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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/01/20 in Risposte
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Ciao, con rispetto sulle tue osservazioni, in questa tipologia, spesso il perlinato si interrompe (per vari motivi). Come osserverai su un famoso Nomos di Taras, con al dritto sotto la pancia del cavallo, la firma di KAL, in questa moneta è associata con un rovescio firmato da ARI , un altro incisore. Sull'evanescenza delle briglie, su questo conio che posto, addirittura non sono visibili. Ma con ciò pensi che si possa dubitare anche su questa monete ? Poi sono evidenti sul dritto corrosioni con ossidazioni, cosi sul rovescio. Questa è la mia modesta opinione.4 punti
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Insieme al periodo altomedievale del ducato prima bizantino e poi autonomo di Napoli, il periodo del viceregno sia spagnolo che austriaco è quello che stimola maggiormente il mio interesse storico e monetoso riguardo all'ambito della storia di Napoli e del meridione d'Italia, a tal proposito suggerirei la lettura di un'opera importante della letteratura napoletana del seicento, "Lo Cunto de li Cunti" di Giovanbattista Basile, un'opera non molto nota al grande pubblico, ma assai suggestiva sia per la lingua usata, un napoletano profondamente elaborato e denso di espressioni pittoresche e barocche, sia per la commistione di ambientazioni fantastiche e realistiche con molti riferimenti alla cultura e alla vita del tempo, interessanti anche i richiami alle monete usate sia dal popolo che dai ricchi... l'edizione che preferisco,non difficile da reperire, è quella Garzanti con testo napoletano e traduzione in italiano curata da Michele Rak.3 punti
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120 grana 1791 sudato per trovarla ma quanta soddisfazione. Credo sia un esemplare che non si vede tutti i giorni. Attendo commenti.3 punti
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Si, riprende un rovescio di Traiano. In particolare il dettaglio delle due cornucopie incrociate. Ma non mi sorprende, Costantino I fu molto affascinato dalla figura di Traiano e ne riprese anche un altro rovescio monetario: SPQR OPTIMO PRINCIPI coi tre stendardi legionari.3 punti
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Ciao Stilicho, grazie per aver segnalato l’articolo e per le parole di apprezzamento. La vera sfida nella realizzazione di questo lavoro fu andare a ritroso nel tempo e risalire ,riferimento bibliografico dopo riferimento, alle origini dell’esemplare conservato a Lisbona (ed erroneamente collocato a Madrid). Le monete sono davvero “strane”; un solo esemplare noto (ma un po’ dimenticato) per 200 anni e poi ne saltano fuori altri due in tre mesi3 punti
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Ciao, Figurati genny nessun problema, il primo esemplare è riportato dal Corpus e apperteva a Vittorio Emanuele III (primo conosciuto e riportato), il secondo visto è quello di @Rocco68che grazie al suo condividere ci ha dato la possibilità di ammirarlo(quindi per me è il secondo conosciuto), d'altronde tu stesso in uno dei tuoi post hai ribadito di non averlo mai visto pubblicamente e che devi recarti a Roma per vederlo... Poi se mi sbaglio correggimi pure, anzi se ci sono altri pezzi del genere che ben venga vorrà dire che mi sono sbagliato nei conti e nelle fonti. Un caro saluto Raffaele.2 punti
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A proposito di moneta rara di Costantino... È stata aggiudicata l'altro ieri per quasi 1470 euro! Si tratta di una ROMAE AETER, classificazione London RIC VI 99. Questi follis vennero coniati verso il 307 d.C e commemorano il patto tra Costantino e Massimiano, che principalmente consisteva nel sostenere la causa di Massenzio. Sappiamo molto bene come andrà a finire.2 punti
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@Poemenius ecco l'intero articolo sul ripostiglio a firma di King che ho citato nel mio post, si trova liberamente in rete: The_Appleford_Hoard_1954_King_1977_3.pdf @Stilicho ancora non so come appaiono dal vivo... son curioso pure io! L'asta si è chiusa da poco e ho inviato ieri il pagamento, credo che arriveranno tra una decina di giorni.2 punti
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gli ostrogoti ripresero costantemente sulle proprie monete rimandi stilistici ai primi flavii questo era funzionale per inserirsi in linea ai secondi flavii e così al ruolo svolto da Costantino nei confronti del cristianesimo c'è un bell'articolo di Asolati su questo in Praestantia Nummorum ti allego una sola immagine per capire di cosa io stia parlando... ma il tema è ampio e intrigante2 punti
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La variante di cui hai letto è la 199/1b, sempre con la legenda SAR ma con la AR in monogramma, non la trovi perchè è molto rara. nel nostro catalogo trovi la foto di un esemplare (grazie a @legionario) https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G14/12 punti
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L'idea di ridurre tutto al concetto di "utile" denota una povertà mentale tale da suscitare una sincera e profonda pena. La cultura in generale è sostanzialmente inutile, dal momento che ciò che è essenziale alla vita è unicamente mangiare, defecare e riprodursi; ma è proprio in quanto si dedica ad attività inessenziali che l'uomo si distingue dagli animali, dal momento che si occupa non soltanto di nutrire il corpo ma anche lo spirito. Pertanto, caro @simone, il tuo interlocutore non è altro che una bestia, nel significato più letterale del termine.2 punti
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Sono usciti ulteriori 3 volumi del BDN, 2 riguardanti la Collezione Reale, uno invece il ripostiglio monetale di Palestrina (A. Campana). Per quanto riguarda la CR, il n. 52 affronta la zecca di Massa di Lunigiana (Esposito), il n. 53 la IX parte relativa alla zecca di Bologna (1700-1724, Chimienti-Vigna). https://www.numismaticadellostato.it/web/pns/bollettino/online Buono scaricamento e buona lettura (sono disponibili anche i cartacei!).1 punto
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Per la festa della Madonna delle Grazie ho scelto la piccola medaglia coniata per ricordare il ritorno dei frati al Santuario delle Grazie di Milano, dove è conservato l'affresco dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, e la solenne incoronazione della Madonna fatta dal Card. Andrea Ferrari in nome di Papa Pio X http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-AF112/101 punto
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Ciao Michele, un bel testone! Si tratta di una tipologia rara e affascinante, nonostante la monotonia dei simboli. Anch'io ne ho un esemplare, devo dire magnifico. Esitato da Kuenker 8 anni or sono, presenta una patina che definirei pittorica. Allego solo il particolare della colomba!1 punto
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Va considerato, che il grande KAL ha creato diversi coni di dritto e pochi di rovescio, al ché venivano accoppiati da altri due incisori che operavano a Taras e dintorni. Si riconoscono ARI.....incisore di ottima qualità e FRI, un po meno. Oggi ammiriamo l'alto contenuto artistico e la raffinatezza di KAL su alcune monete di Taras , Metaponto ed Herakleian. METAPONTO HERAKLEA LUCANA1 punto
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Buonasera, la causa potrebbe essere stata che la moneta non è stata espulsa correttamente dopo aver ricevuto la prima battitura, rimanendo per un terzo ancora tra il conio di incudine e di martello ha poi subito la seconda ribattitura che ha lasciato le traccie che vediamo...1 punto
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DE GREGE EPICURI Ciao, il profilo a me suggerisce piuttosto Marcaurelio, soprattutto per il trattamento dei capelli. Sulla figura al rovescio, non ho qui i cataloghi e mi riesce difficile. Non escluderei la Spes.1 punto
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Come sempre è bene ricordare che un mondo senza contante oltre che senza numismatica sarebbe anche sottoposto a un enorme rischio di paralisi in caso di attacchi informatici. E' un aspetto ancora molto sottovalutato, pericolosamente sottovalutato, tranne da chi ci ha già sbattuto la faccia (classico esempio l'Estonia durante quella che oggi viene spesso chiamata "Worldwide Web War I"). Cornuti e mazziati.1 punto
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Il tre pence è anche l'unica che sta in piedi senza tanti problemi di equilibrio L'intruso potrebbe essere il 25 c. olandese, l'unica che non riporta nessun regnante o capo di stato.1 punto
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Argomento interessante quello della funzione di un determinato nominale all'interno di un sistema monetario, nel caso della moneta da un ducato napoletano mi viene in mente un'altra moneta, l'oncia siciliana, che condivide col ducato il fatto di rendere effettiva nella circolazione una moneta di conto, ma ne diverge per gli esiti, come è stato detto il ducato non ha avuto molta fortuna, l'oncia invece è stata coniata per diversi anni e in abbondanza sia in oro che in argento (interessante sarebbe comprendere le motivazioni dell'uso dell'argento al posto dell'oro al tempo di Ferdinando III). Sembrerebbe quindi che vi sia stata in epoca borbonica l'intenzione di portare nella circolazione monetaria effettiva le rispettive monete di conto di Napoli e Sicilia, bisogna tenere presente che la moneta di conto era usata ovunque come riferimento stabile nella contabilità, era importante mantenere nei contratti e in tutti gli atti contabili un riferimento monetario astratto che non fosse soggetto ai continui mutamenti di peso, lega e valore del metallo tipici delle monete effettive, di conseguenza i valori astratti stabiliti in ducati venivano poi tradotti al momento della concreta transazione in monete effettive da versare, il tipo di nominale concretamente usato nel merito dipendeva poi dagli accordi presi o da eventuali clausole nei contratti. Evidentemente, ipotesi già menzionata nella discussione, l'uso del ducato come moneta effettiva non è stato apprezzato dagli operatori che hanno preferito la piastra o altre monete d'oro, già circolanti da tempo e quindi di uso più consueto, i tagli delle monete aureee, ricordiamolo, erano da sei, quattro e due ducati, certamente bastevoli, insieme alla piastra, per tutte le transazioni effettive, rendendo quindi il ducato un po' ridondante...1 punto
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Vi segnalo questo articolo su Benedetto XIV di Michele Chimienti su Cronaca Numismatica online https://www.cronacanumismatica.com/rarita-numismatiche-per-benedetto-xiv-il-papa-arcivescovo/?fbclid=IwAR00FkBzZ3_K5gs78uqaSF57Tf2dvtVsCr_IhVx1oBa7SbA8htdZKM6CTbA1 punto
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Il collezionismo numismatico è anche fatto di valori affettivi Ricordiamolo sempre!1 punto
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Novità sull'amato Gazzettino? Anche una versione solo digitale, per il momento? Desidero presto leggere questa nostra rivista!1 punto
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Ciao , grazie , questa è molto più simile , ma dall'altro lato c'è San Evasio o lo scudo ? Io in rete le trovo tutte con San Evasio1 punto
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Attenzione. In questo caso la moneta, essendo comune e in bassa conservazione, non vale economicamente nulla. Ci sono casi in cui, però, questo discorso non si può applicare. Ad esempio, quando ci si trova dinanzi ad esemplari particolarmente rari. In tal caso, la bassa conservazione può incidere sul valore economico ma non al punto da "annullarlo" completamente. Non si tratta di una moneta di Federico III ma di Vittorio Emanuele II Re d'Italia.1 punto
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Bravo! Questo è lo spirito giusto con cui considerare quel materiale. Non con disprezzo una volta appurato che non vale praticamente nulla ma come quello che è... un ricordo di una persona cara ma anche un oggetto con un suo valore storico anche se quello economico è inesistente. Tornando alle sue monete io terrei tutto così. Si tratta di monete davvero comunissime e in bassa conservazione e inoltre la pulizia sulle monete è sempre da evitare perchè cancella la patina che è uno dei molti parametri su cui si può apprezzare un tondello. Insomma pulizia sulle monete non va mai bene praticamente a parte certi rari casi ma riguardando soprattutto la monetazione classica antica e sono veri e propri restauri... Il 10 centesimi ape probabilmente ha già subito una pulizia aggressiva per questo risulta un po' sgradevole all'aspetto col tempo si riformerà una patina più omogenea Ma tenga conto che è una moneta davvero comunissima se ne trovano a valanghe ai mercatini a 10/20 centesimi di euro al pezzo circa... Per valorizzare al meglio se proprio ci tiene le posso consigliare magari di procurarsi un album per monete giusto per non lasciarle sfuse..(se lei si sta avvicinando un po' alla numismatica questa può essere un'ottima base di partenza per una collezione leggera e poco impegnativa ma comunque di soddisfazione!)1 punto
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Beh il 10 pfennig allora potrebbe essere l'intruso perchè è l'unica che contiene anche ferro?1 punto
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Buonasera, per il grado di rarità, mi affido ai più esperti di tale periodo, che frequentano il forum.1 punto
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Non devo certamente parlarne con te che sei ben più esperto di me, ma questo rientra in un ampio disegno politico di comunicazione che riprende i primi flavii... FL... Attraverso Claudio II, passando per Traiano sotto il quale si raggiunse la massima estensione dell'impero, e che arriverà a compimento con la ricomposizione di questo schema di rimandi storici messo in atto dalla propaganda Ostogota dei primi decenni. Qua il significato è ben oltre la mera datazione del pezzo secondo me... Lo dico in favore degli amici di lamoneta e non a Nikko che certo sa bene, e con il quale mi scuso per non aver ancora letto l'articolo nel quale magari ha già detto queste cose. Buona serata Alain1 punto
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Lo studio e la passione per la produzione numismatica del Regno delle Due Sicilie porta lo studioso e l'appassionato cultore della materia ad incontrare a volte curiosità assolute mai recensite nè in via ufficiale nè ufficiosa. Non so se quanto vi vado a presentare appartenga a quest'ultima categoria ma in ogni caso sono sicuro che incuriosirà molti di voi. Qualche tempo fa riordinando una vecchia collezione di famiglia ho preso in mano un 10 Tornesi 1836 ad una prima osservazione del tutto normale (con il 6 derivato da un 5 primigenio). Ho subito avuto una sensazione di "diversità" ma anche al verso non notai nulla di diverso rispetto ad un normale 10 Tornesi. Anche lo spessore era simile all'originale. Mi sembrava solo più leggero del normale. Il peso infatti era di 19.8 g contro i classici 31.2 g: mancavano ben 12 grammi di rame!!! A questo punto l'osservazione si fece più oggettiva e notai una sorta di segno divisorio nello spessore tra il recto e il verso. Con molta delicatezza utilizzando uno strumento di precisione forzai il verso e, con mia grande sorpresa, le due metà iniziarono ad aprirsi. Si trattava di una vera e propria "scatola contenitore" 10 Tornesi nella quale nascondere fino a 2.5/3 mm di contenuto pari a 10/12 g. Vi lascio alle immagini, che spero essere esaustive, ed ai commenti...1 punto
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Taglio: 2 euro TYE Nazione: Spagna Anno: 2012 Tiratura: 3.961.254 Condizioni: BB Città: Bibione (VE)1 punto
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credo, che di monete con questo sistema, non ne abbiano coniate tantissime e sicuramente siamo alle prime emissioni della fine del XII secolo. Strano poi ,le due tipi di incisioni, mentre avrebbero fatto prima nella scelta di una sola. Anche questa sicuramente avra' avuto un significato nella seguenza dei conii ( controllo ? ). Questo mi fa pensare ad altre emissione con questo sistema, magari con incisioni diverse, ogni volta che ne veniva sostituito il conio.1 punto
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Io non sarei così ‘tranchant’ secondo me il ns ‘detrattore’ se ben istruito e condotto a dovere credo resterebbe ‘sedotto’ dalle ‘monetine’ che disprezza ...1 punto
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Cari Lamonetiani ho trovato questo articolo che a mio parere spiega in modo semplice ma efficace la differenza tra collezionismo "sano" e la patologia "La necessità di collezionare oggetti ha a che fare con il desiderio primordiale di sicurezza, ma non sempre gli oggetti di cui ci si circonda sono davvero indispensabili per la propria sopravvivenza, o anche solo per il proprio benessere. Si pensi a chi colleziona francobolli, monete antiche, orologi, scoiattoli imbalsamati, quadri, giornali, scatolette di gomme americane, ecc: tutti i collezionisti hanno delle ragioni particolari per circondarsi di questi oggetti, che arricchiscono la loro vita e a cui essi attribuiscono un particolare valore affettivo. Ogni collezionista tuttavia è un caso a sé e non tutti possono comprendere il valore che questi oggetti hanno per chi li detiene. L’essere umano ha sempre avuto il gusto di conservare delle cose presso di sé, creando serie ordinate di oggetti (dal più grande al più piccolo, dal più nuovo al più antico, ecc.) e dedicando il proprio tempo alla ricerca di ulteriori pezzi simili, che perfezionassero la collezione. Si tratta di un passatempo, di un hobby, che a volte permette di creare composizioni di grande pregio, che hanno un alto valore economico, oppure di entrare in relazione con persone che hanno interessi simili ai propri, migliorando la qualità della propria vita. E’ importante tuttavia distinguere fra un collezionista e un accaparratore: un collezionista infatti è una persona che accumula oggetti che potranno essergli utili, oppure che, messi insieme, costituiscono un valore. E’ vero che si possono collezionare anche oggetti inutili e di scarso valore, ma anche in questo caso c’è una differenza fondamentale fra collezionismo e accaparramento, perché chi “accaparra” conserva oggetti di tutti i tipi, anche molto diversi fra loro, che non hanno alcun valore e che mette insieme non per creare collezioni logiche e ordinate, ma solo perché non vuole separarsi da loro. E’ come se, attraverso questi oggetti, potesse conservare tutto il proprio passato, anche quello più insignificante, soprattutto se visto nel lungo periodo (es. bollette del gas o del telefono, biglietti del cinema, tappi di spumante, ecc.) I collezionisti “veri” invece sono coloro che si impegnano per occuparsi del proprio hobby: essi cercano particolari pezzi, che poi inseriscono in raccolte organizzate. Questo modo di passare il tempo è assolutamente sano, visto che non crea problemi di salute alla propria vita e non può arrecare alcun male, né a sé stessi, né agli altri (a meno che per completare una collezione non si finisca per rubare o per contrarre debiti, ma queste sono ovviamente delle eccezioni). Un accaparratore invece non ha una passione sana, perché le sue strampalate collezioni ingombrano inutilmente i suoi spazi vitali, tanto da creargli disagio e impedirgli di disporre dei propri spazi. L’APA nel nuovo DSM-5 ha creato una nuova categoria patologica: “il Disturbo da Accaparramento”, proprio per distinguere fra il collezionismo sano e l’accaparramento compulsivo di oggetti, che è invece patologico. Secondo il DSM-5 un “disturbo da accaparramento” deve comportare seri ostacoli alle normali funzioni della vita (sociale, professionale, ecc) e non deve essere spiegato con altri disturbi, come il disturbo ossessivo-compulsivo o la depressione. … Dr. Giuliana Proietti" saluti maumo (il patologico)1 punto
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Secondo me ha ragione lui! Ammettiamolo, essere appassionati di numismatica è una patologia ?1 punto
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Monete assolutamente GENUINE. La prima porta la firma “KAL” sul dritto è rovescio di un grande Maestro incisore. Anche se in tanti, sono convinti che siano iniziali di un qualche Magistrato. Lo stile accurato di Kal, fa si che tutti i Nomos di alcune città limitrofe, fanno la differenza nella raffinatezza del modellato. I puntini , a cui ti riferisci, sono da attribuire a vari difetti del conio. Ancora ha croste di cloruro a ore 13 sul dritto . Tranquillo. complimenti per l’acquisto. Gionnysicily1 punto
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Dinnanzi alla stupidità abissale nulla serve: de minimis non curat prætor...1 punto
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Ciao Sergio, forse ti è sfuggita la mia postata qualche mese fa...1 punto
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Comunque ti faccio i complimenti per la tua appendice..., sono belle banconote.1 punto
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Seconda e ultima parte: DAL QUADRIGATO AL DENARIO Il quadrigato costituisce una netta cesura per l’adozione di tipi nuovi, la loro fissità negli anni, e l’innalzamento di valore de 3 a 5 assi. Esso infatti è chiaramente connesso con l’adozione dello standard “semilibrale” di 144 scrupoli (con una parità 1/120, 6 scrupoli d’argento valgono 5 monete bronzee da 144 scrupoli: 6x120/144=5); il peso della didracma probabilmente non fu diminuito per limitare gli effetti psicologici della svalutazione del bronzo. I censori furono eletti nel 234 e a tale data, quindi, va ascritta la riduzione del piede ponderale e l’introduzione del quadrigato. Giano (di cui è rappresentata l’originaria iconografia imberbe, in contrapposizione con quella barbuta, forse introdotta dai Duilii a seguito di evocatio del dio di Cales e presente sulle monete a partire dalla serie Cr. 35) e Vittoria simboleggiano la definitiva disfatta di Cartagine, cui nel 238 Roma aveva dichiarato guerra per il controllo della Sardegna (sebbene il conflitto non sia mai stato combattuto per lo stato di prostrazione militare della capitale punica); infatti, nel 235, erano state chiuse le porte del tempio del dio. Probabilmente infatti furono monetati i talenti d’argento pagati da Cartagine come sanzione di guierra (220 l’anno per 10 anni; sebbene la Prima Guerra Punica si fosse conclusa nel 241, il versamento del metallo potrebbe essere cominciato dopo la resa sulla Sardegna). Per l’introduzione delle monete in oro si può fare riferimento al passo di Plinio tramandato dal codice Bambergensis, che pone la coniazione del nummus aureo 51 anni dopo quella della moneta in argento. Sebbene questa lezione non sia (come molti studiosi propongono) quella originaria, si può ritenere che essa costituisca una correzione apportata da un antigrafo sulla base di altre fonti: verosimilmente egli sapeva che l’aureo del giuramento Cr. 28/1 fu emesso nel 224 (contando dal 275), data coerente con quella del quadrigato, cui è connesso. Infatti nel 225-224 Roma procedette a una “leva tumultuaria”, considerata epocale già dagli storici antichi che avrebbe spinto il Senato per un'emissione aurea di carattere straordinaria e di grande valore propagandistico: tali monete, di numero limitato, potrebbero non essere entrate mai nella circolazione (e non vendendo tesaurizzate: si ha notizia di un unico rinvenimento in ripostiglio, in Svizzera) ma costituire unicamente un donativo per gli alleati cyhe, benché recalcitanti, avevano risposto all’appello di roma con uomini, grano e armi. L’aureo con scena di giuramento e valore “XXX” è probabilmente falso, in quanto metrologicamente aberrante: pesando 4 scrupoli e data la parità 1:120 tra argento e bronzo, sarebbe potuto valere 30 assi solamente con parità 1:8 tra oro e argento e standard ponderale eneo di 128 scrupoli oppure parità 1:9 e standard 144, tuttavia né il piede di 128 scrupoli né lo standard di 1:9 sono altrimenti attestati. Lo standard di 144 scrupoli era ancora in vigore nel 217, quando fu emessa la serie speciale Cr. 39 connessa con i ludi Maximi; fu abbassato a 120 scrupoli all’indomani della sconfitta di Canne, nel 216. In questi anni ermergenziali le svalutazioni furono sottratte dalle competenze dei censori ed è quindi possibile che, in rapida successione, ne sia stata effettuata anche una “post-semilibrale” o “quadrantale”, a 72 scrupoli. Il denario è necessariamente collegato con l’adozione dello standard “sestantale” di 48 scrupoli (4x120/48 = 10) e va quindi datato a una fase successiva, ovvero il 214 o 213, come indicato dagli scavi di Morgantina. La tradizione pliniana da accettare per l’aureo è quella della coniazione 62 anni dopo l’argento, che porta al 213 (contando dal 275): data a cui va posto l’aureo marziale Cr. 44/2. Evidentemente Plinio non considerava il precedente aureo del giuramento una vera moneta, per il suo carattere commemorativo.1 punto
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Accertato che la variante esiste e non è causa di difetto di coniazione. P. S. Per il resto è tutto nella norma : Millesimo 1622 e iniziali del Cavo MC Resta da controllare diametro e peso.1 punto
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Ciao Prof,in verità al numero 154 di pagina 277 del CORPVS viene descritta una variante con PVBL//ICA COMMO//DITAS anziché PVBLI//CA COMMO//DITAS,appartenente alla collezione del Re Vittorio Emanuele III... E qui bisogna farsi un nodo al dito per quel viaggio a Roma... altre varietà con lettere doppie e /o traslate sono risultati di ribattiture e scivolamenti di conio, quindi imputabili a difetti di coniazione e non a varianti vere e proprie...1 punto
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Ordinati per i volumi di documenti, monete e zecche scoperti, con l'aggiunta di Monti. 1. Arturo Sambon 2. Memmo Cagiati 3. Carlo Prota 4. Gennaro Maria Monti 5. Giovanni Bovi 6. Luigi dell'Erba 7. Michele Pannuti 8. Luigi Giliberti 9. Nicola Borrelli 10. e molti altri1 punto
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