Vai al contenuto

Classifica

  1. nikita_

    nikita_

    Guru


    • Punti

      10

    • Numero contenuti

      24771


  2. Arka

    Arka

    Utente Storico


    • Punti

      8

    • Numero contenuti

      10254


  3. Rex Neap

    Rex Neap

    Utente Storico


    • Punti

      8

    • Numero contenuti

      9173


  4. Alberto Varesi

    Alberto Varesi

    Utente Storico


    • Punti

      8

    • Numero contenuti

      4638


Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/17/20 in Risposte

  1. In questi giorni stiamo vivendo una situazione eccezionale. Ritengo che dobbiamo comunque poter coltivare le nostre passioni, soprattutto quelle che si possono fare tra le mura domestiche. La numismatica è sicuramente una di queste. Ho pensato quindi a questa discussione dove possiamo dire la nostra su perchè e come collezionare le monete di Venezia. Secondo me il perchè collezionare veneziane è strettamente legato alla storia di questa città unica al mondo che è Venezia. E' una storia che dura un millennio ed è ricchissima di avvenimenti, di vittorie, di sconfitte, di scoperte, di viaggi, di vita... Le monete ci raccontano tutto questo, ci fanno toccare con mano la loro storia, ci fanno sognare... Credo che fin qui tutti i collezionisti di Venezia siano d'accordo. Ma la domanda principale è come collezionare le monete di Venezia? La prima possibilità è il ''metodo'' Papadopoli. Ovvero si colleziona tutte le monete. Il problema è che una collezione di questo genere richiede fondi illimitati e la maggioranza dei collezionisti non ha questa possibilità. Allora bisogna scegliere. La prima scelta potrebbe essere quella del nome: una moneta per ogni doge. La seconda scelta potrebbe essere di tipo temporale: ad esempio tutte le monete del medioevo oppure tuttele monete del periodo della guerra di Candia oppure tutte le monete del 1700... La terza tipologia di scelta potrebbe essere tipologica: una moneta per tipo oppure tuttele monete di una tipologia (classica la collezione degli zecchini)... La quarta potrebbe essere di tipo geografico: tutte le monete per l'oltremare oppure tutte quelle per la terraferma. La quinta potrebbe riguardare falsi e contraffazioni. La sesta... Ovviamente le possibilità sono infinite. Ognuno sceglierà quella che preferisce. Ma una cosa è sicura, soprattutto se si accompagna la collezione con qualche libro che tratta la materia, il tempo trascorso con le monete sarà molto piacevole. Arka Diligite iutitiam
    7 punti
  2. Ciao @Litra68, allora non devi essere perplesso a riguardo la coniazione al martello, perchè le lamine riscaldate e spianate sulle incudini dagli obrieri al fine di portarle allo spessore necessaro, venivano tagliate in pezzi più o meno quadrangolari; venivanopoi passate agli affilatori i quali con le forbici (adatte) le ritagliavano cercando di farle assumere una forma il rotonda possibile......verificando ovviamente il peso. I tondeli successivamente, una volta bianchiti, venivano consegnati ai coniatori per la successiva battitura. Ovviamente venivano fuori anche tondelli di ineguale spessore oltre ad un aspetto della moneta polilaterale. Questo accadeva quasi sempre per il rame, e soprattutto nella monetazione di Filippo III e Filippo IV....dove, spesso, sia per poca professionalità degli operai, sia per fretta (perchè in questo periodo le vicende in zecca erano tutt'altro che di periodi tranquilli), a questo tipo di metallo non venivano effettuati i dovuti e necessari controlli. Anche a riguardo l'argento di questo periodo (soprattutto di Filippo IV), ho forti dubbi nell'utilizzare indiscriminatamente la frase abituale "è tosata". Se ad esempio mettiamo sotto osservazione un nominale a caso, ma quello alquanto più evidente....il Tarì di Filippo IV del 1622, il 99% di queste monete, al primo colpo d'occhio, farebbero propendere verso questo concetto: la tosatura. Ma è proprio così ? Io ritengo di No. Chi conosce gli accadimenti di quel periodo in zecca a Napoli, tra esperimenti, spostamenti di locali, approccio a nuovi metodi di coniazione, potrebbe come me, propendere per un accadimento non dovuto all'esterno della zecca (cioè una volta fuoriuscita la moneta dai locali), ma a un problema avvenuto nella fase della preparazione del tondello (cioè il taglio della lamina).
    5 punti
  3. Che dire. Ho cominciato a seguire Venezia con l'entrata in proprietà (ai tempi non potevo certo essere definito collezionista) di un comunissimo soldo da 12 bagattini (quello del mio Avatar). E' stata una cosa che è cresciuta man mano, fino ad essere una passione più strutturata. Non avrebbe potuto essere diversamente perchè Sirmione è stata parte della Serenissima fino alla Sua caduta. Basta guardare cosa campeggia in alto sull'entrata di uno dei Castelli più famosi e visitati in Italia (22 posto in Italia come numero di visitatori) E se si entra nella parrocchiale c'è un bel leone affrescato. Gira e rigira Venezia è la nostra storia, la mia storia. Sapete quante volte mi sono seduto con gli amici sul fossato (al posto di quel signore vestito in verde) a guardare le turiste passeggiare e cercare di rimorchiare?. Una volta era così e qualche volta andava anche bene. E sempre con il leone che ci copriva le spalle. Sulle monete ho poco da dire, ma molto da studiare e nel tempo mi sono accorto che "sono in modo particolare" le monete povere quelle che mi incuriosicono di più. Ho una collezione diciamo variegata, ma arrivo al massimo ai 10 soldi o mezza lira con una discreta presenza di falsi ed imitative che sono l'ideale proprio per ampliare una conoscenza delle monete non fine a se stessa. Si potrebbe dire con un falso, che un perchè tira l'altro senza mai un fine ed a volte senza una risposta conclusiva. Ma importante è che mi diverto pure, quindi perchè no. Bravo Arthur ci voleva un momento di riflessione. Buona serata. Fabry
    4 punti
  4. Come dice Luciano, ogni motivazione è buona; ma per un "Colognese" come me, non collezionare Venezia è sinonimo di slealtà (e la mia provenienza indicata nel Profilo lo sottolinea). Con dogale del 16 aprile 1406 del Doge Michele Steno, infatti, venne sancito che "volumus & decernimus quod Colonia sit per sè & sub nostro dominio & sub jurisdictione nostrae Venetiarum & non sub Jurisdictione Vicentiae nec Veronae......". Cologna venne quindi aggregata al Sestiere di Dorsoduro, e i Colognesi divennero "adottivi cittadini veneziani", sino alla fine della Repubblica. Nessun'altra città ebbe questo privilegio. Paolo
    4 punti
  5. Ti pongo un dubbio. Ammettiamo che si approvi la politica del contenimento (non tutti sono concordi). In questo caso, trovato il primo caso di coronavirus sarebbe stato del tutto sensato chiudere piú o meno tutto come adesso visto quello che è successo. Ritieni che la popolazione avrebbe reagito come adesso ovvero grossomodo accettandolo o scendendo direttamente in piazza? E il mondo industriale? Ci sono molti esponenti politici che inizialmente erano ben contrari per essere adesso su posizioni ancora piú oltranziste del governo, come avrebbero reagito? Obtorto collo abbiamo ripercorso gli stessi errori della Cina o quasi e devo dire che il resto dei paesi europei non si sta comportando in modo poi così differente chi piú chi meno. E forse sbagliando piú di noi che inizialmente abbiamo abbastanza sottovalutato il problema anche perché la Cina è lontana, demografia e usi differenti ecc. ecc. Viceversa adesso l'Europa ha un buon esempio di cosa significhi questo contagio sul proprio suolo.
    4 punti
  6. concordo con tutti voi, i cavalli sono davvero piacevoli. ecco un mio esemplare, Federico III d'Aragona (1496-1501). D/ FEDERICVS°°°REX°° Testa adulta e grossa, con capigliatura non fluente. R/ °EQVITAS°°REGNI Cavallo gradiente a destra; sopra stella a sette raggi. In esergo L accantonata da cerchietto e stella, ossidazioni. CNI 157 var. P/R 16b. MIR 110/3. g. 1.90
    3 punti
  7. Segnalo l'uscita su i quaderni Ticinesi di un primo articolo di grazia Facchinetti sui 10 solidi di Olibrio con importanti anticipazioni sulla pubblicazione complessiva dei 1000 pezzi Si fa menzione anche degli oggetti in oro e del contenitore Da leggere!
    3 punti
  8. Un motivo importante per collezionare Venezia nel mio caso è l'appartenenza geografica al suo territorio o ex terraferma. Sempre negli ultimi 20 anni ho avuto modo di vedere, toccare e confrontarmi con i tondelli lagunari e i suoi collezionisti. Non mi pongo nessun limite particolare, tutto ciò che è del capoluogo veneto e mi piace o lo ritengo interessante per conservazione, storia o rarità lo acquisto o meglio mi piacerebbe acquistarlo anche se ammetto che ho un debole per i grandi moduli in argento. Penso poi che in generale molto diffusa sia la collezione tipologica legata all'oro di ducati e zecchini.
    3 punti
  9. ciao a tutti. Ci vediamo a novembre ,sarebbe bello che al pranzo del sabato partecipassero veramente in tanti. In questo momento le priorita' sono altre. Usiamo il forum per tenerci in contatto , tornando a parlate delle nostra passione per le monete e la storia ad esse collegate. La vita continua.. e anche le nostre passioni. Forza andiamo avanti.
    3 punti
  10. Ciao @Litra68, approfondiremo...che un pò di tempo disponibile. Ma ti dico subito che l'oro non si toccava, l'argento veniva tosato e il rame veniva spesso (la barra ti metallo) tagliata male. Non c'era motivo di tosare monete di rame..... !!
    3 punti
  11. nuovi volumi entrati nella mia biblioteca numismatica (dovrò aumentare scaffalature), ecco un motivo per rimanere a casa causa corona virus
    3 punti
  12. Esiste il thread "le monete piu' piccole della vostra collezione" e quindi mi sento di dover aprire un altro thread per quelle piu' grandi. Attualmente la moneta piu' grande è posseduta da @villa66, post numero #7 Questa è la mia piu' grossa: 50 milioni di marchi, moneta di emergenza della provincia di Vestfalia, nel periodo della prima guerra mondiale, coniate per via del materiale bellico scarseggiante. 44,5 mm di diametro, 31,72 grammi in tombacco (lega di rame e zinco). 106.060 pezzi coniati. Fronte: Heinrich Friedrich Karl von Stein, leader tedesco in tempi duri 1757-1831 Retro: Cavallo della Vestfalia Il mio catalogo Jaeger riporta che queste monete non sono mai state utilizzate come monete ufficiali, bensì come "ricordi a forma di medaglia" usati per scopi sociali. Nell'autunno del 1923 queste monete avevano un valore pari a 0, che vennero poi regalate alle scuole della Regione della Ruhr.
    2 punti
  13. Buonasera, quaderno di studi del Circolo Mario Rasile, casa editrice Diana. La repubblica Napoletana del 1799.
    2 punti
  14. 2 punti
  15. La mia "Venezia " riguarda Agostino Barbarigo, perché è stato il Doge che ha dato il valore di città nel 1492 a Thiene a seguito dell'aiuto dei thienesi nella presa di Rovereto. È una collezione bella e soddisfacente ma soprattutto il bello è che leggendo si scoprono tantissime cose interessantissime.
    2 punti
  16. Bravo Artur, discussione che aprirà molti spunti e ci farà conoscere (per chi non le sa già) le sottosezioni -passatemi il termine- della nostra passione comune. Come giustamente detto, nessuno di noi è un Papadopoli né un Savoia, quindi, soprattutto per i nuovi, è importante capire che dire "colleziono Venezia" sia inevitabilmente generico. Io come molti ho iniziato a comprare alla rinfusa, ma da adolescente nei lontani '90 con pochi libri e niente web cercavo di spaziare di qua e di là. Soprattutto, senza dover/poter spendere tanto. Poi, per passione storica, ho iniziato il medioevo, quindi ho avuto una folgorazione per le medaglie, infine come qualcuno di voi sa da cinque anni ho per la testa solo i possedimenti... ho arrischiato, lo so, perché ora mi ritrovo nella fase di stallo. Mi mancano ormai solo pezzi introvabili e/o troppo impegnativi. Però mi piace sapere di avere una piccola raccolta formatasi ormai da trent'anni assolutamente eterogenea ma rappresentativa di tutti i mille anni di attività della zecca.
    2 punti
  17. Buonasera!! Anche io sono stato conquistato da Venezia quando avevo meno di 20 anni, dalla sua storia in genere, ma soprattutto dal lato commerciale che tanto era caro ai veneziani. Sono entrato in contatto quasi per caso con uno zecchino veneziano andando a vedere per comprare un marengo. Ovviamente sono uscito dal negozio con lo zecchino e da allora non mi sono più fermato! Colleziono principalmente scudi della croce e frazioni di essi negli ultimi 2 anni. Anche se avevo iniziato con gli zecchini /ducati. Poi se trovo altro di interessante di venezia o a buon prezzo metto in collezione anche quelli, Saluti. E buone Veneziane a tutti!
    2 punti
  18. 1927 Regno d'Italia - Buono da 2 Lire Anche questa l'ho trovata in ciotola per 500 lire una ventina di anni fa, solo successivamente ho visto che era raretta la conservazione naturalmente è adeguata al prezzo pagato.
    2 punti
  19. Ciao, purtroppo il tuo pezzo è solo una riproduzione senza alcun valore, le uniche 4 monete esistenti sono estremamente rare, magari puoi leggerti questa appassionante discussione La tua era data in omaggio dalla perugina negli anni '70, è la n. 9 qui sotto raffigurata:
    2 punti
  20. Io colleziono principalmente altro. Tuttavia quando mi capita l'occasione, non disdegno di acquisire un Ducato/Zecchino purché di un Doge che già non posseggo...
    2 punti
  21. Ciao a tutti, mi permetto di intervenire pur non collezionando monete veneziane, ma solo in virtù delle mie origini venete che fanno si che una certa attrattiva per questa monetazione sia comunque presente. Dal mio modestissimo punto di vista quindi, se mai dovessi pensare di impostare una collezione veneziana, sicuramente sceglierei le meravigliose oselle (lasciando da parte quelle in oro) ma includendo anche quelle di Murano... Michele
    2 punti
  22. Ciao! Ogni motivazione è buona. Personalmente ho un occhio di riguardo verso le monete coniate sotto il dogato di Francesco Foscari, però ho tante altre monete che mi hanno "stregato", vuoi perché legate a qualche periodo storico affascinante, vuoi per la singolare iconografia; oppure perché particolarmente ben conservata, oppure semplicemente perché c'era il "prezzaccio"! Di fatto ho una piccola collezione molto variegata, che abbraccia gran parte della storia numismatica veneziana. saluti luciano
    2 punti
  23. Le foto (e la conservazione) non consentono di esaminare bene le monete. Da quel poco che vedo (ammesso che non sia colpa dell'immagine), le firme della seconda e della terza sembrano "irregolari" e quindi propendo per la falsità. Avendole in mano tu puoi giudicare meglio, confrontale con le immagini che ti posto di un falso (III tipo) e di una sicuramente autentica. Di entrambe ti ho segnato le caratteristiche principali che possono essere presenti.
    2 punti
  24. Buongiorno, ringrazio @demonetise @Rex Neap per il contributo alla discussione, un doveroso ringraziamento va anche a @eliodoroe @grunf, che per primi avevano risposto ai miei quesiti esposti nella discussione in piazzetta. Saluti Alberto
    2 punti
  25. 1927 PALESTINA A gentile richiesta di Villa66, ecco il 100 mills, argento 720. Adesso ci siamo.
    2 punti
  26. Anche se era già stato segnalato nella sezione "Bibliografia numismatica", ripropongo qui l'utile lettura del libretto (che è una raccolta di saggi) di Pietro Magliocca, Nuove considerazioni sulle monete di Ferdinando IV di Borbone nel periodo 1796-1798 Questa la recensione di Roberto Ganganelli: https://www.ilgiornaledellanumismatica.it/libreria-nuove-considerazioni-sulle-monete-ferdinando-iv-borbone-nel-periodo-1796-1798/
    2 punti
  27. Complimenti sononin pochi ad averla, anche tra le case d’asta importanti a chi interessa ho le rare annate del 1892, 1913 e 1919 che posso cedere
    2 punti
  28. A me, personalmente, sembra una mano...
    2 punti
  29. Ma quella che preferisco in assoluto, anche perché è stata coniata appositamente per essere spesa e non solo per i collezionisti come per la moneta delle Bermuda postata in precedenza, è questa moneta dell'Impero Russo. Almeno in uno dei miei box portamonete (misura max da 45 mm.) c'entra! 1778 - 5 Kopeks di Caterina IIa la Grande - 52 grammi di peso e 41 mm. di diametro
    2 punti
  30. Io ho dei dubbi: ma il rame era così "prezioso" da essere sottratto dalla moneta? Io penso di no, ma non perché so quanto valesse a quei tempi il rame al grammo, ma per la cura con cui venivano coniate a martello le monete di rame e come ne era verificato il peso. Le monete in rame (parlo per quelle del vicereame coniate a martello) non erano fabbricate con la stessa cura posta per quelle d'argento e d'oro: la forma delle monete lo testimonia. Inoltre, per superare il controllo della qualità veniva pesato un gran numero di monete che doveva avere un peso compreso in un intervallo ben preciso; e non una ad una come per quelle d'argento e d'oro. Penso che gli operai, nel tagliare il metallo in eccesso dal tondello, non ci andarono tanto per il sottile...
    2 punti
  31. Quasi mezzo metro di diametro , scherzo ovviamente, lo so che volevi dire mm. ... La mia è di 41 mm per 31 gr. di argento, abbastanza nota e comune... Stati Uniti d'America - 2019 Oncia Argento Silver Eagle o Liberty
    2 punti
  32. No, non e’ la tribute band dei Guns N’ Roses…. …..bensì il caduceo! Il caduceo era originariamente uno dei simboli del dio Mercurio (e del suo equivalente greco, Hermes) , il messaggero tra gli dei e gli uomini e quindi interprete del volere dei primi e latore dei desideri dei secondi. È una sorta di bastone sormontato da una sfera con due serpenti avvinghiati e attorcigliati intorno ad essa; talvolta è raffigurato con due ali sulla punta (analoghe a quelle presenti sui calzari di Mercurio e sul suo petaso). Originariamente era una semplice verga magica che fu dono di Apollo al fratello per ricambiare con essa i regali da lui ricevuti della cetra e del flauto. Secondo il mito, Mercurio un giorno giunse in Arcadia e lì vide due serpenti che lottavano e si mordevano a vicenda. Allora il dio gettò contro di loro il suo bastone e grazie ad esso i due serpenti smisero di affrontarsi e si avvinghiarono uniti attorno alla verga. Mercurio decise così di farlo diventare (quale simbolo di armonia e di equilibrio) uno strumento per derimere le liti e le controversie. Nacque così il caduceo simbolo di pace e di mediazione, tanto da essere portato dagli ambasciatori cui conferiva loro il crisma dell’inviolabilità. Esso aveva anche una valenza morale poiché rappresentava al tempo stesso la salute fisica della persona e la sua condotta onesta. Il caduceo viene spesso confuso con il bastone di Asclepio o Esculapio (dio greco-latino delle arti mediche figlio di Apollo). La verga di Esculapio è infatti un lungo bastone intorno al quale si attorciglia un solo serpente che rappresenterebbe il ringiovanimento, perché ogni anno cambia la vecchia pelle ed è quindi adatto a indicare il miglioramento ottenuto grazie alle cure mediche; la verga invece sarebbe lo strumento che simboleggia l’azione del medico nel somministrare le cure agli uomini. Questa confusione spiega perché il caduceo sia diventato simbolo ufficiale degli Ordini dei medici. È però interessante notare come alcuni ordini provinciali abbiano nel loro logo ancora il bastone di Esculapio con un solo serpente, così come avviene anche nel simbolo dell’OMS. Il caduceo si trova anche nel logo dell’Ordine dei Farmacisti. La spiegazione sta nel fatto che la parola greca “farmacon” significa per l’appunto “veleno” (nello specifico il veleno del serpente). Tuttavia, il caduceo non aveva solo questo significato. Come detto ,l’equivalente greco di Mercurio era Hermes. Interessante il fatto che la parola Hermes abbia la stessa origine del nome “hermaion”, che vuol dire uomo fortunato. Questo ha ricadute sul mito in quanto proviene da Mercurio/Hermes il guadagno (sia atteso che imprevisto) il colpo di fortuna, l'occasione propizia. Per estensione il caduceo diventò quindi simbolo del commercio e del guadagno che possono proliferare se coesistono pace, armonia e salute. Trovano così accordo le due anime del caduceo. Da una ricerca in rete e sul nostro forum ho letto che il caduceo è presente su monete della Grecia classica, della Magna Grecia, su monete puniche, su monete preromane e italiche. È soprattutto però in età romana che abbiamo esempi numerosi di raffigurazioni del caduceo, su monete repubblicane, imperiali e provinciali. Per ovvie ragioni mi limiterò all’età imperiale. Ho quindi provato a fare una breve ricerca sulle monete ed ecco cosa ho trovato. Una della rappresentazioni più frequenti è quella con la Felicitas. E non è casuale, se pensiamo al significato del caduceo quale simbolo di equilibrio e armonia (e per estensione, salute) che come è facile intuire sono alla base della felicità. Infatti, in quest’ottica, è un omaggio al benessere e alla serenità dell’imperatore (F. augusti), dello stato e dei suoi cittadini (F. publica), dei tempi (F. temporum) o di un periodo specifico (F. saeculi). Ho visto che ne sono state coniate molte e in varie epoche. Ecco ora qualche esempio di caduceo con Felicitas: La rappresentazione del caduceo con la Felicitas è molto frequente con Vespasiano, soprattutto come Felicitas publica, penso con chiaro riferimento al periodo di prosperità che seguì alla guerra civile e che viene fatto coincidere con il suo regno, durante il quale promosse diverse riforme per risanare lo stato. L’abbinamento con la Felicitas è poi riscontrabile in diverse monete di Traiano, l’Optimus princeps, durante il cui regno il l’impero raggiunse la sua massima estensione… Molto frequente ( soprattutto, e non casualmente secondo me) con gli Antonini, il Saeculum aureum dell’impero. Poi è presente ancora sulle monete dei Severi (e delle Severe) anche se in misura minore rispetto agli Antonini. Con i Severi e le Severe credo che non si debba dimenticare la vicinanza di Emesa con Pergamo dove vi era il santuario di Asclepio e dove si era recato Caracalla, forse per implorare la guarigione da una malattia. Infine, lo si trova anche sulle monete del III secolo... …ma anche con gli imperatori gallici e con Carausio. Forse più una sorta di augurio di felicità in tempi funesti... Un altro frequente abbinamento del caduceo è con la Pax. Come è stato detto, il caduceo era portato dagli ambasciatori, che talora erano latori di pace (talora, sigh!). Qui il caduceo ha un chiaro significato simbolico: l’imperatore ha portato la pace nell’impero, cosa che si traduce in armonia per tutti i cittadini. Interessante che l’abbinamento con la Pax sia presente soprattutto con Galba (forse con riferimento alla sua ascesa pacifica al potere dopo la morte di Nerone) e poi con Vespasiano…. Qui il legame e’ ovviamente più comprensibile, per le stesse considerazioni dette a proposito della Felicitas. Da ricordare che Vespasiano fece costruire a Roma il tempio della Pace, considerato da Plinio in Vecchio nella sua Naturalis Historia come una delle meraviglie del mondo. L’abbinamento Pax-caduceo tende poi scompare. Con gli Antonini (a parte qualche esempio con Commodo) con la Pax, al posto del caduceo compare lo scettro : la pace era garantita più dagli eserciti che dalla armonia interna. C’e’ però spazio ancora per Diocleziano…. C’è poi Marco Aurelio con la Fides… Pescennio Nigro con la Fortuna… Infine, ho trovato anche qualcosa con la Concordia (Costantino, Licinio, Crispo). Di solito ha la patera, qui invece ha proprio un caduceo. La Concordia degli Augusti, intesa come pace, armonia. Infine, alcuni esempi particolari: Un sesterzio di Tiberio dove sono rappresentati i nipoti Tiberio Gemello e Germanico Gemello.. E Pertinace con il Saeculo Frugifero , con riferimento ad una sorta di campagna di distribuzioni di alimenti e terre… Ovviamente la mia non deve e non vuole essere una disamina completa (non ne avrei le competenze e le capacità) quanto piuttosto uno spunto di discussione. Per me personalmente e’ stata una occasione per studiare e approfondire. Le riflessioni che ho fatto intorno alle monete sono mie. Vi invito pertanto a segnalarmi eventuali errori o inesattezze, nonché a integrare quanto vorrete con immagini e commenti. Chiudo con un ringraziamento a @Illyricum65 che con la sua su Apollo mi ha fornito lo spunto per questa discussione. Ciao da Stilicho
    1 punto
  33. La monetazione di Venezia è gradevole ma spesso monotona, con l'eccezione delle oselle. Però è un tempo il nostro, in cui tale tipologia attira meno che nel passato: chissà perchè! Spesso commemorano momenti topici del periodo o ne illustrano la devozione o i caratteri in maniera molto particolare ... Io sono più un raccoglitore che non un collezionista e mi piace variare nei tipi e nei periodi, apprezzando anche le oselle (in particolare per i dogi del XVIII secolo) e la monetazione della Municipalità Provvisoria e non disdegnando il Lombardo Veneto, anche se per qualcuno questi ultimi aspetti potrebbero essere ... disdicevoli.
    1 punto
  34. Ciao Stilicho. Qui il caduceo è il simbolo di un tetradramma di Alessandro Magno (post # 69) Buona serata. apollonia
    1 punto
  35. mm 56 x 80 g.34,4 ku momme ni bu ( provincia Akita)
    1 punto
  36. è un brutto momento, per alcuni drammatico, e non sarà finita quando la pandemia avrà fatto il suo corso: lo sappiamo tutti fin troppo bene, perchè ogni situazione, ogni momento, ogni immagine è pronta a ricordarcelo. Credo però che avvilirci oltre il necessario non serva né a noi, né a chi ci sta accanto. Quindi quando e se ci colleghiamo a questo sito, lo facciamo tutti (o almeno, così dovrebbe essere a meno che non abbiamo voglia di infondere il nostro pessimismo negli altri a tutti i costi) e lo facciamo con l'intento di passare ad una dimensione di svago e di piacere che ci aiuta a coglie le cose belle della vita, che da sempre sono anche le cose non indispensabili, passioni che è inutile confrontare con il supremo valore della vita, del lavoro, della sopravvivenza, della famiglia, ma che nonostante questo trovano un posto piccolo ma importante dentro di noi. il posto del sollievo. Per questo sì, pensiamo prima a ciò che e prioritario nella vita di ognuno di noi e dei nostri cari in questi drammatici giorni, ma troviamo ogni tanto un attimo per il piccolo ma immenso piacere che ci regala una passione. Anche e soprattutto in questi giorni cupi. Per tanto, ribadisco: di fronte a questa situazione di continua emergenza... Pazienza per i congressi, spiace per noi collezionisti (posso infine dirlo senza evocare immagini di confronto con la quotidiana disperazione o dobbiamo per forza fare gli ipocriti?) e ancor più spiace per i commercianti per i quali ciò che per noi è passione, per loro è lavoro e sussistenza, ma intanto siamo ottimisti e troviamo almeno un briciolo di tempo per i nostri piaceri, perché ricoprire di grigio quel poco di colore che rimane, oggi più che mai è da c.....i
    1 punto
  37. REGNO DI SARDEGNA - CARLO FELICE - 5 L. 1826 - TO
    1 punto
  38. Le monete di Sidis custodite presso il museo Pomarici Santomasi di Gravina in Puglia provengono dalla località lamacolma (gr 2,3, mm 15,7), nella valle del Basentello, e dalla località di Botromagno (gr 2,8, mm 15,1) che ha restituito anche una moneta di Mateola (oncia gr,1,6 mm 12) custodita presso il museo di Altamura. La testa laureata di Zeus compare in alcune monete delle vicine zecche di Rubi (Ruvo di Puglia), di Barium (Bari) e di Caelia (Ceglie del Campo), mentre l'immagine di Ercole nell'atteggiamento Farnese si incontra nell'oncia e nel quarto di siclo punico di Mateola (Matera), in argento purissimo (gr. 1,04, mm 12) custodito presso il museo di Matera (dalla località Timmari). Propongo per la moneta di Sidis una datazione tra il 180 e il 150 a.C., che corrisponde al periodo di attività delle suddette zecche. Per approfondimenti vi rimando agli articoli su Mateola che potete consultare on line http://www.rivistamathera.it/numero/4/
    1 punto
  39. Eccoci tornati! Concludiamo oggi il capitolo riguardante le monete in oro decimali. Il 20 franchi è forse una delle monete più emblematiche e famose del regno di Westphalia. Nonostante sia relativamente poco raro, trovare un esemplare in alta conservazione (FDC o quasi) è un'impresa a dir poco titanica. Forse, ne apparirà sul mercato una ogni 10 anni! Questa moneta rappresenta uno di quei casi di coniazione avvenuta sia in Germania (a Cassel) che in Francia (a Parigi). Probabilmente, ma questa è una mia teoria, la Westphalia non era completamente autosufficiente dal punto di vista della coniazione di monete e, per far fronte alle esigenze del mercato interno, doveva in parte appoggiarsi alla zecca di Parigi. In ogni caso, ricordatevi la storia della testa di cavallo/testa d'aquila. Anche qui, purtroppo, dobbiamo prestare particolare attenzione ai riconi. Oltre alla regola aurea del bordo liscio, da personali osservazioni mi sono accorto di un dettaglio interessante: i riconi postumi sono spesso caratterizzati da un piccolo residuo di metallo ad ore 12 del dritto. Forse ciò deriva da una micro-frattura del conio della moneta. Chissà... Di questa moneta esiste, inoltre, una serie di prove in bronzo, stagno, piombo, senza alcune cifre della data, ecc. che ogni tanto mi capita di vedere in qualche asta. Anche queste sono tutte caratterizzate dal bordo liscio. Quindi, con ogni probabilità, sono da ritenere come prove create in preparazione della coniazione dei riconi postumi e non risalenti al periodo 1807-1813. Di seguito vi mostro due esemplari (in oro) di questo marengo. Il primo è un riconio: presenta il bordo liscio ed il piccolo residuo ad ore 12. La testa di cavallo e la J ci indicano che è parigino. Il secondo, invece, è un bellissimo esemplare risalente all'epoca napoleonica. Ovviamente, dalla foto è difficile apprezzare l'incisione "Gott Erhalte Der Koenig". Come potete notare, presenta la testa d'aquila e la C maiuscola. È, dunque, stato coniato a Cassel. Per quanto riguarda il 5 e 10 franchi, tocchiamo un tasto dolente. Come detto, entrambe le monete presentavano il bordo liscio sin dal periodo del regno di Westphalia. Perciò, ad oggi, non esiste un metodo universalmente riconosciuto per distinguere gli autentici dai riconi... Personalmente, nutro grossi dubbi addirittura sul fatto che queste tipologie monetali siano state effettivamente coniate in epoca napoleonica. Perché mai creare un 5 e un 10 franchi in oro proprio nella piccola Westphalia, quando in tutto il resto dell'impero tali tipologie non esistevano? Chi le ha tirate "fuori dal cilindro" e per quale motivo? Guarda caso, invece, nella Francia di Napoleone III tali tipologie monetali esistevano eccome. A buon intenditor poche parole... Ovviamente, non ho certezze assolute a riguardo o dati inconfutabili. Si tratta, come potete capire, di due monete alquanto “misteriose”. Se tra qualche anno dovesse spuntare fuori uno studio serio che dimostra in modo inequivocabile la loro genuinità e che indica come riconoscere gli originali, sarò ben lieto di ricredermi. Fino ad allora, me ne tengo personalmente alla larga.
    1 punto
  40. We already have the 1927 1-, 2-, 5- and 10-mil(s), so I'll add the 20. Might we see the 50 or 100? v.
    1 punto
  41. Si @Galenus, è la stessa moneta... Cambia solo la posizione..... Per questo nella tua non si vede la mancanza dopo la D ad ore 3 Per toglierci ogni dubbio basterebbe vedere anche il rovescio del pezzo al post #21 Saluti, Rocco
    1 punto
  42. E' il mio stesso esemplare, era la tua? Come proposto da @lamanna921 e @gennydbmoney potrebbe effettivamente essere una mano con il pollice aperto e separato dalle altre quattro dita unite.
    1 punto
  43. REGNO DELLE 2 SICILIE - FRANCESCO I°-120 GRANA 1826
    1 punto
  44. Ciao È quello classificato al 116 del CNI Non dovrebbe esserci il DVX, ma solo la D, per far stare le sigle penso.. Moneta difficile da trovare, anche se la conservazione non è il massimo è tutta leggibile, a me piace! Manca l'immagine a catalogo... hai voglia di inserirla??
    1 punto
  45. Molto belli e particolari @dareios it Lorenzo io ho deciso di disegnarli a mano, e nel frattempo... Approfittando del tempo libero... Ho creato le bozze dei cartellini per alcuni Amici del forum ?
    1 punto
  46. Ultima medaglia della serie SEZIONE TRASPORTI FERROVIARI
    1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
×
  • Crea Nuovo...

Avviso Importante

Il presente sito fa uso di cookie. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie, dei Terms of Use e della Privacy Policy.