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Cari amici, penso di fare cosa gradita nel rendere pubblico ora e fruibile per tutti il Gazzettino di Quelli del Cordusio numero 6. Abbiamo deciso di anticipare un po’ la tempistica usuale di messa on Line dando a tutto uno strumento di lettura e di approfondimento in modo che possa diventare una lettura spero piacevole e magari anche di un minimo di svago mentale in un momento difficile del nostro Paese e della nostra comunità. Sul nostro sito potrete anche leggere i 5 numeri precedenti a questo, buona lettura ! https://independent.academia.edu/QGazzettini5 punti
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Di concerto con gli altri curatori di questa sezione, apro questa discussione con l'intento di raccogliere il maggior numero di titoli di testo (ma anche cataloghi d'asta) riguardanti la monetazione del Sud Italia. La presente discussione non ha alcun intento di sostituirsi a quella ben più antica intitolata "Elenco libri", bensì ha il mero proposito di specializzarsi nella monetazione meridionale. Naturalmente è gradita una vostra partecipazione.3 punti
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Così, a volte, si indica il periodo dell'arte longobarda tra il 720-740 nel quale, regnando in Pavia Liutprando, si avviò la tendenza alla riconsiderazione di stili e forme dell'arte romana, pur nell'interpretazione particolare longobarda . Centro importante di questa 'rinascenza' è la prima capitale dei Longobardi, Cividale, con monumenti come il Tempietto longobardo ed opere quali il battistero di Callisto e l'altare del duca Ratchis, unitamente alla cosiddetta 'lastra con pavone' conservata in Brescia : questo periodo, con la successiva e più eclatante 'rinascita carolingia', è nel solco del collegamento dell'arte classica verso quella altomedievale . Nei 30 anni del suo regno, Liutprando, tra i più importanti sovrani dei Longobardi, ha contribuito a questa 'rinascenza' poi a lui intitolata, trasmettendo, anche alla numismatica, rari tremissi d'oro battuti al suo nome .3 punti
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Buona giornata Nel 1884, durante alcuni lavori di scavo nel giardino del palazzo di proprietà del Signor De Donno e che oggi è sede del Comune di Cursi, piccola località tra Lecce e Otranto, gli operai rinvennero una pentola di terracotta colma di monete. Palazzo del Comune di Cursi Si stima che il loro numero fosse di circa 370 esemplari in oro e 2 in argento, sotterrate presumibilmente intorno al 1554, quando il palazzo era occupato dalla nobile famiglia dei Maramonte; di queste solo 112 d'oro e 2 d'argento vennero recuperate dal proprietario del palazzo, mentre le rimanenti restarono nella disponibilità di taluni degli operai che effettuarono il ritrovamento. Voci non verificate ci dicono che, intorno al Natale del 1884, in alcune oreficerie di Lecce, furono acquistate circa 260 monete. Tra le monete recuperate dal proprietario del palazzo, figurano ben 42 ducati d'oro veneziani, tutti a nome del Doge Andrea Gritti, chissà se tra quelli “dispersi” ce n'erano altri e di quali Dogi. Allego di seguito il link dove viene raccontato il ritrovamento; è un “gustoso” racconto che vale la pena leggerlo con le parole dell'autore. http://cursi.salentovirtuale.net/cursi_tesoro.htm Che ci facevano a Cursi tutti questi ducati a nome del Doge Gritti? segue ....3 punti
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Buona serata A me pare di leggere: + ° I ° TEOPVE ° DVX = Jacopo Tiepolo saluti luciano3 punti
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E' notorio che talune aree della Puglia, sebbene per poche decine d'anni, tra il 1484 e il 1530, erano state “Terra di San Marco” ed erano soggette alla Serenissima; in quegli anni, pur in tempi differenti, a Monopoli, Trani, Brindisi, Otranto, Mola, Polignano e Gallipoli c'erano Governatori e/o Provveditori veneziani che amministravano il territorio. I mercanti veneziani commerciavano però da secoli con la Puglia; i documenti ci dicono che i rapporti erano fiorenti già ai tempi dei normanni e degli svevi; ed erano di casa nelle città marinare del Tacco d'Italia: da Bari a Bitonto, da Terlizi a Tricase, da Monopoli a Melendugno e poi Lecce, San Cataldo, Nardò, Barletta e Otranto; dove c'era un grande o piccolo porto o un mercato ben frequentato, la Serenissima era presente. Dai porti pugliesi prendevano la rotta per Venezia i prodotti tipici del territorio: vino, olio, grano, legumi, cera, canestri, ceramiche, formaggio, sale, pelli, frutta secca, mandorle, zolfo, legno e bestiame; in cambio vi arrivavano soprattutto prodotti lavorati, come i tessuti di lana, seta, lino, cotone e misti; ferramenta, utensili in ferro e rame, cornici, specchi, vetrerie, spezie, zucchero, drapperie, mobili, tappeti e beni di lusso. Spesso la presenza della Serenissima era permanente, con veri centri operativi retti da consoli, con depositi per stivare le merci e con rappresentanti in loco delle più importanti famiglie mercantili veneziane. A Lecce la “nazione veneta” aveva il proprio centro operativo nella antica piazza dei Mercanti (ora piazza Sant'Oronzo) e nell'attiguo isolato detto delle Capande, cioè dei portici dove insistevano le botteghe ed i depositi alternati alle residenze civili, al consolato e all'ospedale; non poteva mancare la chiesa, denominata Cappella di San Marco, che fungeva da sede alla confraternita dei cittadini della Serenissima. Piazza S. Oronzo alla fine dell'800 con i portici (Capande) ancora esistenti La stessa Piazza e a destra, a lato dei portici, la non più esistente via San Marco e la chiesa di San Marco, dove si vede, sopra l'entrata, il leone marciano Ingrandimento del leone marciano Piazza S. Oronzo oggi; al posto dei portici e della via San Marco, un ampio spazio aperto con, al centro, nel selciato, lo stemma di Lecce Malauguratamente nel racconto di cui al soprascritto link non ci sono immagini del tipo di ducato a nome del Doge Gritti. Ritratto del Doge Andrea Gritti - 1540 Tiziano Vecellio Prescindendo dalle eventuali varianti determinate da differenti interpunzioni ed errori nella legenda (ce n'è un tipo che presenta, al posto del consueto ° S ° M ° VENETI alle spalle di S. Marco, la scritta ° S ° M ° VINITI), le differenze iconografiche sono tre. C'è il ducato tipo, che non si discosta dal ducato del Doge precedente, come segue: La prima differenza iconografica riguarda la banderuola in cima all'asta che S. Marco consegna al Doge genuflesso; non è il solito rettangolo minuscolo e statico, spesso poco definito, è una bella e lunga bandiera che garrisce al vento, con tanto di coda svolazzante che lambisce il corno ducale. La seconda differenza iconografica riguarda la coda svolazzante della banderuola; talvolta si vedono, come sopra, due svolazzi ben distinti, altre volte se ne vede chiaramente uno solo. Sempre nel tipo con la bandiera svolazzante, abbiamo un tipo che, al rovescio, all'interno della mandorla, non presenta le solite stelline a cinque raggi, ma a sei. saluti luciano3 punti
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Invece di dire eresie nostalgiche, pensa che se la Cina avesse avuto un regime democratico con i controlli su bestiame, alimentazione e sanità di un paese democratico, probabilmente non ci sarebbe stato bisogno di misure draconiane poiché i problema non si sarebbe neanche presentato, ma se ti piace tanto il sistema autoritario perché non ti trasferisci in Corea del nord, lì ne trovi finché ne vuoi.3 punti
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Ben volentieri, provo a riassumere. L’utente Baka (parrebbe di capire di origini tedesche), a quanto pare, ha correttamente identificato il decadramma della discussione. Ha notato che la moneta venduta a suo tempo da Leu nel 2002 corrispondeva ad un esemplare che fu a lungo parte del gabinetto numismatico del museo di Berlino. Museo che la poneva nella lista dei beni ivi custoditi e sottratti, mai più restituiti, durante la seconda guerra mondiale. (Rimando al primo post per un riassunto). Baka apre un post in merito sul forum ancient coins, ma.. L’utente Paparoupa (immagino di origini greche) non ha gradito l’intervento di Baka ritenendo che gli artefatti in questione appartengano agli Stati dove sono stati creati e non a chi li aveva esposti per anni, e che Baka sia solo alla ricerca di una ricompensa. Baka nega e accusa Paparouoapa di averlo quasi diffamato, non fosse per il fatto che le identità reali sono celate dai nickname. Spiega come abbia la possibilità di dedicarsi in termini economici e di tempo alla ricerca dei falsi quanto alla ricerca dei beni artistici ed archeologici sottratti illegalmente. Sottolineando inoltre come non sempre gli oggetti delle collezioni dei musei arrivino da scavi sul campo ma da collezioni non sempre tracciabili. Da un lato un forse greco che accusa la Germania di essersi impossessata illecitamente nei secoli passati di beni di proprietà di altre nazioni senza restituirli, dall’altro un forse tedesco che replica spiegando che gli scavi del passato erano generalmente autorizzati in modo ancora dimostrabile e che quindi quei beni appartengono ai musei della Germania da cui sono stati sottratti. Germania che a quanto pare avrebbe favorito il rimpatrio dei suddetti beni quando fosse stato legalmente dimostrabile una illecita sottrazione dai luoghi di creazione. Altri particolari sono solo ripetizioni e argomenti a sostegno di una tesi e dell’altra, se ti serve una traduzione completa, posso provare a dedicarmici, basta che ci sia un tuo reale interesse. Ma fai conto che non sarà una cosa breve, io ho la febbre e vivo con dei genitori ultra sessantacinquenni, mio papà sta peggio di me, nella zona rossa (come tutti ormai..!), quindi sono uomo e donna di casa. In più la numismatica in questi giorni è una fuga dalle preoccupazioni, qualcosa che dovrebbe essermi di sollievo. Quindi se vorrai attendere e sperando che qua la situazione non peggiori sarò ben lieto di dare soddisfazione alle tue richieste. Fammi sapere se ti servono maggiori particolari. A presto Concordo, ma ripeto la domanda, dopo un mese e mezzo?3 punti
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Ringrazio @Rapax e la sua persuasione nel convincermi a continuare a fare in sezione quello che ho sempre fatto in questi pochi anni di permanenza nel forum. Altri responsabili in sezione sono i Grandi che Voi tutti conoscete: @Rex Neap e @demonetis. Spero di esserne all'altezza. Un caro saluto, Rocco3 punti
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Buonasera a tutti, raccolgo l'invito di Fratello @demonetis e degli altri tra cui Fratello @Rocco68 inizio con un quaderno di studi che è sul mio comodino..? Ma seguiranno altri testi nei prossimi giorni.. Complimenti per l'iniziativa. Saluti Alberto3 punti
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CULTO A ROMA: nel V° secolo a.C. fu istituita a Roma un’area sacra a lui dedicata detta Apollinar; nel 431 a.C. venne costruito il primo tempio, dedicato ad Apollo Medico, in seguito ad una pestilenza. Vi erano esposte statue di Apollo, Latona e di Artemide assieme alle Muse. Sempre in suo onore vennero istituiti i Ludi Apollinares, giochi che si svolgevano dal 5 al 13 luglio. Augusto si attribuì la discendenza apollinea per consolidare la propria autorità; dopo lo scontro navale di Azio gli attribuì meriti nella vittoria e fece rinnovare e ingrandire il tempio di Apollo Sosiano, indì giochi quinquennali e finanziò la costruzione del tempio di Apollo Palatino in un punto indicato dalla caduta di un fulmine. NUMISMATICA: nella numismatica imperiale le legende più comunemente usate sono CONSERVATOR, PROPVGNATOR e PALATINVS (in quanto protettore della residenza imperiale del palatino), la divinità viene rappresentata nelle monetazioni da Augusto sino ad Aureliano; successivamente, nel IV secolo d.C. non compare più se non episodicamente, soppiantato dall’avvento del culto solare del dio Sol, di derivazione orientale. Gli imperatori e gli usurpatori che presentano con legende dedicate ad Apollo sono i seguenti: Antoninus Pius, Commodus, Piscennius Niger, Septimius Severus, Gordianus III, Trebonianus Gallus, Volusianus, Aemilianus, Valerianus, Quietus, Macrianus, Gallienus, Claudius II, Aurelianus, Quintillus, Carausius. Altri imperatori hanno rappresentato la divinità con legende non dedicate. GALLERIA: ROVESCI CON LEGENDE DEDICATE AD APOLLO Antoninus Pius, RIC 63b, denario, APOLLINI AVGVSTO, Apollo rivolto a sinistra, reggente patera e lyra. 140-143 AD. Commodus, RIC 205, denario, APOL MONET P M TR P XV, COS VI tra i campi, Apollo rivolto a destra, mano destra alla testa, braccio sinistro appoggiato ad una colonna. 190 AD. Il dio è rappresentato nella possa tipica di Securitas, con le gambe incrociate ed appoggiato ad una colonna; la mano destra ravviva i capelli oppure, semplicemente, richiama la posa tipica della statuaria di Apollo Lyceios. Commodus, RIC 218, denario, APOL PAL P M TR P XVI COS VI, Apollo, laureato, indossante un abito lungo, in piedi rivolto a destra e reggente un plectum, appoggiante la lyra posta su una colonna. 191 AD. APOL PAL identifica il ritratto del dio nella veste di Apollo Palatino. Verosimilmente riprende un originale dato da una statua di Scopas e collocata sul Colle Palatino. Trebonianus Gallus, RIC 103, sesterzio, APOLL SALVTARI SC, Apollo rivolto a sinistra, reggente ramo e appoggiato a una lyra posta su una roccia. 251 AD. L’esercito romano, al rientro dalla guerra contro i Goti, diffuse un’epidemia di peste a Roma. La pestilenza ebbe vasta diffusione ed uccise anche Ostiliano, figlio del suo predecessore Traianus Decio, al momento co-augusto; nel novembre 251 venne eletto al suo posto il proprio figlio Volusiano. Anche quest’ultimo coniò due sesterzi (RIC 247 e 248) del tutto analoghi a quello di suo padre. Secondo alcuni studiosi queste monete hanno verosimilmente un carattere evocatorio verso Apollo in quanto guaritore (Salutaris). E’ interessante rimarcare la presenza del ramo verosimilmente di alloro, albero sacro di Apollo, rivolto verso il basso, come nell’atto di “spazzare”. Valerian I, RIC 72, AR antoniniano, APOLINI CONSERVA, Apollo stante a sinistra reggente ramo di alloro e lyra (talvolta appoggiatasu una roccia). 256-257 AD. L’ imperatore si appella ad Apollo come protettore con legenda APOLLO CONSERVA(TORE) Valerian I, RIC 74, AR antoniniano, APOLINI PROPVG, Apollo stante a destra, tendente un arco. AD 253 AD. Una bella iconografia di Apollo Articenens, ovvero arciere con legenda APOLLO COMBATTENTE. Valerian I, RIC 190, sesterzio, APOLINI CONSERVA S-C, Apollo stante a sinistra reggente ramo di alloro e lyra (talvolta appoggiata su una roccia). 255-256 AD Gallienus, RIC 468, antoniniano, APOLLO CONSER, Apollo stante a sinistra, reggente con la destra un ramo d’alloro rivolto verso il basso e nella sinistra un mantello. 260-268 AD. Gallienus, RIC 163, AE antoniniano, , APOLLINI CONS AVG, Centauro che cammina verso destra e tendente un arco (varie versioni). Apollo raffigurato non con sembianze umane ma con un centauro; questa creatura ha un nesso con la mitologia apollinea in quanto Apollo affidò il figlio Aesculapio al centauro Chirone il quale lo erudì alla scienza della medicina. La legenda invoca la protezione dell’imperatore da parte di Apollo. Gallienus, RIC 165, AE antoniniano, APOLLINI CONS AVG, Grifone rivolto a destra (varie versioni). Apollo raffigurato non con sembianze umane ma con quelle di un grifone, animale di fantasia a lui consacrato. “Emissione Pagana”, non in RIC, Vagi 2954 AE15mm, quarto di nummo coniato sotto Maxininus II Daia nel 310-313 AD. GENIO ANTIOCHINI, Tyche di Antiochia assisa frontale sul trono, il dio fluviale Orontes nuota verso di lei / APOLLONI SANCTO, Apollo stante a sinistra reggente patera e lyra, SMA in exergo. Coniata a Antiochia durante le persecuzioni cristiane di Maximinus II, Diocletianus e Galerius, la moneta presenta statue locali: la Tyche eretta da Eutychides (scuola di Lisippo) e l’Apollo di Bryaxis di Atene, già probabilmente utilizzata da modello nel denario APOLLINI AVGVSTO di Septimius Severus. Si tratta dell’ultima rappresentazione di Apollo in ordine di tempo su una moneta romana, per quanto su conio di tipo provinciale.3 punti
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Dal link citato: ''In Cina hanno giustiziato chi è scappato, in Italia si va a sciare'' Forse, tra l'irresponsabilità di chi va a sciare, e il fucilare chi lo fa, ci può essere una via di mezzo petronius3 punti
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ROVESCI CON LEGENDE NON DEDICATORIE Vari imperatori hanno emesso monetazioni con iconografie con riferimenti ad Apollo ma con legende non inerenti allo stesso. Alcuni esempi: Nerone (stessa iconografia anche su dupondi), RIC 210, asse, PONTIF MAX TR POT IMP PP S-C, Nerone raffigurato come Apollo Citharoedus (suonatore di cetra) che avanza a destra, suonando la lyra. 64 AD circa. Caracalla, RIC 254, denario, PMTRPXVIIICOSIIIIPP, Apollo stante a sinistra, reggente ramo di alloro rivolto in alto e lyra appoggiata su un piccolo altare. 213 AD. Caracalla, RIC 238, denario, PMTRPXVIIICOSIIIIPP, Apollo seduto rivolto a sinistra, sollevante un ramo d’alloro con la mano destra e appoggiante il gomito sinistro sulla lyra a sua volta appoggiata su un tripode. 213 AD Gordianus III, RIC 302, sesterzio, PMTRPIIIICOSIIP S-C, Apollo seduto rivolto verso sinistra, sollevante un ramo d’alloro con la mano destra e appoggiante il gomito sinistro sulla lyra. 241-242 AD2 punti
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Occhei! RIC 71 Che brutta cosa far le cose alla svelta... poi mi scappa un "FEL" Servus, Njk2 punti
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Scusate la correzione, ma per via della scritta sul dritto "IMP GORDIANVS PIVS FEL AVG" dovrebbe essere questa: Antoninianus - Gordianus III VIRTVS AVG https://en.numista.com/catalogue/pieces81700.html2 punti
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1926 Albania 1Lek 1926 (Alessandro Magno rivolto a destra e Alessandro Magno a cavallo)2 punti
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1926 Albania 1/2 Lek 1926 (Ercole che lotta contro il leone) Questa ha parecchi km, ne ha fatta di strada?2 punti
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Buon pomeriggio vorrei fare i complimenti ai @cdc per le ottime scelte di utenti come curatori persone perbene e grandi competenti e studiosi del Periodo Borbonico. Ai vari amici curatori auguri per il nuovo incarico chi meglio di voi poteva interpretare questo ruolo.2 punti
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Mi sembra che i controlli che dici non dipendano dal tipo di governo. Basta confrontare USA e Italia che sono entrambe democrazie ma che presentano sistemi diversissimi tra di loro. Non sono nostalgico e non credo che @carletto23 avesse neanche lui queste intenzioni; tuttavia sicuramente l'uomo solo al comando, in questo specifico caso di emergenze, puo' essere piu' efficiente di una democrazia in cui ora che si mettano d'accordo e' tardi. E dico "puo'" perche' comunque non e' detto che lo sia e anzi e' molto piu' facile per le dittature prendere decisioni totalmente sbagliate. In questo caso la Cina ha sbagliato e di molto all'inizio per poi prendere una decisione forte ma che sembra essere efficace.2 punti
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Per una volta che la sovrintendenza risponde in chiaro ,ancora devo leggere di obblighi e comunicazioni di acquisto di monete antiche......?!2 punti
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Grazie @Archestrato....mi basta così perchè ho capito. Coraggio, anche io vivo in zona arancione ( provincia Emiliana ) ed ho anche una certa età,sono naturalmente preoccupato per i miei cari ma, se riusciamo tutti ad avere il senso della responsabilità ed a rispettare le regole ce la possiamo fare. Purtroppo, il problema sono un alta percentuale di giovani che sembrano fregarsene non riuscendo a capire che con i loro atteggiamenti ed abitudini mettono a rischio la loro vita,quella dei loro cari e quella degli altri cittadini. In bocca al lupo a te ed ai tuoi genitori...... Babelone2 punti
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Non penso proprio che sia una ipotesi peregrina, anzi. Il decreto di per se esorta a rimanere a casa, ma non obbliga nessuno. L'autocertificazione ognuno scrive quello che vuole e anche se si viene fermati, il carabiniere di turno cosa può dire? Che non è vero? Abbiamo visto questo weekend il sovraffollamento nelle spiagge e in centinaia di locali, anche nelle zone rosse. Purtroppo la maggior parte degli italiani, soprattutto i giovani ma anche gli anziani, non hanno capito la gravità della situazione e se ne fregano mettendo in pericolo TUTTI. Quando si dice che abbiamo copiato il modello cinese, è una sciocchezza: la hanno messo in campo subito l'esercito per isolare la zona rossa, da noi all'inizio c'erano 3-4 macchine dei vigili.................; poi hanno costruito 3 ospedali in una settimana, qui da noi discutiamo su come avere qualche centinaio di posti in terapia intensiva in più; la se uscivi dalla zona rossa ti sparavano a vista, qui basti che mostri l'autocertificazione con motivi NON verificabili puoi andare tranquillamente. Il coprifuoco o la legge marziale è una idea così stupida?2 punti
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Apollo venne inoltre considerato un dio pastorale in quanto più volte nei Miti compare nelle vesti di pastore: la prima quando, dopo aver ucciso i Ciclopi, venne obbligato da Zeus a fare da schiavo per un anno ad un mortale, per la precisione dal re Admeto, in Tessaglia, dove fu bovaro; la seconda quando Hermes lo derubò delle mandrie di sua proprietà, salvo concedergliele in cambio del dono della lyra inventata dallo stesso dio. Successivamente acquisirà dallo stesso dio un altro strumento, il flauto, in cambio del bastone dorato per guidare le mandrie di Admeto (il caduceo) e dell’arte di predire il futuro per mezzo dei sassolini. - in quanto dio delle arti è patrono della poesia e dirige con la sua lyra (donatagli da Hermes/Mercurio e da questi tratta da un carapace di tartaruga) il coro delle Muse; intrattiene gli altri dei dell’Olimpo con le sue melodie - in quanto divinità solare è legato alla vegetazione, in quanto può far germinare e maturare o all’opposto inaridire il suolo o bruciare le vegetazioni - sempre collegato all’attività solare può essere dio sterminatore, generatore di pestilenze scagliando dardi funesti o viceversa guaritore. Come già riportato in apertura, nel Libro I dell’Iliade, adirato per il torto compiuto ai danni del sacerdote Crise (che chiedeva ad Agamennone il rilascio della figlia Criseide), scaglia per dieci giorni dardi letali nel campo acheo e decima ne i guerrieri con una pestilenza. - infine donerà a suo figlio Aesculapio la capacità di guarire. ATTRIBUTI ED EPITETI: di solito coronato d’alloro, portava con sé l’arco o la lyra. Poteva esser rappresentato anche dal tripode sacrificale, simbolo dei poteri profetici. Il titolo più comune è quello di Phoibos/Febo (=splendente, lucente) riferito sia alla sua bellezza che al suo legame con il sole. Altri epiteti: Akesios / Latros (guaritore) di derivazione greca o Medicus nella versione latina Alexikakos / Apotropaeos (che scaccia o allontana il male) o Averruncus in quella latina come patrono dei medici e collegato al potere di scatenare o tenere lontano malattie e pestilenze Aphetoros / Argurotoxos (dio dell’arco o dell’arco d’argento) o Articenens (colui che porta l’arco) Archegetes (colui che guida la fondazione) in quanto patrono di colonie greche Lyceios / Lykegenes in riferimento sia al lupo che alla Licia, regione dove secondo al- cune leggende era nato Loxias (oscuro) / Coelispex (colui che scruta i cieli) per le capacità divinatorie Musagete, capo delle Muse2 punti
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CENNI DI MITOLOGIA: Figlio di Zeus e di Leto (Latona) e fratello gemello di Artemide (Diana), nacque sull’isola di Delo, quando Iride, messaggera degli dei, riuscì a liberare Ilithya, dea dei parti felici, dalla segregazione attuata dalla gelosa Era (Giunone) ed a condurla dalla partoriente. Nacque in una notte di plenilunio, che fu da allora il giorno del mese a lui consacrato, sotto una palma. Cresciuto, dovette uccidere con i suoi dardi, nei pressi di Delfi, il drago Pitone, inviato da Era; per espiare la colpa passò nove anni come pastore, per cui fu considerato anche divinità pastorale e degli armenti. Successivamente si scontrò anche con Eracle che aveva saccheggiato il tempio a lui dedicato e la lotta finì solo per l’intercessione di Zeus (padre di entrambi). L’albero consacrato al dio era l’alloro, nel quale era stata tramutata la ninfa Dafne per sfuggire all’amore di Apollo; Dafne, che in greco significava per l’appunto “lauro” ovvero “alloro”, era una bellissima musa protettrice dei corsi d’acqua (le Naiadi). Cupido, dio dell’Amore, era adirato con Apollo che si vantava di aver ucciso il serpente Pitone e lo derideva del fatto che non era degno di portare l’arco e le frecce: decise pertanto di punire il dio colpendolo con una freccia d’oro (che faceva innamorare colui che ne veniva colpito) e la musa Dafne (che sarebbe stata la meta delle sua passione) con una freccia di piombo (che faceva rifuggire l’amore). Lei, essendo una ninfa amante della sua libertà, non voleva sottostare alla insistente corte di Apollo. Così, dopo il momento della dichiarazione, iniziò a scappare velocemente per non essere raggiunta. Durante la fuga, chiese aiuto alla madre terra Gea per non cadere nelle mani di Apollo. Gea accolse il suo appello e la trasformò in un bellissimo albero di alloro, separando per sempre i due. Da quel giorno, l’alloro divenne la pianta sacra al dio Apollo, che ne portò una corona sempre intorno al suo capo. (nella foto l’Apollo e Dafne del Bernini) L’animale-simbolo era il cigno (che lo trasporta nel paese degli Iperborei), il lupo, il capriolo o la cerbiatta (questi due come sua sorella Artemide/ Diana), il nibbio, l’avvoltoio, la cicala, il serpente, il delfino o quello di fantasia del grifone. Altro amore di Apollo fu quello per la mortale Cassandra, la quale gli promise di cedergli dopo aver appreso da lui l’arte divinatoria; tuttavia questa non gli si concedette e per vendetta il dio le tolse il dono della persuasione e quindi, di venir creduta.2 punti
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Buonasera a tutta la sezione. Riprendo a condividere in questa bella discussione del nostro @Gallienus un'altra delle mie mezze piastre : MAGLIOCCA 588 1852 Rara Taglio inciso al rovescio con leggera rigatura.2 punti
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Buonasera a tutti, da affiancare al De Sopo postato da Fratello @doppiopunto. Saluti Alberto1 punto
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Tempo fa sulla baia trovai in vendita un vecchio bando d'asta Sabaudo, con data 6 Maggio 1864 nel quale si procedeva giorno 20 del corrente mese alla vendita di sacchi pieni di "vecchie monete di rame ritirate dal corso e difformate nelle Province Napolitane..." Purtroppo non lo presi, mi resta solo lo screen di parte del bando.1 punto
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La Cina, ricordiamocelo, è la causa di questa crisi sanitaria, vari sono i motivi per cui si è trovata ad essere il focolaio mondiale del corona virus, culturali, sanitari e politici. Aviaria, SARS, corona virus non a caso partono sempre da lì e non dai paesi democratici dove l'opinione pubblica, per definizione, ha il suo peso e effettua una pressione sui comportamenti sociali e politici negativi o deleteri, cosa che non succede nei paesi sotto dittatura. L'uomo forte non è una soluzione, non ci si deve neanche arrivare ad auspicare l'uomo solo al comando, la democrazia per sua natura non permette di arrivare al punto in cui si è trovata la Cina e che tanto danno sta cagionando. Il resto del mondo, Italia in primis, sta pagando i comportamenti scellerati di un popolo sotto dittatura.1 punto
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Ho dimenticato di indicarti i link su Numista: https://en.numista.com/catalogue/pieces143697.html https://en.numista.com/catalogue/pieces194710.html1 punto
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Come sempre, dato che nessuno più esperto ti ha risposto, azzardo, forse riesco a darti una direzione su dove cercare. L'animale che si intravede al rovescio per me è un cavallo con la zampa anteriore alzata. Al dritto fantasiosamente ci vedo una testa che, dipende dall'allineamento che do alla moneta, può essere rivolta sia a destra che a sinistra. con l'allineamento tipo "moneta" (180°) ti propongo la prima immagine, con l'allineamento tipo "medaglia" (0°) ti propongo la seconda. Considera che, mentre sulla prima combaciano i pesi e le misure sulla seconda non proprio, ma ho considerato la tua moneta parecchio usurata. Chiaramente aspetta altre pareri. Saluti1 punto
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Introvabile, o quasi, ma utile per chi intende approfondire il periodo Aragonese ( ma include anche Carlo V). Un secolo di grande arte nella monetazione di Napoli. Museo Civico Principe Gaetano Filangieri-Napoli1 punto
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L'ipotesi del foro otturato in fondo alla mandorla era stata fatta da @417sonia nel post 3. Ed è quella che mi lasciava perplesso come scrissi nel post 12. E' per questo che avevo interpretato il Tuo discorso dei 180 gradi dal punto di irregolarità del bordo come corrispondente alla lettera R. Anche per la parte inferiore della mandorla restano i miei dubbi sull'esistenza del foro otturato. E poi la corrispondenza della fine della mandorla sul dritto non da adito a ulteriori dubbi. Ma, ribadisco, con la moneta in mano avrei certezze che ora mancano. Arka Diligite iustitiam1 punto
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... Riccardo Martina I Quattrini dei Reali Presídi di Toscana Ed. Diana1 punto
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1926 Grecia - 1.000 Dracme Con la soprastampa è stato dato rilievo al nuovo nome dell'ente emittente "Banca della Grecia" , sulla banconota al dritto era stato riportato sulla cornice in alto "Banca Nazionale della Grecia".1 punto
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la tua memoria non sbaglia, se uno vuole sapere deve mandare una mail per chiedrgli i dati della spedizione ho parlato con roberto di ufn e loro non hanno bloccato spedizioni, tutto dipenderà visto i nuovi decreti governativi dal servizio postale italiano che potrà subire ritardi nei recapiti1 punto
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Un manuale che molti conoscono e che non può mancare nella libreria di un vero studioso di monetazione meridionale: Pietro Magliocca, Manuale delle monete di Napoli 1674-1860, D'amico Editore, 2018. @Rex Neap, siamo tutti in attesa del manuale sul viceregno!1 punto
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Discussione che sarà il punto di riferimento per tutti coloro che vorranno approfondire lo studio sulle nostre Amate monete. Me compreso.1 punto
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Caro e stimato Alessandro non ti pare un po’ tardi per chiudere la stalla? Dopo un mese e mezzo? E forse ad Adelchi66 è sfuggita la mia frase nel post di apertura “Restando naturalmente a disposizione di chi non avesse sufficiente dimestichezza con l'inglese.” Io sono qui se serve, senza necessità di invocare interventi superiori. Vogliamo riprendere questa discussione, bene, ma non chiediamo inutili censure, che vanno per davvero off topic, mentre i vituperati interventi precedenti svelano solo retroscena già altrove obliterati. Se non interessa il topic, lo si lasci giacere dove stava, nel silenzio. Se no stiamo solo cercando l’ennesima inutile polemica e relativi scontri dialettici, che servono a chi? O l’argomento in realtà vi risulta sgradito?1 punto
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Proseguiamo il nostro viaggio... Abbiamo visto che la parola VAM è l’acronimo dei cognomi dei suoi “scopritori”, dopo questa parola segue sempre un numero. Un VAM-1, indica per tutti una moneta coniata come dovrebbe essere, senza alcun tipo di imperfezione che non ha caratteristiche distintive. A volte alla numerazione può seguire una lettera (ad esempio VAM-1A), che dimostra che è stato cambiato il conio durante la produzione. Ogni VAM è specifico per quell’ anno e quella zecca, questo non vuol dire che, ad esempio, un VAM-1 sia uguale per tutti gli anni e tutte le zecche, ma vul dire che un VAM-1A del 1880 della zecca di San Francisco corrisponde a determinate caratteristiche proprie di quell’anno e quella zecca, praticamente è una sorta di “targa”. Analizzando il discorso VAM "numerati" e VAM “letterati”, la caratteristica che li contraddistingue è lo stadio di avanzamento della variante! Generalmente, una moneta che si trova allo stato primordiale della variante è descritta con l’acronimo EDS (early die state), l’ultimo stadio viene chiamato LDS (late die state). Si presuppone che esiste un EDS se ne segue un LDS! In generale si può affermare che, un VAM in uno stadio EDS sia meno raro e costoso di un VAM in uno stadio LDS, bisogna avere bene a mente questa differenza, e soprattutto conoscere le varie fasi di stadi se non si vuole rischiare di pagare uno sproposito per una moneta che non ne vale. Allo stato pratico, per portare un’esempio lampante sia a livello visivo di VAM, che a livello pratico di costo, prenderò ad esempio uno, se non il più famoso dei VAM, parliamo dell’anno 1888 della zecca di New Orleans, il famigerato VAM-1b conosciuto come “Scarface”. Per semplicità, vi riporto solo le immagini del primo stadio iniziale VAM-1B1(EDS) e dell’ultimo stadio, quello VAM-1B4(LDS) il più “puro” e vero, di conseguenza il più ambito raro e costoso. Potrete notare dalle 2 foto (la prima presa dal sito vamworld, la seconda da google immagini) il primo stadio del "die break" (rottura del conio) e la fase finale. Nella prima immagine, il VAM-1b1 (EDS) si nota la rottura del conio che parte dalla perlinatura del bordo e taglia il punto tra le lettere E e P. Solamente le ultime 2 fasi sono VERI Scarface (VAM-1b3 e VAM-1b4), nel primo la rottura del conio si ferma sulla guancia all'altezza del mento, nell'ultimo stadio (quello più) ambito, la rottura del conio raggiunge i riccioli a metà collo. Come detto in precedenza, un primo stadio (EDS) non ha niente a che vedere con le somme che si possono pagare per uno stadio finale (LDS), ed in questo caso non c'è paragone neanche nell'appagamento "visivo" che si può avere nel possedere un vero Scarface?! Soffermandoci ulteriormente al concetto di rarità, tutti quanti i VAM hanno una loro scala di rarità, divisa per due gradi distinti (non c’è che dire, gli americani sono molto precisi e dettagliati quando voglio attribuire una classificazione, e qui andiamo oltre ai 70 gradi di giudizio delle slab), sono i gradi di INTERESSE (abbreviati semplicemente con la lettera “I”), che per interesse è inteso quello che hanno i collezionisti per quel dato VAM, e il grado di rarità (inteso come quantità di pezzi conosciuti ed abbreviato con la lettera “R”). Le due scale sono separate, ed entrambe partono dal numero 1 ed arrivano ad un massimo di 7. Prendendo in esame la moneta in oggetto, lo “Scarface”, il primo stadio (VAM-1B1) è considerato I2 R5, l’ultimo stadio VAM-1B4 è un I4 R6/7 (forse sono indecisi se dargli un pieno 6 o 7 e lo lasciano nel mezzo). Le due scale “I” e “R” sono mutabili nel tempo, seguono sempre l’andamento del mercato per quel che concerne la “I”, ed i vari ritrovamenti per quel che concerne la “R”. Per oggi ci fermiamo così, di spunti ce ne sono parecchi, magari qualcuno ci stupisce e ci fa vedere il proprio Scarface che custodisce gelosamente ?. Nel prossimo appuntamento vi parlerò dei testi più o meno utili o indispensabili per le studio dei VAMs.1 punto
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Se non riuscite a identificare un personaggio associato ad una banconota, e non volete perdere tempo a cercare sul noto sito: http://www.banknote.ws/ basta utilizzare 'google immagini' https://www.google.it/imghp?hl=it#spf=1583689754751 Mettiamo caso che abbiamo questa porzione di banconota, naturalmente salvata nel nostro pc. Nell'home di google immagini cliccate sulle frecce rosse Passo 1 Passo 2 Passo 3 Passo 4 (scegliere la cartella dove è posizionata l'immagine >> selezionare >> Apri) Google propone vari risultati tra cui la nostra banconota ps: Potete utilizzarlo per qualsiasi immagine, google vi proporrà qualcosa di visivamente uguale o simile all'immagine che avete caricato.1 punto
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@corallino Io mi trovo spesso nella situazione simile alla tua e, nei trenta giorni che seguono la consegna delle monete, presento una dichiarazione alla Soprintendenza della mia città, accompagnata da una copia di tutta la documentazione (foto, descrizione, fattura e bonifico). Ritengo di essere nel pieno rispetto della legge, perchè da quel momento la Soprintendenza - in nome e per conto dello Stato - ha la possibilità di comunicarmi eventuali decisioni in merito (che io oltremodo nella nota chiedo); siano queste l'esercizio del riscatto, vuoi la semplice limitazione alla circolazione/rivendibilità, ovvero "nulla", quindi a sottintendere una mancanza assoluta di interesse dello Stato per quelle monete. Cordialità. Paolo1 punto
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CARLO EMANUELE II (1638-1675) SOLDO 1641 II TIPO REGGENZA MADRE Dritto Verso Scudo semplice coronato con ai lati la data 1641, intorno: CHR FR CAR EM DUC SAB P P PE R CYPRI Croce mauriziana accantonata da due C intrecciate, intorno IN TE DOMINE CONFIDO • 1641 • Nominale: 1 Soldo Materiale: Mistura di Argento Diametro: 20 mm Peso: 1,66 g Mir Savoia 766 - Biaggi 641 - Simonetti 28 Rarita' R81 punto
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A Plinio il giovane (62-114) nato in Como da una ricca famiglia del cui patrimonio sarà poi unico erede, dobbiamo i 10 libri di "Epistulum libri" : il 10° contenente un carteggio con l'Imperatore Traiano, i primi 9 con 247 lettere per lo più destinate a vari amici . Possessore di alcune ville, Plinio in una lettera (libro II ,17) al suo corrispondente Gallus rende una dettagliata descrizione di quella in Laurento nei pressi di Ostia, mentre in altra lettera (libro IX ,7) descrive 2 altre sue ville sul lago di Como . Ancora in una terza lettera (libro V ,6) è illustrata la sua villa sull'appennino toscano : tutte dimore di gran qualità e conforto, aperte al mare o al lago ed immerse nella natura circostante, quali si potrebbero immaginare osservando ad esempio alcuni affreschi da Pompei ed Ercolano . A distanza di quasi 2 secoli, sull'altra sponda del mare di Roma a Tabarka (nord Tunisia) nella fiorente provincia d'Africa, la villa di un ricco possidente è invece un castello cinto di mura e con torri, come ben illustrato in un mosaico attribuito al IV sec. , ora al museo del Bardo : nel mare non sono ancora arrivate le navi dei Vandali, ma per le tribù nomadi e guerriere dell'interno il limes imperiale ormai non è più un limite e dentro quella dimora oltre al personale di servizio, vive probabilmente anche un personale di buccellarii in armi per la difesa . In questo tempo è da supporre che almeno la villa di Plinio in riva al mare, forse, se ancora abitata, sia stata dotata di valide mura per ovviare al passaggio di bande di predoni di mare e di terra . Per l'aspetto monetario, possiamo immaginare circolanti nelle ville di Plinio buoni sesterzi al nome del suo 'amico' Traiano mentre nella villa in Tunisia forse circolavano ancora follis al nome di Diocleziano battuti nella vicina zecca di Cartagine .1 punto
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