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Posto il mio 6 Tornesi 1803, una new entry che ho acquisito per alcune particolarità. Innanzitutto per il tondello “maltagliato” ma dove sono ben presenti le impressioni del bordo. La seconda è quella che mi sembra una contromarca sul collo del sovrano. La terza è l'ultima cifra che sembra ribattuta ( 3 su 2 ? ). Per la nostra “indagine numismatica”, anche questa presenta il taglio “ a treccia”. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di questa moneta piuttosto anomala. Saluti a Tutti3 punti
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Tornese da 6 Cavalli 1792 con forte decentratura. Peso e diametro nella norma. Un caro saluto, Rocco.2 punti
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@RWS2012 don’t hesitate to write in English if you want to take part to the discussions in this section, eventually it will be a pleasure to translate your writeups2 punti
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Ciao @Jack98. Innanzitutto, complimenti per l'acquisto. Da amante del periodo napoleonico, devo dire che non è mai semplice dare un giudizio univoco su questo tipo di monete. Farò, dunque, alcune osservazioni. Partiamo dal rovescio: gli elementi sono bene o male tutti riconoscibili (cosa non proprio scontata su 1 lira di Napoleone). Addirittura, si riesce a distinguere quasi la "N" del collare della Legion d'Onore. Gli unici punti "critici" sono le stelline sotto le due alabarde, che comunque bisogna dire che tendono a mantenersi ben visibili solamente negli esemplari in alta conservazione, e il fiocco interno a destra. Ho cerchiato questi punti per cercare di essere più chiaro. Dovendo dare un giudizio sul rovescio, personalmente direi qSPL. Veniamo ora al dritto, certamente non a livello del rovescio. Il metallo è insolitamente screpolato in diversi punti, cosa che raramente mi è capitata di osservare in altri nominali in argento di Napoleone. Quel taglio verticale, purtroppo, deturpa il fascino complessivo del pezzo. Potrebbe essere il risultato di un conio difettoso ma, in tal caso, mi sarei aspettato magari qualche traccia anche al rovescio. Invece, l'altro lato si presenta nella norma. Che sia, allora, uno sfregio causato volontariamente? Chissà... Rimango un po' perplesso. Concludo dicendo che i capelli sono un po' troppo piatti per uno SPL. In ragione di ciò, guardando esclusivamente al dritto, mi manterrei sul BB.2 punti
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Mio gettone pubblicitario della distilleria di grappa Tebbenhoff (Villaggio di Settrup, Hannover) da 5 pfennig. Scheda Pitotto del gettone Esemplare su fondo arancio2 punti
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Ragazzi non litigate,dobbiamo aiutarci tra di noi...Non siete d’accordo su alcune cose ma stop va bene cosi, il mondo è bello proprio perche non abbiamo tutti la stessa testa2 punti
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Non preoccuparti, è umano farsi domande e anche avere curiosità. Avete una bella passione su questo forum x che dedicate tanto tempo allo studio di storia di ogni moneta. Quindi bisogna essere trasparente su tutto.2 punti
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Già postata in altri lidi, ma ne approfitto per pubblicarla anche qui. Vi presento questo argento del periodo spagnolo acquistato quasi un anno fa, nel luglio 2020. Carlo II d’Asburgo (1674-1703) o “Carlo lo stregato”, ultimo Asburgo di Spagna. Filippo 1676 Ag - 27.84g Crippa 3 Cosa ne pensate? Desidero ringraziare anche @ilnumismatico per i suggerimenti di postproduzione fotografica, nella speranza di rivederlo all’opera presto su qualche nuovo catalogo d’asta. un saluto al forum, N.1 punto
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Dall’Asta Inasta S.p.A. n. 86 E-Live del 3-5 marzo 2020 Lotto 2543 MEDAGLIE - PERSONAGGI - Alvise IV Mocenigo (1701-1778) - Medaglia (1771-1796) Collegio di San Marco a Padova - COLLEGIUM DIVI MARCI Scritta in tre righe /R S(ENATUS) C(ONSULTO) Voltolina 1597 RRR AE dorato Ø 37 Dalla vendita The Serenissima Collection III, Arsantiqua 11 dicembre 2003, lotto 92. Un bel esemplare di Medaglia di Benemeranza soprattutto per la "storia" che la incorpora. Allego le due foto dell'asta e il riferimento Arsantiqua, nonché quanto riportato dal Voltolina che dedica all'esemplare due belle pagine. Non ho trovato altra bibliografia sull'esemplare. Sono alla ricerca del Gullino. ?1 punto
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Chiedo per favore un aiuto per identificare questa medaglia. Ammetto di non essere un genio con i motori di ricerca, ma su questa non sono riuscito a trovare proprio nulla. L'incisione sul retro mi dà tre indizi: - "Il marameo", che potrebbe riferirsi al giornale satirico che c'era in epoca fascista - "Anno XII" , che potrebbe indicare il 12° anno dell'era fascista ( 1933-1934 - "Trofeo della Vittoria", che se non sbaglio si teneva a Trento. La medaglia ha diametro di 38 mm, punzonatura 800. Ringrazio chiunque saprà aiutarmi nell'identificazione!1 punto
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Nuovo arrivo ; POMPONESCO - Giulio Cesare Gonzaga - Bianco - 1583/93 - Mistura - 4,22g. - MIR.8711 punto
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Mio gettone pubblicitario di cartone, ad uso monetario durante la guerra civile spagnola 1936-1939. Scheda Pitotto del gettone1 punto
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Sì, e qualcuno mi è stato donato. Se ne trovano anche in eBay. Ciao apollonia1 punto
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Sono dell'idea che una moneta Rara possa sicuramente essere maggiormente apprezzata in condizioni ottimali, visto appunto già la poca disponibilità del pezzo. D'altra parte penso anche che, a mio modesto parere, nel caso di monete relativamente comuni come può essere questa Lira, al di là del valore effettivo (che comunque abbastanza abbordabile dalla stragrande maggioranza dei collezionisti), il fatto che abbia un'unicità dettata da un suo passato "turbolento" non fa altro che aumentarne il valore storico intrinseco. Poi immagino che esistano infinite correnti di pensiero relative al "bello" che, ovviamente, risulta sempre essere soggettivo. Grazie per i pareri comunque1 punto
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Salve a tutti, ecco il mio 2 Tornesi 1853, saluti.1 punto
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Per il 338/1: 8 decimi di grammo sono un'inezia. Potrebbero mancare a causa della consunzione della tua moneta (e comunque sei sicuro che la tua moneta pesi proprio 9,0 grammi? oppure è un arrotondamento della tua bilancia?) Per il 339/1: non è vero che il tetto è (sempre)piatto, nella variante 1b è a punta; e comunque la serie 339 è un calderone di molte emissioni fatte in un periodo di emergenza (si era in pieno bellum civile) con molte varianti, non credo che si possano escludere altre versioni con tetto a punta. In sintesi: non puoi basarti su questi pochi elementi per escludere un'emissione piuttosto di un'altra. Io comunque propenderei per 338/1, ma solo da un punto di vista statistico. Ti sottolineo che @RWS2012, a differenza mia, è un vero studioso (io sono solo un amatore), e anche lui ha indicato le medesime possibilità (337/5, 338/1 o 339/1)1 punto
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Perfetta l'analisi di Iorluke. Altri la venderebbero con la dicitura "graffio sul viso altrimenti qSPL"1 punto
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Mi piace questa decentratura.1 punto
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Anche Papadopoli alla fine dell'ottocento lo dava comune. Il mezzanino sarà sparito dal mercato 1333, ma probabilmente per il bel San Marco grande sarà stato conservato come reliquia... Arka Diligite iustitiam1 punto
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Il peso è compatibile con tutti gli assi della riduzione semionciale, datata al 91 a.C. Parliamo quindi, secondo la catalogazione del Crawford, degli assi da Cr. 337/5 in poi. In effetti, in questo periodo si afferma l'iconografia al R/ di una prua di nave un po' allungata, che mi sembra compatibile con la tua. Anche lo stile di Giano e la presenza dei due codoli di fusione sui bordi del tondello (indizio di un tondello tagliato da una barra, composta di più tondelli fusi tra loro) mi sembrano coerenti con la datazione al 91 a.C. Le due emissioni più abbondanti furono, proprio nel 91, la 338/1 ( http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B64/1 ) e la 339/1 ( http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-B65/1 ); la differenza sta nella legenda, "LPDAP" in un caso, "ROMA" nell'altro. La tua moneta sembrerebbe non avere legenda, ma questo forse è dovuto solo all'usura. Un particolare interessante della tua moneta è il tetto spiovente sopra la prua, molto ben visibile. E' un particolare tipico delle emissioni del 91 (di solito la struttura della nave viene raffigurata con tetto piatto): lo trovi infatti sempre sulle Cr. 337/5 (come quella postata da #Agricola) e 338/1, più raramente sulle 339/1 (lo conosco solo sulla variante 339/1b, piuttosto rara). Complessivamente, io direi che la tua moneta sia probabilmente una Cr. 338/1 e che avesse quindi la legenda LPDAP, ormai consumata. Forse una bella foto con luce radiante ci permetterebbe di individuarne le tracce. In alternativa, potrebbe essere una 339/1 con legenda ROMA consumata. Cerca di mandarci fotografie migliori!1 punto
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Ho preso il rovescio dall'anteprima. La moneta è un follis di Costanzo I del tipo GENIO POPVLI ROMANI, con CONSTANTIVS NOB CAES al dritto, una stella nel campo al R/ e il segno di zecca PT (Ticinum) in esergo. Dovrebbe quindi essere la Ticinum RIC VI 32a, P Ticinum RIC VI 32a, P Constantius I, Ticinium, AE follis, 27-28mm. constantivs nob caes, laureate head right / genio popvli romani, Genius standing left, modius on head, naked but for chlamys over left shoulder, holding patera and cornucopiae. Star in left field. Mintmark pt. RIC VI Ticinum 32a; Sear 14047. https://www.wildwinds.com/coins/ric/constantius_I/t.html Attendiamo ulteriori pareri da parte degli esperti. saluti Magus1 punto
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Ciao @enriMO, non ho rimandato a questo thread nella mail, ma all'ottima spiegazione ritrovabile qui http://modoetianumismaticae.com/Le riproduzioni del 5 Lire 1956.html che espone chiaramente le tipologie di falso di 5 lire '56 più diffuse e allegando altresì la foto postata poco più sopra in questa discussione. La risposta ricevuta è stata: "Grazie per la dettagliata informazione.Provvederemo a ritirare il lotto. Cordiali saluti" Quindi, onestamente, spero che prima dell'inizio del live bidding, tale moneta venga rimossa.1 punto
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Caro @417sonia ti confermo i 3 pallini + anellino come verifica con lente d'ingrandimento a 20x e foto di dettaglio del particolare1 punto
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Francia, 10 franchi 1987 Commemorativi del Millenario Capetingio (987-1987). Ugo Capeto Re di Francia dal 987 al 996. La dinastia da lui fondata, regnò in Francia dal 987 al 13281 punto
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Wiesbaden è la seconda città più popolosa del Land Assia in Germania di cui ne è anche il capoluogo ed è nota fin dall'antichità per le sue terme contando ben 26 sorgenti. In epoca romana la città assunse una discreta importanza e nei suoi pressi venne edificato un importante forte militare. Questo breve cappello introduttivo è per inquadrarvi geograficamente e storicamente la zona di provenienza di un paio di monete di recente acquisizione di cui in questi giorni ho avuto modo di ricostruire attentamente il pedigree. Si tratta di un paio di antoniniani di Vittorino che nel 1966-67 il numismatico R. Weiller ebbe modo di rilevare nel mercato acquisendone un lotto di 274 esemplari: tutti di questo usurpatore gallico e tutti provenienti da un tesoro appunto scoperto nei dintorni di Wiesbaden nel 1936-37. Le informazioni riguardanti questo ripostiglio sono molto scarne e Weiller le ha raccolte in un piccolo articolo pubblicato nel numero 7 di Numismatic Chronicle del 1967 grazie anche ad alcune informazioni raccolte dagli studiosi Maria R. Alfoldi e Marcel Thirion. Il deposito, di cui non si ha una lista esaustiva degli imperatori, copriva un periodo che andava dal regno di Postumo a quello di Costantino (259 - 337), constava di diversi chilogrammi di monete e conteneva anche 5 antoniniani di Leliano. Weiller nel suo studio non lo dice, ma data la relativamente elevata presenza di antoniniani di questo raro usurpatore, la presenza di antoniniani di Postumo e di almeno 274 antoniniani di Vittorino appare verosimile, a mio avviso, che il termine di chiusura con Costantino possa essere falsato dal ritrovamento sparso nei pressi del ripostiglio di monete in realtà non facenti parte del deposito che doveva invece essere un classico ripostiglio di antoniniani del III secolo. O ancora, che si trattasse di due distinti ripostigli interrati in zone vicine in epoche distinte salvo poi essere rinvenute assieme e contestualmente immesse nel mercato numismatico. Weiller a tal proposito afferma "no further details are known to me except that the coins were dispersed soon after the discovery, so making a complete description impossible". Dall'analisi di questa sola porzione superstite di antoniniani di Vittorino, Weiller ricava una presenza percentualmente superiore di antoniniani attribuibili alla zecca che Elmer identifica con Colonia (circa 2/3 contro la porzione rimanente attribuibile alla seconda zecca di Trier). Inoltre, all'interno di questo gruppo maggiore lo studioso osserva come vi siano relativamente molti legami di conio e uno stato di conservazione superiore con diversi esemplari apparentemente accantonati senza aver circolato a lungo. Gli esemplari in mio possesso sono quelli catalogati rispettivamente al numero 74 e 132 del report pubblicato da Weiller: D\ IMP C VICTORINVS°P°F°AVG R\ PAX AVG, V|*, ramo di palma 2,70 gr - 20 mm - or. assi 7h cat. n. 74 D\ IMP C VICTORINVS°P°F°AVG R\ INVICTVS AVG, *| 2,60 gr - 18 mm - or. assi 1h cat. n. 132 La ricostruzione del pedigree che sono riuscito a ottenere è la seguente: 1936-37 Wiesbaden hoard - 1966-67 ex R. Weiller (274 antoniniani di Vittorino) - 1968 ex Seaby - 2021 ex Baldwin of St. James auction 56 (from an english gentleman collection) - 2021 ex Den of Antiquity La cosa che rende questi pezzi per me ancor più interessanti, è anche il corredo documentale che li accompagna e che è stato creato dall'ultimo proprietario (il cosiddetto english gentleman citato nell'asta Baldwin): Le monete sono corredate dal caratteristico ticket rotondo tanto caro ai collezionisti d'oltremanica, da una scheda descrittiva in cui sono indicati i dati relativi alla provenienza e alla catalogazione e da una foto-ingrandimento in bianco e nero d'epoca. Tutto questo corredo mi fa pensare a un collezionista molto meticoloso, appassionato e studioso. Per chi volesse approfondire, il breve articolo su questo ripostiglio che ho citato in precedenza, lo potete leggere per intero qui: https://www.jstor.org/stable/42664462?seq=11 punto
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Wieller non dice come sia entrato in possesso di questo nucleo, è lecito supporre che il ripostiglio sia stato smembrato e immesso nel mercato a lotti suddivisi per imperatore e che conseguentemente Wieller abbia acquistato uno di questi lotti. Non c'è alcun modo di sapere se tra i vari chili di monete che costituivano il ripostiglio la percentuale di esemplari di Vittorino fosse rilevante o meno. A mio avviso ne mancano molti all'appello di esemplari di Vittorino: è irragionevole pensare che in un ripostiglio che copre un arco temporale da Postumo a Costantino (?) ci siano diverse tipologie di esemplari di Vittorino assenti. È un dato assolutamente parziale che non offre alcuna idea della struttura del ripostiglio nel suo insieme. Come pure la percentuale maggioritaria della zecca di Colonia (tenendo la classificazione di Elmer) andrebbe vista in relazione anche alle altre emissioni galliche per vedere se la provenienza del ripostiglio poteva essere legata in qualche modo proprio a questa zecca. Trier e Colonia sono pressappoco alla stessa distanza da Wiesbaden, quindi non è nemmeno ipotizzabile un ripostiglio geograficamente posto più vicino a una zecca piuttosto che all'altra. Tuttavia in base all'utilizzo o alla destinazione d'uso del ripostiglio si potrebbe scoprire il motivo di questa percentuale maggiore. Più che il quantitativo in sé riferibile a Colonia, è interessante l'aspetto qualitativo (maggior conservazione) e la presenza di legami di conio: come se queste monete appena emesse venissero già messe da parte "nei pressi" della zecca. Sì trattava di denaro mai fatto circolare e accantonato per il pagamento delle truppe? ... ricordiamoci della presenza del forte romano in città....a son tutte congetture che non avranno mai risposta. I miei due esemplari sono attribuibili alla zecca di Colonia (classificazione classica di Elmer).... Ma anche qui sulle zecche, ce ne sarebbe da dire!1 punto
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Buona sera. La moneta che ho postato è quindi da attribuire ad Azzone Visconti per Como e non ha niente a che fare con la repubblica abbondiana? Attribuzione sbagliata quella di Nascia e un po' un pasticcio quello dell'asta Aurora? Cordialità Gabriella Ps. Ringrazio mariov60 aleale ed Arka per la partecipazione.1 punto
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Sono d'accordo. Io avrei fatto tranquillamente il nome e messo il link. Non si tratta di mettere in cattiva luce una casa d'aste né di diffamarla. L'errore può capitare a chiunque. Ammetto però, che siccome nessuno lo ha fatto, ho pensato che andasse magari contro il regolamento, di conseguenza ho evitato anche io. Anche se @enriMO ha dato un indizio abbastanza chiaro1 punto
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Riporto in alto questa vecchia discussione per segnalare la comparsa sul mercato di questa "moneta" nella prossima CNG, asta 117, lotto 360: https://www.sixbid.com/en/classical-numismatic-group/8452/central-asian/7021883/india-pre-mauryan-gandhara-period-of Tra tutti gli esemplari di queste emissioni, questo è sicuramente il più enigmatico, dal momento che si discosta da tutti gli altri tipi noti. Lot 360. INDIA, Pre-Mauryan (Gandhara). Period of Achaemenid Rule. Circa 5th century BC. Cast AR (15.5x25mm, 6.58 g). Cast teardrop-shaped flan with radiate oval punchmark / Blank. M. Blet-Lemarquand, “Premières frappes locales de l’Inde du Nord-Ouest; L’apport des analyses élémentaires” in Trésors d’Orient: Mélanges offerts à Rika Gyselen, SD1 (this coin); otherwise unpublished. Lightly toned, traces of porosity. As made. Apparently unique. Si tratta dello stesso esemplare che avevo censito nel mio "catalogo", al numero 43 (pagina 32). Nella pubblicazione originale non erano indicati i dati ponderali, per cui non li avevo riportati. Ora finalmente sono noti anche questi: https://www.academia.edu/34581872/An_attempt_to_classify_the_so_called_Monnaies_dune_espèce_nouvelle_minted_in_Kabul_valley_during_the_Achemenian_period1 punto
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Buongiorno, Si direbbe un difetto di stampa. Non è la prima volta che questo errore appare sul forum. Allego due conversazioni riguardanti casi simili che potrebbero interessare: saluti Magus1 punto
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Concordo con @Corbiniano, sicuramente un atto pubblico con la firma e il timbro del notaio. Ma chi era questo notaio? Ho cercato di decifrare il documento, che penso si possa leggere così: Actum in ipso(?) Communi Ripuli loco vocato ... Sevuzze(?), Domi Habitationis d : emptoris, ... in quadam mansione superiori, lumen ... vien(?) a meridie, et sept(entrio)ne : ibidem ... Ad Rome(?) : S : Ioanne Bapta olim Ioannis Bru... ...fori Paroco Ecclesie Montis Ferdentis, at ... ...ano olim Dominici Ruggieri de Cassini... S. Andreas Vallis Sambri, qui ambo discen... defribus(?) ... De ptis rogatus fui ego Paulus filius olim F. Ioannis Serra Notarius pub. Bo= nonie, In quonem fidem Se non erro si direbbe quindi un atto di acquisto immobiliare. Ad ogni modo, ciò che più ci interessa è il nome del redattore. Grazie alla parte finale dell'atto si può evincere che il notaio in questione sia: "Paulus filius olim F. Ioannis Serra Notarius pub. Bononie", quindi Paolo Serra, figlio di F. Giovanni Serra, di Bologna. Ne consegue che le lettere P e S nel timbro siano le iniziali del notaio, come ipotizzato da @sandokan Eventuali commenti, precisazioni o correzioni sarebbero da me gradite. Spero di essere stato d'aiuto. saluti Magus1 punto
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https://www.youtube.com/channel/UCqP7Vmgu7Afpiplbt3so2mQ/videos un aggiornamento del canale YouTube di Quelli del Cordusio con anche l’ultima intervista al dott. Elia Pampanin recente vincitore del Premio Mario Traina per le tesi di numismatica organizzato dall’Accademia Italiana di Studi Numismatici che ci permette di parlare di numismatica e i giovani1 punto
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Buonasera a tutti, rispolvero la discussione, per dare un po' di brio cosa meglio di un vivace cavallino con circa 400 anni sulle spalle. ? Non l'ho ancora studiato a fondo, facevo un osservazione, paragonandolo agli esemplari 145,146, 147 del Libro '' La moneta Napoletana dei Re di Spagna nel periodo 1503 - 1680'' trovo delle leggere differenze nella postura del cavallo e della Zampa anteriore, a proposito della zampa, è stato usato lo stesso punzone per i simboli sui grani? Cosa ne pensate ? Saluti Alberto1 punto
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Notavo che esiste anche questa che, a differenza delle altre, chiarisce il perché è stata fatta. Quindi questa era sicuramente per la visita di Ferdinando a Brescia. Possibilissimo che il BRIXIA sia stato confuso con BRIXEN e che quindi anche Carlo fosse in realtà a Brescia. Il nostro catalogo sostiene che la visita sia stata effettuata il 20-22 settembre 1838. Il Comandini conferma la visita per quella data ma tace sulla presenza di altro parentado... Non so se @fabio22 ha maggiori informazioni...1 punto
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Semplicemente sciolte ed appese in un espositore di cartone che ne conteneva tante. Ho trovato l'immagine nel web, ce ne erano molte di più all'origine.1 punto
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Questi razzetti difficilmente si trovavano nei veri negozi di giocattoli, tanti giochini super economici da tabaccaio o da negozietti che vendevano di tutto un pò passavano di moda velocemente e sparivano presto, erano delle vere e proprie meteore. Si utilizzavano sino allo sfinimento, si distruggevano, per poi essere dimenticati... Anche questa mini pistola (circa 4 cm.) tutta in metallo generava un unico colpo, ma che botto! Dopo un'utilizzo continuato il percussore si usurava, la molla di carica si indeboliva, impedendo al grilletto di dare la forza necessaria che aveva in origine per fare esplodere la capsuletta detonante, era il momento dell'abbandono... o si doveva provvedere ad un nuovo acquisto.1 punto
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Potter’s fingerprint discovered on 5,000-year-old sherd The Neolithic potter’s fingerprint on a sherd of pottery recovered at the Ness of Brodgar. (Jan Blatchford) In Orkney, around 5,000 years ago, a Neolithic potter sat down and began work. In the process of creating their vessel, the potter pressed a finger into the wet clay and left an imprint on the surface. Work under way in Trench X in 2016. That fingerprint is the latest discovery made during post-excavation work on the huge assemblage of prehistoric ceramics recovered from the Ness of Brodgar – the largest collection of late Neolithic Grooved Ware pottery in the UK. The potter’s fingerprint was noted by our ceramics specialist Roy Towers while examining a sherd of pottery recovered from Trench X, the extension added to Trench P in 2016. Reflectance Transformation Imaging (RTI) was called upon to confirm the suspected print. This process sees multiple photographs taken of a subject, each with a different (but controlled) light source. These are then combined, using computer software, and create a highly detailed model of the object that can be lit from all angles and examined on screen. The resulting images often reveal surface details not visible during normal examination. In this case, RTI work by Jan Blatchford confirmed and recorded the only fingerprint encountered at the excavation site to date. An image of the fingerprint captured using Reflectance Transformation Imaging this week. (Jan Blatchford) Given the widespread use of clay in prehistory, ancient fingerprints are not uncommon. As a result, research into the archaeological use of fingerprints has been ongoing for a number of years. It is hoped, funds permitting, that analysis of the Ness of Brodgar fingerprint will reveal the gender and age of the potter. Commenting on the discovery, excavation director Nick Card said: “Working on such as high-status site as the Ness of Brodgar, with its beautiful buildings and stunning range of artefacts it can be all to easy to forget about the people behind this incredible complex. But this discovery really does bring these people back into focus. “Although finding the fingerprint impression won’t hugely impact our work, it does give us a highly personal, poignant connection to the people of Neolithic Orkney, 5,000 years ago.” https://www.nessofbrodgar.co.uk/neolithic-fingerprint/1 punto
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Ciao a tutti. Questo post mi ha fatto riflettere in generale sul mondo del compro oro. A voi non sembra ridicolo che se trovo una Caravella del '66 vangando l'orto dovrei (in teoria) dichiararla alle autorità competenti, mentre se possiedo 10kg di Caravelle posso andare da compro oro e venderle a peso con la certezza che verranno rifuse? Sarà la passione per la numismatica ma io trovo aberrante questa incoerenza. È assurdo che delle monete possano essere fuse per ricavare argento o oro (poveri Marenghi).1 punto
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Avendo @Aristarco citato Vidale vuol dire che conosce molto bene l'intera emissione, poiché è un lavoro molto ben fatto. E quindi è difficile aggiungere qualcosa. Arka Diligite iustitiam1 punto
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Contribuisco anche io alla discussione con un bel libro che tra tante monete credo possa creare maggiore ricchezza e varietà di spunti... Si tratta della "Storia dei prezzi in Napoli dal 1131 al 1860" di Nunzio Faraglia, un testo cercato da tempo e finalmente reperito in originale ad un ottimo prezzo, è un bel volumone ricchissimo di informazioni sulla storia economica, monetaria e dei prezzi a Napoli dal medioevo alla fine del Regno delle Due Sicilie, con tante tabelle e documenti trascritti... Una di quelle opere che io definisco assai "saporite" ?1 punto
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Scusate l' --------- ma penso che sia lei il mio migliore acquisto per il 20201 punto
Lamoneta.it
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