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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 06/25/20 in Risposte

  1. Quando riprendo questa discussione rimango sempre piacevolmente e positivamente colpito. Serie di cavalli particolari, ognuno un unicum con la sua storia alle spalle. Ammetto senza dispiacere di riconoscerne qualcuno che una volta apparteneva alla mia "scuderia" e che ora si trova presso chi di certo lo tratta meglio del sottoscritto. Mi sono sempre chiesto perché una monetina di rame, così piccola, e quasi insignificante rispetto a nominali coevi ed in metallo nobile, riesca a suscitare interesse nel collezionista. Magari perché è di facile reperimento o forse perché si tratta di una moneta mai noiosa, sempre ricca di differenze che appagano chi le raccoglie. Che ne pensate? Voglio mettere un po' di pepe con l'immagine di un cavallo di Ferdinando II d'Aragona che non si vede tutti i giorni da me attribuito alla zecca di Brindisi.
    5 punti
  2. Già nel 700 era d'uso fare stampi di monete originali che si trovavano in musei o presso collezioni private. Gli stampi poi erano replicabili e quindi si potevano moltiplicare e utilizzarli come meglio si credeva. Nel medagliere del museo archeologico di Napoli confluì la ricca collezione numismatica dei Farnese di Parma e queste monete furono mischiate a quelle già presenti nel museo e a quelle che confluirono dopo e per anni. Perchè scrivo tutto questo, perchè alcuni decenni fa, si venne a sapere che presso la Burton Constable Hall nell'East Yorkshire erano stati trovati i calchi delle monete della collezione Farnese, calchi che erano stati eseguiti da William Dugood che era stato alla corte della duchessa di Parma, qualcuno dice che forse era l'amante della duchessa. I discendenti di Dugood quando li hanno trovati hanno capito subito di che si trattava perchè sapevano del passato di William loro antenato e hanno segnalato la scoperta in Italia. Grazie alla dottoressa Cantilena e con l'aiuto di due laureandi dell'università di Salerno, hanno potuto individuare le monete dei Farnese con un riscontro incrociato di manoscritti, inventari antichi, pubblicazioni, documenti d'archivio e soprattutto grazie ai calchi che nel frattempo erano stati tutti fotografati. Di questo studio sono rimasti sicuramente le due tesi dei due giovani che ho la fortuna di possedere.
    4 punti
  3. Si conoscono abbastanza cavalli di Ferdinando II ma sono quasi tutti ribattuti su Carlo VIII e magari con i coni di Ferdinando I, ma questo con il ritratto di Ferdinando II non lascia adito a nessun dubbio. Ritratto rinascimentale di un re giovanissimo con i capelli fluenti e di bello aspetto. Non dimentichiamoci che da poco tempo e precisamente da Ferdinando I si incominciò a ritrarre sulle monete il vero volto del re. Grazie a Davide per avercelo mostrato.
    3 punti
  4. Penso che, considerando anche il tuo intervento, più che confusione si esca con le idee più chiare tutti. Ben vengano discussioni come questa, dove si discute su contenuti e si espongono le proprie idee o perplessità, senza nulla togliere al lavoro egregiamente svolto da chi studia con costanza e passione.
    3 punti
  5. 1941 Belgio (occupato) 1941 5 Franchi in zinco
    3 punti
  6. Salve a tutti, posso dire che ci sono ancora esemplari inediti !!!! ........ sono riportati sul volume sugli aragonesi che uscirà a breve
    2 punti
  7. @dareios it e @MarcoAu grazie, non conoscevo la paradossale situazione delle riproduzioni museali e sebbene sconcertato, sono molto soddisfatto per avere avuto la spiegazione di un fatto che mi sembrava inspiegabile e per il quale non speravo di avere poi una risposta. E a maggior ragione sono lieto per avere appreso di una prassi antica che ignoravo del tutto. La risposta ovviamente sarà stampata e conservata. Vi saluto
    2 punti
  8. Buongiorno, rifacendomi a quanto detto da dareios it si tratta probabilmente di una riproduzione "museale". Quello che mi chiedo è perché non rechi la "R"("Le monete riprodotte recano tutte, su una faccia, il contrassegno punzonato R (Riproduzione) che le identifica come riproduzioni moderne" - Riportato dal sito di un noto riproduttore) o il nome del produttore, dato che così si presta all'utilizzo truffaldino.
    2 punti
  9. Risposta pagina 8. Messe a confronto non ci sono dubbi che si tratti di un falso o più precisamente PATACCA come scritto da @dux-sab La moneta originale è stupenda. @Hirpini. Più tardi completo la lettura dei tuoi interventi . Poi ti dirò. Grazie.
    2 punti
  10. È un "brutto" argomento, il dubbio della malizia in queste cose l'hanno in molti, ma parlarne non è facile... A parer mio non c'è nulla di male a porsi queste domande e farne una semplice discussione, come parlare al bar di una partita di calcio combinata, anzi, qualcuno potrebbe avere delle notizie in più... ma parlare di accordi sottobanco in caso di aste pubblicamente è diverso, si va nel penale, è turbativa d'asta! Per cui penso che rimangano dubbi ed opinioni personali e la gente se li tenga per se... La mia opinione è che se vuoi prendere una moneta e sei disposto a pagarla quello che viene chiesto ok, altrimenti passi e stai a guardare... attendendo la prossima, se arriva
    2 punti
  11. Buongiorno. Ovviamente bisognerebbe ragionare sulla base di simboli più dettagliati; la bassa conservazione non permette analisi approfondite e, di conseguenza, possiamo affermare tutto ed il contrario di tutto. In definitiva penso che il lavoro fatto in questi anni dal Magliocca sia notevole e il tentativo di questa discussione ne dimostra la complessità.
    2 punti
  12. Buongiorno, nel periodo Covid ho aggiunto anche questa in collezione...anche questa scovata in un altro continente, ora tornata a casuccia FEDINAN 1797...il dritto sempre deboluccio il rovescio è già meglio...ecco le foto: Saluti.
    2 punti
  13. Ciao Sergio, a me ancora manca in Collezione. Ho chiesto ad un mio Amico Collezionista di mandarmi le foto delle sue due piastre 1818 testa piccola Reimpressa. .... A chi due e a chi niente ?
    2 punti
  14. Giusto per tentare un minimo di approfondimento e motivare, al contempo, la possibilità che l’elica possa essere un simbolo da tenere in considerazione, aggiungo un passaggio tratto dal web che dimostra come nei primi dell’800 l’attenzione verso la propulsione a vapore ( elica ) fosse di notevole interesse sia in ambito commerciale che militare. In Europa si moltiplicarono gli sforzi per dotare le flotte, soprattutto mercantili, del rivoluzionario “vapore”. I più intraprendenti furono i Francesi e gli Inglesi, seguiti dal governo di Napoli che nell’agosto 1818 varò il vapore Ferdinando I, una nave lunga 40 metri, larga più di 6, con una portata di 243 tonnellate. La macchina aveva una potenza effettiva di 50 Hp, pesava 50 tonnellate e raggiungeva i 4,5 nodi. Il Ferdinando I partì da Napoli il 27 settembre 1818 per Livorno, Genova, Marsiglia: fu la prima navigazione a vapore italiana. La Marina Borbonica, in quel periodo la terza in Europa, nel 1848 disponeva di 22 navi a vapore. In Italia, la prima Marina militare ad avere navi a vapore fu quella napoletana che nel 1843 acquistò dalla Gran Bretagna i primi piroscafi, mentre tra il 1841 e il 1846 furono costruiti nel cantiere di Castellamare di Stabia le pirofregate da 6 cannoni e 300 Hp Archimede, Ercole, Carlo III, Sannita. Dai cantieri britannici furono acquistate le similari Ruggero, Tancredi, Guiscardo, Roberto, Stromboli e gli avvisi Maria Teresa, Peloro, Lilibeo; dalla Francia gli avvisi Palinuro e Miseno. http://www.storiain.net/storia/quando-il-vapore-solcava-i-mari/
    2 punti
  15. Buonasera, questa moneta è illeggibile al diritto, per cui mi sembra difficile da attribuire (Valente, Valentiniano I, Graziano, Teodosio I, Valentiniano II, Arcadio ?) Al rovescio sembra rappresentata la scena di una GLORIA ROMANORVM: l'imperatore in tenuta militare avanza a destra, la testa volta all'indietro, nella mano sinistra regge il labarum, con la destra trascina a sé un prigioniero tenendolo per i capelli. Nel camp a ds. potrebbe vedersi una lettera (C ?) o forse un cristogramma. All'esergo credo che non sia leggibile il segno di zecca. Mi riservo di approfondire appena avrò il tempo necessario. Intanto aspetto che intervengano i più esperti. Saluti
    2 punti
  16. PREMESSA Pedroni ritiene che le prime iconografie valessero a identificare l’origine della ricchezza monetata, tenuto conto che le prime monete romane nacquero per redistruibuire la preda bellica secondo due canali differenti: - i fusi, a cura dei censori (in anni censorî, quindi), per restituire ai cittadini almeno in parte il tributum; - le monete coniate, a cura dai comandanti militari, per gratificare le truppe. Probabilmente le zecche erano vicino ai luoghi ove era stato reperito bottino (ma quello di Taranto fu monetato ad Alessandria per Cr. 21/1). Per penetrare mercati allogeni fu adottata la metrologia magno-greca e tipologie “ibride”, con tipi “romani” su una faccia e “locali” (spesso, il fondatore mitico della città debellata) sull’altra. Nel 269 fu attivata la zecca urbana (Zonara collega l’evento con l’afflusso di ingenti ricchezze, che un passo di Dionigi di Alicarnasso permette di identificare nel bottino di Reggio); nell’occasione la legenda cambiò da ROMANO a ROMA (a decorrere da Cr. 25/1) e furono restituiti alcuni tipi tradizionali, sui quali la funzione identificativa fu assolta da un simbolo (falcetto, clava, ghianda). Da quella data il tributum fu restituito anche con l’argento. Tanto premesso, la cronologia deve essere compatibile con tre considerazioni: - le tradizioni storiche datano l’argentum signatum del populus Romanus al 275 (Plinio 42), il primo nummus argenteus di Roma al 272 (fonti derivate da Eusebio di Cesarea) e l’argentum signatum al 269 (Plinio 44, Livio e Zonara); - le riduzioni ponderali del bronzo non potevano non cadere in anni censorî (perché le svalutazioni comportavano ineluttabilmente la revisione delle liste di censori); - lo standard della didracma varia da 6,5 scrupoli (Cr. 13/1) a 5,75 (Cr. 22/1) e infine 6 (Cr. 25/1). L'AES GRAVE E LA MONETAZIONE ROMANO-CAMPANA Per Cr. 1/1 la data proposta da Mommsen e Sambon (338) appare preferibile: la moneta sarebbe stata emessa da Campani che avevano appena ricevuto la civitas, probabilmente sine suffragio, per commerciare con Neapolis. Nel medesimo contesto si inserirebbe il lingotto Cr. 3/1. Nel 289, con l’istituzione dei tresviri monetales, furono emesse le prime serie fuse su standard di 300 scrupoli. Che tale fosse lo standard romano dell’epoca è confermato dalla sua riproposizione nelle serie fuse delle colonie di Luceria (fatta colonia nel 313) e Venusia (dedotta nel 291), seppur frazionate su base decimale[1]. La prima in assoluto potrebbe essere stata Cr. 19, perché la raffigurazione di Castore sull’asse (che ricorda la battaglia del Lago Regillo) e del Tevere sul semisse potrebbero alludere alla conquista, nel 290, dell’Alta Sabina, dalle cui ricchezze quindi potrebbe derivare il metallo monetato. Cr. 18 sarebbe successiva al 289 e precedente al 275. Si potrebbe datarla al 277, quando fu presa Crotonem, cui i tipi apollinei potrebbero alludere, ma non fu anno censorio. Appare allora più probabile il 282, quando i consoli C. Fabrizio Luscino[2] e Q. Emilio Papo sconfissero, rispettivamente, città sannite e lucane e i Galli Boi, anche se risulta arduo individuare una connessione con i tipi delle monete. La didracma Cr. 13/1, con standard di 6,5 scrupoli viene datata al 275 e attribuita alla zecca di Metaponto. È coniata sul piede campano di circa 7,30 g per renderla accettabile al mercato, benché forse fosse già in vigore quello magno-greco ribassato di 6,6 g. Contemporaneamente furono emesse la litra argentea Cr. 13/2 (0,65 scrupoli) e la mezza litra enea Cr. 17/1 (4,5 scrupoli); di quest’ultima esiste un riconiatura su moneta siracusana databile al 280, nonché l’identità stilistica con i bronzi (HN Italy 210-211) di Cosa, colonia dedotta nel 273, per la quale è plausibile che la colonia abbia copiato l’emissione della metropoli, precedente di due anni, in segno di devozione politica. Contemporaneamente, nel 275, fu emessa la serie fusa Cr. 14, con standard di 288 scrupoli[3]. I tipi adottati, Giano e Mercurio, sono gli dei tutelari dei patti e del commercio, riferimento coerente a una tematica nazionale; potrebbe significare che per questi bronzi fu monetato il metallo dell’Erario. È probabile che in quest’epoca fosse fissata una parità metallica (con rapporto 1:132) per cui la didracma (da 6,5 scupoli, suddivisa in 10 litre argentee) valeva 3 assi oppure 96 litre enee (forse corrispondenti a 480 chalkoi); da ciò deriverebbe la riduzione dello standard da 300 a 288 scrupoli. È significativo che i nominali più bassi pesino, in proporzione, di più dell’asse: forse la riduzione non fu applicata ad essi per non svantaggiare i ceti meno abbienti e i commerci più minuti. Per la didracma Cr. 15/1, con standard di 6,4 scrupoli (pari a 6,5 ribassati), viene proposta la data del 274 e la zecca di Arpi (anticamente Argo Ippio), forse evocata dal tipo del R/, che peraltro emise argenti proprî di peso medio analogo (6,92 g secondo Thomsen). Si collocherebbe in serie con la litra in bronzo, Cr. 2/1. Contemporaneamente fu emessa la litra enea Cr. 2/1. La didracma Cr. 20/1, con standard di 6,25 scrupoli (pari a 6,5 ribassati), viene datata al 273 supponendosi che fossero monetarî Q. Ogulnio Gallo e N. Fabio Pittore, componenti (forse proprio per la carica rivestita) dell’ambasceria ad Alessandria, e abbiano commemorato la statua della lupa collocata nel 296 dai fratelli Q. e Cn. Ogulnio e il dio ritenuto antenato dei Fabii. Viene attribuita alla zecca di Eraclea, richiamata dal tipo del D/ (Cicerone accenna a un trattato tra le due città, che potrebbe datarsi proprio al 273). Fu anche emessa la litra enea Cr. 16/1. Nel 273/272 non furono emesse monete fuse, per cui probabilmente il cambio teorico rimase fissato nel rapporto di 1:3 con l’asse Cr. 14/1. La didracma Cr. 22/1, con standard di 5,75 scrupoli (pari a 6 ribassati) presenta peculiarità stilistiche e marchi di controllo mai più presentatisi sulle monete di Roma, ma affini a quelli in uso alla zecca di Alessandria, cui pertanto viene attribuita. Peraltro, il piede tolematico era compatibile col peso di queste monete. Mattingly ha proposto la data del 273, in occasione dell’ambasceria romana a Tolomeo Filadelfo, ma è più probabile il 272 (data per questo tramandata da Eusebio di Cesarea), dopo la presa di Taranto (probabilmente ricordata dal tipo al R/) che averebbe fornito il metallo da monetare. L’aggio elevato (0,25 scrupoli) si spiegherebbe con le spese di trasporto per e dall’Egitto. Contemporaneamente fu emessa la doppia litra enea Cr. 23/1 e probabilmente la serie fusa Cr. 21, che presenta la medesima, peculiare raffigurazione della dea Roma. Il peso medio dell’asse, 240 scrupoli, malgrado fosse in vigore uno standard di 252 scrupoli (meglio che 250 scrupoli, valore riconosciuto dagli studiosi per quest’epoca) si spiegherebbe per mantenere il rapporto di cambio 1:3 pur adottando la parità di 1:126, affine a quella tolemaica di 1:125. Alla zecca di Roma e, quindi, alla data del 269 va attribuita la serie Cr. 25, la prima a legenda Roma, comprendente tanto la didracma (su standard di 6 scrupoli) che i fusi (su standard di 252 scrupoli). Fu probabilmente coniata monetando il bottino di Reggio (cui il falcetto alluderebbe, essendo stata Reggio fondata da coloni di Messina-Zancle). È significativo che vengano riproposti i tipi della prima didracma (Cr. 13/1) e dell’asse Cr. 14/1, a conferma che anch’essi erano contemporanei. La serie comprende anche una mezza quartoncia, Cr. 25/3. Sempre nel 269, a fini commemorativi, le zecche esterne all’Urbe emisero, sempre sullo standard di 252 scrupoli, l’asse Cr. 37/1. Nella serie Cr. 26 il simbolo è presente esclusivamente sui fusi: potrebbe dedursene che argento e bronzo avessero provenienze diverse. Il simbolo (ghianda, connessa con il culto di marte) rimanda alla liberazione di Messana (264/263), sottratta appunto ai Mamertini. Lo standard del bronzo è ancora di 252 scrupoli. La serie comprende anche una mezza quartoncia, Cr. 26/3. Tra il 263 e il 258 lo standard del bronzo fu abbassato a 240 scrupoli, presente nelle emissioni Cr. 24, 27, 35 (con significativi ribassi) e 36 (con ribassi ancora più sensibili). Nel 258, quando era censore C. Duilio, fu emessa la serie fusa della prora (Cr. 35) per commemorare il primo trionfo navale, da lui stesso conseguito nel 260 dopo la vittoria di Mylae: tipi innovativi per un evento unico. Giano richiama il tempio che egli fece erigere nel Foro Olitorio. Sappiamo peraltro dal suo elogio funebre[4] che “praedad popolom (donavet)”, verosimilmente quindi proprio con questi bronzi. La serie Cr. 27 presenta una clava e, quindi, rinvia alla conquista di una città chiamata Eraclea: forse Drepanon (nella Sicilia occidentale), conquistata nel 242, supponendo che possa essere la prima “Eraclea” fondata da Dorieo di cui parla Diodoro Siculo (IV, 23, 3). La serie va allora datata al 242/241 e comprende anche una mezza quartoncia, Cr. 27/2, e due monete di taglio anomalo (forse 1/40 e 1/80 di asse), Cr. 27/3 e 27/4, probabilmente emesse per supplire all’esigenza di numerario in terre sottratte ai Punici (fra cui Lilibeo ed Erice). La serie con la ruota (Cr. 24) presenta una struttura analoga, con un tipo innovativo e fisso al retro. Potrebbe riferirsi all’inaugurazione della strada militare Agrigento-Palermo, che un miliario rinvenuto nel 1958 attribuisce a C. Aurelio Cotta. Questi fu console nel 252 e nel 248; nella prima occasione (anno censorio) celebrò un trionfo de Poenis et Siculeis dopo aver conquistato Lipara e Thermae e forse avviato la realizzazione della strada. Notevole l’emissione straordinaria del tressis (Cr. 24/1), a indicare che era ancora in essere il cambio 1:3; si tratterebbe pertanto di una “didracma di bronzo”. A questa serie va probabilmente collegato il piccolo bronzo di taglio anomalo Cr. 26/4, che ne riprende l’iconografia sia al dritto che al retro; forse si trattava di un terzo di quartoncia (peso teorico 1,66 scrupoli, peso medio degli esemplari censiti 1,46 scrupoli). __________________ [1] Pedroni osserva che furono tuttavia emesse monete su standard di 336 scrupoli e suddivisione decimale, con legende in lettere latine, da Hatria (colonia dedotta nel 289) e dai Vestini (alleatisi con Roma nel 301), nonché - senza legenda - da Ariminum; quest’ultima serie deve essere precedente alla costituzione in colonia (datata al 268) perché una semioncia è stata rinvenuta in strati relativi alle mura della colonia stessa (come riferito da Balbi de Caro). Lo studioso ne deduce che nel medesimo periodo (inizî III secolo) Roma spingeva le colonie apule a monetare con il proprio standard per occupare un mercato ove i fusi non erano ancora presenti, quella adriatica e gli alleati Vestini con lo standard gallico (autonomamente in uso ad Ariminum) per indebolire l’economia gallica in vista dello scontro decisivo (al lago Vadimone nel 284/283). [2] Secondo Dionigi di Alicarnasso, egli si vantò con gli ambasciatori di Pirro che da console (nel 282) con il bottino sottratto a Sanniti e Lucani aveva non solo arricchito l’armata, ma anche restituito il tributum. [3] Una glossa di Festo ci riferisce che quell’anno una legge o plebiscito diminuì il librario (misura dei liquidi), e quindi probabilmente la libbra, da 480 a 288 scrupoli: potrebbe trattarsi di un ultimo tentativo di mantenere l’aggancio tra libbra e asse, malgrado le progressive svalutazioni di quest’ultimo. [4] Tramandatoci dall’iscrizione ILLRP 319, di età imperiale.
    2 punti
  17. "Re del mondo" è uno degli appellativi che gli imperatori persiani davano a se stessi : l'impero, fondato da Ciro II il grande nel 550 A.C. , con la conquista dell'Egitto nel 525 A.C. ad opera del figlio Cambise II si estende a tutta la costa orientale del Mediterraneo . Cambise progetta anche una estensione mediterranea dell'impero, attraverso una via africana con la sottomissione di Cartagine, la più potente città della costa africana che controllava anche parti di Sicilia, Sardegna, Corsica, Baleari oltre a possedimenti nella lontana Iberia : la conquista non viene realizzata per il rifiuto della potente flotta fenicia di attaccare una città di origine fenicia . Con i successori Dario I e soprattutto Serse I, l'impero prosegue il disegno di estensione mediterranea, ora con una via europea attraverso la conquista della Tracia ed il tentativo di conquista della Grecia : nel 480 A.C. l'imponente esercito di invasione di Serse, entra in Grecia, con il vassallaggio della Mecedonia e la sudditanza-alleanza, più o meno volontaria, di Tessaglia, Tebe e parti di Beozia, Locride e Focide, fino all'Attica dove Atene, evacuata, è saccheggiata e data alle fiamme dai Persiani : la sconfitta navale a Salamina impedisce l'attacco via mare al Peloponneso e Serse rientra in Persia lasciando in Grecia, con Mardonio, il potente esercito di terra con il compito di completare la conquista della Grecia ancora libera, cioè il Peloponneso e non molto altro . E la coalizione dei Greci ancora liberi, ad Agosto del 479 A.C., si porta in Beozia a Platea dove ottiene una grande vittoria sui Persiani ed i loro alleati (anche Greci) : gli sconfitti abbandoneranno la Grecia e l'impero persiano non ne ritenterà più la conquista . In questa battaglia si è spesso vista una grande importanza in prospettiva futura, poichè un esito inverso avrebbe probabilmente portato l'impero persiano, con i suoi vassalli, ad affacciarsi al mare Ionio ed alla vicina Italia (con molte città legate alla Grecia) e, magari con una non nemica Cartagine pesantemente presente nel Mediterraneo occidentale, fare di questo mare, 400 anni prima che il "nostro" , il "loro" . A Platea la battaglia si conclude con la presa del campo persiano e la conquista di un enorme bottino : Erodoto ( IX , 82 ) racconta che il comandante spartano Pausania, nella grande tenda di Mardonio appena conquistata, fece imbandire un banchetto "persiano" ed un banchetto all'uso spartano che presentò agli altri comandanti Greci, emblematica rappresentazione di ciò per cui si era combattuto . Dell'enorme bottino, Erodoto ricorda ancora che una parte fu dedicata in Delfi ad Apollo, costituita da un tripode d'oro con una colonna in bronzo (forse fusa con le armi dei Persiani) rappresentante 3 serpenti attorcigliati : la colonna sarà spostata da Costantino I a Costantinopoli dove è ancora conservata, separata dalle 3 teste dei rettili . Una rarissima moneta che ben potrebbe compendiare quegli eventi, è uno statere forse battuto in Kalymna una manciata di anni prima, che raffigura al diritto una testa arcaica di oplita ed al rovescio, a tutto campo, la lira a 7 corde, lo strumento regalato da Hermes ad Apollo .
    1 punto
  18. Il più bel 1821 Carlo Felice che ho visto è passato da Bolaffi lo scorso anno, non FDC ma veramente prossimo... da una base di 500€ ha chiuso a... 20K € (più diritti) https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=3552&lot=1002
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  19. 10% addebitato su costo 240 più spedizione.
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  20. Ciao a tutti, Volevo, se vi fa piacere, condividere con voi la mia seconda moneta romana... Rigorosamente sempre della serie Fel Temp Reparatio. Ringraziando in anticipo per i vostri commenti... Saluti. Rif. RIC 174 PESO g 5,75 DIAMETRO mm 21,83 Zecca di Tessalonica Dritto
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  21. Buongiorno, piacevole esemplare impreziosito da alcune concrezioni malachitiche (che io no toccherei... a mio parere conferiscono alla moneta un aspetto "rustico" da "moneta da hoard"). Classificazione corretta. Si espande la serie FTR... Illyricum
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  22. DE GREGE EPICURI Molto ma molto bella. Anche qui c'è una lettera nel campo: una Γ, solo al rovescio, che propone il tema delle successive svalutazioni, di cui abbiamo discusso più volte. Inoltre, c'è un bel cristogramma sul labaro. Complimenti.
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  23. Non li kompro per fare affari, a me piacciono, sono bellissime, cene sono a ke di probo, gordiano,
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  24. Scegli quella che più ti piace. A meno che tu non voglia fare affari, le nostre monete devono essere belle da guardare.
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  25. Senza ombra di dubbio riproduzione in vil metallo. Saluti TIBERIVS
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  26. Non mettiamo troppi carri davanti ai buoi. l’autunno e’ da vedere per molte cose ...:)
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  27. @pizzamargherita è chiaro che sia una patacca, a questo punto invece mi chiedevo come sia possibile che quella patacca sia stata ricavata (per fusione) proprio dall'autentica che ho preso da Wildwinds ! Mi piacerebbe sentire altri pareri. Ma soprattutto sarei curioso di conoscere da @alberto119 la provenienza della sua moneta.
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  28. @numa numa, nella sessione odierna di Kunker avevo puntato 3 monete, ammetto con poche velleità, visto il periodo. Ed ho fatto bene a non lusingarmi, perchè in ogni caso mi avrebbero frantumato le ossa... ??. Due hanno quasi triplicato il prezzo di partenza, l'altra un po meno......aggiungi poi i diritti. Per gli altri pezzi che ho visto non saprei bene, visto che non è la mia monetazione e non ho grossa familiarità con i prezzi, ma vedevo offerte "generose" ?. Per Novembre vincerai di sicuro......e anche oltre.... ? Paolo
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  29. Al contrario, sono onorato di essere citato da te su questo forum e felice che il mio contributo sia utile! Inoltre, ho a mia volta "scopiazzato" le tirature dal Crapanzano-Giulianini Vol. II, informazioni che a suo tempo ebbi dal sempre ottimo @nikita_ (quindi, gira gira, i meriti sempre lì vanno... ?) Quanto al contenuto della cornice, vedo 1 assegnato da 9 Paoli, 5 da 10 Paoli e un "resto" sempre da 10 Paoli. I Resti erano emissioni di piccolo taglio (il 10 Paoli è il taglio più grande) del Monte di Pietà e del Banco di Santo Spirito sulla stessa carta filigranata degli assegnati (scritta "REP. ROM." in filigrana) create per il piccolo cambio (i "resti" appunto) successivamente agli assegnati. Per quanto riguarda le date, non mi risulta che esistano date rare né per gli assegnati né per i resti. La data di emissione per gli assegnati è unica, il 22 settembre 1798 (quel "1 Dell'Anno 7" che si vede in alto a sinistra, sotto il bollo col fascio consolare, è la data secondo il calendario rivoluzionario francese) mentre le date dei resti sono scritte a mano all'atto dell'emissione. Il periodo in cui circolarono questi biglietti fu molto breve (un annetto circa), durante l'occupazione francese del centro Italia. Nessuno di questi esemplari è raro, sono tutti molto comuni. Esistono due varietà rare da 10 Paoli, una con la dicitura errata "paloi" anziché "paoli", e una con la scritta "DIECI" in minuscolo. Nonostante l'ampia tiratura, gli assegnati più rari sono quelli da 3, 5 e 10 bajocchi, perché furono gli unici ad essere convertiti in moneta "fina" (metallica) quando andarono fuori corso, i tagli più grandi furono semplicemente demonetizzati. Stessa sorte per i resti, che si trovano quindi in gran quantità (soprattutto da 50 e 60 baj e 10 paoli...). Anche se il Krause li include nel capitolo sullo Stato Pontificio, si tratta effettivamente di valuta di occupazione emessa durante la breve vita della Repubblica Romana, controparte amministrativa del saccheggio dello Stato Pontificio da parte delle truppe napoleoniche.
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  30. Ciao Palpi : penso anch'io alla prima ipotesi che hai avanzata : il materiale di Pistrucci si trovava in Italia presso la Zecca, e anche questa immagine del bambino non mi pare tipica degli anni '30, o poco prima. Saluti.
    1 punto
  31. Allego foto in risoluzione migliore, scusate ma non sono pratico. Intanto molte grazie per le informazioni!
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  32. Buongiorno, alla luce del giorno si vede un po' meglio per cui escludo nel campo a ds la presenza di una lettera. Resterebbe da vedere se come mi sembra c'è invece il cristogramma, per cui la classificazione di questa "AE3" (secondo Sear bronze centenionalis) si restringerebbe a soli tre imperatori e a sole tre monete. Ovviamente è una ipotesi tutta da verificare se possibile e chiedo in particolare al nostro @Stilicho dall'occhio acuto di esprimere un parere. Queste sono le monete, di cui non ho fotografie ma che Sear (non sbaglia) descrive con P-headed cross (Christogram) in field to r.: -Valentinianus I, Aquileia, 365-367. Sear 19433, RIC IX 7a (esergo SMAQ seguita dalla marca di officina P o S) -Valens, Aquileia, 365-67. Sear 19731, RIC IX 7b (esergo: id.) -Gratianus, Thessalonica, 367-75. Sear 20070, RIC IX, 26c (esergo: TES; marca di officina , , o nel campo a sn.) ..... Questa invece è la moneta di @David Benedetti su cui ho evidenziato quello che sembra un cristogramma: Ovviamente se non si potesse andare oltre la supposta presenza del Cristogramma, la classificazione si potrebbe fermare alle tre monete. HIRPINI
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  33. Buongiorno...dico la mia...il simbolo sembra una rotella a 5 punte (per definirlo come nel Magliocca), una cosa però può farmi pensare che sia semplicemente un fiore impresso male, cioè il fatto che abbia (almeno dalle foto in dettaglio) la medesima inclinazione del fiore appunto...
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  34. Queste le notizie sulla provenienza della moneta che ho postato, spero siano utili per capire qualcosa su questa incredibile (se vera) coincidenza: "... this coin was authenticated by a member of the Bank Leu numismatic staff, Zürich, in the 1980s and has been in the family of an internationally renowned antiquities specialist for over 40 years". A voi poliglotti la traduzione dall'inglese: tra le lingue dei Padri io parlo il greco e il latino; tra quelle dei barbari (=stranieri nell'accezione latina) solo il francese e il tedesco.
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  35. Riproduzione si ma ingannevole per chi non è esperto di questa monetazione. L'originale, a prima vista, non è una moneta da poco conto e mi chiedo come ne sia venuto in possesso @alberto119. Un regalo, dal fondo del cassetto del nonno, incautamente acquistata... Dopo aver sfogliato i petali della margherita... è autentica, non lo è... chiediamo ai gentili esperti lamonetiani la corretta identificazione che, tremanti con la moneta in mano è pari a una sentenza. Seguo con interesse questo tipo di discussioni. Se fosse possibile conoscere la provenienza della moneta sarei grata a @alberto119
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  36. Buon giorno a tutti. A caravelle82 grazie per l'apprezzamento. Poichè la mia moneta non è meravigliosa come quella di ilnumismatico pensavo di sostituirla e che le immagini , di quella in asta (vista l'attribuzione fdc) , fossero brutte e la moneta invece bella. Evidentemente così non è visto che in diversi abbiamo avuto la stessa impressione. Di nuovo a tutti un ringraziamento. Cordiali saluti.Gabriella.
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  37. Buongiorno a tutti, ciao Rocco @Rocco68 come sempre rispondi in maniera costruttiva e diretta a differenza di altri. Ottimo, quindi adesso con le due del tuo Amico se non mi sbaglio siamo a 5 esemplari. Spero che altri Utenti possessori della Piastra in oggetto si aggiungano alla "lista" in modo da comprendere al meglio il grado effettivo di rarità. Ringrazio Te e tutti gli altri che vorranno collaborare, naturalmente con calma, senza fretta, di tempo ne abbiamo tanto. Saluti, Sergio.
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  38. Questa é davvero eccezionale. Complimenti. Penso che di superiori ne esistano pochissime.
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  40. Anche a me non convince e la Finlandia é tra le mie favorite come originalità ed estetica, questa così così.
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  41. medieval_longwall_construction_on_the_mongolian_steppe_during_the_eleventh_to_thirteenth_centuries_ad.pdf
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  42. Grazie mille, Eliodoro, dei tuoi commenti: si tratta di una monetazione che non ho mai approfondito ma che tanti anni fa mi aveva incuriosito per la particolarità dei piccoli ritratti.
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  43. Si, la posizione del cavallo è "in appiombo" (posizione che comunque non assumerebbe da solo, legato ad un tronco). Il cavallo è "bello da vedere" in questa medaglia, ma se lo osserviamo come si osserva un cavallo in appiombo, valutando l'armonia delle forme e la regolarità delle proporzioni, questo cavallo non risulta molto armonico nell'insieme. Ha una struttura da mesomorfo, ma un collo largo e robusto. Strano il profilo concavo della testa. Non mi fa venire in mente nessuna razza italiana o altra razza usata per immissione di sangue in Italia nel ventennio. Escluderei quindi che si tratti della raffigurazione ( che in questo caso avrebbe dovuto essere magistralmente ben eseguita) di uno stallone usato per "rimonta e selezione" come suggerito.
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  44. A seguire la coeva “litra” ( secondo Crawford) Minerva/Protome equina 17/1, qui nella variante destra/destra https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/7
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  45. In pratica ha sostituito questo: all'asta Nomisma 16 live scorsa, lotto 418; questo ha realizzato ben 340 euro + diritti. E' il più bello (dei pochi), che ho mai visto. Complimentoni all'acquirente, anche qui.
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  46. Mi è venuto in mente della possibilità che questa moneta potrebbe essere un follaro coniato dall'altra parte delle sponde dell'Adriatico, purtroppo non ho bibliografia per controllare. Quella che tu vedi come una testa di cinghiale, potrebbe essere quella di un leone? Magari ai tempi della dominazione veneziana?
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  47. Suberato: no. Incrostazioni: possibile. Ossidazione dell'argento: probabile. La grande maggioranza delle diagnosi basate sulle fotografie (che possono mostrare tutto e il contrario di tutto) si concludono con la frase: "Però bisogna vedere la moneta dal vivo per dare una risposta definitiva". Quindi...
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  48. Posto una fotografia migliore della moneta
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  49. Schulman b. v. AUCTION 363, LOT 1586, 13 Jun 2020 Starting price: 80 EUR Estimate: 100 EUR Lot 1586. ONDERNEMINGSGELD / Plantation tokens - 50 Cents z.j, LABUK PLANTING COMPANY LTD. (N-BORNEO), Brits Noord-Borneo Waardeaanduiding binnen geparelde binnencirkel. In omschrift ✶ THE LABUK PLANTING COMPANY LIMITED. Kz. Chinese karakters. Roodkoper. KB op keerzijde.LaWe 683a; Pridm. 45; Scho. –; LaBe – .RRR Zeer fraai +.
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  50. Ognuno è libero di decidere quali monete collezionare, il valore della moneta lo decide il collezionista in base a quanto gli sta a cuore.
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