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Salute a tutti Visto che siamo in tema di “chicche”, neologismo numismatico da interpretare come “monete che si vedono in nessuna occasione o quasi”, vi propongo in anteprima una mezzaglia enriciana della zecca di Lucca. In realtà, qualcheduno l’ha già esaminata avvalorando classificazione e originalità della moneta . Bruttina, diranno gli appassionati abituati a valutare i pochi oboli lucchesi noti confrontando i denari di tipo Enrico IV/V come descrive Matzke nel suo saggio. Ma è proprio il conio scomposto della moneta che offre, se possibile, una rarità all’interno della rarità. Infatti, la mezzaglia ha come prototipo un denaro enriciano di fase tarda. La prerogativa apre “nuovi” orizzonti di ricerca creando opportunità di ragionamento per tutti o almeno per noi appassionati meno esperti. Che ne pensate? Peso 0,25 g e diam. 10 mm (immagini pessime ma se non ho imparato finora non lo farò neanche all’inferno mia prossima tappa )5 punti
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Parte del gruppo degli AFICIONADOS5 punti
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taglio 50 cent paese San Marino anno 2018 tiratura 1.100.000 condizioni bb+ città Milano Note News4 punti
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Qualche foto della serata interssantissima, grazie Alessandro Toffanin4 punti
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L'evento è stato molto interessante. Toffanin ha saputo ben argomentare la storia di questo chiodo che come da titolo accoumuna sacro al profano, raccontando aneddoti intriganti e storie ricche di fascino. Complimenti davvero. Un plauso particolare poi, come spesso ci capita fare del resto, è a Giancarlo, che si è reso attore "non" protagonista, e "non", per modo di dire. Grazie ai suoi contributi ed alla sua fonte inesauribile di storia milanese e di numismatica, è sempre possibile trascorrere piacevoli serate come questa, in compagnia di contributi di livello.4 punti
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Per non parlare dei libri di numismatica donati, @dabbene @eracle62 e altri amici ne sanno qualcosa. Quelli diventano simboli che meritano il posto d'onore nelle nostre librerie. Anche lì la prima volta non si scorda mai... Penso all'opuscolo sulle monete genovesi che @dizzeta realizzò per regalarmelo insieme ad un cartellino favoloso e ad una moneta altrettanto bella al mio primo Veronafil! Oppure al bellissimo libro sulla storia di Sicilia dono ragionato del caro amico Giamba in occasione del primo concorso i giovani e la numismatica al convegno di Parma a cui partecipai con grande entusiasmo! I libri sono proprio come le monete, raccontano storie di grande amicizia e stima3 punti
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Eh si, libri e monete sono un connubio saporitissimo, io sono arrivato al punto che sono ormai quasi solo i libri di numismatica l'oggetto della mia più intensa cupidigia ?... con le monete ho un amore platonico, posso anche solo vederle senza doverle possedere, i libri invece mi piace averli, disporli assieme in una biblioteca omogenea e preziosa, ordinarli e organizzarli rigorosamente per argomento... ho sempre avuto la passione per i libri, quindi fu giocoforza che entrando da ragazzo nel mondo delle monete sentissi il particolare e raffinato piacere di aggiungere alle monete anche dei volumi specializzati... quando decisi di dedicarmi alle monete napoletane cercavo disperatamente libri inerenti al tema, eravamo negli anni novanta, ero un ragazzo di vent'anni e attorno a me in quel periodo c'era il deserto numismatico ?... l'unica guida era Mario Traina attraverso la sua Cronaca Numismatica, i libri sulle monete erano rari e costosi, quello più importante sulle monete napoletane era il mitico Pannuti e Riccio e già all'epoca era inarrivabile per le mie possibilità, quando lo si trovava veniva attorno alle 700.000 lire, poi c'era la ristampa Forni del leggendario Cagiati, ma pure questa non scherzava in quanto a costi, sulle 400.000 lire... così il primo e unico volume che potevo trovare e permettermi era il Gigante che però trattava solo la monetazione Borbonica, finchè un giorno entrando in un negozio di numismatica presso una delle vie storiche di Napoli, via Toledo, alla mia richiesta priva di aspettative mi fu presentato un tomone enorme, non ne avevo mai sentito parlare e mi fu detto che era la raccolta completa di tutti gli scritti di Giovanni Bovi, illustre numismatico e collezionista di moneta napoletane, pubblicati a suo tempo nel Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano non più esistente, mi aspettavo a quel punto un prezzo astronomico, invece mi furono richieste 80.000 lire, lo acchiappai al volo entusiasta... il problema però fu portarlo a casa, pesava 10 chili, ero a piedi e casa mia era in provincia, mai fatica fu più gioiosa però ?3 punti
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Non si vogliono creare problemi a chi fa riviste numismatiche, ormai solo due, ma soltanto rendere noto che l'editore che invia a tutti gli abbonati la propia copia ogni mese, quindi paga il servizio postale perchè recapiti a casa di tutti gli abbonati la propia copia, riceve esso stesso un disservizio, infatti se l'abbonato non è soddisfatto o comunque non riceve la propia copia poi potrebbe non più abbonarsi e quindi l'editore perderebbe quell'introito di inizio anno che gli potrebbe garantire la continuità della sua pubblicazione. Oltretutto il singolo abbonato non potrebbe mai fare pressione sulle poste perchè il servizio sia garantito in maniera accettabile, infatti nessuno vuole avere la propia copia il primo del mese, però aspettare tanto o non ricevere mai una o più copie non è mai piacevole, propio per l'amore verso la numismatica, infatti la brama della ricezine è data dalla passione per questa materia e dal piacere che ogni mese può dare leggere questa rivista. Comunque vanno sempre fatti i complimenti a chi irriducibilmente continua a pubblicare sul cartaceo articoli e scritti numismatici e non solo.3 punti
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Caspita!!!! Hai fatto il pieno... Avrai molto da leggere, fra l'altro vedo tutti i Gazzettini del Cordusio usciti, un mitico lavoro di dabbene su Milano, e le altre pubblicazioni delle conferenze e mostre tenute da Quelli Del Cordusio... Alcune rarissime... Spero tu faccia tesoro di tutto, ciò, ci sono della pagine di storia importantissime, per la città di Milano, per l'Ambrosiana, per il forum Lamoneta, e per ultima ( e gli ultimi saranno i primi), la NUMISMATICA...3 punti
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In Russia, era una produzione senza sprechi. Il filo d'argento è stato tagliato in monete.3 punti
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· 26 aprile: nasce a Roma Marco Annio Vero, passato alla storia come Marco Aurelio (121 d.C.) "Marco nacque a Roma, in una villa sul monte Celio, il sesto giorno prima delle calende di maggio [26 aprile], sotto il consolato del nonno [Marco Annio Vero] e il primo di Augure [121 d.C.]. Risalendo alle origini, la sua famiglia discenderebbe, secondo Mario Massimo, da Numa e dal re dei Salentini Malemnio, figlio di Dasummo, fondatore di Lopia. Fu allevato nel luogo dove era nato e nella casa di suo nonno Vero presso il palazzo del Laterano." (Historia Augusta) · 28 aprile – 3 maggio: Floralia – Ludi Floreales - festività dedicate alla dea Flora, protettrice dei boccioli, festeggiata fin dal 238 a.C. a seguito di una carestia; abbandonata, fu poi ripristinata a partire dal 173 a.C. Si eseguivano ludi scaenici (rappresentazioni teatrali) e nell’ultimo giorno giochi del Circo. Si trattava in genere di cerimonie sfrenate e orgiastiche a tema pastorale. "Viene la dea dei fiori cinta di variopinte corone, e in teatro si usano allora scherzi assai licenziosi. La festa di Flora si estende fino alle calende di maggio. " Ovidio, fasti, IV, 943-948. · 30 aprile 311: l'imperatore Galerio emanava un editto di tolleranza a Serdica (l'attuale Sofia) verso tutti i culti (compreso il cristianesimo); l'imperatore, forte promotore della persecuzione lanciata insieme a Diocleziano, era infine giunto alla conclusione che era inutile perseguire i cristiani. La morte, avvenuta solo sei giorni dopo per via di una cancrena alla gamba, sarebbe stata interpretata dai cristiani come una vendetta divina. Ciao Illyricum3 punti
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Grazie @Stilicho troppo buono. Con i miei interventi spero sempre di lasciare qualche scintilla d'interesse... Se poi diventa una fiammella... Meglio! ho recuperato le foto dei tre esemplari del Normanby, così possiamo guardare tutti e sei i pezzi!2 punti
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Desidero segnalare che ilferridipistoia ha un modo tutto suo di gestire la sua partecipazione a questo forum. Gli piace chiedere informazioni per poi sparire quando le ha ottenute. Gli piace anche fare offerte in privato fino ad ottenere dati personali per poi sparire senza più degnarsi di rispondere ai messaggi privati. E con questo termino la mia partecipazione a questo thread.2 punti
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Parole importanti, noi abbiamo sempre pensato nell’atto del donare a giovani o anche meno giovani ai libri in quanto segni della cultura e tu lo sai ne abbiamo dati in questi anni tanti ma tanti ....2 punti
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Mi riallaccio al bel post di Illyricum, per parlare proprio della morte di Galerio. I cristiani, nella malattia che colpì Galerio, videro una punizione divina per la sua empietà; primo fra tutti lo scrittore Lattanzio, retore ed apologeta, nel suo “De mortibus persecutorum”. Sentiamo dunque Lattanzio: «Galerio regnava già da diciotto anni, quando Iddio lo colpì con una piaga incurabile. Gli si manifestò un’ulcera maligna nella parte inferiore dei genitali e si diffuse sempre più largamente. I medici tagliano, curano. Ma la piaga, quando si è già cicatrizzata, si riapre, e da una vena aperta sgorga tanto sangue da porre in pericolo la sua vita. Tuttavia, a stento l’emorragia è arrestata. Si riprende la cura in modo del tutto diverso. Finalmente si giunge a cicatrizzarla. Ma di nuovo un leggero movimento del corpo riapre la ferita: sgorga ancor più sangue di prima. Galerio si sbianca e si consuma per le forze che l’abbandonano, e solo in estremi si riesce ad arrestare il fluire del sangue. Ma la ferita comincia a non sentir più i rimedi: la cancerosità invade le parti attigue, e quanto più si taglia, più si estende; più lo si cura, più il male prende forza.» “……..Si chiamano d’ogni parte medici famosi: ma le mani degli uomini non recano nessun vantaggio. Si fa ricorso agli idoli: si invocano Apollo e Asclepio, chiedendo loro un rimedio……..La morte non era ormai lontana: tutte le parti basse risultavano attaccate. Dall’esterno i visceri imputridiscono e il sedere va in cancrena. I poveri medici non cessano di sostenerlo e di curarlo, benché disperino di vincere il male. Ricacciato dai medicamenti il male si propaga all’interno, invade i visceri e vi genera vermi. La puzza si diffonde non solo attraverso il palazzo, ma per tutta la città. E non c’è da meravigliarsi, giacché i condotti degli escrementi e delle urine sono divenuti tutt’uno. Divorato dai vermi il suo corpo si dissolve in putredine, tra intollerabili sofferenze. E d’orribili strida il ciel feriva; come muggisce il toro allor che dagli altari sorge ferito. Applicavano al sedere in decomposizione carni cotte e bollenti di animali, perché il calore attirasse i vermi. Dopo averle tolte ne usciva fuori un enorme numero, eppure la putrida fecondità dei visceri in cancrena ne generava in quantità ancor maggiore. Già per il progredire del male alcune parti del corpo avevano mutato d’aspetto. La parte superiore fino alla piaga si era disseccata, e per la spaventosa magrezza la pelle giallastra si era profondamente infossata fra le ossa; la parte inferiore, gonfiatasi come un otre, s’era ingrossata sì da non lasciar scorgere la forma delle gambe. E ciò durò un anno intero, finché, vinto dai mali, fu costretto a riconoscere il Signore. Nelle pause del dolore, sempre rinnovantesi, gridava che avrebbe ricostruito il tempio di Dio, e ogni cosa avrebbe compiuto per riparare il malfatto. Mentre stava per morire emanò un editto…” Dalla descrizione dettagliata che ne fa Lattanzio vi è una discreta componente di sadismo nel modo in cui si compiace di descrivere la terribile malattia che ha colpito Galerio. Dal suo racconto, si e’ ipotizzato che Galerio soffrisse della cosiddetta gangrena di Fournier che e’ una infezione batterica acuta, rapidamente progressiva a carattere necrotico che interessa le parti molli della regione perianale e degli organi genitali fino ad estendersi, nei casi più gravi, a tutto l’addome, con conseguenze anche letali. Rappresenta, a tutt’oggi, una vera urgenza urologica che va trattata in maniera tempestiva e aggressiva. Buona serata. Stilicho2 punti
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Indubbiamente monete rare o rarissime, le vediamo in Matzke, in Bellesia ma anche nel nostro articolo su GDN e tutti le individuano in un certo gruppo con certe caratteristiche. Pero’ c’e’ anche da dire che il campione così limitato di esemplari e le caratteristiche di queste monete che non escludono nulla a priori potrebbero anche far pensare a un ampliamento del periodo di coniazione, certamente moneta molto interessante a cui non mancheranno altre osservazioni, interessante anche il peso che e’ sotto la media.2 punti
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Molti purtroppo apprezzano le cose belle solo quando gli vengono tolte.......2 punti
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Ecco perchè è bella l'unione europea, acquistando nei paesi dell'unione è come se comprassi in Italia. (Spero che questo post non sia visto come spot politico )2 punti
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@profausto grande anche sotto il profilo umano (ma non è una novità) Quindi grazie a te e a @fapetri Buon pomeriggio!2 punti
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Fantastico spunto! Da modesto bibliofilo (raccolgo principalmente edizioni sacre siciliane) non posso tirarmi indietro dal rispondere ? Ho sempre amato i libri, in particolare i testi antichi, complice anche lì la passione di mio nonno, ma la vera svolta è avvenuta solo qualche anno fa. Per un collezionista di monete il libro è imprescindibile strumento di apprendimento ed approfondimento. Io non posso fare a meno dei libri anche se per comodità utilizzo moltissimo i pdf che posso avere sempre con me sul cellulare per consultazioni "estemporanee". Aggiungo uno dei testi di numismatica più belli che possiedo2 punti
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Interessante la storia de dulces clavos, esposizione dell'argomento vivace da parte del relatore supportato da ottimo materiale. Come di consueto terminata la relazione si è potuto godere del materiale (stampe, libri e medagliette devozionali) messo a disposizione da Giancarlo. Ottima la collaborazione tra Alessandro e Giancarlo per la riuscitissima conferenza. Grazie2 punti
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Partiamo dal 395 d.C.2 punti
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Si, purtroppo Forni editore ha chiuso definitivamente i battenti nel dicembre 2017. Credo che sia una grave perdita, spesso le sue ristampe erano l'unico modo per avere un'opera altrimenti introvabile.2 punti
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Per Milano abbiamo fatto quello che nessuno era riuscito a fare sino ad oggi in campo numismatico e non... Pagine di storia indelebili che rimarranno per sempre..2 punti
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taglio 2 euro cc paese lussemburgo anno 2008 tiratura 1.042.000 condizioni bb+ città trieste taglio 2 euro cc paese germania A anno 2017 tiratura 6.000.000 condizioni bb città trieste taglio 2 euro cc paese germania D anno 2015 A tiratura 6.300.000 condizioni bb città trieste taglio 2 euro cc paese germania D anno 2019 A tiratura 6.300.000 condizioni spl città trieste2 punti
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Ciao, nel solco di quanto già fatto con la discussione " LE MONETE ROMANE PIU' COMUNI DEL IV SECOLO " e come già preannunciato in quest'ultima, posto quest'oggi una discussione monografica e didattica sulle FEL TEMP REPARATIO. LA SERIE FEL TEMP REPARATIO Perchè proprio questa serie monetale, tra quelle già presentate nella discussione sulle monete del IV secolo? Perchè la serie FEL TEMP REPARATIO (acronimo FTR) è senza alcun dubbio della tipologia monetale più comune dell’epoca costantiniana. I rovesci, pur mantenendo la medesima legenda, presentano sei varianti iconografiche. PROLOGO Nel 348 Constantius II e Constans riformarono il sistema monetario romano introducendo due nuove monete in rame e lasciando invariate quelle in oro e argento. Venne quindi ritirata la moneta in circolazione (il piccolo follis di origine costantiniana) e furono coniati tre nominali diversi di rame: due “pecunia maiorina” e il “nummus centennionalis”. Le prime due si distinguevano per una lieve differenza di misura e forse, per un diverso contenuto di argento. La seconda delle due “maiorine”, inoltre, come tratto distintivo, al di là dell'iconografia al rovescio, presentava al dritto il ritratto rivolto a sinistra. Ciascuno dei due scelse delle iconografie diverse e personali, per quanto non esclusive: Constantius II: Pecunia maiorina in mistura (AE2): Legionario che trafigge un cavaliere Pecunia maiorina in rame (AE2): Imperatore con due prigionieri Nummus centennionalis (AE3): Fenice sul globo Constans Pecunia maiorina in mistura (AE2): Imperatore su galea condotta dalla Vittoria Pecunia maiorina in rame (AE2): Legionario che allontana un bambino dalla capanna Nummus centennionalis (AE3): Fenice sulla pira1 punto
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prova a compararla con questa Litra https://www.acsearch.info/search.html?id=17244441 punto
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Il mio prossimo impossibile è la 500 barbetti matrice. Ovviamente per colpa di quel santo di Nikita ? Recentemente sono arrivato a offrire quasi 3000 euro per questa meraviglia - visto che secondo me ne valeva quasi il doppio - ma purtroppo non me la sono aggiudicata (oppure ho risparmiato 3000 euro, a seconda di come la si guarda). Anzi, che ve ne pare?1 punto
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https://www.lamoneta.it/topic/137043-ambrosoli-ricci-bellocchi/?tab=comments#comment-15658611 punto
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La BCE non conia, in quanto l'emissione di monete è competenza degli stati, ma calcola solo quanto contante metallico in generale serve per garantire la sufficiente circolazione nell'eurozona. La stampa fisica di banconote è legata solo in parte al Q.E., sia perchè come ricordato sopra l'emissione di cartamoneta è solo una piccola parte dell'emissione generale di denaro, sia perchè il Q.E. non è altro che una delle tante politiche monetarie convenzionali o non convenzionali (tradotto, normalmente attuate o più raramente attuate) adottabili per diversi motivi da parte delle autorità che gestiscono le valute. Come categoria generale è una politica espansiva non convenzionale.1 punto
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Caro Davide tu hai ricordato anche Momenti Storici per Lamoneta e anche per il forum, momenti in cui c’e’ stata tanta organizzazione e lavoro, idee e passione ma i 4 nick che hai citato hanno soprattutto cuore e oggi credo che nella nostra numismatica ce ne vorrebbe molto di più. E’ giusto ricordare, non tutti sanno o non vogliono ricordare, la tua gentilezza d’animo aiuta, di questo ti ringraziamo molto, anche di questo si vive ancora ...1 punto
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conoscevo entrambi i testi, grazie! non ricordavo la particolarità e darò una riletta, ma avendo al volo rivisto quello in italiano, mi pare non si possa scartare l'accumulo finalizzato alla fusione sia per Roma che per Napoli. si parla di una massa di minimi illeggibili mischiati a penta e deca di epoca nettamente successiva, riuniti in un ambito di VII secolo…. tra l'altro i minimi hanno la particolarità di non essere quasi mai misti con altre tipologie, quindi un gruzzolo che comprende penta e deca, poi di epoche successive , mi fa pensare a un accumulo non di risparmio o simile, ma di riuso/fusione... la sto buttando lì perché devo rileggere, ma un riuso di minimi a metà del VII secolo mi suona proprio male, cioè non avrei nessun altro paragone...1 punto
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Potrebbe essere un mijt di Luigi di Crécy, tipo: https://www.acsearch.info/search.html?id=7239541 punto
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Sono 50.000 lire Bernini I° e II° tipo (non Caravaggio), con foto migliori (fuori dalle custodie in plastica) di fronte e retro delle banconote intere, e non a porzioni, si potrebbero valutare meglio. ps. quelle bustine in plastica proteggono le banconote, ma sono piuttosto increspate, significa che in tempi brevi deformeranno i biglietti.1 punto
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Alcuni italiani erano comunque dei filo austriaci, tanto da parlare di papà Radetzsky... La guerra divide ora come allora anche se noi pensiamo spesso che tutti viaggino sulle ali del patriottismo.1 punto
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Non so se stiano salendo più delle altre, ma se così fosse, vuol dire che la richiesta del mercato è maggiore rispetto alle altre.1 punto
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Magnifici lavori questi di @grigioviola di altissimo livello numismatico , tutto a riprova che la numismatica antica ha la sua sorgente nella storia e la sua foce nel collezionismo moderno ; specialmente il collezionismo , che commercialmente parlando ma non per tutti , penalizza un po' le monete di apparente scarso interesse estetico privilegiando invece le monete , in questo caso bronzi , rame o misture , di bellissimo godimento per gli occhi . Ecco una ulteriore prova di come una moneta a prima vista comune e quasi insignificante ai piu' , possa invece agli occhi di un attento studioso storico numismatico , riservare inaspettate sorprese , nonche' molto gradite .1 punto
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Gli Egizi coniarono monete per la prima volta durante il regno di Hakor (391-377 a. C.), ma le prime coniazioni propriamente dette iniziarono tra il 330 e il 325. Le emissioni circolarono attraverso l’impero macedone e furono un elemento di prestigio per Alessandro e per la sua città. Nella zecca di Alessandria lavoravano incisori stranieri che dominavano l’arte di coniare monete. Tolomeo I (305-283 a. C.) ne fece una delle più importanti del mondo ellenistico. Era necessario molto denaro per costituire un esercito di mercenari greci e riorganizzare economicamente il paese. Esso poteva essere anche un potente mezzo di propaganda ideologica. Nel 305, quando Tolomeo divenne re dell’Egitto, modificò i conii e fece mettere la propria immagine sulle monete d’oro e sui tetradrammi di 14 grammi, quelli maggiormente in circolazione. Per la prima volta fu raffigurato sulle monete il ritratto di un monarca vivo. Un esempio l’abbiamo da questo esemplare presentato nella prossima Leu Numismatik Auction 4. A beautifully toned tetradrachm of Ptolemy I with an exceptional portrait PTOLEMAIC KINGS OF EGYPT. Ptolemy I Soter, 305-282 BC. Tetradrachm (Silver, 30 mm, 14.74 g, 12 h), Alexandria, circa 294 BC. Diademed head of Ptolemy I to right, wearing aegis around neck; small Δ behind ear. Rev. ΒΑΣΙΛΕΩΣ - ΠΤΟΛΕΜΑΙΟΥ Eagle, with closed wings, standing left on thunderbolt; in field to left, monogram of XA/HP. Lorber, Ptolemaic, 191. SNG Copenhagen -. Svoronos 236. A wonderful, beautifully toned piece with an exceptional portrait. Small graffito of N and some surface cracks on the reverse, otherwise, extremely fine. From an old Swiss collection, formed since the 1970s.1 punto
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Non uno bensì due link: 1 ) http://numismatica-classica.lamoneta.it/cat/R-AUGTRC 2 ) Ciao Illyricum1 punto
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IMPERATORE SULLA GALEA L’imperatore è rappresentato stante verso sinistra, a prua di una galea, pilotata dalla Vittoria. Si ritiene possa essere Constans attraversante la Manica per fronteggiare una invasione di Scoti. Regge nella mano sinistra un labaro con il simbolo cristiano PX e potrebbe esser tradotta come “l’Imperatore, vittorioso, riporta la cristianità sull’isola britannica”. Talvolta regge un globo con Vittoriola, altre il globo sormontato dalla fenice. Esistono varianti secondarie collegate al mantello indossato dall’Imperatore e da dettagli relativi alla Vittoria al timone.1 punto
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