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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/21/19 in Risposte
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Scusate se mi intrometto, ma oggi ho visitato il medagliere di Siracusa e forse qualche foto di originali non farà male... Premetto che sono ancora sconvolto dalla bellezza di queste monete, non voglio dilungarmi in aggettivi stucchevoli ma il vederle dal vero è tutta un'altra cosa. Ulteriore premessa :il monetiere è estremamente ben disposto, l'impressione che ne ho ricavato è stata migliore di quella avuta nel caveau di Palazzo Massimo a Roma. Posterò le foto a random non essendo la mia monetazione, il mio intento è solo quello di mostrare la bellezza racchiusa in questo scrigno. Un ringraziamento particolare va alla custode Signora Riccioli Rosalba che con passione, disponibilità e competenza si è prodigato per rendere la nostra visita più gradevole e istruttiva possibile. Purtroppo alla mia richiesta di un eventuale catalogo mi è stato risposto che è in corso di stampa Poi con calma, se vorrete, ne Posterò altre.4 punti
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Discorso a parte per le HSIP : Cito dal Magliocca la nota a pagina 225 " La variante HSIP, trattasi di un'inversione di lettera e quindi potrebbe essere scaturita a seguito di una fabbricazione accidentale, in sostanza, da un errore involontario commesso dall'incisore"3 punti
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i@giacutuli, Colleziono monete Napoletane da Ferdinando IV a Francesco II, quindi ti scrivo SOLO per quel che riguarda questo periodo di mio interesse. In Zecca a Napoli lavorarono i migliori incisori e artigiani di tutta Europa, monete e Medaglie ne sono testimonianza. Anche gli aiutanti erano dei Maestri seppur apprendisti. Quindi escludi " l'ignoranza, l'analfabetismo e l'inesperienza" quando parliamo di presunti errori sulle monete di questo periodo. Ritorno a discutere sulla tua Piastra 1798 SICILAR: La mancanza della lettera I in alcuni nominali è ancora da chiarire, e c'è anche da dire che le monete che presentano queste particolarità sono pochissime. In mancanza di documenti si cerca di capirne il motivo, Ti prendo ad esempio il 10 Tornesi 1819 con in legenda la scritta SICLIARVM, È da tempo che lo studio, Accertato che sia autentico.... Quello che accomuna i pochi esemplari giunti fino a noi è il tondello molto sottile e di conseguenza il peso calante rispetto ai normali nominali da 10 Tornesi. Secondo il mio modesto parere : queste particolari liberate sono state "segnate" togliendo una lettera ( c'è da capire perché sempre la lettera I ) dalla legenda, per distinguere partite di metallo presenti in zecca. Sono sempre ben accetti gli interventi e i pareri di tutti, sia per correggere che per integrare la discussione. Saluti2 punti
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Buon pomeriggio a tutti, @eliodoro, stavo pensando a proposito del Pedigree, ogni cosa ha avuto un inizio. Quindi anche se le mie monete hanno solo in rari casi il vecchio cartellino, e in alcuni casi fotografia con dichiarazione di autenticità e lecita provenienza, di dotarmi di un cartellino personalizzato che faccia da punto di partenza. Un po' come i libretti di vaccinazione che si fanno ai cuccioli abbandonati di cui non si sa niente.. ? Diamo un identità irrevocabile alle nostre monete della nostra collezione. I nostri cartellini saranno come i messaggi nella bottiglia, varcheranno gli oceani del tempo ed arriveranno in mano ai nostri lontani Fratelli Lamonetiani che continueranno la nostra storia. Mi sono lasciato un po' prendere la mano... mi dispiace cancellare ciò che ho scritto, mi scuserete se non siete d'accordo. Saluti Alberto2 punti
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La collezione del re Vittorio Emanuele III del Museo Nazionale Romano viene pubblicata a fascicoli visibili sul Portale Numismatico dello Stato nella sezione Materiali. Attualmente sono stati pubblicati più di 40 fascicoli. Arka Diligite iustitiam2 punti
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Ciao giacutuli e buon pomeriggio a tutti, questa è la mia 1795 con rombo e punto tra la M... non se ne vedono tante, ma si trovano...!2 punti
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Cercavo di far comprendere ad un nuovo utente le differenze sulle varianti per la zecca di Napoli.... Dedicandogli da SOLO il mio tempo e quel poco che conosco. Ripeto... Da SOLO, perché i veri studiosi di questa sezione intervengono solo per bacchettare alla prima inesattezza scritta. Siamo qui per divulgare e far comprendere a chi chiede e vuole imparare.. @giacutuli vuole imparare. Riguardo a queste due righe: Tutti gli utenti del forum leggono le nostre discussioni e ci giudicano per quello che scriviamo, Poi se a qualcuno non piace leggere i miei o nostri post... C'è il tasto IGNORA DISCUSSIONE .... Senza polemica.2 punti
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Un classico... Quando compri una moneta sei un pazzo incosciente con le mani bucate. Quando, invece, si comprano un paio di scarpe, una borsa o un gioiello devi fargli anche l’applauso (quando va bene che non ti tocca pagare a te ?). Comunque, per non degenerare in un discorso puramente maschilista, direi che questo è l’atteggiamento tipico di chi non condivide questa passione. Per molte persone è difficile comprendere le ragioni che ci spingono a compiere queste spese esose. Alla fine, agli occhi di molti, sono solo dei “pezzi” di metallo prezioso con sopra impresso qualcosa. In pochi riescono a scorgerne il significato storico, ad ammirarne la bellezza artistica e ad immaginare in quali mani potrebbe essere passata nell’arco dei secoli.2 punti
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Ciao a tutti, Vi posto questo link, molto interessante credo: http://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/apriArticolo.html?idArticolo=32&from=I2 punti
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gli errori nelle monete napoletane dalle medievali alle moderne sono una norma, vuoi per distrazione nella preparazione dei conii, vuoi per la scarsa o nulla conoscenza linguistica2 punti
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Piastra 1795 con in legenda la lettera C di SICILIAR con appendice superiore biforcata e busto diverso di Ferdinando IV. .... Anche qui "doppio contorno"2 punti
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Buongiorno, Volevo condividere con voi l'ultima arrivata in collezione Litra68 di Casa Savoia. Un delizioso 20 Centesimi Vittorio Emanuele II 1863 Cosa ne pensate? Saluti Alberto1 punto
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Ferrarino di Ferrara per Obizzo III d'Este. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FEOBES/1 Ciao Mario1 punto
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Altra moneta da ciotola a meno di un euro...questa volta molto comune....Quinta Repubblica Francese 10 Centesimi Marianna anno 1974 - Zecca di Pessac....credo bronzo alluminio.....1 punto
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Bene o male (per noi oggi male) anche le punzonature sono storia della numismatica. Posto ad esempio una moneta, passata recentemente in un'asta spagnola (volevo quasi batterà proprio per la contromarca). Una C sormontata da una coroncina. Non vorrei dire stupidaggini, ma credo che fosse parte della collezione della regina Cristina di Svezia. Io la trovo molto interessante. La moneta in sé per sé non è granché. Senza la contromarca al giorno d'oggi non la guarderebbe forse nessuno.1 punto
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Salve, segnalo agli amici della sezione Napoli e del forum che salvo imprevisti, dal pomeriggio del 29 agosto alla mattina del 31 sarò presente al convegno di Riccione, Vi aspetto per un saluto1 punto
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Ciao Si tratta di un 5 New Dollars Taiwan del 1971 I dati ponderali dovrebbero essere questi: grammi 9,5, diametro 29 mm Saluti1 punto
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Ecco svelato (forse) l'enigma. https://www.google.com/amp/s/amp.napolitoday.it/cultura/monete-rubate-museo-filangieri.html Probabilmente ero stato prima del ritrovamento al suddetto museo. Comunque @talpa data la tua esperienza in campo di testi numismatici vorrei chiederti se sei a conoscenza di un testo che racchiuda l'intera collezione del Museo Bottacin di Padova. Grazie in anticipo, Alb1231 punto
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Se parliamo di teche per monete in Ambrosiana ci furono tre proposte, alla fine venne scelta una teca tradizionale con vetri infrangibili, buona illuminazione a led, stile moderno per contrastare con i quadri sopra esposti della Pinacoteca. Del rovescio viene fornita la foto nella catalogazione esposta.1 punto
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Per curiosità, uno statere di questa famosa tipologia è stato battuto dalla casa d'aste Numismatik Lanz nel 2014 realizzando 280.000 Euro, la prima fotografia, mentre il sottomultiplo trite ha realizzato 55.000 euro, la seconda fotografia.1 punto
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Si apollonia, il riferimento principale è The Lydian Word for “lion” pubblicato nel 1986 mentre gli approfondimenti sono: Walwe and KALI pubblicato da Wallace nel 1988 e KUKALIM, WALVET and the Artemision deposit, pubblicato sempre dal Wallace nel 2006 Dany1 punto
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Salve @Flaminius, questa moneta tolemaica da te indicata è d'oro (AV), non di bronzo (AE). Io proverei ad estendere la ricerca tra le tolemaiche, l'aquila si avvicina molto, ma darei un'occhiata anche alle coniazioni bronzee magnogreche del Bruttium, ad esempio, come ti è stato già consigliato. Difficile dire di cosa si tratta con certezza senza sapere almeno cosa sia raffigurato al dritto, tenendo conto che ogni tipo di legenda risulta ormai illeggibile.1 punto
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@danielealberti L’autore al quale ti riferisci dev’essere quello dell'articolo dal titolo The Lydian Word for “lion” pubblicato nel 1986 su “Die Welt des Orients”, un annuario che trasmette i risultati delle ricerche attuali degli studi orientali con le sue aree periferiche, riguarda proprio questo aspetto. Se può interessare posto ciascuna delle cinque pagine.1 punto
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Dell’opera ‘numismata in libris’ esistono die edizioni. La seconda, piu’ recente e’ la piu completa. L’opera descrive la ragguardevole biblioteca del Modesti che ha raccolto preziosi testi antichi originale dedicati alle medaglie, alla storia pontificia assieme a pubblicazioni piu recenti dedicate alle medaglie. Ogni ‘entry’ e’ accompagnata da una breve descrizione dell’opera. Un must per chi ama monete, medaglie e libri. ..1 punto
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Perfetta descrizione lorluke! ( neanche io avrei saputo fare di meglio! ?). Non è per essere maschilista, ma ho visto poche donne appassionate di numismatica ( le donne del forum mi smentiranno... ). Le discussioni in famiglia ci sono e ci saranno sempre. E' proprio il fatto di non condividere, di non capire ( anche se, come mia moglie, si ha una laurea ed un certo livello culturale). Io mi difendo dicendo "... allora comincio ad andare al bar e giocarmi i soldi alle macchinette elettroniche !" ed il discorso finisce lì. Il problema che mi angustia maggiormente è quello di non aver saputo trasmettere la passione a mio figlio, pensare a chi finiranno le mie monete e che magari lui sarà raggirato da qualche compratore senza scrupoli. Ciao1 punto
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Ciao @Franzo...complimenti per il post, un'idea preziosa quella di tentare la ricostruzione della bibliografia numismatica inerenti le collezioni presenti nei musei, si potrebbe fare una bibliografia ad hoc collegata ad una pagina che offra più informazioni possibili su ciascuna collezione per i vari musei, una specie di "numismatour", magari potrebbe essere un'idea Lamonetiana, chissà.... Intanto ti posto un po' di informazioni circa la situazione bibliografica inerente le collezioni museali presenti a Napoli, la mia città. La collezione di monete più importante è quella conservata nel Museo Archeologico Nazionale, si tratta di una raccolta enorme comprendente più di 100.000 esemplari tra monete greche, romane, medievali e moderne, attualmente visitabile, in un limitato campione di esemplari, in una sezione numismatica che però non sempre è accessibile al pubblico, di questa sezione è disponibile una piccola guida introduttiva con testi specifici per ogni periodo storico, tuttavia per poter conoscere tutti gli esemplari conservati nella raccolta bisogna affidarsi ad un catalogo piuttosto datato, quello pubblicato da Giuseppe Fiorelli negli anni sessanta e settanta dell'ottocento e costituito da quattro volumi, il primo per le monete greche, il secondo per le romane, il terzo per le medievali e il quarto per le moderne. Il catalogo è solo epigrafico, cioè descrive ciascuna moneta senza corredo di immagini di alcun tipo. Di seguito ti posto due link, il primo ti conduce alla versione digitale del catalogo e il secondo è un breve ma succoso articolo del Giornale della Numismatica dedicato alle pubblicazioni numismatiche nella Napoli ottocentesca in cui è trattata anche l'opera del Fiorelli: https://catalog.hathitrust.org/Record/100931273 http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/dossier-speciale-opere-di-numismaticapubblicate-a-napoli-al-tempo-dellunita-ditalia-2/ A Napoli vi è inoltre un'altra importantissima collezione conservata al Museo Civico Gaetano Filangieri, la collezione Giovanni Bovi donata al museo dalla vedova, Luisa Mastroianni Bovi, una collezione di più di 3000 monete inerente le zecche di Napoli e dell'Italia meridionale dal medioevo ai Borbone, purtroppo non visitabile per motivi inerenti alle croniche deficienze di fondi e personale di cui soffre il museo, fortunatamente esiste un catalogo della collezione di notevole qualità editoriale anche se le foto, stranamente, non sono proprio il massimo, ma almeno in tal modo la collezione può essere conosciuta e consultata in tutti i suoi esemplari. Esiste poi anche un'altra importante collezione conservata nella Biblioteca della Società di Storia Patria, la collezione Eugenio Scacchi, importante come quella del Bovi per qualità, quantità e tipologia del materiale, di cui purtroppo al momento non è disponibile un catalogo consultabile anche se è stato fatto un progetto di catalogazione digitale i cui risultati non sono ancora visionabili. Per Napoli, al momento, è tutto...1 punto
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ci dimostri Lei che il personale di zecca nel periodo medievale era alfabetizzato, lo erano appena i nobili1 punto
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Buongiorno, la foto è un pochetto sfocata ma sembra di vedere la data 1923, la moneta è molto comune è stata coniata in 33.260.000 pezzi e nello stato di conservazione che si evince dalla foto il suo valore è quasi nullo, se dovesse metterlo in collezione servirebbe per coprire la casella in attesa di una sua sostituzione con un pezzo di migliore conservazione saluti F.P.1 punto
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Buongiorno a tutti, seguendo un non tanto immaginario, filo conduttore dagli anni 1842 e ai richiami del 48, oggi posto uno dei due ultimi arrivi Borbonici in collezione Litra68 . Ferdinando II 120 grana millesimo 1856. Riporto un riepilogo degli avvenimenti di quell'anno e un piccolo approfondimento di uno di essi, mi riferisco al trattato di Parigi, tra gli interventi trovo degno di nota quello di Camillo Benso Conte di Cavour. Tutto fonte Web. Buona lettura e aspetto vostri interventi. L'occupazione dei principati danubiani di Moldavia e Valacchia da parte della Russia provocò la reazione di Francia e Inghilterra che dichiararono guerra allo zar Nicola I il 27 marzo 1854. Già il 10 aprile conclusero un trattato di alleanza, in cui affermarono di voler tutelare l'integrità dell'Impero ottomano e ristabilire così l'equilibrio in Europa. Grazie all'abilità di Cavour – che riuscì tra l'altro a sventare una manovra tendente a legare la partecipazione al conflitto all' affossamento del disegno di legge sulla soppressione dei conventi e alla nascita di un ministero Revel – nel gennaio 1855 il Piemonte firmò un trattato di alleanza con Francia e Inghilterra, poi approvato dal Parlamento tra febbraio e marzo. Conseguenza immediata del trattato fu la dichiarazione di guerra alla Russia, il 4 marzo 1855, e la spedizione in Crimea di quindicimila uomini; il corpo armato, guidato da Alfonso La Marmora, diede poi buona prova di sé il 16 agosto 1855 nella battaglia difensiva sul fiume Cernaia. Questa stessa battaglia fece fallire l'ultimo tentativo russo di rompere l'assedio di Sebastopoli. Cavour poté quindi partecipare come plenipotenziario di uno Stato vincitore al Congresso che si aprì a Parigi il 25 febbraio 1856. L'attività del primo ministro sardo fu particolarmente intensa al di fuori delle sedute congressuali e mirò sostanzialmente ad ottenere che qualche mutamento della situazione italiana potesse attuarsi con l'appoggio francese e inglese. Come è noto, però, l'unico risultato concreto ottenuto dallo statista piemontese fu la discussione sull'Italia, che si tenne nella capitale francese l'8 aprile 1856. In quell'occasione Cavour protestò contro l'occupazione dello Stato pontificio e sottolineò come la situazione interna delle Legazioni fosse peggiorata dopo il 1849. Condannando poi la condotta seguita da Ferdinando II (come era stato già fatto, del resto, dai rappresentanti di Francia e Inghilterra) sostenne che proprio quel comportamento accresceva le forze del partito rivoluzionario e costituiva, quindi, un pericolo per il Piemonte e per l'Italia. Proponendosi in ambito internazionale come portavoce di istanze di rinnovamento e come tutore di uno sbocco non rivoluzionario nella penisola, Cavour ottenne così con il Congresso di Parigi un ampio successo morale: il suo operato, infatti, approvato dal Parlamento subalpino nel maggio 1856, contribuì a rafforzare il ruolo-guida del Regno di Sardegna nel movimento nazionale Saluti Alberto1 punto
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Il leone è un guerriero e probabilmente quella postura, ancor più se a fauci spalancate, è quella della fiera in procinto di attaccare . Il prototipo potrebbe essere una idea : il guerriero pronto alla battaglia .1 punto
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Per le Piastre del 1798 esiste una impostazione della Corona Reale con numerosissime combinazioni: Semplice con una sola linea Doppia linea Con rigatura obliqua ///////// Con rigatura obliqua \\\\\\\\\ Fascia con rombi intervallati da due punti .. Fascia con rombi intervallati con 4 puntini disposti a rombo Il mio Amico @Ledzeppelin81, ne possiede quasi tutte le varianti.1 punto
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@giacutuli, ho controllato le mie due Piastre del 1795 e presentano entrambe il doppio contorno nella Corona. Scusa per le pessime foto.... Ma è doppio.1 punto
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La conversione ed evangelizzazione verso le popolazioni slave e finniche dell'Europa nord-orientale, ortodosse e pagane, nei sec. XI e XII, viene assunta dall'Ordine Teutonico laggiù riunito con i Cavalieri Portaspada . Ed in punta di spada vengono conquistati vasti territori, spesso eliminando l'elemento slavo sostituendolo con coloni di stirpe germanica . Nella loro espansione verso oriente, i Cavalieri Teutonici, nel frattempo fattisi crociati (veste bianca con croce nera) entrano in contatto con la Repubblica dei Russi di Novgorod e Novgorod, preoccupata per l'avvicinarsi del pericolo, si riaffida al principe Alessandro Jaroslavich chiamato 'Nevskij' per una sua vittoria sulla Neva contro gli Svedesi . Nevskij raccoglie l'esercito ed il 05-04-1242, affronta l'esercito dell'Ordine Teutonico attorno al lago dei Ciudi (ora Peipus) ghiacciato per la stagione . Nevskij coglie la vittoria nella battaglia, battaglia nella quale è forse leggenda che i cavalieri Teutonici annegassero in gran numero nel lago per la rottura della sua superficie ghiacciata . La battaglia, pur di non decisiva importanza, segna tuttavia una battuta d'arresto per l'espansione dell'Ordine Teutonico e farà di Nevskij un eroe che diverrà tale per l'intero popolo russo . Due secoli dopo, nel 1547, la Chiesa Ortodossa Russa eleverà al rango di Santo Alessandro Nevskij .1 punto
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Ho aspettato un po' di tempo per trovare una moneta che fosse qFDC/FDC... anche perché sto adottando la politica del ricercare monete R (o più) ma in conservazione dal qFdc in su (dove ovviamente anche le finanze lo permettono ?)1 punto
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Nel riferimento al British Museum si trova l’immagine di una moneta d’elettro con un cervo al pascolo e l’iscrizione di un nome che si legge meglio in questa foto: Da destra a sinistra ΦΑNOΣ EMI ΣEMA (io sono il degno di Fanes). L’emissione è datata al 640/630 a. C. dagli scavi nell’Artemision di Efeso, in Asia Minore, e Fanes è il nome dell’autorità emittente che poteva essere il sacerdote del tempio di Artemide autorizzato a battere queste monete, oppure un ricco e facoltoso mercante che per accelerare le transazioni, pesava e “marchiava” il suo metallo, come garanzia del peso e della composizione. Il valore di questa moneta era di uno statere ma venne battuto anche un sottomultiplo, il tríte (la terza parte dello statere), che aveva una legenda abbreviata. Da https://www.inroots.net/dal-baratto-alle-prime-monete-pt-1/1 punto
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Salve a tutti Ultimamente ho poco tempo di passare per mercatini...in particolare è molto tempo che non vado a Cordusio; per il momento mi accontento di quelli delle mie parti ecco il piccolo risultato di un giro di 20 minuti in un mercatino di modeste dimensioni: tutto da un paio di ciotole a 50 cent l'una 1) sx: 1 Ore Svezia 1944 in ferro dx: 2 Ore Svezia 19381 punto
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Che peccato vedere delle scene del genere... Premetto che, prima di leggere questa discussione, non conoscevo il sig. @Hirpini ma, da quel poco che ho letto, ho capito che si tratta di una persona che nutre una sincera passione per le monete e che dedica tempo e attenzioni nel divulgare il proprio sapere. Anziché rendergli il dovuto rispetto per tutto questo lavoro gratuito, c’è chi, dall’alto della propria “finestra”, lo deride e sbeffeggia per aver commesso un semplice errore. Un errore su quanti interventi fatti? A chi non capita di sbagliare? Ve lo dico io: a chi osserva e giudica ma non si espone mai. Citando le parole di una mia cara prof del liceo (Santa donna): “Chi non fa, non falla!” Concludo unendomi anch’io al coro di chi vorrebbe vedere un ripensamento da parte di Hirpini ma comprendo che, alle volte, più si insiste più si finisce con l’ottenere esattamente il risultato opposto...1 punto
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Buonasera, mi permetto di intervenire dopo aver letto i vari interventi, per dire al forum che pur conoscendo il Sig. Hirpini da breve tempo e logicamente in modo virtuale sul forum, tramite i suoi interventi assolutamente gratuiti, posso affermare che lo ritengo persona preparata e disponibile e pertanto se capita una volta di scrivere una cosa errata, no ritengo giusto il modo in cui sia stato schernito, vorrei fare presente che sia in tema numismatiche che in quello filatelico, non di rado alcuni periti hanno scritto delle belle cavolate nei certificati e nella sigillazione di monete e questi signori si sono fatti pagare e tutti contenti, allora mi chiedo; ma godiamoci la nostra passione e ricordiamoci sempre che l'educazione di una persona vale più di centomila castronate, scusatemi se potete, F.P.1 punto
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QSPL tiratissimo tendente al BB/SPL col baffo privo di rialzi, non arrivi allo SPL e questo baffo e' giu', come la parte finale del pizzo e la capigliatura. Al R/ campi poco nitidi e usura generale su corona e fogliame. Leggere sofferenze al bordo, stondato e non tagliente sia al D/ che al R/1 punto
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Ed ecco i due Carlini, sigla T e sigla G che secondo il mio parere andrebbero spostati nella secona fase del regno >1 punto
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Salve, questa sera mi presento con un'indagine effettuata sul maestro di zecca Orazio Celentano cercando di dimostrare, per quanto possibile, che i dubbi che riportavo nei post 24 e 25 di questa discussione erano concreti e che questo maestro di zecca potrebbe aver iniziato effettivamente il suo lavoro in zecca non nel 1636 (data fin ora riportata) ma nel 1635. Nel Bollettino del Bovi del 1966 (An. L – LI) si legge di Orazio Celentano “reggente” l’ufficio di maestro di zecca nel periodo dal 21 ottobre 1936, data riportata a pagina 10, corrispondente alle amministrazioni dei vari maestri di zecca, in contrasto però con quanto si legge per il successivo maestro di zecca Giovanni Andrea Cavo, dove si evince che fu immesso nella carica il 6 ottobre 1636. Da un’accurata consultazione del Vol. XX del Corpus, a pag. 349 si osserva che la prima apparizione della sigla OC presente sulla moneta da un Grano, Corpus 756 è con la data 1635. Data questa che si nota anche nel Pannuti e Riccio dove dall’esame di alcune monete, vediamo descritte, con l’annata 1635, al n° 62 sia la stessa moneta presente nel Corpus (756) sia un’ulteriore moneta, sempre datata 1635, recante la sigla OC, il Tornese con Tosone P.R. 99, con riferimento al Cagiati, suppl.IV n° 3-4. Faccio notare, inoltre, che il Bovi nel summenzionato Bollettino a pag. 9 indica che nel periodo 25 novembre 1634 – 31 dicembre 1634 fu maestro di zecca, per un breve periodo a causa della sua morte, Gian Carlo Celentano (che non sigla monete). Da questa data (1634) alla data indicata per la successiva carica (21 ottobre 1636) risulterebbe un buco di circa 2 anni, cosa, mi sembra, abbastanza improbabile. Questo presupposto avvalorerebbe la data presente nel Corpus a pag. 349 per l’entrata in zecca di Orazio Celentano e cioè l’anno 1635, appena successivo alla morte di Gian Carlo, e non il 1636. Per quanto riguarda invece, come ho già riferito nel mio precedente post, la presenza di detta sigla OC di Orazio Celentano, anche sul Grano datato 1633 P.R. 61, tanto da far sorgere il dubbio che potesse esserci la sovrapposizione con il precedente maestro di zecca Lorenzo Salomone, sono giunto alla conclusione che per questa moneta si può supporre che ad un conio del 1633, usato negli anni successivi (1635) sia stata impressa la sigla OC. Vi ringrazio per l'attenzione Pietro1 punto
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Risolto il dubbio che la moneta PR 83b è una con sigla MAL e che Giovanni Antonio Fasulo, inizia la sua attività nel 1594 (come riportato da numerosi testi) vorrei riprendere il discorso della sigla GR di Germano Ravaschiero a cui non riesco a darmi una spiegazione. Vi posto la pagina successiva alla precedente, la 131 dove è possibile notare come vi siano presenti monete siglate GR in date successive al 1591. Ecco l'elenco: • P.R. 82a anno 1592 sigla GR M.N.N. Catalogo Fiorelli n. 7140; • P.R. 83a anno 1593 sigla GR M.N.N. Catalogo Fiorelli n. 7146; • P.R. 84a anno 1594 sigla GR M.N.N. Catalogo Fiorelli n. 7150; • P.R. 86 anno 1596 sigla GR M.N.N. Catalogo Fiorelli n. 7159; • P.R. 87a anno 1597 sigla GR Cagiati n. 63; • P.R. 88a anno 1598 sigla GR Cagiati n. 64; • P.R. 89a anno 1599 sigla GR Cagiati n. 65; In un documento pubblicato che è una consulta con voto della Regia Camera della Sommaria, si legge che nel 1591 Germano Ravaschieri è morto e che Marco Antonio de Leo ha offerto 6500 ducati per la carica di maestro di zecca; il documento esprime parere favorevole all’accettazione di questa offerta. (Rif. Osservazioni sui Maestri di Zecca di Filippo II – Bovi) . La data 1591 come termine dell’attività di Germano Ravaschieri viene confermata anche dal Corpus Vol. XX dove a pag. 148 dopo tale data non risultano più emesse monete con la sigla GR. Mi chiedo.....come mai dette monete non sono state inserite nel Corpus? e soprattutto esistono ? sono mai state viste? non dico tutte ma almeno alcune di loro? Si potrebbe approfondire l'argomento ? Grazie1 punto
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