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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/08/19 in Risposte
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Secondo il "Lessico Universale Italiano" (Treccani, 1973), la forma grafica è indifferentemente usata per indicare l'insieme delle parole, intere o abbreviate, disposte circolarmente lungo l'orlo del tondino o disco della moneta, al dritto e al rovescio; solitamente in relazione con il tipo figurato, comprende i nomi e i titoli del sovrano o il nome dello stato, nomi di santi, invocazioni, motti, imprese araldiche, ecc.; il complesso della l. e del tipo è detto impronta. Personalmente io uso le due forme ortografiche con significato rispettivamente diverso. In numismatica: "legenda (est)" derivante direttamente dalla forma perifrastica passiva latina col significato di "(è) da leggersi...". Anche leggenda ha la medesima origine (parola che, trascolorata attraverso il latino medioevale e poi in italiano, ha subito l'aggiunta di una "g"), ma qui il significato, per me, è di "racconto mitico", in pratica storia "arricchita da elementi straordinari" positivi o negativi. Perciò, io voto: LEGENDA. In italiano, tutte le parole straniere (anche il latino lo è) riportate in un contesto in lingua italiana divengono indeclinabili e, perciò, si deve scrivere la legenda (al singolare) o le legenda (al plurale). Ovviamente, essendo leggenda parola italiana, al plurale fa leggende.11 punti
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Taglio: 2 euro Nazione: Slovacchia Anno: 2010 Tiratura: 63.000 Conservazione: BB (forse qualcosa in più) Città: Torino Note: moneta che dovrebbe appartenere ad un divisionale trovata in circolazione4 punti
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Buona domenica a tutti, proseguo la serie dei 4 Cavalli condividendo il più raro della tipologia ( escludendo le prove del 1770, 1786 e il 1788 SICIL senza valore). Magliocca 339 4 Cavalli 1790 SICI R4 Peso 2,0 grammi.4 punti
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Buonasera e Buona domenica, dopo un pantagruelico e trimalcionesco pranzo domenicale, mi ritrovo a fare delle riflessioni, forse accentuate dalla difficile digestione ?. Vengo al sodo, rientro nella categoria dei collezionisti studiosi Numismatici che non hanno la possibilità logistica(per impegni lavorativi pari agli orari di apertura dei negozi) di recarsi negli studi numismatici. Pertanto la scelta e l'acquisto delle monete da mettere in raccolta è fatta quasi esclusivamente sul web. Quindi le fasi preliminari sono o dovrebbero essere, lo studio della moneta che manca in raccolta, il budget a disposizione (modesto.. a volte minimo a volte quasi nullo) l'individuazione dell'asta e del pezzo agognato, studio della moneta proposta, l'offerta, le palpitazioni fino ad avvenuta aggiudicazione, il pagamento... Dopo tutti questi preliminari viene la fase più dura, la più cruenta.. l'Attesa.. Questa è a mio avviso la fase più dura per me, ma credo per tanti di voi, l'attesa, attesa che suonino al campanello, attesa che ti chiamino da casa dicendoti.. È arrivato.. Per me È arrivato è come è nato o è nata, complimenti, ma sarà una bellissima femminuccia o un bellissimo maschietto? A quel punto dopo tanta attesa l'importante è abbracciare e dare il ben venuto a casa al nuovo arrivato maschio o femmina che sia.. ? Voi cosa ne pensate della mia riflessione domenicale? Buona domenica a tutti. Saluti Alberto3 punti
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Buongiorno, prendo spunto da un articolo della Dott.ssa Ceci pubblicato su Archeo e di cui vi presento un ampio riassunto. Lo scritto tratta dell’iconografia di Moneta e trae spunto dall’analisi di un pregevole esemplare di AE Medaglione passato qualche mese fa in asta da NAC. Numismatica Ars Classica > Auction 114 Lot number: 835 Lot description: Diocletian, 284 – 305. Medallion circa 284-286, Æ 29.72 g. IMP C C VAL DIOCLETIANVS P F AVG Laureate, draped and cuirassed bust r. Rev. MONETA AVGG The three Monetae standing facing, heads l., holding scales and cornucopiae; at their feet, heaps of coins. C 326. Gnecchi II, 15 and pl. 125, 1. Toynbee –. Mazzini 326 (this coin). Very rare. An excellent portrait of magnificent style struck in high relief and a lovely brown tone, extremely fine / good extremely fine. Ex M&M sale 76, 1991, 911. From the Mazzini and the Pierre Bastien collections. https://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=1462541&AucID=3010&Lot=835&Val=2dadd39f9c6fecaa5049ce7870cccbd0 L’iconografia si rifà a Moneta (colei che ammonisce, avverte), epiclesi attribuita a Giunone, le cui oche sacre custodite nel tempio sul Campidoglio avevano segnalato l’irruzione dei Galli di Brenno nel 396 a.C. Il tempio di Giunone Moneta sorgeva appunto sul Campidoglio laddove nel tempo vi fu la zecca di Roma: per tale motivo l’attributo MONETA indicò dapprima l’area prossima all’edificio templare e quindi la produzione del contante emesso dalla zecca stessa (oltre ai termini nummus e pecunia). La testa di Moneta compare su denari repubblicani e non è ben chiaro se rappresenti la personificazione della divinità tutelare del contante o ancora la stessa Giunone come protettrice dello stesso. Bertolami Fine Arts - ACR Auctions > E-Auction 73 Lot number: 670 Lot description: Roman Imperatorial, T. Carisius, Rome, 46 BC. AR Denarius (17mm, 4.11g, 6h). Head of Juno Moneta r. R/ Implements for coining money: anvil die with garlanded punch die above, tongs and hammer on either side; all within laurel wreath. Crawford 464/2; RBW 1614; RSC Carisia 1a. VF. https://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=1526605&AucID=3181&Lot=670&Val=3598230a0b6a9cae948e56c6b21d55c6 A partire da Domiziano, in seguito a una ristrutturazione e spostamento degli edifici della zecca, Moneta assume una dignità autonoma e deriva l’aspetto da AEQUITAS con bilancia e cornucopia, spesso con legenda MONETA o MONETA AUGUSTI). A partire da Commodo la figura triplica in modo da rappresentare i metalli monetali, ovvero oro, argento e bronzo. Nel caso del Medaglione in oggetto di studio, la figura centrale propone una bilancia retta da un’asta più lunga delle altre due, probabilmente a simboleggiare una maggior rilevanza nella pesatura dell’oro, forse effettuata con uno strumento più preciso e di maggior precisione; inoltre la posizione centrale fa ritenere che la posizione centrale, preminente rispetto alle altre due, indichi una posizione di importanza maggiore. Infine un particolare non comune ai tipi iconografici delle tre Moneta: ai piedi delle iconografie giace un piccolo cumulo che sta probabilmente ad indicare un gruzzoletto di monete e che doveva indicare probabilmente la ricchezza e la floridezza economica romana. Ciao Illyricum3 punti
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Salve, do' il mio contributo alla discussione col 4 cavalli del 1791, moneta poco usurata , ma purtroppo ha delle brutte incrostazioni, posso fare qualcosa per pulirle?Grazie. Saluti3 punti
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Salve a tutti. Volevo segnalare all'attenzione degli eventuali interessati il programma di questa Giornata di studi organizzata per il prossimo 4 ottobre all'Archivio di Stato di Salerno. L'analisi che verrà presentata in questa occasione non sarà limitata al solo aspetto numismatico ed anche quest'ultimo verrà affrontato con una nuova consapevolezza, grazie alle importanti tematiche storiche che verranno discusse in questa sede e che permetteranno una migliore comprensione della moneta in quanto testimonianza materiale di una cultura che ha forgiato la storia, la società e la politica altomedievale dell'intera Italia meridionale. Sperando che l'iniziativa riscontri il vostro favore, vi lascio alla lettura del programma.3 punti
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Ma davvero qualcuno pensa che lo "strofinamento" di monete, di qualunque metallo siano, possa lasciare su un tessuto di lino delle particelle? e che di queste si possa UNIVOCAMENTE attribuire l'origine ad una lega o ad un'altra? A me pare sia la solita notizia estiva che rimarrà come tale. Anche perché, nell'eventualità (e lo dico sommessamente da scienziato chimico), per rinvenire tali materiali - microgrammi o forse meglio nanogrammi - si sarebbe dovuta fare una analisi distruttiva su una porzione non indifferente del tessuto. Ma dubito che in questi ultimi mesi / anni si sia avuto il permesso di fare ciò. Quindi ci dovremmo basare sui pochissimi cm2 prelevati nei decenni scorsi. Parliamo di frammenti già analizzati in ogni modo, con ogni tecnica. Portare oggi queste notizie mi sembra un modo per convincere la gente alla propria teoria. Ragionamento errato, e soprattutto non scientifico. Al di là di notizie che sono apparse (un po' come copia e incolla) su diverse testate, non vedo ancora lo studio in questione - soprattutto la parte scientifica, ovvero materiali, metodi, dati precisi e non solo frasi messe là - , e, memore di molte bufale estive delle ultime estati (ne ricordo molte, su sedicenti Caravaggi, Leonardi, Codici Voinich ecc.), nonché delle innumerevoli sindonate, ritengo anche quest'ultima un divertissement fine a se stesso. Il problema è che il web reitera le cose spesso senza controllo. Ora faccio una provocazione: Prendete un tessuto di lino, strofinate le vostre monete in elettro o in oro o in qualsiasi metallo per decine, centinaia, migliaia di volte. Portate il lino ad un laboratorio serio e chiedetegli se siano in grado di riconoscere particelle, e determinarne la composizione metallica. Non ci riusciranno. Figuriamoci con un tessuto di mille anni fa.3 punti
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Condivido per confronto la mia mezza Piastra 1832, stesso dritto ma variante nel rovescio: Senza punteggiatura dopo SIC e HIER Queste giovanili vanno prese in qualsiasi conservazione.3 punti
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Allego un curioso dibattito, ripubblicato sul sito della Società Mediterranea di Metrologia Numismatica, ma apparso tempo fa sul Notiziario dell'Accademia Italiana di Studi Numismatici, avente ad oggetto l'utilizzo del termie"legenda" o "leggenda". Buona lettura! SINGOLARE DIBATTITO.pdf2 punti
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2 Grana 1810 D/ GIOACCHINO NAPOLEONE RE DEL*DUE SICI* Busto di Murat rivolto a sinistra. R/ PRIN * E GRAND'AMMI* DI FRAN* Al centro racchiuso fra due rami d'alloro legati in basso da un fiocco: GRANA 2 e sotto la data: 1810 Peso 13,18 grammi2 punti
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Non è proprio una moneta bizzarra ma il nome è simpatico. Ecco la vera ed originale PATACA.2 punti
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Il grappolo d'uva è ben rappresentato sulle monete già dall'antica Grecia dove era molto vivo il culto di Dioniso (bacco per i romani)... Nella bibbia la vite simboleggia il benessere, la benedizione e la fecondità, il vino simboleggia invece l'alleanza, la gioia e la festa nuziale... In oriente si identificava una vita per ogni foglia di vite... Tutte motivazioni che potrebbero aver spinto in zecca a imprimere il grappolo d'uva sui 4 cavalli, ma non solo, sempre sotto Ferdinando si coniarono i grani per il regno di Sicilia sempre con il grappolo d'uva al rovescio...2 punti
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Buonasera a tutti, I nominali più numerosi della mia Collezione sono gli spiccioli in rame: Ferdinando IV è il più cospicuo come pezzi, lo considero un mondo ancora sconosciuto e pieno di varianti da scoprire. Quando ho da scegliere fra una Piastra e una moneta in rame..... Non sto a pensarci due volte...il rame! Queste discussioni in sezione le considero molto utili, per poter catalogare le varianti di conio e stabilire le rarità dei millesimi. ........ Basterebbe condividere. @Litra68 stasera aggiungo i miei due 1788, identici come rovescio ma diversi nel dritto. Il primo (con patina scura) presenta la tipica schiacciatura di conio sulla testa del Re. L'altro (spatinato purtroppo) ha i rilievi. Anche l'esemplare raffigurato sul Manuale Magliocca ha lo stesso rovescio ma un altro dritto ancora diverso dai miei due pezzi.2 punti
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Il mio primo 4 Cavalli lo vidi in una piccola cartoleria in città, la Signora Ida teneva in negozio ciò che restava della Collezione del defunto marito. Grande Collezionista di francobolli, non disdegnava collezionare le monete del suo territorio. La moneta mi sembrò troppo piccola e con una patina scura che la rendeva proprio brutta per i miei gusti. La prima domanda che feci alla Signora fu: Che significa C4? ? E lei con tutta la sua pazienza a spiegarmi che la C stava a significare il tipo di nominale: Cavalli e che il 4 era il suo valore, Uscii dal negozio con in prestito il suo vecchio Gigante. La sera ricopiai tutti i contatti dei professionisti che si trovavano a fine pagine del Catalogo, quelli che spedivano i listini gratuiti. La moneta la presi in seguito e fu l'inizio della mia avventura numismatica. Sono passati quasi 25 anni da quel giorno e spero non mi passi la voglia di andare avanti nello studio e nel collezionare. Scusate le chiacchiere. Saluti a tutti.2 punti
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Ciao amici ultima arrivata, 1798 120 grana, cosa ne pensate? Anche se con difetto la trovo affascinante e non proprio in cattiva conservazione. Attendo commenti.1 punto
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Buonasera, Alberto. Posso solo immaginare quanto da te descritto in questo therad. Per quanto strano potrebbe sembrare, fino ad ora non ho mai comprato monete via Internet ma me le procuro nel 99,9% dei casi al mercato Cordusio di Milano, anche se sono cosciente che oltrepassato un certo livello dovrò anch'io ricorrere al web. Ma ho provato sensazioni simili in un altro settore: in rete compro spesso libri usati e anche in quel caso l'eccitazione nell'attesa di ricevere le tanto agognate informazioni in essi contenute è grande.1 punto
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Dal Vocabolario della Lingua Italiana Treccani che posso consultare fisicamente: legenda s. neutro pl., lat. leggenda s. f. (dal lat. mediev. legenda, femm. sing., propr. neutro pl. del gerundivo lat. legendus « da leggersi »1 punto
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@ak72 grazie mille per le precisazioni: a molti dettagli non ho fatto caso, non conoscendo così bene questa monetazione. ?1 punto
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Ciao, grazie mille! Allora il colore dorato è dato proprio dalla lega metallica come hai correttamente ipotizzato. Le macchie sulle erosioni sono invece focolari di cancro del bronzo.1 punto
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Salve @Enki, come al solito, dovresti inserire anche foto del retro della moneta. Poi, se ne hai la possibilità, sarebbe buona cosa, in linea generale, inserire anche peso e diametro della stessa. Non sono esperto di questa monetazione, ma sembrerebbe essere proprio un grosso matapan in argento coniato a Venezia a nome del doge Giovanni Soranzo (1312-1328). Rif.: Paolucci, n. 2. Variante riportata dal Papadopoli con punto dopo VENETI al D/. Per una classificazione più precisa occorre osservare il rovescio.1 punto
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Hai ragione Simone, ho risposto senza consultare il mio WORLD COINS ( 1993 ), allora rimane un bel dilemma.1 punto
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Buongiorno a tutti, vorrei farvi vedere una moneta che posso considerare la più bella della mia (modesta) collezione. Si tratta di una Piastra di Ferdinando II del 1838 col sottocorona rigato. Alcuni di voi potrebbero riconoscerla: è già apparsa qui sul forum, ma la ripubblico con piacere. Ne approfitto per ringraziare i due amici che mi hanno permesso di metterla nel mio monetiere. Sapete chi siete: grazie di cuore.1 punto
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Ciao Angelo, l'augurio è assolutamente reciproco :-) Grazie ancora. A presto Mimmo.1 punto
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Aggiungo una devozionale che non è ancora presente D/ S. Maria Lauretana - R/ S. Gaetano da Thiene Dimensioni (appicagnolo escluso) 30x26 mm, materiale Bronzo, datazione fine del XVII secolo1 punto
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Perbacco cabanes !!!! Oltre a @Nikita la apprezzo pure io !!! Mai vista ! Non oso chiederti se fa parte della tua collezione... Incredibile. 16 monete coniate ! E questa ( scusa se mi permetto ) ha segni di usura, quindi è stata sicuramente in circolazione e magari una "svizzerotta" inconsapevole l'ha usata per comperare un Kg di pane, il panettiere è andato dal macellaio etc etc . Le monete potessero parlare, chissà cosa potrebbero raccontare. Comunque complimenti e Grazie per aver postato questa moneta. Ciao1 punto
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Ciao, ti segnalo questo link relativo ai pesi dei follis nel periodo da te indicato. http://manuali.lamoneta.it/Follis.html#follis2 assolutamente sì, ho letto anche la definizione "1/5 di follis" ... Ciao Illyricum1 punto
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In 1896, only 20 centimes and 20 francs were stamped in gold for circulation. This year the World Expo took place in Geneva and the Federal Mint was represented there with a booth to offer coinage and medals for third countries. In order to be able to show current examples from the production program, a small number of pieces with the year 1896 were particularly carefully coined by all nominals. Some of these pieces went as a souvenir to employees of the coin after the exhibition and thus came into circulation. Today, these extremely rare pieces are very sought after. Fonte: https://en.numista.com/forum/topic66817.html1 punto
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Da principiante posso ritenermi soddisfatto di questa moneta coloniale tedesca1 punto
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Capitasse ad alcuno di lasciare la Calabria delle vacanze per ritornare, magari verso le Langhe Monregalesi, poco a Nord di Sapri potrebbe notare le mura merlate dell'antico borgo rivierasco di Policastro . Forse l'antica Pixunte, colonia mercantile della greca Reggio venuta in potere di Sibari verso il VII-VI sec. AC. , dopo romana col nome di Buxentum, in epoca alto-medioevale bizantina assume il nome di Policastro con il quale sarà poi dei Longobardi di Salerno, Normanna ed ancora Angioina ed Aragonese fino ad essere nel 1328 dei Grimaldi di Genova . Tuttora ben visibili importanti tratti delle fortificazioni di epoca medioevale, dall'epoca magno-greca invece forse solo la controversa leggenda 'Pixoes' su rarissimi stateri incusi di tipo sibarita attribuiti, per altro con incertezze, a Siri .1 punto
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Secondo me stiamo entrando in un dibattito già affrontato un’infinità di volte e che, come al solito, non porterà a nessuna conclusione data la naturale inconciliabilità delle opinioni in merito. Personalmente mi piace collezionare (per quanto mi è possibile da un punto di vista economico) monete in alto stato di conservazione. Ciò non vuol dire che se compro un FDC o una moneta in slab divento automaticamente un investitore o uno speculatore. Allo stesso modo i “veri” numismatici non sono solo quelli che comprano monete in BB. Secondo me (opinione personale) solo nelle monete in alto stato è possibile osservare dei particolari, dei dettagli del conio che, inevitabilmente, si vanno a perdere nelle monete BB. Per questo, in totale “disaccordo” con l’opinione di @Gallienus, preferisco sempre comprare un FDC anziché 2 BB. Perché so già che non proverei soddisfazione nel possedere tali monete. Ciò lo dico per esperienza diretta: all’inizio compravo solo monete BB per una questione di prezzo. Poi, confrontandole con monete in FDC (o quasi), mi rendevo conto della differenza abissale e finivo col pentirmi dell’acquisto. Detto ciò, ognuno è libero di collezionare le monete del periodo di proprio interesse e di sceglierne il grado di conservazione. Se ci sono collezionisti che comprano solo il BB e, addirittura, lo preferiscono al FDC perché apprezzano le monete “vissute” buon per loro. Non vedo dove sia il problema, anzi! Dovrebbero essere felici che il mercato stia dando così tanta importanza alle alte conservazioni. In questo modo possono trovarsi il campo libero dalla concorrenza e comprare più facilmente anche pezzi molto rari. Perché, invece, vedo che si stanno lamentando soprattutto i puristi delle basse conservazioni di questo mercato “speculativo” orientato ad un’inflazione dei prezzi per i FDC? A voi cosa cambia? Saremo noi amanti delle alte conservazioni a rimetterci dato che dovremo svenarci sempre di più per comprare anche solo monete poco rare. O forse c’è qualcuno che, sotto sotto, preferirebbe il FDC ma, non potendo permetterselo, fa tutte queste storie?1 punto
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accidenti, quanti giudizi... riparte la crociata anti SLAB vedo.. mi fa sorridere vedere come chi non condivide gli SLAB demonizzi aprioristicamente chi invece acquisti monete chiuse da enti certificatori. E che tali collezionisti (che poi nella mente di chi critica non sono più o non sono mai stati collezionisti ...) siano dei babbioni, che si fanno fregare, se va bene. O dei bagarini solo orientati dal profitto, se va male. Tutto bianco, o nero, alla talebana. Facendo un pacchetto unico della numismatica (migliaia di anni di storia...centinaia o migliaia di monetazioni differenti, ciascuna con le proprie uniche peculiarità). Però la verità viene condensata in due righe. SLAB = capisci poco. Magari tu Sirlad vivi in una grande città, hai accesso facilmente ad aste, convegni, negozi, periti...magari la monetazione che segui ti permette di comprare, o vedere monete, facendo 5 km...vedendole in mano. Magari hai amici con cui puoi scambiare consigli o pareri de visu. Magari io invece vivo sui monti Appalachi, e voglio collezionare monete austriache dell'800. E ho accesso solo ad internet-e bay, o aste on line. E magari se vedo una moneta in slab che mi interessa, venduta fisicamente in Giappone o in Sud africa, posso comprarmela (relativamente) tranquillo. Magari quella moneta la studio da anni, e ne conosco dettagli che tu nemmeno sai che esistono... però la prendo in SLAB, ERESIA!!!! quindi ne capisco poco o nulla di numismatica... tu invece la domenica mattina (è sempre un esempio eh, volutamente estremizzato, ma il tuo intervento non prevede mezze misure, hai sputato la tua verità) prendi il motorino, fai 2 km e guardi 200 monete che ti porta l'amico numismatico. E sei un VERO COLLEZIONISTA... ti piace vincere facile eh... bonci bonci poppopoò1 punto
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Beh ma quando uno manda una moneta , l' ente non si occupa di guardare tutte le altre della stessa tipologia chiuse in slab, questo per una serie di motivi: - potrebbe influenzare il parere dei vari "periti" che giudicano la moneta indipendentemente - ci sono numerosi enti ( NGC e PCGS sono i più famosi , diversi altri) quindi servirebbe avere l' archivio di tutti gli enti , cosa praticamente impossibile. - attraverso il codice io posso risalire a quella particolare moneta , ma non alle altre .. quindi senza codice è impossibile risalire ai vari esemplari ed in particolare a quel pezzo preso in esame. - la fotografia presente in archivio non è automatica , è infatti un servizio accessorio che i primi anni non veniva fornito e fino a qualche anno fa, che io sappia era a pagamento. Comunque una piccola considerazione , premesso che quello scritto dei posta precedenti è vero : ovvero che col tempo i grades sono lievitati. In particolare da NGC, tanto è vero che una moneta MS 64 PCGS realizzerà quasi sempre più di uno NGC. Alla fine fra 58 e 62 balla più o meno la differenza fra SPL e SPL + e tenendo conto che le conservazioni sono sempre un minimo soggettive penso che ci possa stare come differenza se sono state visionate da persone diverse.1 punto
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Come non essere daccordo con te, dal primo grande modulo del 1819 per Ferdinando I.....all'ultimo di Francesco II del 1859. Quello che vi posto stasera è un 10 Tornesi 1859 per Ferdinando II.1 punto
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Buongiorno, ecco il millesimo successivo: Ferdinando IV Cavalli 9- 1790, Notate le differenze nella torre al rovescio, lati superiori dritti.1 punto
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Non si tratta di posizioni diverse....si cerca di capire del perché, lo sai anche tu che i documenti scarseggiano, anzi quasi nulli, però qualcosa c'è e qualcosa si può fare quando però ci si DISCUTE sopra come in questo caso. Grazie a te per avercelo permesso......comunque aspetto Francesco per cercare di capire cosa ne pensa.1 punto
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Quindi dalla tua risposta deduco che avevo capito bene, si tratta di due persone diverse, invece da quella di Rex Neap mi pareva il contrario (ma forse avevo inteso male io). Invece avevi capito bene, per me sono un’unica persona. Devo dedurne che il barone Francesco, prima di diventare Direttore Generale e per un po' in contemporanea col suo omonimo Domenico è stato anche Maestro di Prova? Qui, sulla seconda parte del discorso, logicamente non mi trovi d’accordo, in base a quanto ho detto prima, ma sulla prima……ci siamo. Oppure che quando ci troviamo di fronte a un B. CICCARELLI M.P. (esempi: D'Auria 188 e 193 più l'ultima delle medaglie fotografate a pagina 322 siamo di fronte a un errore di punzonatura perché c'è la B al posto della D? Mi sembra strano che ciò sia avvenuto su tutte…come detto prima è ancora un nodo da sciogliere, forse la risposta è nell’articolo che Francesco ci ha postato, speriamo che riesco a trovare qualcosa in merito. Il barone Francesco Ciccarelli fu, oltre che Direttore Generale della Moneta, anche Maestro di Prova per determinate emissioni di medaglie, per questo era siglato in più versioni. Ottimo….infatti Io so che Domenico Ciccarelli fu incisore, infatti vediamo la sua firma al dritto della medaglia del 1844, però se non erro D.Ciccarelli M.P. è presente anche al dritto e rovescio della medaglia del 1837 del II matrimonio di Ferdinando II e del 1845 per la visita dello zar Nicola II a Napoli, non saprei ora esserti preciso, tu pensi che l'incisore abbia punzonato la D al posto della B? Penso di no, è probabile che tale Domenico (un parente del barone Francesco Ciccarelli?) abbia ricoperto in quel caso la carica di Maestro di Prova per quella determinata medaglia. Ottimo anche qui……c’è un passaggio importantissimo su quello che hai scritto se non erro D.Ciccarelli M.P. è presente anche al dritto e rovescio della medaglia del 1837 del II matrimonio di Ferdinando II e del 1845 per la visita dello zar Nicola II a Napoli a cui aggiungo quella per la Basilica di San Francesco di Paola…...ora dall’alto della tua esperienza come è possibile che su queste medaglie se avalliamo l’ipotesi di D (Domenico Ciccarelli incisore) troviamo due firme al dritto che identificano l’incisore ? è impossibile……quelle incise sono (a volte due al dritto e tre al rovescio a volte tre ecc. ) le cariche che v’erano in zecca. Quelle che hai riportato sono medaglie importantissime, di cui alcune corredate da documentazione e lavori, ed in esse non viene mai riportato un'incisore dei coni che si chiamasse Domenico. Tu pensi che l'incisore abbia punzonato la D al posto della B? Penso di no. Daccordissimo.1 punto
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Ciao….il discorso è molto ma molto interessante e finalmente ne possiamo discutere, ad oggi non conosco ancora il metodo di quotare ad una ad una frasi quindi cercherò di scrivere tutto qui, magari facendo copia e incolla e se poi qualcosa mi è sfuggito, Vi prego fatemelo notare. Parto dall’intervento di Tornese……poi proseguo anche con ciò che hai scritto Francesco, così magari insieme cercheremo di chiarire. Poi, guardando le due medaglie da te citate del 1836 e 1837 (D'Auria 191 e 192), vedo che la dicitura D. CICCARELLI è seguita da M.P., che credo stia a significare Maestro di Prova. Poteva il Ciccarelli sommare le cariche di Direttore e Maestro di Prova? Il Direttore Generale ed il Maestro di Prova sono dal 1824 la stessa persona, il maestro di prova non viene più inteso come, in precedenza, colui che doveva verificare la bontà dei metalli (oro, argento) che entrava in zecca e con cui venivano coniate le monete, ma come la persona che svolgeva il delicatissimo incarico di concedere permessi e autorizzazioni, per iscritto, nell’intraprendersi tutti i lavori all’interno della zecca, firmando per autentica con il suo cognome seguito da MP…queste autorizzazioni venivano indirizzate al solo Direttore del Gabinetto d’Incisione e solo a lui in persona (come dire che la medaglia o la moneta era buona, in gergo “stata provata” prima di essere sottoposta al Ministro delle Finanze e successivamente presentata al Re). La cosa che noto è che ci sono altre medaglie emesse sia contemporaneamente che dopo quelle da te ricordate sulle quali invece la stringa è B. CICCARELLI M.P. Ad esempio: medaglia 1836 per la nascita del Duca di Calabria Francesco di Borbone (D'Auria 188) e medaglia premio 1838 in oro (D'Auria 193). Dopo quella che ho riportato e cioè la medaglia 1836 per la nascita del Duca di Calabria, Francesco di Borbone (D'Auria 188) non vi è alcuna altra medaglia con la scritta B CICCARELLI M.P. ad eccezione della D’Auria 193 (peraltro unica) e alcune per merito Ricciardi 221 – 222 – 224 – 249 del perché su queste e solo queste medaglie si sia fatto incidere con la lettera B purtroppo non ci sono documenti a sostegno (ma vi faccio osservare che sono tutte opera del Cariello). Quindi, sempre da profano, mi verrebbe da pensare che o si trattava appunto di due persone diverse oppure che, per qualche ragione, Francesco Ciccarelli siglava a volte con la B di Barone e altre con la D che però, in quel periodo non poteva essere ancora l'iniziale di Direttore. Un errore (cioé D al posto di B per sbaglio)? Non credo perché sfogliando il volume si vede che la cosa continua per anni. Non sono due persone diverse, furono la stessa persona e cioè Francesco Ciccarelli che inizialmente si “fece” siglare B e poi D, l’unico nodo da scioglie è del perchè sulle medaglie premio scelse di fare incidere prima la lettera B anche quando divenne “definitivamente” Direttore Generale e poi D. B.Ciccarelli corrisponde invece al barone Francesco Ciccarelli, Direttore Generale delle Monete, da qui le sigle D.G. (maestro di prova per le monete e medaglie) e direttore del Banco delle Due Sicilie tra il 1839 e 1860 Francè……come abbiamo appurato ci sono medaglie prima di questo periodo con B e D…secondo te il De Rosa (sempre MP), che fu il Direttore Generale prima del Ciccarelli avrebbe mai permesso di far incidere le sigle di un’altra persona al posto suo ? credo proprio di no … molte volte hai riferito che la medaglia è come un libro o qualcosa del genere in cui ci sono incise tutte le cariche…...…bene è verissimo. > continua ....ma l'articolo che ha postato Francesco potrebbe essere molto chiarificatorio :crazy:1 punto
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@@tornese71 ciao …..come primo atto devo purtroppo correggere ciò che hai scritto: Francesco Ciccarelli non fu un incisore, bensì ricoprì la carica di “Direttore Generale dell’Amministrazione delle Monete” prevista dall’Art. 1 del Decreto N° 1164 del 26 luglio 1824 che recita: L’amministrazione generale delle monete verrà regolata da un Direttore Generale che sarà il reggente del Banco delle Due Sicilie, a’ termini del Decreto del 26 di Novembre 1821......ma questo avvenne logicamente dopo che il De Rosa lascio la carica. Assodato questo, altre medaglie in cui al posto dell’iniziale del nome troviamo un’ altra lettera ( che sia come in questo caso, un titolo nobiliare o altro) non ne conosco, tranne che per il Ciccarelli, ma devi sapere che il Ciccarelli aveva un debole per la condizione aristocratica tanto da farsi nominare, quasi a fine carriera, nel 1856, da Ferdinando II di Borbone, Marchese di Cesavolpe e nel 1858 Gentiluomo di Corte; questo fu uno dei motivi per cui troviamo sulle medaglie del periodo la lettera B (di Barone) invece che F (di Francesco); adesso però, dato che hai aperto un discorso un po’ complesso, delicato e ricco di ulteriori domande, ti anticipo….infatti potresti chiedermi…come mai prima del suo cognome troviamo qualche volta B (ma se non erro una sola), poi D e successivamente D G. ? Il Ciccarelli assunse la carica di Direttore il 6 marzo del 1939 “A.B.N. verb. 1939, discorso del Commendatore Prospero De Rosa dè Marchesi di Villarosa pronunziato all’udienza della Reggenza del Banco delle Due Sicilie il dì 6 marzo 1939”…e quindi non dovremmo trovare medaglie con la D davanti al suo cognome prima di questa data, ma in realtà non è così, ci sono alcune medaglie, come quella del 1836 (San Francesco di Paola) e 1837 (Le nozze con Maria Teresa d’Austria) in cui troviamo inciso prima del suo cognome la lettera D (di Direttore); Ma questo perché ?…..qualcuno si è mai posto questa domanda ? :crazy: Spero che con questa seconda parte del mio intervento stuzzico un po’ “l’appetito” di qualcuno interessato. Un saluto Pietro1 punto
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Stamane mi sono imbattuto, sempre per il prosieguo del mio lavoro, nella lettura attentissima di questo Bollettino http://www.ilportaledelsud.org/bcnn1976_1.pdf alla pagina 310 trovo scritto qualcosa che poco mi è chiaro e che vorrei condividere con Voi. Nel caso specifico, dopo aver analizzato le altre medaglie oggetto dello studio, siamo nel 1822, la Medaglia in questione è quella coniata per la visita della duchessa di Lucca alla Zecca...............le parole scritte che poco mi convincono, anzi.........., sono queste: " [.....] il Gabinetto d'Incisione Diretto dal Rega" ma come faceva Filippo Rega ad essere il Direttore (1822) del Gabinetto d'Incisione che venne istituito solo il 17 marzo 1829 e solo in quella data ne assunse la Direzione ? .......... ci sarà stato sicuramente un errore.....!! ;) La foto della Medaglia è tratta dall' Asta NAC 47 del 3 giugno 2008 lotto 463; Ricciardi 126 - D'Auria 139.1 punto
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...........ma il Direttore del Gabinetto d’Incisione da chi riceveva lo “start” per dar corso ai bozzi dei disegni di tutte le impronte delle Monete e delle Medaglie da coniarsi ? …. logicamente, come ben si può conoscere, non agiva di sua spontanea iniziativa, v’era, all’interno dell’organico dell’Amministrazione Generale delle Monete, un personaggio che fungeva da “collante” fra il Gabinetto, passando attraverso il Ministro delle Finanze e giungendo fino alla volontà Sovrana; questa persona era il Direttore Generale dell’Amministrazione, che poi era anche il Reggente del Banco delle Due Sicilie, senza la cui autorizzazione (per iscritto) non poteva mai cominciarsi alcun lavoro. In questi anni ( e cioè dall’inizio della riforma e fino al 1860) due furono le persone di alto rango che si avvicendarono in tale incarico e che contribuirono a tenere elevato il prestigio dell’Amministrazione Borbonica: il Sig. Prospero De Rosa, Marchese di Villarosa, e il Barone Francesco Ciccarelli, successivamente Marchese di Cesavolpe. Ho trovato notizie sui due nominativi innanzi detti in questo piccolo “mattoncino” di 500 pagine, molto ma molto interessante.1 punto
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