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And a Standing Liberty quarter from Philadelphia, 1917, and the World War had just added America to its list of victims,,,,, v.5 punti
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4 punti
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Buongiorno, tempo fa comprai questa moneta da 10 rubli 2000, commemorativa del 55° anniversario della Vittoria dell'Unione Sovietica, nella II^ GM. Al rovescio presenta l'immagine di un soldato russo che incita all'attacco. Pensavo che fosse una immagine idealizzata, per dare l'idea dello slancio sovietico nella guerra contro la Germania; invece, mi sono accorto che il personaggio raffigurato è esistito realmente ed è stato immortalato dalla foto che lo ritrare in quell'atto di coraggio. Costui era Oleksij Hordijovyč Jeremenko, commissario politico, che durante una battaglia contro le truppe tedesche presso Choroše, tra Lugansk e Lisičansk, guidò i propri soldati contro il nemico, gridando «Seguitemi! Per la Patria! Avanti!». Fu in quell'occasione immortalato in una celebre fotografia tra le più rappresentative del conflitto; pochi secondi dopo lo scatto, Jeremenko fu ucciso dal fuoco nemico , il 12 luglio 1942. A Jeremenko fu dedicata una statua nel punto esatto della sua morte . Dimenticavo, la leggenda " 55 лет Великой Победы", significa "55 anni Grande Vittoria".3 punti
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Carissimi, condivido le foto del mio acquisto al Veronafil... Anzi, del mio primo acquisto al mio primo Veronafil Le foto sono state fatte con l'I-phone, però, per sicurezza, non fidandomi più di farmi vedere alla finestra per prendere la luce naturale neutra da nord, ho provato ad illuminare il tondello in fase di scatto con luce bianca a led (con pessimi risultati, la moneta virava al giallo paglierino) e luce a fluorescenza (per assurdo, ha dato i risultati più neutri), e dopo un po' di tentativi questo è il risultato migliore... Lo so che la qualità è quel che è, però credo sia abbastanza chiara per riuscire a determinarne, per quanto possibile, variante epigrafica in legenda, particolari e per apprezzarne la qualità. Al D/: • AN DADVL’ • [dietro al doge] / S M VENE • [dietro al Santo] / DUX • [a ore 12, in mezzo] A sinistra San Marco, con la testa nimbata e di tre quarti, in piedi, vestito in abiti sacerdotali e tenendo il vangelo nella sinistra, si volge a destra e riceve dal Doge, pure in piedi ma di profilo, un cereo portato con ambe le mani. Il Doge con ampio manto, ornato di pelliccia, ha il capo coperto dal berretto ducale. Nel campo sotto il cereo, fra le due figure, l'iniziale del massaro, “m”. Al R/: • XPS • RES / VRESIT •/ • [tra il vessillo e l’aureola del Cristo] Gesú Cristo di fronte, con nimbo crociato di forma greca, sorge dal sepolcro, con lato corto rappresentato in prospettiva) ponendo a terra la gamba destra. E' coperto di lunga veste che gli svolazza sul fianco sinistro, stringe nella sinistra la croce posta dinnanzi al suo petto e nella destra un vessillo che ondeggia a destra. Sul sepolcro sono scolpite attorno quattro croci, tre sul fronte lungo e una sul lato corto in prospettiva. Ho confrontato il tondello con gli altri presenti sul catalogo de La Moneta, e, se può interessare, questo al R/ presenta la particolarità che la testa nimbata del Cristo risulta incorniciata nella legenda da due globetti, quello che precede XPS (riscontrabile anche negli altri) e quello che segue il vessillo, concludendo la legenda con un doppio punto, VRESIT •[vessillo] • Vi chiedo, invece, per quel che riporta il Papadopoli sulla sigla del "m" del Massaro riferibile a Marco Navager, visto che assume il ruolo di Massaro alla moneta (massarius ad monetam) nel 2 maggio 1343 e Massaro all'argento (massarius ad argentum), il cui ruolo finisce il 14 luglio 1348, se per queste si può datare la coniazione di questa moneta solo al suo ruolo di massaro all'argento. Io confrontandola con l'altro mezzanino che possiedo, e alla luce di quella discussione, mi sentirei di classificarla come un qSpl, ma attendo Vs opinioni. Certamente, oltre a portarsi dietro un sacco di storia, la sua presenza in collezione sarà impreziosita dal mio personale ricordo della giornata al Veronafil condivisa con voi. Ancora grazie a voi tutti3 punti
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@Anxur ha espresso le sue perplessità al fine di provare a capire se questa "tipica patina spagnola" può essere considerata genuina o, al contrario, se è tipica spagnola nel senso che è tipico dei venditori spagnoli rendere più appetibili certe monete tramite artifici, in particolar modo su monete che altrimenti così appetibili non sarebbero. Tomares Hoard https://elpais.com/elpais/2016/04/28/album/1461842532_524900.html#foto_gal_1 Riotinto Hoard https://elpais.com/cultura/2017/07/05/actualidad/1499270227_329190.html3 punti
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Bella foto e bella moneta. Sicuramente il Marco Navager è il Massaro. Viene nominato una prima volta il 19 Novembre 1333, confermato il 10 Febbraio 1334 (more veneto quindi 1333) ma viene accusato di gravi ingiurie verso il Consilio Veneto e sospeso per un anno. Nonostante queste accuse viene riconfermato Massaro il 1343 ma a causa delle sue vicende deve lasciare il posto a suo figlio Giovanni che viene eletto il 1348. Storia veramente particolare. Ciao Fabrizo3 punti
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Con il segno di valore davanti alla prora non è anonimo. direi 190/1, gens Opimia, anche per la forma della nave. https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G98/103 punti
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Parer mio, sesterzi di Adriano, imperatore tra i più comuni, può trovarne in qualunque asta o negozio, e risparmiare questi 100 euro per un pezzo più valido è stata la scelta più avveduta. Se l'impegno economico deve essere sui 100 euro, consiglierei piuttosto di orientarsi su un buon asse, forse più piccolo, ma con ben altri caratteri. Ne allego un esempio, venduto a 100 euro + diritti. Rilievo altissimo al dritto, circa 2,5 mm, ottimi dettagli generali e superfici leggibili con patina originale, non nascoste da 'argilla'.3 punti
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Anche per me sono arrivati i 10 anni di iscrizione al forum... a me davvero sembra ieri quel 27 Novembre 2009. Festeggerò comprando una nuova moneta (ogni scusa è buona per farlo, no? )2 punti
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Grazie principe. Un mio antenato, capitano delle guardie ducali, fu fatto nobile dal duca di Modena Francesco IV perché, durante un evento ufficiale, si scusò per una scorreggia prodotta dai magnanimi lombi ducali assumendosene la responsabilità....2 punti
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Esami rischiosi? lo sono sempre stati..... un vuoto di memoria e a far scena muta ci vuole un attimo!2 punti
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Interessante... ancor più interessante sarebbe contestualizzare cronologicamente e geograficamente i singoli tipi. Prometti però che non farai qualcosa di analogo con le romane provinciali...2 punti
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Esiste un'ipotesi per spiegare la meta presente su tutta la serie 124 e trae fondamento da un passo di Livio (XXX, 27) Et ut placatis dis omnia inciperent agerentque, ludos quos M. Claudio Marcello T. Quinctio consulibus T. Manlius dictator quasque hostias maiores uouerat si per quinquennium res publica eodem statu fuisset, ut eos ludos consules priusquam ad bellum proficiscerentur facerent. ludi in circo per quadriduum facti hostiaeque quibus uotae erant dis caesae. I consoli citati all'inizio del passo sono Tiberio Claudio Nerone e Marco Servilio Pulice Gemello, siamo quindi nell'anno 202 (il voto fu fatto da Manlio Torquato nel 208, sotto il consolato di Marco Claudio Marcello e Tito Quinzio Peno). Il riferimento potrebbe quindi essere ai ludi in circo celebrati in quei quattro giorni dell'anno 202 o ad un evento simile, che rese necessaria tale coniazione al fine di sostenere le spese necessarie all'allestimento dei ludi. Tale ipotesi (Rosa Maria Nicolai, "La circolazione del denario repubblicano nella penisola italica fino alla metà del II secolo a.C.") inserisce tale simbolo nella categoria dei "simboli nuovi" insieme all'apex, al rostrum tridens, al coltello, alla dolabella, allo scudo e carnyx e all'orecchio. Eccezion fatta per il misteriso orecchio, sarebbe possibile inquadrare tali restanti "simboli nuovi" quali "simboli giustificativi" dell'emissione e non commemorativi.2 punti
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@Rex Neap Questo Carlino non ha il simbolo del fiore al D/ ma è di più che buona qualità ... potrebbe servirti (asta Civitas Neapolis). ?2 punti
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sempre curioso di tutte le porcherie che si possono fare, e contagiato dallo spirito avventuroso di @littleEvil, ho tentato un approccio ancora più brutale dell'uovo sodo e dei vapori di zolfo. Avevo da anni un 5 franchi della terza repubblica francese che qualcuno aveva lucidato molto pesantemente. Ho già scritto che a me piace il colore dell'argento pulito, ma questa moneta era talmente lucida da sembrare fatta di acmonital, al punto da sollevare dubbi sulla sua genuinità. Però diametro, peso e suono argentino quando percossa erano quelli giusti; inoltre il bordo, e solo quello, era patinato. Dopo anni fatti passare inutilmente sul monetiere, per tentare di trasformare l'acmonital in argento, ho deciso di violentarla. La ricetta: ho versato acqua bollente entro una tazza ove avevo messo in precedenza un cucchiaino di zolfo idrodisperdibile (quello usato in agricoltura contro l'oidio), ho mescolato ed ho immerso per pochi secondi (15 ?) la moneta. Ecco il risultato: non è argento pulito, ma almeno non sembra più acmonital!2 punti
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I cambiamenti inquadrati nel loro periodo storico... lo stile, i messaggi e quant'altro, è quello che vedremo in questa discussione anche solo attraverso le monete che hanno utilizzato quotidianamente le persone di tutto il mondo negli ultimi 120 anni. ps: Non ci saranno però ne aerei e ne auto! Mi sono sembrati solamente molto rappresentativi, come per le monete e le banconote, tre diverse epoche.2 punti
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Ciao Sirlad, ogni volta che si parla di pulitura delle monete si rischia di scatenare un putiferio. Ogni parere è da rispettare e soprattutto esiste un'infinità di variabili che non ti permettono di creare una regola che sia condivisibile dalla maggioranza. Io non pulisco mai le monete che hanno una "vera" patina. Pulisco le monete sporche, unte e bisunte, anche per motivi igienici. In questo campo bisogna avere una mentalità un po' più aperta. Il Caravelle postato da cabanes prima era una moneta "sporca" e probabilmente maneggiarla ti poteva anche dare un po' fastidio. Quindi, se hai un po' di senso estetico e/o delle norme igieniche, non penso sia giusto affermare che "prima" era meglio. In una precedente discussione avevo raccontato che mio padre comperò un secchio di monete d'argento che erano state sepolte ( negli anni della guerra ) sotto una stalla. Ti immagini come potevano essere ? Dovevano essere solo lavate in acqua corrente ed alcune messe in collezione così come erano ? Non penso proprio, perchè gli stessi archeologi a volte intervengono piuttosto pesantemente sulle monete trovate nei ripostigli. Ogni moneta deve essere valutata ed eventualmente pulita. Poi sai quando vedi la "patina iridescente" delle Aste ( che per loro è un surplus )... con il "metodo dell'uovo" comprendi molte cose. Questa è una manipolazione molto peggiore della pulitura delle monete, perchè non è più una questione di estetica, ma è una questione di soldi. Ciao Beppe2 punti
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Buonasera, questa è una di quelle monete che mi piacerebbe ricevere come resto al posto dei 2 Euro.. ? Bella veramente.. Saluti Alberto1 punto
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Ne avevamo già parlato, quella serie fu una specie di banco prova, per questo durarono poco, è stato "testato" il passaggio da un modo di concepire le banconote ad un altro. Lo stesso Roberto Mori, ex Direttore centrale B.I. ed ex responsabile della fabbricazione delle banconote, in un suo libro le definisce... (leggere gli ultimi due paragrafi) "Il biglietto di banca" (capitolo III - il soggetto) (- molto bella* - si riferisce naturalmente alla serie precedente: Manzoni,Leonardo Colombo e &) Due bei pezzi da centomila lire comuque anche se manca il retro!1 punto
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Ciao Marco, complimenti per il libro e in bocca al lupo per la presentazione di domenica. Quando riesci per favore portami una copia.1 punto
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Guarda, non sai quante perizie gonfiate ci sono in giro , e comunque il grado di conservazione lo fa la moneta e non certo un cartellino...1 punto
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Completo la serie escluso l'oro ( che ho sempre e solo visto in foto...ahimè!)1 punto
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per lo stesso importo direi che non c'è proprio paragone dal punto di vista stilistico. Ritratto espressivo con rilievi molto belli1 punto
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STEMMA SAVOIA Secondo Jean d’Orville, detto il Cabaret, sul primo stemma di Casa Savoia c'era un'aquila nera in campo oro, dono dell'Imperatore al suo fedele scudiero Beroldo; solo dopo la seconda crociata, di Amedeo III e di Luigi VII di Francia, Casa Savoia ha utilizzato l'emblema con una croce bianca in campo rosso. Le vicende che portarono a questo secondo stemma sono raccontate in modo alquanto fantasioso dallo storico di Amedeo VIII, preoccupato più di far piacere al suo padrone e di dimostrare la discendenza sassone della stirpe che di rispettare la verità, ma credo comunque che valga la pena di leggerle. "Il re di Francia, convinto da san Bernardo a partecipare alla crociata, si stava organizzando con una prudente calma (se la prendeva comoda). Il Papa e l'Imperatore decisero di stringere un po' i tempi ed affidarono un'armata al conte di Savoia Amé III incaricandolo di andare in avanscoperta. Quest'ultimo s'imbarcò e giunse a Rodi dove venne a sapere dal Gran Maestro dei Cavalieri dell'isola che una importante città cristiana era assediata dai Saraceni e rischiava di cadere in loro mano. Senza attendere il re di Francia Savoiardi e Cavalieri di Rodi veleggiarono verso la Terra Santa. Poco dopo la partenza incontrarono la flotta nemica ed ingaggiarono una furibonda battaglia in cui perse subito la vita il gran maestro. I Cavalieri, forse per non perdere coraggio, chiesero ad Amedeo d'indossare la tunica del loro gran maestro defunto; egli accettò di buon grado. Dopo una furiosa battaglia i Saraceni furono sconfitti e la città fu salvata. La notizia si diffuse presto in tutto il mondo cristiano e il re di Francia fu più sollecito nei suoi preparativi. Il nuovo gran maestro disse ad Amedeo che, se voleva, poteva continuare a portare i colori di cavaliere di Rodi in ricordo della vittoria. Ma il Conte, la cui famiglia aveva ricevuto dall'Imperatore il precedente stemma: aquila nera in campo oro, non si sentiva di adottare lo stemma dei cavalieri senza prima aver ottenuto il permesso imperiale. Tornato a Roma chiese all'Imperatore se poteva indossare la croce bianca in campo rosso dei Cavalieri di Rodi. L'imperatore, che gli era riconoscente per il coraggio dimostrato, l'autorizzò e, per otto secoli, questo fu l'emblema dei Savoia. Questo è lo stemma presente nella tipologia "Araldica" di Vitt.Em.III1 punto
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Quei depositi ricorrono anche su monete in ottimo stato di conservazione e sono documentati anche in scavi archeologici ufficiali. In Spagna (ma ugualmente da altre parti) ci sono anche molti falsi e molti ne vengono venduti su eBay, ma non era questo il caso.1 punto
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Sfrutto le tante ore (9) che dovrò passare questa sera in aeroporto a Malpensa prima di tornare finalmente a casa per postare un altro acquisto che ho fatto al Veronafil. Biglietto di stato da 10 lire del 1915. Condizioni generali davvero ottime. Un bel vedere in queste condizioni.1 punto
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però il modio è sempre rappresentato come tronco di cono o di piramide, del resto la punta non avrebbe senso...1 punto
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Pardon @ak72, ho evidenziato la tipologia del vessillo sulla mia scheda di catalogazione e non qui, parimenti alle differenziazioni sulle croci del sepolcro1 punto
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Credo @gallo83 che codesta monetazione non presenti i gigli nella palla più alta dei Medici, te ne sai di più? Penso che i gigli sulla sfera più alta fossero concessi o solo presenti sulle monete del Granducato coniate a Firenze.. Saluti Fofo1 punto
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Buonasera, spero che tu sia ancora in linea. Comunque, tre trachies che di primo acchito mi hanno portato ad Alessio III Angelo-Comneno: SB 2012 Alexius III Angelus-Comnenus. 1195-1203 AD. AE Trachy. Constantinople. + R around, IC-XC to left and right of nimbate bust of Christ facing, right hand raised, holding scroll in left / AΛEZIΩ ΔECΠ O KΩNTANTI, Alexius, crowned, and St Constantine, nimbate, each wearing divitision and loros, both standing facing, each holding a labarum and the two holding a cross on globe (sometimes a patriarchal cross on globe) between them. SB 2012, BMC 16-18. Sul 2° e sul 3° dei tuoi si legge a destra solo parte della legenda … … HIRPINI1 punto
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Taglio: 2 Euro CC Nazione: Germania D Anno: 2018 A Tiratura: 6'300'000 Condizioni: qSPL Città: Pavia (PV) Taglio: 2 Euro CC Nazione: Germania D Anno: 2017 Tiratura: 6'300'000 Condizioni: qSPL Città: Pavia (PV) Taglio: 2 Euro CC Nazione: Paesi Bassi Anno: 2013 Tiratura: 20'000'000 Condizioni: MB Città: Pavia (PV)1 punto
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Anche la seconda viene da un leggendario mondo dolciario: https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/ErgospalmaPlasmon/dettaglio.html Ricordi di buone merende! HIRPINI1 punto
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Fidati che cambia.....è sempre piu alto qnd compri ...che qnd vendi!!! Cmq non è per far polemica. Parliamo di monete.riprendendo una discussione aperta da Rocco posto questo 120 grana 1843 per confronto.1 punto
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Mi incuriosiscono l'area di provenienza (quale regione della Spagna?) e soprattutto il contesto di rinvenimento di monete con questi sedimenti argillosi. In Italia le monete di scavo hanno depositi e concrezioni molto diverse, a volte molto pesanti, a volte meno, ma non si spalmano mai intorno ai rilievi come sottili e omogenee "panature", per interrompersi in corrispondenza del bordo e dei rilievi. Non ne ho viste neppure a Milano, pur nota per le sue cotolette?.1 punto
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Un'aquila tedesca su un 5 marchi d'argento del 1976 che forse è già stata postata. Trovo però molto più interessante l'altra faccia, è presente una creatura piuttosto inquietante Tratta da un libro del 1668 (Simplicius Simplicissimus)1 punto
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Continuo con la sfilata 1911 10 Centesimi 50° Vittorio E. III Questa è stata la mia prima moneta del Regno1 punto
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Ciao a tutti, finalmente posso prendere parte a questa bella discussione... Regno d'Italia - 1911 10 Centesimi " Cinquantenario "1 punto
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Buongiorno, Confermo Zecca di Milano, III° emissione 261 d. C. D. GALLIENVS AVG R. APOLLO CONSERVA Rif. Toffanin 136/1, Ric S467, Mir 1166, Cunetio 1505 Rarità RRRR Roberto1 punto
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Scusatemi se sono stato al gioco, che però credo sia da concludere ora..... Ma non vi era venuto un dubbio, specialmente davanti al peso veramente inconsueto e anche all'aspetto generale della moneta, con tondello troppo largo? Questo è un tipico esempio di rischio se si prende solo la foto da internet, senza un adeguato studio sulla letteratura. Purtroppo il sito del medagliere di Parigi è ricco di errori (ne avevo accennato in altre discussioni) e soprattutto non è integrato da necessarie note più esplicative. Bastava riprendere il vecchio e ben fatto catalogo della collezione De Luynes e andare a controllare il suo n. 81. Ecco cosa riporta: Si tratta semplicemente di un vecchio falso, probabilmente opera del famigerato Becker, alla fine del XVIII secolo. Bisognerebbe controllare bene il bordo, che potrebbe spiegare il peso veramente alto. Forse Becker aveva fatto due lamine, una da un conio ricavato da un didramma di Napoli e una da un didramma romano-campano e le ha attaccate insieme....... Mi dispiace e d'altra parte appare strano come non sia stata data maggiore evidenza a un esemplare che, se fosse autentico, sarebbe della massima importanza storica ed economica.1 punto
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