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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/20/19 in Risposte

  1. Eccola qui, in tutto il suo splendore: Ancora una volta un vivo ringraziamento a @monbalda e agli organizzatori di questo evento. PS: Memorizzate le immagini della moneta qua sopra, potremmo vedere le sue sorelle sul Forum tra qualche anno...
    5 punti
  2. E' Stata una bellissima serata, il tempo è volato, ed è sempre un piacere ritrovarsi in amicizia a parlare di quel che più ci piace, allego un altro tondello in Fdc pieno... garantito... Ps @monbalda, sapevi che c'è una grotta che và dalla Rocca fino alla chiesa di San Romano? ?
    3 punti
  3. In questo rovescio si vede bene. 5 Tornesi 1798 con P sotto i rami.
    3 punti
  4. E' risaputo che Roma e' una Citta' ricca di acqua , acqua antica e acqua moderna , fornita un tempo da ben 11 o 14 acquedotti tra grandi e piccoli , numero variabile a secondo dei nomi utilizzati , oggi il numero e' di molto inferiore , solo cinque acquedotti , ma che di contro trasportano a Roma piu' volume d' acqua rispetto all' antichita' per essere abitata oggi dal triplo di abitanti . Naturalmente non tutte le acque che arrivavano a Roma antica erano di uguale qualita' , molto dipendeva dal luogo della sorgente , cioe' dal tipo di terreno nel quale si captava l' acqua sorgiva . L' acqua migliore come qualita' e purezza che giungeva ai Romani antichi ed anche ai moderni , in quanto l' acquedotto fu restaurato da Papa Pio IX nel 1870 , e' quella Marcia , il naturalista Plinio il Vecchio la definì “clarissima aquarum omnium”. Una delle migliori e complete descrizioni storiche ed archeologiche dell' acqua Marcia ci giunge dall' Archeologo romano Rodolfo Lanciani vissuto a cavallo del XIX e XX secolo , che cosi' ne parla : “Nell' anno 144 a. C. il Senato , resosi conto che l' aumento demografico di Roma aveva fortemente diminuito l' aliquota pro capite d' acqua in distribuzione , decise la riparazione di due vecchi acquedotti e la costruzione di uno nuovo . Venne stanziata una somma di 8 milioni di Sesterzi per tutto il programma . Fu incaricato dei lavori Quinto Marcio Rex che seleziono' una serie di sorgenti ai piedi del Monte della Prugna , nel territorio di Arsoli vicino al confine con l' Abruzzo , a 4437 metri a destra del trentaseesimo miglio della Via Valeria . Dopo parecchi anni di infaticabile lavoro Quinto Marcio ebbe la soddisfazione di portare l' opera fino ad una grande mostra d' acqua sulla sommita' del Campidoglio . Agrippa riparo' questo acquedotto nel 33 a. C. , poi Augusto ne duplico' il volume d' acqua nel 5 a. C. con l' aggiunta dell' Aqua Augusta ; Tito da una lapide : “rivom aquae Marciae vetustate dilapsum et aquam quae in usum esse desierat reduxit” . Settimio Severo nel 196 ne aumento' ancora il volume con destinazione alle Termae Severianae ; nel 212 /213 , Caracalla da altra lapide : “Aquam Marciam variis kasibus impeditam , purgato fonte , excisis et perforatis montibus , adquisito fonte novo Antininiano , in Urbem perducendam curavit” e costrui' un nuovo ramo lungo quattro miglia per derivarla alle sue Terme . Infine al restauro dell' acquedotto gli Imperatori Arcadio e Onorio dedicarono i proventi della confisca dei beni del Comes Gildone , ribellatosi i Africa . L' acqua Marcia seguiva la riva destra dell' Aniene fino a San Cosimato dove girava intorno a Monte Ripoli , di fronte a San Gericomio e San Gallicano . Qui comincia una linea di viadotti e ponti , i piu' straordinari che si possono vedere nei dintorni di Roma . Essendo il corso della Marcia (e degli altri tre compagni : l' Anio Vetus , la Claudia e l' Anius Novus) , trasversale alle diverse vallate che solcano il pianoro e mantenendosi a mezza altezza tra il fondovalle e le alture soprastanti , gli ingegneri romani hanno dovuto realizzare una serie di ponti e di gallerie , molti dei quali si conservano perfettamente . I ponti sono in tutto sette : Ponte Lupo nella Valle dell' Acqua Rossa , passaggio di quattro acquedotti : Marcia , Anio Vetus , Anio Novus e Claudia , piu' una strada carrozzabile e una corsia per cavalcature . In principio questo Ponte era stato costruito soltanto per l' Anius Vetus con altezza di metri 11,20 , lunghezza 81,10 metri e larghezza 2,75 metri . Dopo l' aggiunta della Marcia divento' alto metri 16,60 , lungo 88,90 e largo 12 metri . Aggiunta anche la Claudia e l' Anio Novus divenne alto 32 metri , lungo 155 e largo 14 metri senza contare i contrafforti ben visibili in foto . Nel Ponte Lupo e nelle gallerie che vi convergono sono rappresentate tutte le eta' e tutti gli stili costruttivi . Ponti dell' Inferno nella Valle omonima , per il passaggio delle acque Claudia e Anio Novus . Ponti delle Forme Rotte per gli stessi acquedotti di sopra , nella Valle San Gregorio . Ponte di San Pietro sempre nella Valle delle Forme Rotte , per il passaggio della Marcia . Ponte San Giovanni sempre nella stessa Valle per il passaggio dell' Anio Vetus , il Ponte venne rifatto da Augusto in opera reticolata e piu' tardi in mattoni da un altro Imperatore di epoca tarda . Da Gallicano fino a sesto miglio della Via Latina la Marcia procede in canale sotterraneo ; da li' fino a Porta Maggiore , Porta San Lorenzo e l' attuale stazione ferroviaria la Marcia era sostenuta da una serie di archi poco meno che trionfali , in blocchi di tufo con cornice di travertino , le stesse arcate servirono poi per la Tepula e la Julia". Recentemente il Ponte Lupo e' stato oggetto di un programma di Freedom a cura di Roberto Giacobbo dal titolo : Il Gigante dell' Acqua , questo il video : https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/freedomoltreilconfine/ponte-lupo-il-gigante-dellacqua_F309377001009C23
    2 punti
  5. Come moderatore posso spostare i post sulla coniazione in una nuova discussione da creare, ma in quel caso sparirebbero da qui. Se invece si vogliono spostare solo le foto, può farlo chiunque, gli autori delle stesse, o altri, salvandole con nome nel proprio archivio e poi postandole nella nuova discussione. Spostare solo le foto da qui non è possibile. Nel primo caso, fatemi sapere che titolo intendete dare alla nuova discussione e quali post spostare, ma non potrò comunque farlo prima di domani (ma se hanno tempo prima possono procedere i colleghi dello staff, non mi offendo mica ). petronius
    2 punti
  6. Che circolazione vuoi possano aver avuto? Basta aprire il gigante e consultare le tirature di emissione, limitatissime (a parte il Marengo, ma con neppure 60 mila pezzi, comunque sempre un contingente risibile ai fini della circolazione) per tutti i pezzi della serie, come per altre tipologie di cui abbiamo già parlato diverse volte (vedi la serie cinquantenario, aquila è così via). il concetto di “denaro” era più collegato principalmente alla cartamoneta, dove i contingenti emessi sono nell’ordine dei centinaia di milioni di pezzi. Quelli erano i “soldi” che viaggiavano abitualmente di mano in mano quotidianamente. Concetto poco “romantico” per un collezionista di monete per VEIII, ma all’atto pratico, così è stato. per ampliare il concetto: ad esempio, il 5 lire “fecondità”. Stessa cosa: la moneta è stata emessa in un quantitativo davvero risibile se rapportata alla relativa moneta stampata. Avranno circolato? Ma sicuramente (specie nei tristi periodi della guerra, ma più per il metallo prezioso contenuto che per il valore nominale riportato sopra), ma comunque in una maniera molto meno intensiva della controparte cartacea, limitato, basti pensare semplicemente al fatto che è più difficile trovare pezzi in conservazione MB che in alta conservazione. Parlando con persone che quei tempi li avevano vissuti (lavoratori delle fabbriche e contadini) nessuno ricordava monete auree nell’uso quotidiano, anche se erano comunque avvezzi al termine “Marengo”, forse ancora usato per una particolare categoria di acquisti, e comunque, si sarebbe trattato delle tipologie precedentemente emesse, visto appunto la limitata quantità emessa per VEIII. Mio papà (classe 1926) ricordava benissimo le banconote della serie Barbetti, qualcosa della 500 lire Capranesi, e vagamente le monete da 10 e 5 lire della serie impero. Ricordava molto bene l’aquilotto, sempre vagamente la biga. Rimango dell’idea che affiancare una collezione tipologica (con relativo studio) della cartamoneta serva al collezionista non solo per completare il quadro numismatico, ma anche per avere un concetto più chiaro del circolante in quei periodi.
    2 punti
  7. Una nota su queste due riproduzioni: sono state realizzate in alluminio, essendo a puro scopo didattico, quindi sono abbastanza leggere (0,27 g per l'enriciano visto prima). In realtà erano presenti anche tondelli in argento. Avrete inoltre notato la presenza di altri conii con le relative monete. @dabbene Non so se sia possibile spostare questi ultimi interventi su una discussione ad hoc, magari lasciando un link in questa discussione. @monbalda E della gallina dalle uova d'oro della Torre dell'Argentiera che ne pensi?
    2 punti
  8. Buona giornata A questo punto ritengo utile dare qualche informazione economica-monetaria: A cavallo del 1500 è stato stimato che l'uso di acqua potabile in Venezia era di circa 22.000 m3, due terzi dei quali di origine pluviale ed il rimanente terzo di provenienza fluviale. L'attività di rifornimento dell'acqua, come spesso accadeva a Venezia, veniva appaltata dallo Stato a privati; tra i tanti e per parecchi anni in questo periodo, la famiglia di ca' Pesaro ed altri soci, fu quella che assunse tale appalto. L'acqua potabile fornita al popolo tramite i pozzi era gratuita, mentre l'acqua non potabile, anch'essa contenuta in apposite cisterne e destinata ad uso delle arti e dei mestieri, doveva essere pagata (non ho trovato informazioni al riguardo); una legge disponeva che se qualcuno avesse usato l'acqua potabile fornita gratuitamente al popolo per mestiere e per guadagno, avrebbe dovuto rifornire a sue spese il pozzo dal quale l'aveva tratta, con l'acqua potabile contenuta in un burchio; oltre a ciò avrebbe subito pene pecuniarie e detentive. La quantità d'acqua che un burchio poteva trasportare era di 240 "mastelli" ed un "mastello" aveva la capacità di circa 75,1 litri; il costo da tariffa per l'acqua era di 25 Soldi per burchio. L'acqua potabile poteva essere venduta anche al dettaglio; questa veniva portata generalmente da donne (bigolanti) che portavano due secchie appese ad un bastone ritorto (bigolo) portato sulle spalle e andavano per le strade richiamando i clienti al grido “acqua mo”. Stampa di una "bigolante" Alla data del 1493 (dogando Agostino Barbarigo) il costo dell'acqua era di 1 soldo per 8 secchie. Esemplare di Soldo a nome del Doge Agostino Barbarigo: Tipo "Laus Tibi Soli" Argento gr 0,32 - mm 13 D/ AV ° BAR ° DVX ° S ° M ° V °, S. Marco stante porge il vessillo al Doge inginocchiato R/ ° LAVS ° TIBI ° SOLI °, il Redentore stante su piedistallo, sul quale sono incise le iniziali del Massaro Una "secchia" aveva la capacità di circa 10,6 litri e 6 secchie costituivano un barile della capacità di circa 64 litri. Misure di capacità veneziane per i liquidi Botte = 10 mastelli (o 2 caratelli) = 751 litri Barile = 6 secchie = 64 litri Se facciamo un paragone tra il costo dell'acqua venduta al dettaglio (quella dei pozzi era gratuita) ed il costo di alcune derrate alimentari e non nel 1509, rileviamo che era estremamente economica: 1 secchia di vino = 12 Soldi 1 pesce non pregiato = 1 Soldo 1 quinterno di carta da lettera = 3 Soldi 3,5 quarte di tela (60 centimetri ca ) = 6 Soldi Sebbene vietato dalla legge, vi erano anche barcaioli che, pur non essendo iscritti all'Arte degli acquaioli, ma pagando la stessa, trasportavano acqua mediante imbarcazioni che, generalmente, erano adibite alla raccolta dei rifiuti (scoazzere); fortunatamente questi trasportavano l'acqua in botti e/o barili e non sciolta. Considerato che il trasporto dell'acqua veniva effettuato esclusivamente su mandato ed i capi contrada erano edotti del nome e cognome del caricatore, nonché della sagoma della barca affinché potesse controllare ….. c'è da credere che tanti chiudessero entrambi gli occhi. saluti luciano
    2 punti
  9. Ciao a tutti. In esergo mi pare di vedere XXI dot B dot (due puntini prima e dopo la B), il che (se non leggo male nel post #4 di @rommel88) la farebbe rientrare nelle varianti previste dalla RIC 731. Stilicho
    2 punti
  10. Molto interessante e didattico, bravi, sarebbe da preservare questa sequenza magari anche a parte come spiegazione per quando chiedono sulla tecnica di coniazione, l’ultimo tondello finirà tra i FDC medievali ?
    2 punti
  11. Tra le ardite costruzioni ingegneristiche degli antichi Romani (post10) valgono un cenno i ponti degli acquedotti di Gard e Segovia . L'interessante riferimento alle cisterne sotterranee di Venezia (post11) un poco ricorda l'Idume, il fiume che scorrerebbe per lungo tratto sotterraneo sotto il centro città di Lecce, con accessi da alcuni edifici, e che a quei cittadini avrebbe anche fornito nei tempi, un qualche contributo idrico .
    2 punti
  12. Di custode in custode, Amati e studiati.... Arrivano a noi per poi riposare in altri vassoi. Altre mani, altri posti... altre cure.... Viaggiatori del tempo.
    2 punti
  13. DE GREGE EPICURI Martedì 24 settembre alle 20.45, nella sede del CCNM (Milano, via Terraggio 1) il prof. Adriano Savio parlerà su: "La monetazione di Nemausus: coloniale o imperiale?" La monetazione bronzea di Nemausus (l'odierna Nimes) si differenzia da tutte le altre coniazioni coloniali, in quanto prodotta in quantità enormi e diffusa su tutto il territorio della Gallia, nonchè nei campi militari della Germania. Prodotta appena prima, durante e dopo la riforma del rame di Augusto, si interseca con la moneta di Roma, e in qualche modo la integra, almeno in area transalpina. Ma non tutto è chiaro, a cominciare dalla definizione del nominale che rappresenta (asse o dupondio?), dall'interpretazione del tipo di rovescio (i celeberrimi "coccodrilli"), dal fatto che molti dei nominali sono tagliati in due e, infine, dall'esistenza di alcuni esemplari che presentano un prolungamento a forma di zampe di animale.
    1 punto
  14. Buongiorno, Condivido l'acquisto di un nummo di Crispo di lecita provenienza (proveniente da vecchia collezione solo di Crispo). L'avrei classificata come RIC VII, 152,Q con un peso di 3.20g. Considerato che la moneta non è facilmente individuabile ritengo che sia molto rara. Un parere? Per me è piacevole anche la conservazione che conserva i segni di circolazione. Antonio.
    1 punto
  15. Assolutamente ma il mio post era rivolto ad una certezza assoluta appunto dell'autore del post. La competenza di voi utenti storici di questo forum a mio parere è molto alta. Un grande saluto a tutti!
    1 punto
  16. Buonasera amici del forum e non, sempre belle ed interessanti discussioni grazie soprattutto al grande supporto di @Rocco68...! Partecipo anch io postando di seguito il mio 5 tornesi 1798 per confronto con le altre... saluti...!
    1 punto
  17. Buonasera a tutti. 4 Tornesi 1799, Apparso su un sito d'aste online, questo pezzo presenta al dritto un vistoso punto sopra la testa di Ferdinando IV Seppur in modo leggero, è presente su altri 4 Tornesi 1799. Punto voluto?
    1 punto
  18. Buongiorno, posto questo Antoniniano? per una sua identificazione diam .20/22 mm e peso gr.3,49 un grazie come sempre in anticipo. F.P.
    1 punto
  19. Forse l'ho trovata su questo sito: https://probvs.net/probvs/ Che dite? e' questa? Ciao da Stilicho 8th emission of Siscia, ~281 CE. RIC 731; Alföldi type 57, n° 83; Siscia. Bust type A. Denomination: Antoninianus.. OBV.: IMP C M AVR PROBVS P F AVG Radiate, draped bust right, seen from back. REV.: RESTITVT ORBIS Female standing right, presenting wreath to emperor standing left, holding globe and sceptre. Mintmark: In center field star // XXI • B • Weight: 4.17 g. Image provided courtesy of Philippe Gysen
    1 punto
  20. Aureliano 270-275 D.C. al rovescio concordia militum
    1 punto
  21. 1 punto
  22. ... si tengono fermi entrambi i conii per evitare slittamenti...
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  23. Ed infine, alcuni "semilavorati" (tondelli più o meno rifiniti) e monete belle e pronte per essere usate.
    1 punto
  24. Ho avuto il privilegio di essere presente all'evento. E' stato veramente piacevole ed istruttivo. Ho finalmente conosciuto di persona diversi Amici del Forum, con i quali mi sono intrattenuto in chiacchiere numismatiche a fine evento, e c'è stata la dimostrazione a cura dell'Associazione Arké, che vi andrò brevemente ad illustrare. Vediamo anzitutto alcuni ferri del mestiere, cominciando dai conii. Li riconoscete?
    1 punto
  25. Buonasera, vi ringrazio per le vostre opinioni, anche @Rocco68, infondo lo spirito del Forum è anche quello di confrontarsi, sono contento che sia una variante, ma sarei stato contento anche nel caso fosse stata comune. Non vi nascondo che l'altra sera ad una fiera di paese, una bancarella di cianfrusaglie aveva anche una medaglia di acciaio, neanche bella, ma solo perché era rotonda mi aveva acceso una fiammella indescrivibile negli occhi, mi hanno dovuto portare via di peso, non era mia intenzione acquistarla ma mi teneva incollato lì. ?
    1 punto
  26. Buonasera a tutti! Vi condivido il mio ultimo acquisto, per me il primo collo lungo in collezione, non forse il più bello, ne il più raro, ma che può fare bella figura tra le mie monete senza per quello grossi buchi nel portafoglio (48 euro su ebay)! Che ne dite, ci sta un "buon bb"? Sono sfortunatamente le foto del venditore, presto aggiungerò anche le mie! Grazie, Lorenzo
    1 punto
  27. Bella moneta, rilevi e fondi da SPL pieno, peccato per i segnetti! Ottima moneta, per questo millesimo la mia è inferiore Un altro millesimo secondo me veramente raro è il 1855 Torino
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  28. non riesco a trovarla con la B, ma la moneta è questa...
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  29. Dai adesso esageriamo. Passi per le antiche che sono tutte copie per fusione, ma adesso anche un 20 lire di Pio IX che sia falso siamo alla follia. Mi domando come mai il @CdC non intervenga verso questa persona che bolla per falsa qualsiasi moneta postata. Il forum perde di credibilità anche per questo.
    1 punto
  30. Caro rikkk, la moneta è collezionabilissima, anzi te la invidio ? Secondo il mio modesto parere è un BB e, per un millesimo così, è tanta roba ( come dicono i giovani !). Sarebbe interessantissimo che qualcuno di noi ricercasse i vari passaggi nelle Aste di questi Scudi per ristabilire un po' di ordine sulla vera Rarità degli stessi. Infatti i Manuali riferiscono la Rarità sulla Tiratura, non considerando che molti di essi sono stati ritirati e rifusi, che le annate iniziali e finali sono state coniate con altra data etc. Sarebbe molto interessante sapere l'esperienza dei Professionisti ( e mi sembra che in questo forum ne siano iscritti molti ). Molti di noi stanno cercando una moneta classificata R o R2 quando è quasi introvabile, altre magari R3 passano abbastanza frequentemente in asta. Ad esempio posto il 1856 TO della mia raccolta, ( poco disponibile da Commercianti e pochi passaggi in asta ) forse un po' sottovalutata come stima dai vari Manuali, in quanto, a mio parere, una delle più difficili da trovare. Cosa ne pensi ? Ciao
    1 punto
  31. Mi spiace contraddirti caro ferdinadoII ma trattasi a mio parere del 7 distanziato. Fra l'altro è pure fuori asse rispetto agli altri numeri... Sarà la mia deformazione professionale, dovuta al ritrarre il vero e non solo da sempre... Ciao e buone varianti...
    1 punto
  32. Ciao! tra quelle che ti mancano oltre al 1859 Torino, il 1852 Torino è quella che mi ha dato più filo da torcere, ma alla fine l'ho trovata anche se in conservazione così così... ed infatti è una di quelle che vorrei migliorare Colleziono tutti gli scudi Italiani, ma mi sono focalizzato su V.E. II per la loro bellezza e fascino :)
    1 punto
  33. Buona giornata Discussione molto interessante che mi dà l'opportunità di descrivere una situazione diametralmente opposta a quella romana e di tutte quelle città costruite in terraferma, dove l'acqua potabile poteva essere presente sotto forma di sorgenti naturali, fiumi o rii, oppure estratta da pozzi artesiani o convogliata da acquedotti più o meno lunghi. A Venezia non c'era acqua potabile e non era disponibile in nessuno dei modi sopra citati; il diarista Marin Sanudo, intorno al 1500, scriveva correttamente che “Veniexia è in aqua et non ha aqua”; in città, fin dai suoi albori, si beveva esclusivamente acqua piovana. Già nell'alto medioevo nasceva quindi l'esigenza di raccogliere l'acqua piovana in specifiche cisterne che a Venezia assunsero il nome di "pozzi alla veneziana", denominazione che li differisce da quelli artesiani che raccolgono l'acqua da fonti sotterranee. Com'erano costruiti i pozzi alla veneziana? Innanzitutto la realizzazione era affidata alla confraternita dei “Pozzieri”, aggregata all' “Arte dei Muratori”, costituita da esperti che si tramandavano la professione di padre in figlio e che avevano l'obbligo di lavorare esclusivamente per la costruzione dei pozzi all' “uso di Venezia”; venivano privilegiate aree rialzate che non subissero l'intaccamento dell'acqua salata in caso di innalzamento del livello delle maree, in caso contrario si provvedeva artificialmente all'innalzamento dell'area prescelta; si scavavano delle vasche profonde circa 1,5 metri con delle pareti adeguatamente coibentate da uno strato di circa 50 cm di argilla; sul fondo veniva posta una pietra d'Istria sulla quale veniva costruito verticalmente la canna o sifone centrale in mattoni, che avrebbe consentito il pescaggio dell'acqua e tutto intorno si depositavano strati di ghiaia e sabbia che avrebbero filtrato e depurato l'acqua. La vasca veniva poi sigillata dalla pavimentazione e venivano predisposti dei tombini in adeguati avvallamenti che facilitassero l'adduzione dell'acqua, detti pilelli o gattoli; infine prendeva posto, sopra la colonna, la così detta “vera da pozzo”, generalmente realizzata in pietra d'Istria, rifinita con decorazioni e bassorilievi. Sezione tipo di un pozzo. Esempio di pozzo rialzato. Le “Vere da pozzo” a Venezia erano ovunque; ancora oggi se ne possono contare circa 600 pur non essendo in uso, ma alla fine della Serenissima erano circa 7.000. Per vederne di parecchi tipi, è sufficiente navigare in internet …. ce ne sono alcune estremamente pregevoli, che denotano la maestria degli scalpellini; ci sono poi le uniche due realizzate in fusione di bronzo, all'interno di palazzo Ducale Poiché il costo per la realizzazione di un pozzo era estremamente costoso, la maggior parte di questi veniva fatta realizzare da congregazioni religiose in prossimità delle loro chiese e/o all'interno dei conventi, oppure da famiglie nobili in prossimità e/o all'interno dei loro palazzi; in ogni caso la maggior parte di questi erano accessibili dall'intera popolazione, seppur in determinati orari. C'erano pure i pozzi fatti costruire da famiglie nobili e realizzati in diversi campi o campielli della città per semplice benemerenza (questi riportano scolpito sulla “vera” lo stemma della casata), nonché quelli costruiti a spese dello Stato, ma il numero di questi ultimi rappresentava circa il 10% del totale; su questi era immancabile la presenza del leone marciano, scolpito in “maestà” o “andante”, tutti, o quasi, scalpellinati dalle zelanti masnade giacobine. Per sovrintendere alla manutenzione, pulizia e controllo della salubrità del pozzo concorrevano varie istituzioni; in primis c'erano i fanti dei Provveditori alle Acque, Santità e Comun, seguivano poi i parroci ed i capicontrada, ai quali erano anche affidare le chiavi della copertura della "vera" che veniva aperta due volte al giorno: mattina e sera, al suono della “campana dei pozzi”. Intorno alla metà del 1400 ci si accorse che, comunque, la quantità d'acqua piovana non era sufficiente per dissetare i veneziani; bisognava integrare l'acqua dei pozzi con altra acqua e quindi rivolgere la ricerca in terra ferma. Questa è però tutt'altra storia, che vedrò di sviluppare prossimamente, perché Venezia è particolare e unica e quasi tutti gli aspetti che la coinvolgono, anche quelli che sembrano semplici, in verità non lo sono mai. saluti luciano
    1 punto
  34. Caro rickkk, Innanzitutto complimenti per aver completato la serie, penso che pochi collezionisti possano vantare questo risultato! A me ne mancano 5 ( quelli considerati più rari dai manuali : 1852 TO - 1856 Ge -1857 Ge -1858 TO - 1859 TO ). Anche se la Rarità attribuita a queste monete potrebbe essere materia di discussione. Poi devo dire che la moneta che hai postato oltre ad essere eccellente e rarissima ha il surplus della patina iridescente che la rende ancora più bella ! Scusa, collezioni anche gli altri Scudi Sabaudi Pre-Regno ? Ciao e grazie per aver condiviso la tua meraviglia ! Ciao
    1 punto
  35. Bravissimo hai fatto centro... Non sai quanto mi ha fatto piacere leggere un post come questo lo aspettavo da tempo.... Io è anni che cerco di tenere alto l'interesse anche nelle semplici discussioni, dove a volte basterebbe veramente poco per riuscire ad incentivare gli amici che ci seguono, e quelli che silenti vorrebbero intervenire ma non si sentono particolarmente coinvolti. Io nel mio piccolo insieme ad altri amici qui sul forum abbiamo per un decennio, creato, costruito, donato, aggregato, divulgato, portando quest'ultimo a livelli da record, le nostre discussioni ne sono la riprova, e tutto scritto e fruibile fortunatamente. Poi il vento è cambiato, e le vele purtroppo non hanno più contribuito alla splendida rotta che stava dando lustro all'intera numismatica del paese. Come in tutte le vicende della vita purtroppo, il tempo passa e gli uomini cambiano... Abbiamo ancora gli strumenti a disposizione per far si che ciò ritorni ai massimi splendori, un forum che potrebbe agevolare nuovamente l'aggregazione, un forum con delle potenzialità enormi, un forum che come vedo attraverso il tuo intervento e non solo ultimamente, ha voglia di tornare a sognare.. Forza armiamoci nuovamente di tanta pazienza, tanta passione, e tanta amicizia, e allora tutto diventerà molto più semplice... Io sono tornato anche per questo...perchè non mai smesso di crederci, nonostante.... Eros
    1 punto
  36. Davvero. L'accoppiata coi Frari poi rappresenta il pantheon delle glorie veneziane.
    1 punto
  37. Si, sono monete veramente belle. Sono anch'io sono un innamorato degli Scudi Savoia pre-Regno. Se si inizia da Vitt.Em. I° si continua con Carlo Felice, Carlo Alberto e Vitt.Em. II° Re di Sardegna è un vero piacere per gli occhi maneggiare queste monete: le incisioni sono stupende. E direi anche a prescindere dallo stato di conservazione, perchè sono sempre più convinto che una moneta circolata sia meglio di un pezzo FDC che non ha mai avuto nessuna valenza "sociale" : ha iniziato la sua povera vita in un vecchio monetiere, non è mai stata passata di mano e finirà i propri tristi giorni in un caveau di una banca svizzera. P.S: dal punto di vista estetico non riesco a capire come l'incisore Ferraris, dopo aver dato dimostrazione di essere un grande artista ( Scudi di Carlo Alberto e Vitt.Em.II° Re di Sardegna ) abbia potuto "sfornare" uno Scudo di Vitt.Em II Re d'Italia, piatto, senza "vita" , addirittura poco somigliante... secondo me l'ha inciso un "ragazzo di bottega" come a volte facevano i pittori rinascimentali ! ? Posto il 1861 TO che, a mio modesto parere, è più raro di quanto dicano i cataloghi ( considerato R2, ma come tutte le date "di confine", è probabile che ne siano stati ritirati un bel numero ). Cosa ne pensate ? (Scusate la qualità delle immagini... lo scanner non rende giustizia alla moneta ) Saluti a Tutti e soprattutto a Scudo1901 col quale ( pur non conoscendolo... ho un'affinità numismatica !)
    1 punto
  38. Accipicchia 16 è un numero importante, vuol dire che la tipologia è entrata anche a te in circolo come a noi ragazzi di quegli anni 60, dove tutto era possibile anche un sogno... Mi fa piacere immensamente leggere di appassionati come te, a prescindere dal numero dei colli lunghi ovviamente.. Ti leggo da un po', evinsi subito l'emozione nei tuoi racconti, è quello che mi piacerebbe leggere più spesso e con più utenti. Ripensando a quello che era una volta il forum, con numeri di interventi quotidiani incredibili, con nuove discussioni divulgative, con nuovi propositi, con tanta bontà d'animo, con tanto altruismo, con tanta voglia di donare... Ma è anche vero che indietro non si può tornare, e il forum se gestito nel giusto modo, potrebbe tornare ancora a far parlare di se, attirando quelle attenzioni, che tutti gli appassionati vorrebbero sempre recepire e trovare... Noi nel nostro piccolo quotidianamente, potremo far si che ciò accada, facendo in modo che la magia ritorni ad esser principe su questa piattaforma. Ma tutto dipenderà solo da noi e dalla scelte che verranno fatte.. Viva i colli lunghi, viva la numismatica, viva la sincerità.. Ciao Scudo 1901...
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  39. Ma si diamo anche rilievo a questi umili tondelli, meno blasonati per rarità e conservazione.. Una tipologia che mi ha sempre affascinato sin da bambino quando ne vidi uno per la prima volta in mano a mio padre e poi al Cordusio a Milano, mi sembravano immense e rarissime, sono sempre state nel cuore di tutti noi appassionati i colli lunghi, poi si sono fermati e quasi snobbati, per oggi ritornare in auge. Certo a questo prezzo a trovarne, hai fatto benissimo a prenderla, ti servirà come grande base di partenza. L'importante è capire e studiare, ed ogni volta è sempre una storia nuova... E' l'incanto della numismatica... Eros
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  40. A quel prezzo ne prenderei anche 10...ottimo affare per un BB!
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  41. Considerando anche il colpo a ore 4 del D/ direi qBB, prezzo ottimo! Secondo me tra gli scudi è una serie di grande fascino, e forse l'unica serie (oltre a Umberto I) completabile, con pazienza... anche se non si è dei nababbi Cercale un pelino migliore, e se trovi dei pezzi rari a buon prezzo, approfittane!
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  42. Complimenti per l'acquisto, il prezzo è insensatamente basso (a Verona ho dato via un mio MB doppio - veramente brutto - a 60 euro).
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  43. bb, a quel prezzo hai fatto bene a prenderla.
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  44. hai fatto un bell'affare... in un negozio la pagheresti quanto meno il doppio.. conservazione sul bb, bella anche la patina
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  45. Gettone Magazzino Viveri Bardonecchia con cartellino d'epoca
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  46. Posto l'immagine....cosi' lo ammiriamo tutti. Ad oggi è il secondo esemplare che vedo
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  47. Continuo con il 4 Cavalli 1792. Questa moneta è la stessa raffigurata sul Catalogo Gigante 2018. D- FERDINAN. IV. SICIL. REX sotto il busto P. R- al centro grappolo d'uva con due foglie ( una per lato), ai lati C. 4. Al grappolo manca l'ultimo chicco in basso. Sotto 1792 Contorno liscio Peso 2,20 grammi.
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  48. Solo approfittando della quiete della sera domenicale (ieri) ho potuto meglio confrontare le immagini sia del sesterzio di Gorny sia di altri sesterzi con simile raffigurazione e specialmente con l'esemplare ANS e anche NAC 52 (seppure leggermente diverso). Questi ultimi due sono sicuramente autentici o meglio non presentano evidenti elementi di dubbio. Invece di fronte all'esemplare Gorny sono sinceramente molto perplesso e non posso che condividere le varie incongruenze (stilistiche, come la ridicola capigliatura e i pretoriani così "forzuti" che sarebbero molto piacuti a Michelangelo, con un gusto più "rinascimentale" che romano e anche tipologiche, come la forma e il numero delle colonne e degli stendardi). Ovviamente resta il dubbio che siamo di fronte a un inedito conio, che comunque dopo lo studio del Dowall e la rassegna degli esemplari riportati sul Cayon, appare piuttosto improbabile anche se non impossibile. Il precedente del also sesterzio col porto di Ostia di Triton, che sembrava pure esso di conio inedito, induce a estrema prudenza. Al fine di poter aggiungere ulteriori elementi, oltre a quelli già passati in rassegna nel corso della presente interessante discussione, vorrei richiamare: La patina è molto molto sottile, molto uniforme e sotto di essa in parecchi punti s'intravede il rame sottostante. Questo dettaglio, in una moneta che dovrebbe essere stata interrata per due millenni non è affatto un cosa normale o usuale. Inoltre, compatibilmente al massimo ingrandimento possibile sulla foto, non noto su di essa nemmeno un ossidulo rosso, neanche un puntino nè uno verde... ed quel colore verde pisello pallido della patina poi è poco credibile o comunque non è usuale né comune in monete sicuramente autentiche (non c'entra niente con la bellissima e rara patina verde smeraldo che si presenta come uno smalto molto compatto). Il perlinato è mal eseguito e se ne va come al solito per conto suo. Guardando i perlinati degli altri due sesterzi la differenza si nota subito... La presenza grumi di calcare bianco in parecchie zone del bordo esterno, oltre ad essere una cosa alquanto improbabile (dato che una moneta con una patina così deve per forza essere stata pulita o quantomeno anche solo sciacquata ed il calcare pertanto sarebbe il primo a sciogliersi e ad andarsene...) è anche una caratteristica presente in diversi falsi....... Poi si nota affiorare qua e là una velatura biancastra, che può essere dovuta all'impiego di solventi alcolici. Data l'eccelsa conservazione apparente non sono spiegabili nè la "lentezza" della parte inferiore della leggenda, nè la mancanza di definizione dei particolari sui rilievi più bassi. Se aggiungiamo questi elementi a quelli già affrontati viene fuori un quadro di autenticità estremamente dubbia. Aggiungo che il sesterzio postato da Numizmo, senza citare la sua provenienza, appare molto lavorato e sicuramente ripatinato e in tali condizioni non dovrebbe apparire in una seria collezione di romane imperiali. Colgo l'occasione per richiamare il problema delle ripatinature, che vanno ben al di là della semplice pulitura e anche di un semplice intervento puramente conservativo (specialmente se si è in presenza di un incipiente cancro del bronzo). Purtroppo la colpa è stata anche di moltissimi collezionisti che hanno preteso sesterzi sempre "impeccabili", senza evidenti tracce di naturale incrostazione e anche corrosione. Non posso fare a meno di ricordare quando, tanti anni fa ed ero un giovanotto ancora inesperto e curioso, ebbi il grande privilegio di poter passare un intero pomeriggio col cav. Moretti ad ammirare la sua immensa e meravigliosa collezione soprattutto di greche della Magna Grecia e della Sicilia in tutti i metalli. I bronzi risaltavano per la loro naturale patina e ricordo ad esempio un meraviglioso grosso bronzo della Symmachia timoleontea con una durissima patina verde-marrone leggermente irregolare e con inglobati vari ossiduli di cuprite rosso. Si vedeva molto chiaramente che era stata pulita solo con acqua distillata e con spazzola morbida e nient'altro.... Adesso chi ha in mano una moneta del genere, con adeguate competenze metallurgiche, difficilmente avrebbe resistito alla tentazione di "restaurare" per migliorare i dettagli e la conservazione generale, ma a scapito della vera natura della moneta originale. Non ci sono solo falsi, ma anche monete autentiche così rifatte che sembrano false e in qualche modo dovrebbero essere equiparate ai falsi "tout court"...
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  49. Per cominciare: Benvenuto nel forum! Purtroppo non è facile rispondere alla tua richiesta di chiarimenti, ammesso e non concesso che io sia sufficientemente preparato per farlo. Certo se tu disponessi di documenti che possano attestare l' acquisto (o il possesso) delle monete antecedentemente al 1939........ ma dubito che ciò sia possibile! Così come dubito per lo scambio con V. E. III (non che metta in dubbio la tua parola, ci mancherebbe!): dubito che uno scambio possa essere stato documentato con fatture, ricevute, foto, sempre che poi tali documenti siano stati conservati da prima del '39..... Data per scontata l' impossibilità di perseguire questa via che sarebbe la sola a consentire la regolarizzazione con sufficienti garanzie circa il restare in possesso della collezione....... Altre soluzioni sono difficili anche solo da immaginare...... si potrebbe tentare la fortuna confidando di imbattersi in un funzionario dalle ampie vedute e, "sperando" di non avere in collezione monete importanti, sottoporle alla verifica (art. 12), ma personalmente dubito che il funzionario in questione possa accettare come provenienza: "erano di mio nonno"....... in questo caso potrebbero essere sequestrate, e non è quello che vorremmo....... Anche se è "poco professionale" (d' altra parte non sono un legale....) ciò che resta da fare credo sia solo continuare a provvedere alla conservazione della collezione, attendendo e sperando che norme più chiare, meno vessanti, ecc. ecc., possano vedere la luce, ciò consentirebbe un più sereno e roseo futuro sia ai collezionisti che alla NUMISMATICA. Sono veramente spiacente di non averti potuto offrire soluzioni, ma questa è, per quanto ne so, la situazione attuale. Chissà che anche questo forum, coi suoi oltre 300 utenti, non possa avere un piccolo peso da porre sulla bilancia per tentare di cambiare le cose.............. Alle prossime puntate...... Ciao.
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