterò alcuni pezzi in mio possesso e spero vi piacciano!!!2 punti
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Esistono anche nominali di valore inferiore all'oncia: quartoncia (https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RRB11/8) e semioncia (https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RRB11/7), ma non avevano notazione di valore. Il termine "triens" non è una dizione diversa da "triente": uno è latino (per l'esattezza, nominativo), l'altro italiano (e comunque corrisponde all'ablativo latino). L'asse fu prodotto, per brevissimo tempo, anche in argento (la cosiddetta "libella", ovvero "libra leggera", nome derivante dal fatto che in origine l'asse valeva una libra di bronzo). Non aveva, però, notazione di valore (https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/26). La moneta da tre assi non si chiamava a tripondio, ma tressis, ed effettivamente aveva una notazione "III" (https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RRB5/1) Il sesterzio in origine valeva non 4 assi, ma 2,5; l'etimologia deriva infatti da semi-terzio, "[due più] metà del terzo". Proprio per il valore di 2,5 la sua notazione era "IIS", ovvero "asse-asse-semisse". La notazione "HS" secondo me non esiste: compare nella scrittura corrente (ad esempio, sui muri di Pompei) ma credo che sia solamente un "IIS" barrato in centro, esattamente come "£" per la "L" di lira. Il valore fu portato a 4 quando quello del denario fu portato a 16 (perché il sesterzio era un quarto del denario), ma non ricordo di aver mai visto la notazione "IIII". I sesterzi non furono mai emessi in bronzo, in epoca repubblicana, a meno che siano sesterzi alcune emissioni di Cesare (https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I2/46) e Ottaviano (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I17/38). Sono in effetti sesterzi in bronzo alcune rare monete della serie navale di Antonio, che però alcuni studiosi riconoscono come emissioni greche e non romane (vedi sotto). Inoltre non è corretto parlare di "ottone": l'altra lega usata per queste monete, oltre al bronzo, è l'oricalco. La notazione "X", prima che sul denario, compare sul decussis, di pari valore ( http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RRB13/1) La notazione "XVI" compare su poche emissioni. Poi per ragioni tradizionali si torna a "X" benché il valore sia rimasto di 16 assi. La notazione a forma di asterisco non è, probabilmente, una "X" barrata, ma un monogramma della notazione "XVI" Le notazioni superiori a X, che compaiono sugli aurei, sono di dubbia interpretazione: non è detto che esprimano il valore in assi (dovrei cercare la bibliografia su questo; molti studiosi concordano in effetti sul fatto che esprimano il valore in assi, ma ricordo che ci sono delle difficoltà in relazione al valore reciproco oro/bronzo che si ritiene sussistesse all'epoca). Una curiosità: potrebbe essere non un caso, ma una specie di gioco di parole, che la notazione "I" corrisponda all'iniziale di Ianus (dio, come noto, raffigurato sull'asse) e la notazione "S" a quella di Saturnus (presente invece sul semisse) Sulla serie navale di Antonio:2 punti
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Concordo con gli amici @Fufluns e @sandokan, da quel che si vede lo stemma è compatibile con lo stile araldico in voga fra Seicento e Settecento. Me la fanno pensare la forma ovale dello scudo, e la probabile presenza di un trofeo d'armi, o almeno di due affusti di cannone, posti al di dietro: Mi serve però sapere una cosa da @metal78: la foto mostra l'oggetto così come si vede, o l'hai girata specularmente?2 punti
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DUPONDIO (monetazione tipica con la Testa di Minerva) simbolo del valore (II) e valeva 2 assi TRIPONDIUS simbolo del valore (III) e valeva 3 assi SESTERZIO simbolo del valore (IIII) o (IIS) o (HS) e valeva 4 assi. Moneta prodotta sia in argento che in bronzo/ottone QUINARIO d'argento simbolo del valore (V) e valeva la metà di un denario DENARIO simbolo del valore (X) e valeva 10 assi (almeno all'inizio) successivamente "X barrata" (X) o (XVI) per indicare il valore di 16 assi AUREO da 20 assi simbolo del valore (XX) AUREO da 40 assi simbolo del valore (XXXX) AUREO da 60 assi simbolo del valore (LX)2 punti
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Altro particolare degno di nota è la differenza di altezza del valore fra i due 1788. Posto I due rovesci a confronto.2 punti
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Ciao @gennydbmoney la "Variante" da te citata è riportata dal D'Incerti (223b, R).2 punti
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Medaglia devozionale agostiniana, ottagonale, bronzo/ottone, della seconda metà del XVII sec. ( dopo il 1658), probabile produzione spagnola. - D/ S. Agostino Vescovo di Ippona, Padre e Dottore della Chiesa.- R/ S.Tommaso di Villanova, vescovo di Valencia, agostiniano, canonizzato da papa Alessandro VII nel 1658, medaglia non comune. - Ciao Borgho2 punti
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Una mia amica in gita mi ha portato questa Taglio: 2 euro CC BNDR Paese: Spagna Anno: 2015 Tiratura: 4.290.000 (fonte: Eurik) Condizioni: BB+ Città: Lisbona2 punti
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nuovo 2€ Andorra 2019 Finali della Coppa del mondo di sci alpino Andorra 2019 data emissione 11/03/2019 tiratura 60.000 coincard1 punto
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27 febbraio 274 d.C. : nasce a Naissus, in Illiricum, Flavius Valerius Aurelius Constantinus che passerà alla Storia con il nome di Costantino I.· 27 febbraio 380 d.C. : viene emesso da Graziano, Teodosio I e Valentiniano II l’Editto di Tessalonica «IMPPP. GRATIANVS; VALENTINIANVS ET THEODOSIVS AAA. EDICTUM AD POPULUM VRB(IS) CONSTANTINOP(OLITANAE). Cunctos populos, quos clementiae nostrae regit temperamentum, in tali volumus religione versari, quam divinum Petrum apostolum tradidisse Romanis religio usque ad nunc ab ipso insinuata declarat quamque pontificem Damasum sequi claret et Petrum Alexandriae episcopum virum apostolicae sanctitatis, hoc est, ut secundum apostolicam disciplinam evangelicamque doctrinam patris et filii et spiritus sancti unam deitatem sub pari maiestate et sub pia trinitate credamus. Hanc legem sequentes Christianorum catholicorum nomen iubemus amplecti, reliquos vero dementes vesanosque iudicantes haeretici dogmatis infamiam sustinere ‘nec conciliabula eorum ecclesiarum nomen accipere’, divina primum vindicta, post etiam motus nostri, quem ex caelesti arbitro sumpserimus, ultione plectendos. DAT. III Kal. Mar. THESSAL(ONICAE) GR(ATI)ANO A. V ET THEOD(OSIO) A. I CONSS.» (Codice Teodosiano, XVI, 1.2) · 28 febbraio 509 a.C. : i Romani combattono la battaglia della Selva Arsia contro gli Etruschi. Roma aveva cacciato Tarquinio il Superbo, ultimo Re di Roma; il re deposto assieme ai figli aveva cercato alleanza tra gli Etruschi per riconquistare il trono perduto e quindi alla guida di un esercito composto da etruschi di Veio e di Tarquinia aveva marciato alla volta di Roma. Lo scontro avvenne presso un bosco sacro nella Selva Arsia, al confine tra il territorio romano e quello di Veio. etrusche. Lo scontro avvenne nella Selva Arsia, un bosco sacro dedicato a Silvano o Fauno o a un eroe, che doveva trovarsi presso il confine tra il territorio romano e quello di Veio. A fornire la data della battaglia è Plutarco (Publicola, 9, 5), il quale riporta la tradizione romana che indicava l'ultimo giorno di febbraio come ricorrenza di questo scontro militare. La descrizione degli avvenimenti la troviamo in molti autori tra i quali Livio (II, 6-7) che scrive: "Così due città e due eserciti seguirono Tarquinio con l'intento di riconquistargli il regno e di vendicarsi militarmente dei Romani. Quando entrarono in territorio romano, i consoli avanzarono contro il nemico: Valerio guidava la fanteria disposta in ordine compatto, mentre Bruto lo precedeva in esplorazione con la cavalleria. Anche nell'armata nemica il primo corpo era la fanteria, agli ordini di Arrunte Tarquinio figlio del re. Questi era dietro col resto delle truppe. Arrunte, individuando da lontano prima i littori, capì che il console era lì nei pressi, poi, quando avvicinandosi riconobbe senza orma di dubbio i lineamenti di Bruto, infiammato dalla rabbia, urlò: "Ecco laggiù l'uomo che ci ha cacciati dalla terra in cui siamo nati, proprio lui. Guardatelo come avanza tronfio delle nostre insegne! O dei che vendicate i re, assisteteci". Sprona il cavallo e si butta a testa bassa dritto contro il console. Bruto allora si sentì minacciato; dato però che in quel tempo era motivo d'orgoglio per i comandanti buttarsi nella mischia in prima persona, Bruto per questo accetta la sfida senza pensarci un attimo. I due si scontrarono con un accanimento incredibile, preoccupandosi soltanto di colpire l'avversario e non di schivarne i colpi. Così, trafitti l'uno e l'altro dall'asta dell'avversario passata attraverso lo scudo, furono sbalzati da cavallo e franarono a terra in fin di vita. Nello stesso istante ebbe inizio anche lo scontro tra il resto delle due cavallerie e poco dopo toccò alle fanterie scendere in campo. Si combatté con alterno successo e l'esito della battaglia rimase legato a un filo. L'ala destra di entrambi gli schieramenti aveva la meglio, mentre la sinistra cedeva. I Veienti, abituati alla sconfitta con le truppe romane, furono sbaragliati e dispersi; i Tarquini, invece, avversario nuovo e sconosciuto, non si limitarono a reggere bene l'urto, ma riuscirono anche a respingere quella parte dell'esercito romano che si trovava nel loro settore. Nonostante l'andamento incerto della battaglia, Tarquinio e gli Etruschi furono presi da un panico tale che abbandonarono l'impresa senza portarla a compimento e quella stessa notte entrambi gli eserciti, il veiente e il tarquiniense, se ne tornarono nei loro paesi. Il racconto di questa battaglia contiene anche del prodigioso: nel silenzio della notte successiva pare si sia sentita una voce proveniente dalla selva Arsia e identificata con quella del dio Silvano, la quale avrebbe detto: "Gli Etruschi hanno perso un uomo in più in battaglia, quindi la vittoria della guerra va ai Romani". A ogni modo i Romani se ne andarono da vincitori, gli Etruschi da vinti. Infatti, quando alle prime luci del giorno non ci fu più l'ombra di un nemico in vista, il console Publio Valerio raccolse le spoglie e fece rientro a Roma in trionfo. Celebrò il funerale del collega nella maniera più sontuosa possibile per l'epoca. Quel che però fu ben più clamoroso per la sua memoria fu il lutto civile e, all'interno di esso, il fatto che le donne di Roma lo piansero per un anno, come se fosse stato un padre, per l'accanimento che aveva mostrato nel vendicare l'oltraggio alla castità femminile." Così il 28 febbraio del 509 a.C. trovò la morte in eroico duello Lucio Giunio Bruto, primo tra i consoli di Roma, esempio futuro nella storia romana della lotta contro i tiranni. Il Bruto Capitolino, busto bronzeo che si presume rappresenti Lucio Giunio Bruto. Inoltre si tenevano nell'Antica Roma gli Equirria, festività costituite da gare con cavalli dedicate a Marte e che sui tenevano il 27 e il 14 marzo. Rappresentavano il giorno dell'uscita dell'esercito romano dopo la pausa invernale e si dice fossero state istituite dallo stesso Romolo. Ciao Illyricum1 punto
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Buongiorno a tutti! Come per il due lire del 1813, mi e stata proposta questa moneta da un commerciante locale, visto che in Canada se ne vedono poche, sarei interessato all'acquisto. Secondo voi, che sarebbe una cifra ragionevole? A me mi sembra intorno allo Spl, molto bello al diritto, e con una capigliatura molto folta al rovescio, ma con un po di usura al baffo... Ci sta? A tutti i modi una patina splendida dorata! Grazie mille delle vostre preziose risposte! Lorenzo1 punto
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Qesto segno viene usato sempre da più massari, ma e' solitamente il massaro con il segno censito da Papadopoli n. 111 punto
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ma siete sicuri che sia un punto? e non dovuto ad una piccola rottura del conio? chiedo....1 punto
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Beh, l'argomento è molto complesso ed è anche molto intrigante. Innanzitutto, è importante l'origine celtica della città, metropoli della popolazione celtica degli Insubri, situata in mezzo alla pianura (dalla posizione sembra derivare il significato di Mediolanum), allo stesso periodo riporta la leggenda della scrofa "mediolanuta". Gli stessi dialetti padani sono definiti come galloitalici e quindi, oltre alle dracme padane, è giunto a noi qualcos'altro degli antichi abitanti della pianura padana occidentale. Daniele Foraboschi in Lineamenti di storia della Cisalpina romana ha ricostruito le fasi e le vicende della lenta romanizzazione dell'area, già popolata dalle popolazioni celtiche cisalpine. Dalla fondazione celtica deriva la particolare forma della città, una struttura circolare, che non corrisponde a quella tipica di fondazione romana, caratteristica ancora riconoscibile di diversi capoluoghi lombardi come Pavia, Cremona e Como. La posizione strategica della città venne successivamente apprezzata dai Tetrarchi, che vi stabilirono una delle sedi imperiali. Un altra fase importante è quella relativa al periodo longobardo, popolo che dette il nome alla nostra regione anche se in origine designava gran parte della pianura padana. A questo stesso popolo i linguisti fanno risalire alcuni termini particolari presenti nei dialetti lombardi. In questo periodo Milano non ebbe un ruolo politico importante, infatti la capitale del regno longobardo fu Pavia, che mantenne questo ruolo anche durante il successivo regno italico di origine carolingia. Comunque Milano mantenne la presenza di una prestigiosa sede vescovile, attorno alla quale si andò coagulando quel nucleo economico, politico e militare che pose le basi per la nascita della principale potenza padana del medioevo. Le vicende della nascita e del consolidamento del potere del Vescovo di Milano e dei suoi "capitanei" sono state ricostruite magistralmente da Cinzio Violante della sua opera "La società milanese in età precomunale". Adesso mi fermo, questo vuole essere solo un primo spunto al quale, chi lo desidera, potrà aggiungere altre osservazioni ed indicazioni bibliografiche. Saluti Federico1 punto
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E nel giro di ? .... un mese ? .... pochissimi ancora i collezionisti; chi lo è ancora merita un plauso..... !!1 punto
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taglio 1 euro paese Monaco anno 2016 tiratura 1.000.000 condizioni Spl città Roma taglio 2 euro paese Monaco anno 2017 tiratura 1.383.528 condizioni Spl città Roma1 punto
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quindi si usura solo al dritto e non al rovescio? come l'hanno maneggiata questa moneta facci capire... Le debolezze di conio sono appunto CIRCOSCRITTE in zone, in quanto rientrano nei tipici difetti di produzione relativi allo stato dei conii. Ecco un ulteriore esempio1 punto
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È un quattrino zecca di Gubbio anno giubilare 1650 papà innocenzo decimo anno sesto muntoni 123 ,saluti Aldo.1 punto
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Ognuno è libero di pensare come meglio crede: ben strana un’usura così localizzata con fondi ed altri particolari (tra cui il volto) poco o per nulla toccati. E’ ben vero che la minima usura si vede guardando i punti a maggior rilievo, ma in questo caso è una zona ben più ampia a fronte di altre zone perfette o quasi. Anche l’orecchio ha l’aspetto della debolezza di conio: la monetazione in questione ne è non infrequentemente interessata.1 punto
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hai capito perché non compro cataloghi?? tanto basta seguire i risultati delle aste per avere un quadro della situazione.. diciamo che il catalogo lo ritengo fondamentale all'inizio, quando si inizia a collezionare.. in tal modo si ha un quadro completo delle monete su cui focalizzarsi, si può anche studiare la storia delle monete stesse, la simbologia presente, i gradi di conservazione e le nozioni base.1 punto
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Intanto posso darti un paio di "apparizioni" in asta relative a Nicolò Sagredo, che mi ero segnato come appunti: Asta Grigoli del 5/1992 BB - base stima d'asta Lire 2.200.000 Asta Finarte del 11/92 (stessa citata da Artur) BB - base stima d'asta Lire 2.200.000 Carlo Contarini ... non pervenuto1 punto
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Per Carlo Contarini nessun altro risultato. Per Nicolò Sagredo ne ho due: - Nomisma 21, n. 662 - Finarte 843, n. 414 Arka Diligite iustitiam1 punto
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Ciao ! Concordo, se guardi bene vedrai anche che alla pagina 50 viene riportata la foto dell'esemplare P13. Essendo più grande si riesce a confrontare meglio e personalmente trovo i due esemplari molto simili. penso anch'io : simili accordi avrebbero anche dovuto lasciare più fonti ..1 punto
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È davvero raro che possa accadere irreparabile..., sono cambiate molte cose ( in bene ) in ordine al funzionamento delle poste..., tuttavia almeno io suggerisco sempre di tutelarsi quando il contenuto supera certe cifre. Comunque l'UFN ha una sua prassi che applica a suo insindacabile parere. Nel tuo caso probabilmente dovresti farcela ad evitare la spesa dell'assicurata... Un esempio lampante: alcune volte, in determinate situazioni..., ho richiesto materiale Filatelico di un certo valore 250 - 500 €..., specificando che gradivo la raccomandata di € 2,60, ma loro hanno spedito sistematicamente per assicurata con valore dichiarato...1 punto
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@Poemenius, ho scritto una frazione di secondo dopo di lei, ora ho letto la sua risposta e ritengo che sia certamente quella giusta. Cordiali saluti a lei e a tutti! e... alla prossima Arcangelo1 punto
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Buongiorno a tutti, anche se so che non ci sono abbastanza estimatori di questa tipologia, oggi ho il piacere comunque di parlarvi di questa fantastica collezione, la battle creek! Questa fantastica collezione che racchiude un ragguardevole gruppo di Dollari definiti toned e rainbow toned, inzia il suo viaggio in 10 sacchi di juta originali ed etichettati della zecca di Philadelphia contenenti ciascuno 1000 pezzi, composti dagl'anni 1885 (2 sacchi), 1886 (2 sacchi), 1887 (4 sacchi). Ad aggiungersi ai sigilli della zecca di Philadelphia c'erano anche i sigilli della filiale della Federal Reserve di Ditroit della sede di Chicago datati anni 20. I sacchi sono stati conservati fino al 1964 da un collezionista (purtroppo non sono riuscito a reperire informazioni su chi fosse), data in cui si decise di radunare un certo numero di collezionisti per metterle in vendita. Le modalità furono una sorta di lotteria, i potenziali acquirenti dovettero fare le loro proposte di acquisto senza poter visionare il contenuto che restava sigillato ! L'intero lotto (almeno così credo) se le aggiudicò Dennis Steinmetz della Steinmetz Coin & Currency, alla fine dell'asta furono aperti i sigilli per poter dimostrare che i sacchi contenessero le monete d'argento dichiarate (almeno quello) ! Si scoprì così che in una sacca del 1887 erano custoditi dei Morgan datati 1904 di New Orleans probabilmente inseriti nel passaggio alla Federal Reserve. Ciò che apparve ai suoi occhi fu un qualcosa di eccezionale, comprese che aveva acquistato in un certo senso un bel tesoro! Tantissimi Morgan avevano delle tonalità eccezionali ed un lustro difficile fino a quel punto da rinvenire tutti insieme! Le 10000 monete furono mandate alla NGC che fu incaricata di classificare l'intero lotto, e vista l'eccezionalità della raccolta fu accordato di slabbare le monete con un'etichetta con la dicitura "Battle Creek Collection". Mr Steinmetz conservò per ricorco le sacche della zecca. Anche il risultato della valutazione fu davvero insolito. Delle 10.000 monete inviate, 1.359 sono state premiate con la designazione a stella (★) NGC per uno straordinario appeal visivo. Queste stelle sono state assegnate a monete con i colori dell'arcobaleno che hanno esibito altre caratteristiche speciali, come le superfici a prova di un lato. Inoltre, 247 monete in possesso del colore originale, ma con la gradazione inferiore a MS 63 sono state separate dal gruppo principale da NGC. Al momento della valutazione, la designazione delle stelle NGC non è stata assegnata alla classificazione delle monete inferiore a MS 63, e queste monete sono state classificate come Brilliant Uncirculated. Le circa 8000 monete rimanenti non sono state slabbate con l'etichetta Battle Creek. L'intero lotto si può riassumere in questo così: DATE BU ms63★ ms64★ ms65★ ms66★ 1885 75 83 64 24 1885 PL 1 2 1885 DPL 1 1886 67 172 185 99 26 1886 PL 2 8 5 1886 DPL 2 3 1 1887 180 239 201 133 24 1904 O 5 2 1 1 Lo stesso presidente della NGC, Mark Salzberg, dichiarò: "Il vero significato di questa collezione è la densità del colore spettacolare visto su una moneta dopo l'altra: creare una miriade di toni vivaci e diversi ha richiesto condizioni di conservazione ideali", inoltre aggiunse, "Abbiamo visto centinaia e centinaia di sacchi di dollari originali senza vedere la qualità e la ricchezza di colori visti su queste monete: un gruppo come questo non tornerà presto". Mark Salzberg ha prestato personalmente il ruolo di finalizzatore per ciascuna delle monete della Battle Creek Collection. La Battle Creek Collection e così composta da dollari Morgan la cui "vibrante" patina che deriva dallo stoccaggio in sacchetti originali di zecca è spesso indicata dai numismatici come "bag toning". Affinché una moneta toni, deve essere appoggiata vicino al tessuto di tela della borsa, che a sua volta aveva bisogno di essere conservata in un ambiente stabile che ne favorì lo sviluppo. Le monete toniche di borsa, possono mostrare intensi colori iridescenti che includono ogni sfumatura dell'arcobaleno; queste monete cosiddette "rainbow tonic", che mostrano diverse fasce di colore, sono molto ricercate dai collezionisti. Se una moneta poggia parzialmente su un altro, archi di colore possono dar luogo a un modello chiamato "mezzaluna". Tra le più desiderabili formazioni tonificanti della borsa che possono verificarsi sono le monete "toniche tessile" che incorporano l'intricato motivo intrecciato della borsa di tela all'interno della patina multicolore della moneta. Le monete della collezione Battle Creek includono tutte queste possibili interazioni sul cambio del sacchetto. La Battle Creek Collection fu esitate tra il 2005 e 2006 a Beverly Hills, all'epoca della prima vendita, Paul Song, Vicepresidente delle Superior Auctions, dichiarò: "Siamo molto entusiasti di poter offrire questa collezione al pubblico. La collezione Battle Creek ha un colore e un fascino generale molto al di sopra di qualsiasi altro tesoro di dollari che abbiamo visto. " Spero di non avervi annoiato, e se siete riusciti ad arrivare fino in fondo, allora vi meritate qualche bel arcobaleno!1 punto
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Dal link citato: “L’Italia non ha ancora trovato un modo per diventare competitivo all’interno dell’eurozona. Nei decenni prima dell’introduzione dell’euro, l’Italia svalutava regolarmente la propria valuta con questo scopo. Dopo l’avvento dell’euro non è stato più possibile. Invece, erano necessarie riforme strutturali. La Spagna mostra come le riforme strutturali possono invertire la tendenza negativa " E il fatto che l'Italia, al contrario della Spagna, non abbia fatto le necessarie riforme strutturali, è colpa dell'Euro? dei tedeschi? o degli italiani? petronius1 punto
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A questo indirizzo http://www.unirio.br/cch/escoladehistoria/v.2 si dice " Comentário: M. Calídio é talvez o pai de Q. Calídio, pretor em 79 (RRC 284/1). Q. Metelo pode ser Quinto Metelo Numídico, cônsul em 109, ou, mais provavelmente, Quinto Metelo Nepos, cônsul em 98. Cn. Fúlvio é desconhecido."1 punto
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soprattutto si poteva scegliere una soluzione diversa per distinguerli. magari numerare quelli del trittico perchè una scritta "omaggio" visibile è alquanto raccapricciante.1 punto
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Capisco che a volte la confezione o i cofanetti siano importanti , o parte integrante di una collezione, ma qui credo che stiate un po’ discostandovi dalla cosa principale .... collezionare monete .... non cofanetti1 punto
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Col Musico di Leonardo entriamo in campo Leonardesco ....1 punto
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Ora entro nella prima stanza, in fondo una stanza per ricevimento ...1 punto
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Mi sembra una risposta un po' generalista la tua. Potrei dire lo stesso delle lire della repubblica e anche quelle del regno, che al contrario degl'euro, nei mercatini si trovano in ciotola e a peso. Poi se vediamo nel dettaglio pezzo per pezzo ci sono quelli inarrivabili e ricercati sogno di tutta una vita da collezionista. Tu hai voluto vendere ad un commerciante monete circolate (visto che le prendi come resto), ed essendo una monetazione giovane magari loro ne avevano il banco pieno di rotolini fdc, tu al posto loro le avresti prese? E se non si vende, loro cosa lo fanno a fare il banco? Per il circolato ci sono altri canali, e un commerciante è l'ultima persona da prendere in considerazione. Bisogna ricordare che gli euro non riguardano solo il mercato italiano, che magari se la passa male, ma un intero continente. Sulla baia poi che paghi commissioni e chi compra paga la spedizione è anche peggio, almeno che poni in vendita i 2 euro finlandesi commemorativi del 2004 o monaco senza segno di zecca, o qualche ministato commemorativo circolato, la vedo dura. Per quanto riguarda la domanda posta da @megan1993 le consiglio di fare un giro sui vari gruppi del noto socialnetwork o nei vari blog, posta una lista e delle foto e magari le propone in lotti, certo che se vuole vendere 2 euro olimpiadi di Torino circolata sono il primo a dirle di scambiarla al bar con una colazione! @andreacap purtroppo ci possono essere mille motivi che ci spingono a vendere, bisognerebbe valutare caso per caso anche qui.1 punto
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