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Beh e’ una grande soddisfazione e anche motivo di orgoglio vedere nascere, crescere questo settimo Gazzettino, e’ in una versione Speciale a differenza degli altri cartonato, a colori, con più pagine, 11 articoli, rubriche speciali, editoriale, vecchie firme, nuovi autori uno anche giovane, la prima donna sul Gazzettino ...e’ una favola, una bella storia autoprodotta, che continua nel tempo e si evolve, per la presentazione, indice e consegne a tempo debito, intanto potete vedere in anteprima la copertina ...10 punti
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Cari Lamonetiani, ho saputo che il nuovo Gazzettino #7 ha finalmente visto la luce in edizione "cartonata". Questa la copertina:8 punti
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Segnalo l'uscita del Bollettino di Numismatica - Collezione di Vittorio Emanuele III numero 57 - LA ZECCA di MILANO da Gian Galeazzo Maria Sforza (1477-1494) a Ludovico Maria Sforza (1494-1499, febbraio - aprile 1500). Autori F. Rossini e A. Toffanin. https://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/materiali/index.do?id=2325 punti
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Bellissima anche questa @Scudo1901 complimenti. Che dici gli facciamo compagnia?3 punti
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Buonasera a tutti. Direttamente dalla ultima AstaACM, il Tornese con Cornucopia di Filippo II Anno 1599. Dalle nuove foto si distingue il simbolo "fiore" sotto il busto, sembra con tre pallini per lato. Devo controllare sul Corpus se viene riportato.3 punti
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Ciao a tutti amici, Condivido con voi la mia 37,il 7 della data ribattuto, 7 virgole al posto dei soliti pallini e taglio inciso al rovescio. Un saluto a tutti amici. Raffaele.3 punti
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1856 Regno delle due Sicilie - Ferdinando II° - 120 grana3 punti
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@dareios it Buona giornata, la moneta correttamente descritta da Luciano e in se stessa una moneta comune. L'unica ad avere una certa rarità, diciamo NC, è la gazzetta con la A in esergo. Ancora più difficili da trovare sono quelle con la B sempre in esergo. Entrambe sono descritte dal Papadopoli. Secondo gli studiosi starebbero ad indicare le 2 officine da cui sarebbero uscite. Altre fantasiose ipotesi (che non riporto qui) sono state sviluppate, ma non credo siano pertinenti. Per approfondire lo studio di Carrara dove si può vedere la Gazzetta con la B. http://www.maxcarrara.it/articoli/VENEZIA - La gazzetta, moneta spiccciola veneta - new.pdf Ciao Fabry3 punti
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Ciao a Tutti, posto uno Scudo di Vitt. Em. II - Regno di Sardegna - Anno 1856 TO - moneta che ha un grande significato per me, in quanto comperata con notevole sacrificio economico da mio padre. Negli anni 60 i "Collo Lungo" avevano un prezzo notevole ed erano difficili da trovare in buone condizioni. Questa sarà sempre nel mio cuore.3 punti
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Cari Lamonetiani, sto rifotografando tutte le monete commemorative in Lire e voglio proporvene alcune perché - per quanto bistrattata questa povera Repubblica Italiana - molti di questi esemplari sono delle vere opere d'arte che meritano di essere viste. Inizio con questo dittico in Ag 835 emesso con Decreto del Ministero del Tesoro del 2 aprile 1991, i cui autori sono Eugenio Driutti (per le 500 Lire) e Annalisa Valentini (per il 200 Lire). Peccato solo che, pur avendo valore legale ma essendo il contenuto del metallo superiore al valore nominale, non abbiano mai circolato...2 punti
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INTRODUZIONE Premetto di non essere né un professionista né un esperto, ma di aver prodotto questo testo per semplice passione nei confronti degli imperatori delle Gallie ed in particolare dell’imperatore Marco Cassiano Latinio Postumo. Fatemi sapere nel caso ci fossero errori e/o voleste fare delle aggiunte al testo. POSTUMO E IL CULTO DEL SOLE All'epoca del governo di Postumo (260-269 d.C.) il culto del Sole Invitto (Sol Invictus) era una delle novità che circolavano all'interno dell’Impero romano. Tale culto proveniva dall'oriente ed in particolare dalle zone della Siria, Palestina ed Egitto dove veniva celebrato il rito della nascita del sole. Fu l’Imperatore Eliogabalo (218-222 d.C.) a portare il culto del Sole a Roma. Eliogabalo non visse a lungo (regnò solamente per quattro anni prima di essere ucciso), ma tuttavia la diffusione del culto del Sole proseguì per secoli fino a diventare anche uno dei principali concorrenti del cristianesimo, infatti non è un caso che entrambe le religioni provengono da oriente ed abbiano al centro un dio che muore e risorge. Postumo scelse il culto del Sole e sulle monete iniziarono a comparire le immagini del dio con gli slogan quali “INVICTVS” (invitto), “ORIENS” (oriente), “AETERNITAS” (la permanenza eterna della sua autorità) o ancora “PACATOR ORBIS” (colui che restituisce la pace al mondo). Ma per quale motivo un usurpatore occidentale avrebbe dovuto produrre monete che ritraggono una divinità proveniente dall’oriente? Presumibilmente la produzione di tali monete può essere ricondotta ad uno scopo propagandistico per un'eventuale conquista della metà orientale dell'impero o forse più semplicemente era un messaggio propagandistico rivolto ai suoi soldati per assicurarsi la loro fedeltà ed il loro appoggio dato che il dio Sole sembra essere stato una divinità particolarmente amata tra quest’ultimi. Anche i successivi imperatori delle Gallie (Vittorino, Tetrico I e Tertrico II) hanno continuato a coniare monete raffiguranti il dio Sole. Postumus, AV, Aureus. IMP C POSTVMVS PF AVG, laureate, draped and cuirassed bust right AETERNITAS AVG, Three radiate and draped busts of Sol of which one is facing between the other two facing him. Postumus, AV, Aureus. POSTVMVS PIVS FELIX AVG, jugate, laureate heads of Postumus and Hercules right. CLARITAS AVG, jugate busts right of Sol, radiate and draped, and Luna, on crescent with small crescent on her head. Postumus, AR, Antoninianus. IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate draped bust right. ORIENS AVG, Sol advancing left, holding whip. Poutumus, AR, Antoninianus. IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate draped bust right. INVICTVS, Sol advancing left, holding whip. Postumus, Bi, Antoninianus. IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right. PACATOR ORBIS, radiate and draped bust of Sol right. Victorinus, AR, Antoninian, IMP C PIAV VICTORINVS P F AVG, radiate draped bust right. INVICTVS, Sol advancing left, holding whip. Tetricus (I or II?), Bi, Antoninianus, barbaric imitation. IMP C TETRICVS PF AVG, radiate, draped bust left. INVICTVS, Sol walking right, holding whip. BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA Official Policy towards Oriental Cults in the Roman Army, Allan S. Hoey The Gallic Empire, Bishop, C. D. www.wildwinds.com www.forumancientcoins.com www.numismatics.org POSTUMO E IL CULTO DEL SOLE.pdf2 punti
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REGNO DI SARDEGNA - VITTORIO EMANUELE II° - 20 LIRE 1856 GE2 punti
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Ciao a tutti amici, A queste belle 55 gli faccio compagnia con la mia. Ciao amici.2 punti
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Buonasera a tutti, approfitto e sulla scia della 55 di @Scudo1901 posto la mia.. Piastra 120 grana 1855 Ferdinando II sono scappati via i pallini dallo stemma del Portogallo ? Saluti Alberto2 punti
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Bravo, sintetica ma buona "prima". Hai rotto il ghiaccio del debutto! A margine aggiungerei che Sol (inteso come divinità solare) in realtà compare ben prima, ovvero con Nerone. E che oltre a Postumo anche nell'Impero Centrale (Gallieno) c'è Sol. Non va nemmeno erroneamente ritenuto che la rappresentazione di Sol (ovvero una divinità solare - è il termine che preferisco personalmente) sia rappresentato prevalentemente nell'Impero Gallico (vedi appunto come giustamente citi Vittorino ed i Tetrici): in realtà (magari come rappresentazione di Mitra, in cui confluisce Sol) è presente in tutta la monetazione successiva, inclusa in quella Centrale. fino a Costantino Ciao Illyricum2 punti
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Oggi è il giorno di San Scarrafone e quindi neanche io mi tiro indietro! ? Ferdinando IV° - Tornese - 6 Cavalli 1790 Saluti a Tutti,2 punti
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Complimenti agli autori e alla scelta di renderla cartacea,per giunta a colori,un ottima notizia che contribuisce alla crescita della numismatica,la nostra passione. Poi leggere tenendo in mano della carta e non un file,per me è n 'altra cosa....?2 punti
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Complimenti @El Chupacabra a te e a tutti gli autori per questa bellissima opera editoriale di divulgazione, che ritengo di importanza fondamentale nel nostro panorama numismatico.2 punti
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Buongiorno, Complimenti e grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa interessante "Rivista di Numismatica". Spero di leggerla presto Saluti2 punti
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Voglio dare il mio contributo allo studio condotto da Raff82 sulle piastre del 1834 vi elenco le mie. Piastra 1834=senza punto dopo Sic e Hier e 4 torrette invece dei 7 pallini. Piastra 1834=senza punto dopo Sic e Hier 13 torrette e 4 quadratini invece dei 7 pallini. Piastra 1834=punto dopo Sic e Hier torrette tutte verticali e 4 quadratini invece dei 7 pallini. Piastra 1834=punto dopo Sic e senza punto dopo Hier e 7 pallini.2 punti
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Bella e piacevole moneta. Partecipo a questa discussione con la mia coppia (1 e 2 Lire) del Re eletto:2 punti
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Ed anche qualche ulteriore considerazione: 1) la moneta viene considerata molto rara ed anche piccole differenze di conservazione possono incidere pesantemente sul prezzo finale 2) la granulosità della patina Gadoury e vari particolari mi fanno pensare che alcuni processi di lavaggio "spinto" dell'argento possano incidere sull'integrità dei fondi (che potrebbero apparire più lisci e brillanti di quanto fossero, attraverso una "microfusione" dell'argento) e contemporaneamente determinare un effetto sui sul soggetto rappresentato e sui caratteri che potrebbero apparire meno definiti rispetto ad una moneta veramente integra. Da cui l'attenzione che deve sempre essere riservata all'aspetto "sharp" dei particolari stessi per valutare adeguatamente la storia di un determinato esemplare. 3) per me la moneta è SPL (per lo meno la versione NAC) o AU55 (all'americana). Dopo svelato il trucco ha perso qualsiasi fascino.2 punti
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Uheiii....non immaginavo uno sviluppo simile. Un'evoluzione veramente inaspettata. Sono veramente curioso d'avere in mano la nuova rivista. Complimenti a tutti per la nuova realizzazione. Un plauso meritato. Ora se @Liutprand inserisce anche la pagina con l'elenco dei lavori, sarebbe veramente una cosa molto gradita.1 punto
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Sempre interessanti @Xenon97 i tuoi post dall'antico Giappone . Aggiungerei 2 guerrieri, questi ritratti in situazioni lontane dall'idea di battaglia : un maturo guerriero che riposa seduto, di mano di Moronobu, ed un giovane cavalleggero samurai di mano di Masanobu .1 punto
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Grazie a tutti gli autori e a tutte le persone che ruotano attorno al "Gazzettino ". In questo periodo di lontananza è uno strumento che avvicina e ci tiene in contatto. Bravi.1 punto
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Come vi avevo promesso vi presento la mia "numero uno", la prima moneta del Regno delle Due Sicilie che ho acquistato. E' un mezzo tornese del 1849. Leggevo sul forum che paradossalmente la variante "normale" (e non con l'1 rovesciato) è più rara. L'ho comprata a 5 euro da un rigattiere che la teneva letteralmente buttata in mezzo ad anticaglie e vecchiume vario. Fatemi sapere cosa ne pensate1 punto
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Buongiorno a tutti, @Rocco68, belli i tuoi scarrafoni del 98. Non solo sono difficili da trovare in quella condizione, aggiungerei che sono anche non facili da trovare ? Saluti Alberto1 punto
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Ciao Stefano, con il mio ragionamento non ho la pretesa di arrivare a tanto, figurati, sto cercando di capire e in qualche modo giustificare queste macroscopiche differenze che troviamo tra i vari cataloghi, anche per evitare, per quanto possibile, eventuali diatribe a chi si trova ad acquistare questa fattispecie di banconota. Il tutto, partendo dal presupposto che gli autori degli stessi sono da ascrivere nel gota di questa materia. Un caro saluto.1 punto
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Assolutamente d'accordo. Da quando (da poco) ho iniziato a collezionare monete dell'Impero mi si è aperto un mondo, che prima conoscevo solo in superficie. Per ogni moneta, oltre alla sua scheda "tecnica" sto raccogliendo dati sulla vita dell'imperatore rappresentato. È un lavoro affascinante, che mi mette in diretto contatto con le nostre radici; la moneta è quello che è passato di mano in mano all'epoca ed è incredibile che noi le possiamo ancora ammirare e soppesare...1 punto
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Notevole questo distatere che alla Nomos 3 & 4 è stato aggiudicato a un hammer di CHF 22000. LUCANIA, Metapontion. Distater (Silver, 15.76 g 1), c. 340-330 BC. Bearded head of Leukippos to right, wearing a Corinthian helmet ornamented with Nike driving a quadriga to right on the bowl and a hippocamp swimming right at the join between the front visor and the back flap. Behind, ΑΠΗ and forepart of a lion to right. Rev. ΜΕΤΑΠΟΝΤΙΝΩΝ Grain ear with leaf to left; above leaf, club; below leaf, ΑΜΙ. HN III 1574. Johnston B1.1. Kraay & Hirmer 242. SNG ANS 431. Very attractively toned and unusually well struck on a broad flan. Very rare. Nearly extremely fine. Ex Monnaies et Médailles 75, 4 December 1989, 83. The mythological hero Leukippos (his name means owner of a white horse, i.e., a wealthy man) was particularly popular in Metapontum, appearing on the obverse of many of the city’s nomoi, or staters, starting c. 350 BC. This helmeted and bearded head also served as a prototype for Rome’s early didrachms with a similar head of Mars. Unlike Thurium, which struck a rather extensive series of distaters or dinomoi, Metapontum only produced a single issue, which is now very rare and of which this is an exceptionally fine example. It is, in fact, struck from the stylistically best die pair of all those used. Non sapevo che, come si legge nella didascalia, Leukippos, il nome dell’eroe mitologico particolarmente popolare a Metaponto, significasse proprietario di un cavallo bianco, cioè un uomo ricco.1 punto
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Buonasera, scuse prontamente accettate credo da tutti noi. Però hai dimenticato anche di farci vedere l'altra faccia della moneta1 punto
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Buonasera partecipo anche io. Piastra 120 grana 1856 Ferdinando II Saluti Alberto1 punto
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Eὕρηκα! https://www.acsearch.info/search.html?id=879522 Result 380€ Estim. Price 400€. Dr. Busso Peus Nachfolger Auction 401 193 03.11.2010 Description: Sizilien Thermai (Himera) Bronze nach 241 v. Chr. 3.93g. Verschleierte Büste der Demeter / Athena mit Schild und Lanze. Calciati I, S. 120, Em. 17 Braungrüne Patina Äußerst selten Sehr schön. Saluti. Giulio De Florio [email protected]1 punto
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Nummus ho richiamato mercoledì, mi hanno confermato mercoledì e giovedì senza appuntamento. Sono andato giovedì e mi hanno dato il rotolino senza neanche compilare un modulo come in passato. 5 minuti ed ero fuori1 punto
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Ed ecco la moneta dopo il maquillage e l'inscatolamento, come presentata nella prossima asta Gadoury. La patina la abbellisce, la scatola ne impedisce un esame troppo ravvicinato, la foto a bassa risoluzione elimina la possibilità di una valutazione più chiara nei punti che la "spietata" foto NAC aveva sopra evidenziato. Conclusione: MS63! Ora il mio intento non è solo quello di far notare le differenze di giudizio (forse un po' severo da parte di NAC, ma ciò fa onore alla Casa d'Aste). Semmai quello di considerare come l'esame dell'inscalotare sia stato per lo meno superficiale e frettoloso (a voler essere buonisti) e come le operazioni di chirurgia estetica possano egregiamente svolgere il loro compito nel far considerare la parte ritoccata come "originale" e la moneta "desiderabile".1 punto
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Bravo, hai inserito perfettamente la moneta nel suo contesto storico ovvero hai estrapolato perfettamente la motivazione per cui fu emessa con quella legenda. Ti segnalo questo video: Ciao Illyricum (Aho raga... questo era arrivato fino all'Elba, salvo poi tornare indietro... la "mitica" frontiera dove probabilmente voleva arrivare Augusto per ottimizzare il controllo del Limes riducendone l'estensione...)1 punto
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Concordo con @Archestrato, c'è "un problema" di stile e leggenda Forse è una "imitazione barbara". Westermark non lo menziona nel suo corpus, ma le imitazioni di litre sono ben conosciute (cf l'articolo di Christoph Boehringer: Die barbarisierten Münzen von Akragas, Gela, Leontinoi und Syrakus im 5. Jh. v. Chr.) Ho letto da qualche parte che Westermark considera imitazioni tutte le litre con l'aquila a destra. Ho nella mia collezione ad esempio una litra con l'aquila a destra e suo peso di 0.46g conferma l'ipotesi. Il peso della moneta di Varesi è OK ma il stile è strano, forse è per questo che Westermak non l'ha riconosciuta come ufficiale ?1 punto
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Non ho parlato nel dettaglio delle monetazioni tresvirali emesse dai magistrati monetali nel primo periodo augusteo. Si tratta di monete caratterizzate dalla continuità della tradizione repubblicana resa evidente per l’appunto dall’opera del magistrato monetale che era deputato responsabile verso lo Stato della vigilanza sulle emissioni di monete e sulle quali verificava la corretta corrispondenza di peso e lega. Nella monetazione bronzea augustea il loro operato è attestato dalla presenza di rovesci “standardizzati” recanti la sigla S C e legenda TRESVIR AAAFF completata dal nome del magistrato. Augustus. 27 BC-AD 14. Æ As (28mm, 11.48 g, 5h). Rome mint; M. Salvius Otho, moneyer. Struck 7 BC. Bare head left / Large S·C. RIC I 432. VF, attractive chestnut brown patina. https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=183409# Classificate cronologicamente in base appunto al nome dell’ufficiale incaricato, le emissioni coprono un lasso temporale che va dal 23-22 a.C. fino al 15-14 a.C., salvo riprendere dopo cinque anni di inattività limitandosi ai quadranti; se ci limitiamo al periodo 23-14 a.C. possiamo seriare le emissioni in quattro fasi e sulla base dei volumi di monete prodotte si nota che le prime due sono più rappresentate per poi calare come quantitativi. Questo dato (e il fatto che alla ripresa dell’attività si siano occupati solo della produzione di quadrans) ha portato a formulare l’ipotesi che questo decremento produttivo sia legato agli effetti della riforma monetale augustea e allo scadimento dei poteri senatoriali in favore di quelli imperiali. Ringrazio quanti hanno avuto la costanza di seguire quanto ho scritto in questa discussione, fatta di molti dati e di poche immagini; sono estremamente curioso di verificare se l’argomento abbia riscontrato un buon riscontro e spero che stimoli la partecipazione di vari forumisti. Invito, oltre agli amici della Sezione Romane Imperiali interessati al periodo, ce ne sono vari ma evito di fare nomi per… evitare di dimenticare qualcuno (mea culpa) e far torto a qualcuno! ;) per alimentare un dibattito e mi permetto di allargare l’invito anche gli amici della Sezione Romane Repubblicane e ai Curatori di sezione @g.Aulisio e @L. Licinio Lucullo che hanno notevoli conoscenze specifiche del periodo a cavallo tra Tardo-Repubblica e Principato e a buon conto ritengo abbiano pieno titolo per poter dire la loro (cosa comunque non esclusa a priori a nessuno). Ciao e grazie Illyricum :) PS: per evitare di allargare troppo il tema da un punto di vista temporale, in seguito posterò una sorta di “addenda” collegata alla presente discussione con alcuni temi ad essa inerenti. II PS: scusate se alcune parti del testo non rispecchiano la formattazione originale ma il copia/incolla del testo in Word inevitabilmente porta a qualche refuso.1 punto
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Kraft (1951-52 e 1962 e 1969) propose invece che il Senato non avesse alcun potere e la sigla S C fosse solo la testimonianza degli onori decretati ad Augusto a partire dal 27 a.C. ; questi sono reiterati e rinvigoriti dai rovesci riportanti la corona civica, a rammentare la concessione del diritto esclusivo. Tale tesi decade quando si osserva che sugli assi e quadranti da Roma compare sì la S C ma senza alcun “riconoscimento imperiale” a corredo. Al Kraft risposte il Sutherland (1965 e 1976) che escluse la possibilità che la sigla S C e CA corrispondessero all’autorità emittente. Egli propose che sulle monete il messaggio fosse molto più complesso ed indicante: Il dono (la corona civica, i rami di alloro, etc…) Il donatore (Commune Asiae, Senato Romano, etc…) Il ricevente (Augustus) Il trittico dono-donatore-ricevente vale però in alcuni casi: monete asiatiche, ispaniche e talune da Roma. La critica parte dalla constatazione che nel caso degli assi tresvirali non viene rispettata questa ipotesi e nemmeno nelle ROMETAVG e nelle emissioni di Antiochia ad Orontem dove manca sempre uno dei tre termini. As. Lyon, vers 10-7 av. J-C. R/: ROMETAVG. Autel orné de figures entre deux colonnes surmontées chachune d'une Victoire. C 240. RIC 360. BN 1472. 10,20 g. http://www.ma-shops.com/poinsignon/item.php5?id=49434〈=en Per ultimo viene lo studio della Bay (1972) che afferma che in base alla tradizione repubblicana che si perpetra in Augusto (in qualità di capo-parte di tradizione repubblicana) sarebbe bastata la sola auctoritas dell’Imperatore stesso nella coniazione delle nuove monete, sulla base del pieno potere raccolto nelle sue mani. Inoltre – commenta – con un’eccessiva attribuzione di autonomia senatoriale non si spiegherebbe la presenza di monete augustee prive di S C tra le quali le succitate C A, AVGVSTVS e ROMETAVG. Baldus (1973) abbraccia la tesi della Bay e ipotizza che il Senato avesse solo potere formale ma non effettivo nell’accettazione del sistema monetale imposto da Augusto. In sostanza queste le varie ipotesi più o meno recenti proposte dagli studiosi. Più vicino a noi Sutherland (1984) nella revisione del Roman Imperial Coinage accetta quella del Kraft sulla presenza di una forma di diarchia e sulla datazione del 27 a.C. per l’inizio delle coniazioni tresvirali romane, così come il francese Giard già nel 1976. Vi sono poi stati altri interventi sul tema ma nell’insieme non vi sono, almeno a mio avviso, grosse proposte nei tempi più recenti.1 punto
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Ultima modifica apportata all'opera e testimoniata su tondello avvenne sotto Gordiano III in occasione dei lavori di restauro effettuati all'Anfiteatro Flavio e documentati da un altro medaglione bronzeo emesso tra il 243 e il 244 d.C.: D/ IMP GORDIANVS PIVS FELIX AVG., busto laureato, drappeggiato e corazzato a sinistra, tiene uno scudo decorato con quadriga e una lancia. R/ MVNIFICENTIA GORDIANI AVG., immagine del Colosseo, con Meta Sudans, costruzioni e Colosso. Eccone il Rovescio: Come si può vedere, la statua si ritrova, ora, nuovamente nuda, con il timone, simbolo dell'imperatore che guida lo Stato al posto della verga solare. L'opera potè sopravvivere fino ai primi tempi dell'alto medioevo grazie all'intervento di Costantino che vi fece applicare la sua effige, impedendone la distruzione da parte dei cristiani. Distruzione che non fu risparmiata da papa Silvestro (o Gregorio Magno) per dimostrare il definitivo tramonto del mondo antico e della vittoria del Cristianesimo sul paganesimo. In conclusione, secondo questa mia idea, il Colosso così come appariva al tenpo di Nerone è rappresentato sul R/ di quelle due monete che ho sopra descritto.1 punto
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Vorrei ora fare un appunto... "Leggendo tra le righe" mi è sembrato di cogliere una tendenza che non di rado emerge in certe discussioni di questa sezione, ovvero quella di porre sullo stesso piano iconografia della moneta e nome del magistrato. Questa è ovviamente la norma in ambito imperiale ma non lo è in ambito repubblicano. A tal proposito, con i dovuti limiti tipici delle eccessive generalizzazioni, potremmo comunque dire che prima di Silla l'iconografia della moneta rimanda, sul piano cronologico, a soggetti e ad eventi antecedenti la data di emissione e legati al magistrato per tramite gentilizio mentre, nel periodo post-sillano, l'iconografia inizia a riflettere eventi coevi all'emissione e direttamente riconducibili alla persona del monetale. Può sembrare cosa scontata e da poco, ma tale passaggio è estremamente importante. Anche la numismatica testimonia che la res pubblica è vissuta ed è esistita grazie e per le famiglie, trasmettendoci poi quel lento declino dell'ordinamento gentilizio che ne segnò la morte. Per noi è molto difficile inquadrare e comprendere un ordinamento di questo tipo in quanto, dalla tarda repubblica, per tutta la fase imperiale ed anche nella società attuale è l'individualismo a regnare sovrano. Difficile proporre un paragone con un'entità attuale, ma ci provo ugualmente... premetto però che andrò a toccare un tasto piuttosto "scomodo", sperando di non urtare la sensibilità di nessuno. Quanto segue dovrà essere interpretato inquadrando il tutto a livello di fenomenologia sociale, tutto ciò che riguarda la sfera della legalità va ovviamente escluso dal discorso (forse non era neppure il caso di dirlo, ma meglio mettere le mani avanti). Teniamoci forte... una gens repubblicana, a livello di entità sociale e soprattutto di struttura, presenta a mio avviso non poche analogie con un clan mafioso. Al centro di un tale ordinamento vi è una famiglia, un pater familias, esponenti minori della famiglia stessa ed un elevato numero di affiliati e clienti. Si tratta di una famiglia molto allargata, che offre aiuto e protezione in cambio di servigi e sostegno "sociale" e "politico". Nella Roma repubblicana tutto ciò è lecito ed anzi, è la sola realtà esistente. In un ipotetico ambito mafioso, paradossalmente poco dinamico ed unitario a livello di entità complessiva, possiamo ipotizzare che la famiglia A operi nel "settore" 1, la famiglia B nel "settore" 2, la famiglia C che abbia collusioni con le poltrone di potere del palazzo X e la famiglia D con quelle del palazzo Y. Ciascuna di questa famiglie ha avuto, in un remoto passato, un capostipite, primo "mitico operatore dello specifico settore", che ancora oggi è fonte di "prestigio" e che legittima lo status operativo del "clan". Puntando ad apparire come entità complessiva, queste famiglie batterebbero ipotetiche monete la cui iconografia principale mirerebbe a valorizzare l'entità complessiva superiore, ovvero il gruppo di clan, lasciando tuttavia a ciascun responsabile dell'emissione la possibilità di palesare lo status operativo e/o "sociale" della propria famiglia. In tale ottica il monetale della famiglia A porrebbe il numero 1, indicativo del settore ove il suo clan opera ed ha sempre operato, quello della famiglia B un 2, quello della C una X e quello della D una Y. Tali simboli potrebbero anche essere sostituiti da un richiamo al sopra citato "primo mitico operatore dello specifico settore". Tuttavia, come effettivamente sarebbe in un ipotetico ambito "mafioso", in ambiente repubblicano il quadro non è statico e non è unitario. Per conservare il proprio status la famiglia deve mantenere collusioni su larga scala, deve mantenere e gestire clienti ed affiliati. Chi ha potuto contare su un antico "mitico primo operatore" parte avvantaggiato, ma un clan può subire sia scissioni interne che attacchi provenienti dall'esterno ad opera di gruppi emergenti. Scissionisti e nuovi clan devono tuttavia tentare di legittimare la propria posizione, anche a loro serve uno specifico settore operativo ed un prestigioso capostipite. Simboli prima ed intere iconografie poi sono, sulle monete della Roma repubblicana, richiami a queste legittimazioni, mitiche, di fondazione, "operative" o "fattuali". Esiste però una sostanziale differenza, le gentes patrizie più antiche hanno avuto modo di manipolare l'annalistica ufficiale, anche demitizzando tradizioni religiose al fine di storificarle inserendo come protagonisti i primi esponenti della propria famiglia, mentre i nuovi rami scissionisti e le nuove famiglie di potere hanno dovuto puntare su eventi e personaggi di un passato più prossimo. Così, da una parte, alcune famiglie hanno potuto vantare ascendenze divine o ai limiti del divino mentre altre sono riuscite a legittimare, in toni quasi sempre minori, la propria posizione puntando sulla storia più recente e sfruttando episodi o personaggi di differente caratura. Non dimentichiamo che in ottica romana l'essere prediletti dagli dei equivaleva ad una legittimazione del potere "a prescindere"... ed è per questo che sui tondelli non mancano forzature che in alcuni casi ci fanno oggi quasi sorridere. Silla stesso, nobile decaduto, sfruttò tale strada... ma lo fece a livello individuale, qui sta la sostanziale differenza col passato. E' bene sottolineare che il "settore operativo" o meglio il ruolo della gens all'interno del sistema propriamente repubblicano viene sostanzialmente tracciato e mantenuto nel tempo. La numismatica testimonia, in modo più o meno evidente, tracce di questo conservatorismo, sovente individuabile mediante l'incrocio dei tipi monetali con gli scritti annalistici. Ecco alcuni esempi: La Decia era "la famiglia della devotio": http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G45/1 La Cassia, ed anche il ramo dei Cassii Longini, si batteva per la libertà: http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G25/1 http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I4/4 ...la libertà del popolo: http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G189/1 I Fabii erano prediletti per ricoprire importanti cariche sacerdotali: http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G224/1 E, suo malgrado, il portatore per eccellenza di questo conservatorismo gentilizio fu un certo Giunio Bruto: http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I3/2 http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I3/1 http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I3/15 Rimarcare ciò che la famiglia è e ciò che la famiglia ha fatto a Roma e per Roma, questa è la sostanza ed il monetale doveva e voleva esternare questa sostanza. Sulla moneta di Gianfranco il responsabile dell'emissione ha voluto sottolineare il trionfo di un antenato, primo legittimo portatore di quell'agnomen che diede vita ad un ramo "scissionista" dei Cornelii. Alla fine fa piacere notare che le ideologie proprie dell'ordinamento repubblicano poco hanno a che fare con quelle di tipo mafioso! ;) :)1 punto
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