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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/21/20 in Risposte

  1. Buongiorno a tutti gli amici del forum...qui voglio iniziare una carrellata di tutte le varianti che conosco per questa specifica tipologia di monete, parlerò solo di rame e di grani dal 1814 al 1816, periodo movimentato per Ferdinando. Un po' di storia. Già nel Gennaio del 1812 attraverso lord Bentinck, Ferdinando III, con il pretesto di una finta e improvvisa malattia, fu obbligato a rinunciare ai suoi poteri, nominando reggente il figlio Francesco e a trasferirsi in campagna, a Ficuzza. Fu concessa una nuova Costituzione Siciliana, ispirata al modello inglese. A Palermo, il 19 luglio 1812, il Parlamento siciliano, riunito in seduta straordinaria, promulgò la nuova Costituzione, decretò l'abolizione della feudalità in Sicilia e approvò una radicale riforma degli apparati statali. La nuova carta costituzionale, invisa da Ferdinando, che però non vi si poté opporre a causa delle pressioni britanniche, ma anche per via delle insistenze di suo figlio, il principe vicario, finì con il diventare un eccellente strumento di propaganda per i Borbone, mentre fu deplorata da molti dei nobili che l'avevano votata, quando s'accorsero che essa toglieva loro l'antico potere. Il 5 luglio 1814, Ferdinando III, dopo aver annunciato la fine della sua lunga degenza, riprese possesso delle sue funzioni, mantenendo in vigore, almeno formalmente, la costituzione e dichiarandosi intenzionato a restituire armonia nel regno siciliano. Dietro pressioni britanniche, Maria Carolina, accusata di complotto verso l'Inghilterra, era stata allontanata dalla Sicilia e costretta a ritirarsi a Vienna, dove morì l'8 settembre 1814. Il 27 novembre 1814, ormai sessantatreenne, Ferdinando sposa a Palermo, con matrimonio morganatico, la più giovane Lucia Migliaccio, vedova di Benedetto III Grifeo principe di Partanna e già madre di sette figli. Il 23 aprile 1814, Lord Montgomery, il vice di Bentinck, si sporse dal parapetto di babordo della nave Abukir annunciando la caduta di Napoleone al Re Ferdinando, che intanto era accorso al Molo. Ma ancora l'era murattiana non era volta al termine. Passò ancora un anno, quando l'esercito del Re Gioacchino il 3 maggio 1815 fu duramente sconfitto nella Battaglia di Tolentino e il popolo napoletano iniziò a inneggiare al ritorno del Re Nasone. Dopo il recepimento delle norme stabilite al Congresso di Vienna, in particolare dopo il Trattato di Casalanza, firmato presso Capua il 20 maggio 1815, consentì a Ferdinando di riprendere possesso, il 7 giugno 1815, del Regno di Napoli. Ai Borbone, però, non furono restituiti Malta, che restò protettorato britannico, e i Presidii, che furono assegnati al Granducato di Toscana. Dopo la seconda caduta di Napoleone, Murat, che aveva cercato di raggiungerlo a Parigi, fuggì dapprima nel sud della Francia e poi in Corsica, da dove tentò di tornare a Napoli con un pugno di fedelissimi per sollevarne la popolazione. Dirottato da una tempesta in Calabria, fu arrestato, condannato a morte da un tribunale militare nominato dal generale Vito Nunziante, governatore delle Calabrie, secondo una legge da lui stesso voluta, e fucilato a Pizzo Calabro il 13 ottobre 1815. Murat, prima di morire, disse di quel tribunale voluto da Ferdinando I: «Io avrei creduto il re Ferdinando più grande e più umano. Io avrei agito più generosamente verso di lui se fosse sbarcato nei miei stati, e che la sorte dell'armi lo avesse fatto cadere in mio potere!» Nel dicembre 1816, con la Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando, fino ad allora III di Sicilia e IV di Napoli, istituì una nuova entità statuale, il Regno delle Due Sicilie, e assunse il titolo di Re del Regno delle Due Sicilie. (fonte wiki) Tornando alle monete l'incisore è Vincenzo Beninati. In tutti i grani troviamo le sue sigle al rovescio V. B. a racchiudere le diverse figure "classiche" : il pegaso alato, il grappolo d'uva, le cornucopie, le spighe o ancora la Securitas in trono. Scrivo classiche appunto perchè sono chiari richiami a monete dell'antichità, che a guardar bene ritroviamo anche nel nostro passato più recente, nelle lire in italma della nostra repubblica: la spiga nel 10 lire, il grappolo nel 5 lire, la coruncopia nella moneta da1 lira. A rendere classicheggiante i nostri grani, anche la sigla P.F.A. Pius Felix Augustus, Pius Felix che ritroviamo anche nelle monete romane imperiali. I tondelli in questione sono sempre difficili da trovare in buona conservazione, vale un pò per tutti i tagli, forse il più facilmente reperibile in conservazione diciamo buona ,in bb o giù di lì è il 2 grani "normale" con la corona a 6 punte (quello a 7 è un'altra storia), monetina questa che mi ha fatto cadere tra le braccia di Vincenzo e dei tondelli da lui siglati. Quindi comincio proprio con un 2 grani del 1815, non con la prima che acquistai anni fa, ma con l'ultima arrivata di recente dall'Est Europa (si mi piacciono le missioni umanitario diplomatico numismatiche e i rimpatri numismatici) 2 GRANI 1815 (ETHIER e profilo in legenda) D : FERD.III.P.F.A.SICILIAR.ETHIER.REX profilo con corona a 6 punte sotto la data 1815. R : V.B. pegaso alato e sotto i valore G. 2. (v.b. piccole e G.2. con caratteri più grandi) contorno rigato La particolarità di questo tondello sono: la legenda "ETHIER" senza spaziatura; il profilo di Ferdinando che entra in legenda tra REX e la data; le V capovolte al posto delle A al dritto ; il fatto che da quanto posso vedere non sembra ribattuto su altre monete, cosa che invece si riscontra spesso nei 2 grani Variante rara per quel che mi dicono le mie ricerche. ecco le immagini e buona continuazione
    7 punti
  2. Intanto vediamoli questi Gazzettini freschi di stampa ...
    7 punti
  3. Questa cerchiata in rosso è la posizione, la tua non ha nessun segno di zecca, e per questa specifica moneta significa che è stata coniata a Philadelphia Questa con la O per esempio è di New Orleans questa con la S di San Francisco Se vieni in possesso di altri dollari Morgan eventualmente: Philadelphia CC Carson City S San Francisco O New Orleans D Denver
    3 punti
  4. Ciao a tutti! Oggi non era programmato di passare per un mercatino ma in una pausa dagli impegni sono riuscito a passare quasi per caso nel mercato del giovedì e vi ho trovato una ciotola piena di monete recenti e normalissime a 25 cent al pezzo. Con pazienza ho fatto un po' di frugata ed è emerso solo questo logoro 6 pence di Giorgio V niente di che ma mi mancava e mai avrei pensato di trovare una monetina d'argento in mezzo alle classiche monete da ciotola recenti e comuni. Dovrebbe essere del 1924 ma la data si legge a fatica...
    3 punti
  5. Ciao a tutti amici, Partecipo anche io con una piastra del '58. Un saluto a tutti. Raffaele.
    3 punti
  6. Nel mio ultimo post eravamo rimasti alla nascita del gigliato (liliatus) che come si è potuto osservare nasce dalla necessità di avere nuovamente una moneta di buon argento dal valore di 10 grana, ossia un carlino. Tagliato al numero di 80 pezzi la libbra doveva avere un peso di poco superiore ai 4 grammi. Sarà sotto Roberto d’Angiò che questa moneta riscuoterà un grande successo al punto di essere accettata anche da stati esteri, bacino mediterraneo ed oriente in primis, e fortemente imitata e contraffatta. Chiamata anche robertino, non fu immune anch’essa al triste fenomeno della tosatura con conseguente calo di peso al punto che si cercò di correre ai ripari prevedendo pesanti sanzioni ai tosatori e premi in denaro a chi li denunciava. Si decise altresì di contrassegnare, nel 1317, i gigliati con un simbolo, la ghianda, per garantirne la bontà. Nel 1321 la ghianda fu sostituita dal giglio. Oltre questi due simboli, ampiamente documentati, sui gigliati è possibile osservarne diversi altri, ma non vi è documentazione superstite che permetta una esatta datazione e/o cronologia degli stessi. Mentre è documentata la coniazione postuma al regno di Roberto d’Angiò da parte dei suoi successori che, in considerazione del successo della moneta, preferirono non apportare nessuna modifica sostanziale al gigliato. Molti gli studi che hanno cercato e stanno cercando di determinare una cronologia delle varie emissioni analizzando caratteristiche particolari della moneta ma soprattutto studiando i rinvenimenti di tesoretti composti da questo nominale. Mi rendo conto di aver riassunto forse un po’ troppo la storia di questa moneta che, da sola, meriterebbe pagine e pagine di studi, quindi chiedo scusa in anticipo anche per qualche errore o omissione. Chissà se @Eliodoro o altri utenti hanno intenzione di postare qualche altra moneta angioina?
    3 punti
  7. Ecco un 1834 fresco fresco,Torretta verticale in basso e quattro quadratini (o torrette coniate male) nello stemma.
    3 punti
  8. Buonasera @Antfolle86, oltre a quello che correttamente ti ha detto Rocco, io aggiungerei "conio zecca di Napoli" Ciao, Sergio.
    2 punti
  9. Buonasera bella gente...sta sera ritiro su questo vecchio post per condividere il nuovo quattrino del 91 che ho portato in collezione, direi che ho decisamente migliorato la conservazione del precedente (che ha già trovato posto in un'altra collezione di tutto rispetto a dir poco) che ve ne pare?...patina bella spessa in certi punti, un segnetto sul nasino del Nostro, ma ottimi rilievi, tra le ultime che ho tenuto d'occhio tra baia e aste questa mi ha proprio convinto...monetina rara e come al solito faccio il giochino delle conservazioni...che ci scriviamo sul cartelin???. Cito un paio di voi che sò appassionati di questi tondelli @Reale Presidio @Rocco68 ...ogni parere e commento è gradito. Buona serata e buona cena. Una cosa che ho notato proprio ora è che il valore della moneta qui è proprio un "1" rovesciato (si vede bene la punta), mentre in altri quattrini del 91 è un I maiuscola...ci avevate fatto caso?? Quindi ho ceduto un quattrino che non era del tutto uguale ...
    2 punti
  10. Sembra che ci sia stata la sovrapposizione di più banconote durante le fasi di stampa, tutto sta a vedere se questo processo è avvenuto nelle officine della Banca d'Italia oppure… "altrove". La filigrana mi sembra piuttosto impastata, ma l'ho solamente ricavata dai chiaroscuri del programma di grafica, servono foto migliori e più grandi. Inoltre, a parte il fatto che uscire dagli sportelli della BI in questa strana condizione vuol dire che c'è stata una svista extra-madornale od uno sportellista cieco si tratta pure della prima emissione A Ciampi/Stevani 1984 mha… Le condizioni della banconota indicano che ha circolato a lungo o che è stata appositamente stropicciata, penso che difficilmente sia stata accettata per buona negli scambi sino allo sfinimento, personalmente, da profano e non da collezionista, l'avrei rifiutata. Biglietto da visionare in mano o con ottime foto intere di fronte, retro e filigrana, giusto per intenderci qualcosa di simile: (una mia banconota)
    2 punti
  11. PΩMAIΩN, è greco https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/1
    2 punti
  12. Ho trovato interessante l'articolo di Matteo Schivo, @matteo95 , sul soldino IQDP e sulla nuova ipotesi di collocazione temporale della sua coniazione. Ho potuto riscontrare quelle similitudini iconografiche elencate nell'articolo con il soldino coniato sotto Filippo Maria Visconti, visionando i due esemplari in mio possesso ed è innegabile la stessa forma delle lettere.
    2 punti
  13. Eliodoro sa come “prendermi per la gola” postando queste monete alle quali non so resistere. Il saluto d’argento, assieme al suo simile di metallo nobile il saluto d’oro, sono i cardini della riforma monetaria voluta da Carlo I d’Angiò nel 1278. Hanno in pratica rivoluzionato la circolazione monetaria del Regno facilitando di certo le transazioni interne ma agevolando sicuramente anche le transazioni con gli stati esteri. Anche il saluto nasce con la sua medalea (molto rara rispetto al saluto tenendo conto che su otto marche d’argento, sette venivano utilizzate per il saluto ed una per il mezzo saluto), ma sotto il regno di Carlo II “perde” il suo sottomultiplo e verranno quindi battuti solo saluti d’oro e saluti d’argento simili a quelli di Carlo I. Ma il destino per il saluto d’argento non fu magnanimo. L’aumento del costo dell’oro e l’insana pratica della tosatura portarono a regolamentare la sua circolazione e, il 5 agosto del 1300, fu stabilito che il saluto d’argento di giusto peso fosse scambiato per 60 pezzi l’oncia, mentre quelli di peso ritenuto basso al numero di 66 pezzi l’oncia. Nonostante il provvedimento il saluto continuò a svalutarsi ed un anno dopo (11 agosto 1301) veniva scambiato a 70 pezzi e ½ l’oncia che diventarono, un mese dopo, 80 pezzi l’oncia (in pratica 7,5 grana a saluto). Questo calo di valore favorì la fusione delle monete per esportare il metallo ricavato quindi si corse ai ripari decretando un corso forzoso del saluto di giusto peso al vecchio nominale di 10 grana (60 per oncia). Ma anche questa forzata soluzione non ebbe un gran successo e, nel 1302, furono messi fuori corso e ritirati al numero di 75 pezzi l’oncia che poi diventarono 76 per l’abbassamento del prezzo dell’argento. Tutta questa serie di svalutazioni non fu altro che il preludio alla nascita del liliatus … Mi auguro di essere stato meno prolisso del mio precedente post ma comunque in grado di apportare un contributo alla discussione. @eliodoro aspetto uno con i simboli ora
    2 punti
  14. Confesso, sono un amante delle cartoline! Ho cominciato per gioco, con quello che è stato il primo fenomeno mediatico italiano in ambito cartoline, cioè le cartoline pubblicitarie per la sottoscrizione del "prestito di guerra". Senza tediare tutti con questa particolare collezione, alcune cartoline le ho inserite in un mio sito. Se a qualcuno interessa l'argomento, trova qualche cartolina (e parecchia storia) qui: http://www.rocchi.org/prestiti/prestiti.htm Colleziono anche cartoline militari fino al 1945. Qui puoi vedere alcuni cataloghi di cartoline (ma mancano cataloghi di paesaggistiche perchè sono abbastanza al di fuori dai miei interessi). I cataloghi colorati sulla sinistra sono di Arrasich (e molti li puoi ancora trovare su Ebay, venduti da Millecartoline), e sono divisi per tipologia, mentre quelli scuri sono editi dallo Stato Maggiore dell'Esercito e riguardano cartoline "istituzionali", come le reggimentali, o i prestiti di guerra....
    2 punti
  15. Salve. Alla prossima Leu Numismatik AG, Auction 7 questa bella moneta di Gordiano III che raffigura sul rovescio Afrodite vista di tre quarti da dietro, seduta nuda in una vasca da bagno mentre si strizza i capelli bagnati, con un mastino di fronte al bagno che fa da guardia. Lot 1473. Estimate: 3500 CHF - Minimum bid: 2800 CHF LYCAONIA. Iconium. Gordian III, 238-244. 'Sestertius' (Orichalcum, 32 mm, 20.92 g, 7 h). IMP CAES M AT (sic!) GORDIANVS AVG Laureate, draped and cuirassed bust of Gordian III to right, seen from behind. Rev. COL AELI ADRI ICONIESI (sic!) / S R Aphrodite, nude and seen three-quarters from behind, but with her head turned toward the viewer, seated to left in bathtub, washing herself and wringing out her hair; behind to right, chiton hung up on tree; below, hound standing left, head turned back to right. Von Aulock, Lykaonien, 330-331 (same dies). Extremely rare and undoubtedly the finest of a very few known examples. A magnificent piece, well struck on a full flan and with delightful reverse details. Extremely fine. This beautiful coin shows the famous Bath of Aphrodite: we see here three-quarters from behind, sitting nude in a bathtub and wringing out her wet hair while playfully glancing at the viewer. To the right, her chiton is loosely hung up on a tree, and a hunting dog is standing on guard in front of the bath. It is worth noting that the dies for this issue were most certainly crafted in Antiochia in Pisidia, a mint which was bursting with activity in the first half of the 3rd century: in fact, this obverse die was also used on SNG von Aulock 4956, a sestertius from that mint.
    1 punto
  16. Salve. Alla prossima Leu Numismatik AG, Auction 7 un bronzo di Caracalla della zecca di Isaura con Apollo come Leto/Latona l’ha fatto. Lot 1474. Estimate: 2500 CHF - Minimum bid: 2000 CHF CILICIA. Isaura. Caracalla, 198-217. Diassarion (Bronze, 25 mm, 7.82 g, 7 h), 205-209. AY K M AY ANTΩNЄINOC Laureate and cuirassed bust of Caracalla to right, breastplate decorated with gorgoneion. Rev. MHTPOΠOΛЄΩC ICAYPΩN Caracalla, laureate and on the left, standing right in military attire, holding long scepter in his left hand and receiving a tablet from Apollo, on the right, standing left, nude, holding laurel branch in his left hand; between them, an animal reclining left, head to right, holding branch (?) in mouth; in exergue, altar. SNG Levante 262 (same dies). SNG Paris 494-495 var. (differing reverse legend arrangement and animal reclining right). SNG von Aulock 5410-5411 var. (differing reverse legend arrangement and animal reclining right). Rare and undoubtedly the finest known example. A magnificent coin of wonderful style, very sharply struck from fresh dies and with a beautiful brown patina. Small flan fault on the reverse edge, otherwise, good extremely fine. Situated at an altitude of 1400 m above sea-level on a mountain-crest, Isaura developed from a fortress built by the Galatian King Amyntas (39-25 BC) in the Isaurian mountains. The city struck Roman Provincial coins on three occasions: first under Antoninus Pius for Diva Faustina I and Galerius Antoninus (RPC IV.3 5730, but note that the reading ΙϹΑΥΡΙΩΝ is not secured), once again under Septimius Severus, and a third and last time under Severus Alexander for Julia Mamaea (RPC VI online 6854). Both the earliest and the last issue are attested in a single example of crude style only, whereas the emission of Septimius Severus is not only more abundant, but also far more elaborate. For reasons unknown to us, Isaura was able to hire a very skilled die cutter on this occasion, who produced a series of highly artistic dies. The issue includes coins of Septimius Severus, Julia Domna, Caracalla Augustus and Geta Caesar, but none of Plautilla, and can thus be dated to 205-209. It is worth noting that the style of the portraits is very similar to some of the contemporary output by the mint of Seleucia ad Calycadnum (for example Prieur 747A). Perhaps the issue was financed by a wealthy local citizen, who took pride in hiring one of the most experienced artists from Seleucia, or even had the coins produced in the larger coastal city. This would make perfect sense, as the mountainous region of Isaura, albeit being close to the Pamphylian plain in linear distance, was much more easily accessible through the valley of the Calycadnus river, which rises nearby the city and runs to Seleucia, before emptying into the Mediterranean Sea. It is also worth noting that while the animal between the emperor and Apollo on this particular issue is usually described as a hind, this pristine example clearly shows that the animal is reclining to the left with its head turned back to the right and holding an uncertain object in its mouth, perhaps a laurel branch, which was hitherto mistaken as the animal's antlers on less fine examples. Unfortunately, what animal we are looking at is difficult to say due to the small size: the head is reminiscent of a goat, but the body looks like that of a carnivore, perhaps a wolf or a panther.
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  17. Complimenti per l'occhio di falco? Quindi per il mercatino no problem anche dopo questo decreto giusto? Chiedo per farmi un idea per /'ultima domenica del mese qui da me☺️
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  18. A differenza delle altre zecche quella di Philadelphia non ha contrassegno sulla moneta saluti TIBERIVS
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  19. Pazienza fratelli. Prima o poi (speriamo) finirà questa clausura e allora potremo sfogliarlo. Intanto se possibile prenoto una copia.
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  20. http://www.rhinocoins.com/ITALY/SEC1/CAFIL3.HTML Un esempio..
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  21. 1958 Italia - 50 lire Ritrovamento in tasca quando ancora le utilizzavamo e non in ciotola
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  22. Cane nero magna bella persica
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  23. Ciao, grazie , ho un coreldraw10 acquistato ma utilizzo maggiormente gimp 2.10.20 , puoi scaricarlo gratuitamente con download in italiano dal loro sito, oppure il semplice microsoft picture manager, uno strumento di office.
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  24. 1 punto
  25. La Salus compare sul rovescio di questo medaglione di Faustina Giovane già postato. Salus era la divinità della Salute nella religione romana, la personificazione dello star bene (salute e prosperità) sia come individuo sia come Res Publica. Proclaiming the Imperial Survival of Another Pregnancy Faustina Junior. Augusta, AD 147-175. Æ Medallion (37mm, 41.45 g, 12h). Rome mint. Struck AD 161-175. FAVSTINA AVGVSTA, Bareheaded and draped bust left / SALVS in exergue, Salus seated left on throne, adorned by sphinx and griffin, feeding snake uncoiling from branch; to left, column surmounted by statuette. Gnecchi II 3, pl. 67, 3 = Banti 103 (same dies as illustration); MIR 18, 1002-1/20. VF, rough green and red-brown surfaces. Extremely rare. To the Romans, Salus was the personification of health and the equivalent of the Greek goddess, Hygieia, the daughter of the Greek god of healing, Aesculapius. As such, the role of Salus, like Hygieia, was preventative rather than restorative - she was associated with the prevention of sickness and the continuation of good health - both physical and mental. Consequently, her presence on Roman imperial coinage may be taken as the possible indication of the recovery of the imperial person from some bout of illness or indisposition or, as in the case of Faustina Junior, the recovery from the process of childbirth. Originally betrothed by her parents, Antoninus Pius and Faustina Senior, to Lucius Verus, Annia Galeria Faustina Minor was subsequently married to Marcus Aurelius in AD 145. Over the next twenty-one years, she produced thirteen children, including the rare birth of two sets of twins - T. Aelius Aurelius and T. Aurelius Antoninus in AD 149 (both subsequently dying before the year was out), and T. Aurelius Fulvus and the future emperor L. Aurelius Commodus in AD 161. Of all her offspring, only three - Lucilla, Cornificia, and Commodus - survived to adulthood. Such repeated pregnancies, even for a woman in the imperial household, were fraught with danger, but, given the number of births which failed to reach adulthood, was necessary in the drive to produce an imperial heir. Faustina’s recovery from childbirth would have been of prime concern for the empire, if she needed to be called upon once again to produce a possible heir. A differenza degli altri medaglioni che ho postato, questo è dedicato non all’imperatore ma all’imperatrice in carica, precisamente Faustina Junior Leggo nella descrizione che Faustina jr, nome completo Anna Galeria Faustina Minor, era stata promessa in sposa a Lucio Vero dai genitori Antonino Pio e Faustina Senior, ma poi s’era maritata con Marco Aurelio nel 145 d. C. Nel corso dei ventun anni successivi Faustina aveva messo al mondo tredici pargoli, inclusa la rara nascita di due coppie di gemelli – T. Elio Aurelio e T. Aurelio Antonino nel 149 (che però morirono senza raggiungere il primo anno d’età) e T. Aurelio Fulvo e il futuro imperatore L. Aurelio Commodo nel 161. Di tutta la sua prole solo due figlie, Lucilla e Cornuficia, e il figlio Commodo vissero fino all’età adulta. Questi parti ripetuti rendevano molta rischiosa un’ulteriore nascita allo scopo di portare alla luce un erede imperiale. Come augurio di un altro parto con esito felice, è stato dedicato all’imperatrice questo medaglione con la raffigurazione di Salus, per i Romani la dea personificazione della salute, seduta sul trono ornato da una sfinge e un grifone. Salus è equivalente alla dea greca Igiea o Igea, la figlia di Asclepio, divinizzazione della salute fisica e spirituale, alla quale era sacro il serpente che nelle rappresentazioni beveva in un boccale da lei sorretto come si vede sul rovescio del medaglione. Come quello di Igea, il ruolo di Salus era di prevenzione piuttosto che di ristabilimento in salute, essendo la dea associata alla prevenzione delle malattie e alla prosecuzione dello stato di buona salute, sia fisica sia mentale. Ne consegue che la sua presenza sulle monete imperiali romane si può intendere come possibile indicazione di recupero di un familiare da una malattia o un’indisposizione, o, nel caso di Faustina Junior, di recupero della capacità di procreazione.
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  26. Ripesco questa discussione per aggiungerci qualcosa di OFF TOPIC rispetto al testo ma in linea con Si tratta di appunti sulla evangelizzazione della Britannia/Irlanda un po' datati, presi dopo la lettura del testo "Il Cristianesimo Celtico", Jean Markale (Jean Bertrand), 2014. Secondo Origene la fede cristiana si sviluppò in Britannia nel II secolo d.C., come conferma Pelagio (V secolo) e Tertulliano (inizi III secolo). Quest'ultimo scrive di "regioni dell'isola inaccessibili ai Romani ma accessibili al Cristo" (Adversus Judaeos, cap. VII) riferirendosi probabilmente ai territori dei Pitti. Secondo il Venerabile Beda (VII-VIII secolo) il cristianesimo si sarebbe sviluppato inizialmente nelle regioni meno romanizzate. Il riferimento verosimilmente è a Galles e Scozia. Il fatto che sia sia sviluppato in aree "inaccessibili ai romani" può esser letto come una resistenza alla romanizzazione e allo straniero che si imponeva nei loro territori tradizionali. L'esercito era la sua diretta emanazione e la manifestazione del controllo del territorio stesso e l'imposizione di nuove regole. Un po' come ho avuto modo di scrivere in altre discussioni, la romanizzazione sarebbe stata meno puntuale nelle campagne rispetto alle aree urbiche britanniche. La nuova religione sarebbe stata portata da missionari cristiani che sarebbero stati visti dai locali come "santoni", "uomini santi", "druidi di un'altra religione". Tutto va in antitesi con la teoria comunemente imperversante secondo la quale il Cristianesimo si sviluppò al seguito delle Legioni e dell'esercito. Questo generalmente è conservatore e quello romano era devoto a divinità del Panteon romano afferenti alla sfera militare: Giove, Marte, Mithra/Sol. O alle varie divinità locali guerriere di tipo celtico. San Patrizio entrò in Irlanda come "santone", "uomini santo", "druido di un'altra religione". Aveva un vantaggio enorme: conosceva la lingua, la religione, la mitologia e gli usi costumi locali. Non commise pertanto l'errore dei missionari spagnoli che andarono a colonizzare il Centro America con il crocifisso come emblema, quando questo aveva per la popolazione locale un significato negativo. Probabilmente la croce cristiana mutò in quella celtica per sincrestismo con usanze locali. ... Nacque con lui la corrente del Cristianesimo celtico, in seguito imitato dalla Chiesa. Infatti, per conservare le radici e le tradizioni storiche del popolo irlandese, Patrizio favorì la combinazione di molti elementi cristiani e pagani. Per esempio introdusse il simbolo della croce solare sulla croce latina, facendo diventare la croce celtica il simbolo del Cristianesimo celtico... (https://it.wikipedia.org/wiki/San_Patrizio ) Nel periodo del Concilio di Arles (314 d.C,) allo stesso presenziarono tre vescovi della Britannia: Eborius (di Eboracum/York), Adelfium (di Colonia Lindenensium/Lincoln), Restitutio (Londinium/Londra) e forse un quarto da Carleon. La diffusione del Cristianesimo segue i commerci. Giuliano II nel 362 viene deriso da i cittadini (cristiani) di Antiochia e Alessandria. Le città che prima vengono permeate sono quelle legate ai commerci con l'Oriente: dopo quelle del medio-oriente Cartagine, Ostia, Roma, quindi Aquileia e Salona lungo la strada marittima. Quindi Massalia (Marsilia) e da qui al nord. Li posto in modo da dare la possibilità di discuterne / commentarli assieme. Ciao Illyricum
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  27. Ciao, l'unico riferimento che ho trovato in rete è quello di una citazione bibliografica su "Seaby's Coin and Medal Bulletin: July 1961" in cui viene riportata tale fonte: "A C Hubble - Some aspects of Greek coinage". Michele
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  28. 1 punto
  29. Chiedo di nuovo un vostro parere sul tipo di Corona su questo Sestino. Se anche a voi sembra ribattuto su un altra tipologia monetale. La moneta sta per arrivare, quindi peso e diametro non sono al momento disponibili.
    1 punto
  30. Ciao @mr_palanca, Possiamo darci del tu...? Non saprei dirti quale sia il catalogo più affidabile. Ho aggiunto un dato riportato nel catalogo a mia disposizione. Per avere la certezza del titolo d'argento bisognerebbe leggere qualche documento ufficiale sulla moneta, come il cartellino che solitamente accompagna le commemorative, ma non so dirti se la moneta in oggetto ne sia corredata (la tiratura è troppo alta). Non colleziono questo tipo di monete, ma le guardo volentieri perché le ritengo solitamente ben fatte e posso dirti che nella stragrande maggioranza dei casi quando la moneta pesa 31,10g (1.OZ) la moneta è quasi al 100x100 Silver 0.999. Inoltre se interpreto bene le foto del tuo post n° 1, l'unico catalogo che si discosta dagli altri e (U Coin). Saluti
    1 punto
  31. Buongiorno @mr_palanca Ho controllato su WORLD COINS. Per questa moneta i dati riportati sono i seguenti: 30.000 pezzi, 31,10 g. 40 mm. Silver 0.999 oz. Saluti
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  32. Piccolo contributo, esemplare di grande fascino anche se l'iconografia non è prettamente mitologica: Commodus Medaglione. Roma, AD 192. L AELIVS AVRELIVS COMMODVS AVG PIVS FELIX, busti diCommodo e Roma drappeggiati e corazzati, con la seconda indossante elmo e corazza decorata con aegis / P M TR P XVII IMP VIIII COS VII P, Marte in piedi rivolto verso destra, testa a destra, nudo ma indossante elmo e mantello sulle spalle, reggente in mano la lancia e il parazonium che poggia il piede su una corazza (?) a terra, nel campo destro; la Vittoria a destra rivolta verso sinistra, reggente ghirlanda e palma in cima ad una colonna contro cui riposa uno scudo con in centro una figura di un animale. Gnecchi 120, pl. 86; Cohen 5/5. 70.56 g, 41 mm, 11 h. Estremamente raro; nessun altro esemplare su CoinArchives e Gnecchi elenca solo tre esempi. Provenza: Roma Numismatics Limited Asta 18 di 29.09.2019, lotto: 1181 Ciao Illyricum
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  33. In relazione al messaggio n.19, attualmente oscurato, si prega di evitare attacchi personali ad altri utenti.
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  34. Buonasera, qualche altra monetina di Ferdinando II ? 1 Tornese 1858 con entrambi i bordi perlinati. Saluti Alberto
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  35. io direi che sono teorie non scientifiche giacché non falsificabili. Se poi tu preferisci pensare di essere un giocattolo fa pure. Fu sono diverse ricerche da parte di fisici che hanno detto come questa ipotesi è solo filosofica, come ha ben risposto Azaad
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  36. Forse il titolo è un po' troppo d'effetto: Straordinario a Molfetta, trovata la più antica scultura in pietra del neolitico: ha 7 mila anni Un'importante scoperta è stata effettuata nel Pulo di Molfetta, sito archeologico risalente al V e IV millennio avanti Cristo, in provincia di Bari. Gli archeologi hanno riportato alla luce, durante i lavori di rifunzionalizzazione del sito, un idoletto di pietra del neolitico che costituisce un unicum assoluto tra gli idoli preistorici che rappresentano le divinità legate alla terra. A prima vista sembra solo un piccolo sasso inciso grossolanamente, in realtà si tratta di una delle sculture neolitiche in pietra più antiche della Puglia, un unicum assoluto tra gli idoli preistorici che rappresentano le divinità legate alla terra. Il reperto è stato ritrovato nel Pulo di Molfetta, un sistema di cavità carsiche e oggi sito archeologico risalente a 6/7mila anni fa, in provincia di Bari. A firmare la scoperta sono stati gli archeologi molfettesi Alessia Amato e Nicola de Pinto, coordinati da Anna Maria Tunzi, funzionaria archeologa, che hanno recuperato la scultura di piccole dimensioni durante i lavori di rifunzionalizzazione del sito. Il reperto votivo, proveniente forse da ambito funerario, ed attualmente in corso di studio presso la Soprintendenza, è attribuibile alla fase neolitica di occupazione del sito. Qui, in quel periodo, vivevano piccole comunità organizzate in villaggi all'aperto. Nello specifico la presenza sul retro dell'idoletto di una incisione con un motivo a zig-zag permetterebbe di collocare l’oggetto tra la fase media e finale del neolitico (VI – V millennio a.C.). L'idolo ha un grande rilievo archeologico proprio per il materiale di cui è composto. Sono rarissime infatti le sculture preistoriche che venivano realizzate in pietra. Nella maggior parte dei casi gli uomini del tempo preferivano utilizzare materiali più facili da lavorare, come terracotta o ossa di animali. L'idoletto, ora esposto nei depositi di Palazzo Simi a Bari, presto tornerà a Molfetta. Gli uffici tecnici comunali, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza archeologia della città metropolitana di Bari, stanno lavorando affinché i nuovi rinvenimenti possano aggiungersi in maniera permanente alla collezione del museo civico archeologico di Molfetta. https://www.google.com/amp/s/www.fanpage.it/attualita/straordinario-a-molfetta-trovata-la-piu-antica-scultura-in-pietra-del-neolitico-ha-7-mila-anni/amp/
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  37. ceramica dai livelli del neolitico medio e recente; b. balsignano, ceramica del neolitico medio, capanna 3
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  38. Ciao Alberto, ti copio e posto la stessa moneta che ho in collezione da poco tempo. Avrei una domanda da porre a tutti Voi molto più esperti di me: "Come mai il 6 Tornesi 1799 ( peso: 16,48 -Diam: 36 ) è più grosso dell' 8 Tornesi 1797 ( peso:15,08 Diam: 32 )" ( questi sono i parametri delle mie monete) ? Grazie per le eventuali risposte ( avevo letto qualcosa in proposito sul Forum, ma non riesco a rintracciare la discussione ). Buona Serata, Beppe
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  39. Buonasera a tutti, approfitto per postare uno dei miei due cavalli Filippo II. Purtroppo la moneta è piuttosto rovinata ma abbastanza leggibile. ? Saluti Alberto
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  40. Altro falso d'epoca di piastra 1796, sempre realizzato per fusione ma con metalli bianchi. Peso grammi 22,30. Questo pezzo ha fatto piangere molte persone tanto è ben fatto, anche la treccia nel taglio è ben realizzata. È non mi stancherò mai di ripetere GRAZIE Sergio!
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  41. Io sono di Pesaro, che sarà pure capoluogo di provincia ma resta una cittadina con meno di 100 mila abitanti. Un paio di persone nel corso dei decenni si sono messe a realizzare libri con le cartoline pesaresi. Ne sono usciti due volumi di molte centinaia di pagine cadauno! Pensare ad una simile opera su scala nazionale... beh, credo che verrebbe fuori un'opera più grande della Treccani!
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  42. ho acquistato questi due gettoni, gradirei sapere dove sono stati emessi ringrazio anticipatamente
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  43. E' stata l'ultima moneta d'argento che da ragazzino trovai in circolazione: mi venne data di resto in un negozio, forse dal panettiere o dal salumiere (allora non erano ancora "imboscati" nei supermercati). A dir la verità, nel giro di pochi mesi, me ne dettero ancora una. Probabilmente, molti degli impiegati statali non avevano un'anima numismatica o, forse, qualcuno la ricevette in banca e se ne liberò tranquillamente. E' un bel modulo. Quando il prezzo è vicino al metallo contenuto, mi piace acquistarne una. E, più di trent'anni fa (ad un'asta) trovai anche la prova con poca spesa (il colore più spento è dovuto alla plastica della confezione di zecca)...
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  44. Gettone da MA-Shop SKU# ENUM312570949960 Cafe de COSTA RICA - COFFEE TOKEN Countermark " UBR" URIEL BADILLA ROJAS 21 mm SCHIMMEL #25
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  45. Buonasera a tutti, vorrei segnalare che le quattro monete di cui sopra sono state oggetto del seguente articolo scientifico: L. Oddone, Monete anomale della zecca di Asti o falsi cigoiani? - Deputazione di Storia Patria per le Venezie. Archivio Veneto, suppl. VI serie, n. 13 (2017) p. 73-87, di cui vi allego il riassunto: Vengono descritte e illustrate quattro monete della zecca di Asti a nome di Corrado II re d'Italia (XII secolo), due facenti parte della collezione del Fitzwilliam Museum di Cambridge e due appartenenti ad altrettante collezioni private. Esse presentano caratteristiche stilistiche, tecniche ed epigrafiche comuni che le differenziano da tutte le altre emissioni astensi autentiche. Inserite in una qualunque delle classi recentemente proposte da Matzke per la monetazione astense, esse stridono fortemente proprio perché stilisticamente anomale e incoerenti rispetto al resto della serie. In questo breve articolo vengono esposte tutte le caratteristiche che ci portano a pensare che esse provengano da uno stesso ambito 'culturale' e temporale e a credere, in un ultima analisi, che si tratti di falsi moderni. L'articolo ha partecipato al concorso letterario indetto dalla NIA, Numismatici Italiani Associati, ricevendo la menzione speciale. Se qualcuno fosse interessato ad avere l'articolo completo posso mandarvi il file in pdf. Detto questo, vi anticipo che farà seguito un secondo articolo in quanto nel frattempo è stato individuato un ulteriore falso che nonostante sia sotto gli occhi di tutti finora non ha destato alcun sospetto... ma che purtroppo è ancora più evidente e lascia ancora meno dubbi di queste quattro monete! Buona serata a tutti! Continua...
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