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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/08/19 in Risposte

  1. Salute a tutti Visto che siamo in tema di “chicche”, neologismo numismatico da interpretare come “monete che si vedono in nessuna occasione o quasi”, vi propongo in anteprima una mezzaglia enriciana della zecca di Lucca. In realtà, qualcheduno l’ha già esaminata avvalorando classificazione e originalità della moneta . Bruttina, diranno gli appassionati abituati a valutare i pochi oboli lucchesi noti confrontando i denari di tipo Enrico IV/V come descrive Matzke nel suo saggio. Ma è proprio il conio scomposto della moneta che offre, se possibile, una rarità all’interno della rarità. Infatti, la mezzaglia ha come prototipo un denaro enriciano di fase tarda. La prerogativa apre “nuovi” orizzonti di ricerca creando opportunità di ragionamento per tutti o almeno per noi appassionati meno esperti. Che ne pensate? Peso 0,25 g e diam. 10 mm (immagini pessime ma se non ho imparato finora non lo farò neanche all’inferno mia prossima tappa )
    5 punti
  2. taglio        50 cent paese   San Marino anno 2018 tiratura 1.100.000 condizioni bb+ città Milano Note News
    4 punti
  3. Qualche foto della serata interssantissima, grazie Alessandro Toffanin
    4 punti
  4. L'evento è stato molto interessante. Toffanin ha saputo ben argomentare la storia di questo chiodo che come da titolo accoumuna sacro al profano, raccontando aneddoti intriganti e storie ricche di fascino. Complimenti davvero. Un plauso particolare poi, come spesso ci capita fare del resto, è a Giancarlo, che si è reso attore "non" protagonista, e "non", per modo di dire. Grazie ai suoi contributi ed alla sua fonte inesauribile di storia milanese e di numismatica, è sempre possibile trascorrere piacevoli serate come questa, in compagnia di contributi di livello.
    4 punti
  5. Per non parlare dei libri di numismatica donati, @dabbene @eracle62 e altri amici ne sanno qualcosa. Quelli diventano simboli che meritano il posto d'onore nelle nostre librerie. Anche lì la prima volta non si scorda mai... Penso all'opuscolo sulle monete genovesi che @dizzeta realizzò per regalarmelo insieme ad un cartellino favoloso e ad una moneta altrettanto bella al mio primo Veronafil! Oppure al bellissimo libro sulla storia di Sicilia dono ragionato del caro amico Giamba in occasione del primo concorso i giovani e la numismatica al convegno di Parma a cui partecipai con grande entusiasmo! I libri sono proprio come le monete, raccontano storie di grande amicizia e stima
    3 punti
  6. Eh si, libri e monete sono un connubio saporitissimo, io sono arrivato al punto che sono ormai quasi solo i libri di numismatica l'oggetto della mia più intensa cupidigia ?... con le monete ho un amore platonico, posso anche solo vederle senza doverle possedere, i libri invece mi piace averli, disporli assieme in una biblioteca omogenea e preziosa, ordinarli e organizzarli rigorosamente per argomento... ho sempre avuto la passione per i libri, quindi fu giocoforza che entrando da ragazzo nel mondo delle monete sentissi il particolare e raffinato piacere di aggiungere alle monete anche dei volumi specializzati... quando decisi di dedicarmi alle monete napoletane cercavo disperatamente libri inerenti al tema, eravamo negli anni novanta, ero un ragazzo di vent'anni e attorno a me in quel periodo c'era il deserto numismatico ?... l'unica guida era Mario Traina attraverso la sua Cronaca Numismatica, i libri sulle monete erano rari e costosi, quello più importante sulle monete napoletane era il mitico Pannuti e Riccio e già all'epoca era inarrivabile per le mie possibilità, quando lo si trovava veniva attorno alle 700.000 lire, poi c'era la ristampa Forni del leggendario Cagiati, ma pure questa non scherzava in quanto a costi, sulle 400.000 lire... così il primo e unico volume che potevo trovare e permettermi era il Gigante che però trattava solo la monetazione Borbonica, finchè un giorno entrando in un negozio di numismatica presso una delle vie storiche di Napoli, via Toledo, alla mia richiesta priva di aspettative mi fu presentato un tomone enorme, non ne avevo mai sentito parlare e mi fu detto che era la raccolta completa di tutti gli scritti di Giovanni Bovi, illustre numismatico e collezionista di moneta napoletane, pubblicati a suo tempo nel Bollettino del Circolo Numismatico Napoletano non più esistente, mi aspettavo a quel punto un prezzo astronomico, invece mi furono richieste 80.000 lire, lo acchiappai al volo entusiasta... il problema però fu portarlo a casa, pesava 10 chili, ero a piedi e casa mia era in provincia, mai fatica fu più gioiosa però ?
    3 punti
  7. Non si vogliono creare problemi a chi fa riviste numismatiche, ormai solo due, ma soltanto rendere noto che l'editore che invia a tutti gli abbonati la propia copia ogni mese, quindi paga il servizio postale perchè recapiti a casa di tutti gli abbonati la propia copia, riceve esso stesso un disservizio, infatti se l'abbonato non è soddisfatto o comunque non riceve la propia copia poi potrebbe non più abbonarsi e quindi l'editore perderebbe quell'introito di inizio anno che gli potrebbe garantire la continuità della sua pubblicazione. Oltretutto il singolo abbonato non potrebbe mai fare pressione sulle poste perchè il servizio sia garantito in maniera accettabile, infatti nessuno vuole avere la propia copia il primo del mese, però aspettare tanto o non ricevere mai una o più copie non è mai piacevole, propio per l'amore verso la numismatica, infatti la brama della ricezine è data dalla passione per questa materia e dal piacere che ogni mese può dare leggere questa rivista. Comunque vanno sempre fatti i complimenti a chi irriducibilmente continua a pubblicare sul cartaceo articoli e scritti numismatici e non solo.
    3 punti
  8. Caspita!!!! Hai fatto il pieno... Avrai molto da leggere, fra l'altro vedo tutti i Gazzettini del Cordusio usciti, un mitico lavoro di dabbene su Milano, e le altre pubblicazioni delle conferenze e mostre tenute da Quelli Del Cordusio... Alcune rarissime... Spero tu faccia tesoro di tutto, ciò, ci sono della pagine di storia importantissime, per la città di Milano, per l'Ambrosiana, per il forum Lamoneta, e per ultima ( e gli ultimi saranno i primi), la NUMISMATICA...
    3 punti
  9. In Russia, era una produzione senza sprechi. Il filo d'argento è stato tagliato in monete.
    3 punti
  10. Questa comperata da Crippa un paio di anni fa....
    3 punti
  11. · 26 aprile: nasce a Roma Marco Annio Vero, passato alla storia come Marco Aurelio (121 d.C.) "Marco nacque a Roma, in una villa sul monte Celio, il sesto giorno prima delle calende di maggio [26 aprile], sotto il consolato del nonno [Marco Annio Vero] e il primo di Augure [121 d.C.]. Risalendo alle origini, la sua famiglia discenderebbe, secondo Mario Massimo, da Numa e dal re dei Salentini Malemnio, figlio di Dasummo, fondatore di Lopia. Fu allevato nel luogo dove era nato e nella casa di suo nonno Vero presso il palazzo del Laterano." (Historia Augusta) · 28 aprile – 3 maggio: Floralia – Ludi Floreales - festività dedicate alla dea Flora, protettrice dei boccioli, festeggiata fin dal 238 a.C. a seguito di una carestia; abbandonata, fu poi ripristinata a partire dal 173 a.C. Si eseguivano ludi scaenici (rappresentazioni teatrali) e nell’ultimo giorno giochi del Circo. Si trattava in genere di cerimonie sfrenate e orgiastiche a tema pastorale. "Viene la dea dei fiori cinta di variopinte corone, e in teatro si usano allora scherzi assai licenziosi. La festa di Flora si estende fino alle calende di maggio. " Ovidio, fasti, IV, 943-948. · 30 aprile 311: l'imperatore Galerio emanava un editto di tolleranza a Serdica (l'attuale Sofia) verso tutti i culti (compreso il cristianesimo); l'imperatore, forte promotore della persecuzione lanciata insieme a Diocleziano, era infine giunto alla conclusione che era inutile perseguire i cristiani. La morte, avvenuta solo sei giorni dopo per via di una cancrena alla gamba, sarebbe stata interpretata dai cristiani come una vendetta divina. Ciao Illyricum
    3 punti
  12. Grazie @Stilicho troppo buono. Con i miei interventi spero sempre di lasciare qualche scintilla d'interesse... Se poi diventa una fiammella... Meglio! ho recuperato le foto dei tre esemplari del Normanby, così possiamo guardare tutti e sei i pezzi!
    2 punti
  13. Desidero segnalare che ilferridipistoia ha un modo tutto suo di gestire la sua partecipazione a questo forum. Gli piace chiedere informazioni per poi sparire quando le ha ottenute. Gli piace anche fare offerte in privato fino ad ottenere dati personali per poi sparire senza più degnarsi di rispondere ai messaggi privati. E con questo termino la mia partecipazione a questo thread.
    2 punti
  14. Parole importanti, noi abbiamo sempre pensato nell’atto del donare a giovani o anche meno giovani ai libri in quanto segni della cultura e tu lo sai ne abbiamo dati in questi anni tanti ma tanti ....
    2 punti
  15. Mi riallaccio al bel post di Illyricum, per parlare proprio della morte di Galerio. I cristiani, nella malattia che colpì Galerio, videro una punizione divina per la sua empietà; primo fra tutti lo scrittore Lattanzio, retore ed apologeta, nel suo “De mortibus persecutorum”. Sentiamo dunque Lattanzio: «Galerio regnava già da diciotto anni, quando Iddio lo colpì con una piaga incurabile. Gli si manifestò un’ulcera maligna nella parte inferiore dei genitali e si diffuse sempre più largamente. I medici tagliano, curano. Ma la piaga, quando si è già cicatrizzata, si riapre, e da una vena aperta sgorga tanto sangue da porre in pericolo la sua vita. Tuttavia, a stento l’emorragia è arrestata. Si riprende la cura in modo del tutto diverso. Finalmente si giunge a cicatrizzarla. Ma di nuovo un leggero movimento del corpo riapre la ferita: sgorga ancor più sangue di prima. Galerio si sbianca e si consuma per le forze che l’abbandonano, e solo in estremi si riesce ad arrestare il fluire del sangue. Ma la ferita comincia a non sentir più i rimedi: la cancerosità invade le parti attigue, e quanto più si taglia, più si estende; più lo si cura, più il male prende forza.» “……..Si chiamano d’ogni parte medici famosi: ma le mani degli uomini non recano nessun vantaggio. Si fa ricorso agli idoli: si invocano Apollo e Asclepio, chiedendo loro un rimedio……..La morte non era ormai lontana: tutte le parti basse risultavano attaccate. Dall’esterno i visceri imputridiscono e il sedere va in cancrena. I poveri medici non cessano di sostenerlo e di curarlo, benché disperino di vincere il male. Ricacciato dai medicamenti il male si propaga all’interno, invade i visceri e vi genera vermi. La puzza si diffonde non solo attraverso il palazzo, ma per tutta la città. E non c’è da meravigliarsi, giacché i condotti degli escrementi e delle urine sono divenuti tutt’uno. Divorato dai vermi il suo corpo si dissolve in putredine, tra intollerabili sofferenze. E d’orribili strida il ciel feriva; come muggisce il toro allor che dagli altari sorge ferito. Applicavano al sedere in decomposizione carni cotte e bollenti di animali, perché il calore attirasse i vermi. Dopo averle tolte ne usciva fuori un enorme numero, eppure la putrida fecondità dei visceri in cancrena ne generava in quantità ancor maggiore. Già per il progredire del male alcune parti del corpo avevano mutato d’aspetto. La parte superiore fino alla piaga si era disseccata, e per la spaventosa magrezza la pelle giallastra si era profondamente infossata fra le ossa; la parte inferiore, gonfiatasi come un otre, s’era ingrossata sì da non lasciar scorgere la forma delle gambe. E ciò durò un anno intero, finché, vinto dai mali, fu costretto a riconoscere il Signore. Nelle pause del dolore, sempre rinnovantesi, gridava che avrebbe ricostruito il tempio di Dio, e ogni cosa avrebbe compiuto per riparare il malfatto. Mentre stava per morire emanò un editto…” Dalla descrizione dettagliata che ne fa Lattanzio vi è una discreta componente di sadismo nel modo in cui si compiace di descrivere la terribile malattia che ha colpito Galerio. Dal suo racconto, si e’ ipotizzato che Galerio soffrisse della cosiddetta gangrena di Fournier che e’ una infezione batterica acuta, rapidamente progressiva a carattere necrotico che interessa le parti molli della regione perianale e degli organi genitali fino ad estendersi, nei casi più gravi, a tutto l’addome, con conseguenze anche letali. Rappresenta, a tutt’oggi, una vera urgenza urologica che va trattata in maniera tempestiva e aggressiva. Buona serata. Stilicho
    2 punti
  16. Indubbiamente monete rare o rarissime, le vediamo in Matzke, in Bellesia ma anche nel nostro articolo su GDN e tutti le individuano in un certo gruppo con certe caratteristiche. Pero’ c’e’ anche da dire che il campione così limitato di esemplari e le caratteristiche di queste monete che non escludono nulla a priori potrebbero anche far pensare a un ampliamento del periodo di coniazione, certamente moneta molto interessante a cui non mancheranno altre osservazioni, interessante anche il peso che e’ sotto la media.
    2 punti
  17. 5 euro Carabinieri 2019
    2 punti
  18. L'unico 6 che ho...posto per confronto.
    2 punti
  19. Molti purtroppo apprezzano le cose belle solo quando gli vengono tolte.......
    2 punti
  20. Ecco perchè è bella l'unione europea, acquistando nei paesi dell'unione è come se comprassi in Italia. (Spero che questo post non sia visto come spot politico )
    2 punti
  21. @profausto grande anche sotto il profilo umano (ma non è una novità) Quindi grazie a te e a @fapetri Buon pomeriggio!
    2 punti
  22. Fantastico spunto! Da modesto bibliofilo (raccolgo principalmente edizioni sacre siciliane) non posso tirarmi indietro dal rispondere ? Ho sempre amato i libri, in particolare i testi antichi, complice anche lì la passione di mio nonno, ma la vera svolta è avvenuta solo qualche anno fa. Per un collezionista di monete il libro è imprescindibile strumento di apprendimento ed approfondimento. Io non posso fare a meno dei libri anche se per comodità utilizzo moltissimo i pdf che posso avere sempre con me sul cellulare per consultazioni "estemporanee". Aggiungo uno dei testi di numismatica più belli che possiedo
    2 punti
  23. Interessante la storia de dulces clavos, esposizione dell'argomento vivace da parte del relatore supportato da ottimo materiale. Come di consueto terminata la relazione si è potuto godere del materiale (stampe, libri e medagliette devozionali) messo a disposizione da Giancarlo. Ottima la collaborazione tra Alessandro e Giancarlo per la riuscitissima conferenza. Grazie
    2 punti
  24. Si, purtroppo Forni editore ha chiuso definitivamente i battenti nel dicembre 2017. Credo che sia una grave perdita, spesso le sue ristampe erano l'unico modo per avere un'opera altrimenti introvabile.
    2 punti
  25. Per Milano abbiamo fatto quello che nessuno era riuscito a fare sino ad oggi in campo numismatico e non... Pagine di storia indelebili che rimarranno per sempre..
    2 punti
  26. Ho al momento solo questi due 9 Cavalli del 1791
    2 punti
  27. se schiacci il cuoricino, qualche volta, non ti succede niente.......
    2 punti
  28. taglio 2 euro cc paese lussemburgo anno 2008 tiratura 1.042.000 condizioni bb+ città trieste taglio 2 euro cc paese germania A anno 2017 tiratura 6.000.000 condizioni bb città trieste taglio 2 euro cc paese germania D anno 2015 A tiratura 6.300.000 condizioni bb città trieste taglio 2 euro cc paese germania D anno 2019 A tiratura 6.300.000 condizioni spl città trieste
    2 punti
  29. un caro saluto a tutti gli amici e complimenti ad Alessandro e Giancarlo. Un vero rammarico non poter essere presente ma torno tardi dal lavoro. Roberto
    1 punto
  30. Qui sembra disponibile: https://www.numismaticamazzarino.com/it/cataloghi-e-libri/77-le-monete-medioevali-della-puglia.html P.S. Miroita è stato più veloce ?
    1 punto
  31. Ahahahah mi sono resa conto dopo di non aver caricato nulla ?
    1 punto
  32. @Poemenius grazie, ma il tuo consenso è già da solo un grande premio (oltre tutto molto di quello che so l'ho appreso da te) Ti auguro una ottima serata Arcangelo
    1 punto
  33. Ciao, da quanto collezioni? Mi par di capire che hai acquistato queste due banconote e ti abbiano dato una valutazione di FDS- per entrambe, è così? A giudicare dalla Leonardo dell'altra discussione, hai fatto i tipici errori che anche noi, ai tempi, facemmo, cioè fidarti delle valutazioni ricevute e guardare la banconota in maniera sommaria e poco attenta; Tranquillo, ci siamo passati tutti! Allora, come prima cosa, partiamo con un aspetto fondamentale di una banconota in FDS (o giù di li): i rilievi! La banconota fresca di stampa mantiene al tatto un rilievo. Più facile capirlo con un'immagine che ti allego (anzi due). Nella prima puoi vedere il retro della banconota "Manzoni". Osserva la scritta "centomila" in rilievo, forte, nitido, ben impresso in maniera netta. Nella tua c'è? da queste foto, la carta sembra avere poca consistenza... Nella seconda scansione puoi vedere una mia banconota nella sua interezza (non è FdS, ma un ottimo SUP). Osserva appunto la consistenza della carta; la intuisci?
    1 punto
  34. diciamo che le perplessità rimangono. Anche io sono d'accordo col sempre ottimo @prtgzn riguardo alla sensazione di colori un po languidi. Do però un beneficio del dubbio sul contrasto delle foto, che potrebbe dare questa impressione. Allego un dettaglio elaborato da me. Da qui percepisco bordo compromesso in prossimità della piega, confermo lo sporco raccolto (tipico anche dei lavaggi, ma per confermare tale tesi è necessario una visione in mano, anche per vedere come si presenta la consistenza di tutta la banconota in mano e sul piano) e la piega laterale intravista da santo @nikita_ con le sue elaborazioni grafiche. Da queste foto, confermo le mie perplessità iniziali, tendenti purtroppo al ribasso, diciamo sul qSpl o dintorni (magari Spl... sempre in riferimento alle foto che hai inserito ovviamente). Mi sento di escludere con ragionevole certezza invece il FDS-. Non mi pronuncio sul valore economico dal momento che nutro ancora dubbi sul fatto che potrebbe essere stata lavata o meno, e ciò ovviamente influirebbe sul valore finale. Un cordiale saluto Fabrizio
    1 punto
  35. Confermo Utrecht. Al rovescio il celebre motto recita "Concordia res parvae crescunt", ovvero "Tramite la concordia le piccole cose si ingrandiscono" Per il diritto, se nessuno mi precede, ti dirò qualcosa stasera, Krause alla mano. Un riferimento lo trovi qua https://www.ma-shops.com/henzen/item.php?id=38996&lang=en
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  36. Va bene, va bene, l'ho capito: non ero genio e non lo sarò mai, non infierite.
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  37. Attenzione il treno sta arrivando nuovamente... La fermata sarà comunicata prossimamente...su questi schermi...
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  38. Secondo me, per il semplice motivo che la riduzione del contingente si è rivelata una sorta di incentivo ad acquistarla e anche in più pezzi...
    1 punto
  39. ????...scritta cosi'..
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  40. Da appassionato e collezionista di medaglie papali (le colleziono dal 1800 ad oggi), la cosa che mi colpisce più di tutte; quindi oltre alla storia in sé di una singola medaglia e del perché venne emessa, è la loro allegoria. Presente non in tutte, ma in quelle dove è presente io trovo sia meravigliosa. Si evince nella storia della Chiesa un contatto con le allegorie che ricordano le antichità pagane, come Cerere. Quando non sono messe in chiara luce le divinità con un nome proprio, l'allegoria che appare ha sempre caratteri classici della romanità pagana (forse perché la Chiesa nacque in quella Roma Imperiale, in quell'epoca classica ed in tutto e per tutto fece parte della sua storia). Ci sono anche medaglie con più figure allegoriche. Come il XVII anno di Pio VII, 1816, per la “Restituzione allo Stato della Chiesa delle sue Province”, le sei figure allegoriche sono in abiti classici, e non conformi a quelli ottocenteschi. Un'altra medaglia, secondo me stupenda , è quella dell'anno XX di Pio VII, 1819. Qua il soggetto di quell'anno era “la costituzione del Consiglio dell'Arte”. Il Passamonti ha abilmente unito tre allegorie della romanità con un Tempio classico con sei colonne di ordine corinzio. Le tre figure sono l'Architettura, il dio Tevere e la Viabilità. Con Leone XII la medaglia papale sembra essere scevra dalle allegorie classiche, ma viene ripresa però dal breve pontificato di Pio VIII, specialmente con la sua seconda medaglia del 1830 che raffigurava “I principi ispiratori della politica di Pio VIII”. La più bella, secondo la mia opinione e gusto personale, è quella del II anno di Gregorio XVI, 1832, incisore Cerbara. Qua la medaglia è pregna di allegorie di chiaro sentore classico e quindi pagano: qua l'allegoria raffigura la città di Roma con sfondo la Basilica di San Pietro. Roma è armata di scudo con dentro i simboli del potere ecclesiastico. Imperante è anche il Tevere. L'attaccamento della Chiesa alle sue origini, ai sui natali capitolini sembra essere stabile e immutabile. Gli accostamenti fra immagini cristiane e pagane si sposano egregiamente e con un gusto squisito. La grandezza dei suoi incisori (Girometti, Cerbara, Bianchi, Mercandetti, Brandt ecc) rende vive le immagini di quelle divinità e usanze allegoriche oramai scomparse da secoli; come se le stesse fossero lì, imperanti fra l'Aniene o nel porto di Civitavecchia prima, o su di una vetusta locomotiva poi (Pio IX – 1857, Anno XII). Non importa all'arte della medaglia, così come ai meravigliosi affreschi che le raffigurazioni allegoriche abbiano sembianze di personalità pagane: che l'arte non ha religione alcuna, se non quella che esalti se stessa grazie ai più grandi artisti che con essa sanno parlare.
    1 punto
  41. Ricevuto trittico 5 euro vespa
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  42. Focea è una città greca della Ionia anatolica fondata da coloni di Eretria e Teos nell'8^ sec. A.C. Provetti mercanti (ed all'occorrenza pirati) sulle vie marittime, i Focei arrivano ai mari Adriatico e Tirreno, percorrono le coste della Spagna (lasciandovi degli empori) e si spingono oltre le Colonne d'Ercole nell'area atlantica di Cadice e forse per primi fino al regno di Tartesso col quale instaurano importanti rapporti : fondano le città di Alalia e Marsiglia in Corsica e Francia . L'Impero Persiano che con Ciro II il Grande verso il 550 A.C. espande il proprio territorio fino alla Lidia ed alle città greche di Ionia ed Eolia, causa l'abbandono di Focea da una parte significativa degli abitanti, intolleranti della nuova sudditanza, che si trasferiscono alla loro lontana colonia di Alalia in Corsica . Qui entrano in conflitto con gli Etruschi ed i Cartaginesi che li considerano intrusi in quel mare : dopo una battaglia navale nella quale prevalgono con una 'vittoria cadmea' i Focei debbono abbandonare Alalia e dopo aver raggiunto Reggio, costeggiando verso Nord, su un promontorio collinoso proteso nel mare Tirreno e con due porti naturali ai lati, fondano verso il 535 A.C. la città di Elea (Erodoto I 163-167) . Forse per l'antica intolleranza alla sudditanza, i Focei, ora Eleati, respingono i tentativi di conquista dei Lucani mentre con Roma stringono una solida alleanza già dal tempo delle Guerre Puniche, divenendo municipio romano molto più tardi nel 88 A.C. , conservando una qualche sorta di 'autonomia' poichè si ha notizia che nella città si parla e scrive in greco almeno fino al II sec. in epoca imperiale . Unisco 4 monete, le prime 2 in elettro, di Focea, con le figurazioni della foca (forse all'origine del nome della città) e del leone, leone che è poi l'emblema delle sue 2 colonie, Elea e Marsiglia (3^ e 4^ monete in argento) . Per l'antica vocazione al mare dei Focei, vale ricordare Pitea di Marsiglia del IV^ sec. A.C. , autore di una opera (dispersa e pervenutaci attraverso altri) nella quale descriveva una sua navigazione fino al mare del Nord e forse al mare Artico, raggiungendo anche quell'isola all'estremo Nord, da allora mitica, che chiamò Thule . Questo viaggio, la cui veridicità era controversa già in epoca antica, ci avrebbe tuttavia consegnato alcune descrizioni di fenomeni, il sole di mezzanotte, l'aurora boreale, il mare ghiacciato, allora non noti e dunque in qualche modo frutto di una visione più o meno diretta .
    1 punto
  43. Ricordo che da bambino, per un paio di estati, ho frequentato un circolo di scacchi nel mio paese. Erano tutti grandi e con i capelli bianchi ed io ero l'unico bambino. In pratica i miei pomeriggi estivi a metà degli anni '80 erano, compiti per le vacanze, partitella in strada con gli amici e poi la sera questo circolo di scacchi. Non tutti erano entusiasti della presenza di un ragazzino in quell'ambiente e quindi facevo un pò fatica a trovare un tavolo per giocare, spesso guardavo solo. Poi un giorno un "villeggiante", un uomo sulla settantina con una lunga barba bianca, dai modi garbati che sembrava uscito da qualche romanzo ottocentesco mi si avvicinò. Così inizio a raccontarmi storie, anche più interessanti degli scacchi. Forse non era nemmeno un giocatore di scacchi ma era un uomo di una cultura spropositata e capii subito che aveva un'assoluta necessità di trasferirla a qualcuno. Così inizio a raccontarmi aneddoti dei suoi lavori in Africa (era un ingegnere civile) e quasi sempre accompagnava questi racconti con dei regali, spesso erano proprio monete dei posti che aveva visitato. L'anno dopo portò con sé la sua collezione e così vidi per la prima volta le monete antiche. Per me fu una sorta di folgorazione. Ogni moneta mi veniva presentata con vere e proprie lezioni di storia, contestualizzando il tondello in racconti di signori, papi e città. Sergio, così si chiamava, non credo di aver mai saputo il suo cognome, aveva due nipoti che si disinteressavano totalmente dei sui racconti e lui ci soffriva molto, forse anche per questo motivo si affezionò a me. Il terzo anno tornò ancora con la sua collezione ma non per farmela visionare di nuovo ma per donarmela. Era talmente assurda come storia che i miei genitori, increduli, decisero di recarsi a casa di Sergio per chiedere una sorta di conferma sul regalo. Non ci furono altre estati con Sergio, morì in quello stesso anno. Dalle monete ai miei studi di archeologia il passo fu breve. Ricordo perfettamente il giorno che entrai per la prima volta nella facoltà di lettere e filosofia della Sapienza (Roma) per un colloquio con i professori che avevano il compito di "orientare" gli studenti. Quella professoressa tento in tutti i modi di dissuadermi, ma io avevo già scelto. Passò poco tempo ed iniziai a seguire le lezioni del Prof. Panvini Rosati. Ogni santo giorno passavo prima davanti alla facoltà di Giurisprudenza con le aule strapiene di studenti e poi arrivavo nella mia classe con meno di 20 persone in un'angusta aula del museo dei gessi (gipsoteca), con il professore che ci chiamava per nome e con i suoi foglietti svolazzanti. Credetemi ogni santa volta ripensavo a quella professoressa che in pratica scacciava gli studenti invece di assecondarli. Le mie "paghette" settimanali (70mila lire) finivano quasi tutte in un negozietto vicino Piazza di Spagna e da @Umberto Moruzzi. Ecco questa è la mia storia "numismatica", quella di Sergio e quella di uno strano paese che si è permesso di avere un Professore come Panvini Rosati con classi di 20 studenti.
    1 punto
  44. Per me fu una sorta di corso forzoso, vidi un tavolo strapieno di monete scintillanti, non capii più niente, tutte le altre cose che avevo visto e che mi circondavano compreso i miei giocattoli, e un armadio pieno di lego, mi parvero inutili e senza senso. Avevo quattro anni, il tavolo era quello di mio padre grande numismatico, mi trasmise il morbo e da allora fu solo grande gioa ed emozioni, che ancor oggi mi fanno compagnia, e si ripetono ogni qual volta mi appare d'innanzi un tondello. La prima volta non si scorda mai.. Ciao papà... Eros
    1 punto
  45. Temevo che la mia richiesta fosse un po' troppo azzardata! La ringrazio vivamente per la promessa di collaborazione e ne approfitto per coinvolgere in questa ricerca chiunque ne abbia l'opportunità. Grazie!
    1 punto
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