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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/11/21 in Risposte

  1. Il problema non e' la mancanza di lettura, ma una brutta abitudine molto diffusa nei social: 1) Atterro su una pagina qualsiasi. Mandato da San Google o da qulache altro amico. Leggo la prima cosa che vedo. 2) Se mi piace: la ripeto e riposto all'infinito e comincio ad insultare e trollare tutti quelli che non sono d'accordo. 3) Se non mi piace: cancello la memoria, resetto il cervello e ricomincio dal punto 1)
    4 punti
  2. Non ricordo se nella nostra carellata sia già presente la mezza Giustina maggiore da 80 soldi. Comunque se fosse presente, repetita juvant. E' un esemplare di Nicolò da Ponte (1578-1585) del peso di 17,93 g classificato Zub - Luciani 104.1 e CNI VII, 113. Il massaro è Andrea Dolfin (entrato il 30 luglio 1581) oppure Andrea Diedo (17 gennaio 1582). Presenta la stessa tipologia dei 20 soldi di Alvise Mocenigo I che abbiamo già visto in precedenza. Arka Diligite iustitiam
    4 punti
  3. questa considerazione presuppone varie cose: 1 - che l'oro fosse ad esempio una moneta "d'uso" comune ... e non è così, e comunque era certamente pesata spesso 2 - che il "peso" della moneta avesse un riscontro di tipo economico per l'utilizzatore ... mentre invece è spesso solo un riflesso della volontà imperiale di ridare una fiducia "d'impressione" quando si aumentava il peso ... ovvero.. del peso dei bronzetti chi se ne infischiava? 3 - se il peso del bronzetto fosse significativo, dovremmo avere nei tesoretti una cernita dei pezzi più pesanti ... ma non è così 4 - paragonare monete distanti 2 o 300 anni, equivale a paragonare un 100 lire di Vittorio Emanuele in oro, alle 100 lire minerva in acciaio ... che conclusione dovrei trarre da questo paragone? che l'inflazione è sempre esistita...
    4 punti
  4. A villa66 è stato dato il titolo di 'Numismatico per sempre'.
    3 punti
  5. Inizio questa discussione per dire due parole riguardo ad una moneta sconosciuta, perché introvabile. Alla fine del 1500, nel principato di Messerano (ora Masserano), era in carica il principe Besso Ferrero Fieschi (1528-1584), nipote di Ludovico II (famoso per i testoni in argento). Besso Ferrero Fieschi, a livello di conio, ha prodotto bianchi in argento a partire dal 1566 fino ad arrivare al 1578, poi nel 1581 ne ha prodotto un'ultima serie. Sui cataloghi (ad esempio il Domenico Promis), infatti la serie si interrompe nel 1578 (ci sono 2 righe sul bianco del 1581, considerato rarissimo). A inizio 2017, acquistai un bianco di Messerano, datato 1579. Non sapevo che la serie si interrompesse nel 1578, infatti facendo due ricerche non usciva niente, completamente niente. Pensai fosse un falso. Allora chiesi aiuto ad un mio amico, collezionista anche lui, molto esperto sulla zecca....rimase a bocca aperta. Mi disse che avevo una rarità assoluta, nemmeno nella collezione di Franco Fornacca (il più grande collezionista italiano della zecca di Messerano) e nemmeno a San Pietroburgo (dove c'è la più grande collezione al mondo di monete di Messerano) è presente. Anche il mio amico l'ha avuta, poi venduta in un'asta Ghiglione. Se ci dovesse essere qualcuno che per caso ha questa moneta, me lo faccia sapere:) Spero sia stato interessante quello che ho detto e spero anche possa essere stato d'aiuto:) Saluti a tutti! cc000 link: http://www.rhinocoins.com/ITALY/SEC1/MESS5.HTML : in questo link sono presenti tutte le monete prodotte sotto Besso Ferrero Fieschi, se scorrete fino alla sezione dei bianchi, ci saranno tutti gli anni tranne 1579, manca anche 1580, magari anche in quell'anno è stata prodotta un'altra serie di cui non si sa ancora nulla. Foto:
    2 punti
  6. Vittorio Emanuele I - Mezzo Scudo 1814 Argento 906/1000 - gr. 17.58 - diametro 36 mm - Zecca di Torino Il contorno é ornato (Catalogo n. 7 del 2020 della Numismatica Scaligera, lotto n. 377) Esemplare di grande bellezza e fascino, patina intensa ma al contempo delicata nelle sue sfumature. Ultimo nominale in argento prima dell'introduzione del sistema decimale il 6 agosto 1816 Il ritratto del Sovrano é ancora per stile riconducibile ai Savoia Vecchi....da Carlo Felice i ritratti dei Sovrani cambieranno decisamente. Renato
    2 punti
  7. Una delle cose che ho notato e che mi crea sempre più disagio è il fatto che molti utenti non leggono la discussione, ma al massimo gli ultimi interventi e dopo questa breve lettura intervengono con un loro post. Non sapendo che cosa era già stato scritto ripetono concetti già espressi, ribadiscono concetti già scartati, elogiano chi ha semplicemente ripetuto concetti altrui. E questo crea notevole confusione e incomprensioni. Vorrei quindi fare un appello a tutti gli utenti: Per favore prima di scrivere leggete. Arka Diligite iustitiam
    2 punti
  8. le monete in oro erano le uniche NON fiduciarie, erano sempre pesate, ed avevano un "costo" più che un valore, quindi avevano prezzi differenti in base al tempo e al luogo. questo è vero certamente dall'avvento del cosiddetto "solido"...prima non mi pronuncio...ma se avevi oro, in qualsiasi forma, valeva a peso e il solido è una moneta/lingotto che i denari legionari di Marco Antonio fossero ancora in circolazione al tempo di Vespasiano è noto e certo dalle contromarche..... che i bronzi di fine IV secolo , certamente almeno post 348, siano rimasti in circolazione fino a metà del VI secolo e in alcuni rari casi alle soglie del VII, ce lo dicono quasi tutti gli scavi stratigrafici e/o i tesoretti scavati in Italia, Spagna, Africa, e in parte in oriente... con quale valore, a noi non è noto....e ci sono diverse teorie, nessuna esaustiva al momento ciò che rimane in circolazione è comunque in qualche modo "selezionato", infatti il maggior "relitto" di III secolo che troviamo ancora nel V-VI sono i radiati Divo Claudio, che stimolarono addirittura idee circa una loro nuova coniazione nel V secolo e addirittura in zecche Africane.... (Ad oggi pare una tesi superata da parte di molti studiosi recenti...non mi pronuncio per mancanza di dati e dimestichezza effettiva) vendere le monete a peso e fonderle era vietato, e se posso, nella maggior parte dei casi inutile, perché la sopravvalutazione era tale per il coniato da stimolare piuttosto la falsificazione, che non la fusione per vendere a peso l'unica probabile fusione "sensata" era quella di monete in disuso o rese dal contenuto in argento di maggior valore rispetto alla prezzatura non dimentichiamo che era anche vietato "trasportare" moneta da un luogo ad un altro come fosse merce, proprio perchè in luoghi differenti potevano esserci valutazioni differenti, soprattutto per le monete in metallo nobile, ma la legge non fa differenza tra le monete.... tanti temi...tanta complessità in ogni caso, ribadisco che questi dubbi e questa complessità non ha lasciato traccia tra i contemporanei, e per loro era certamente tutto abbastanza chiaro...anche se a volte magari "difficile" dal punto di vista economico
    2 punti
  9. Ho seguito con piacere le 2 orette di conferenza e devo dire di essere felice. Ho visto 2 monete di cui 1 mi ha molto colpito (ed in base alla quale bisogna rivedere tutto l'assunto delle coniazioni) Al di là di personali considerazioni sono felice di essere riuscito ad unirmi la videoconferenza. C'è sempre da imparare. E' stato istruttivo. Bene bel pomeriggio.
    2 punti
  10. Segnalo un rarissimo bolognino aquilano di Ladislao con stellina a fine legenda del D https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-LADAQ/2
    2 punti
  11. 2 punti
  12. Salve Concordo con @nikita_ anche per me si tratta di un double turnois di Luigi XIII ma direi di 11 tipo piuttosto che di 9 tipo. In particolare ciò è per me confermato dal ritratto al dritto, che nella sua foto è girato di 90 gradi, è infatti molto particolare perché non presenta il doppio bordo come nel nono tipo e in quasi tutti gli altri double tournois di Luigi XIII e questo per me è un dettaglio risolutivo che mi porta ad identificare la moneta in questione con l'11 tipo di Double Tournois di zecca Lione del 1637 che presenta appunto questa particolarità di assenza del doppio bordo nella legenda al diritto: https://en.numista.com/catalogue/pieces52295.html A mio avviso anche il nodo della veste è davvero molto simile oltre alla V della legenda "FRAN ET NAV" che va quasi a toccare in entrambi i ritratti il busto del sovrano
    2 punti
  13. Ci sono tanti gettoni anonimi pubblicati, anche senza fiore centrale.
    2 punti
  14. 1870 Italia - Banca Toscana di anticipazioni e sconto - Buono di cassa da 2 lire
    2 punti
  15. provo a dire qualcosa... il IV secolo nel suo complesso è ai nostri occhi un'immane confusione monetaria, ma questo non doveva essere per i contemporanei, che sapevano sempre cosa usare e come... quindi questa confusione da cosa è data? ci sono vari fattori che aiutano a creare confusione: 1 - abbiamo sempre il vizio di vedere le cose su ampi spazi temporale, e questo crea non poca confusione 2 - applichiamo alla numismatica, che è una cosa "di tutti i giorni", regole o pensieri moderni ... 3 - vediamo l'inflazione del IV secolo come qualcosa di mostruoso, ma poi a guardarla bene , su tempi "umani" non è spesso differente da tante cose viste nel XX secolo 4 - siamo portati a creare complessità dove questa non c'era ... mi vengono in mente i conteggi mirabolanti di Hahn e simili il punto è che non sappiamo molto, ma sappiamo per certo che la base del calcolo rimane il denario, questo anche quando il computo diventa in milioni o miliardi ... l'uso delle monete di conto e dei nomi convenzionali, per noi è una complicazione, ma per i contemporanei facilitava l'uso. se a questo aggiungiamo il costante uso da parte dei "numismatici" di termini che NON erano adottati per le monete, il papocchio è fatto... ricordo, giusto per comodità...che la distinzione tra solido 1/72 e aureo 1/60, in termini di solido contro aureo, esiste solo per i numismatici moderni... cioè non esiste un testo antico che distingua con i due nomi le due monete il termine "follis"...nemmeno inizio ... SE è stata una moneta nel IV secolo, e forse lo è stata, è accaduto solo per un momento, chiamarle tutte follis da Diocleziano a Teodosio I è poco utile il nummo...altra moneta di conto... forse coniata una volta... decargiro, maiorina, centenionale .... potrei continuare... la sovrastruttura della numismatica moderna, ci impedisce di vedere le cose... la "confusione2 è solo nostra, perchè se nei testi antichi si legge di tutto sui prezzi, sull'inflazione, etc etc, non si legge mai di problemi di questo tipo...
    2 punti
  16. Pochi giorni fa in una discussione su un tema simile ho chiesto: chi di noi confonderebbe un 5 centesimi con un 10 centesimi di euro anche senza gurdare il valore? Nessuno. E nessun romano del primo secolo confondeva un dupondio con un asse. Arka Diligite iustitiam
    2 punti
  17. la numero 4 mi sento di escluderla ... prendi il campione che vuoi di italiani (esclusi quelli di questo sito) chiedi cosa c'è sulle monete in euro....chiedi cosa sulle banconote... chiedi cosa c'era rappresentato sulle lire, moneta o carta .... probabilmente non avrai alcuna risposta. io ho sempre fatto "esempio della nonna" ... come usava i soldi mia nonna 1 - colore/forma 2 - dimensione 3 - nel dubbio, occhiali e lettura del valore le monete romane dei primi 2/3 secoli funzionano così ... oro, argento, bronzo (che rimane bello lucido e brillante quando in circolazione), rame (rosso, ma rapidamente scuro per la patina che si produce in tempi brevi) in seconda analisi la dimensione poteva facilmente differenziare in termini sincronici, non certo diacronici, il denario dall'antoniniano .... nel dubbio, un occhio alla corona certamente ci stava
    2 punti
  18. Da lunedì 11 gennaio sino al 17 gennaio domenica si passa all'anno successivo: ╠═►1970◄═╣ Nella discussione originaria furono postate da: n.2 bavastro - n.1 miza - n.1 nando12 - n.5 nikita - n.2 piemitos - n.1 villa66 Nelle caselle rosse le cinque che avevo postato a suo tempo. Thailandia 1-baht BE2513 (CE1970) in rame-nichel, 26,9mm di diametro, con un peso di 7,50g. Coniato alla zecca reale di Bangkok—nella città che fu sede dei giochi asiatici 6th (il soggetto che celebra questa moneta). I giochi asiatici—non deve essere confuso con il SEAP o SEA giochi—era stato tenuto in primo luogo a Nuova Delhi, India nel 1951, ma nessuna moneta commemorativa loro frequentato fino al ‘66 (5th) giochi a Bangkok. Era un pezzo molto simile a questo, che sarebbe—come gli stessi giochi 1970—sono stati qualcosa di un affare last-minute. (Ospitanti Corea del Sud aveva appoggiato a causa di difficoltà finanziarie, e Giappone, che era stato chiesto di sostituire, declinò a causa delle richieste di Expo di Osaka ‘70). Le superfici difettose di questo particolare 1970 1-baht credo che sono di particolare interesse: malgrado aspetto povero della moneta, è venuto in un insieme di 34-moneta a zecca reale di Bangkok era estremamente orgogliosa di..."coperto...con un pezzo di seta fine Thai in brillante rosso o blu...[con] l'immagine grande del mitologico uccello del paradiso... in oro metallico". La data di fabbricazione del insieme può essere avuta notando che sua 1970 (due) monete 1-baht sono le monete più recenti nel insieme e i suoi membri soli di rimanere nel loro stato naturale—tutti gli altri essendo stato "selezionati tra quelli in ottime condizioni e brillantemente lucidato in seguito." Yikes. v. _________________________________________ Thailand’s BE2513 (CE1970) 1-baht in copper-nickel, 26.9mm in diameter, with a weight of 7.50g. Coined at Bangkok’s Royal Mint—in the city that was the site of the 6th Asian Games (the subject that this coin celebrates). The Asian Games—not to be confused with the SEAP or SEA Games—had first been held in New Delhi, India in 1951, but no commemorative coin attended them until the ’66 (5th) Games in Bangkok. It was a very similar piece to this one, which would—like the 1970 Games themselves—have been something of a last-minute affair. (Prospective host South Korea had backed out because of financial difficulties, and Japan, which had been asked to substitute, declined because of the demands of Osaka’s Expo ’70.) The flawed surfaces of this particular 1970 1-baht I think are of special interest: despite the coin’s poor appearance, it came in a 34-coin mint set that Bangkok’s Royal Mint was extremely proud of…”covered…with a piece of fine Thai silk in brilliant red or blue…[with] the grand image of the mythological Paradise Bird…in metallic gold.” The manufacture date of the set can be had by noting that its (two) 1970 1-baht coins are the newest coins in the set, and its only members to remain in their natural state—all the others having been “selected from those in mint condition and brilliantly polished afterwards.” Yikes. v.
    2 punti
  19. TIPO DI METALLO Il metallo veniva subito identificato tramite il colore. Per oro ed argento non c'erano grandi problemi, almeno finchè si trattava di argento a più del 50% (quindi, fino circa ai Severi). Successivamente, per gli antoniniani del 3° secolo è meglio parlare di mistura, e il colore cambia: il riconoscimento della moneta non si basava tanto sul metallo, quanto sul ritratto (corona radiata=antoniniano). Per il metallo vile, il rame e l'oricalco erano ben distinguibili "da nuovi" (rossastro il rame, giallo l'oricalco), ma potevano esser confusi col passare degli anni ed il formarsi di patine. L'asse di Augusto che ho mostrato sopra, vecchio di 2000 anni ma in parte spatinato, dichiara apertamente di essere di rame. In caso di dubbio occorreva anche qui distinguere fra corona d'alloro e corona radiata. Per le imperatrici di 2° e 3° secolo, sicuramente poteva sorgere qualche problema, non essendovi la corona radiata: la falce lunare compare sugli antoniniani, ma non sui bronzi. E i suberati? Per quelli di ottima conservazione, integri, il colore non aiuta, perchè si tratta di argento bello e buono; ma in questo caso, per il cittadino (o lo schiavo, o il liberto) non esisteva problema, e la moneta continuava a circolare. Certo, se era particolarmente leggera poteva sorgere un sospetto e, una volta saggiata, se emergeva un nucleo vile veniva forata o spezzata dal nummulario o cambiavalute. Quando poi lo strato superficiale del suberato si sgretolava, per il possessore (ahilui !) la moneta era persa. Ora cerco un bel dupondio o un sesterzio spatinato e giallo. Ecco un dupondio di Vero, abbastanza giallo. A domani per gli altri argomenti.
    2 punti
  20. 2020 - South Carolina Anche se con qualche giorno di ritardo (avrei dovuto farlo entro la fine dell'anno ) eccomi qua ad illustrare l'ultimo Innovation Dollar del 2020. Un altro di quelli che fanno dire a noi italiani: chi era costei? Septima Poinsette Clark, è stata un'educatrice e attivista dei diritti civili per gli afroamericani. Nata a Charleston, nel South Carolina, il 3 maggio 1898, seconda degli otto figli di un ex-schiavo (perché l'avranno chiamata Septima? ), si dedicò all'insegnamento, sviluppando i seminari di alfabetizzazione e cittadinanza che hanno svolto un ruolo importante nella promozione dei diritti di voto e dei diritti civili per gli afroamericani. Divenne nota come "Regina madre" o "Nonna" del NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) il movimento per i diritti civili degli afroamericani. Martin Luther King si riferiva comunemente a lei come "La madre del movimento". Septima Clark è famosa soprattutto per aver istituito le "scuole di cittadinanza" che insegnavano la lettura agli adulti in tutto il profondo sud. Il progetto, oltre ad aumentare l'alfabetizzazione, serviva anche come mezzo per responsabilizzare le comunità nere. Gli obiettivi della Clark per le scuole erano fornire orgoglio di sé, orgoglio culturale, alfabetizzazione e un senso dei propri diritti di cittadinanza. Gli insegnanti erano spesso persone che avevano a loro volta imparato a leggere da adulti, poiché uno degli obiettivi primari delle scuole era quello di sviluppare più leader locali per i movimenti popolari. Il progetto era anche una risposta alla legislazione degli stati del sud, che richiedeva l'alfabetizzazione e l'interpretazione di varie parti della Costituzione degli Stati Uniti per essere autorizzati a registrarsi per votare. Queste leggi erano utilizzate per privare i cittadini di colore del loro diritto di voto. Nel 1958, 37 adulti furono in grado di superare il test di registrazione degli elettori, come risultato della prima sessione delle scuole di cittadinanza. Prima del 1969, circa 700.000 afroamericani divennero elettori registrati grazie ad esse. Septima Poinsette Clark è morta il 15 dicembre 1987, all'età di 89 anni, ed è sepolta a Charleston, sua città natale. Negli ultimi anni della sua vita ha ricevuto molti importanti riconoscimenti, tra cui un dottorato onorario in Lettere dal College of Charleston nel 1978, e il Living Legacy Awards dalle mani del presidente Jimmy Carter nel 1979. La moneta celebrativa raffigura Septima Clark in marcia con tre giovani studenti afroamericani che portano libri e una bandiera americana, volendo così rappresentare che l'educazione e l'alfabetizzazione tra le persone oppresse sono necessarie per l'emancipazione e il godimento dei diritti civili. Disegnata da Justin Kunz e incisa da Phebe Hemphill, riporta come al solito le loro iniziali, ed è completata dalle iscrizioni UNITED STATES OF AMERICA - SEPTIMA CLARK - SOUTH CAROLINA. E con questo è tutto per quel che riguarda i dollari del 2020, appuntamento tra qualche mese, non appena se ne saprà qualcosa, per quelli del 2021 petronius
    2 punti
  21. Complimenti Rocco e ggioggio per questi piccoli e magnifici esemplari secondo me queste monetine in questa conservazione devono essere considerate tutte rare essendo le monete più usate dal popolo e difficile da trovare in alta conservazione.
    1 punto
  22. Molto comune e con varianti nella punteggiatura. In questo esemplare i punti mancano dopo SIC ET HIER
    1 punto
  23. E infine c'è il problema del...MISCUGLIO. Come si regolava il cittadino romano, quando si trovava nel sacchetto alcune monete vecchie, più o meno in disuso? E quando gli venivano proposte ? Mi pare che ne sappiamo poco. Quel che sappiamo, è che le monete in metallo nobile (specie in oro) non andavano fuori corso,e potevano essere usate quasi indefinitamente. Questo non significa che non venissero "drenate" e rifuse dallo stato, man mano che ne coniava di nuove. Se poi le nuove monete pesavano meno (e quindi valevano meno), che valore si attribuiva a quelle vecchie? Non lo sappiamo. Sicuramente, il privato era indotto a tesaurizzarle (legge di Grisham), magari per venderle a peso o fonderle. L'unica notizia che abbiamo è quella della grande raccolta di monete d'argento precedenti, effettuata da Traiano: pare ci fossero ancora moltissimi denari repubblicani; lo sappiamo grazie alle "monete di restituzione" coniate dallo stesso. Numerosi tesoretti contengono monete che spaziano su intervalli di tempo lunghissimi (es. i bronzi di Biassono: dagli assi repubblicani ai sesterzi del 3° secolo), ma siamo sicuri che tutto fosse ancora circolante? Probabile, ma non è del tutto certo. Nel IV secolo le cose cambiano (come ci ha ricordato Poemenius) perchè lo stato, da Diocleziano in poi, diventa più interventista, e cerca di prendere iniziative in campo monetario: divieti, editti, demonetizzazioni, cambiamenti del peso dei bronzi, ecc. (mi pare almeno 3 o 4 da parte di Costanzo 2°). Credo anch'io che i piccoli bronzi abbiano avuto un uso lunghissimo, e l'aneddoto del parroco che trovava, a metà '800, monetine costantiniane dopo la questua in chiesa l'avevo già sentita; anzi, credo che compaia in un importante articolo sulla RIN. Fine della storia.
    1 punto
  24. Guardiagrele, Giovanna II di Durazzo 1414-1435 denaro in mistura R5 immagini da asta Bertolami 41
    1 punto
  25. La cosa divertente è quando in una discussione è lo stesso autore che ripete gli stessi concetti, come in questo caso ... ... ma ovviamente concordo pienamente (non so però su cosa, dato che non ho letto i primi post di questa... ).
    1 punto
  26. Le monete saranno in vendita dalle ore 10 del 26 gennaio.
    1 punto
  27. A me non sembra suberata. Con patina pesante sicuramente, ma sopra il caduceo mi sembra esserci argento, non rame. Tuttavia in mano si vede sicuramente meglio. Arka Diligite iustitiam
    1 punto
  28. 1970 Egitto - 10 piastre 50° anniversario della Banca egizia Misr Al dritto vi è raffigurato il palazzo della banca al Cairo, il progetto dello stabile è dell'italiano Antonio Lasciac (1856-1946)
    1 punto
  29. Una ragione in più per ritenere che si tratti di un gettone... Appena fatto. Ho anche cambiato il titolo della discussione per renderlo un po' più attinente con ciò con cui abbiamo a che fare.
    1 punto
  30. Sarebbe da spostare nella sezione gettoni, magari qualcuno sa qualcosa di più.
    1 punto
  31. Ah ok. Comunque trovo le monete di Messerano le più belle d'Italia:)
    1 punto
  32. Procedendo per semplice logica, possiamo quantomeno dire che cosa non è questo oggetto. Sicuramente non si tratta né di una moneta (mancano indicazioni del valore e della nazione che l'ha emessa), né di una medaglia (cosa dovrebbero rappresentare quei due fiori, soprattutto in assenza di una qualunque legenda?). Si tratta, allora, di una moneta di prova? Ne dubito fortemente. Una prova viene eseguita per testare l'aspetto tecnico o artistico di un progetto per una nuova emissione. In questo caso, che senso avrebbe avuto fare una prova con entrambe le facce identiche e, soprattutto, recanti soltanto un piccolo fiorellino? Personalmente, non vedo l'utilità tecnica (ne tantomeno la logica) di una simile prova... Per questo ritengo si tratti molto probabilmente di un semplice gettone o qualcosa del genere.
    1 punto
  33. Ottima intuizione di @eliodoro, però più che una cinquina, direi un denaro piccolo con leone. Le due stelle nei quarti della croce, si trovano principalmente nei denari piccoli, le cinquine ne hanno una in genere ed anche i dati ponderali sembrerebbero confermare. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-SENRM4/3
    1 punto
  34. Trinidad and Tobago, dollaro FAO 1969 250.000 pezzi coniati
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  35. Ciao @gionnysicily prendo atto delle tue come al solito opportune osservazioni, probabilmente come correttamente osservi, non ho notato quel cancro del bronzo che mi ha indotto in errore, pensando si trattasse di moderno manufatto.
    1 punto
  36. Buonasera a tutti, anche per me si tratta di un obolo Romano Campano come già espresso da @eliodoro, posto il mio esemplare di lecita provenienza per confronto. Peso g. 5 Diametro 20mm Saluti Alberto
    1 punto
  37. Si è reso necessario nascondere un messaggio offensivo nei confronti di un utente.. vi chiedo gentilmente di essere più rispettosi nei confronti degli altri partecipanti alla discussione. In questo forum non c'è spazio per la maleducazione. Ricordo inoltre che quando si ritiene una moneta falsa sarebbe opportuno motivare la propria opinione con delle prove
    1 punto
  38. Secondo me quando una persona non capisce niente di un certo argomento farebbe meglio a leggere solamente e imparare qualcosa prima di scrivere castronerie su monete altrui. @profita73, io non mi reputo un esperto, ma prima di tenere di conto dei commenti fatti sulle monete che hai pubblicato dall'utente @Sirlad, aspetterei che intervenga qualche vero conoscitore della materia, e sul forum ce ne sono tanti.
    1 punto
  39. La banconota mi sembra autentica, per maggiore sicurezza controlla questa zona: se NON c'e' l'interruzione al 99,99% è un falso, tipo questa > A suo tempo per questa banconota i falsi arrivarono ad essere quasi perfetti (non tutte le varie produzioni contraffatte naturalmente). La numerazione è ok ed in linea con il decreto, devi guardare l'ultima lettera e non le prime due, in questo specifico caso è una H - l'emissione 20/06/1977 va da A a I e quindi ci rientra.
    1 punto
  40. E' vero, ci sono discussioni lunghe. Ma, secondo me, vanno lette anche quelle, se si vuole scrivere qualcosa. Tra l'altro, leggendo, si impara sempre qualcosa. Arka Diligite iustitiam
    1 punto
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