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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/10/21 in Risposte
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Buon pomeriggio amici, continuo con un altro 9 cavalli 1790 Ferdinando IV, arrivato fresco fresco oggi... Saluti.6 punti
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Buongiorno a tutti, la mia Napoletana di oggi. 4 Tornesi 1799 Ferdinando IV Magliocca 386 Saluti Alberto6 punti
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Premessa per qualsiasi avventore che non mi conosca: è un'idea scherzosa che non vuole essere provocatoria. Navigando su una pagina facebook di appassionati di numismatica sono imbattuto in questo "prezzario" divertente. Si tratta di valutazione di monete... potremmo modificarlo a nostro piacimento per le banconote... PS ho avuto la concessione del legittimo proprietario!4 punti
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Nella prossima asta Naville 64 del 21 marzo al n° 21 é rappresentato un bronzo di Motya che oramai ha molti gemelli. Dispiace purtroppo che anche case d'asta rinomate non controllino adeguatamente prodotti che sono da tempo in commercio e riconoscibili facilmente come cloni. Quelli esposti sono solo quelli che ho rintracciato su coinArchives, ma altri ne ho visti su cataloghi di anni precedenti. Il 1° é quello di Naville, il 2° é di Kolner Munzen aprile 2020, il 3° é di Aurea Num. 2019, il 4° é di Bertolami 37 settembre 2017, il 5° é di InAsta 24 marzo 2008, il 6° é dell'asta di New York Sale VII del gennaio 2004. Non so se tra questi vi possa essere l'originale da cui é partita la sequela dei cloni, ma ne dubito.2 punti
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Ciao a tutti gli utenti del forum, vi sfido a questo quiz creato da me: https://wordwall.net/play/11957/424/965 saluti Numismatico 0072 punti
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Tessera del regno tolemaico d’Egitto al tempo di Tolomeo VI Filometore (Roma Numismatics 64). Greek Ptolemaic Kingdom of Egypt, time of Ptolemy VI Philometor PB Tesserae. Kition, dated year 20 = 162/1 BC. ΠYOΛEMΛIOY (sic!) in two lines across field / BAΣIΛEΩΣ [ΠTOΛEMAIO]Y, eagle standing left on thunderbolt; [L]K (date) above [club] in left field, KI in right field. Cf. Künker 182, 2011, lot 403 (same rev. die, different denomination). 17.50g, 27mm, 9h. Condition as seen - a good state of preservation. Unique, and of great historical importance. From the inventory of Fortuna Fine Arts, Ltd. (New York). Starting price: 120 GBP - Estimate: 150 GBP - Result: 300 GBP Le tessere di piombo provenienti dall'Egitto sono state spesso utilizzate come forma di moneta in misura maggiore rispetto a quelle trovate altrove nel mondo antico, e per estensione questa premessa si applicherebbe ad esemplari come il presente pezzo che sono stati fatti in tutto il regno tolemaico in luoghi come Kition a Cipro. Utilizzando il conio di rovescio di un tetradramma ufficiale del periodo, sembra molto probabile che questa tessera di piombo fosse destinata all’uso come "spicciolo", forse (se interpretiamo il nome sul dritto come una storpiatura di ΠTOΛEMAIOY) fatta sotto l'autorità di Tolomeo Macrone che era governatore di Cipro circa nel 172/1 a.C.2 punti
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Ragazzi mi sono riletto questo thread e i vostri preziosi contributi e... mi sono innamorato della (o, per meglio dire, appassionato alla) figura storica di Giovanna crudelmente detta la Pazza . E di questi sestini! Veri e propri mezzi pubblicitari che circolavano per legittimare il nome di Carlo a spese della madre (perché in fin dei conti questo era l’intento ). Ecco il mio piccolo contributo :2 punti
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Buonasera a tutti, restiamo per un attimo in tema Cornucopia. Tornese 1607 Filippo III Non pensavo di mettere altre monete di questo Regnante in collezione, quando l'ho visto me ne sono innamorato. ? Saluti Alberto2 punti
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Sotto Gian Gastone dei Medici: 1723 RRR 1724 RRRR 1725 RRRR 1726 RRRRR Diritto: Busto grande del Granduca a testa nuda, lunga capigliatura,corazza liscia e data in basso.2 punti
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Il mito di Minosse in Sicilia Il re di Creta aveva raggiunto l’isola spinto dal suo desiderio di vendicarsi di Dedalo che, condannato a restare chiuso nel labirinto con il figlioletto Icaro per l’aiuto sicuramente dato a Teseo nell’uccisione del Minotauro, era riuscito ad evadere in volo con lui grazie a due paia d’ali attaccate alle spalle con della cera. Quando a Cnosso giunse notizia della tragica fine di Icaro che, disubbidendo al padre, si era avvicinato troppo ai raggi del sole che sciolsero la cera facendolo precipitare in mare, ma che Dedalo era ancora vivo e aveva trovato rifugio da qualche parte, Minosse, che non aveva rinunciato a riacciuffare il fuggitivo dal labirinto, escogitò per rintracciarlo questo piano. Allestì una grande flotta con la quale lo cercava ad ogni approdo verso ovest, portando con sé una conchiglia e un filo di lino e promettendo una grossa ricompensa a chiunque avesse trovato il modo di far passare il filo da un capo all’altro della conchiglia, attraverso le sue spirali. Minosse sapeva che solo la genialità di Dedalo avrebbe potuto risolvere questo problema. Infatti, quando Minosse giunse a Camico, antica città nei dintorni di Agrigento, e offrì la conchiglia al re Cocalo proponendogli di tentare la prova, questi la passò a Dedalo che scoprì subito come fare praticando nella conchiglia un forellino, legando il filo di lino a una formica e facendola entrare da lì dopo aver unto il forellino con del miele. La formica uscì dall’altro capo della conchiglia con il filo trascinato lungo tutta la sua spirale. Ma quando Cocalo portò la conchiglia attraversata da un capo all’altro dal filo a Minosse chiedendo la ricompensa promessa, questi, certo d’aver scoperto il nascondiglio di Dedalo, gli ingiunse di consegnarglielo. Solo che Cocalo non volle privarsi dell’ingegnoso artista al suo servizio e decise di uccidere Minosse per salvarlo. Riuscì nel suo intento con l’aiuto delle figlie che, dopo aver convinto Minosse a prendersi un bagno in una delle maestose vasche (costruite da Dedalo) della reggia che sarebbe servito a dargli l’eterna giovinezza, versarono acqua bollente nella vasca, uccidendolo. Le giovani principesse giustificarono poi la morte di Minosse attribuendola alla sua distrazione, facendo credere che fosse caduto in un calderone d’acqua bollente dopo esser inciampato in un tappeto. Il cadavere di Minosse venne restituito ai suoi compagni che lo seppellirono a Camico con un grande rito, in una tomba che occupava il centro del tempio di Afrodite. Infatti Minosse fu onorato per molte generazioni da una folla di Siciliani che giungevano qui per rendere omaggio ad Afrodite, finchè le sue ossa non furono restituite a Creta da Terone, tiranno di Agrigento. La leggenda vuole che Minosse, per la sua integrità morale e la sua rettitudine, fosse stato assunto da Zeus con Eaco e Radamanto come giudice supremo dell'Ade. Così ce lo presenta il Poeta: ‘Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: essamina le colpe ne l'intrata; giudica e manda secondo ch'avvinghia…’ (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, V, 4-12). apollonia2 punti
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Ah..Ah.. non ne ho imbroccata neanche una. Dopo la terza sbagliata, mi ha detto ..... và a studiare....?2 punti
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1978 Madagascar - 10 e 20 ariary emissione FAO2 punti
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Indonesia, 100 rupiah 1978 al dritto : casa tradizionale di Sumatra occidentale al rovescio: il leggendario "Albero della Vita" (Batang garing); la leggenda dice : La foresta per il benessere2 punti
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@Tinia Numismatica sei sempre diffidente: questo è un classico esempio di moneta unica ancora non scoperta! Poi magari non se ne sentiva neppure la mancanza è un'altra cosa, ma è un pezzo imperdibile, che non può mancare in una collezione. Quasi quasi ci faccio un pensierino....fatto. È meglio lasciarla dove si trova.2 punti
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Buona sera, io ho solo questa e per fare un po di volume ci butto dentro anche un Ferdinando il Cattolico ?.2 punti
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Ecco la mia napoletana della sera. Un Denaro Gherardino di Carlo II d’Angiò2 punti
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Il XIII secolo è anche l'epoca del dominio di Ezzelino III da Romano sulla Marca veronese. E' della sua epoca il primo grosso di Verona con la scritta CI VI CI VE. Continua pure l'abbondante emissione di denari crociati. Sconfitto Ezzelino si affaccia nella Marca una nuova realtà monetaria che avrà un importante ruolo nel secolo successivo, la zecca di Padova. Infatti dal 1271 i suoi denari ''stellati'' cominciano a diffondersi in tutta l'area monetaria. Grosso da 20 denari di Verona Denaro di Padova Arka Diligite iustitiam2 punti
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Propongo di renderlo obbligatorio per chi si iscrive sul forum prima di poter postare alcunchè2 punti
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È da tanto che, colpevolmente, non aprivo una discussione sul forum ma il mio tempo libero purtroppo/per fortuna è sempre meno e cerco di dividerlo adeguatamente fra le mie passioni ed interessi. Di recente c’è stata un’interessante asta che ha messo all’incanto un’intera collezione che ha creato bagarre fra numerosi collezionisti. Quello che mi ha piacevolmente colpito è stato l’interesse suscitato, oltre quello ovvio alla moneta, verso i cartellini della vecchia collezione. Solitamente quando si compra una moneta il tondello resta “anonimo”, riparte da zero nelle mani del suo nuovo possessore destinando all’oblio chi prima di lui ha curato e coccolato quella moneta, un triste destino per noi collezionisti. Un semplice pezzettino di carta che accompagna la moneta invece ha permesso di non far cadere nel dimenticatoio il precedente possessore, un dovuto rispetto a chi prima di noi ha permesso che la moneta sia finita in mano nostra. Insomma una sorta di immortalità oltre che per il tondello, anche per chi prima di noi lo ha avuto. Una visione forse un po’ troppo romantica e poco legata all’attuale momento storico del collezionismo in cui il pensiero predominante è dettato da due sole parole: “Quanto vale?”, ma permettetemi questa visione forse più adatta ai tempi che furono e nel vedere l’interesse per i cartellini, che spero non sia motivato dal pensiero di un surplus sul valore economico, mi ha fatto comprendere che qualche “vecchio romantico” numismatico ancora c’è e questo è un bene per la Numismatica. Fatta questa doverosa e piacevole premessa passerei a parlare di una moneta ora in mio possesso ma sui cui sono riuscito a ricrearne parte dei suoi passaggi di mano nel tempo. Chi mi conosce sa della mia passione mai sopita per i cavalli. La moneta del popolo per eccellenza ricca di tipologie e di innumerevoli varianti e questo la rende, a mio avviso, il motivo sul perché sia tanto apprezzata dai collezionisti. Ognuno di noi credo possa vantare di avere in collezione un esemplare particolare, raro, o magari non ancora censito. Avendo per scelta ridotto la mia raccolta a pochi esemplari e cercando di studiare a fondo queste poche monete, periodo storico compreso, mi capita sovente di vedere gli stessi esemplari transitare di asta in asta nel tempo a conferma che le monete restano… i collezionisti passano. La ricerca continua di esemplari da censire mi ha portato a scoprire diversi passaggi d’asta di una moneta ora presente nella mia collezione. Una semplice curiosità ma che fa apprezzare ancor di più questo piccolo tondello di rame passato di mano in mano per tanti anni alimentando anche, senza negarlo, un po’ di ego del sottoscritto inorgoglito sapendolo passato in alcune collezioni importanti del passato. La prima notizia su questo cavallo lo troviamo nel “ragionamento” di Giovan Vincenzo Fusco Intorno alle zecche ed alle monete battute nel Reame di Napoli da re Carlo VIII di Francia edito nel 1846 dalle stamperie del Fibreno a Napoli (il Fibreno è un breve corso d’acqua che scorre a pochi metri dalla mia casa natale… segno del destino? ?). Il “ragionamento” del Fusco, illuminante per l’epoca, non è però esente da qualche imprecisione in quanto questo cavallo viene riportato come battuto nella zecca di Capua. Ve lo presento: Da Fusco 1846, Tav. IV, nr. 3 Passano gli anni e si arriva al 1882 dove, per la legge di cui sopra che non ammette deroghe al fatto che le monete restano mentre i collezionisti passano, questo cavallo, assieme alle altre monete della collezione Fusco, viene messo all’incanto. Pur se nel catalogo della collezione la moneta non è riportata tra le poche e sicuramente più meritevoli di figurare nelle tavole, la sappiamo presente perché al lotto 2149 leggiamo la descrizione di 6 cavalli con relativi riferimenti ed uno di essi è riferito proprio al lavoro del Fusco, tav. IV numero 3. Non so chi abbia preso la moneta ma di certo dopo è finita nella collezione Cora perché nel successivo passaggio, cioè la vendita della collezione San Romé del 1924, la ritroviamo al lotto nr. 2343 proprio con l’indicazione del passaggio precedente (collezione Cora nr. 167). Con relativa immagine nelle tavole. Passano gli anni ed ecco che, all’inizio del nuovo millennio, la moneta viene riproposta in un listino di vendita della ditta Baranowsky di Roma. Un sorriso, una stretta di mano e da allora questo cavallo riposa con me. Per concludere questa è una mia storia ma sono certo che molti di voi ne hanno altre da raccontare. Vi invito a farlo in modo da non tagliare quel legame che unisce noi collezionisti di oggi con quelli del passato onorando la loro memoria. D.F.1 punto
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Buonasera, da quello che offre internet : 22 giugno 1944 – una strage archiviata La strage del 22 giugno 1944 è rimasta una strage impunita: in tutti questi anni nessuno dei militari tedeschi, che avevano ordinato od eseguito la rappresaglia è stato assicurato alla giustizia. Sempre è intervenuta l’archiviazione dei relativi procedimenti. L’inchiesta condotta dall’inglese SIB (Special Investigation Branch), essenzialmente per individuare chi fossero gli ufficiali tedeschi transitati o presenti a Gubbio tra il 20 e il 22 giugno 1944, aveva indicato con buona approssimazione alcuni ufficiali tedeschi coinvolti, come il capitano Buckmakowski, ma non aveva sottolineato con sufficiente forza la responsabilità del generale Boelsen. Tale inchiesta rimase nascosta, fino alla metà degli anni Novanta, quando ormai risultò troppo tardi avviare procedimenti penali, essendo morti coloro che avrebbero potuto essere incriminati. Infatti il fascicolo dell’inchiesta, essendo – dagli anni Cinquanta – cambiati gli scenari internazionali e diminuita la tensione per i processi nei confronti dei militari coinvolti nei crimini nazifascisti, finì nel dimenticatoio; poi nel gennaio 1960 il Procuratore generale militare Enrico Santacroce ne ordinava l’archiviazione provvisoria, insieme a tanti altri fascicoli: tutto finì allora nell’ «armadio della vergogna» e venne ritrovato solo alla fine del giugno 1995. Nel frattempo, nel settembre 1967, la strage eugubina subiva l’archiviazione della Procura di Stoccarda nel processo intentato dalla stessa contro il capitano Eric Buckmakowski, che all’epoca era stato il comandante del II° battaglione del 721° Reggimento della 114° Jäger Division, battaglione che eseguì la rappresaglia. Infatti, ai primi di agosto del 1964 Enrico Ghigi, cioè colui che il 20 giugno 1944 guidava la pattuglia Gap della quale alcuni componenti provocarono l’incidente al caffè Nafissi, inviò alla Procura di Stoccarda, Centrale per l’accertamento dei crimini nazisti, una lettera, chiedendo di «ricercare l’autore della fucilazione di quaranta innocenti» a Gubbio. Tale lettera indusse la Procura di Stoccarda a istruire un procedimento. Furono rintracciati 192 testimoni del II° battaglione, fu coinvolta la polizia giudiziaria di Monaco di Baviera per una indagine processuale sull’operato della 114° Jäger Division, ma poi si pervenne a un provvedimento di archiviazione in data 25 settembre 1967. Il rapporto finale del processo e il provvedimento di archiviazione indicavano in maniera precisa che il generale Johann Karl Boelsen aveva impartito l’ordine di rappresaglia e che il tenente Albrecht-Axel von Heyden aveva gestito le ultime fasi precedenti alla fucilazione degli ostaggi: ma costoro non potevano più essere perseguiti, perché entrambi morti rispettivamente nel 1960 e nel 1946. Molto preoccupanti, in ogni caso, possono considerarsi taluni ragionamenti effettuati dal dirigente della Procura di Stoccarda per cercare di spiegare l’azione di rappresaglia: con stupore il detto Procuratore ha scritto che gli ufficiali tedeschi, responsabili della strage, dovevano essersi convinti della corresponsabilità morale dell’intera cittadinanza eugubina – quindi anche di coloro che sarebbero stati fucilati – circa l’omicidio perpetrato al caffè Nafissi, in quanto questo era stato opera di partigiani eugubini. Quando, negli anni Novanta, fu rinvenuto presso l’archivio del Tribunale militare di Roma il fascicolo 2027 del SIB, emerse la speranza che sarebbe stata fatta piena luce sulla rappresaglia a Gubbio e che sarebbero state accertate tutte le responsabilità. Così dal 27 giugno 1995 il fascicolo relativo all’eccidio di Gubbio, riprese il suo iter. La prima esigenza che il Procuratore militare Intelisano cercò di soddisfare fu l’acquisizione di notizie esatte sulle persone – se ancora viventi e la loro residenza – ritenute responsabili dell’eccidio. Si mise in moto, per circa sei anni, un giro di richieste, che produsse scarsi risultati, nel senso che, dopo solleciti vari, si riuscì a sapere appena la data di nascita e di morte di qualche militare investigato. Nel luglio 2001, la situazione, che la Procura Militare di Roma aveva in ordine all’eccidio di Gubbio, poteva riassumersi nel dato generale che gli ufficiali tedeschi presumibilmente coinvolti, secondo l’inchiesta del SIB, erano deceduti: deceduto Buckmakowski, deceduto Boelsen, deceduto Van Heyden (alias Von Pagan), deceduto Bourquin, deceduto Berger, deceduto Niedermeier (alias Widerniail), deceduto Schrank (alias Shant). Per altri due ufficiali, indicati con i nomi di Rausch e Ritter, la cui presenza a Gubbio fu pressoché certa e la cui firma era rimasta su qualche documento, con qualche sorpresa questi ufficiali non vennero «individuati» dai funzionari tedeschi, e quindi non si sapeva se ancora fossero in vita ed eventualmente dove risiedessero. Così il Procuratore Intelisano, facendo il confronto con altri procedimenti penali, constatava che per l’eccidio di Gubbio gli elementi di conoscenza e di valutazione acquisiti erano insufficienti per avviare un processo e che non apparivano «concretamente configurabili» «ulteriori accertamenti in ordine all’identificazione dei militari tedeschi autori dell’eccidio». Queste ed altre valutazioni sull’ipotesi di reato configurata inducevano il dottor Intelisano e la Procura Militare di Roma a disporre «l’archiviazione del procedimento». Si metteva, così, fine ad una vicenda, che era stata la più drammatica vissuta dalla comunità eugubina nell’ultimo secolo. fonte - Prof. Giancarlo Pellegrini, Università degli Studi di Perugia Per quanto concerne la medaglia in Suo possesso non ho trovato nulla se non provando a pensare che sia una medaglia che venga venduta nell'associazione per chi la richieda ma prenda con le pinze perchè è solo una mia idea.1 punto
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@FFF mi sembra chiaro che la norma mantiene il rischio di perdita in capo al venditore fino alla consegna del bene. Il fatto doloso o colposo del vettore non c’entra niente, perchè riguarda la responsabilità di quest’ultimo che non è oggetto di questa norma. Detto ció (ossia che la ricostruzione di @allek è corretta) ribadisco il mio pensiero, cioè che tale norma giova poco all’acquirente che non voglia sobbarcarsi i costi del giudizio.1 punto
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Grazie @Meleto! Anche confrontando i risultati, ho notato che il secondo quiz è complessivamente più duro del primo. In particolare, ci sono 2/3 domande particolarmente insidiose ? Comunque, sono lieto che apprezziate lo sforzo fatto nel creare questi quiz. Più che altro, bisogna inventarsi domande non banali, che suscitino interesse e non siano troppo ridondanti. Spero, ovviamente, di esserci riuscito. P.S. Ho modificato il tuo messaggio, togliendo una parte che poteva fornire un bel suggerimento a chi non ha ancora svolto il quiz. Grazie Xenon97! Prevedo già un mio sonoro zero su 10 su un tuo eventuale quiz sulla monetazione asiatica ?1 punto
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Grazie! Fammi sapere poi come sei andato Grazie di cuore! Ho visto che ne hai fatte 7 su 10 corrette, che è un ottimo punteggio considerando il coefficiente di difficoltà. In realtà il primo sono io ma, ovviamente, non vale (ho fatto il quiz solo per testare che non ci fossero problemi). Quindi sei momentaneamente quarto ?1 punto
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Per chi volesse, ho creato un secondo quiz. Come per il primo, ho cercato di fare domande il più possibilmente eterogenee. Anche in questo caso, attendo un vostro giudizio. Buon divertimento a tutti! https://wordwall.net/play/12389/461/1001 punto
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Questo lo sanno solo i ladri... ma non è neanche detto che sapessero cosa stavano rubando. Se il professionista è stato seguito allora è evidente che è stato visto cosa trasportava, se invece è un furto occasionale è probabile che i ladri abbiano notato tutte queste valigette e abbiano immaginato contenessero qualcosa di prezioso. Mica tutti i commercianti espongono, per vari motivi (in primis tempo e costi). In ogni caso gli affari in acquisto e vendita si fanno anche senza avere il tavolo.1 punto
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Ho visto solo ora che schiacciando sulla foto, vi è anche la possibilità di ingrandirla. ? Detto questo, a me non sembra pulita. E resterei sul BB come mnio parere sul grado di conservazione. Le orecchie gli sono fischiate di sicuro ?1 punto
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Vedo con piacere che in parecchi si sono messi alla prova con il mio quiz (il cui link è qui di seguito: https://wordwall.net/play/12294/313/781). Mi auguro, ovviamente, che sia di vostro gradimento. Sto provando ora a crearne un secondo, mantenendo la difficoltà sempre su un buon livello.1 punto
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Espulsione severa ma ineccepibile. Se sei già ammonito e fai una cosa del genere in una partita di Champions sei stupido. Detto questo: ci sta bene. Non si possono regalare 2 gol (parlo dell'andata) e al ritorno non mordere sul collo l'avversario. La fortuna non è dalla nostra ma non è un'attenuante. Avessimo beccato il Bayern ne avremmo prese 7. Purtroppo quest'anno dovrò pure vedere la squadra nerazzurra di Milano festeggiare lo scudetto.1 punto
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Afghanistan, Repubblica Democratica, 50 pul 1978-1357 La leggenda sopra l'emblema dice : Governo della Repubblica Democratica dell'Afghanistan1 punto
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Ciao, se parli di monete in argento i vassoi in floccato di buona qualità, che si trovano comunque a buon prezzo, non hanno alcuna controindicazione. Per i bronzi il discorso non cambia molto, ma devi essere assolutamente certo che il prodotto non contenga cloro. In ogni caso si trovano vassoi di buona qualità con poca spesa. Se collezioni denari/antoniani con i formati da 25 o 30 mm. in un vassoio ne entrano da 70 a 90.1 punto
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Speriamo venga ritrovata la refurtiva. Massima solidarietá. Ennesima azione indegna.1 punto
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Repubblica Democratica Popolare di Corea, 50 chon 1978 Commemorativa del 30° anniversario della repubblica Al dritto: emblema dello Stato e leggenda "Banca Centrale della repubblica democratica popolare di Corea" Al rovescio: La statua del Chollima a Pyongyang, che simboleggia la velocità con cui la società coreana dovrebbe progredire. Il Chollima è un cavallo alato della mitologia cinese1 punto
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Ciao @giulira Personalmente opterei per la seconda mi piace di più esteticamente e ha pochi colpetti al bordo (cosa molto rara per dei monetoni di qusto genere) Comunque un intruso niente male come storia?1 punto
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La legenda: Al diritto COSMUS.III.D.G.MAG.DUX.ETRURIAE.VI Al rovescio ET PATET ET FAVET1 punto
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L'altra espressione iconografica della Fortezza Medicea Livornese definitiva, avvenne dal 1707 al 1726 con il Tollero. Rarità e date sotto Cosimo III 1707 R 1708 R 1711 R 1712 R 1717 RR 1720 RR 1723 RRRR1 punto
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Buongiorno a tutti, all'asta Scaligera E4 del 28 febbraio scorso, nella raccolta Mirabella, precisamente al lotto n°97 è apparso questo grano, sempre di Filippo IV, di stile insolito, o grezzo o effettivamente un falso d'epoca, la data non è perfettamente leggibile ma ,considerando che si vede quello che potrebbe essere l'occhiello del 6,potrebbe essere un 46,il peso è di 5,60 grammi...1 punto
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Questo millesimo 1794 e' leggermente piu' facile da reperire in buona conservazione . Anni fa mi e' stato ceduto da un amico del forum Lamoneta1 punto
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A metà del XIII secolo nasce una nuova importante realtà monetaria nella Marca veronese: la zecca di Merano. I Conti del Tirolo Mainardo II e Alberto II nel 1258 fanno iniziare le coniazioni del grosso aquilino sfruttando le loro miniere d'argento. Questa moneta fu imitata in tutto il nord dell'Italia soprattutto all'inizio del XIV secolo, quando divenne un simbolo per le città ghibelline fedeli all'imperatore. All'inizio degli anni 70 del secolo i due fratelli decisero di dividersi i possedimenti staccando la Contea del Tirolo dalla Contea di Gorizia. Albetro II si tenne Gorizia e il suo denaro è inserito nel post #11. La Contea del Tirolo andò a Mainardo II, che cominciò a coniare una nuova moneta con il suo nome il kreuzer o grosso tirolino. Anche questa moneta ebbe un grande seguito di imitazioni, non solo in Italia, ma anche in altre nazioni e per lungo tempo. Infatti il kreuzer nell'Impero Austriaco arrivò fino alla soglia del XX secolo. Grosso aquilino della zecca di Merano Kreuzer della zecca di Merano Arka Diligite iustitiam1 punto
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Direi che è corretto il ragionamento, ma "l'errore" che nasce dalla errata composizione del lettering (legenda) è impropriamente tale, e determina a tutti gli effetti una "variante". Gli errori veri e propri sono quelli di battitura (brockage, doppia battitura, debolezze, ecc.), errore di tondello (peso, metallo, corpi estranei, ecc.), errore di conio (fratture, ostruzione, lucidatura, conii collisi, ecc.) cioè tutti quelli che intervengono DOPO la preparazione dei conii1 punto
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Ciao @Arka . L'idea della discussione mi piace e penso possa portare alla creazione di uno studio interessante. Per dare organicità ai contributi e nel contempo per produrre un documento riassuntivo, aggiornabile e che permetta una fruibilità facile e immediata, senza dover scorrere tutta la discussione, vorrei proporre la compilazione di un quadro sinottico riassuntivo dei dati che verranno (spero) presentati. Il quadro sinottico potrebbe avere un formato come in immagine... Prego di non tener conto dei riferimenti che ho caricato, perchè li ho inseriti al volo senza verifiche approfondite, ma di valutarne l'eventuale utilità... Ho volutamente inserito le aree veneta, lombarda e emiliana per poter dare evidenza delle variazioni delle aree nel corso dei secoli, di composizione, di città di riferimento e/o della migrazione di città da un'area d'influenza all'altra (vedi Mantova, Brescia, Ferrara che prendono a riferimento la moneta veneziana). Il sinottico potrà essere in excel ed essere aggiornato dai singoli esperti per la propria area di competenza, o dal curatore su loro proposta... non conosco il funzionamento degli strumenti informatici all'interno del forum... se sia possibile l'adozione di un file condiviso o altro...??? Di seguito screenshot del file... spero sia comprensibile... Ciao Mario1 punto
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