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Buonasera a tutti, posto i risultati provvisori di una mia ricerca effettuata tempo fa... ❨·❩✤❮❯✤❨·❩ anni 1831/1833 ❮❯·∶·❮✦❯·∶·❮❯ anno 1832 ❮❯✚❮❯✚❮❯ anni 1835/1836 su 35/1837/1838/1839/1840/1840 col.var. ❮❯·∶·❮❯·∶·❮❯ anni 1839 col.var./1840 ❮❯∶❨❩∶❮❯∶❨❩∶❮❯ anni 1840/1841 I°tipo/1841 II°tipo/1847 I°tipo/1847 II °tipo/1848/1849/1851 II°tipo/1852 ❮❯·❮❯·❮❯ anno 1840 ∶❨·❩∶❮❯∶❨·❩ anni 1853/1855/1856/1857/1858/1859 ∶❚∶❮❯∶❚∶ anno 1856(?) Inoltre : ❮✦❯✤❮✦❯✤❮✦❯ anni 1819 Ferdinando I e 1825 Francesco I... Per gli anni mancanti non ho avuto tempo di completare la ricerca...4 punti
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Ciao e di nuovo ben arrivato! Fa molto piacere annoverare tra gli appassionati di monete papali un nuovo giovane collezionista! Hai fatto tante domande, tutte giuste e legittime ma per le quali non esiste un'unica risposta! Quindi "da dove cominciare una collezione di monete papali?" Io ti rispondo così: da quello che ti piace e ti affascina di più! Considera che la monetazione papale copre un periodo di circa 1100 anni, partendo dagli antiquiores per arrivare alle ultime lire coniate sotto Pio IX, con una innumerevole tipologia di tipi monetali, di zecche e di metalli. Non c'è pertanto un modo giusto o sbagliato di collezionare, c'è il tuo modo, quello che decidi di perseguire in base alle scelte che derivano da studio e analisi. Le basi sulla quali "studiare" le hai già: Berman e soprattutto il Muntoni sono fondamentali per orientarsi soprattutto all'inizio. Ti consiglio caldamente di aggiungere tra i tuoi manuali generalisti anche i 3 volumi del MIR pubblicati sullo Stato Pontificio: da avere assolutamente! La scelta di come impostare una collezione è personalissima e dipende da una miriade di fattori: trova la tua strada e percorrila! È un ambito praticamente infinito che non ti stancherà mai. Due consigli estremamente generici: non avere fretta di acquistare e acquista solo monete che ti piacciono e delle quali poi non ti pentirai: questo non vuol dire di comprare solo FDC (per molte monete papali questa conservazione non è nemmeno contemplata), ma vuol dire di prendere quelle monete che avrai sempre piacere di rigirare tra le mani e che non sentirai la necessità di sostituire con un esemplare più bello perché quello preso magari in maniera improvvida non ti soddisfa più! Buona collezione! Michele4 punti
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FERDINANDO II - Piastra 1834 variante REGN Senza punteggiatura al rovescio (manca anche il punto tra G e 120), ma credo che sia normale per questa variante.4 punti
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Buongiorno, ripesco la presente discussione per inserire questa cartolina che rappresenta la Villa di Boscoreale Foto del Prof. Gian Andrea Casale https://www.romanoimpero.com/2020/04/il-tesoro-di-boscoreale.html?m=1&fbclid=IwAR2nDf0ijvOsggh1jKuKYydQRRw_-VllzsK7L0SZwjzjKWXmVqYAByMw3gw Ciao Illyricum4 punti
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Io Pino son in generale d'accordo con tutto tranne sul fatto che per le belle monete bisogna mettersi in coda. Io capisco il tuo ragionamento però detta così sembra che solo il fdc su sta moneta significa bello. Questa tipologia come tante altre si trova spesso e quasi sempre dallo spl in su complice qualche ritrovamento. Ora non è necessario spingere tutti al fdc, di qfdc e un pelo sotto ce ne sono parecchie e per tutti. Poi perdonami ma in fila da chi? Io per alcune monete mi è capitato di trovarmi nel posto giusto al momento giusto e di prenderle quasi in anteprima. Dico ciò perché è avvilente sentirsi dire che tanto le belle cose prima di te le vedono altri 20 e non te la lasceranno mai, e se te la lasciano vuol dire poi che non è tanto bella...c'è sempre chi avrà più soldi e chi sarà più 'famoso' di me ma questo non deve influenzare la ricerca del collezionista. Un saluto e buon anno Marco4 punti
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Per quanto fallibile come tutti, di questi tetradrammi di Atene ne ho visti tanti ormai, e su questo esemplare non avrei dubbi, ma la certezza assoluta te la può dare - in un senso o un altro - solo chi l’ha vista materialmente mentre la coniavano. La cosa che indebolisce le tipiche analisi che si fanno sulle monete greche, in questo caso, è la vastità dell’emissione di queste civette parte della coniazione c.d. di massa. I testi dello Starr e di Flament, per quanto eccellenti, non possono che censire “la punta dell’iceberg” del volume totale dell’emissione. Provare per credere: prendete 3 civette a caso prodotte da conii di dritto e rovescio differenti, e provate a trovare altri esemplari provenienti dai medesimi conii... è un’impresa! Considerata questa difficoltà, la moneta sopra è evidentemente coniata, mostra espansioni del metallo, bei lucidi di conio, qualche rottura di conio (sul paranuca dell’elmo, all’angolo dell’occhio di Atena...) e anche i fondi sono corretti per questa tipologia. Nota in proposito le increspature dei piani al rovescio, vicino all’etnico, fra il crescente lunare e fra il rametto di olivo e il bordo dell’incubo. Detto ciò: stai sereno e goditi la tua moneta, che per me è assolutamente genuina e anche molto bella per la qualità del metallo. Aggiungo un suggerimento, con la massima umiltà che mi contraddistingue: studia bene e a lungo, guarda decine di esemplari e consultati prima di comprare un’altra moneta, in modo da non essere assalito dai dubbi ex post. ES3 punti
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Innanzi tutto raddrizzo l'immagine del rovescio: La legenda ci sta, ma non il peso. Penso che sia l'asse, il RIC III Antoninus Pius 958. Non si capisce se abbia la testa radiata, ma non mi pare, anche se mi sembra che 12 grammi siano un po' troppi per un asse con quel rovescio. RIC III Antoninus Pius 958 Ciao da Stilicho3 punti
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Il discorso sulle "belle" monete non è così semplice. Intanto bisogna intendersi sul "bella". Se si parla di bella intendendo "conservazione particolare" allora si capisce meglio il ragionamento corretto di @Monetaio. Si prescinde dal fascino della moneta, o da una sua comunque ottima conservazione, per spingersi al "limite". Attualmente (soprattutto da qualche mese a questa parte) quando una moneta è veramente bella (e la tipologia è apprezzata) il prezzo schizza alle stelle. Ma non è che una moneta con un prezzo alto sia per questo "un gioiello" nè che non vi siano,per fortuna, eccezioni alla regola. Se però chi ha i soldi sufficienti ritiene che, solo per questo, sarà in grado di possedere una moneta "particolare", potrebbe andare incontro a delusioni: le monete eccezionali, come dice il nome, sono molto rare e chi ha fretta potrebbe spendere male i propri soldi, trovando chi se ne approfitta. Infatti il mercato, essendosi accorto della ricerca ossessiva del "massimo", propone come "massimo" monete che tali non sono, giocando su sigle o su photoshop (MS = FDC, quando invece un MS60-62 è uno SPL o giù di lì - e scusate se riprendo la scala Sheldon che, volenti o no, si sta affermando dovunque, e non solo a sproposito specie ora che si vedono solo le foto, magari ritoccate o con la luce giusta, e non le monete).3 punti
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FERDINANDO II - Piastra 1834 senza punteggiatura nella legenda al dritto ed al rovescio3 punti
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Ammetto che ieri ho più volte modificato la denominazione di questa moneta: litra (libella) poi litra (diobolo) poi diobolo (litra-libella), poi solamente diobolo. Nulla da obiettare su quanto detto da L.Licinio Lucullo. C’è da considerare però che le conclusioni proposte dagli autori dipendono dalle conoscenze che loro avevano in quel momento. Nel 1974, prima edizione del RRC, il Crawford sapeva solo dell’esemplare conservato presso il Museo Nazionale di Napoli. I testi del Pedroni sono degli anni ’90. Una moneta enigmatica che gli studiosi hanno cercato di inquadrare con le coeve emissioni magno-greche o siceliote. Proprio per l'estrema rarità c'era anche chi metteva in dubbio questa monetina (basta fare una ricerca tra le varie discussioni presenti nel forum). Nel frattempo, tra il 2000 e il 2015 altre 8 litre-libella sono state vendute in aste internazionali. Nell’asta RBW del 2011 Russo e Witschonke hanno supposto che tutte provenissero dalla Spagna. Il recente lavoro di Debernardi & Legrand del 2015 ha dimostrato che i quadrigati romani furono coniati non solo in Sicilia e in Apulia, ma anche in Spagna (emissioni caratterizzate da uno stile ben definito). Evidente poi la presenza di questi didrammi nei cataloghi d’asta spagnoli. Nello stesso articolo sono state presentate due inedite dramme con scena del giuramento: una da ritrovamento archeologico in Spagna e l’altra conservata al museo di Madrid su donazione della casa d’asta spagnola Jesus Vico. Debernardi & Legrand hanno considerato la moneta in questione come un diobolo, cioè la frazione di 1/6 del didramma e di 1/3 della dramma. Emissione destinata alle popolazioni locali spagnole che preferivano moneta di piccolo taglio. C’è anche un intervento di Alberto Campana su questa questione (post #19): Quindi un’ emissione locale destinata alle tribù dei territori spagnoli controllati dai romani e non, come si era supposto, rivolta verso la popolazione del sud Italia. Da considerare anche che il nome della moneta, come accennato da Scipio poteva cambiare in base al territorio di circolazione. A questo punto che nome dare alla moneta sulla scheda? Visto che il catalogo è strutturato in base al Crawford, opterei per "litra (diobolo)".3 punti
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Segnalo la pubblicazione del n°58 del Bollettino della Numismatica: LA COLLEZIONE DI VITTORIO EMANUELE III, La zecca di Casale Monferrato Parte I Da Gian Giacomo Paleologo (1418-1445) a Guglielmo II Paleologo (1494-1518). Curato da Luca Giannazza. https://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/materiali/index.do?id=233 pubblicazione disponibile anche in formato cartaceo. Buona lettura e complimenti all'autore. Mario2 punti
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http://manuali.lamoneta.it/CONIO.htm Mi sembra assurdo avere dei dubbi su un argomento con dottrina consolidata.....2 punti
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e per finire l'ultimo regalino del 2020 Taglio: 2 euro Nazione: Vaticano Anno: 2002 Tiratura: 2.000 negli starter kit e in divisionale Condizioni: BB Città: Milano2 punti
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Ciao, confermo quanto già detto qui sopra: banconota comune (140 milioni di esemplari emessi) e conservazione tra il BB e lo Spl, assolutamente non FdS! Valore sui 2-3 euro, ma impossibile da vendere in quanto, dato il basso valore, i collezionisti tendono a comprare il FdS. Conservala, è forse il più bel biglietto di stato della storia d'Italia (se si esclude l'introvabile 25 lire doppia effigie...) Saluti2 punti
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Il fatto che il rovescio delle due monete rechi l’impronta di due conii differenti è più probabile che non il contrario. I conii di dritto di solito erano utilizzati in sequenza e con incroci con diversi conii di rovescio. Di solito, poi, i conii di rovescio duravano di meno perché battuti più direttamente dal martello, e quindi erano sostituiti più spesso. Ma di questo abbiamo evidenza specifica per le serie per le quali disponiamo di adeguati corpora. ES2 punti
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Ciao e benvenuto, immagino immaginando che quelle tre macchie scure nella foto siano le tue dita ? mi sa che purtroppo non ho buone notizie: la tua banconota non è in condizioni pari al nuovo (vedo 3 pieghe verticali piuttosto marcate) Ed ha valore approssimativo di meno di 5 euro.2 punti
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Un trio da paura...lo volevo dire prima,mi hai anticipato?2 punti
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Se avete notato in queste 3 pagine di discussione abbiamo condiviso 15 piastre 1834 solo la seconda che ho postato io ha tutte le torrette in posizione verticale invito altri amici del forum se hanno piastre in collezione del 34 con torrette verticali di condividerle che mi è utile per fare un censimento per la reperibilità di questa variante grazie.2 punti
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Un bravo ad @Hirpini per aver aperto la strada e uno a @Stilicho per la precisione. Arka Diligite iustitiam2 punti
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Egitto, 5 piastre 1968 - Fiera Internazionale dell'industria2 punti
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Ciao @Matteo91, "l'editto" del 683 è descritto proprio nel Nihon shoki (annali o cronache del Giappone), uno dei libri più antichi della storia giapponese classica. Scritto in cinese, il libro è composto da 30 volumi che descrivono la storia del Giappone dal primo imperatore mitologico Jinmu al regno dell'imperatrice Jitō (686 - 697) . Esisteva anche un volume sulla genealogia, ma purtroppo è andato perso. Il libro venne completato nel 720 sotto la supervisione del principe Toneri, figlio dell'imperatore Tenmu. La teoria della monetazione si basa sul fatto che sia stata emanata, in modo pianificato, dall'imperatore Tenmu per l'istituzione di un nuovo Stato simile a quello cinese, ma la descrizione del Fuhonsen nel Nihon shoki fa ipotizzare a un suo utilizzo come amuleto magico. Inoltre, bisogna specificare che le monete trovate ad Asukaikekobo nel 1999, circa una trentina, si trovavano vicino a un tempio. Un fatto interessante è che la percentuale di antimonio contenuto nei Fuhonsen è quasi lo stesso di quello delle monete Wadō kaichin, quindi si presume che il Fuhonsen sia stato una sorta di modello di partenza del Wadō kaichin.2 punti
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Ormai tutto va sul FDC (eccezionale)e sul prezzo. A volte mi sono sentito venale con le mie piccole vendite per andare avanti ma vedo che oggi la Numismatica è ben poco più e quasi tutto si base sulla speculazione effettiva,storia, collezionismo e passione poco e nulla. Rimpiango il vecchio Picchio quando postava i suoi pezzi meravigliosi con la loro storia e con una descrizione da far passare quasi in secondo piano la sua moneta in alta conservazione, enunciando i particolari e le diversità seppur piccole di conio. La Numismatica così è fredda non ha anima e cuore. Io tutta sta passione per l'eccezionale conservazione non l'ho mai avuta preferisco il pezzo raro meglio se Inedito lì c'è numismatica e il numismatico,lo studio il piacere di avere in mano un qualcosa che si scopre riguardandolo e rigirandolo in mano. Quindi ,se posso scriverlo , per chi ha possibilità cercate il pezzo che fà storia no quello freddo da cassaforte e basta. Un FDC quante domande vi fa fare? Un conio particolare,diverso, quante ve ne farete? Quale dei due vi fa sentire dei Numismatici? Scusate se sono uscito fuori dal discorso ma ho sentito il bisogno di scrivere questo.?2 punti
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Complimenti @Rocco68e @ggioggiodue vere bellezze. GRTTIA al diritto e 13 torrette al rovescio.2 punti
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Bella piastre @paoloilmarinaioe @ggioggio complimenti ad entrambi. Vi mostro due delle mie 6 che ho in raccolta, trovate le differenze ?2 punti
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Ciao, devi guardare il numero 75 e non la lettera H , questa fu la prima emissione con decreto del 20 marzo 1947, va da (A) 1 a (B) 112, la tua banconota rientra perfettamente in quel contingente. ps: Riguardo la classificazione descrittiva: Banca d'Italia - 500 lire tipo 'Italia ornata di spighe' - Einaudi/Urbini del 20 marzo 1947 - condizioni BB - banconota comune. note: Banconota andata anzitempo in prescrizione (31 dic. 1966) rispetto agli altri tagli della stessa epoca (1.000 testa d'Italia e 5.000-10.000 lire marinare prescritti il 27.04.2002), perchè la facoltà di emettere biglietti da 500 lire (vedi tipo aretusa) passava al Ministero del Tesoro.2 punti
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Al di là della mia opinione sulla testata citata, che usa la stessa accuratezza per QUALSIASI notizia, devo però presentarvi una riflessione. Io iniziai a collezionare monete da bambino stimolato da due paginette pubblicate sicuramente o da Panorama, o da L'Espresso. Non esisteva internet e Arpanet nacque solo dopo una 20 d'anni negli USA: quelli erano gli UNICI media che arrivavano in casa assieme a un paio di canali RAI (dove non si parlava di numismatica) e a tre canali radio RAI. La cosa sorprendente è che - allora come oggi - venivano pubblicate in campo numismatico le solite "fregnacce", scusate il termine ma è quello che meglio descrive il fenomeno: io passai pomeriggi interi in cerca delle 500 £ con le bandiere storte e delle 50 £ del '58, etc. etc. Quello che mi stupisce ancora di più è che c'è davvero gente che crede a certe notizie dozzinali che legge su internet senza approfondire MAI nulla: oggi, per levarsi ogni dubbio su quali monete della Repubblica valgano qualcosa, basta venire su un sito come questo. Almeno si impara che per la Repubblica se non si hanno FDC tanto vale buttare tutto nella fontana di Trevi.2 punti
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L’iridescenza si può definire in generale come la proprietà ottica di alcuni corpi di assumere riflessi cangianti, i cui colori ricordano quelli dell’arcobaleno (iride), quando sono investiti dalla luce bianca che, attraversando ed essendo riflessa attraverso sottilissimi strati trasparenti d’alterazione superficiale del corpo stesso, subisce interferenza. L'iridescenza di alcune superfici osservabili in natura sono quelle delle bolle di sapone e di alcune conchiglie e ali d’insetto. Una moneta d’argento come esce dal conio si presenta di un bianco splendente (argenteo) perché la superficie riflette totalmente la luce naturale o bianca, costituita da un fascio di radiazioni di diversa lunghezza d’onda dal rosso al violetto, che la illumina. Se però sulla superficie della moneta si formano sottilissimi strati trasparenti, dello spessore di qualche micron, di composti di ossidazione dell’argento (tipicamente il solfuro), la luce riflessa viene privata di alcune radiazioni che la compongono per interferenza e la moneta si presenta ai nostri occhi del colore complementare delle radiazioni annullate. Se questi sottilissimi strati trasparenti sono di spessore diverso e si sviluppano in modo concentrico sulla superficie della moneta, essa manifesta la cosiddetta ‘patina rainbow’, cioè l’iridescenza tipica dell’arcobaleno, dovuto alle goccioline d’acqua sospese nell’atmosfera dopo un temporale che hanno nei confronti della luce solare la stessa funzione dei sottilissimi strati trasparenti di cui sopra.2 punti
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Scusate, forse l'immagine non è pertinente... Sono l'unico che raccoglie indistintamente tutte le 50 cent Vaticane? A volte, più che un collezionista, mi sembra di essere un accumulatore compulsivo! ? taglio: 50 cent paese: Vaticano anno: vari tiratura: varie condizioni: varie città: Baselga di Piné (TN)2 punti
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Salve a tutti Leggevo giusto poco fa il Corriere della Sera online e sono incappato in questo articolo: https://www.corriere.it/cronache/21_gennaio_02/zoo-segreto-cima-duomo-firenze-bc9028b4-4d3c-11eb-b0d1-55bf7888f187.shtml Tratta in generale delle piccole scoperte fatte sulla copertura della cupola del Duomo di Firenze dall'Opera di Santa Maria del Fiore. Lo condivido anche con voi perchè nell'articolo (nelle ultime righe) si fa cenno ad un ritrovamento numismatico curioso: una moneta da 5 lire del 1956 lasciata dagli operai che hanno lavorato ai restauri negli anni 50. Mi ha incuriosito intanto perchè la moneta secondo l'articolo è una 1956 quindi come è ben noto un anno raro di conio in una moneta comunissima e poi in secondo luogo perchè questa di lasciare una moneta a compimento dei lavori era un'usanza che sapevo ben più antica e mi incuriosisce molto che negli anni 50 ancora fosse viva. Ho pensato quindi di aprire questa discussione intanto perchè il fatto che la monetina ritrovata sia un 5 lire '56 è comunque curioso e in secondo luogo perchè ho pensato che potremmo in questa discussione passare in rassegna tutti questi curiosi ritrovamenti di monete durante opere di manutenzione e restauro sui tetti di antichi edifici poste a suggellare lavori lì svolti in tempi passati, oppure ampliare la discussione con monete poste nella fondazione degli edifici e ritrovate (pratica molto più attestata e più antica probabilmente). Secondo me ne verrebbe fuori una discussione interessante!1 punto
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Ma non conviene....è peccato... Io consiglio,se ti stai appassionando,il catalogo gigante per la cartamoneta,ma se vuoi dar.uno sguardo online ci sono un po di siti http://www.cartamonetaitaliana.com/museo-banconote-catalogo/banca-ditalia-repubblica-italiana/92-44.html http://m.banconoteit.webnode.it/banconote/a500-lire/ http://www.banknote.ws/COLLECTION/countries/EUR/ITA/ITA3BI.htm Per esempio questi.1 punto
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Attenzione,stirare non significa come per gli indumenti,migliorare,bensí nel caso delle banconote equivale a deprezzarne sostanzialmente il pregio.1 punto
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Forse sto divagando, ma la piega surreale che ha preso questa piacevole discussione mi ha ricordato una scena di uno dei miei fumetti preferiti.. Fonte :1 punto
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La moneta dovrebbe essere un AE 3 di Valente (364-375) con al rovescio GLORIA ROMANORVM. Il condizionale è d'obbligo, vista la conservazione. Non credo che sia stata utilizzata come ciondolo. Il buco sembra più un incidente di percorso. Arka Diligite iustitiam1 punto
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E vabbè te sei na volpe,arrivi prima? A parte lo scherzo,penso che qui ci sia tanta gente veramente in gamba,ora si stava citando il TRIO( mi piace chiamarlo cosí?),ma siete in tanti veramente,ragion percui cerco di seguire qualsiasi discussione di qualsiasi monetazione,anche quella dove io non conosco neanche la forma di un tondello?,purchè si impari ? Proprio giorni fa infatti avevo apprezzato il lavoro di @Stilicho su una discussione. Salutoni?1 punto
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Buona Domenica. Proprio così, è un Bagattino; termine "veneziano" (e non solo) che indicava la moneta più piccola in circolazione, tant'è che veniva anche indicato con il termine "Piccolo". Bagattino, Bagattella, Bagatto, Bagaj equivale, infatti, in vari dialetti, a cosa piccola come ad esempio bambino piccolo in milanese. Le iniziali del Massaro MS, che negli anni indicati ha svolto la responsabilità in zecca, si riferiscono a Marco Salomon. Non tutti i Bagattini riportano le iniziali del Massaro, anzi, la gran parte non riporta alcuna iniziali; tutte queste monete, in ogni caso, sono definite "anonime" poiché non riportano il nome del Doge sotto il quale sono state coniate. saluti luciano1 punto
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Da ragazzino facevo questa raccolta ma solo per le banconote perché erano piu interessanti delle metalliche che proponevano. Ogni tanto c'erano degli articoli interessanti, ricordo in particolare quella che trattava delle monete in oro medievali più diffuse paragonando il fiorino, genovino e ducato di Venezia. Non c'era ancora internet ovviamente e quelle immagini sapientemente affiancate ad altre di sfondo storico mi avvicinrono alla numismatica ancora di più. Oggi colleziono solo oro con particolare riguardo alle zecche medievali.1 punto
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Eppure per me è difficile dire 'la mia preferita' Anche perché ognuna rappresenta un momento, un esperienza, un ricordo. Parto con 8 tornesi del 1817... forse la prima moneta che mi ha avvicinato alla numismatica...1 punto
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Ciao @Xenon97, grazie per il tuo intervento. Per quanto riguarda le Fuhonsen, riporto un passaggio sempre dal libro sulla collezione del British Museum, p. 24: Secondo l'autore le Fuhonsen sarebbero dunque da considerare le prime monete ufficiali giapponesi. In particolare, oltre alle testimonianze archeologiche, particolare rilievo assumono anche prove letterarie, come quella citata delle Cronache del Giappone, risalenti al VII secolo. In questa fonte è riportato un "editto" del 683 con cui si sanciva l'obbligo di utilizzo di monete in rame e il divieto di utilizzo di quelle d'argento (i mumon-ginsen?). Considerato il fatto che le Wadō kaichin (sia quelli rarissimi in argento, che quelli in rame) risalirebbero all'anno 708, sembrerebbe che questo editto non possa che riferirsi ad altre monete, forse proprio alle Fuhonsen. L'autore comunque conclude dicendo che il dibattito sul fatto che le Fuhonsen fossero monete prosegue tutt'oggi, anche se il ritrovamento di prove di fusione di oltre 10.000 monete presso il sito di Asukaike suggerirebbe, quanto meno, anche un loro utilizzo come moneta e non solo come oggetto rituale:1 punto
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Anche questa moneta ha l'iridescenza su due lati https://nomosag.com/default.aspx?page=ucAuctionDetails&auctionid=17&id=592&p=6&s=&ca=0&type=webauction l'ho vednuta io e la pagai 160 CHF quando la comprai, lo scrivo perche' si parlava in un'altra discussione dell'aumento di valore delle monete. se la moneta non avesse avuto il pedigree Ex Leu avrebbe fatto un prezzo molto minore. il numismatico di nomos mi ha racccontato che in un'asta ha venduto due monete praticamente uguali. Una aveva il pedigree e l'altra no. Quella col pedigree fu venduta a 10 volte il prezzo dell'altra.1 punto
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Ma infatti; non credo che i romani la chiamassero diobolo, ma probabilmente ció che in Italia poteva essere un asse d’argento in Hispania, magari nelle città greche della costa poteva essere un diobolo, visto che col peso c’era. E ció che in Italia era un vittoriato in Illiria era una dracma, e così via, del resto tutta la monetazione argentea predenariale è comunque di metrologia greca nè poteva essere diversamente, visto che i romani prima usavano solo il bronzo e la bilancia.1 punto
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Sul Pesce-Felloni Tabella 17, da pagina 331, ci sono diversi dati. Il corso del Genovino/ducato varia da 0.13.10 (1276) a 3.13.0 (1537). Dopo quella data si parla solo di scudo d'oro.1 punto
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Consegnato il Gazzettino cartaceo numero 7 soli due mesi fa, si lavora ora sul futuro numero 8... Le premesse dagli articoli arrivati sono ottime, sia per tematiche, sia per autori che sono un mix tra nuovi e già conosciuti autori, si profila un altro numero importante. Chi vuole e riterrà può inviarci ancora un suo articolo o una riflessione numismatica da valutare volentieri inviando a [email protected] Si spera nel tempo di poter dare altri cartacei del numero 7, augurandoci che il futuro numero 8 coincida con la ripartenza della numismatica reale per raggiungere tanti appassionati . Poco alla volta la famiglia editoriale senza scopi di lucro di Quelli del Cordusio si amplia sempre più puntando ora alla decima pubblicazione complessiva !1 punto
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