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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/27/19 in Risposte

  1. Taglio: 2 Euro CC Nazione: Lussemburgo Anno: 2007 Tiratura: 1.000.000 Conservazione: MB Città: Moncalieri ( TO )
    6 punti
  2. Ho sentito dire una volta che un tale ha trovato una piastra senza difetti di conio, ma non ne ho le prove... ?
    4 punti
  3. Dai contributi di Hirpini e di Xenon 97 ho imparato molto. Un grazie va anche ad Augusto60 che ci ha fornito la materia di discussione: la sua moneta! Buona serata. Stilicho
    3 punti
  4. Ringraziare di cosa Hirpini? ? Casomai ringrazio te che sei stato veramente eccezionale per aver colto un dettaglio determinante per la classificazione di questa moneta. ?
    3 punti
  5. Condivido il proposito del post di presentare monete e tipologie di collezioni economicamente abbordabili e vorrei proporre in tal senso degli ambiti di ricerca e studio a mio avviso molto fruttuosi, partirei dalle monetazioni che conosco meglio ossia quelle dell'Italia meridionale, in tale ambito abbiamo tante monete del periodo normanno e svevo che si trovano a prezzi modici, follari, kharrube, denari e persino monete d'oro come i tarì che negli esemplari più comuni si possono trovare a un paio di centinaia d'euro, abbordabili anche i pierreali aragonesi di Sicilia così come molte monete siciliane del seicento, ancora assai sottovalutate...se poi spostiamo l'attenzione fuori dai confini italiani le opportunitá di costruire collezioni interessanti ed insolite a prezzi ragionevoli si moltiplicano, penso al vastissimo campo della monetazione islamica con affascinanti monete come i dirhem d'argento reperibili in molti casi a poche decine di euro, alle rupie indiane sia dell'epoca Moghul che del dominio britannico, ambito a cui mi sono appassionato da qualche anno e che mi sta dando notevoli soddisfazioni, gli esempi possibili sono tanti altri naturalmente a patto di estendere la visione e l'interesse oltre la storia del nostro Paese...
    3 punti
  6. Ciao Legio, vado un po' a ruota libera, non avendo competenze specifiche. Mi viene da pensare che, dopo la distruzione della città ad opera degli Unni di Attila, ci sia stato un riutilizzo dei locali della zecca per altre funzioni, considerando che era venuta meno la necessità di battere moneta. Però, in questo caso, non avremmo comunque dovuto trovare qualche traccia delle attività di zecca (materiali di scarto….monete mal coniate….conii usurati..)? Ovviamente questo ragionamento presuppone che la zecca sia stato un edificio unico diviso in tre ambienti. Per capire meglio, sarebbe interessante sapere come fossero organizzate le zecche di altre città e che cosa si sia trovato in caso di scoperta archeologica. Oppure le officine non si trovavano in città, ma fuori. Non le abbiamo pertanto cercate nel posto giusto? Devo dire che le monete che hai postato, della zecca di Aquileia appunto, mi piacciono molto. Le trovo ottimamente definite ed eleganti. Ovviamente il mio e' solo un semplice giudizio estetico. Buona serata a te ea tutti i partecipanti alla discussione. Stilicho
    3 punti
  7. Gli Hobo Nickels o "nichelini di Hobo" rappresentano una forma d'arte scultorea che modifica profondamente alcune monete monete di piccola taglia, trasformandoli essenzialmente in bassorilievi in miniatura spesso a contenuto satirico. Le monete di nichel negli Stati Uniti hanno sempre avuto un gran successo per le sue dimensioni, spessori e relativa morbidezza. Tuttavia, il termine hobo nickels è generico, poiché le incisioni sono state fatte da diverse persone e per diverso scopo. A causa del suo basso costo e portabilità, queste piccole monete in nichel erano particolarmente popolare tra gli hobos (vagabondi in genere), da cui il nome e l'uso di modificare queste monete risale al XVIII secolo o addirittura prima. (Hobos) A partire dagli anni cinquanta dell'Ottocento, la forma più comune di modifica su queste monete era denominata la "moneta da vaso", infatti incisa sul mezzo dollaro liberty o sui dei trade dollar degli Stati Uniti, la libertà veniva raffigurata seduta su di un vaso da notte. Questo periodo, metà ottocento - seconda metà , è stato anche il periodo di massimo splendore di questa sorta di monete, incisioni di iniziali, monogrammi , nomi, scene, e via dicendo. Parecchie migliaia di monete sono state modificate in questo modo ed erano spesso montate su spilli o incorporati in bracciali e collane. Da metà ottocento sino agli inizi del 900, questa mania di incidere monete si propago altresì anche al di fuori degli stati uniti, in Europa e principalmente Francia (gettoni satirici Napoleone III°), Gran Bretagna e Sud Africa. Il nichelino da 5 centesimi bufalo + indiano, fu introdotto nel 1913 e divenne popolarissimo tra gli incisori di monete e Il grande capo dei nativi americani non sarebbe stato visto su nessuna moneta successiva perchè Il profilo ampio e spesso offriva agli artisti improvvisati un modello più che adatto su cui lavorare e permetteva dettagli più fini. Sulle monete precedenti, la testa era molto più piccola in relazione alle dimensioni della moneta. Ad esempio, in un centesimo di Lincoln la testa copre circa un sesto dell'area. Sul nichelini da 5 centesimi Buffalo, la testa del nativo americano occupa circa i cinque sesti dell'area. Inoltre, il nichel è una moneta più grande. Le grandi teste adornano anche il dollaro Morgan e lecommemorative del mezzo dollaro colombiano del 1892-93, ma queste monete sono state raramente modificate a causa del loro alto valore. Un altro fattore che contribuì alla popolarità di questi nichelini fu il sesso del soggetto.Quasi tutte le monete in nickel precedenti avevano raffigurazioni donne.Una testa maschile ha caratteristiche più grosse e più grossolane (naso, mento, fronte) che possono essere modificate in molti modi. Ma non tutte le incisioni erano improvvisate cominciarono ad un certo punto a farsi avanti anche degli incisori con un certo talento e iniziarono a creare nichelini hobo nel 1913, quando il nichel di Buffalo entrò in circolazione. Questo spiega la qualità e la varietà degli stili di incisione che si trovano sui nichel intagliati tra il 1913 e il 1928. Gli anni '40, '50, '60 e '70 furono un periodo di transizione per gli incisori di monete hobo, durante i quali il nichelino da 5 cent bufalo fu gradualmente sostituito dai nichelini di Jefferson Durante questo periodo durato circa 40 anni, sono apparsi molti nuovi intagliatori, e lo stile e la materia sono diventati decisamente moderni. I soggetti divennero più etnicamente e socialmente diversi (ad esempio, una donna cinese con cappello triangolare, hippy con capelli lunghi e occhiali, uomini che indossano cappelli flosci, ecc.). Alcuni di questi nuovi artisti hanno utilizzato nuove tecniche con nuovi strumenti come vibropenne e pennarelli in feltro per aggiungere colore ai capelli. Alla fine degli anni '70, la maggior parte dei nichelini bufalo erano scomparsi dalla circolazione e la maggior parte delle incisioni veniva eseguita su monete usurate. Dai primi anni '80 ad oggi, questi nichelini hobo di qualità inferiore possono ancora essere acquistati per un minimo di euro 5 a euro 10 ciascuna. Ma i collezionisti trovano difficoltà a reperire vecchi nichelini hobo originali di buona qualità (perché sono scarsi e costosissimi), quindi hanno iniziato a collezionare ile incisioni più moderne facilmente reperibili ed economiche. Circa 100.000 (e forse fino a 200.000) nichelini hobo sono stati incisi dal 1913 al 1980. Gli artisti moderni incidono (e continuano a incidere) nichelini usurati in quantità così grandi che, nei prossimi anni, il numero di intagli moderni dovrebbe superare in numero quello dei classici "vecchi" nickel hobo. La maggior parte delle oltre 100.000 classici hobo nickel non sono ancora nelle mani dei collezionisti e sono molto ricercati m soprattutto sono molto costosi. https://www.youtube.com/watch?v=ziUVMIqQS78 https://www.google.it/search?client=opera&hs=p3b&biw=1604&bih=797&tbm=isch&sa=1&ei=hYaMWrGBBMmvggelmaQw&q=hobo+coin+pot&oq=hobo+coin+pot&gs_l=psy-ab.12...33264.33264.0.34720.1.1.0.0.0.0.174.174.0j1.1.0....0...1c.1.64.psy-ab..0.0.0....0.3cjauyu3gD8#imgrc=_
    2 punti
  8. Ciao volevo chiedere se è normale l'allineamento tra dritto e rovescio?
    2 punti
  9. Aquileia fu l' antico avamposto repubblicano romano nel nord est d' Italia , colonia inizialmente di diritto latino fondata nel 181 a. C. da parte dei Triumviri romani : Lucio Manlio Acidino , Publio Scipione Nasica e Gaio Flaminio , inviati dal Senato a sbarrare la strada ai barbari che minacciavano i confini orientali dell' Italia . Le prime coniazioni di monete in epoca imperiali emesse ad Aquileia iniziarono a partire dall' Imperatore Diocleziano nel 294 e terminarono forse nel 425 con Giovanni , mentre altri indizi daterebbero le ultime emissioni nel 452 al tempo di Valentiniano III . Ad Aquileia nel corso degli scavi archeologici iniziati gia' nel XVI secolo e proseguiti ininterrottamente fino ad oggi , sono stati rintracciati praticamente tutti i piu' importanti edifici pubblici e privati , tranne uno , la Zecca . Considerando che ad Aquileia erano operanti almeno tre officine documentate dalle monete , il fatto che non ne sia stata rintracciata neanche una rimane una coincidenza alquanto strana . In base alla numismatica si deduce che le lettere poste dopo la sigla di zecca , nel nostro caso AQ : P , S , T , o le loro corrispondenti lettere greche come nel caso della Terza officina , indichino in ordine di numero le tre officine di produzione delle monete di Aquileia . Ad oggi , in mancanza di riscontri archeologici delle tre officine monetali , verrebbe da porsi una serie di domande : 1 e' possibile che le lettere dopo la sigla della zecca non indichino il numero dell' officina , ma abbiano un altro significato ? 2 e' possibile che la zecca sia stata un unico edificio e non tre dislocati in diversi punti della Citta ? 3 in base al punto 2 , e' possibile che essendo forse stata la zecca un unico edificio , questo sia stato diviso in tre ambienti di produzione , come odierni reparti di un' unica fabbrica , chiamati officine ? 4 ma in base al punto 3 , se cosi' fosse , quale motivo e quale utilizzo pratico avrebbe avuto porre le tre lettere : P , S e T ? sempre che queste lettere indichino numericamente le tre officine ? La medesima perplessita' si potrebbe avere anche per altre zecche tardo imperiali , tipo quella di Ostia che di officine ne avrebbe avute addirittura quattro , ma anche ad Ostia nessuna di queste quattro officine e' stata rintracciata . In base a queste personali riflessioni mi piacerebbe avere vostri pareri . In foto una pianta di Aquileia nel V secolo e tre Follis emessi ad Aquileia dalle tre officine .
    2 punti
  10. Appena controllate le mie Piastre, l'unica ad avere lo stesso allineamento dei conii della tua @giovanni0770 è questa
    2 punti
  11. Lei ha trovato in @Tiberius un vero signore che le ha risposto, io personalmente dopo la sua osservazione non l'avrei fatto. Hirpini
    2 punti
  12. Volevo una vostra conferma riguardo questo follis di Licinius zecca di Treviri ed eventualmente la rarità, su Wildwins ho trovato questo: Trier RIC VII 58 Licinius I, AE follis. AD 313-315. IMP LICINIVS PF AVG, laureate, cuirassed bust right / GENIO-POP ROM, Genius standing left, turret on head, loins draped, holding patera and cornucopiae. T-F across fields. Mintmark PTR. RIC VII Trier 58. Grazie della eventuale risposta.
    2 punti
  13. Questo è il secondo conio e farà anch'esso una brutta fine. Ma di buono , che ha continuato a coniare , fino alla distruzione del conio di martello.
    2 punti
  14. Mi sembra doveroso ricordare che anche Eykleida e stato un grande incisore. Sicuramente sfortunato, poiché i suoi conii (specie di rovescio) non resistevano a lungo. Tanto ché e molto raro che qualche esemplare di prima battitura , sia arrivato a noi. Eccezionale la testa di Atena elmata , su questo primo tetradramma a firma di Eykleida in una vendita alla LEU di Zurigo.............. Si nota appena l'inizio della rottura del conio.
    2 punti
  15. Peso e diametro mi fanno supporre che il Follis sia più quello catalogato dal RIC VI al n. 845b. D'altra parte anche la lettura del testo che Wildwinds allega al follis RIC 58, circa il tipo di torre in capo al Genio, sembra ascrivere la sua moneta al n. 845b. Ma anche su questo un altro parere non sarebbe male. RIC 58 RIC 845b Hirpini
    2 punti
  16. 2 punti
  17. Bisognerebbe cambiare il modus operandi in qualche modo, creare nuovi canali, metodologie diverse, e sinergie adeguate ai tempi. Dobbiamo lottare a tutti i costi se vogliamo ancora stare insieme e raccontarci nuovamente...
    2 punti
  18. Ancora un'altro progetto in questo caso per la Lira del 1848 sempre del Governo Provvisorio Di Lombardia. Pensate che questa era la mia...
    2 punti
  19. Una piccola chicca in un quartiere poco frequatato oggi... San Siro alla maggior parte della gente fa venire in mente lo stadio e il quartiere, ma San Siro era una chiesetta medioevale sperduta nella campagna milanese a ovest del ruscello Olona (Vepra o Vetra), sorta dove oggi si trova all’incirca Piazzale Lotto. Qui attorno alla chiesetta c’era un gruppetto di case che assieme formavano il piccolo borgo agricolo di San Siro. Borgo rimasto tale fino alla fine del XIX secolo. Oggi dell’antica chiesa si è conservata soltanto l’abside. La piccola chiesa di San Siro alla Vepra (affluente dell’Olona), che dette appunto il nome al villaggio era stata fondata oltre mille anni fa (il documento più antico noto risale all’anno 880). Già nel XVII secolo la parte anteriore della chiesa era scomparsa, sostituita da una casa, sulla cui area, ai primi del ‘900, venne poi costruita la villa tuttora esistente in stile eclettico neo rinascimentale. Purtroppo la villa nel 1944 divenne famosa col nome di “Villa Triste” (Villa Triste è il nome popolare di vari luoghi di tortura aperti dai nazifascisti durante gli ultimi anni della II guerra mondiale) e dal 1945 sede dell’Istituto della Congregazione delle Missionarie dell’Immacolata. La forma attuale dell’abside è nelle modeste forme rinascimentali del 1482. All’interno si trovano dei graziosi affreschi medioevali. La chiesetta recentemente è stata restaurata dall’architetto Gaetano Arricobene. Purtroppo il sito è quasi impossibile da visitare essendo un luogo religioso di missionarie. Comunque l’abside, intatta, è ben visibile dalla strada, da via Masaccio, dove ha attualmente sede la congregazione religiosa delle Missionarie dell’Immacolata.
    2 punti
  20. Passiamo ad alcuni aspetti meno noti della monetazione del Governo Provvisorio di Lombardia. Furono realizzati alcuni progetti che sarebbero dovuti entrare in circolazione, ma gli eventi storici presero il sopravvento e non se ne fece più nulla, qualcosa arrivò a noi. Un bel 2 lire che mostra fiero il suo splendore. Da Asta Varesi 62 MILANO GOVERNO PROVVISORIO DI LOMBARDIA (1848) Progetto 2 Lire 1848 Milano, stagno gr. 6,878. D/ GOVERNO PROVVISORIO DI LOMBARDIA nel campo 2 / LIRE tra due rami di lauro e di quercia; sotto, nel giro, 1848. Rv: ITALIA LIBERA – DIO LO VUOLE l'Italia con corona turrita sormontata da stella, stante di fronte e volta a destra, solleva la mano sinistra e regge un'asta nella destra; in esergo, M. Taglio liscio. Pagani P. 522, CNI 6, Cr. 7/C, Her. 6
    2 punti
  21. Intanto posso richiamare dal nostro portale il contributo che avevo fatto sulle monete portamessaggi che e’ sul tema e che riporta anche qualche immagine interessante. http://numismaticamente.it/collezionismo-numismatico/monete-porta-messaggi
    2 punti
  22. Se penso che le nuove generazioni presenti sul territorio le ha dimenticate completamente, ricordo da bambino la città le aspettava trepidamente, iniziative culturali in ogni quartiere, i tram addobbati con i tricolori, cosi come le piazze e le vie, Milano era colorata e si respirava un clima festoso, insomma emozionante. Andiamo con il top dei nominali battuti per quei giorni. Cambia il nominale, cambia il metallo, ma il valore simbolico è lo stesso unico...
    2 punti
  23. La magica attrazione dei grandi moduli della monetazione pontificia. Piastra Clemente XI 13° anno di pontificato (1712-1713) D\ * CLEMENS * XI P * M * AN * XIII * Scudo del Papa sormontato da chiavi decussate e tiara R\ FONTIS . ET . FORI . ORNAMEN : Vista della piazza del Pantheon con l'obelisco al centro; in esergo . E . H . (incisore Ermenegildo Hamerani) e lo scudo del Vescovo Fattinello Fattinelli. AG 31,80 gr. diam. 44-45 mm R2 (D'Andrea-Andreani-Novelli n° 362; Muntoni 3 p. 81 n° 39; CNI XVII p. 29 n° 74) Il grande fascino delle piastre pontificie, vere e proprie opere d'arte in miniatura. Esemplare in ottimo stato di conservazione.
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  24. Buongiorno a tutti cari amici del forum!! Oggi volevo mostrarvi l'ultimo ingresso in collezione. SI tratta, come da titolo di un bel monetone a nome di Carlo Emanuele III (precisamente di uno scudo nuovo) coniato nell'anno 1756 dalla zecca di Torino, che mi è costato un bel po di sangue e sudore!! Cosa ne pensate? Attendo i vostri autorevoli pareri e vi ringrazio!! Auriate
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  25. la mia ha i pallini. quindi coniazioni diverse, Però è interessante questo errore di allineamento se di errore si tratta. Perchè se ci si accorge di un errore all'interno di una zecca penso che in seguito si faccia più attenzione.
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  26. Botswana 5 Thebe 1976 Al D/ scudo tribale con zanna e gambo ai lati Al R/ Bucero becco giallo
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  27. Taglio: 50 centesimi Nazione: Città del Vaticano Anno: 2016 Tiratura: 2'207'676 Condizioni: BB+ Città: Milano (MI)
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  28. Ciao a tutti, ciao a @Hirpini e @Carmine89, io parlo per me e per quanto mi riguarda: Gli esperti saranno anche esperti, ma un aiutino glielo possiamo anche dare, nevvero? Servus, Njk
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  29. La palla di cannone con la targa dell'anno 1848
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  30. Se c'è il diavolo a Milano ….abita qui in Corso di Porta Romana 3. Il palazzo è del 1577, fu acquistato ai primi anni del 600 dal Marchese Acerbi, famiglia che abita ancora nel palazzo anche oggi. Siamo nel barocco esternamente sobrio, ma la via era il centro della vita mondana e i proprietari facevano a gara per avere il palazzo più di lusso possibile. Cortili, porticati, saloni, statue, quadri, Acerbi faceva a gara col dirimpettaio Annoni, una gara per essere più mondani e belli. Ma Acerbi era anche sontuose feste, carrozze, tanti invitati, tanti servitori…. Esuberante l'Acerbi che non cambiò stile neanche di fronte alla peste manzoniane, lui sopravvisse , rimase, come sopravvissero tutti gli ospiti e invitati. E allora nacque nel tempo la leggenda... il diavolo se c'era era lui, eccentricità e tutti sopravvissuti e neanche un colpo di cannone riuscì a piegare il palazzo nel 1848.
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  31. A mio parere si tratta di un falso: osservando la scritta ENFITEUTICI ... sugli assegnati postati da @nikita_la scritta fa un'onda sulle lettere TE, mentre su quella della discussione è diritta. Questa è un'osservazione, ma ci sono anche altri punti che non combaciano. C'era la pena di morte per i falsari? l'assegnato da 8 Paoli chi lo spendeva? il ricco o il povero? se facciamo un raffronto con la valuta attuale, quanti sono in grado di distinguere se in mano hanno monete buone o false?
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  32. Qui su questa moneta al museo di Siracusa, la rottura è più profonda.
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  33. Per avere contribuito alla discussione ?
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  34. si ......... Padova, Francesco I Da Carrara, 1355-1388, denaro piccolo
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  35. 1992 MILANO 65a ADUNATA NAZIONALE ALPINI, il 10-11-12 maggio 2019 ritorna a Milano l'Adunata del Centenario dalla fondazione dell'A.N.A. Autore E. VARISCO
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  36. L'ingresso è gratuito, naturalmente. Gli espositori, a quanto riferitomi dagli organizzatori, saranno parecchi, ma oggettivamente non so dire se avranno o meno i due euro di Monaco.
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  37. E sono tre, il terzo è arrivato mentre stavo scrivendo, scusa @Arka condivido il tuo pensiero ma non potevo fare altrimenti. petronius
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  38. Ho oscurato un paio di post (solo uno, in realtà, "incriminato" l'altro si limitava a rispondere) prima che parta la solita crociata contro i commercianti. Restiamo in topic, grazie. petronius
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  39. Complimenti. Moneta sempre affascinante. Conservazione sul BB, peccato per il segno al R/ e qualche colpo.
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  40. Tutta la vitaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!! Straordinario statere di fattezza pregevole, in conservazione paurosa, carico di simbologia divina, e con un ritratto Eracleo stupefacente ovviamente... Grazie carissimo..
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  41. La lira "limone" però mi mancava ?
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  42. Vin ricordo che abbiamo un nostro catalogo, fatto molto bene e invidiato da tanti! Con un eccellente motore di ricerca! Perché andare su wildwins? http://numismatica-classica.lamoneta.it/
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  43. Ciao. Le considerazioni svolte sopra da Giovanni (Giov60) sono pienamente condivisibili. Le monete d'oro e gli scudi d'argento di V.E.II e Umberto I non erano normalmente utilizzate per l'ordinaria circolazione ma venivano detenute dalle Banche quale riserva o utilizzate nelle importanti transazioni internazionali. I nominali aurei maggiori (100 e 50 lire) erano sostanzialmente monete destinate al collezionismo e ciò è attestato dall'esiguo numero di esemplari coniati - come si sa, per questi e per tutte le monete in oro - solo a richiesta. La stessa moneta divisionaria d'argento (2 e 1 lira e 50 cent.) non si pensi che fosse diffusissima fra la popolazione. In un lettera della Camera di Commercio di Torino del gennaio 1896, inviata al Ministro dell'Agricoltura, industria e commercio, con la quale si esprimeva la preoccupazione che le monete divisionarie in argento potessero essere poste fuori corso, è riportato il seguente passaggio, alquanto eloquente sull'argomento che ci interessa: "Nel frattempo si è divulgata la voce che col 30 corrente cesseranno di avere corso legale gli spezzati d'argento da lire 2, da lire 1 e da centesimi 50. Ancorchè la moneta divisionale d'argento sia ridotta fra noi allo stato dell'araba fenice, la diceria che essa stesse per perdere il suo corso legale ha inquietato non poco gli scarsi detentori che ancora ne serbano." Il fatto che la constatazione sulla scarsa presenza in circolazione di moneta divisionaria d'argento provenga da un Ente quale la Camera di Commercio di Torino, ovvero da una Piazza che all'epoca doveva ritenersi fra le più ricche e attive d'Italia, la dice lunga su quale dovesse essere la presenza di moneta argentea sul restante territorio nazionale. Figuriamoci poi quale poteva essere la presenza concreta in circolazione di moneta aurea. Come scriveva Giovanni, la cartamoneta aveva di fatto "espulso" dalla circolazione la "moneta buona", cioè quella d'oro e, pur in minor misura, anche quella d'argento. Rimaneva comunque sia l'una che l'altra nella monetazione del Regno, dal momento che sia la Legge Fondamentale Monetaria del Regno (risalente all'agosto del 1862), che gli accordi della U.M.L., continuavano a prevedere come nominali aventi corso legale sia quelli in argento che quelli in oro. Saluti. M.
    1 punto
  44. Classical Numismatic Group, Electronic Auction 312, lot 8, 9/10/2013 MYSIA, Pergamon. Mid-late 330s BC. AV Stater (17mm, 8.60 g, 1h). Head of Herakles right, wearing lion skin / Archaistic Palladion: statue of Pallas Athena standing facing, holding spear aloft in right hand, preparing to strike, on left arm, a shield adorned with a four-point star and fillet hanging below; to lower left, a crested Corinthian helmet right; all within cupped circular incuse. Callataÿ, Statères 2q (D2/R3 – this coin); SNG France 1557 = De Luynes 2493 = Saida 37; Von Fritze, Pergamon 7 = Saida 36 var. (rev. not incuse); Gulbenkian 699 var. (same); Jameson 2580 var. (same); PCG pl. 28, 25 var. (same). Superb EF, lustrous, tiny die break and a couple insignificant marks on obverse. Very rare. Although lacking a legend, this series has been attributed to Pergamon, based on similar silver fractions which also contain the city ethnic, ΠEPΓA(M) (SNG France 1558-66). On the other hand, the date of this issue is less certain. SNG France placed it circa 310-284 BC, though ignoring that two examples of this type were found in the Saïda hoard (IGCH 1508 = CH VIII 190), which Westermark dated to circa 323/20 BC. She also saw a correlation between these staters and those of Philippi in Macedon (an example of which was in the hoard), and accordingly dated them to after 336 BC (echoed by G.K. Jenkins and M. Castro Hipólito in the Gulbenkian catalog), based on Mørkholm's placement of the Philippi issues during the reign of Alexander (EHC pp. 84-5). Mørkholm's dating, however, was based on the single coin of Philippi in the Saïda hoard (Saïda 34), which was of such high grade that he thought it must have been struck near the date of the hoard's deposit. Other numismatists, however, have placed these Philippi staters earlier, circa 356-345 BC (Bellinger, Philippi p. 37, and N. Waggoner in SNG ANS). The hoard also contained ten of the twelve known examples of an extremely rare gold issue of Kios. Significantly, this issue of Kios and the fact that the Pergamene staters have a close stylistic affinity with the coinages of Philip II and Alexander III – offer a potential clue toward identifying when and why they were struck.More recently, De Callataÿ has revisited the issue by examining the examples of this issue that have appeared on the market over the last decade (F. de Callataÿ. “Les statères de Pergame et les réquisitions d’Alexandre le Grand: l’apport d’un nouveau trésor (‘Statères de Pergame 2004’)” in RN 169 [2012]). Exhibiting no traces of circulation wear, these coins are closer to the full Attic weight than the two more worn specimens in the Saïda hoard, suggesting an earlier date for this issue than circa 323/20 BC. De Callataÿ also demonstrated (along with the two specimens in the Saïda hoard) that in total five obverse and seven reverse dies by two engravers were used in striking this issue, all of which are die-linked. The obverse dies share a close stylistic similarity to early Alexandrine issues of Miletos (cf. Leu 81, lot 182) and Abydos (cf. CNG 70, lot 92), as well as earlier staters of Philippi (cf. Triton IX, lot 724). Likewise, the control marks which appear on these Pergamene coins (Corinthian helmet, rose, and eagle [or cock]), are symbols typically found on coins from early in thereign of Alexander III. The apparently brief but intense minting of these Pergamene staters, with their links to Macedonian types struck early in the reign of Alexander III, suggests that these coins were struck from funds requisitioned locally for the Macedonian troops in Asia Minor, perhaps those of Alexander himself in 334 BC (cf. Diod. Sic. 17.19-21; cf. Plut. Vit. Alex. 16.1-8; cf. Arr. Anab. 1.14-16). ILLUSTRAZIONE: Particolare di un affresco pompeiano che raffigura l'empio Aiace Oileo che durante la notte della presa di Troia violenta la profetessa Cassandra nei pressi dell'altare di Atena. Cassandra cercò anche di resistere aggrappandosi al simulacro della vergine Pallade Atena (Palladio) , ma con violenza venne trascinata via da Aiace facendo cadere anche la statua. Per questo motivo, Atena punì tutti i combattenti greci rendendo loro difficile il ritorno in patria.
    1 punto
  45. Con me sfondi una porta aperta. Sono stato nelle scuole dei miei figli a parlare e far capire ai ragazzi l'importanza delle monete, la storia che passava sulle loro mani quando gliele facevo toccare di persone. Ho regalato libri e monete a tanti giovani oltre a tanti consigli e la soddisfazione che ho avuto quando qualcuno di loro ha intrapreso un percorso universitario in questo senso è stata grande. Oggi però (forse anche a causa degli anni che avanzano ), mi sento un po sfiduciato. È il senso dell'impotenza che ti prende quando vorresti che le cose andassero in un certo modo e purtroppo non vanno così.
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  46. Infatti bisognerebbe diffondere maggiormente la cultura numismatica. Si può parlare con tutti giornalmente attraverso gli aspetti storici, politici ed economici, per non parlare dell'arte e di tutto ciò che è corelato. Solo per far capire che nel nostro piccolo potremmo divulgare anche inconsciamente, attraverso un semplice dialogo. Io lo faccio da sempre con chi incontro e con chi è passato attraverso i miei sentieri. Ho fatto conoscere a molti l'interdisciplinarietà di questa scienza avvicinandoli ad essa. Insomma nel mio piccolo ho contribuito e contribuisco, se tutti raccontassimo le meraviglie nascoste ed il sapere acquisito, doneremmo agli altri e alla nostra amata numismatica.. Basta poco, sempre molto poco... Eros
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  47. Altro denaro inserito in collezione : Due Denari 1771 Carlo Emanuele III
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  48. e non solo piccole collezioni a Genova a palazzo Tursi, gratis tutte le domeniche per i residenti, a fianco degli uffici del sindaco si trova un museo con una collezione di monete di Genova molto molto importante con pezzi unici, mi viene in mente un 20 doppie con la madonna e un cavallotto unico anch'esso e tanto altro. Il museo è aperto anche ai foresti che però devo pagare. Si trova in via Garibaldi anche chiamata strada nuova
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