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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/22/21 in Risposte

  1. Ciao, in realtà non si tratta di un suberato ma di un regolare antoniniano con una imbiancatura superficiale di argento o simil tale (lega). La procedura di imbiancatura si faceva senza rivestire un'anima di rame con una lamina d'argento (procedura del suberato) bensì con un processo differente che prevedeva l'esposizione a vapori di agenti con poteri sbiancanti per la lega di cui erano composte queste monete. C'era un bell'articolo di Pilon (mi sembra, o Callu) in cui venivano spiegate le varie tecniche di argentatura superficiale delle emissioni galliche... Se lo recupero metto il link
    5 punti
  2. Buonasera a tutti , sto seguendo con attenzione la discussione e colgo l occasione di condividere alcuni dettagli della mia piastra 1851 con bordo rigato foto scattate con microscopio digitale. focalizzandoci sulla C , il mio parere è che le righe siano state impresse dopo causando quella sbavatura sulla C..
    3 punti
  3. Giuseppe buonasera, per me è cosa molto comune la mancanza della stanghetta sulle A come anche le aquile ribattute...! Comunque la tua ha il 9 su 8, non so se ci avevi fatto caso... colgo l occasione per postare l ultimissima arrivata a casa solo qualche giorno fa... Ferdinando lV, piastra da 120 grana 1795 “SIGILIAR”... Mi piace davvero molto anche se non è in altissima conservazione, ha una bellissima patina, bei fondi e non soffre dei classici difetti per questa monetazione di lll classe... una buona serata a tutti..!
    3 punti
  4. Come già scritto da Petronius il falso può essere anche perfettamente identico alla moneta buona senza che ciò comporti tuttavia la commissione di un reato. Non è la falsificazione in quanto tale a essere repressa, in questo caso. Se però il falso viene realizzato con particolare destrezza e costituisce l’ “artificio” o il “raggiro” che il falsario (o chi per lui, ad esempio il venditore) utilizza per ricavare un “ingiusto profitto” ai danni di un malcapitato acquirente, allora si potrebbe parlare di truffa (art. 640 c.p.). Aggiungo che quando il venditore del falso è un commerciante professionale quest’ultimo potrebbe incorrere - se non dovessero sussistere i presupposti della truffa - nel reato “minore” di frode in commercio (art. 515 c.p.). Saluti.
    3 punti
  5. Dico la mia senza presunzioni, ma credo sia molto plausibile. Secondo me è possibile sia stata usata una macchina simile a questa che ho trovato sul web. Su uno dei conii era impresso il motto per intero, mentre l'altro, quello mobile, era rigato per non farla scivolare ed aumentare il grip.
    2 punti
  6. Grecia - 5 Dracme 1976 Busto di Aristotele, opera dello scultore Lisippo Copia romana conservata a Roma, Palazzo Altemps
    2 punti
  7. È una tessera veneziana del tipo PROVISORIA all'olio.
    2 punti
  8. Complimenti a Tutti per le bellissime Piastre 1859 postate. Mi sono sempre chiesto se le Piastre coniate da Francesco II con l'effige paterna ( sicuramente passarono mesi x l'approntamento dei nuovi conii ) siano distinguibili da quelle coniate da Ferdinando prima del decesso. Quindi chiedo gentilmente agli esperti. Posto una delle mie Piastre 1859 che presenta due piccole anomalie: la prima è la mancanza della stanghetta della "A" di FERDINANDVS. La seconda è che sembra che le Aquile dello Stemma di Aragona-Sicilia siano state ribattute. Un Caro Saluto a Tutti, Beppe
    2 punti
  9. La mia collezione dei marenghi di Carlo Felice , pur lentamente, prosegue : 20 Lire 1831 Torino (P) Carlo Felice
    2 punti
  10. Jon Frum (noto anche come John Frum o John From) è la figura centrale di un culto del cargo diffuso sull'isola di Tanna, nello stato oceanico di Vanuatu. L'area dove si ritiene che Jon Frum riapparirà Tale movimento religioso sorse tra gli anni trenta e quaranta del Novecento, quando Vanuatu era un condominio anglo-francese con il nome di "Nuove Ebridi". Le circostanze della nascita di tale culto sono poco note. Non è chiaro se esso sia sorto spontaneamente tra gli abitanti di Tanna o sia stato creato ad opera di un singolo predicatore. E, soprattutto, la stessa figura di Jon Frum risulta essere avvolta nel mistero. È noto come tale culto cominciò a svilupparsi con l'arrivo di circa 300.000 soldati statunitensi nelle Nuove Ebridi, incaricati di difendere l'arcipelago da una possibile invasione giapponese. Jon Frum è infatti descritto come un soldato americano della seconda guerra mondiale, a volte ritenuto un uomo di colore, a volte un bianco. Non si hanno però notizie storiche circa l'esistenza di un militare americano chiamato Jon (o, più correttamente, John) Frum. Del resto, il cognome Frum è molto raro nel mondo anglofono, per cui si ritiene esso possa essere la corruzione di cognomi come "Frumm", "Frumme" o "Fromme", piuttosto comuni tra le famiglie tedesche ed ebraiche. Secondo un'altra interpretazione, tale nome deriverebbe da una corruzione dell'espressione John from America ("John dall'America"), che gli isolani possono aver sentito usare dalle truppe statunitensi di stanza sull'isola durante la guerra. Si ritiene inoltre che la figura di Jon Frum possa essere stata notevolmente influenzata da una divinità-vulcano adorata localmente. Gli isolani furono notevolmente impressionati dalla disciplina, dal senso di appartenenza e dall'abbondanza di risorse dell'esercito americano. Una certa impressione dovette forse esercitare anche il fatto che, nelle file delle truppe statunitensi, militavano pure soldati di colore. Ciò portò allo sviluppo della figura di Jon Frum che, secondo i fedeli, dovrebbe portare loro serenità e prosperità (anche in forma materiale, attraverso l'invio dei beni della società occidentale, come tipico dei culti del cargo). I seguaci di Jon Frum, in particolare, costruirono strisce segnaletiche e una torre di controllo nella speranza che arrivassero degli aerei a portare loro i cosiddetti "cargo". https://it.m.wikipedia.org/wiki/Jon_Frum
    2 punti
  11. E la civetta si è appena fonata i capelli!
    2 punti
  12. Ecco la mia, Rocco! Ciao galaad
    1 punto
  13. Ciao, non sembrerebbe nemmeno una moneta, magari @simone ne saprà di più. Nel frattempo confrontala con queste due: https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=206482 https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=201983
    1 punto
  14. Buongiorno, ho trovato questo interessante video che descrive bene il quadro al termine della Tetrarchia e la battaglia decisiva per la sua fine. Approfitto dell'occasione per creare un post "multimediale". Ok, la Storia... ma le monete? Ve le propongo di seguito in quanto testimonianze dei protagonisti dell'evento. Gli sconfitti: LICINIO I: https://www.coinarchives.com/8537309bcff9d6960ecf0ddeca7a9abd/img/roma/020/image00687.jpg Roma Numismatics Ltd > Auction XX Auction date: 29 October 2020 Lot number: 687 Price realized: 48,000 GBP (Approx. 61,943 USD / 53,123 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Licinius I AV Aureus. Nicomedia, AD 321-322. LICINIVS AVG OB D V FILII SVI, bare-headed, draped, and cuirassed bust facing / IOVI CONS LICINI AVG, Jupiter, holding Victory on globe in right hand and sceptre in left, seated facing on high-backed throne set on platform inscribed SIC•X• SIC•XX• in two lines; at feet to left, eagle standing left, head right, holding wreath in beak, SMNΔ in exergue. RIC 41; Depeyrot 31/1; Alföldi 262; Calicó 5094; Hunter -. 5.30g, 22mm, 11h. Fleur De Coin. Very Rare; in an exceptionally high state of preservation - certainly one of the finest specimens known. From the Long Valley River Collection; Ex Numismatica Ars Classica AG, Auction 100, 29 May 2017, lot 631 (hammer: CHF 70,000); Ex A. Tkalec AG, 24 October 2003, lot 412. This aureus is immediately striking for its facing portrait, a conceit rarely seen on Roman coins up until this date and not fully adopted until decades later in the 4th Century. Gold issues of Maxentius and Constantine bearing facing portraits, dating to the 310s, are the most obvious candidates for the inspiration behind this example, although some apparent innovation is extant in this aureus. The coins of the later Roman empire and onwards into the Byzantine period that are most associated with facing portraits routinely portray their subjects in a formulaic and generic manner, with little to distinguish between the physiognomical characteristics of the various emperors depicted, whereas this portrait of Licinius intimates at an intention to reflect his genuine appearance; a continuation and development of the images on the coins of Maxentius and Constantine, which were still heavily influenced by tetrarchic ideals of uniformity. When considered alongside the best known sculptural portrait of Licinius in the Vatican Museums (XL VII 19 (511 B)), there are parallels in Licinius' depiction on this coin. Although the aureus' portrait is inherently more schematic by virtue of its medium, it is possible to see similarities in the wide eyes, positioned slightly too close together, the raised brows and the pronounced lines around his mouth and nose. A marble head in the Kunsthistorisches Museum in Vienna has also been attributed as Licinius in a compelling argument by R. R. R. Smith (The Public Image of Licinius I: Portrait Scuplture and Imperial Ideology in the Early Fourth Century, The Journal of Roman Studies, vol. 87, 1997, pp.170-202), in which he specifically cites its relationship to the numismatic portraits as part of his reasoning behind the attribution (p.188). This further metes out the view that there was an attempt at individuality in the image of Licinius presented here. While the obverse of this coin illustrates stylistic idiosyncrasy, the symbolism of the reverse iconography is indicative of the unsettled times in which this aureus was issued. In terms of technical skill and artistry, the die cutters have surpassed the quality on the obverse, achieving extraordinary detail in the depiction of Jupiter enthroned, but the semantic context of this image provides an insight into the state of the relationship between Licinius and his co-emperor Constantine in this period. At surface level this coin, minted seemingly as part of his decennalia issue, can be read as Licinius simply giving thanks for his first ten years of co-rule with Constantine and seeking divine favour for another ten years, however the presence of OB D V (ob diem quinquennalium) in the obverse legend denotes this as marking the fifth year since his son, Licinius II, was pronounced Caesar. The presence of Jupiter, a standard type at Nicomedia, is a reflection of the differing faiths between the two emperors; as Constantine moved closer to monotheism and the Christian God, adopting the Chi-Rho symbol as a regular shield and standard device, Licinius staunchly upheld the supremacy of the traditional Roman pantheon, affiliating himself with Jupiter, who is portrayed as his patron and protector on most of his coinage. It is somewhat ironic that the year of his decennalia in 317 perhaps marked the end of peaceful co-rule with Constantine, and by the time at which this particular coin was issued it would be only a few years before the outbreak of civil war between the two emperors in 323. This conflict played out across several battles and eventually resulted in Licinius' defeat at the Battle of Chrysopolis in 324 where Constantine's army fought under standards emblazoned with the Chi-Rho symbol, opposing Licinius' battle lines which were adorned with images of the gods of the Roman pantheon. Thus did the battlefield aptly mirror the succinct imagery of their respective coinage on a monumental scale. Estimate: 45000 GBP https://www.coinarchives.com/640e80e326f7412e2327d478ad5f56f8/img/roma/e78/image01778.jpg Roma Numismatics Ltd > E-Sale 78 Auction date: 17 December 2020 Lot number: 1778 Price realized: 55 GBP (Approx. 74 USD / 61 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Licinius I BI Nummus. Antioch, AD 321-323. IMP C VAL LICIN LICINIVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust to right / IOVI CONSERVATORI, Jupiter standing to left, holding Victory on globe and sceptre, eagle with wreath before, captive behind; X-IIΓ in right field, SMANTZ in exergue. RIC VII 35. 3.49g, 18mm, 11h. Extremely Fine. Very Rare. From a private UK collection. Estimate: 75 GBP https://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=1761703&AucID=4049&Lot=1778&Val=98d70cf511a883350169042469581a1c MARTINIANUS: https://www.coinarchives.com/fc70d71a7fa226e4de0a82732db23200/img/roma/020/image00695.jpg Roma Numismatics Ltd > Auction XX Auction date: 29 October 2020 Lot number: 695 Price realized: 1,900 GBP (Approx. 2,452 USD / 2,103 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Martinian Æ Nummus. Nicomedia, AD 324. D N M MARTINIANO P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right / IOVI CONSERVATORI, Jupiter standing left, holding Victory on globe in right hand and eagle-tipped sceptre in left, captive on ground to right, X-IIΓ above, eagle to left holding wreath in beak; SMNΔ in exergue. RIC 46. 2.46g, 20mm, 11h. Good Very Fine. Very Rare. From the inventory of Roma Numismatics Ltd. Estimate: 2500 GBP https://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=1714731&AucID=3897&Lot=695&Val=da70245082275691765b19474e59ffc5
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  15. Non resistoooo... almeno dicci se più o meno della cifra ipotizzata ?
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  16. 1976 Italia Due miniassegni personalmente ricevuti in resto su un'autolinea insieme a delle monete, conservate e mai più spese. Banco di Sicilia - 100 lire Federazione commercianti Palermo del 25 ottobre 1976 Credito italiano - 100 lire COIN Grandi magazzini spa Venezia del 21 settembre 1976
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  17. Se é così mi scuso. Non avevo visto il post con il regolamento che conoscevo già. La moneta é già stata consegnata alle autorità competenti se é questo che intendete, chiedevo a voi esperti per un parere in piú. Vi ringrazio della dritta ma sono sicuro che una risposta più chiara Bradi a dei nuovi appassionati non farà altro che attirare più gente in questo bel sito cosí ben fatto.
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  18. non e' satira..sono le regole.
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  19. 1 punto
  20. 1 punto
  21. Taglio: 5 cent Nazione: Italia Anno: 2020 Tiratura: 49.978.000 Condizioni: SPL Città: Capaccio - Paestum
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  22. dovrebbe essere 1 cash cinese se non erro ma attendiamo gli esperti
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  23. Magari lascia anche le foto con scritto di che moneta si tratta, può sempre essere utile in caso di ricerca
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  24. La figura sul rovescio sembra avere in mano Sx una cornucopia e nella Dx una patera intento ad offrire un sacrificio. il tuo trova corrispondenza con quello che ti posto anche se le fattezze sono obiettivamente non usuali. Denario Genio, RIC 43 Disponibile AGGIUNGI AL CARRELLO COD: 905/15-464Categorie: Monete Romane Imperiali, Settimio Severo Descrizione Product Description Settimio Severo, Denario 194-195, Roma, RIC 43 3.18g x 19mm, argento D/ L SEPT SEV PERT AVG IMP IIII; testa laureata. R/ GENIO P R; il Genio, che sacrifica su altare con patera, con cornucopia. BB+
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  25. Moneta molto interessante , difficile da mettere in collezione
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  26. Sarebbe perfetta se avessi voglia di metterci le mani sopra... ma la lascio così, peggiorare ora che riposa con i suoi successori non può certamente!
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  27. Un ibrido tra le due
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  28. Concordo con l'amico @sandokan: è quasi certamente un sigillo, o meglio la sua parte metallica con l'impronta, visto che i tre punti di (ex) fissaggio lo dovevano pur attaccare a un manico o a qualcosa del genere. E certamente non è uno stemma Della Rovere, mancando dell'albero di rovere che ne è la figura tipica e costantemente utilizzata. Di sicuro è contenuto dentro uno scudo sagomato, cosa normale per uno stemma ma teoricamente possibile per un'impresa (genere di raffigurazioni allegoriche parallele all'araldica, molto in voga nel periodo rinascimentale a cui certamente è assegnabile la forma dello scudo). Mi sorprende la totale assenza di scritte, spesso presenti nei sigilli anche a contenuto araldico.
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  29. Buona sera a tutti, @Rocco68faccio compagnia alla tua stupenda 59enne. Un saluto Raffaele.
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  30. DE GREGE EPICURI Però non sembra d'argento, e sembrerebbe forse anche fusa. Può essere quel che resta di un suberato (il suo nucleo di rame) o forse un "denario del Limes".
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  31. Da ore 2 pare di leggere ALEXAN...quindi anche io propendo per Severo Alessandro. Credo poi che si tratti di un denario e non di un antoniniano (vedo una testa laureata e non radiata). Ciao da Stilicho
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  32. Mi ricorda più Alessandro Severo... Arka Diligite iustitiam
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  33. Buongiorno a tutti. La monetazione repubblicana non mi ha mai attratto, ma devo dire che i conii proposti meritano un commento. La moneta con il profilo di Dante non è brutta ma il soggetto è ormai abusato, segno di mancanza di originalità da parte della Zecca. Le monete con la nutella ricordano davvero dei gettoni promozionali di qualche Ditta, con l'unica differenza che la Ditta spende i soldi suoi e non quelli dei contribuenti per tirar fuori questi "capolavori". Discorso più serio quello su Roma capitale. @Baylon ha già evidenziato quello che avrebbe potuto essere un soggetto dal forte richiamo storico ovverosia il monumento equestre al Re Vittorio Emanuele II. Senza di lui Roma non sarebbe mai diventata Capitale del Regno e, ancor prima, mai sarebbe stato proclamato il Regno d'Italia; tuttavia, la figura del Sovrano è troppo ingombrante per le meschinità correnti e per tutti quanti utilizzano la Storia per la battaglia politica contingente. Peccato, un'altra occasione persa per celebrare degnamente una importante pagina di Storia. Fortuna che ci sono le monete del Regno per consolarsi...
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  34. Si continua ad arricchire di interviste numismatiche il canale YouTube di Quelli del Cordusio con l’ultima a Giuseppe Lulliri, studioso della monetazione antica della Sardegna, buona visione ! https://www.youtube.com/channel/UCqP7Vmgu7Afpiplbt3so2mQ?app=desktop https://drive.google.com/file/d/1zQ_X0Wo1RLerJ9RDwPAuUumMQJ6MLuTf/view?usp=drivesdk
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  35. il 1975 oltre ad essere Anno Santo fu anche Anno Internazionale della Donna (nel 1972 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite accolse la proposta lanciata dalla Commissione sulla Condizione della Donna (CSW) di proclamare il 1975 Anno Internazionale della Donna). Bhutan 10 chetrums, sul retro non credo sia raffigurata una donna con i capelli corti bensì Jigme Singye Wangchuck (quarto re drago del Bhutan)
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  36. Ciao Rocco, complimenti bellissima piastra, ora che mi ci fai pensare una somiglianza con le aquile in effetti pare ci sia. Un saluto Raffaele.
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  37. Buon giorno a tutti voi, contribuisco al database con questo rottame che conserva comunque un grande fascino, ringrazio sin da subito chi vorrà aggiungere qualcosa.Saluti Giovanni.
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  38. Oserei aggiungere anche 2 cose... 1) Chi non ha mai preso una fregatura con le romane scagli la prima pietra. 2) Non ti fidare ciecamente neppure delle case d'asta, non tanto per la NON genuinità delle monete ma per il fatto che spesso sono pesantemente rimaneggiate per renderle, secondo loro, più belle. Senza fare nomi e cognomi il mio consiglio è di chiedere prima di ogni acquisto. Poi deciderai tu, in piena consapevolezza, se prendere una moneta intonsa, ripulita o bulinata. L'importante è che sia conscio di come spendi i soldi. Per quanto mi riguarda le monete intonse sono il meglio, anche se non bellissime, poi ci sono quelle ripuilte ma non modificate e quelle spatinate ma originali. Alla fine quelle bulinate che, per me, non sono più monete antiche e non hanno più alcun fascino, per quanto possano essere "belle". Ma trovarne di bulinate e belle è tra il difficile e l'impossibile. Le monete che io definisco BELLE non sono quelle perfette ma quelle piene di fascino e di storia, quelle che fanno sognare di legioni, taverne, schiavi e imperatori. Quelle che, se le tieni strette in mano ad occhi chiusi, ti raccontano la loro storia millenaria. Ciao! TWF
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  39. Roma Numismatics Ltd > Auction XX Auction date: 29 October 2020 Lot number: 78 Price realized: 65,000 GBP (Approx. 83,882 USD / 71,937 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Sicily, Syracuse AR Tetradrachm. Time of Dionysios I, circa 410-395 BC. Unsigned dies by Parmenides. Charioteer, holding kentron and reins, driving fast quadriga to left, about to turn left, Nike flying above to right, crowning charioteer; ear of grain beneath double exergual line, on which a broken chariot wheel / Head of Arethusa to left, hair in ampyx and sphendone ornamented with stars, wearing triple-pendant earrings and necklace; ΣVRAKOΣION and four dolphins around, one emerging from bust truncation. Tudeer 74 (V26/R51); Fischer-Bossert 74b (this coin); Jameson 838 (these dies); SNG ANS 284 (these dies); HGC 2, 1342. 17.50g, 27mm, 8h. Extremely Fine. Very Rare; possibly the finest known example, well struck and centred on a very broad flan boasting excellent metal, lightly toned. This coin cited in W.R. Fischer-Bossert, Coins, Artists, and Tyrants: Syracuse in the Time of the Peloponnesian War (ANSNS 33, New York, 2017); From the Long Valley River Collection; Ex Roma Numismatics Ltd., Auction III, 31 March 2012, lot 74 (hammer: £48,000); Ex Hermann Robinow Collection, Morton & Eden Ltd, Auction 51 (A Collection of Exceptional Greek Coins), 24 October 2011, lot 58; Ex Numismatica Ars Classica AG, Auction 10, 9 April 1997, lot 148. 'They say that there was a hunter called Alpheius, who fell in love with Arethusa, who was herself a huntress. Arethusa, unwilling to marry, crossed to the island opposite Syracuse called Ortygia, and there turned from a woman to a spring. Alpheius too was changed by his love into the river. [...] Because the water of the Alpheius mingles with the Arethusa, I am convinced that the legend arose of the river's love-affair' (Pausanias, Description of Greece, 5.7). Just as the tale of Arethusa captured the imagination of Pausanias, the Corinthians, who established the Syracusan colony on the island of Ortygia, chose the enchanting deity to be their patron. As the colony established itself and spread from its nucleus to the Eastern coast of Sicily, depictions of the nymph's head started to appear on their early coins minted at the end of the 6th century BC. As the colony of settlers grew and transitioned into a democracy, they gained both strength and territory as well as a flourishing cultural scene. With their growing ambition and power, clashes with neighbouring cities competing for supremacy were inevitable and Syracuse became embroiled in various conflicts until its transformation back into a tyranny under Dionysios I (c. 430-367 BC) gave way to a period of prosperity. Besides his highly successful military tactics, another dimension to the rule of Dionysios I was his patronage of the arts. Numerous sculptures and die-cutters were employed to enhance the city's grandeur and, as the art scene blossomed, the opportunity for individuals to hone their skills and become famous arose. A number of die cutters proudly signed their works and thus we have come to know the names of some of them, including Exakestidas, Kimon, Euainetos and Parmenides. Each artist succeeded in producing variation in style, especially in the treatment of the head of Arethusa, which by this time was prolific on the reverse of Syracusan coins. Here, depicted in side profile, Arethusa is adorned with a necklace and earrings while her hair is encased in an ornate net. She is surrounded by four dolphins, swimming around her, perhaps to symbolise the salt waters of the harbour in the vicinity of her fountain. On the obverse a chariot, guided by four spritely horses, races to the left while Nike flies overhead with a wreath of victory, reaching down to crown the charioteer. The depiction of the chariot, considered a fitting emblem of Syracuse's aristocracy, stands in stark contrast to the static, two dimensional designs of the previous century. Gone is the slow pacing quadriga, replaced by a revolutionary new style that is fluid and dynamic: the horses' heads turn with alertness as the motion of their powerful limbs drive the chariot forward. Estimate: 35000 GBP
    1 punto
  40. Monete, medaglie e banconote come strumenti di propaganda culturale e raffinati mezzi di espressione grafica Convegno numismatica - YouTube Vorrei segnalarvi un interessante convegno che si è tenuto a Chiasso, presso il M.A.X. Museo che ha ospitato l'evento, che è stato tenuto forzosamente a porte chiuse nel rispetto delle normative anti-pandemia attualmente vigenti ma che è stato registrato integralmente e postato come video sul canale YouTube . L’evento è stato organizzato in collaborazione con AdA (Avvenire dell'Antico), un’Associazione culturale no profit che intende promuovere studi e riflessioni su temi di antichità classiche e la loro relazione col moderno e contemporaneo. In particolare l’Associazione studia l’influenza delle fonti classiche, artistiche o letterarie, e la reinterpretazione dell’Antico negli ambiti della grafica storica, archeologia, numismatica, letteratura, genealogia, storia dell’arte, architettura. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Chiasso e la presentazione del Convegno, seguono le tre relazioni in programma: Giovanni Maria Staffieri - Vice-Presidente CNT (Circolo Numismatico Ticinese) - Raffigurazione di monumenti celebri su monete imperiali romane quale strumento di propaganda - che ha illustrato alcuni monumenti antichi come il Faro di Alessandria e la Sfinge su monete provinciali romane mostrandoci il parallelo con i resti, e le trasformazioni, di questi monumenti oggi. Howard Burns – Professore emerito alla Scuola Normale di Pisa - Monete e medaglie come strumento di propaganda culturale: monumenti e progetti architettonici IL Prof. Burns ha parlato della nascita della medaglia con Pisanello e Leon Battista Alberti presentando alcune interessantissime medaglie rinascimentali tra cui il tempio Malatestiano di Rimini raffigurato su una medaglia di Matteo de’Pasti, un’importante medaglia di Cristoforo Foppa che illustra al rovescio l’unica testimonianza che abbiamo del progetto originario del Bramante per la Basilica di San Pietro poi non realizzato. Burns ci ha parlato del pontefice Paolo II (1464-1471) , al secolo il veneziano Pietro Barbo che collezionava già all’epoca avidamente monete e medaglie di epoca classica, custodendole nella sua residenza di Palazzo Venezia a Roma. Infine ci ha mostrato uno dei grossi piu’ belli prodotti all’epoca del primo Rinascimento: quello di Gianfrancesco Gonzaga (1433-1444) per Mantova con la veduta della città di Mantova in una spettacolare resa prospettica. Manlio Monti – Grafico professionista, editore e incisore - La grafica della cartamoneta, il caso di Albert-Edgar Yersin Infine Manlio Monti ci ha parlato del meraviglioso mondo delle banconote, non solo quelle pluripremiate svizzere (i 10 e i 50 franchi) , avendo collaborato con un artista grafico d’eccezione come Yersin che ha tra l’altro inciso alcuni dei francobolli svizzeri piu’ belli, ma ci ha illustrato una breve storia delle banconote, molto interessante presentando alcune bellissime e particolari banconote provenienti da vari Paesi del mondo. Il video è molto lungo piu’ di 2h, avendo riprodotto l’intero convegno, ma ci si puo' posizionare sulle parti/relazioni che piu' interessano o vederlo eventualmente in piu' tappe per il suo contenuto, molto ricco, di divulgazione culturale riguardante monete, medaglie e banconote come mezzi di propaganda culturale. Buona visione! Invito Convegno AdA 28.11.20.pdf
    1 punto
  41. taglio: 2 euro cc BNDR paese: slovenia anno: 2015 tiratura: 1.000.000 condizioni: bb-spl città: trieste note: 2 pz
    1 punto
  42. segno di ossidazione
    1 punto
  43. Buonasera, che ne dite di questo denaro? La conservazione non è eccelsa ma mi sembra una variante poco comune. Grazie mille Paolo
    1 punto
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